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Olanda  

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DOMENICO
Scritto da: DOMENICO
Durata: 7
Data partenza: dal 14/09/2016 al
Viaggiatori: 1
Nomi dei viaggiatori: Domenico

Introduzione

Questo diario riassume due viaggi in Olanda: il primo ancora una volta ad Amsterdam per la mia seconda festa del Re (fine aprile) e per un giro tra i campi di tulipani il secondo, tra il 14 e il 20 settembre per la rituale celebrazione del mio compleanno,  per visitare finalmente il resto del Paese al di fuori della capitale.

Descrizione

Questo diario riassume due viaggi in Olanda: il primo ancora una volta ad Amsterdam per la mia seconda festa del Re e per un giro tra i campi di tulipani, il secondo, a settembre, per la rituale celebrazione del mio compleanno,  per visitare finalmente il resto del Paese al di fuori della capitale.

Parte Prima: I campi di tulipani intorno Keukenhof in bicicletta, aprile 2016 

Se una famiglia di Amsterdam ti propone uno scambio casa a fine aprile, vale a dire durante la festa del re e il picco della fioritura dei tulipani, è difficile rinunciare alla terza visita nella capitale olandese. Se poi la famiglia in questione vive nello Jordaan, vale a dire una delle aree più autentiche è "in" della città, e ti offre una tipica bicicletta olandese, il soggiorno diventa davvero molto olandese e poco turistico.

Essendo appunto arrivato alla terza vacanza ad Amsterdam, poco potrei dire se non sui percorsi ciclabili attraverso i campi di tulipani, motivo principale di questo viaggio. Non parlo ovviamente di Keukenhof, obbligata meta turistica, ma di quelli molto più naturali che si distendono lì intorno.

Nel 2013 ero stato intorno Bennebroek, De Zilk, Vogelengang con bici presa a noleggio alla stazione ferroviaria di Heemstede. Questa volta mi sposto di poco, anche perché la zona dove si estendono i campi fioriti è più meno tutta lì, tra Haarlem e Lisse.

In definitiva da Bennebroek a Keukenhof è un bel giretto di una dozzina di chilometri, senza contare una interessante estensione di tragitto da Haarlem a Leiden per un totale di 45km.

Un ottimo percorso è quello che offre il noleggio bici Van Dam, proprio fuori Keukenhof. Con la bici (10 euro/giorno + 2,50 euro per il cestino) si ha una mappa con quattro itinerari a distanza crescente tutti ben segnalati lungo la strada. Le bici sono essenziali, leggere ma non molto attrezzate.

A Keukenhof si arriva con il treno da Amsterdam per Schipol (5,20 euro) poi il bus Schipol - Keukenhof (5 euro, da comprare prima di salire sul mezzo).

Le distanze dei percorsi Van Dam vanno da 5 a 30 km circa, percorribili in tempi compatibili con una piacevole giornata fuori porta. Tempo permettendo: io devo attendere un'ora al riparo dalla forte pioggia prima che esploda uno splendido pomeriggio di sole (per di più in una settimana che sarà ricordata per essere stata più fredda e piovosa del Natale).

Per navigare nei campi fioriti (nei quali non si potrebbe entrare anche per evitare trasmissione di malattie alle piante) l'itinerario 1 e 2 di Van Dam è perfetto: piccole distanze intorno Keukenhof e spettacolari visuali di colori. La mappa può essere trovata in rete: il percorso si muove tra Zwartelaan e i centri di Hillegom e Halfweg. Proprio intorno Zwartelaan e Loosterweg Noord si hanno ottimi esempi di campi di tulipani.

A nord di Hillegom ci si ricongiunge al mio percorso del 2013. Superata la ferrovia intorno Halfweg, i percorsi 2 e 3 di Van Dam conducono verso il laghetto Oosterduinse Meer (su cui si affaccia un punto ristoro molto carino) la cui vegetazione è più simile a una prateria. Da lì si può proseguire verso le dune e il mare, ma almeno fino allo sconosciuto villaggio di Noordwykerhout non ci sono altri campi interessanti di tulipani. Dato il forte vento, non riesco a proseguire oltre e mi fermo qui per una pausa pranzo.

Approfitto per segnalare che il percorso in barca attraverso i campi si può fare solo se si entra nel giardino di Keukenhof.

Per altre gite fuori porta, questa volta scelgo Alkmaar e la zona del Wasserland.

Alkmaar potrebbe essere un posto carino dove trascorrere mezza giornata, se non fosse che nel giorno del Re, anche per il forte vento, la città è un po' sporca e tutte le attrazioni sono chiuse. Molta gente si affolla qui il venerdì per assistere al celebre mercato del formaggio. Non aggiunge molto comunque alle bellezze del luogo se, per esempio, si è già visto Leiden che mi ricorda in piccolo.

La zona del Wasserland è invece molto interessante anche per spostamenti in bici.

Attraversato l'IJ con il traghetto (con bici al seguito) mi dirigo verso Broek am Waterland (circa 8 km) che raggiungo in 45 minuti circa sotto un tempo grigio e un discreto vento. Il tragitto non è entusiasmante (soprattutto con queste condizioni atmosferiche ) e lo stesso villaggio, che pure ospitò Napoleone, è davvero piccolo per poterci sostare più di 10 minuti. Anche l'offerta ristoratrice è molto limitata.

La cosa interessante è che Broek am Waterland dista 4km da Volendam (che visitai lo scorso anno) e da una serie di villaggi molto apprezzati dai turisti: Monnikendam, Edam, Marken (vedi diario 2015). Pertanto l'area offre molte attrattive per una piena giornata da trascorrere in bicicletta non molto distante da Amsterdam.

Parte Seconda: settembre 2016

Ho realizzato che era finalmente giunto il momento di visitare una parte dell'Olanda al di fuori di Amsterdam. Le impressioni avute girando i dintorni della capitale sono state confermate dal viaggio di settembre che ha anche beneficiato di 6 giorni di tempo a tratti estivo.

Utrecht (15-16 settembre)

L'arrivo a Utrecht è sorprendente, sia per la temperatura (28°C), sia per lo scenario colorato subito all'uscita del lungo sottopasso del centro commerciale Hoog Katarijne che porta dalla stazione ferroviaria nel cuore della città.

Utrecht è capitale religiosa dei cattolici olandesi e sede universitaria, cosa quest'ultima che contribuisce all'età media molto bassa della popolazione, alla vivacità delle strade, al numero spropositato di ristoranti e locali e anche alla apprezzabile bellezza delle ragazze locali. Per questo spesso Utrecht mi ha ricordato Amsterdam in piccolo (molto piccolo), per i colori e la scenografia, ma senza il caos della capitale.

Il centro è molto raccolto ed è caratterizzato dalla Domtoren, la torre più alta d'Olanda (112m), la Domkerk e l'Oude Gracht. Intorno alla cattedrale, nel Domplein, si nota l'edificio dell'Universiteit che ingloba l'antica sala capitolare della cattedrale e il piccolo e bel chiostro da cui si accede dalla piazza e che spesso è usato per ricevimenti vari.

Un altro piccolo giardino è il Florahof (sulla destra, prima della torre), mentre dietro al duomo si trova un angolo più riservato della città intorno alla Pieterskerk, raro esempio di architettura romanica del 1048, purtroppo aperta molto di rado.

In una bella giornata di caldo estivo anomalo è piacevole passeggiare per Utrecht a cui purtroppo manca un sito museale che possa permettere di protrarre l'esplorazione della città per una giornata intera. Potrebbe fare eccezione il rinomato museo Het Catharjinneconvent nel caso foste amanti dell&rsquoarte sacra.

Non si può mancare di seguire il percorso dell'Oude Gracht che offre sorprese inaspettate. La zona del canale fu trasformata in isola pedonale nel 1971 durante la ristrutturazione del centro. Inizialmente i commercianti erano molto scettici, ma alla fine la scelta si rivelò un grosso successo. Cominciando dal pittoresco incrocio Vismarkt-Lichte Gaard (di fronte alla torre), si può andare verso nord (quindi verso piazza Neude) e le sue zone più affollate oppure verso sud, più riservato e tranquillo. Tranquilla ed elegante (e un po' monotona) e anche la zona che costeggia il Niuwegracht.

Andando verso nord  si entra nella parte più animata di Utrecht, con decine di ristoranti di vario tipo. Molti sono al livello del canale che può essere percorso a piedi  solo a brevi tratti perché non c'è possibilità di superare i ponti.

Il canale è spesso percorso da canoe che possono essere noleggiate all'incrocio con Potterstraat. Continuando fino a Nieuwe Kade, nella giornate calde potreste trovare gente che fa il bagno nelle acque marroni. Neude è una piazza molto frequentata su cui si affacciano diversi locali, così come le vie adiacenti (Minreborederstraat, Drieharingstraat, Voorstraat).

Pasti. È difficile individuare qualcosa di tipico e non turistico in quella miriade di offerte. Posso segnalare "De Beurs" in Neude, con sale interne accoglienti e prezzi medi (per gli standard olandesi). "Pannenkoeken  De Muntkelder", Oude Gracht 112 è un rilassante posto lungo l'Oude Gracht dove mangiare le tipiche pannenkoeken olandesi: a dire la verità, non ho trovato altri negozi del genere.

Albergo. Sleep Well, Wittevrouwensingel 37. Carine e gentilissime le ragazze alle reception, ma la stanza "budget" al pian terreno è senza finestre e, complice il caldo anomalo di questi giorni, poco confortevole. La posizione è a pochi passi dal centro cittadino ma a quasi 30 minuti a piedi dalla stazione (alternativa: poche fermate di tram a circa 2.50€).

Kinderdijk (16 settembre, grigio e umido, 22°C)

Gita in mattinata da Utrecht verso il famoso sito dei 19 mulini a vento di Kinderdijk, costruiti a partire dal 1740 e  oggi patrimonio mondiale dell’umanità.

La giornata oggi non è più calda e soleggiata come l’arrivo a Utrecht: la temperatura è scesa a 22°C e il cielo è grigio e umido. Il paesaggio di Kinderdijk ne risente un po’, ma almeno la pioggia è scongiurata.

Nell’area verde attraversata da canali è sempre permesso l’accesso, ma solo durante gli orari di apertura del sito  si può entrare a visitare un paio di mulini (ingresso 7,50€), cosa che è molto interessante perché sono ricreati i veri ambienti di vita, viene illustrata la storia del posto e si può osservare da vicino il funzionamento dei meccanismi attualmente ancora impiegati per regolare il livello dell’acqua.

I mulini prelevano acqua da -2,10 m dal livello del fiume Lak e  la sollevano a +0,50 m (intorno a uno dei mulini si vede benissimo il salto) in un altro canale che poi raggiunge una stazione elettrica che la scarica nel fiume. I mulini vengono azionati secondo le reali necessità di pompaggio.

Nonostante l’area sembri piccola, passeggiare qui è molto piacevole e bisogna mettere in conto un paio d’ore per la visita. È possibile anche un giro un battello che secondo me non aggiunge molto alla visita. Da Utrecht si può raggiungere  Kinderijk con il bus 90 per Alblasserdam (90 min, 1h40). Più semplice arrivarci da Rotterdam, sia con bus che con il waterbus.

Per una pausa pranzo, oltre a un paio di ristoranti proprio all’ingresso del sito, si può procedere qualche minuto a piedi lungo Moulenstraat: al n 117 c’è Gran Cafè Partycentrum de Klok dove si mangia discretamente anche alle 14.30.

Delft (sabato 17 settembre, 23°C soleggiato)

L’escursione termica tra Roma, Uthrecht e Kinderdijk mi regala una violenta febbre che limita la mia visita a Delft. Per fortuna la città è così piccola che mezza giornata è sufficiente per un giro.

La città fu costruita agli inizi del XII secolo quando fu scavato l’Oude Delf, il canale vecchio, da cui la città prende il nome. Delft è nota sia per aver dato i natali al pittore Jan Vermeer (pur ospitandone solo copie di opere nel Vermeer Centrum Delft), sia per la famosa porcellana “Delft Blue”, sia infine perché si trova la cappella funeraria della casa reale d’Olanda.

Per quanto riguarda le porcellane, dal XVII secolo è famoso il blu di Delft, caratterizzato da decori blu su sfondo bianco. Mi dicono che per poter fregiarsi di questo nome il fabbricante deve avere almeno un secolo di attività ed è questo che li distingue da altri pezzi simili che si trovano ovunque ma a prezzi molto più bassi.

I reali invece sono sepolti nella Nieuwe Kerk, in un punto della navata centrale segnato da una enorme lapide che copre l’altrettanto enorme scalinata che conduce nella cripta (suppongo generalmente chiusa al pubblico). L’altra chiesa, la Oude Kerk, è quella nota per il campanile pendente, risultato di un cedimento del terreno e che oramai caratterizza la chiesa e anche la veduta lungo l’Oude Delft.

Oggi è tornato il sole e la città ospita un mercato dell’antiquariato in tutte le stradine e quello della frutta in Brabantse Turfmarkt, oltre a un parco giochi allestito nel Markt, cosa che limita la visita degli edifici antichi della piazza e del municipio.

Anche Delft è una cittadina molto carina il cui centro si estende compatto (e piccolo) a pochi minuti dalla moderna stazione ferroviaria. Dalla stazione si può raggiungere facilmente l’Aia sia con il treno sia, sorprendentemente, con un tram che prosegue fino a Scheveningen, la più grande ed elegante località balneare d’Olanda.

Pasti. Ho pranzato a ‘T Walletje (Burgwaal, 7), segnalato dall’opuscolo locale. A pranzo (fino alle 16) serve soprattutto panini e tost: poche alternative, ma buone. Ci sono anche dolci e gli scones inglesi.

Albergo. Hotel CoenCoenderstraat 47. Spartano, nonostante abbia la sauna. Dietro la stazione, a pochi passi dal centro. Al momento i lavori di ampliamento della stazione impongono di girare intorno alla stessa per raggiungere l’albergo. 70€/notte senza colazione (10€ extra)

L’Aia (18 – 20 settembre, 25°C, soleggiato)

Città piccola e carina, con un paio di musei interessanti, qualche viale più ampio e moderno e il mare non molto distante; aggiungente il posto strategico per raggiungere anche Amsterdam, l’aeroporto di Schipol e, ovviamente Delft e Rotterdam, L’Aia (o Den Haag), è una buona base per un soggiorno di due o tre giorni.

La mia visita è coincisa con l’apertura dell’anno parlamentare e la classica parata militare e musicale, il passaggio di qualche politico e, forse,  della famiglia reale. L’Aia è infatti sede del governo e delle ambasciate, nonché di vari organismi internazionali. Per contro la città viene più o meno tagliata in due per una giornata intera con problemi di spostamento inaspettati per una città così piccola.

Provenendo dalla stazione è probabile che il primo impatto di rilievo sarà l’Hofvijver, lo specchio d’acqua su cui si affaccia la Mauritshuis e il palazzo del parlamento. La splendida luna piena che un mese fa mi aveva accompagnato in Germania, la ritrovo spuntare dietro gli edifici sul lago per uno scenario molto suggestivo.

Dall’altra parte si apre in Binnenhof, il cortile dell’antico palazzo di governo circondato da begli edifici quali la Ridderzaal (sala dei cavalieri), la sede degli Stati Generali (Senato e Camera dei deputati).

Il Mauritshuis ospita del 1816 il gabinetto reale di pittura, il più importante del Paese insieme a quello di Amsterdam. La collezione permanente (ingresso 14€ + 3,50€ audioguida oppure download grtuito dell’app; durata visita circa 90 minuti) propone solo una parte del migliaio di opere di proprietà del museo, le altre sono oggetto di mostre temporanee. L’esposizione è molto bella; tra i capolavori vanno ricordate le opere di Hans Holbein il giovane, Rubens, Rembrandt J. Vermeer, con la famosa “Ragazza con l’orecchino di perla” e la “Veduta di Delft”.

Il cuore della città è tra il Nordeinde Paleis (il grande giardino pubblico alle sue spalle può essere un posto per una pausa, ma non è particolarmente interessante) e la zona intorno la Grote kerk da una parte e tra il bel viale alberato Lange Voorhout e il Plein dall’altra parte (attorniato da molti ristoranti).

Proprio alla fine del Lange Voorhout c’è il Museo dedicato a Maurits Cornelis Hescher (ingresso 9,50€, visita circa 1h), eccellente per chi ama l’arte geniale dell’artista.

Altra meta famosa in L’Aia è ovviamente il Palazzo della Pace (Vradespaleis) dove dal 1946 ha sede la corte internazionale di giustizia. Le visite sono con prenotazione, altrimenti ci si limita alla sala espositiva e didattica all’ingresso.

Infine nel cosiddetto Oude Centrum non c’è molto da vedere.

Pasti. Segnalo sicuramente “Scally’s” (Wagenstraat 117; orario 9-22 circa) sala da tè inglese (almeno nell’offerta) dove per 8€ si può consumare un ottimo cream tea cornico (con clotted cream preparata in casa). Molti ristoranti sono in Groetmarkt, Molenstraat e Paperstraat (‘T Bakkertjie è un bel forno al n° 38, mentre Cafè de Bok è un noto posto dove mangiare a buon prezzo al n 36 – chiuso domenica sera e lunedì). In Korte Poten n 24 c’è una Wiener Konditorei per una overdose di zuccheri. Il pub inglese Fiddler è un posto accogliente e spazioso vicino la Grote Kerk dove si mangia discretamente fino alle 22. “Dishy”, Nordeinde 21. Bel posto frequentato da gente del luogo, buone cose per colazione ma prezzi alti (6€ per un bicchiere di tè e una fettina di carrot cake).

Albergo. Easy Hotel, Parkstraat 31. È un hotel che si giudica difficilmente, perchè è nuovo e pulito ma davvero poco pratico (almeno la mia stanza).  La posizione è ottima, a quindici minuti dalla stazione ferroviaria e praticamente in centro. La mia stanza è microscopica, così come il bagno (separato da una parete di vetro traslucido) e il lavabo (praticamente inservibile). Minimo lo spazio per muoversi e per poggiare le valigie. In bagno non c’era la presa elettrica che era invece sul letto, proprio sul materasso tra i cuscini!

Rotterdam (lunedì 19 settembre, 18°C, sereno nel pomeriggio)

Bastano 30 minuti di treno (11 € a/r) per raggiungere Rotterdam da L’Aia. Rotterdam è la seconda città d’Olanda e il primo porto fluviale d’Europa. Si riconosce subito che la sua architettura e l’atmosfera che si respira sono del tutto differenti da quelle tipiche olandesi e per questo ritengo sia una ottima meta per interrompere la monotonia del paesaggio olandese. La distruzione della seconda guerra mondiale è stata occasione per ricostruire una città che sa conciliare qualità della vita e l’enorme traffico fluviale.

Nonostante le apparenze, se siete buoni camminatori, un giro di 6 ore vi permetterà di visitare senza stress la città, ovviamente senza visite museali. L’unica che mi sono concessa è stata la torre Euromast, da cui si ha una veduta su tutta la città e si riesce ad apprezzarne sia il carattere moderno che quello più pittoresco (seppur limitato a piccole aree).

Anche in questo caso è inutile dilungarsi su itinerari particolari se si ha a disposizione una sola giornata. Io ho annotato il mio che parte dalla stazione centrale (e già da qui si capisce che Roterdam non sarà la solita città olandese) e arriva fino all’Euromast, passando ovviamente per le case cubiche e l’Erasmusbrug (totale circa 8km).

Dalla stazione conviene fare due passi lungo Kruisplein fino al De Doelen, centro di congressi e concerti. Verso sinistra si entra nel Lijnbaan, il primo esempio al mondo di area pedonale (1953) ed oggi quartiere commerciale.

Uscendo sul Coolsingel si vede l’enorme municipio, il più grande in Olanda. Conviene procedere verso Beursplein con il grattacielo del World Trade Center  e una piccola via commerciale (sotto il livello stradale). Si continua quindi in una zona pedonale che offre diverse attrattive.

La Sint Laurenskerk (che io trovo chiusa) è la grande basilica tardogotica, interamente rifatta dopo la guerra, che sorge in quello che fu il cuore della città vecchia. La curiosità si volge però soprattutto a un edificio a forma di galleria, il nuovo mercato, eccellente all’interno anche per uno spuntino (i posti dove potersi sedere sono pochi) e per la possibilità di usare il wifi. Da notare che “intorno” all’edificio ci sono appartamenti.

Dall’altra parte del mercato si trova la moderna piramide della biblioteca cittadina, ma soprattutto l’originalissimo complesso edilizio Kubuswoning, costrutito su progetto di Piet Bloom tra il 1982 e il 1984. Inutile dire che qui ci si perde un’oretta: inoltre uno degli appartamenti è accessibile (3€) e permette di avere un’idea di come siano all’interno. Qui c’è anche un piccolo albergo.

Attraversato il cortile ci si affaccia sul pittoresco e piccolo vecchio porto (Oudehaven) e l’annesso museo all’aperto che rievoca l’attività portuale tra l’Ottocento e il Novecento. Proseguo quindi verso Erasmusbrug che però non attraverso. È il ponte simbolo di Rotterdam, collega la sponda sud con l’area dei vecchi “docks” e, per quello che mi riguarda, non sarà certo per  questo ponte che mi ricorderò di Rotterdam.

A questo punto si va verso la zona dei musei (per ragioni di tempo non ne visiterò nessuno), distribuita nel parco Museumpark. La zona è molto bella, ospita cinque musei tra cui il Boymans, enorme museo d’arte dal medioevo ad oggi.

La mia visita si conclude con l’ingresso alla Euromast, torre alta 185 metri a cui si giunge con un ascensore panoramico rotante che permette di vedere tutta la città e anche l’immenso porto fluviale. Dal Park, la vasta area verde che ospita la torre, si può andare verso il Museumpark e, attraversandolo, ritrovarsi in centro città.

Pasti. Non ho notato posti particolarmente attraenti. Ho fatto una pausa pranzo nel mercato e, prima di ripartire, mi sono fermato all’accogliente Daswe Egberts a lato della stazione ferroviaria.

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