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Viaggio in Alta Val d'Orcia  

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Raffaele
Scritto da: Raffaele
Località: Pienza
Durata: 2 giorni
Data partenza: dal 15/04/2016 al
Viaggiatori: 1
Nomi dei viaggiatori: Raffaele Amato

Introduzione

Viaggio in alta Val d'Orcia - Viaggio nell'ombelico del mondo tra tramonti  indimenticabili e albe straordinarie!

Descrizione

Il risveglio del desiderio di viaggiare ed esplorare che coincide immancabilmente con i primi tepori primaverili, dovrebbe portare immancabilmente alla scoperta, o alla riscoperta della Val d'Orcia, un posto bellissimo in provincia di Siena, creato dalla Divina Volontà per saziare gli occhi e i palati di quanti, alla ricerca di pace e antico rompono con i ritmi quotidiani, per immergersi in un contesto dipinto ancora di medioevo.

Segnalare un itinerario di scoperta risulta a tutta prima complesso, perché ognuno dei contesti sociali, racchiusi in questa valle, merita un attenzione unica e particolare. Geograficamente la terra orciana più a nord, quella ricompresa nei territori di Montepulciano, San Quirico e Pienza è, però, quella, paesaggisticamente e culinariamente, più appetibile. È un territorio questo, strano ed atipico dove sterminate distese aride e brulle battute costantemente dal vento, sono interrotte da vitigni di rinomanza mondiale per la produzione del Brunello, del Chianti e del Montepulciano.

Ma sono i tramonti il non plus ultra.

Credo, e lo dico con competenza, che le più belle immagini di paesaggi, con sole morente, siano state scattate in Val d'Orcia. All'improvviso, all'imbrunire, tonalità di rosso ed arancio pervadono ogni cosa ed il viso viene accarezzato da una calda brezza che arriva dal mare: dura tutto pochi minuti. Ci sono pochi posti al mondo  in grado di offrire un mix sensoriale così gratificante (forse il piccolo villaggio di Oia nell'isola greca di Santorini ha tramonti parimenti coinvolgenti). Va da sé, con questa premessa, che andare in Val d'Orcia per rientrare a casa prima del tramonto è un autentica follia, come non ha nessun senso afferirvi senza una macchina fotografica, dato che, anche con una competenza tecnica scarsa, potrebbe capitare di portare a casa delle immagini da sogno. Il primo posto che segnalo è Bagno Vignoni.

Bagno Vignoni

È un microscopico borgo medievale sito nel territorio di San Quirico d'Orcia, abitato da poche anime ma famoso nel mondo per ospitare, all'aperto, al centro della piazza del paese, una enorme vasca di acqua calda termale, rifornita costantemente dal sottosuolo, da falde di origine vulcanica. Nota sin dall'antichità romana è stata, da sempre, meta di pellegrinaggi curativi e di soggiorni rilassanti, sia da parte dell'afferente occasionale, sia da parte dell'illustre nobile o religioso. Per chi si occupa di fotografia, ma anche per chi vuole godere di paesaggi incantati, Bagno Vignoni, è una location imperdibile, specie al mattino quando i primi raggi del sole, penetrano i caldi e fumosi vapori che si sollevano dalla coltre delle calde acque, configurando uno spettacolo mistico e surreale.

L'acqua termale, presente nella vasca, drena a valle andando ad alimentare quattro mulini, ormai inattivi, ma che meritano certamente una visita per il loro valore storico-paesaggistico. Necessita inoltre un assaggio culinario l'offerta gastronomica di un piccolissimo locale al centro del borgo, La Bottega di Cacio, dove con una manciata di euro è possibile afferire a insaccati, salumi e formaggi, con sapori di altri tempi. Se è di un pranzo convenzionale che, di contro, sentite il desiderio non vi è che l'imbarazzo della scelta tra Osterie (Del Leone o Porcellum) o ristoranti (La Terrazza o Il Loggiato), tutti con un discreto incontro qualità prezzo. Personalmente però vi consiglio di lasciare Bagno Vignoni, in seconda mattinata, per recarvi, per il pranzo a Pienza.

Pienza

È una bellissima città rinascimentale, che dista da Bagno Vignoni pochi chilometri, che sa di antico e di buono. La sua ristrutturazione architettonica fu fortemente voluta, nel 1400, dal Pontefice Pio II. Dal 1996 è stata eletta, per la sua valenza e tipicità architettonica, sito patrimonio dell'Umanità. Il cuore storico di questo borgo toscano è Piazza Pio II o Piazza Spagna, dato che attorno ad essa si concentrano tutti gli edifici più rappresentativi, a cominciare dalla Cattedrale dell'Assunta, esempio gotico-rinascimentale di rara bellezza, al Palazzo Piccolomini, al Palazzo Borgia (oggi sede del Museo Diocesano), per finire con il Palazzo Comunale.

È uno degli esempio più significativi di razionalità urbanistica rinascimentale, purtroppo rimasta ampiamente incompiuta dall'architetto Rossellino, che l'aveva pensata, ideata e parzialmente realizzata. Segnaliamo nell'angolo dx della piazza, un antico pozzo di pregevole fattura, detto pozzo dei cani, reminiscenza dei tempi in cui, mancando una adeguata rete idrica, la gente di Pienza, i pientini, era costretta ad attingere acqua dai pozzi pubblici.

Il contesto architettonico non è però il solo motivo per cui Pienza deve essere tenuta presente in un viaggio in Val d'Orcia, l'altro motivo è l'enogastronomia. Il formaggio Pecorino, lo zafferano, l'olio d'oliva ed una selezione di insaccati (salumi di Cinta Senese), da innaffiare con un Brunello, sono le cose da acquistare assolutamente appena si mette piede nel borgo antico. Ma sono le piccole bettole e la loro straordinaria offerta culinaria a fare di questo posto una meta imperdibile per palati attenti. Quando sei lontano da casa, afferire in un posto dove a prezzi giusti riesci a mangiare in maniera memorabile con un occhio di riguardo alle preziosità territoriali è sempre un esperienza positiva e da condividere. In questo minuscolo paese toscano vi sono due rinomati ma microscopici locali (non vi sono più di quattro tavoli): la Buca di Enea e Sette di Vino, dove un anticipata prenotazione è indispensabile. Qui dove troverete una scelta oculata e memorabile nei formaggi, una proposta in vini intelligente e ricercata, dei primi che rispecchiano pienamente il territorio, e l'affetto di gestori sempre disponibili ad ospitarti come a casa. Tradotto in soldoni significa che se vado in Toscana, alla Buca di Enea a Pienza ci vado apposta a mangiare, certo di non essere depredato economicamente e sicuro di un esperienza di palato assolutamente memorabile.

La strada dei cipressi di Monticchiello

Nel tardo pomeriggio è il momento di dedicarsi alla fotografia di impatto, andando ad immortalare un'altra icona irrinunciabile della Val d'Orcia, ovverosia i Cipressi. Sono alberi che caratterizzano e tipizzano in maniera unica il paesaggio. Il primo  sito a cui afferire si trova nel territorio di Monticchiello, ad un tiro di schioppo da Pienza. Trattasi della famosa strada dei cipressi, una via costeggiata da questo alberi di alto fusto che si inerpica su di una collina descrivendo un armonioso naturale ondeggiamento a salire. L'altro sito, immortalato migliaia di volte ed ormai simbolo della Toscana si trova a metà strada tra San Quirico d'Orcia e Torrenieri al km. 189 e trattasi di un isolato gruppo di cipressi che si staglia verso il cielo, emergendo dalla sommità di una collina.

Montepulciano

L'ultima tappa, ma imprescindibile, e da fare al mattino, è la citta medievale di Montepulciano, sita tra la Val d'Orcia e la Valdichiana, ubicata sulla cima di una collina circondata da filari pregiati e famosa per il suo centro storico ad esse chiuso da cinta muraria, ben preservata. Vi è prodotto il Nobile vino, famoso nel mondo. Per la sua straordinaria bellezza vi segnalo la visita alla chiesa di San Biagio, capolavoro di Antonio Sangallo con pianta a croce greca, sita appena fuori porta, oggetto di ampia ristrutturazione ed inserita in un panorama mozzafiato.

Note gastronomiche dell'alta Val d'Orcia

Le tipicità culinarie dell'alta Val d'Orcia non si differenziano moltissimo da quelle senesi o toscane più in generale. Abbiamo di fronte una cucina semplice dai sapori intensi, fortemente legata alla tradizione, rispettosa dei singoli ingredienti che combinavano il piatto finale o la preparazione conclusiva. Segnalo la sua per bontà un antica schiacciata che i vecchi contadini mangiavano a colazione la Focaccia con i friccioli ottenuta dall'impasto di farina, olio, sale, lievito in cui erano inseriti pezzetti di pancetta di suino e cotta al forno. Tra gli antipasti della tradizione elenchiamo il famoso pansanto una fettina condita con il cavolfiore lessato, aceto ed olio, oppure la fettunta una bruschetta semplice a base di pane abbruscato con olio e aglio strusciato.

La ciaccia, una pasta di pane schiacciata e condita con un filo d'olio, era una preparazione di base che accompagnava un po' tutti i condimenti Tra i primi piatti ricordo la panzanella, altro piatto povero ed unico della tradizione contadina, che aveva il compito di sfamare il lavorante sino a sera, costituito da pagnotte di pane raffermo condite con olio, aceto, pomodori, cetrioli, cipolla, sale, pepe e basilico. Altro primo storico sono i pici (grossolani spaghetti di acqua e farina bianca e gialla, senza uova) conditi da varie salse a base di carne o vegetali oppure, come in antichità, con poco olio, trito di cipolla, cacio e pepe. La tecnica della preparazione di questa pasta fatta rigorosamente a mano è un po' complessa dato che contempla la stesura della pasta su un tagliere, la sua riduzione in piccole e lunghe striscioline e l'arrotolamento delle stesse col palmo della mano. Pochi minuti in acqua bollente e la pasta è pronta per essere condita e irrorata con un buon Rosso di Montepulciano, dai significativi tannini.

La ribollita o minestra di pane è un altro piatto povero e spesso unico della cucina contadina senese. Nelle antiche feste di piazza cuoceva in grandissimi pentoloni ed aveva il compito di sfamare folle di bocche. Trattasi di cuocere fagioli cannellini, con verdure (bietola, cavolo nero e verza), cipolla, peperoncino, concentrato di pomodoro, sedano e carota in un grosso pentolone per circa 2 ore. La zuppa ottenuta va immessa alternandola su più strati di pane raffermo e lasciata riposare almeno per 30 m. Infine, tra i secondi antichi, ricordo la Ciancinfricola che prende il suo nome, probabilmente dal verbo cianciare, (perdersi in chiacchiere senza costrutto). È un piatto a base di uova sbattute che vengono cotte in una padella in cui è stato preriscaldato in trito di pomodoro in olio e aglio.

Dove mangiare

  • Bagno Vignoni - La bottega di Cacio  Piazza del Moretto 31 tel 0577 877477 www.labottegadicacio.it chiuso il martedì
  • Bagno Vignoni - Osteria Del Leone via Dei Mulini 3  tel 0577 887300   www.osteriadelleone.it   chiuso il lunedì
  • Bagno Vignoni - Osteria Porcellu Piazza delle Sorgenti tel. 0577 88703  www.osteriaporcellum.it da Aprile aperto tutti i giorni
  • Bagno Vignoni - Ristorante  La Terrazza    Piazza delle Sorgenti  Tel. 0577 887157
  • Bagno Vignoni - Ristorante  Il Loggiato    via delle Sorgenti n.36   Tel. 0577 888973   www.illoggiato.com
  • Pienza - La Buca di Enea***  via della Buca n. 10   Tel. 0578/748653
  • Pienza - Sette di Vino  Piazza di Spagna 1   Tel. 0578 749092   chiuso il Mercoledì
  • Montepulciano - Locanda Cicolina   via Provinciale 17 n. 4   Tel. 0578 758853

Dove dormire

  • Pienza - Relais Il Chiostro di Pienza Corso II Rossellino n. 26   Tel. 0578 748129
  • Pienza - Hotel San Gregorio via della Madonnina 4   Tel. 0578 748059  www.sangregorioresidencehotel.it
  • Pienza - Agriturismo il Macchione  S.P. 71 per S. Anna in Camprena   Tel. 0578 754127
  • Montepulciano - Villa Cicolina via Provinciale 11  Tel. 0578 758620   www.villacicolina.it

Vino nobile di Montepulciano - Selezione Produttori

  • AZ. AG. CROCIANI - Via del Poliziano, 15   Montepulciano Siena tel. 0578 757919  e-mail: info@crociani.it 
  • Corte alla Flora - Zona di produzione Cervognano   Acquaviva di Montepulciano Te. 0578 766003  www.corteflora.it
  • Gattavecchi Cantina Storica - Via di Collazzi, 74, Loc. Santa Maria, 53045 Montepulciano (SI)  www.gattavecchi.it
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