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In Sicilia: Ragusa e Noto  

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Adriana
Scritto da: Adriana
Località: Noto, Ragusa, Scicli
Durata: 4
Data partenza: dal 05/09/2014 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Adriana e Maurizio

Introduzione

Torniamo in Sicilia, alla volta della zona di Ragusa che non conosciamo.

Descrizione

A Ragusa.

L'aeroporto di Comiso, come tutti gli aeroporti piccoli, è comodissimo. Sbarco, ritiro bagagli, e personale dell'autonoleggio che ci è venuto a prendere con la navetta. 

Il nostro hotel, "La Dimora Spartivento", è una bellissima struttura in posizione collinare: come un antica fattoria in pietra, con pozzo, stalle ora adibite a sala colazione, piscina e parco di erbe aromatiche, con vista magnifica sulla vallata e su Modica. Anche di notte è uno spettacolo. Il silenzio è totale, se non fosse per la Statale che provoca parecchio disturbo la mattina presto, non essendo le camere insonorizzate.  

La sala colazione è un'antica stalla oppure un granaio... comunque un magazzino. Tutto in pietra e luminoso, e ci accoglieva una signora portandoci bevande calde espresse. Arredata in stile rustico, con tavoli di legno scuro, aveva al centro un lungo tavolo imbandito con ogni prelibatezza, tra cui la frutta fresca in macedonia e tante torte casalinghe. Per due giorni abbiamo trovato anche un vassoio di fichi d'india sbucciati, tutti colorati!

Non ha sala ristorante e quindi la sera siamo costretti ad andare a Ragusa. Pensavamo potesse essere una buona idea andare a Marina di Ragusa ma ci hano sconsigliato alla Reception:  le strade non sono veloci, e in effetti non è un posto di mare da andarci la sera: non c'è niente. Invece ci hanno indicato due o tre ristoranti a Ragusa Ibla, raggiungibile in 15 minuti. Anche questo tragitto, senza Tom Tom non è facile perché Ragusa si allunga in due centri e una grande periferia, e da una rotonda all'altra è facile sbagliare strada. In compenso la sera c'è poco traffico.

Ibla la sera è bellissima: tutta illuminata e piena di gente, e qua e là musica anche dal vivo e concertini improvvisati.

Anche i giardini iblei sono aperti la sera, e i bambini restano a giocarci fino a tardi. Tutto assolutamente sicuro.  I ristoranti sono numerosi, forse però non è il miglior posto dove mangiare in Sicilia. Attenzione anche qui agli specchietti per le allodole come i menu a prezzo fisso: sono di bassa qualità. In realtà in Sicilia le porzioni sono giganti e basta un piatto, o un antipasto.

Si parcheggia, con un po' di fortuna, ai lati del centro di Ibla, e una breve salita porta nella strada principale. Si percorre seguendo la gente, e ci si trova al Duomo San Giorgio, spettacolare immenso monumento nella tipica pietra ragusana gialla rosata.

Il percorso tocca monumenti bellissimi.

È fresco a Ragusa, perché è in collina. La sera quasi quasi occorre un golfino. Il sabato e la domenica c'è parecchia folla, e parcheggiare diventa un problema se non si vuole camminare mezz'ora in salita oppure fare rocambolesche manovre tra le macchine.

Non fermarsi al primo parcheggio ma proseguire fino al bivio in fondo a Via Ottaviano, la strada che sale intorno a Ibla. Andando oltre, si rischia di infilarsi in un ginepraio di auto ma se si trova posto, siamo dietro i giardini iblei!

La campagna ragusana è brulla, dominata dal colore della roccia, rosata. Ma ha un suo fascino con i muri a secco e tantissimi alberi non facilmente identificabili che sembrano querce o ulivi ma non sono nè l'uno né l'altro: sono carrubi.

Ibla va vista anche di giorno, per visitare le chiese. In quell'occasione, consiglio di fare il percorso che abbiamo fatto noi, da Ragusa centro, con la cattedrale di San Giovanni, a piedi per le vie disseminate di palazzi importanti, e poi scendere la famosa scala che porta a Ibla. Ibla è come un piccolo monte separato dal monte più alto di Ragusa, e il collegamento è dato da una serie di tortuose scale in un percorso spettacolare, sia per gli scorci panoramici su Ibla, che per le chiese che si incontrano. Nei film di Montabano a volte si nota questa vista di Ibla, che è proprio quella dalle scale.

Alla Cattedrale di san Giovanni, proprio nella piazza c'è un ufficio informazioni aperto anche la domenica, dove danno  tantissime indicazioni.

Dintorni di Ragusa.

Abbiamo programmato di andare a Noto, al Castello di Donnafugata, poi a Scicli e a Punta Secca per vedere l'immancabile casa di Montalbano. Senza fare le corse, abbiamo visto Noto, Donnafugata il primo giorno, poi Ragusa, Scicli e Punta Secca il secondo giorno.

Modica

Modica è ovunque. Ci si passa per andare a Scicli, per andare a Noto. Vista da lontano è bella. Non abbiamo visitato il centro barocco perché ci siamo trovati invischiati in un dedalo di viuzze che abbiamo imboccato per sbaglio.

A Modica è famosa la cioccolata, ma si trova anche altrove. La cioccolata di Modica è specialissima e squisita: contiene dei granellini di zucchero che la rendono friabile e l'effetto è che sia "soffiata". In realtà viene lavorata in modo diverso dalla cioccolata normale, perché gli viene a mancare la fase di concaggio, una delle tante fasi di lavorazione del cioccolato, per cui lo zucchero resta percettibile al palato e non viene amalgamato completamente. Davvero una prelibatezza, ma si può comprare ovunque e non solo a Modica.

Noto

E' il centro più grande del barocco siciliano. Grosso paese disposto su tre piazze collegate dalla strada principale, è letteralmente pieno di monumenti barocchi. Bellissima.  A primavera fanno le inforate in Via Nicolaci, e anche adesso abbiamo trovato delle... infiorate fatte coi sassolini colorati, E' però la città più calda della zona, e considerando anche la nostra precedente esperienza siciliana di due anni fa, possiamo dire ormai con certezza che la costa orientale della Sicilia è più calda e umida del resto del territorio.

A Noto ci sono anche spazi verdi dove frescheggiare, magari sorseggiando le meravigliose granite siciliane, come abbiamo fatto noi. Le più prelibate, non essendo allergici come me alla frutta secca, sono quelle al pistacchio e alla mandorla.  A Noto c'è il famoso palazzo Nicolaci, che va assolutamente visitato. Un castello in effetti, anche se in piena città. Stanze perfettamente arredate coi mobili d'epoca, e il restauro è recentissimo. C'è anche  una grandissima sala da ballo dove secondo me vengono ancora fatte delle cerimonie perché alle pareti c'erano un centinaio di sedie trasparenti assolutamente moderne. La bellezza dell'arredo invita a sognare e io nella sala da ballo mi sono messa a ballare un improbabile valzer da sola, e con borsa a tracolla e guida in mano, sotto l'occhio impietoso della videocamera.

I Nicolaci erano pescatori arricchiti. Dopo il terremoto del 1693, data importantissima per tutta la zona del barocco perché quel terremoto distrusse tutto, i Nicolaci coi loro soldi contribuirono alla ricostruzione e si trovarono comunque meno colpiti di altri: fu così che assunsero il titolo nobiliare di baroni, e poi alla fine diventarono principi.

Dalle finestre del palazzo si gode un panorama splendido sui monumenti di Noto e fino al mare. I balconi del palazzo sono sostenuti da splendide sculture di cavalli rampanti o sirene. La città è un trionfo di palazzi barocchi, tutti bellissimi. Davvero imperdibile.

Il castello di Donnafugata

Vale assolutamente la pena di visitarlo. Ha un parco bellissimo, anche se necessita di restauro. C'è perfino un tempietto e un labirinto, ma ho letto che vogliono ripristinare anche gli scherzi d'acqua.

Donnafugata non vuol dire "donna rapita" come si è sempre creduto ma è una storpiatura dell'arabo "ayn as-jafaiat" che vuol dire "fonte della salute".  È un vero castello, grandissimo, visitabile nelle stanze arredate coi mobili d'epoca, e anche con strumenti musicali originali.

Prima dell'ingresso, c'era una mandria di mucche color marrone bruciato, a pelo lungo. Ci siamo divertiti a guardare un vitellino assetato che si abbeverava.

Scicli

Andare a Scicli significa assaggiare un po' di Sicilia fuori dai circuiti turistici standard. È un presepe nel monte, visto da lontano. Il paese, anzi la cittadina, è cosparsa di monumenti barocchi interessanti. La via Penna è un susseguirsi di bellezze architettoniche,

La caratteristica dei palazzi nobiliari barocchi sono le balaustre su cui si appoggiano i palazzi, decorate con leoni, cavalli, facce strane, con una ricchezza incredibile di forme e di dettagli.

Era domenica a Scicli, ed era un po' vuota. Tutti al mare! Noi ci siamo presi una bella granita con briosche, la libidine tipica e consigliatissima. La mia era al gelso, che corrisponde alle nostre more.

Punta Secca

Arrivare a Marina di Ragusa è abbastanza facile da Ragusa, ma da Scicli comporta comunque risalire verso Modica, che sembra il crocevia del ragusano.

Marina di Ragusa non ci è piaciuta, ma il mare comunque è pulito. Punta Secca si raggiunge un po' di malavoglia, perché non è proprio vicinissima, ma bisogna andarci. Il paese è un grigio paese di mare, senza niente a parte il faro e la casa di Montalbano sulla frequentata piccola spiaggia. Tante foto d'obbligo, e una certa emozione. Nella casa, ora c'è un b&b dal nome scontato "La casa di Montabano".

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