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Viaggio al centro dell'Italia  

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Kanper
Scritto da: Kanper
Località: Roma
Durata: 20 giorni
Data partenza: dal 09/08/2014 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori:

Introduzione

Viaggiare lentamente nel cuore della penisola, tra Natura e Storia.

Descrizione

Ho un problema con il volo, eufemisticamente parlando. Mi terrorizza, è una vera e propria fobia. Quindi non volo. Mia moglie ha invece un problema con l'automobile, senza eufemismi. Ha paura, in particolare delle strade ad alta velocità. Ma guida.

Ammettiamolo, le due paure combinate tra loro, metterebbero in crisi gran parte dei progetti di viaggio di qualunque coppia.

Noi siamo stati bravi, perché siamo riusciti a trasformare un limite in un' opportunità. Abbiamo cominciato a muoverci lentamente, prima in vespa, poi in auto, evitando quanto possibile le autostrade e percorrendo molto spesso strade secondarie. Dapprima su brevi distanze, poi, organizzandoci sempre meglio, le distanze sono gradualmente aumentate ed i km da centinaia sono diventati migliaia. L'automobile si è trasformata in un piccolo camper, cosi come la gestione delle tappe in campeggio non più stanziali ma itineranti.

Abbiamo gradualmente spostato l'importanza del viaggio dalla meta al viaggio stesso, trasformando la destinazione da punto di arrivo a stimolo di partenza.

Questo piccolo cambiamento del punto di vista ci ha aperto un universo nuovo, fatto non più solo di grandi luoghi sparpagliati e scollegati tra loro, punti astratti su una cartina, ma di percorsi densi e di luoghi collegati che sfumano l'uno nell'altro e si trasformano lentamente.

La storia e le tradizioni, la geografia, l'arte e la cucina, la natura e le persone tornano protagoniste prepotenti durante gli spostamenti caratterizzando ogni km percorso, suggerendo soste e cambi di programma, proponendo deviazioni, stuzzicando i sensi e i pensieri.

Forse vedremo meno in questo modo. Ma a mio avviso viviamo molto di più.

L'idea di partenza era più o meno quella di percorrere le antiche strade Romane, con un percorso ad ovale che da casa nostra, vicino Pisa ci avrebbe fatto transitare in zone da noi poco conosciute ma piene di fascino e di storia: L'Etruria, l'Appennino centrale, il basso Lazio, Roma stessa, la costa tirrenica.

Il problema era che quest'anno saremmo dovuti partire sotto ferragosto, per cui, contravvenendo alle nostre abitudini , abbiamo preferito prenotare alcune sistemazioni per la notte, affidandoci invece come sempre ad un programma di massima, una cartina e tanta fantasia per tutto il resto.

Partenza con il radiatore che perde liquido di prima mattina e prua verso Certaldo, seguendo la R. 429 fino a Siena e poi imbocchiamo la R.2 Via Cassia. Si apre di fronte a noi lentamente la Val d'Orcia con il suo susseguirsi di curve e pendenze dolci, paesaggi collinari, paesini antichi: Buonconvento, Montalcino, Bagno Vignoni meritano tutti brevi soste. Proseguiamo verso sud in direzione Lago di Bolsena dove arriviamo nel pomeriggio e ci sistemiamo in un grazioso e rumoroso campeggio proprio sulle rive del lago. Scegliamo accuratamente la piazzola tra diverse possibili e con una mira infallibile centriamo quella incastrata tra una famiglia numerosa di romani che fanno discoteca (per bambini...!) fino a mezzanotte passata, con tanto di casse stereo, luci stroboscopiche, deejay e ragazza PR, e una tenda con un bambino che piange tutte la notte, forse per la pessima musica, chissà.

Ci alziamo al mattino dopo abbastanza devastati e caracolliamo a visitare la vicina Orvieto.

Città graziosissima e stracarica di secoli, presenta un centro storico pressoché intatto con la perla del famoso Duomo, meraviglioso esempio di gotico italiano.

Ci spostiamo da Orvieto nel primo pomeriggio e ci dirigiamo a Civita di Bagnoregio. Viene chiamata “il paese che muore” e vedendola si capisce il perché: si tratta di un paese costruito su un terreno friabile che è letteralmente collassato tutto attorno ad uno sperone di roccia che ancora sostiene una vasta parte del paese originario. Il paese nuovo è invece costruito ai margini di quello che arrivando, si presenta come un vasto cratere dal l'effetto mozzafiato.

Rientriamo regalandoci una passeggiata e uno spettacolare caffè shakerato sul lungolago a Bolsena.

Dopo un' altra notte rumorosa ci rimettiamo in viaggio ancora verso sud e costeggiando il lago scendiamo verso Montefiascone e poi Viterbo che superiamo senza soste, mentre ce ne concediamo una per visitare il Giardino dei Mostri di Bomarzo.

Bizzarro luogo commissionato dal principe Orsini nel '500 inoltrato, ospita una serie di monumentali sculture in stile grottesco realizzate in peperino, il tutto all'interno di un vero paradiso naturalistico.

Dopo la visita e alleggeriti di 10 eccessivi euro a testa ripartiamo e percorriamo alcuni km di strade secondarie che ci portano, curva dopo curva, attraverso paesaggi verdi, alberi carichi di frutta e rovi di more mature, in Umbria, oltrepassando Amelia, Narni e Terni, finché non giungiamo presso le Cascate delle Marmore, nostra tappa del giorno.

Campeggiamo nell'unico campeggio (pare) della zona che oltre ad essere molto carino e silenzioso, gode di una posizione favolosa trovandosi letteralmente sopra le cascate.

Che al mattino dopo ovviamente visitiamo.

Ora, mia moglie è abbastanza allenata ma io non sono esattamente un atleta olimpionico, quindi credetemi se vi dico di non lasciarvi allarmare dalle raccomandazioni dei dépliant turistici riguardo le difficoltà dei sentieri e i loro tempi di percorrenza. Tutti i percorsi sono molto, molto ben segnalati e tracciati, sicuri e malgrado le pendenze anche poco faticosi. L'intera rete si percorre con estrema calma in poco più di tre ore considerando anche le soste per le vedute delle cascate che sono, spesso, realmente spettacolari. Personalmente consiglio di fare la visita in discesa, partendo quindi dal belvedere superiore e discendere le cascate fino a quello inferiore ed eventualmente risalire grazie ad un comodissimo servizio di bus navetta che collega i due belvedere.

La R.79 ci vede ripartire al mattino seguente e ci accompagna verso Rieti costeggiando il Monte Terminillo e in un torrido pomeriggio di agosto imbocchiamo la SR. 578 Cicolana che attraverso i paesaggi e le montagne dell'Abruzzo ci porta ad Anversa degli Abruzzi, gradevole paesino porta d'ingresso a nord delle Gole del Sagittario di cui molto avevo sentito parlare navigando in Internet.

Le affrontiamo il mattino dopo, con addosso i postumi di una serata surreale trascorsa nella piazza del paese insieme ad un mucchio di persone intente a festeggiare il compleanno di una splendida Signora centenaria.

La SS 479 si inoltra nelle gole scavate dal fiume Sagittario creando per i primi km paesaggi e scorci rocciosi e aggressivi. La strada è molto stretta e la velocità di crociera bassa. Poi si incontra il Lago di Scanno e il paese omonimo (o viceversa) e si trovano persone che fanno footing.

Pensavamo di doverci inerpicare in una valle dimenticata da Dio e dagli uomini e ci siamo invece trovati in una amena località di montagna attrezzata con tutti i comfort, un laghetto balneabile, e centri benessere. Dove peraltro servono sfogliatelle fantastiche.

Colpa mia, senza dubbio, che non mi sono informato a sufficienza.

Dopo Scanno la strada sale e serpeggia verso sud attraverso incontaminati altipiani all'interno dell' appennino abruzzese e molto vicini al Parco nazionale d'Abruzzo. La carreggiata è larga e il fondo ben battuto, basta stare attenti a non investire i numerosi cicloturisti che pedalano coraggiosi e godersi lo spettacolo fino a quando foreste di pini neri endemici annunciano l'arrivo a Villetta Barrea, porta sud delle Gole.

Pescasseroli, poco lontano, ci ricorda che il periodo è quello di Ferragosto: il paese è molto carino e più grande di quanto immaginassimo ma lo troviamo congestionato di turisti e anche trovare un posto per dormire non è semplicissimo. Alla fine ci accampiamo in un camping fuori paese, incastrati tra le tende e circondati da bambini che giocano a calcio tra le tende stesse.

Dopo una notte molto, ma molto fredda che ci rende evidente come mai la stragrande maggioranza del campeggio sia occupata da bungalow, roulotte e camper, ripartiamo e dirigiamo a ovest, lungo la R 509 che ci riporterà fino a Sora, nella pianura laziale. Oltrepassata anche Frosinone abbiamo la grande idea di uscire dalle strade principali per cercare un laghetto segnalato sulla cartina dove avremmo voluto fermarci per pranzare. In realtà non solo non troviamo il lago ma nemmeno la strada e ci perdiamo per due ore abbondanti su microstradine non segnalate sui colli a ridosso dei monti Ernici. Molte imprecazioni e informazioni dopo riusciamo a ritrovare la strada e spuntiamo sopra Fiuggi. Ancora oggi non riesco a capire da dove siamo passati.

Proseguiamo oltre e ci dirigiamo percorrendo la SS 6 Casilina verso Velletri, luogo di tappa e casa di amici per alcuni giorni.

Approfittiamo della guida amica che ci consiglia e nei giorni successivi, oltre a Roma che è sempre un bel ritornarci, visitiamo alcuni luoghi di cui almeno uno è una vera perla: Ninfa.

Si tratta di un paese fantasma o di un giardino splendido, come preferite. Ninfa era un paese abitato in epoca medioevale e saccheggiato e distrutto a fine 1300. La famiglia Caetani, da secoli proprietaria del terreno decise, a partire dagli anni 20 nel '900, di trasformare la zona in un giardino impiantando numerose specie arboree e non. Sfruttando le numerose rovine, il clima particolarmente favorevole e l'abbondante e purissima acqua che sgorga proprio nella zona, Ninfa è stata resa oggi uno stupefacente giardino lussureggiante ricco di un incredibile varietà di flora e la sensazione di passeggiare all'interno di un quadro del periodo romantico è acuta.

Salutiamo i colli romani a malincuore dopo alcuni giorni bellissimi e imbocchiamo da Velletri la Strada dei Laghi SP 217 che ci porta fino al GRA dove, ovviamente, ci perdiamo immediatamente. Quando riusciamo in qualche modo a trovare la strada e a uscire dal raccordo ci ritroviamo di nuovo sulla Cassia che abbandoniamo però subito per dirigerci sul lago di Bracciano per una breve sosta.

Avevamo programmato una visita a Calcata, paesino arroccato tra le rocce e le province di Roma e Viterbo che ospita oggi un gran numero di botteghe di artisti, e poi una sosta sul mare verso Tarquinia da usare come base per visitare le necropoli etrusche e il Giardino dei Tarocchi vicino a Capalbio.

In realtà dopo Calcata siamo rimasti delusi dalle località di mare sulla Costa dei Tarquini e abbiamo continuato a cercare un campeggio percorrendo un centinaio di km fino ad arrivare sul Golfo di Baratti, in pratica di fronte all'Isola d'Elba, piuttosto lontani quindi dalla zona che volevamo visitare. Per inciso segnalo che tutti i distributori di benzina sull'Aurelia, nella zona dell'Argentario, quel giorno avevano curiosamente il POS guasto. Epidemie di agosto.

Il cambio di programma ci ha permesso di goderci qualche giorno di mare in più e di scoprire Piombino e il suo bel centro storico, Populonia e il suo golfo e le terme del Calidario a Venturina.

Il rientro a casa non poteva più attendere e la strada Aurelia ci ha accompagnato senza problemi chiudendo un viaggio diverso, durante il quale abbiamo controllato che è vero il luogo comune per il quale più vai a sud e meglio mangi e abbiamo avuto la conferma che muoversi in agosto, nelle zone turistiche almeno, non è mai una buona idea.

Pur non allontanandoci troppo da casa questo viaggio ci ha confermato quanto bella, ricca e varia sia la nostra penisola e quanto invece la trascuriamo inseguendo mete lontane.

E la trascuriamo da molti punti di vista purtroppo.

Colline e montagne, laghi e mare, città d'arte e cultura. Nessuna nazione al mondo ha il patrimonio dell' Italia, patrimonio nostro, di tutti noi. Ma abbiamo trovato spesso strade dissestate, assistito a tentativi di piccole truffe, abbiamo frequentato diversi campeggi, per tipologia e zona e abbiamo invariabilmente trovato bagni sporchi, servizi inadeguati, maleducazione frequente, il tutto a prezzi spesso assolutamente ingiustificabili. Il confronto con il nord Europa in questo senso è imbarazzante. Ma abbiamo anche trovato ospitalità da amici, festeggiato compleanni in piazza, conosciuto ristoratori di qualità, goduto del clima e di bellezze impensabili per chiunque non viva in Italia. Anche in questo il confronto con l'estero è imbarazzante, per loro.

Basterebbe poco.

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