×
Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze.
Clicca qui per più informazioni o per negare il consenso a tutti o alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Accetta | Leggi altro
HeaderMain-GetPartialViewNoCache = 0
HeaderBreadcrumb-GetPartialViewNoCache = 0
AdvValica-GetPartialView = 0

L'Egitto de Faraoni  

HeaderPageTitle-GetPartialViewNoCache = 0
Sonia
Scritto da: Sonia
Località: Il Cairo, Luxor
Durata: 7 giorni
Data partenza: dal 10/05/2008 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Sonia e Marco

Introduzione

Ho pensato a voi, amici di Paesi on line, durante il mio viaggio. Vi ho pensato perchè grazie al diario di uno di voi ho potuto organizzare il mio itinerario senza problemi, approfittando dei tanti consigli che sulle guide non si trovano mai.

Così, mentre ero in Egitto, tutte le sere scrivevo il diario della mia giornata: cosa avevo visto, se valeva la pena, cosa mi aveva colpito. Ed ora ve lo voglio raccontare, sperando che qualcuno possa trovarlo utile!

Il viaggio è stato pensato da me e mio marito per goderci, un po' all'avventura, il fascino e il mistero dell'antico Egitto. Per questo motivo abbiamo scelto di visitare solo due città: il Cairo e Luxor. E devo dire che la scelta è stata azzeccata perchè da vedere c'è molto più di quanto si possa immaginare!

Le Tappe del Viaggio

Finalmente si parte: il volo è della Egypt Air e nonostante siamo arrivati in aeroporto con largo anticipo la lentezza al check in è impressionante e rischiamo di perdere l'aereo! Soprattutto perchè da nessuna parte avevamo letto che se si parte solo con la carta d'identità valida per l'espatrio (cioè senza passaporto) bisogna esibire al check-n una fototessera che servirà per il visto all'arrivo al Cairo. Per fortuna la macchinetta in aeroporto era funzionante!

L'aereo non è male, è pulito e il personale gentile. Appena partiti ci hanno servito un buon pranzo e poi, grazie alla tv, le 3 ore di volo trascorrono velocemente.

Quando l'aereo inizia a scendere sopra il Cairo, pensiamo sia brutto tempo: una nube grigio/gialla riempiva il cielo ma in realtà si tratta di smog misto a sabbia e polvere. Una combinazione che rende l'aria davvero pesante e ce ne accorgeremo presto quando la gola inizia a bruciarci un po'.

Arrivati all'aeroporto, ci mettiamo qualche minuto a capire cosa fare ma in realtà è semplicissimo: per chi viaggia senza passaporto, bisogna andare al box del cambio ad acqistare la marca da bollo da 15 lire. Poi, armati di foto, marca e visto compilato (non quello che vi danno sull'aereo ma l'altro foglietto giallo che troverete in aeroporto) andare al controllo documenti. 

Al recupero bagagli, sarete circondati da gente che si proporrà per accompagnarvi in albergo. Alcuni sembreranno un po' aggressivi ma non lasciatevi intimorire: è il loro modo di parlare! Comunque, poco prima dell'uscita dell'aeroporto c'è un box centrale in cui è possibile opzionare un taxi di quelli con licenza. Ciò significa che i prezzi sono più o meno controllati anche se a noi hanno chiesto 85 lire che lì per lì ci sembravano ottimo in confronto a quanto chiesto dagli altri. Oggi, dopo una settimana di trattative (perchè lì si campa solo trattando) so per certo che abbiamo pagato uno sproposito ma fa niente.

A bordo del taxi siamo entrati nel caos terribile del traffico: tutti suonano il clacson, anche per le cose più sciocche. Il risultato è che il rumore a volte è proprio assordante.

Dopo un'ora di traffico, arriviamo finalmente al nostro albergo, il Pharaos Doqqi. Abbiamo prenotato entrambi gli alberghi del viaggio su Hotelclub e il sistema funziona alla grande!

L'albergo non è male: la stanza è abbastanza pulita, c'è l'aria condizionata, anche se un po' rumorosa, lenzuola e asciugamani profumano di pulito. In più questo albergo si trova in posizione ottima, vicino alla fermata della metro Doqqi e su una parallela di una grande strada ma per fortuna affaccia su una stradina secondaria dove non c'è mai grande confusione, così la notte si dorme tranquilli!

Usciamo a fare una passeggiata e mangiare qualcosa: sono ormai le 21.30 passate ma la città è nel pieno delle sue attività. Ci fermiamo a mangiare un kebab (che chiamano shawerma) e ci dirigiamo verso il centro, attraversando il ponte. Ariviamo così di fronte al museo egizio: una bella passeggiata ma non ve la consiglio di giorno perchè sotto il sole fa davvero caldo!

Torniamo stanchi morti in albergo: ci aspetta una bella dormita!

Sveglia ore 8.30, colazione in albergo e ci buttiamo nel caos della città: la nostra meta è la stazione centrale per acquistare i biglietti dello sleeping train che ci porterà a Luxor. Prendiamo la metropolitana alla fermata Doqqi e prima di entrare ci chiediamo preoccupati cosa ci aspetterà nel sottosuolo. E invece: la metropolitana funziona alla perfezione, i treni sono nuovi, hanno l'aria condizionata e le stazioni sono tutte molto ben tenute. Esiste anche un vagone centrale dedicato solo alle donne: ve lo dico così eviterete figuracce come abbiamo fatto noi che stavamo per salire dove Marco sarebbe stato un pochino di troppo!!! Costo dellla metro 1 Lira.

Arriviamo alla stazione centrale (fermata Mubarak): i dintorni della stazione sono un delirio di suoni, gente, odori...ma la stazione è ordinata e troviamo senza problemi l'ufficio dell'abela sleeping train dove commpriamo i biglietti pagandoli in € (40€ l'uno).

Mi raccomando di arrivare da quelle parti con i soldi in tasca perchè non esiste un cambio nei dintorni e noi non avevamo nemmeno più i soldi per riprendere la metro così abbiamo vagato per mezz'ora. Cambiati i soldi, abbiamo ripreso la metro e siamo andati verso il museo Egizio (femata (Opera). Diciamo che questo quartiere è il cuore nevralgico della città (o almeno ci è sembrato così). Abbiamo aspettato che i pullman turistici andassero via per il pranzo e e verso le 13.30 siamo entrati.

All'ingresso, oltre a pagare un biglietto di 50 Lire, ti controllano passando sotto il metal detector e chiedendoti di aprire le borse, precauzione che agita un po' ma in fondo è per la nostra sicurezza! All'interno non c'è moltissima gente ma siamo un po' disorientati. Ci affidiamo alla mitica Lonely Planet che ci fa fare il giro del museo in ordine cronologico. Uno spettacolo. Migliaia di anni di storia che ti passano davanti agli occhi!Rimaniamo entasiati davanti alla Paletta di Narmer nel grande atrio e poi ancora ci sentiamo piccoli di fronte le statue colossali di Amenothep III e della sposa Teye. Tra le cose da non perdere la statua in legno di Kaper: è inquietante...sembra che sia vivo!

Passiamo velocemente nella sala greco romana e di A. Magno: queste opere sembrano stonare in questo contesto! Al piano superiore ci attende Tutankhamen: le gallerie dedicate al faraone bambino sono affascinanti con il corredo di guanti e sandali, i gioielli, troni d'oro e poi lei: la maschera d'oro. 11 kg a coprire la testa della mummia dentro i 3 meravigliosi sarcofagi. L'emozione è alle stelle.

Infine decidiamo di pagare il supplemento per la sala delle mummie reali. 100 lire a testa sono troppe ma la sala è interessantissima e soprattutto impressionante. Usciamo dal museo dopo circa 3 ore di visita molto soddisfatti ma assetati: mi raccomando portatevi dell'acqua!!

Prossima tappa il Cairo Copto.Prendiamo la Metro fino a Mar Girgis e entriamo in un'oasi pedonale di tranquillità: niente clacson nè traffico. Visitiamo "La Sospesa" e scendiamo nei vicoli che ricordano Gerusalemme ma è tardi ed è tutto chiuso. Proviamo ad entrare da un cancello laterale nel cimitero Copto: non lo fate! Per visitarne una parte passate dall'entrata principale che sta nel cortile di San Giorgio o rischierete che vi tirino i sassi come hanno fatto dei ragazzini con noi. Ho avuto la sensazione che nell'ala meno trafficata del cimitero la gente ci viviesse proprio!!

Proviamo ad arrivare al Nilometro ma è chiuso anche questo quindi stanchi morti riprendiamo la metro. Verso l'albergo compriamo 2 kebab e conosciamo Hamdi. Ci ferma come fanno tutti per offrirci i suoi servigi ma parla un po' di italiano e si rivela subito simpatico Ci propone una gita alle piramidi. Noi prendiamo tempo perchè in albergo insistono perchè facciamo le escursioni con loro ma il prezzo è lo stesso e l'insistenza del personale è eccessiva. Così ci accordiamo con lui.

In serata facciamo la solita passeggiata di circa 5 km attraversando il Nilo e poi a ninna.

La sveglia è suonata prestino e alle 8 siamo già davanti al negozio di Hamdi dove ci aspetta il taxi con aria condizionata (evviva) che ci porterà a visitare i siti archeologici.

Prima tappa: una fabbrica di papiri. Non era esattamente la nostra priorità ma credo che sia Hamdi che il taxi prendano una percentuale dal negozio e dato che comunque avremmo voluto acquistare dei souvenir ne abbiamo approfittato. Poi risaliamo in macchina e attraversiamo le campagne verso Saqqara. Quando arriviamo siamo emozionati: il biglietto è di 50 lire e ne vale mille volte tante!

Entriamo nel complesso funerario che circonda la piramide di Zoser. Il salone ipostilo è già emozionante ma quando usciamo nel grande cortile meridionale restiamo senza fiato. La piramide ci guarda dall'alto dei suoi quasi 5000 anni di storia. Facciamo 1000 foto e visitiamo il complesso che pur essendo meraviglioso non ci colpisce + della piramide.

Prossima tappa Menphis. Dell'antico splendore della capitale non c'è più nulla. Un museo racchiude una splendida statua colossale di Ramesse II caduta. Il prezzo è esiguo: 30 lire, ma secondo me non ne vale la pena...

Dashur è il terzo sito che visitiamo e secondo me forse il più bello: il sito è sperduto nel deserto e fino a qualche anno fa era zona militare (in realtà ancora una parte del sito non è visitabile) quindi non è inclusa nei percorsi turistici e ciò la rende ancora più suggestiva perchè la si può ammirare in solitudine. La piramide rossa è lì che ci attende. Arriviamo ai piedi di questo gigante e saliamo fino all'entrata.

Il panorama dall'alto è meraviglioso. Poi iniziamo la dicesa. Un cunicolo basso e stretto in discesa ci porta verso la prima anticamera e già inizia a mancare un po' l'aria. Fa caldo e si comincia a sentire odore di ammoniaca. Così ci mettiamo la bandana sul naso e dopo aver ammirato il soffitto (non si può descrivere: va visto) saliamo una scaletta di legno per entrare nella seconda anticamera: sotto di noi la cemera funebre, ormai vuota. Fa molto caldo e l'aria è irrespirabile ma ne vale veramente la pena. (25 lire)

Ultima tappa della giornata Giza. Siamo distrutti dal caldo e dalla fatica così chiediamo al taxi di portarci a mangiare kebab. Ma sbagliamo alla grande perchè il poveretto ci porta in un ristorante per turisti. Non era quello che volevamo e infatti ci bastonano letteralmente con il prezzo ma almeno c'è l'aria condizionata e possiamo riposare un pochino mangiando e bevendo acqua fresca.

Siamo pronti per visitare le piramidi. Il taxi ci porta lungo una salita nel cuore del sobborgo di giza e girato l'angolo...eccole lì...le 3 piramidi. Gigantesche. Ma che delusione...sono veramente quasi circondate di case e la speculazione è terribile. E' pieno di turisti e di gente del posto che chiede soldi anche se starnutisci. Paghiamo il biglietto ma scopriamo subito che le 50 lire dell'entrata non bastano per entrare nelle piramidi. Decidiamo di entrare in quella intermedia, la piramide di chefren, pagando un altro biglietto da 25 lire.

E' pieno di gente e non è così suggestivo come Dashur...Torniamo al taxi un po' delusi e ci facciamo portare ad un punto panoramico da cui scattiamo molte foto e poi torniamo a vedere la sfinge, davanti le tre piramidi. Io me l'aspettavo più grande: nonostante questo ha un fascino indescrivibile...

La giornata è ormai finita. Il taxi ci riporta da Hamdi, paghiamo i suoi servigi e andiamo a riposarci un po'. Hamdi è una persona molto onesta e gentile e se può ti aiuta in tutti i modi. Ne abbiamo avuto la dimostrazione perchè la mia valigia da Roma non era arrivata insieme a noi e all'aeroporto non si sbloccava la faccenda.

Così abbiamo chiesto aiuto a lui che si è messo in contatto con un amico in aeroporto e appena la valigia è arrivata (il terzo giorno di vacanza!!!) lui ci ha chiamato per informarci. Per questo mi sento di consigliarlo a chiunque vada al Cairo. Tra l'altro gli ho promesso che avrei messo il suo numero di telefono su internet per fargli pubblicità e voglio mantenere la promessa: Hamdy El-Helw, lo trovate nel suo negozio di papiri chiamato Rosetta, 146 Tahrir ST., Dokki-Giza-Egypt. Tel 002 012 465 7620. e-mail rosstaelpasha@yahoo.com
Contattatelo prima di partire e vi organizzerà anche il transfer dall'aeroporto a prezzi migliori degli altri.

In serata usciamo e ceniamo con Ful e Ta Amia: squisito!!!

 

La sveglia è suonata tardi: le gambe sono a pezzi per le lunghe camminate e scalate del giorno prima! Facciamo il check out ma in hotel ci tengono le valigie in deposito. Gentili! Andiamo al Nilometro facendo la stessa strada dell'altra volta: metro fino a Mar Girgis.

Arrivando al Cairo Copto, dato che la chiesa di San Giorgio era aperta, decidiamo di visitarla ed è davvero molto bella. Scendiamo anche nella grotta in cui si dice abbiano soggiornato Giuseppe e Maria con Gesù bambino, in fuga da Erode.

Usciamo dal cairo copto, attraversiamo il nilo ed eccoci qua! Il biglietto del Nilometro costa 10 lire e la visita è molto interessante. In più, alle spalle della piccola cupola , si domina il Nilo: bellissimo panorama.

Torniamo sulla strada principale alla ricerca di un taxi per andare alla zona islamica ma è troppo lontana e nessuno ci vuole portare. Così con la metro ci avviciniamo scendendo a Sadat e da lì un taxi ci porta alla moschea di Al Azar. Una finta guida ci costringe a seguirlo e a lasciargli dei soldi per la visita della moschea ma quando ci rifiutiamo di pagarlo ancora (gli avevamo lasciato già 16 lire praticamente costretti a farlo) lui si rifiuta di portarci al Minareto. Ne nasce una mezza discussione e mi tocca portare via Marco!

Comunqe la moschea è bellissima: un grande cortile in marmo bianco di carrara conduce all'entrata di questo immenso salone dove si prega. Delle nicchie indicano la mecca. Tutto è finemente decorato.

Attraversando la strada arriviamo a Kan al Kalili, il mercato. Suggestivo e fisicamente stancante come tutti i mercato arabi, ti ubriachi di odori, colori, gente, rumori. Compriamo delle spezie e uscendo cerchiamo un taxi per Al azar park. E ci fregano alla grande. Un tizio a piedi ci chiede se cerchiamo un taxi, concordiamo 10 lire (un'enormità visto che il parco è a 3 minuti di macchina) e poi ferma un taxi per strada, gli dice che lo pagheremo 5 lire e pretende le altre 5 per averci trovato il mezzo. Per non litigare lo paghiamo ma è veramente assurdo: controllate sempre che chi vi ferma abbia un taxi di proprietà o pagherete doppio!

Arriviamo al parco veramente a pezzi. Fa un caldo esagerato. Entriamo pagando un biglietto di 3 lire e dentro c'è il paradiso. Il parco è in posizione dominante sulla città quindi c'è una vista meravigliosa e in più è verde, fresco e curato. Abbiamo dormito sdraiati sotto un albero fin chè non è iniziata la preghiera e ci siamo svegliati con i muezzin della città.

Dal parco siamo tornati velocemente all'albergo in taxi, abbiamo recuperato le valige e siamo andati con la metro a "Giza Station". Si, perchè il treno per luxor non parte dalla tazione centrale. Questa stazioncina è davvero squallida. Arriviamo con anticipo, come richiesto e attendiamo. Finalmente con un po' di ritardo arriva il nostro treno. Una meraviglia che non ci saremmo mai aspettati.

Ogni carrozza h un suo stewart a disposizione dei passeggeri. Le cabine, doppie ma con la possibilità di essere comunicanti con la successiva, sono pulite e spaziose. Appena partiti ci viene servita un'ottima cena stile aereo, tiriamo giù i letti e ci facciamo una bella dormita, chiusi dentro, con la sicurezza che lo stewart ci avrebbe chiamati in tempo la mattina successiva.

 

Ci svegliamo da soli per il rumore del treno verso le 5.45. Il sole è già sorto e il panorama fuori è bellissimo, in mezzo a campagne con uomini e muli che lavorano fianco a fianco. La colazione sul treno è ok. Arriviamo a Luxor alle 8.00 e in stazione ci assalgono i taxi ma arriviamo a piedi al nostro albergo: se ne prendete uno sulla riva orientale il taxi potrebbe non servire...

Soggiorniamo al Tutotel hotel: non è male la struttura ma la camera non è molto pulita a causa della moquette. Anche il bagno lascia un po' a desiderare ma pazienza...sono solo 3 giorni.

Alle 9, dopo una doccia, siamo pronti. Fuori fa già molto caldo. Andiamo a piedi al tempio di Luxor con una bella passeggiata costeggiando il Nilo. Il tempio è bellissimo e il biglietto costa 40 lire.

Usciti dal tempio andiamo al museo di Luxor. Certo, in confroto a quello del Cairo fa ridere ma ci sono parecchie cose interessanti! Costo 70 lire...un po' tanto...ma c'è una sala con le mummie aperta al pubblico molto interessante.

Saltiamo il museo della mummificazione perchè di imbalsamati ne abbiamo visti parecchi e sotto un sole soffocante cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa. Luxor non è come il Cairo per questo: non è una città che esiste a prescindere dai siti archeologici. Quindi è difficile trovare fast food. In più fa veramente molto caldo (la temperatura si aggira sui 45 gradi) quindi di giorno è sempre tutto chiuso.

Troviamo un ristorantino nel centro commerciale, mangiamo qualcosa e poi di corsa in albergo: fuori non sì resiste per il caldo! Mettiamo il naso in strada alle 18.30 e facciamo una gita in Feluca.

Contrattiamo 30 lire per un'ora. La feluca è molto suggestiva e romantico è il tramonto sul Nilo. Davvero una bellissima esperienza.

Finalmente è buio: il tempio di Luxor illuminato è ancora più suggestivo. Contrattiamo con un tizio per la gita del giorno dopo sulla sponda ovest: 120 lire per il taxi e ferry a nostre spese (una lira contro le 5 lire per la barchetta del nostro amico!).

Sveglia prestissimo per partire con una temperatura accettabile. Ci accorgiamo però che alle 7 è già tardi! Comunque, prendiamo il ferry e con il nostro bel taxi con aria condizionata usciamo dal centro abitato non senza aver comprato dell'acqua (mi raccomando fatelo perchè nei siti vi spellano!)

La prima meraviglia che incontriamo sono i colossi di Memnone e poi via verso la valle dei re. Il biglietto costa 70 lire e da diritto alla visita di 3 tombe. Il paesaggio è eccezionale: sembra di essere sulla luna. Un deserto di roccia rossastra ci circonda. Visitiamo le tombe di Tuthmosi III, la più lontana, in una gola, bella anche se essenziale, Tuthmosi IV e Seti I, la più decorata.

Lasciamo la valle dopo un'ora e mezzo (non prendete il trenino che è una fregatura: vi risparmierà solo poche centinaia di metri a piedi pagando 4 lire a testa.)

Prossima tappa il tempio di Hatsepsut (25 lire) meravigliosa opera di architettura! Fa un caldo esagerato! Arriviamo al taxi distrutti e il tizio ne approfitta per portarci a visitare una fabbrica di Alabastro. Anche qui compriamo alcuni souvenir dopo una contrattazione all'araba seduti per terra, sorseggiando the alla menta. Uno spettacolo!

Ancora visitiamo le tombe dei nobili: davvero belle, affrescate con scene di vita quotidiana, sono sparpagliate tra le case di un villaggio così, dopo aver pagato il biglietto di 25 lire, dovete trovare una guida del luogo, contrattare un prezzo e farvi accompagnare a vedere le vostre tre tombe. Visitiamo Ramose, Userhat e Khaemhat. Ancora una volta la Lonely planet ci suggerisce la scelta!

Infine ci dirigiamo alla valle delle regine. Altre 25 lire ben spese. Purtroppo la tomba di nefertiti è chiusa ma visitiamo quelle dei figli di Ramesse III, 2 bambini morti a 10 anni. Le tombe sono bellissime, affrescate con racconti del passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. In una di queste tombe c'è anche la mummia di un feto di 5 mesi nato prematuro: che impressione!

Il caldo è fortissimo: torniamo velocemente sull'altra sponda del Nilo e poi in albergo. Sono le 14.00 circa. Usciremo solo alle 19.30. Mangiamo, facciamo una breve passeggiata al mercato e poi a letto!

Il nostro ultimo giorno in Egitto! Il caldo del giorno precedente deve averci scombussolati perchè abbiamo qualche problema intestinale ma tiriamo avanti. Prendiamo un taxi e andiamo a Karnak, a circa 3 km dal nostro albergo. Il complesso di karnak è meravigliosamente grande. C'è molto da vedere e da leggere sulla guida!

Il caldo ricomincia ad essere troppo pesante così conludiamo velocemente la visita e torniamo spediti in albergo.

Come sempre usciamo nel tardo pomeriggio e riprendiamo la nostra amata Feluca. Un'altra gita di un'ora sul Nilo, questa volta ancora più romantica. Un tramonto mozzafiato sulle montagne della valle dei re.

Mangiamo una pizza nel ristorante del nostro albergo (non male per la verità e andiamo a letto presto perchè l'indomani la sveglia è alle ore 3.45.

L'albergo ci prepara la colazione al sacco così nel cuore della notte prendiamo un taxi per l'aeroporto. L'aereo, dopo uno scalo al Cairo, ci riporterà sani e salvi a casa.

In conclusione, non perdete l'occasione i fare questo viaggio: ne vale la pena anche se è molto stancante. E tra l'altro non si spende poi molto se si va un po' all'avventura come abbiamo fatto noi.

Buon viaggio a tutti!

Finalmente si parte: il volo è della Egypt Air e nonostante siamo arrivati in aeroporto con largo anticipo la lentezza al check in è impressionante e rischiamo di perdere l'aereo! Soprattutto perchè da nessuna parte avevamo letto che se si parte solo con la carta d'identità valida per l'espatrio (cioè senza passaporto) bisogna esibire al check-n una fototessera che servirà per il visto all'arrivo al Cairo. Per fortuna la macchinetta in aeroporto era funzionante!

L'aereo non è male, è pulito e il personale gentile. Appena partiti ci hanno servito un buon pranzo e poi, grazie alla tv, le 3 ore di volo trascorrono velocemente.

Quando l'aereo inizia a scendere sopra il Cairo, pensiamo sia brutto tempo: una nube grigio/gialla riempiva il cielo ma in realtà si tratta di smog misto a sabbia e polvere. Una combinazione che rende l'aria davvero pesante e ce ne accorgeremo presto quando la gola inizia a bruciarci un po'.

Arrivati all'aeroporto, ci mettiamo qualche minuto a capire cosa fare ma in realtà è semplicissimo: per chi viaggia senza passaporto, bisogna andare al box del cambio ad acqistare la marca da bollo da 15 lire. Poi, armati di foto, marca e visto compilato (non quello che vi danno sull'aereo ma l'altro foglietto giallo che troverete in aeroporto) andare al controllo documenti. 

Al recupero bagagli, sarete circondati da gente che si proporrà per accompagnarvi in albergo. Alcuni sembreranno un po' aggressivi ma non lasciatevi intimorire: è il loro modo di parlare! Comunque, poco prima dell'uscita dell'aeroporto c'è un box centrale in cui è possibile opzionare un taxi di quelli con licenza. Ciò significa che i prezzi sono più o meno controllati anche se a noi hanno chiesto 85 lire che lì per lì ci sembravano ottimo in confronto a quanto chiesto dagli altri. Oggi, dopo una settimana di trattative (perchè lì si campa solo trattando) so per certo che abbiamo pagato uno sproposito ma fa niente.

A bordo del taxi siamo entrati nel caos terribile del traffico: tutti suonano il clacson, anche per le cose più sciocche. Il risultato è che il rumore a volte è proprio assordante.

Dopo un'ora di traffico, arriviamo finalmente al nostro albergo, il Pharaos Doqqi. Abbiamo prenotato entrambi gli alberghi del viaggio su Hotelclub e il sistema funziona alla grande!

L'albergo non è male: la stanza è abbastanza pulita, c'è l'aria condizionata, anche se un po' rumorosa, lenzuola e asciugamani profumano di pulito. In più questo albergo si trova in posizione ottima, vicino alla fermata della metro Doqqi e su una parallela di una grande strada ma per fortuna affaccia su una stradina secondaria dove non c'è mai grande confusione, così la notte si dorme tranquilli!

Usciamo a fare una passeggiata e mangiare qualcosa: sono ormai le 21.30 passate ma la città è nel pieno delle sue attività. Ci fermiamo a mangiare un kebab (che chiamano shawerma) e ci dirigiamo verso il centro, attraversando il ponte. Ariviamo così di fronte al museo egizio: una bella passeggiata ma non ve la consiglio di giorno perchè sotto il sole fa davvero caldo!

Torniamo stanchi morti in albergo: ci aspetta una bella dormita!

Sveglia ore 8.30, colazione in albergo e ci buttiamo nel caos della città: la nostra meta è la stazione centrale per acquistare i biglietti dello sleeping train che ci porterà a Luxor. Prendiamo la metropolitana alla fermata Doqqi e prima di entrare ci chiediamo preoccupati cosa ci aspetterà nel sottosuolo. E invece: la metropolitana funziona alla perfezione, i treni sono nuovi, hanno l'aria condizionata e le stazioni sono tutte molto ben tenute. Esiste anche un vagone centrale dedicato solo alle donne: ve lo dico così eviterete figuracce come abbiamo fatto noi che stavamo per salire dove Marco sarebbe stato un pochino di troppo!!! Costo dellla metro 1 Lira.

Arriviamo alla stazione centrale (fermata Mubarak): i dintorni della stazione sono un delirio di suoni, gente, odori...ma la stazione è ordinata e troviamo senza problemi l'ufficio dell'abela sleeping train dove commpriamo i biglietti pagandoli in € (40€ l'uno).

Mi raccomando di arrivare da quelle parti con i soldi in tasca perchè non esiste un cambio nei dintorni e noi non avevamo nemmeno più i soldi per riprendere la metro così abbiamo vagato per mezz'ora. Cambiati i soldi, abbiamo ripreso la metro e siamo andati verso il museo Egizio (femata (Opera). Diciamo che questo quartiere è il cuore nevralgico della città (o almeno ci è sembrato così). Abbiamo aspettato che i pullman turistici andassero via per il pranzo e e verso le 13.30 siamo entrati.

All'ingresso, oltre a pagare un biglietto di 50 Lire, ti controllano passando sotto il metal detector e chiedendoti di aprire le borse, precauzione che agita un po' ma in fondo è per la nostra sicurezza! All'interno non c'è moltissima gente ma siamo un po' disorientati. Ci affidiamo alla mitica Lonely Planet che ci fa fare il giro del museo in ordine cronologico. Uno spettacolo. Migliaia di anni di storia che ti passano davanti agli occhi!Rimaniamo entasiati davanti alla Paletta di Narmer nel grande atrio e poi ancora ci sentiamo piccoli di fronte le statue colossali di Amenothep III e della sposa Teye. Tra le cose da non perdere la statua in legno di Kaper: è inquietante...sembra che sia vivo!

Passiamo velocemente nella sala greco romana e di A. Magno: queste opere sembrano stonare in questo contesto! Al piano superiore ci attende Tutankhamen: le gallerie dedicate al faraone bambino sono affascinanti con il corredo di guanti e sandali, i gioielli, troni d'oro e poi lei: la maschera d'oro. 11 kg a coprire la testa della mummia dentro i 3 meravigliosi sarcofagi. L'emozione è alle stelle.

Infine decidiamo di pagare il supplemento per la sala delle mummie reali. 100 lire a testa sono troppe ma la sala è interessantissima e soprattutto impressionante. Usciamo dal museo dopo circa 3 ore di visita molto soddisfatti ma assetati: mi raccomando portatevi dell'acqua!!

Prossima tappa il Cairo Copto.Prendiamo la Metro fino a Mar Girgis e entriamo in un'oasi pedonale di tranquillità: niente clacson nè traffico. Visitiamo "La Sospesa" e scendiamo nei vicoli che ricordano Gerusalemme ma è tardi ed è tutto chiuso. Proviamo ad entrare da un cancello laterale nel cimitero Copto: non lo fate! Per visitarne una parte passate dall'entrata principale che sta nel cortile di San Giorgio o rischierete che vi tirino i sassi come hanno fatto dei ragazzini con noi. Ho avuto la sensazione che nell'ala meno trafficata del cimitero la gente ci viviesse proprio!!

Proviamo ad arrivare al Nilometro ma è chiuso anche questo quindi stanchi morti riprendiamo la metro. Verso l'albergo compriamo 2 kebab e conosciamo Hamdi. Ci ferma come fanno tutti per offrirci i suoi servigi ma parla un po' di italiano e si rivela subito simpatico Ci propone una gita alle piramidi. Noi prendiamo tempo perchè in albergo insistono perchè facciamo le escursioni con loro ma il prezzo è lo stesso e l'insistenza del personale è eccessiva. Così ci accordiamo con lui.

In serata facciamo la solita passeggiata di circa 5 km attraversando il Nilo e poi a ninna.

La sveglia è suonata prestino e alle 8 siamo già davanti al negozio di Hamdi dove ci aspetta il taxi con aria condizionata (evviva) che ci porterà a visitare i siti archeologici.

Prima tappa: una fabbrica di papiri. Non era esattamente la nostra priorità ma credo che sia Hamdi che il taxi prendano una percentuale dal negozio e dato che comunque avremmo voluto acquistare dei souvenir ne abbiamo approfittato. Poi risaliamo in macchina e attraversiamo le campagne verso Saqqara. Quando arriviamo siamo emozionati: il biglietto è di 50 lire e ne vale mille volte tante!

Entriamo nel complesso funerario che circonda la piramide di Zoser. Il salone ipostilo è già emozionante ma quando usciamo nel grande cortile meridionale restiamo senza fiato. La piramide ci guarda dall'alto dei suoi quasi 5000 anni di storia. Facciamo 1000 foto e visitiamo il complesso che pur essendo meraviglioso non ci colpisce + della piramide.

Prossima tappa Menphis. Dell'antico splendore della capitale non c'è più nulla. Un museo racchiude una splendida statua colossale di Ramesse II caduta. Il prezzo è esiguo: 30 lire, ma secondo me non ne vale la pena...

Dashur è il terzo sito che visitiamo e secondo me forse il più bello: il sito è sperduto nel deserto e fino a qualche anno fa era zona militare (in realtà ancora una parte del sito non è visitabile) quindi non è inclusa nei percorsi turistici e ciò la rende ancora più suggestiva perchè la si può ammirare in solitudine. La piramide rossa è lì che ci attende. Arriviamo ai piedi di questo gigante e saliamo fino all'entrata.

Il panorama dall'alto è meraviglioso. Poi iniziamo la dicesa. Un cunicolo basso e stretto in discesa ci porta verso la prima anticamera e già inizia a mancare un po' l'aria. Fa caldo e si comincia a sentire odore di ammoniaca. Così ci mettiamo la bandana sul naso e dopo aver ammirato il soffitto (non si può descrivere: va visto) saliamo una scaletta di legno per entrare nella seconda anticamera: sotto di noi la cemera funebre, ormai vuota. Fa molto caldo e l'aria è irrespirabile ma ne vale veramente la pena. (25 lire)

Ultima tappa della giornata Giza. Siamo distrutti dal caldo e dalla fatica così chiediamo al taxi di portarci a mangiare kebab. Ma sbagliamo alla grande perchè il poveretto ci porta in un ristorante per turisti. Non era quello che volevamo e infatti ci bastonano letteralmente con il prezzo ma almeno c'è l'aria condizionata e possiamo riposare un pochino mangiando e bevendo acqua fresca.

Siamo pronti per visitare le piramidi. Il taxi ci porta lungo una salita nel cuore del sobborgo di giza e girato l'angolo...eccole lì...le 3 piramidi. Gigantesche. Ma che delusione...sono veramente quasi circondate di case e la speculazione è terribile. E' pieno di turisti e di gente del posto che chiede soldi anche se starnutisci. Paghiamo il biglietto ma scopriamo subito che le 50 lire dell'entrata non bastano per entrare nelle piramidi. Decidiamo di entrare in quella intermedia, la piramide di chefren, pagando un altro biglietto da 25 lire.

E' pieno di gente e non è così suggestivo come Dashur...Torniamo al taxi un po' delusi e ci facciamo portare ad un punto panoramico da cui scattiamo molte foto e poi torniamo a vedere la sfinge, davanti le tre piramidi. Io me l'aspettavo più grande: nonostante questo ha un fascino indescrivibile...

La giornata è ormai finita. Il taxi ci riporta da Hamdi, paghiamo i suoi servigi e andiamo a riposarci un po'. Hamdi è una persona molto onesta e gentile e se può ti aiuta in tutti i modi. Ne abbiamo avuto la dimostrazione perchè la mia valigia da Roma non era arrivata insieme a noi e all'aeroporto non si sbloccava la faccenda.

Così abbiamo chiesto aiuto a lui che si è messo in contatto con un amico in aeroporto e appena la valigia è arrivata (il terzo giorno di vacanza!!!) lui ci ha chiamato per informarci. Per questo mi sento di consigliarlo a chiunque vada al Cairo. Tra l'altro gli ho promesso che avrei messo il suo numero di telefono su internet per fargli pubblicità e voglio mantenere la promessa: Hamdy El-Helw, lo trovate nel suo negozio di papiri chiamato Rosetta, 146 Tahrir ST., Dokki-Giza-Egypt. Tel 002 012 465 7620. e-mail rosstaelpasha@yahoo.com
Contattatelo prima di partire e vi organizzerà anche il transfer dall'aeroporto a prezzi migliori degli altri.

In serata usciamo e ceniamo con Ful e Ta Amia: squisito!!!

 

La sveglia è suonata tardi: le gambe sono a pezzi per le lunghe camminate e scalate del giorno prima! Facciamo il check out ma in hotel ci tengono le valigie in deposito. Gentili! Andiamo al Nilometro facendo la stessa strada dell'altra volta: metro fino a Mar Girgis.

Arrivando al Cairo Copto, dato che la chiesa di San Giorgio era aperta, decidiamo di visitarla ed è davvero molto bella. Scendiamo anche nella grotta in cui si dice abbiano soggiornato Giuseppe e Maria con Gesù bambino, in fuga da Erode.

Usciamo dal cairo copto, attraversiamo il nilo ed eccoci qua! Il biglietto del Nilometro costa 10 lire e la visita è molto interessante. In più, alle spalle della piccola cupola , si domina il Nilo: bellissimo panorama.

Torniamo sulla strada principale alla ricerca di un taxi per andare alla zona islamica ma è troppo lontana e nessuno ci vuole portare. Così con la metro ci avviciniamo scendendo a Sadat e da lì un taxi ci porta alla moschea di Al Azar. Una finta guida ci costringe a seguirlo e a lasciargli dei soldi per la visita della moschea ma quando ci rifiutiamo di pagarlo ancora (gli avevamo lasciato già 16 lire praticamente costretti a farlo) lui si rifiuta di portarci al Minareto. Ne nasce una mezza discussione e mi tocca portare via Marco!

Comunqe la moschea è bellissima: un grande cortile in marmo bianco di carrara conduce all'entrata di questo immenso salone dove si prega. Delle nicchie indicano la mecca. Tutto è finemente decorato.

Attraversando la strada arriviamo a Kan al Kalili, il mercato. Suggestivo e fisicamente stancante come tutti i mercato arabi, ti ubriachi di odori, colori, gente, rumori. Compriamo delle spezie e uscendo cerchiamo un taxi per Al azar park. E ci fregano alla grande. Un tizio a piedi ci chiede se cerchiamo un taxi, concordiamo 10 lire (un'enormità visto che il parco è a 3 minuti di macchina) e poi ferma un taxi per strada, gli dice che lo pagheremo 5 lire e pretende le altre 5 per averci trovato il mezzo. Per non litigare lo paghiamo ma è veramente assurdo: controllate sempre che chi vi ferma abbia un taxi di proprietà o pagherete doppio!

Arriviamo al parco veramente a pezzi. Fa un caldo esagerato. Entriamo pagando un biglietto di 3 lire e dentro c'è il paradiso. Il parco è in posizione dominante sulla città quindi c'è una vista meravigliosa e in più è verde, fresco e curato. Abbiamo dormito sdraiati sotto un albero fin chè non è iniziata la preghiera e ci siamo svegliati con i muezzin della città.

Dal parco siamo tornati velocemente all'albergo in taxi, abbiamo recuperato le valige e siamo andati con la metro a "Giza Station". Si, perchè il treno per luxor non parte dalla tazione centrale. Questa stazioncina è davvero squallida. Arriviamo con anticipo, come richiesto e attendiamo. Finalmente con un po' di ritardo arriva il nostro treno. Una meraviglia che non ci saremmo mai aspettati.

Ogni carrozza h un suo stewart a disposizione dei passeggeri. Le cabine, doppie ma con la possibilità di essere comunicanti con la successiva, sono pulite e spaziose. Appena partiti ci viene servita un'ottima cena stile aereo, tiriamo giù i letti e ci facciamo una bella dormita, chiusi dentro, con la sicurezza che lo stewart ci avrebbe chiamati in tempo la mattina successiva.

 

Ci svegliamo da soli per il rumore del treno verso le 5.45. Il sole è già sorto e il panorama fuori è bellissimo, in mezzo a campagne con uomini e muli che lavorano fianco a fianco. La colazione sul treno è ok. Arriviamo a Luxor alle 8.00 e in stazione ci assalgono i taxi ma arriviamo a piedi al nostro albergo: se ne prendete uno sulla riva orientale il taxi potrebbe non servire...

Soggiorniamo al Tutotel hotel: non è male la struttura ma la camera non è molto pulita a causa della moquette. Anche il bagno lascia un po' a desiderare ma pazienza...sono solo 3 giorni.

Alle 9, dopo una doccia, siamo pronti. Fuori fa già molto caldo. Andiamo a piedi al tempio di Luxor con una bella passeggiata costeggiando il Nilo. Il tempio è bellissimo e il biglietto costa 40 lire.

Usciti dal tempio andiamo al museo di Luxor. Certo, in confroto a quello del Cairo fa ridere ma ci sono parecchie cose interessanti! Costo 70 lire...un po' tanto...ma c'è una sala con le mummie aperta al pubblico molto interessante.

Saltiamo il museo della mummificazione perchè di imbalsamati ne abbiamo visti parecchi e sotto un sole soffocante cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa. Luxor non è come il Cairo per questo: non è una città che esiste a prescindere dai siti archeologici. Quindi è difficile trovare fast food. In più fa veramente molto caldo (la temperatura si aggira sui 45 gradi) quindi di giorno è sempre tutto chiuso.

Troviamo un ristorantino nel centro commerciale, mangiamo qualcosa e poi di corsa in albergo: fuori non sì resiste per il caldo! Mettiamo il naso in strada alle 18.30 e facciamo una gita in Feluca.

Contrattiamo 30 lire per un'ora. La feluca è molto suggestiva e romantico è il tramonto sul Nilo. Davvero una bellissima esperienza.

Finalmente è buio: il tempio di Luxor illuminato è ancora più suggestivo. Contrattiamo con un tizio per la gita del giorno dopo sulla sponda ovest: 120 lire per il taxi e ferry a nostre spese (una lira contro le 5 lire per la barchetta del nostro amico!).

Sveglia prestissimo per partire con una temperatura accettabile. Ci accorgiamo però che alle 7 è già tardi! Comunque, prendiamo il ferry e con il nostro bel taxi con aria condizionata usciamo dal centro abitato non senza aver comprato dell'acqua (mi raccomando fatelo perchè nei siti vi spellano!)

La prima meraviglia che incontriamo sono i colossi di Memnone e poi via verso la valle dei re. Il biglietto costa 70 lire e da diritto alla visita di 3 tombe. Il paesaggio è eccezionale: sembra di essere sulla luna. Un deserto di roccia rossastra ci circonda. Visitiamo le tombe di Tuthmosi III, la più lontana, in una gola, bella anche se essenziale, Tuthmosi IV e Seti I, la più decorata.

Lasciamo la valle dopo un'ora e mezzo (non prendete il trenino che è una fregatura: vi risparmierà solo poche centinaia di metri a piedi pagando 4 lire a testa.)

Prossima tappa il tempio di Hatsepsut (25 lire) meravigliosa opera di architettura! Fa un caldo esagerato! Arriviamo al taxi distrutti e il tizio ne approfitta per portarci a visitare una fabbrica di Alabastro. Anche qui compriamo alcuni souvenir dopo una contrattazione all'araba seduti per terra, sorseggiando the alla menta. Uno spettacolo!

Ancora visitiamo le tombe dei nobili: davvero belle, affrescate con scene di vita quotidiana, sono sparpagliate tra le case di un villaggio così, dopo aver pagato il biglietto di 25 lire, dovete trovare una guida del luogo, contrattare un prezzo e farvi accompagnare a vedere le vostre tre tombe. Visitiamo Ramose, Userhat e Khaemhat. Ancora una volta la Lonely planet ci suggerisce la scelta!

Infine ci dirigiamo alla valle delle regine. Altre 25 lire ben spese. Purtroppo la tomba di nefertiti è chiusa ma visitiamo quelle dei figli di Ramesse III, 2 bambini morti a 10 anni. Le tombe sono bellissime, affrescate con racconti del passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. In una di queste tombe c'è anche la mummia di un feto di 5 mesi nato prematuro: che impressione!

Il caldo è fortissimo: torniamo velocemente sull'altra sponda del Nilo e poi in albergo. Sono le 14.00 circa. Usciremo solo alle 19.30. Mangiamo, facciamo una breve passeggiata al mercato e poi a letto!

Il nostro ultimo giorno in Egitto! Il caldo del giorno precedente deve averci scombussolati perchè abbiamo qualche problema intestinale ma tiriamo avanti. Prendiamo un taxi e andiamo a Karnak, a circa 3 km dal nostro albergo. Il complesso di karnak è meravigliosamente grande. C'è molto da vedere e da leggere sulla guida!

Il caldo ricomincia ad essere troppo pesante così conludiamo velocemente la visita e torniamo spediti in albergo.

Come sempre usciamo nel tardo pomeriggio e riprendiamo la nostra amata Feluca. Un'altra gita di un'ora sul Nilo, questa volta ancora più romantica. Un tramonto mozzafiato sulle montagne della valle dei re.

Mangiamo una pizza nel ristorante del nostro albergo (non male per la verità e andiamo a letto presto perchè l'indomani la sveglia è alle ore 3.45.

L'albergo ci prepara la colazione al sacco così nel cuore della notte prendiamo un taxi per l'aeroporto. L'aereo, dopo uno scalo al Cairo, ci riporterà sani e salvi a casa.

In conclusione, non perdete l'occasione i fare questo viaggio: ne vale la pena anche se è molto stancante. E tra l'altro non si spende poi molto se si va un po' all'avventura come abbiamo fatto noi.

Buon viaggio a tutti!

Finalmente si parte: il volo è della Egypt Air e nonostante siamo arrivati in aeroporto con largo anticipo la lentezza al check in è impressionante e rischiamo di perdere l'aereo! Soprattutto perchè da nessuna parte avevamo letto che se si parte solo con la carta d'identità valida per l'espatrio (cioè senza passaporto) bisogna esibire al check-n una fototessera che servirà per il visto all'arrivo al Cairo. Per fortuna la macchinetta in aeroporto era funzionante!

L'aereo non è male, è pulito e il personale gentile. Appena partiti ci hanno servito un buon pranzo e poi, grazie alla tv, le 3 ore di volo trascorrono velocemente.

Quando l'aereo inizia a scendere sopra il Cairo, pensiamo sia brutto tempo: una nube grigio/gialla riempiva il cielo ma in realtà si tratta di smog misto a sabbia e polvere. Una combinazione che rende l'aria davvero pesante e ce ne accorgeremo presto quando la gola inizia a bruciarci un po'.

Arrivati all'aeroporto, ci mettiamo qualche minuto a capire cosa fare ma in realtà è semplicissimo: per chi viaggia senza passaporto, bisogna andare al box del cambio ad acqistare la marca da bollo da 15 lire. Poi, armati di foto, marca e visto compilato (non quello che vi danno sull'aereo ma l'altro foglietto giallo che troverete in aeroporto) andare al controllo documenti. 

Al recupero bagagli, sarete circondati da gente che si proporrà per accompagnarvi in albergo. Alcuni sembreranno un po' aggressivi ma non lasciatevi intimorire: è il loro modo di parlare! Comunque, poco prima dell'uscita dell'aeroporto c'è un box centrale in cui è possibile opzionare un taxi di quelli con licenza. Ciò significa che i prezzi sono più o meno controllati anche se a noi hanno chiesto 85 lire che lì per lì ci sembravano ottimo in confronto a quanto chiesto dagli altri. Oggi, dopo una settimana di trattative (perchè lì si campa solo trattando) so per certo che abbiamo pagato uno sproposito ma fa niente.

A bordo del taxi siamo entrati nel caos terribile del traffico: tutti suonano il clacson, anche per le cose più sciocche. Il risultato è che il rumore a volte è proprio assordante.

Dopo un'ora di traffico, arriviamo finalmente al nostro albergo, il Pharaos Doqqi. Abbiamo prenotato entrambi gli alberghi del viaggio su Hotelclub e il sistema funziona alla grande!

L'albergo non è male: la stanza è abbastanza pulita, c'è l'aria condizionata, anche se un po' rumorosa, lenzuola e asciugamani profumano di pulito. In più questo albergo si trova in posizione ottima, vicino alla fermata della metro Doqqi e su una parallela di una grande strada ma per fortuna affaccia su una stradina secondaria dove non c'è mai grande confusione, così la notte si dorme tranquilli!

Usciamo a fare una passeggiata e mangiare qualcosa: sono ormai le 21.30 passate ma la città è nel pieno delle sue attività. Ci fermiamo a mangiare un kebab (che chiamano shawerma) e ci dirigiamo verso il centro, attraversando il ponte. Ariviamo così di fronte al museo egizio: una bella passeggiata ma non ve la consiglio di giorno perchè sotto il sole fa davvero caldo!

Torniamo stanchi morti in albergo: ci aspetta una bella dormita!

Sveglia ore 8.30, colazione in albergo e ci buttiamo nel caos della città: la nostra meta è la stazione centrale per acquistare i biglietti dello sleeping train che ci porterà a Luxor. Prendiamo la metropolitana alla fermata Doqqi e prima di entrare ci chiediamo preoccupati cosa ci aspetterà nel sottosuolo. E invece: la metropolitana funziona alla perfezione, i treni sono nuovi, hanno l'aria condizionata e le stazioni sono tutte molto ben tenute. Esiste anche un vagone centrale dedicato solo alle donne: ve lo dico così eviterete figuracce come abbiamo fatto noi che stavamo per salire dove Marco sarebbe stato un pochino di troppo!!! Costo dellla metro 1 Lira.

Arriviamo alla stazione centrale (fermata Mubarak): i dintorni della stazione sono un delirio di suoni, gente, odori...ma la stazione è ordinata e troviamo senza problemi l'ufficio dell'abela sleeping train dove commpriamo i biglietti pagandoli in € (40€ l'uno).

Mi raccomando di arrivare da quelle parti con i soldi in tasca perchè non esiste un cambio nei dintorni e noi non avevamo nemmeno più i soldi per riprendere la metro così abbiamo vagato per mezz'ora. Cambiati i soldi, abbiamo ripreso la metro e siamo andati verso il museo Egizio (femata (Opera). Diciamo che questo quartiere è il cuore nevralgico della città (o almeno ci è sembrato così). Abbiamo aspettato che i pullman turistici andassero via per il pranzo e e verso le 13.30 siamo entrati.

All'ingresso, oltre a pagare un biglietto di 50 Lire, ti controllano passando sotto il metal detector e chiedendoti di aprire le borse, precauzione che agita un po' ma in fondo è per la nostra sicurezza! All'interno non c'è moltissima gente ma siamo un po' disorientati. Ci affidiamo alla mitica Lonely Planet che ci fa fare il giro del museo in ordine cronologico. Uno spettacolo. Migliaia di anni di storia che ti passano davanti agli occhi!Rimaniamo entasiati davanti alla Paletta di Narmer nel grande atrio e poi ancora ci sentiamo piccoli di fronte le statue colossali di Amenothep III e della sposa Teye. Tra le cose da non perdere la statua in legno di Kaper: è inquietante...sembra che sia vivo!

Passiamo velocemente nella sala greco romana e di A. Magno: queste opere sembrano stonare in questo contesto! Al piano superiore ci attende Tutankhamen: le gallerie dedicate al faraone bambino sono affascinanti con il corredo di guanti e sandali, i gioielli, troni d'oro e poi lei: la maschera d'oro. 11 kg a coprire la testa della mummia dentro i 3 meravigliosi sarcofagi. L'emozione è alle stelle.

Infine decidiamo di pagare il supplemento per la sala delle mummie reali. 100 lire a testa sono troppe ma la sala è interessantissima e soprattutto impressionante. Usciamo dal museo dopo circa 3 ore di visita molto soddisfatti ma assetati: mi raccomando portatevi dell'acqua!!

Prossima tappa il Cairo Copto.Prendiamo la Metro fino a Mar Girgis e entriamo in un'oasi pedonale di tranquillità: niente clacson nè traffico. Visitiamo "La Sospesa" e scendiamo nei vicoli che ricordano Gerusalemme ma è tardi ed è tutto chiuso. Proviamo ad entrare da un cancello laterale nel cimitero Copto: non lo fate! Per visitarne una parte passate dall'entrata principale che sta nel cortile di San Giorgio o rischierete che vi tirino i sassi come hanno fatto dei ragazzini con noi. Ho avuto la sensazione che nell'ala meno trafficata del cimitero la gente ci viviesse proprio!!

Proviamo ad arrivare al Nilometro ma è chiuso anche questo quindi stanchi morti riprendiamo la metro. Verso l'albergo compriamo 2 kebab e conosciamo Hamdi. Ci ferma come fanno tutti per offrirci i suoi servigi ma parla un po' di italiano e si rivela subito simpatico Ci propone una gita alle piramidi. Noi prendiamo tempo perchè in albergo insistono perchè facciamo le escursioni con loro ma il prezzo è lo stesso e l'insistenza del personale è eccessiva. Così ci accordiamo con lui.

In serata facciamo la solita passeggiata di circa 5 km attraversando il Nilo e poi a ninna.

La sveglia è suonata prestino e alle 8 siamo già davanti al negozio di Hamdi dove ci aspetta il taxi con aria condizionata (evviva) che ci porterà a visitare i siti archeologici.

Prima tappa: una fabbrica di papiri. Non era esattamente la nostra priorità ma credo che sia Hamdi che il taxi prendano una percentuale dal negozio e dato che comunque avremmo voluto acquistare dei souvenir ne abbiamo approfittato. Poi risaliamo in macchina e attraversiamo le campagne verso Saqqara. Quando arriviamo siamo emozionati: il biglietto è di 50 lire e ne vale mille volte tante!

Entriamo nel complesso funerario che circonda la piramide di Zoser. Il salone ipostilo è già emozionante ma quando usciamo nel grande cortile meridionale restiamo senza fiato. La piramide ci guarda dall'alto dei suoi quasi 5000 anni di storia. Facciamo 1000 foto e visitiamo il complesso che pur essendo meraviglioso non ci colpisce + della piramide.

Prossima tappa Menphis. Dell'antico splendore della capitale non c'è più nulla. Un museo racchiude una splendida statua colossale di Ramesse II caduta. Il prezzo è esiguo: 30 lire, ma secondo me non ne vale la pena...

Dashur è il terzo sito che visitiamo e secondo me forse il più bello: il sito è sperduto nel deserto e fino a qualche anno fa era zona militare (in realtà ancora una parte del sito non è visitabile) quindi non è inclusa nei percorsi turistici e ciò la rende ancora più suggestiva perchè la si può ammirare in solitudine. La piramide rossa è lì che ci attende. Arriviamo ai piedi di questo gigante e saliamo fino all'entrata.

Il panorama dall'alto è meraviglioso. Poi iniziamo la dicesa. Un cunicolo basso e stretto in discesa ci porta verso la prima anticamera e già inizia a mancare un po' l'aria. Fa caldo e si comincia a sentire odore di ammoniaca. Così ci mettiamo la bandana sul naso e dopo aver ammirato il soffitto (non si può descrivere: va visto) saliamo una scaletta di legno per entrare nella seconda anticamera: sotto di noi la cemera funebre, ormai vuota. Fa molto caldo e l'aria è irrespirabile ma ne vale veramente la pena. (25 lire)

Ultima tappa della giornata Giza. Siamo distrutti dal caldo e dalla fatica così chiediamo al taxi di portarci a mangiare kebab. Ma sbagliamo alla grande perchè il poveretto ci porta in un ristorante per turisti. Non era quello che volevamo e infatti ci bastonano letteralmente con il prezzo ma almeno c'è l'aria condizionata e possiamo riposare un pochino mangiando e bevendo acqua fresca.

Siamo pronti per visitare le piramidi. Il taxi ci porta lungo una salita nel cuore del sobborgo di giza e girato l'angolo...eccole lì...le 3 piramidi. Gigantesche. Ma che delusione...sono veramente quasi circondate di case e la speculazione è terribile. E' pieno di turisti e di gente del posto che chiede soldi anche se starnutisci. Paghiamo il biglietto ma scopriamo subito che le 50 lire dell'entrata non bastano per entrare nelle piramidi. Decidiamo di entrare in quella intermedia, la piramide di chefren, pagando un altro biglietto da 25 lire.

E' pieno di gente e non è così suggestivo come Dashur...Torniamo al taxi un po' delusi e ci facciamo portare ad un punto panoramico da cui scattiamo molte foto e poi torniamo a vedere la sfinge, davanti le tre piramidi. Io me l'aspettavo più grande: nonostante questo ha un fascino indescrivibile...

La giornata è ormai finita. Il taxi ci riporta da Hamdi, paghiamo i suoi servigi e andiamo a riposarci un po'. Hamdi è una persona molto onesta e gentile e se può ti aiuta in tutti i modi. Ne abbiamo avuto la dimostrazione perchè la mia valigia da Roma non era arrivata insieme a noi e all'aeroporto non si sbloccava la faccenda.

Così abbiamo chiesto aiuto a lui che si è messo in contatto con un amico in aeroporto e appena la valigia è arrivata (il terzo giorno di vacanza!!!) lui ci ha chiamato per informarci. Per questo mi sento di consigliarlo a chiunque vada al Cairo. Tra l'altro gli ho promesso che avrei messo il suo numero di telefono su internet per fargli pubblicità e voglio mantenere la promessa: Hamdy El-Helw, lo trovate nel suo negozio di papiri chiamato Rosetta, 146 Tahrir ST., Dokki-Giza-Egypt. Tel 002 012 465 7620. e-mail rosstaelpasha@yahoo.com
Contattatelo prima di partire e vi organizzerà anche il transfer dall'aeroporto a prezzi migliori degli altri.

In serata usciamo e ceniamo con Ful e Ta Amia: squisito!!!

 

La sveglia è suonata tardi: le gambe sono a pezzi per le lunghe camminate e scalate del giorno prima! Facciamo il check out ma in hotel ci tengono le valigie in deposito. Gentili! Andiamo al Nilometro facendo la stessa strada dell'altra volta: metro fino a Mar Girgis.

Arrivando al Cairo Copto, dato che la chiesa di San Giorgio era aperta, decidiamo di visitarla ed è davvero molto bella. Scendiamo anche nella grotta in cui si dice abbiano soggiornato Giuseppe e Maria con Gesù bambino, in fuga da Erode.

Usciamo dal cairo copto, attraversiamo il nilo ed eccoci qua! Il biglietto del Nilometro costa 10 lire e la visita è molto interessante. In più, alle spalle della piccola cupola , si domina il Nilo: bellissimo panorama.

Torniamo sulla strada principale alla ricerca di un taxi per andare alla zona islamica ma è troppo lontana e nessuno ci vuole portare. Così con la metro ci avviciniamo scendendo a Sadat e da lì un taxi ci porta alla moschea di Al Azar. Una finta guida ci costringe a seguirlo e a lasciargli dei soldi per la visita della moschea ma quando ci rifiutiamo di pagarlo ancora (gli avevamo lasciato già 16 lire praticamente costretti a farlo) lui si rifiuta di portarci al Minareto. Ne nasce una mezza discussione e mi tocca portare via Marco!

Comunqe la moschea è bellissima: un grande cortile in marmo bianco di carrara conduce all'entrata di questo immenso salone dove si prega. Delle nicchie indicano la mecca. Tutto è finemente decorato.

Attraversando la strada arriviamo a Kan al Kalili, il mercato. Suggestivo e fisicamente stancante come tutti i mercato arabi, ti ubriachi di odori, colori, gente, rumori. Compriamo delle spezie e uscendo cerchiamo un taxi per Al azar park. E ci fregano alla grande. Un tizio a piedi ci chiede se cerchiamo un taxi, concordiamo 10 lire (un'enormità visto che il parco è a 3 minuti di macchina) e poi ferma un taxi per strada, gli dice che lo pagheremo 5 lire e pretende le altre 5 per averci trovato il mezzo. Per non litigare lo paghiamo ma è veramente assurdo: controllate sempre che chi vi ferma abbia un taxi di proprietà o pagherete doppio!

Arriviamo al parco veramente a pezzi. Fa un caldo esagerato. Entriamo pagando un biglietto di 3 lire e dentro c'è il paradiso. Il parco è in posizione dominante sulla città quindi c'è una vista meravigliosa e in più è verde, fresco e curato. Abbiamo dormito sdraiati sotto un albero fin chè non è iniziata la preghiera e ci siamo svegliati con i muezzin della città.

Dal parco siamo tornati velocemente all'albergo in taxi, abbiamo recuperato le valige e siamo andati con la metro a "Giza Station". Si, perchè il treno per luxor non parte dalla tazione centrale. Questa stazioncina è davvero squallida. Arriviamo con anticipo, come richiesto e attendiamo. Finalmente con un po' di ritardo arriva il nostro treno. Una meraviglia che non ci saremmo mai aspettati.

Ogni carrozza h un suo stewart a disposizione dei passeggeri. Le cabine, doppie ma con la possibilità di essere comunicanti con la successiva, sono pulite e spaziose. Appena partiti ci viene servita un'ottima cena stile aereo, tiriamo giù i letti e ci facciamo una bella dormita, chiusi dentro, con la sicurezza che lo stewart ci avrebbe chiamati in tempo la mattina successiva.

 

Ci svegliamo da soli per il rumore del treno verso le 5.45. Il sole è già sorto e il panorama fuori è bellissimo, in mezzo a campagne con uomini e muli che lavorano fianco a fianco. La colazione sul treno è ok. Arriviamo a Luxor alle 8.00 e in stazione ci assalgono i taxi ma arriviamo a piedi al nostro albergo: se ne prendete uno sulla riva orientale il taxi potrebbe non servire...

Soggiorniamo al Tutotel hotel: non è male la struttura ma la camera non è molto pulita a causa della moquette. Anche il bagno lascia un po' a desiderare ma pazienza...sono solo 3 giorni.

Alle 9, dopo una doccia, siamo pronti. Fuori fa già molto caldo. Andiamo a piedi al tempio di Luxor con una bella passeggiata costeggiando il Nilo. Il tempio è bellissimo e il biglietto costa 40 lire.

Usciti dal tempio andiamo al museo di Luxor. Certo, in confroto a quello del Cairo fa ridere ma ci sono parecchie cose interessanti! Costo 70 lire...un po' tanto...ma c'è una sala con le mummie aperta al pubblico molto interessante.

Saltiamo il museo della mummificazione perchè di imbalsamati ne abbiamo visti parecchi e sotto un sole soffocante cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa. Luxor non è come il Cairo per questo: non è una città che esiste a prescindere dai siti archeologici. Quindi è difficile trovare fast food. In più fa veramente molto caldo (la temperatura si aggira sui 45 gradi) quindi di giorno è sempre tutto chiuso.

Troviamo un ristorantino nel centro commerciale, mangiamo qualcosa e poi di corsa in albergo: fuori non sì resiste per il caldo! Mettiamo il naso in strada alle 18.30 e facciamo una gita in Feluca.

Contrattiamo 30 lire per un'ora. La feluca è molto suggestiva e romantico è il tramonto sul Nilo. Davvero una bellissima esperienza.

Finalmente è buio: il tempio di Luxor illuminato è ancora più suggestivo. Contrattiamo con un tizio per la gita del giorno dopo sulla sponda ovest: 120 lire per il taxi e ferry a nostre spese (una lira contro le 5 lire per la barchetta del nostro amico!).

Sveglia prestissimo per partire con una temperatura accettabile. Ci accorgiamo però che alle 7 è già tardi! Comunque, prendiamo il ferry e con il nostro bel taxi con aria condizionata usciamo dal centro abitato non senza aver comprato dell'acqua (mi raccomando fatelo perchè nei siti vi spellano!)

La prima meraviglia che incontriamo sono i colossi di Memnone e poi via verso la valle dei re. Il biglietto costa 70 lire e da diritto alla visita di 3 tombe. Il paesaggio è eccezionale: sembra di essere sulla luna. Un deserto di roccia rossastra ci circonda. Visitiamo le tombe di Tuthmosi III, la più lontana, in una gola, bella anche se essenziale, Tuthmosi IV e Seti I, la più decorata.

Lasciamo la valle dopo un'ora e mezzo (non prendete il trenino che è una fregatura: vi risparmierà solo poche centinaia di metri a piedi pagando 4 lire a testa.)

Prossima tappa il tempio di Hatsepsut (25 lire) meravigliosa opera di architettura! Fa un caldo esagerato! Arriviamo al taxi distrutti e il tizio ne approfitta per portarci a visitare una fabbrica di Alabastro. Anche qui compriamo alcuni souvenir dopo una contrattazione all'araba seduti per terra, sorseggiando the alla menta. Uno spettacolo!

Ancora visitiamo le tombe dei nobili: davvero belle, affrescate con scene di vita quotidiana, sono sparpagliate tra le case di un villaggio così, dopo aver pagato il biglietto di 25 lire, dovete trovare una guida del luogo, contrattare un prezzo e farvi accompagnare a vedere le vostre tre tombe. Visitiamo Ramose, Userhat e Khaemhat. Ancora una volta la Lonely planet ci suggerisce la scelta!

Infine ci dirigiamo alla valle delle regine. Altre 25 lire ben spese. Purtroppo la tomba di nefertiti è chiusa ma visitiamo quelle dei figli di Ramesse III, 2 bambini morti a 10 anni. Le tombe sono bellissime, affrescate con racconti del passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. In una di queste tombe c'è anche la mummia di un feto di 5 mesi nato prematuro: che impressione!

Il caldo è fortissimo: torniamo velocemente sull'altra sponda del Nilo e poi in albergo. Sono le 14.00 circa. Usciremo solo alle 19.30. Mangiamo, facciamo una breve passeggiata al mercato e poi a letto!

Il nostro ultimo giorno in Egitto! Il caldo del giorno precedente deve averci scombussolati perchè abbiamo qualche problema intestinale ma tiriamo avanti. Prendiamo un taxi e andiamo a Karnak, a circa 3 km dal nostro albergo. Il complesso di karnak è meravigliosamente grande. C'è molto da vedere e da leggere sulla guida!

Il caldo ricomincia ad essere troppo pesante così conludiamo velocemente la visita e torniamo spediti in albergo.

Come sempre usciamo nel tardo pomeriggio e riprendiamo la nostra amata Feluca. Un'altra gita di un'ora sul Nilo, questa volta ancora più romantica. Un tramonto mozzafiato sulle montagne della valle dei re.

Mangiamo una pizza nel ristorante del nostro albergo (non male per la verità e andiamo a letto presto perchè l'indomani la sveglia è alle ore 3.45.

L'albergo ci prepara la colazione al sacco così nel cuore della notte prendiamo un taxi per l'aeroporto. L'aereo, dopo uno scalo al Cairo, ci riporterà sani e salvi a casa.

In conclusione, non perdete l'occasione i fare questo viaggio: ne vale la pena anche se è molto stancante. E tra l'altro non si spende poi molto se si va un po' all'avventura come abbiamo fatto noi.

Buon viaggio a tutti!

Finalmente si parte: il volo è della Egypt Air e nonostante siamo arrivati in aeroporto con largo anticipo la lentezza al check in è impressionante e rischiamo di perdere l'aereo! Soprattutto perchè da nessuna parte avevamo letto che se si parte solo con la carta d'identità valida per l'espatrio (cioè senza passaporto) bisogna esibire al check-n una fototessera che servirà per il visto all'arrivo al Cairo. Per fortuna la macchinetta in aeroporto era funzionante!

L'aereo non è male, è pulito e il personale gentile. Appena partiti ci hanno servito un buon pranzo e poi, grazie alla tv, le 3 ore di volo trascorrono velocemente.

Quando l'aereo inizia a scendere sopra il Cairo, pensiamo sia brutto tempo: una nube grigio/gialla riempiva il cielo ma in realtà si tratta di smog misto a sabbia e polvere. Una combinazione che rende l'aria davvero pesante e ce ne accorgeremo presto quando la gola inizia a bruciarci un po'.

Arrivati all'aeroporto, ci mettiamo qualche minuto a capire cosa fare ma in realtà è semplicissimo: per chi viaggia senza passaporto, bisogna andare al box del cambio ad acqistare la marca da bollo da 15 lire. Poi, armati di foto, marca e visto compilato (non quello che vi danno sull'aereo ma l'altro foglietto giallo che troverete in aeroporto) andare al controllo documenti. 

Al recupero bagagli, sarete circondati da gente che si proporrà per accompagnarvi in albergo. Alcuni sembreranno un po' aggressivi ma non lasciatevi intimorire: è il loro modo di parlare! Comunque, poco prima dell'uscita dell'aeroporto c'è un box centrale in cui è possibile opzionare un taxi di quelli con licenza. Ciò significa che i prezzi sono più o meno controllati anche se a noi hanno chiesto 85 lire che lì per lì ci sembravano ottimo in confronto a quanto chiesto dagli altri. Oggi, dopo una settimana di trattative (perchè lì si campa solo trattando) so per certo che abbiamo pagato uno sproposito ma fa niente.

A bordo del taxi siamo entrati nel caos terribile del traffico: tutti suonano il clacson, anche per le cose più sciocche. Il risultato è che il rumore a volte è proprio assordante.

Dopo un'ora di traffico, arriviamo finalmente al nostro albergo, il Pharaos Doqqi. Abbiamo prenotato entrambi gli alberghi del viaggio su Hotelclub e il sistema funziona alla grande!

L'albergo non è male: la stanza è abbastanza pulita, c'è l'aria condizionata, anche se un po' rumorosa, lenzuola e asciugamani profumano di pulito. In più questo albergo si trova in posizione ottima, vicino alla fermata della metro Doqqi e su una parallela di una grande strada ma per fortuna affaccia su una stradina secondaria dove non c'è mai grande confusione, così la notte si dorme tranquilli!

Usciamo a fare una passeggiata e mangiare qualcosa: sono ormai le 21.30 passate ma la città è nel pieno delle sue attività. Ci fermiamo a mangiare un kebab (che chiamano shawerma) e ci dirigiamo verso il centro, attraversando il ponte. Ariviamo così di fronte al museo egizio: una bella passeggiata ma non ve la consiglio di giorno perchè sotto il sole fa davvero caldo!

Torniamo stanchi morti in albergo: ci aspetta una bella dormita!

Sveglia ore 8.30, colazione in albergo e ci buttiamo nel caos della città: la nostra meta è la stazione centrale per acquistare i biglietti dello sleeping train che ci porterà a Luxor. Prendiamo la metropolitana alla fermata Doqqi e prima di entrare ci chiediamo preoccupati cosa ci aspetterà nel sottosuolo. E invece: la metropolitana funziona alla perfezione, i treni sono nuovi, hanno l'aria condizionata e le stazioni sono tutte molto ben tenute. Esiste anche un vagone centrale dedicato solo alle donne: ve lo dico così eviterete figuracce come abbiamo fatto noi che stavamo per salire dove Marco sarebbe stato un pochino di troppo!!! Costo dellla metro 1 Lira.

Arriviamo alla stazione centrale (fermata Mubarak): i dintorni della stazione sono un delirio di suoni, gente, odori...ma la stazione è ordinata e troviamo senza problemi l'ufficio dell'abela sleeping train dove commpriamo i biglietti pagandoli in € (40€ l'uno).

Mi raccomando di arrivare da quelle parti con i soldi in tasca perchè non esiste un cambio nei dintorni e noi non avevamo nemmeno più i soldi per riprendere la metro così abbiamo vagato per mezz'ora. Cambiati i soldi, abbiamo ripreso la metro e siamo andati verso il museo Egizio (femata (Opera). Diciamo che questo quartiere è il cuore nevralgico della città (o almeno ci è sembrato così). Abbiamo aspettato che i pullman turistici andassero via per il pranzo e e verso le 13.30 siamo entrati.

All'ingresso, oltre a pagare un biglietto di 50 Lire, ti controllano passando sotto il metal detector e chiedendoti di aprire le borse, precauzione che agita un po' ma in fondo è per la nostra sicurezza! All'interno non c'è moltissima gente ma siamo un po' disorientati. Ci affidiamo alla mitica Lonely Planet che ci fa fare il giro del museo in ordine cronologico. Uno spettacolo. Migliaia di anni di storia che ti passano davanti agli occhi!Rimaniamo entasiati davanti alla Paletta di Narmer nel grande atrio e poi ancora ci sentiamo piccoli di fronte le statue colossali di Amenothep III e della sposa Teye. Tra le cose da non perdere la statua in legno di Kaper: è inquietante...sembra che sia vivo!

Passiamo velocemente nella sala greco romana e di A. Magno: queste opere sembrano stonare in questo contesto! Al piano superiore ci attende Tutankhamen: le gallerie dedicate al faraone bambino sono affascinanti con il corredo di guanti e sandali, i gioielli, troni d'oro e poi lei: la maschera d'oro. 11 kg a coprire la testa della mummia dentro i 3 meravigliosi sarcofagi. L'emozione è alle stelle.

Infine decidiamo di pagare il supplemento per la sala delle mummie reali. 100 lire a testa sono troppe ma la sala è interessantissima e soprattutto impressionante. Usciamo dal museo dopo circa 3 ore di visita molto soddisfatti ma assetati: mi raccomando portatevi dell'acqua!!

Prossima tappa il Cairo Copto.Prendiamo la Metro fino a Mar Girgis e entriamo in un'oasi pedonale di tranquillità: niente clacson nè traffico. Visitiamo "La Sospesa" e scendiamo nei vicoli che ricordano Gerusalemme ma è tardi ed è tutto chiuso. Proviamo ad entrare da un cancello laterale nel cimitero Copto: non lo fate! Per visitarne una parte passate dall'entrata principale che sta nel cortile di San Giorgio o rischierete che vi tirino i sassi come hanno fatto dei ragazzini con noi. Ho avuto la sensazione che nell'ala meno trafficata del cimitero la gente ci viviesse proprio!!

Proviamo ad arrivare al Nilometro ma è chiuso anche questo quindi stanchi morti riprendiamo la metro. Verso l'albergo compriamo 2 kebab e conosciamo Hamdi. Ci ferma come fanno tutti per offrirci i suoi servigi ma parla un po' di italiano e si rivela subito simpatico Ci propone una gita alle piramidi. Noi prendiamo tempo perchè in albergo insistono perchè facciamo le escursioni con loro ma il prezzo è lo stesso e l'insistenza del personale è eccessiva. Così ci accordiamo con lui.

In serata facciamo la solita passeggiata di circa 5 km attraversando il Nilo e poi a ninna.

La sveglia è suonata prestino e alle 8 siamo già davanti al negozio di Hamdi dove ci aspetta il taxi con aria condizionata (evviva) che ci porterà a visitare i siti archeologici.

Prima tappa: una fabbrica di papiri. Non era esattamente la nostra priorità ma credo che sia Hamdi che il taxi prendano una percentuale dal negozio e dato che comunque avremmo voluto acquistare dei souvenir ne abbiamo approfittato. Poi risaliamo in macchina e attraversiamo le campagne verso Saqqara. Quando arriviamo siamo emozionati: il biglietto è di 50 lire e ne vale mille volte tante!

Entriamo nel complesso funerario che circonda la piramide di Zoser. Il salone ipostilo è già emozionante ma quando usciamo nel grande cortile meridionale restiamo senza fiato. La piramide ci guarda dall'alto dei suoi quasi 5000 anni di storia. Facciamo 1000 foto e visitiamo il complesso che pur essendo meraviglioso non ci colpisce + della piramide.

Prossima tappa Menphis. Dell'antico splendore della capitale non c'è più nulla. Un museo racchiude una splendida statua colossale di Ramesse II caduta. Il prezzo è esiguo: 30 lire, ma secondo me non ne vale la pena...

Dashur è il terzo sito che visitiamo e secondo me forse il più bello: il sito è sperduto nel deserto e fino a qualche anno fa era zona militare (in realtà ancora una parte del sito non è visitabile) quindi non è inclusa nei percorsi turistici e ciò la rende ancora più suggestiva perchè la si può ammirare in solitudine. La piramide rossa è lì che ci attende. Arriviamo ai piedi di questo gigante e saliamo fino all'entrata.

Il panorama dall'alto è meraviglioso. Poi iniziamo la dicesa. Un cunicolo basso e stretto in discesa ci porta verso la prima anticamera e già inizia a mancare un po' l'aria. Fa caldo e si comincia a sentire odore di ammoniaca. Così ci mettiamo la bandana sul naso e dopo aver ammirato il soffitto (non si può descrivere: va visto) saliamo una scaletta di legno per entrare nella seconda anticamera: sotto di noi la cemera funebre, ormai vuota. Fa molto caldo e l'aria è irrespirabile ma ne vale veramente la pena. (25 lire)

Ultima tappa della giornata Giza. Siamo distrutti dal caldo e dalla fatica così chiediamo al taxi di portarci a mangiare kebab. Ma sbagliamo alla grande perchè il poveretto ci porta in un ristorante per turisti. Non era quello che volevamo e infatti ci bastonano letteralmente con il prezzo ma almeno c'è l'aria condizionata e possiamo riposare un pochino mangiando e bevendo acqua fresca.

Siamo pronti per visitare le piramidi. Il taxi ci porta lungo una salita nel cuore del sobborgo di giza e girato l'angolo...eccole lì...le 3 piramidi. Gigantesche. Ma che delusione...sono veramente quasi circondate di case e la speculazione è terribile. E' pieno di turisti e di gente del posto che chiede soldi anche se starnutisci. Paghiamo il biglietto ma scopriamo subito che le 50 lire dell'entrata non bastano per entrare nelle piramidi. Decidiamo di entrare in quella intermedia, la piramide di chefren, pagando un altro biglietto da 25 lire.

E' pieno di gente e non è così suggestivo come Dashur...Torniamo al taxi un po' delusi e ci facciamo portare ad un punto panoramico da cui scattiamo molte foto e poi torniamo a vedere la sfinge, davanti le tre piramidi. Io me l'aspettavo più grande: nonostante questo ha un fascino indescrivibile...

La giornata è ormai finita. Il taxi ci riporta da Hamdi, paghiamo i suoi servigi e andiamo a riposarci un po'. Hamdi è una persona molto onesta e gentile e se può ti aiuta in tutti i modi. Ne abbiamo avuto la dimostrazione perchè la mia valigia da Roma non era arrivata insieme a noi e all'aeroporto non si sbloccava la faccenda.

Così abbiamo chiesto aiuto a lui che si è messo in contatto con un amico in aeroporto e appena la valigia è arrivata (il terzo giorno di vacanza!!!) lui ci ha chiamato per informarci. Per questo mi sento di consigliarlo a chiunque vada al Cairo. Tra l'altro gli ho promesso che avrei messo il suo numero di telefono su internet per fargli pubblicità e voglio mantenere la promessa: Hamdy El-Helw, lo trovate nel suo negozio di papiri chiamato Rosetta, 146 Tahrir ST., Dokki-Giza-Egypt. Tel 002 012 465 7620. e-mail rosstaelpasha@yahoo.com
Contattatelo prima di partire e vi organizzerà anche il transfer dall'aeroporto a prezzi migliori degli altri.

In serata usciamo e ceniamo con Ful e Ta Amia: squisito!!!

 

La sveglia è suonata tardi: le gambe sono a pezzi per le lunghe camminate e scalate del giorno prima! Facciamo il check out ma in hotel ci tengono le valigie in deposito. Gentili! Andiamo al Nilometro facendo la stessa strada dell'altra volta: metro fino a Mar Girgis.

Arrivando al Cairo Copto, dato che la chiesa di San Giorgio era aperta, decidiamo di visitarla ed è davvero molto bella. Scendiamo anche nella grotta in cui si dice abbiano soggiornato Giuseppe e Maria con Gesù bambino, in fuga da Erode.

Usciamo dal cairo copto, attraversiamo il nilo ed eccoci qua! Il biglietto del Nilometro costa 10 lire e la visita è molto interessante. In più, alle spalle della piccola cupola , si domina il Nilo: bellissimo panorama.

Torniamo sulla strada principale alla ricerca di un taxi per andare alla zona islamica ma è troppo lontana e nessuno ci vuole portare. Così con la metro ci avviciniamo scendendo a Sadat e da lì un taxi ci porta alla moschea di Al Azar. Una finta guida ci costringe a seguirlo e a lasciargli dei soldi per la visita della moschea ma quando ci rifiutiamo di pagarlo ancora (gli avevamo lasciato già 16 lire praticamente costretti a farlo) lui si rifiuta di portarci al Minareto. Ne nasce una mezza discussione e mi tocca portare via Marco!

Comunqe la moschea è bellissima: un grande cortile in marmo bianco di carrara conduce all'entrata di questo immenso salone dove si prega. Delle nicchie indicano la mecca. Tutto è finemente decorato.

Attraversando la strada arriviamo a Kan al Kalili, il mercato. Suggestivo e fisicamente stancante come tutti i mercato arabi, ti ubriachi di odori, colori, gente, rumori. Compriamo delle spezie e uscendo cerchiamo un taxi per Al azar park. E ci fregano alla grande. Un tizio a piedi ci chiede se cerchiamo un taxi, concordiamo 10 lire (un'enormità visto che il parco è a 3 minuti di macchina) e poi ferma un taxi per strada, gli dice che lo pagheremo 5 lire e pretende le altre 5 per averci trovato il mezzo. Per non litigare lo paghiamo ma è veramente assurdo: controllate sempre che chi vi ferma abbia un taxi di proprietà o pagherete doppio!

Arriviamo al parco veramente a pezzi. Fa un caldo esagerato. Entriamo pagando un biglietto di 3 lire e dentro c'è il paradiso. Il parco è in posizione dominante sulla città quindi c'è una vista meravigliosa e in più è verde, fresco e curato. Abbiamo dormito sdraiati sotto un albero fin chè non è iniziata la preghiera e ci siamo svegliati con i muezzin della città.

Dal parco siamo tornati velocemente all'albergo in taxi, abbiamo recuperato le valige e siamo andati con la metro a "Giza Station". Si, perchè il treno per luxor non parte dalla tazione centrale. Questa stazioncina è davvero squallida. Arriviamo con anticipo, come richiesto e attendiamo. Finalmente con un po' di ritardo arriva il nostro treno. Una meraviglia che non ci saremmo mai aspettati.

Ogni carrozza h un suo stewart a disposizione dei passeggeri. Le cabine, doppie ma con la possibilità di essere comunicanti con la successiva, sono pulite e spaziose. Appena partiti ci viene servita un'ottima cena stile aereo, tiriamo giù i letti e ci facciamo una bella dormita, chiusi dentro, con la sicurezza che lo stewart ci avrebbe chiamati in tempo la mattina successiva.

 

Ci svegliamo da soli per il rumore del treno verso le 5.45. Il sole è già sorto e il panorama fuori è bellissimo, in mezzo a campagne con uomini e muli che lavorano fianco a fianco. La colazione sul treno è ok. Arriviamo a Luxor alle 8.00 e in stazione ci assalgono i taxi ma arriviamo a piedi al nostro albergo: se ne prendete uno sulla riva orientale il taxi potrebbe non servire...

Soggiorniamo al Tutotel hotel: non è male la struttura ma la camera non è molto pulita a causa della moquette. Anche il bagno lascia un po' a desiderare ma pazienza...sono solo 3 giorni.

Alle 9, dopo una doccia, siamo pronti. Fuori fa già molto caldo. Andiamo a piedi al tempio di Luxor con una bella passeggiata costeggiando il Nilo. Il tempio è bellissimo e il biglietto costa 40 lire.

Usciti dal tempio andiamo al museo di Luxor. Certo, in confroto a quello del Cairo fa ridere ma ci sono parecchie cose interessanti! Costo 70 lire...un po' tanto...ma c'è una sala con le mummie aperta al pubblico molto interessante.

Saltiamo il museo della mummificazione perchè di imbalsamati ne abbiamo visti parecchi e sotto un sole soffocante cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa. Luxor non è come il Cairo per questo: non è una città che esiste a prescindere dai siti archeologici. Quindi è difficile trovare fast food. In più fa veramente molto caldo (la temperatura si aggira sui 45 gradi) quindi di giorno è sempre tutto chiuso.

Troviamo un ristorantino nel centro commerciale, mangiamo qualcosa e poi di corsa in albergo: fuori non sì resiste per il caldo! Mettiamo il naso in strada alle 18.30 e facciamo una gita in Feluca.

Contrattiamo 30 lire per un'ora. La feluca è molto suggestiva e romantico è il tramonto sul Nilo. Davvero una bellissima esperienza.

Finalmente è buio: il tempio di Luxor illuminato è ancora più suggestivo. Contrattiamo con un tizio per la gita del giorno dopo sulla sponda ovest: 120 lire per il taxi e ferry a nostre spese (una lira contro le 5 lire per la barchetta del nostro amico!).

Sveglia prestissimo per partire con una temperatura accettabile. Ci accorgiamo però che alle 7 è già tardi! Comunque, prendiamo il ferry e con il nostro bel taxi con aria condizionata usciamo dal centro abitato non senza aver comprato dell'acqua (mi raccomando fatelo perchè nei siti vi spellano!)

La prima meraviglia che incontriamo sono i colossi di Memnone e poi via verso la valle dei re. Il biglietto costa 70 lire e da diritto alla visita di 3 tombe. Il paesaggio è eccezionale: sembra di essere sulla luna. Un deserto di roccia rossastra ci circonda. Visitiamo le tombe di Tuthmosi III, la più lontana, in una gola, bella anche se essenziale, Tuthmosi IV e Seti I, la più decorata.

Lasciamo la valle dopo un'ora e mezzo (non prendete il trenino che è una fregatura: vi risparmierà solo poche centinaia di metri a piedi pagando 4 lire a testa.)

Prossima tappa il tempio di Hatsepsut (25 lire) meravigliosa opera di architettura! Fa un caldo esagerato! Arriviamo al taxi distrutti e il tizio ne approfitta per portarci a visitare una fabbrica di Alabastro. Anche qui compriamo alcuni souvenir dopo una contrattazione all'araba seduti per terra, sorseggiando the alla menta. Uno spettacolo!

Ancora visitiamo le tombe dei nobili: davvero belle, affrescate con scene di vita quotidiana, sono sparpagliate tra le case di un villaggio così, dopo aver pagato il biglietto di 25 lire, dovete trovare una guida del luogo, contrattare un prezzo e farvi accompagnare a vedere le vostre tre tombe. Visitiamo Ramose, Userhat e Khaemhat. Ancora una volta la Lonely planet ci suggerisce la scelta!

Infine ci dirigiamo alla valle delle regine. Altre 25 lire ben spese. Purtroppo la tomba di nefertiti è chiusa ma visitiamo quelle dei figli di Ramesse III, 2 bambini morti a 10 anni. Le tombe sono bellissime, affrescate con racconti del passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. In una di queste tombe c'è anche la mummia di un feto di 5 mesi nato prematuro: che impressione!

Il caldo è fortissimo: torniamo velocemente sull'altra sponda del Nilo e poi in albergo. Sono le 14.00 circa. Usciremo solo alle 19.30. Mangiamo, facciamo una breve passeggiata al mercato e poi a letto!

Il nostro ultimo giorno in Egitto! Il caldo del giorno precedente deve averci scombussolati perchè abbiamo qualche problema intestinale ma tiriamo avanti. Prendiamo un taxi e andiamo a Karnak, a circa 3 km dal nostro albergo. Il complesso di karnak è meravigliosamente grande. C'è molto da vedere e da leggere sulla guida!

Il caldo ricomincia ad essere troppo pesante così conludiamo velocemente la visita e torniamo spediti in albergo.

Come sempre usciamo nel tardo pomeriggio e riprendiamo la nostra amata Feluca. Un'altra gita di un'ora sul Nilo, questa volta ancora più romantica. Un tramonto mozzafiato sulle montagne della valle dei re.

Mangiamo una pizza nel ristorante del nostro albergo (non male per la verità e andiamo a letto presto perchè l'indomani la sveglia è alle ore 3.45.

L'albergo ci prepara la colazione al sacco così nel cuore della notte prendiamo un taxi per l'aeroporto. L'aereo, dopo uno scalo al Cairo, ci riporterà sani e salvi a casa.

In conclusione, non perdete l'occasione i fare questo viaggio: ne vale la pena anche se è molto stancante. E tra l'altro non si spende poi molto se si va un po' all'avventura come abbiamo fatto noi.

Buon viaggio a tutti!

Finalmente si parte: il volo è della Egypt Air e nonostante siamo arrivati in aeroporto con largo anticipo la lentezza al check in è impressionante e rischiamo di perdere l'aereo! Soprattutto perchè da nessuna parte avevamo letto che se si parte solo con la carta d'identità valida per l'espatrio (cioè senza passaporto) bisogna esibire al check-n una fototessera che servirà per il visto all'arrivo al Cairo. Per fortuna la macchinetta in aeroporto era funzionante!

L'aereo non è male, è pulito e il personale gentile. Appena partiti ci hanno servito un buon pranzo e poi, grazie alla tv, le 3 ore di volo trascorrono velocemente.

Quando l'aereo inizia a scendere sopra il Cairo, pensiamo sia brutto tempo: una nube grigio/gialla riempiva il cielo ma in realtà si tratta di smog misto a sabbia e polvere. Una combinazione che rende l'aria davvero pesante e ce ne accorgeremo presto quando la gola inizia a bruciarci un po'.

Arrivati all'aeroporto, ci mettiamo qualche minuto a capire cosa fare ma in realtà è semplicissimo: per chi viaggia senza passaporto, bisogna andare al box del cambio ad acqistare la marca da bollo da 15 lire. Poi, armati di foto, marca e visto compilato (non quello che vi danno sull'aereo ma l'altro foglietto giallo che troverete in aeroporto) andare al controllo documenti. 

Al recupero bagagli, sarete circondati da gente che si proporrà per accompagnarvi in albergo. Alcuni sembreranno un po' aggressivi ma non lasciatevi intimorire: è il loro modo di parlare! Comunque, poco prima dell'uscita dell'aeroporto c'è un box centrale in cui è possibile opzionare un taxi di quelli con licenza. Ciò significa che i prezzi sono più o meno controllati anche se a noi hanno chiesto 85 lire che lì per lì ci sembravano ottimo in confronto a quanto chiesto dagli altri. Oggi, dopo una settimana di trattative (perchè lì si campa solo trattando) so per certo che abbiamo pagato uno sproposito ma fa niente.

A bordo del taxi siamo entrati nel caos terribile del traffico: tutti suonano il clacson, anche per le cose più sciocche. Il risultato è che il rumore a volte è proprio assordante.

Dopo un'ora di traffico, arriviamo finalmente al nostro albergo, il Pharaos Doqqi. Abbiamo prenotato entrambi gli alberghi del viaggio su Hotelclub e il sistema funziona alla grande!

L'albergo non è male: la stanza è abbastanza pulita, c'è l'aria condizionata, anche se un po' rumorosa, lenzuola e asciugamani profumano di pulito. In più questo albergo si trova in posizione ottima, vicino alla fermata della metro Doqqi e su una parallela di una grande strada ma per fortuna affaccia su una stradina secondaria dove non c'è mai grande confusione, così la notte si dorme tranquilli!

Usciamo a fare una passeggiata e mangiare qualcosa: sono ormai le 21.30 passate ma la città è nel pieno delle sue attività. Ci fermiamo a mangiare un kebab (che chiamano shawerma) e ci dirigiamo verso il centro, attraversando il ponte. Ariviamo così di fronte al museo egizio: una bella passeggiata ma non ve la consiglio di giorno perchè sotto il sole fa davvero caldo!

Torniamo stanchi morti in albergo: ci aspetta una bella dormita!

Sveglia ore 8.30, colazione in albergo e ci buttiamo nel caos della città: la nostra meta è la stazione centrale per acquistare i biglietti dello sleeping train che ci porterà a Luxor. Prendiamo la metropolitana alla fermata Doqqi e prima di entrare ci chiediamo preoccupati cosa ci aspetterà nel sottosuolo. E invece: la metropolitana funziona alla perfezione, i treni sono nuovi, hanno l'aria condizionata e le stazioni sono tutte molto ben tenute. Esiste anche un vagone centrale dedicato solo alle donne: ve lo dico così eviterete figuracce come abbiamo fatto noi che stavamo per salire dove Marco sarebbe stato un pochino di troppo!!! Costo dellla metro 1 Lira.

Arriviamo alla stazione centrale (fermata Mubarak): i dintorni della stazione sono un delirio di suoni, gente, odori...ma la stazione è ordinata e troviamo senza problemi l'ufficio dell'abela sleeping train dove commpriamo i biglietti pagandoli in € (40€ l'uno).

Mi raccomando di arrivare da quelle parti con i soldi in tasca perchè non esiste un cambio nei dintorni e noi non avevamo nemmeno più i soldi per riprendere la metro così abbiamo vagato per mezz'ora. Cambiati i soldi, abbiamo ripreso la metro e siamo andati verso il museo Egizio (femata (Opera). Diciamo che questo quartiere è il cuore nevralgico della città (o almeno ci è sembrato così). Abbiamo aspettato che i pullman turistici andassero via per il pranzo e e verso le 13.30 siamo entrati.

All'ingresso, oltre a pagare un biglietto di 50 Lire, ti controllano passando sotto il metal detector e chiedendoti di aprire le borse, precauzione che agita un po' ma in fondo è per la nostra sicurezza! All'interno non c'è moltissima gente ma siamo un po' disorientati. Ci affidiamo alla mitica Lonely Planet che ci fa fare il giro del museo in ordine cronologico. Uno spettacolo. Migliaia di anni di storia che ti passano davanti agli occhi!Rimaniamo entasiati davanti alla Paletta di Narmer nel grande atrio e poi ancora ci sentiamo piccoli di fronte le statue colossali di Amenothep III e della sposa Teye. Tra le cose da non perdere la statua in legno di Kaper: è inquietante...sembra che sia vivo!

Passiamo velocemente nella sala greco romana e di A. Magno: queste opere sembrano stonare in questo contesto! Al piano superiore ci attende Tutankhamen: le gallerie dedicate al faraone bambino sono affascinanti con il corredo di guanti e sandali, i gioielli, troni d'oro e poi lei: la maschera d'oro. 11 kg a coprire la testa della mummia dentro i 3 meravigliosi sarcofagi. L'emozione è alle stelle.

Infine decidiamo di pagare il supplemento per la sala delle mummie reali. 100 lire a testa sono troppe ma la sala è interessantissima e soprattutto impressionante. Usciamo dal museo dopo circa 3 ore di visita molto soddisfatti ma assetati: mi raccomando portatevi dell'acqua!!

Prossima tappa il Cairo Copto.Prendiamo la Metro fino a Mar Girgis e entriamo in un'oasi pedonale di tranquillità: niente clacson nè traffico. Visitiamo "La Sospesa" e scendiamo nei vicoli che ricordano Gerusalemme ma è tardi ed è tutto chiuso. Proviamo ad entrare da un cancello laterale nel cimitero Copto: non lo fate! Per visitarne una parte passate dall'entrata principale che sta nel cortile di San Giorgio o rischierete che vi tirino i sassi come hanno fatto dei ragazzini con noi. Ho avuto la sensazione che nell'ala meno trafficata del cimitero la gente ci viviesse proprio!!

Proviamo ad arrivare al Nilometro ma è chiuso anche questo quindi stanchi morti riprendiamo la metro. Verso l'albergo compriamo 2 kebab e conosciamo Hamdi. Ci ferma come fanno tutti per offrirci i suoi servigi ma parla un po' di italiano e si rivela subito simpatico Ci propone una gita alle piramidi. Noi prendiamo tempo perchè in albergo insistono perchè facciamo le escursioni con loro ma il prezzo è lo stesso e l'insistenza del personale è eccessiva. Così ci accordiamo con lui.

In serata facciamo la solita passeggiata di circa 5 km attraversando il Nilo e poi a ninna.

La sveglia è suonata prestino e alle 8 siamo già davanti al negozio di Hamdi dove ci aspetta il taxi con aria condizionata (evviva) che ci porterà a visitare i siti archeologici.

Prima tappa: una fabbrica di papiri. Non era esattamente la nostra priorità ma credo che sia Hamdi che il taxi prendano una percentuale dal negozio e dato che comunque avremmo voluto acquistare dei souvenir ne abbiamo approfittato. Poi risaliamo in macchina e attraversiamo le campagne verso Saqqara. Quando arriviamo siamo emozionati: il biglietto è di 50 lire e ne vale mille volte tante!

Entriamo nel complesso funerario che circonda la piramide di Zoser. Il salone ipostilo è già emozionante ma quando usciamo nel grande cortile meridionale restiamo senza fiato. La piramide ci guarda dall'alto dei suoi quasi 5000 anni di storia. Facciamo 1000 foto e visitiamo il complesso che pur essendo meraviglioso non ci colpisce + della piramide.

Prossima tappa Menphis. Dell'antico splendore della capitale non c'è più nulla. Un museo racchiude una splendida statua colossale di Ramesse II caduta. Il prezzo è esiguo: 30 lire, ma secondo me non ne vale la pena...

Dashur è il terzo sito che visitiamo e secondo me forse il più bello: il sito è sperduto nel deserto e fino a qualche anno fa era zona militare (in realtà ancora una parte del sito non è visitabile) quindi non è inclusa nei percorsi turistici e ciò la rende ancora più suggestiva perchè la si può ammirare in solitudine. La piramide rossa è lì che ci attende. Arriviamo ai piedi di questo gigante e saliamo fino all'entrata.

Il panorama dall'alto è meraviglioso. Poi iniziamo la dicesa. Un cunicolo basso e stretto in discesa ci porta verso la prima anticamera e già inizia a mancare un po' l'aria. Fa caldo e si comincia a sentire odore di ammoniaca. Così ci mettiamo la bandana sul naso e dopo aver ammirato il soffitto (non si può descrivere: va visto) saliamo una scaletta di legno per entrare nella seconda anticamera: sotto di noi la cemera funebre, ormai vuota. Fa molto caldo e l'aria è irrespirabile ma ne vale veramente la pena. (25 lire)

Ultima tappa della giornata Giza. Siamo distrutti dal caldo e dalla fatica così chiediamo al taxi di portarci a mangiare kebab. Ma sbagliamo alla grande perchè il poveretto ci porta in un ristorante per turisti. Non era quello che volevamo e infatti ci bastonano letteralmente con il prezzo ma almeno c'è l'aria condizionata e possiamo riposare un pochino mangiando e bevendo acqua fresca.

Siamo pronti per visitare le piramidi. Il taxi ci porta lungo una salita nel cuore del sobborgo di giza e girato l'angolo...eccole lì...le 3 piramidi. Gigantesche. Ma che delusione...sono veramente quasi circondate di case e la speculazione è terribile. E' pieno di turisti e di gente del posto che chiede soldi anche se starnutisci. Paghiamo il biglietto ma scopriamo subito che le 50 lire dell'entrata non bastano per entrare nelle piramidi. Decidiamo di entrare in quella intermedia, la piramide di chefren, pagando un altro biglietto da 25 lire.

E' pieno di gente e non è così suggestivo come Dashur...Torniamo al taxi un po' delusi e ci facciamo portare ad un punto panoramico da cui scattiamo molte foto e poi torniamo a vedere la sfinge, davanti le tre piramidi. Io me l'aspettavo più grande: nonostante questo ha un fascino indescrivibile...

La giornata è ormai finita. Il taxi ci riporta da Hamdi, paghiamo i suoi servigi e andiamo a riposarci un po'. Hamdi è una persona molto onesta e gentile e se può ti aiuta in tutti i modi. Ne abbiamo avuto la dimostrazione perchè la mia valigia da Roma non era arrivata insieme a noi e all'aeroporto non si sbloccava la faccenda.

Così abbiamo chiesto aiuto a lui che si è messo in contatto con un amico in aeroporto e appena la valigia è arrivata (il terzo giorno di vacanza!!!) lui ci ha chiamato per informarci. Per questo mi sento di consigliarlo a chiunque vada al Cairo. Tra l'altro gli ho promesso che avrei messo il suo numero di telefono su internet per fargli pubblicità e voglio mantenere la promessa: Hamdy El-Helw, lo trovate nel suo negozio di papiri chiamato Rosetta, 146 Tahrir ST., Dokki-Giza-Egypt. Tel 002 012 465 7620. e-mail rosstaelpasha@yahoo.com
Contattatelo prima di partire e vi organizzerà anche il transfer dall'aeroporto a prezzi migliori degli altri.

In serata usciamo e ceniamo con Ful e Ta Amia: squisito!!!

 

La sveglia è suonata tardi: le gambe sono a pezzi per le lunghe camminate e scalate del giorno prima! Facciamo il check out ma in hotel ci tengono le valigie in deposito. Gentili! Andiamo al Nilometro facendo la stessa strada dell'altra volta: metro fino a Mar Girgis.

Arrivando al Cairo Copto, dato che la chiesa di San Giorgio era aperta, decidiamo di visitarla ed è davvero molto bella. Scendiamo anche nella grotta in cui si dice abbiano soggiornato Giuseppe e Maria con Gesù bambino, in fuga da Erode.

Usciamo dal cairo copto, attraversiamo il nilo ed eccoci qua! Il biglietto del Nilometro costa 10 lire e la visita è molto interessante. In più, alle spalle della piccola cupola , si domina il Nilo: bellissimo panorama.

Torniamo sulla strada principale alla ricerca di un taxi per andare alla zona islamica ma è troppo lontana e nessuno ci vuole portare. Così con la metro ci avviciniamo scendendo a Sadat e da lì un taxi ci porta alla moschea di Al Azar. Una finta guida ci costringe a seguirlo e a lasciargli dei soldi per la visita della moschea ma quando ci rifiutiamo di pagarlo ancora (gli avevamo lasciato già 16 lire praticamente costretti a farlo) lui si rifiuta di portarci al Minareto. Ne nasce una mezza discussione e mi tocca portare via Marco!

Comunqe la moschea è bellissima: un grande cortile in marmo bianco di carrara conduce all'entrata di questo immenso salone dove si prega. Delle nicchie indicano la mecca. Tutto è finemente decorato.

Attraversando la strada arriviamo a Kan al Kalili, il mercato. Suggestivo e fisicamente stancante come tutti i mercato arabi, ti ubriachi di odori, colori, gente, rumori. Compriamo delle spezie e uscendo cerchiamo un taxi per Al azar park. E ci fregano alla grande. Un tizio a piedi ci chiede se cerchiamo un taxi, concordiamo 10 lire (un'enormità visto che il parco è a 3 minuti di macchina) e poi ferma un taxi per strada, gli dice che lo pagheremo 5 lire e pretende le altre 5 per averci trovato il mezzo. Per non litigare lo paghiamo ma è veramente assurdo: controllate sempre che chi vi ferma abbia un taxi di proprietà o pagherete doppio!

Arriviamo al parco veramente a pezzi. Fa un caldo esagerato. Entriamo pagando un biglietto di 3 lire e dentro c'è il paradiso. Il parco è in posizione dominante sulla città quindi c'è una vista meravigliosa e in più è verde, fresco e curato. Abbiamo dormito sdraiati sotto un albero fin chè non è iniziata la preghiera e ci siamo svegliati con i muezzin della città.

Dal parco siamo tornati velocemente all'albergo in taxi, abbiamo recuperato le valige e siamo andati con la metro a "Giza Station". Si, perchè il treno per luxor non parte dalla tazione centrale. Questa stazioncina è davvero squallida. Arriviamo con anticipo, come richiesto e attendiamo. Finalmente con un po' di ritardo arriva il nostro treno. Una meraviglia che non ci saremmo mai aspettati.

Ogni carrozza h un suo stewart a disposizione dei passeggeri. Le cabine, doppie ma con la possibilità di essere comunicanti con la successiva, sono pulite e spaziose. Appena partiti ci viene servita un'ottima cena stile aereo, tiriamo giù i letti e ci facciamo una bella dormita, chiusi dentro, con la sicurezza che lo stewart ci avrebbe chiamati in tempo la mattina successiva.

 

Ci svegliamo da soli per il rumore del treno verso le 5.45. Il sole è già sorto e il panorama fuori è bellissimo, in mezzo a campagne con uomini e muli che lavorano fianco a fianco. La colazione sul treno è ok. Arriviamo a Luxor alle 8.00 e in stazione ci assalgono i taxi ma arriviamo a piedi al nostro albergo: se ne prendete uno sulla riva orientale il taxi potrebbe non servire...

Soggiorniamo al Tutotel hotel: non è male la struttura ma la camera non è molto pulita a causa della moquette. Anche il bagno lascia un po' a desiderare ma pazienza...sono solo 3 giorni.

Alle 9, dopo una doccia, siamo pronti. Fuori fa già molto caldo. Andiamo a piedi al tempio di Luxor con una bella passeggiata costeggiando il Nilo. Il tempio è bellissimo e il biglietto costa 40 lire.

Usciti dal tempio andiamo al museo di Luxor. Certo, in confroto a quello del Cairo fa ridere ma ci sono parecchie cose interessanti! Costo 70 lire...un po' tanto...ma c'è una sala con le mummie aperta al pubblico molto interessante.

Saltiamo il museo della mummificazione perchè di imbalsamati ne abbiamo visti parecchi e sotto un sole soffocante cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa. Luxor non è come il Cairo per questo: non è una città che esiste a prescindere dai siti archeologici. Quindi è difficile trovare fast food. In più fa veramente molto caldo (la temperatura si aggira sui 45 gradi) quindi di giorno è sempre tutto chiuso.

Troviamo un ristorantino nel centro commerciale, mangiamo qualcosa e poi di corsa in albergo: fuori non sì resiste per il caldo! Mettiamo il naso in strada alle 18.30 e facciamo una gita in Feluca.

Contrattiamo 30 lire per un'ora. La feluca è molto suggestiva e romantico è il tramonto sul Nilo. Davvero una bellissima esperienza.

Finalmente è buio: il tempio di Luxor illuminato è ancora più suggestivo. Contrattiamo con un tizio per la gita del giorno dopo sulla sponda ovest: 120 lire per il taxi e ferry a nostre spese (una lira contro le 5 lire per la barchetta del nostro amico!).

Sveglia prestissimo per partire con una temperatura accettabile. Ci accorgiamo però che alle 7 è già tardi! Comunque, prendiamo il ferry e con il nostro bel taxi con aria condizionata usciamo dal centro abitato non senza aver comprato dell'acqua (mi raccomando fatelo perchè nei siti vi spellano!)

La prima meraviglia che incontriamo sono i colossi di Memnone e poi via verso la valle dei re. Il biglietto costa 70 lire e da diritto alla visita di 3 tombe. Il paesaggio è eccezionale: sembra di essere sulla luna. Un deserto di roccia rossastra ci circonda. Visitiamo le tombe di Tuthmosi III, la più lontana, in una gola, bella anche se essenziale, Tuthmosi IV e Seti I, la più decorata.

Lasciamo la valle dopo un'ora e mezzo (non prendete il trenino che è una fregatura: vi risparmierà solo poche centinaia di metri a piedi pagando 4 lire a testa.)

Prossima tappa il tempio di Hatsepsut (25 lire) meravigliosa opera di architettura! Fa un caldo esagerato! Arriviamo al taxi distrutti e il tizio ne approfitta per portarci a visitare una fabbrica di Alabastro. Anche qui compriamo alcuni souvenir dopo una contrattazione all'araba seduti per terra, sorseggiando the alla menta. Uno spettacolo!

Ancora visitiamo le tombe dei nobili: davvero belle, affrescate con scene di vita quotidiana, sono sparpagliate tra le case di un villaggio così, dopo aver pagato il biglietto di 25 lire, dovete trovare una guida del luogo, contrattare un prezzo e farvi accompagnare a vedere le vostre tre tombe. Visitiamo Ramose, Userhat e Khaemhat. Ancora una volta la Lonely planet ci suggerisce la scelta!

Infine ci dirigiamo alla valle delle regine. Altre 25 lire ben spese. Purtroppo la tomba di nefertiti è chiusa ma visitiamo quelle dei figli di Ramesse III, 2 bambini morti a 10 anni. Le tombe sono bellissime, affrescate con racconti del passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. In una di queste tombe c'è anche la mummia di un feto di 5 mesi nato prematuro: che impressione!

Il caldo è fortissimo: torniamo velocemente sull'altra sponda del Nilo e poi in albergo. Sono le 14.00 circa. Usciremo solo alle 19.30. Mangiamo, facciamo una breve passeggiata al mercato e poi a letto!

Il nostro ultimo giorno in Egitto! Il caldo del giorno precedente deve averci scombussolati perchè abbiamo qualche problema intestinale ma tiriamo avanti. Prendiamo un taxi e andiamo a Karnak, a circa 3 km dal nostro albergo. Il complesso di karnak è meravigliosamente grande. C'è molto da vedere e da leggere sulla guida!

Il caldo ricomincia ad essere troppo pesante così conludiamo velocemente la visita e torniamo spediti in albergo.

Come sempre usciamo nel tardo pomeriggio e riprendiamo la nostra amata Feluca. Un'altra gita di un'ora sul Nilo, questa volta ancora più romantica. Un tramonto mozzafiato sulle montagne della valle dei re.

Mangiamo una pizza nel ristorante del nostro albergo (non male per la verità e andiamo a letto presto perchè l'indomani la sveglia è alle ore 3.45.

L'albergo ci prepara la colazione al sacco così nel cuore della notte prendiamo un taxi per l'aeroporto. L'aereo, dopo uno scalo al Cairo, ci riporterà sani e salvi a casa.

In conclusione, non perdete l'occasione i fare questo viaggio: ne vale la pena anche se è molto stancante. E tra l'altro non si spende poi molto se si va un po' all'avventura come abbiamo fatto noi.

Buon viaggio a tutti!

Finalmente si parte: il volo è della Egypt Air e nonostante siamo arrivati in aeroporto con largo anticipo la lentezza al check in è impressionante e rischiamo di perdere l'aereo! Soprattutto perchè da nessuna parte avevamo letto che se si parte solo con la carta d'identità valida per l'espatrio (cioè senza passaporto) bisogna esibire al check-n una fototessera che servirà per il visto all'arrivo al Cairo. Per fortuna la macchinetta in aeroporto era funzionante!

L'aereo non è male, è pulito e il personale gentile. Appena partiti ci hanno servito un buon pranzo e poi, grazie alla tv, le 3 ore di volo trascorrono velocemente.

Quando l'aereo inizia a scendere sopra il Cairo, pensiamo sia brutto tempo: una nube grigio/gialla riempiva il cielo ma in realtà si tratta di smog misto a sabbia e polvere. Una combinazione che rende l'aria davvero pesante e ce ne accorgeremo presto quando la gola inizia a bruciarci un po'.

Arrivati all'aeroporto, ci mettiamo qualche minuto a capire cosa fare ma in realtà è semplicissimo: per chi viaggia senza passaporto, bisogna andare al box del cambio ad acqistare la marca da bollo da 15 lire. Poi, armati di foto, marca e visto compilato (non quello che vi danno sull'aereo ma l'altro foglietto giallo che troverete in aeroporto) andare al controllo documenti. 

Al recupero bagagli, sarete circondati da gente che si proporrà per accompagnarvi in albergo. Alcuni sembreranno un po' aggressivi ma non lasciatevi intimorire: è il loro modo di parlare! Comunque, poco prima dell'uscita dell'aeroporto c'è un box centrale in cui è possibile opzionare un taxi di quelli con licenza. Ciò significa che i prezzi sono più o meno controllati anche se a noi hanno chiesto 85 lire che lì per lì ci sembravano ottimo in confronto a quanto chiesto dagli altri. Oggi, dopo una settimana di trattative (perchè lì si campa solo trattando) so per certo che abbiamo pagato uno sproposito ma fa niente.

A bordo del taxi siamo entrati nel caos terribile del traffico: tutti suonano il clacson, anche per le cose più sciocche. Il risultato è che il rumore a volte è proprio assordante.

Dopo un'ora di traffico, arriviamo finalmente al nostro albergo, il Pharaos Doqqi. Abbiamo prenotato entrambi gli alberghi del viaggio su Hotelclub e il sistema funziona alla grande!

L'albergo non è male: la stanza è abbastanza pulita, c'è l'aria condizionata, anche se un po' rumorosa, lenzuola e asciugamani profumano di pulito. In più questo albergo si trova in posizione ottima, vicino alla fermata della metro Doqqi e su una parallela di una grande strada ma per fortuna affaccia su una stradina secondaria dove non c'è mai grande confusione, così la notte si dorme tranquilli!

Usciamo a fare una passeggiata e mangiare qualcosa: sono ormai le 21.30 passate ma la città è nel pieno delle sue attività. Ci fermiamo a mangiare un kebab (che chiamano shawerma) e ci dirigiamo verso il centro, attraversando il ponte. Ariviamo così di fronte al museo egizio: una bella passeggiata ma non ve la consiglio di giorno perchè sotto il sole fa davvero caldo!

Torniamo stanchi morti in albergo: ci aspetta una bella dormita!

Sveglia ore 8.30, colazione in albergo e ci buttiamo nel caos della città: la nostra meta è la stazione centrale per acquistare i biglietti dello sleeping train che ci porterà a Luxor. Prendiamo la metropolitana alla fermata Doqqi e prima di entrare ci chiediamo preoccupati cosa ci aspetterà nel sottosuolo. E invece: la metropolitana funziona alla perfezione, i treni sono nuovi, hanno l'aria condizionata e le stazioni sono tutte molto ben tenute. Esiste anche un vagone centrale dedicato solo alle donne: ve lo dico così eviterete figuracce come abbiamo fatto noi che stavamo per salire dove Marco sarebbe stato un pochino di troppo!!! Costo dellla metro 1 Lira.

Arriviamo alla stazione centrale (fermata Mubarak): i dintorni della stazione sono un delirio di suoni, gente, odori...ma la stazione è ordinata e troviamo senza problemi l'ufficio dell'abela sleeping train dove commpriamo i biglietti pagandoli in € (40€ l'uno).

Mi raccomando di arrivare da quelle parti con i soldi in tasca perchè non esiste un cambio nei dintorni e noi non avevamo nemmeno più i soldi per riprendere la metro così abbiamo vagato per mezz'ora. Cambiati i soldi, abbiamo ripreso la metro e siamo andati verso il museo Egizio (femata (Opera). Diciamo che questo quartiere è il cuore nevralgico della città (o almeno ci è sembrato così). Abbiamo aspettato che i pullman turistici andassero via per il pranzo e e verso le 13.30 siamo entrati.

All'ingresso, oltre a pagare un biglietto di 50 Lire, ti controllano passando sotto il metal detector e chiedendoti di aprire le borse, precauzione che agita un po' ma in fondo è per la nostra sicurezza! All'interno non c'è moltissima gente ma siamo un po' disorientati. Ci affidiamo alla mitica Lonely Planet che ci fa fare il giro del museo in ordine cronologico. Uno spettacolo. Migliaia di anni di storia che ti passano davanti agli occhi!Rimaniamo entasiati davanti alla Paletta di Narmer nel grande atrio e poi ancora ci sentiamo piccoli di fronte le statue colossali di Amenothep III e della sposa Teye. Tra le cose da non perdere la statua in legno di Kaper: è inquietante...sembra che sia vivo!

Passiamo velocemente nella sala greco romana e di A. Magno: queste opere sembrano stonare in questo contesto! Al piano superiore ci attende Tutankhamen: le gallerie dedicate al faraone bambino sono affascinanti con il corredo di guanti e sandali, i gioielli, troni d'oro e poi lei: la maschera d'oro. 11 kg a coprire la testa della mummia dentro i 3 meravigliosi sarcofagi. L'emozione è alle stelle.

Infine decidiamo di pagare il supplemento per la sala delle mummie reali. 100 lire a testa sono troppe ma la sala è interessantissima e soprattutto impressionante. Usciamo dal museo dopo circa 3 ore di visita molto soddisfatti ma assetati: mi raccomando portatevi dell'acqua!!

Prossima tappa il Cairo Copto.Prendiamo la Metro fino a Mar Girgis e entriamo in un'oasi pedonale di tranquillità: niente clacson nè traffico. Visitiamo "La Sospesa" e scendiamo nei vicoli che ricordano Gerusalemme ma è tardi ed è tutto chiuso. Proviamo ad entrare da un cancello laterale nel cimitero Copto: non lo fate! Per visitarne una parte passate dall'entrata principale che sta nel cortile di San Giorgio o rischierete che vi tirino i sassi come hanno fatto dei ragazzini con noi. Ho avuto la sensazione che nell'ala meno trafficata del cimitero la gente ci viviesse proprio!!

Proviamo ad arrivare al Nilometro ma è chiuso anche questo quindi stanchi morti riprendiamo la metro. Verso l'albergo compriamo 2 kebab e conosciamo Hamdi. Ci ferma come fanno tutti per offrirci i suoi servigi ma parla un po' di italiano e si rivela subito simpatico Ci propone una gita alle piramidi. Noi prendiamo tempo perchè in albergo insistono perchè facciamo le escursioni con loro ma il prezzo è lo stesso e l'insistenza del personale è eccessiva. Così ci accordiamo con lui.

In serata facciamo la solita passeggiata di circa 5 km attraversando il Nilo e poi a ninna.

La sveglia è suonata prestino e alle 8 siamo già davanti al negozio di Hamdi dove ci aspetta il taxi con aria condizionata (evviva) che ci porterà a visitare i siti archeologici.

Prima tappa: una fabbrica di papiri. Non era esattamente la nostra priorità ma credo che sia Hamdi che il taxi prendano una percentuale dal negozio e dato che comunque avremmo voluto acquistare dei souvenir ne abbiamo approfittato. Poi risaliamo in macchina e attraversiamo le campagne verso Saqqara. Quando arriviamo siamo emozionati: il biglietto è di 50 lire e ne vale mille volte tante!

Entriamo nel complesso funerario che circonda la piramide di Zoser. Il salone ipostilo è già emozionante ma quando usciamo nel grande cortile meridionale restiamo senza fiato. La piramide ci guarda dall'alto dei suoi quasi 5000 anni di storia. Facciamo 1000 foto e visitiamo il complesso che pur essendo meraviglioso non ci colpisce + della piramide.

Prossima tappa Menphis. Dell'antico splendore della capitale non c'è più nulla. Un museo racchiude una splendida statua colossale di Ramesse II caduta. Il prezzo è esiguo: 30 lire, ma secondo me non ne vale la pena...

Dashur è il terzo sito che visitiamo e secondo me forse il più bello: il sito è sperduto nel deserto e fino a qualche anno fa era zona militare (in realtà ancora una parte del sito non è visitabile) quindi non è inclusa nei percorsi turistici e ciò la rende ancora più suggestiva perchè la si può ammirare in solitudine. La piramide rossa è lì che ci attende. Arriviamo ai piedi di questo gigante e saliamo fino all'entrata.

Il panorama dall'alto è meraviglioso. Poi iniziamo la dicesa. Un cunicolo basso e stretto in discesa ci porta verso la prima anticamera e già inizia a mancare un po' l'aria. Fa caldo e si comincia a sentire odore di ammoniaca. Così ci mettiamo la bandana sul naso e dopo aver ammirato il soffitto (non si può descrivere: va visto) saliamo una scaletta di legno per entrare nella seconda anticamera: sotto di noi la cemera funebre, ormai vuota. Fa molto caldo e l'aria è irrespirabile ma ne vale veramente la pena. (25 lire)

Ultima tappa della giornata Giza. Siamo distrutti dal caldo e dalla fatica così chiediamo al taxi di portarci a mangiare kebab. Ma sbagliamo alla grande perchè il poveretto ci porta in un ristorante per turisti. Non era quello che volevamo e infatti ci bastonano letteralmente con il prezzo ma almeno c'è l'aria condizionata e possiamo riposare un pochino mangiando e bevendo acqua fresca.

Siamo pronti per visitare le piramidi. Il taxi ci porta lungo una salita nel cuore del sobborgo di giza e girato l'angolo...eccole lì...le 3 piramidi. Gigantesche. Ma che delusione...sono veramente quasi circondate di case e la speculazione è terribile. E' pieno di turisti e di gente del posto che chiede soldi anche se starnutisci. Paghiamo il biglietto ma scopriamo subito che le 50 lire dell'entrata non bastano per entrare nelle piramidi. Decidiamo di entrare in quella intermedia, la piramide di chefren, pagando un altro biglietto da 25 lire.

E' pieno di gente e non è così suggestivo come Dashur...Torniamo al taxi un po' delusi e ci facciamo portare ad un punto panoramico da cui scattiamo molte foto e poi torniamo a vedere la sfinge, davanti le tre piramidi. Io me l'aspettavo più grande: nonostante questo ha un fascino indescrivibile...

La giornata è ormai finita. Il taxi ci riporta da Hamdi, paghiamo i suoi servigi e andiamo a riposarci un po'. Hamdi è una persona molto onesta e gentile e se può ti aiuta in tutti i modi. Ne abbiamo avuto la dimostrazione perchè la mia valigia da Roma non era arrivata insieme a noi e all'aeroporto non si sbloccava la faccenda.

Così abbiamo chiesto aiuto a lui che si è messo in contatto con un amico in aeroporto e appena la valigia è arrivata (il terzo giorno di vacanza!!!) lui ci ha chiamato per informarci. Per questo mi sento di consigliarlo a chiunque vada al Cairo. Tra l'altro gli ho promesso che avrei messo il suo numero di telefono su internet per fargli pubblicità e voglio mantenere la promessa: Hamdy El-Helw, lo trovate nel suo negozio di papiri chiamato Rosetta, 146 Tahrir ST., Dokki-Giza-Egypt. Tel 002 012 465 7620. e-mail rosstaelpasha@yahoo.com
Contattatelo prima di partire e vi organizzerà anche il transfer dall'aeroporto a prezzi migliori degli altri.

In serata usciamo e ceniamo con Ful e Ta Amia: squisito!!!

 

La sveglia è suonata tardi: le gambe sono a pezzi per le lunghe camminate e scalate del giorno prima! Facciamo il check out ma in hotel ci tengono le valigie in deposito. Gentili! Andiamo al Nilometro facendo la stessa strada dell'altra volta: metro fino a Mar Girgis.

Arrivando al Cairo Copto, dato che la chiesa di San Giorgio era aperta, decidiamo di visitarla ed è davvero molto bella. Scendiamo anche nella grotta in cui si dice abbiano soggiornato Giuseppe e Maria con Gesù bambino, in fuga da Erode.

Usciamo dal cairo copto, attraversiamo il nilo ed eccoci qua! Il biglietto del Nilometro costa 10 lire e la visita è molto interessante. In più, alle spalle della piccola cupola , si domina il Nilo: bellissimo panorama.

Torniamo sulla strada principale alla ricerca di un taxi per andare alla zona islamica ma è troppo lontana e nessuno ci vuole portare. Così con la metro ci avviciniamo scendendo a Sadat e da lì un taxi ci porta alla moschea di Al Azar. Una finta guida ci costringe a seguirlo e a lasciargli dei soldi per la visita della moschea ma quando ci rifiutiamo di pagarlo ancora (gli avevamo lasciato già 16 lire praticamente costretti a farlo) lui si rifiuta di portarci al Minareto. Ne nasce una mezza discussione e mi tocca portare via Marco!

Comunqe la moschea è bellissima: un grande cortile in marmo bianco di carrara conduce all'entrata di questo immenso salone dove si prega. Delle nicchie indicano la mecca. Tutto è finemente decorato.

Attraversando la strada arriviamo a Kan al Kalili, il mercato. Suggestivo e fisicamente stancante come tutti i mercato arabi, ti ubriachi di odori, colori, gente, rumori. Compriamo delle spezie e uscendo cerchiamo un taxi per Al azar park. E ci fregano alla grande. Un tizio a piedi ci chiede se cerchiamo un taxi, concordiamo 10 lire (un'enormità visto che il parco è a 3 minuti di macchina) e poi ferma un taxi per strada, gli dice che lo pagheremo 5 lire e pretende le altre 5 per averci trovato il mezzo. Per non litigare lo paghiamo ma è veramente assurdo: controllate sempre che chi vi ferma abbia un taxi di proprietà o pagherete doppio!

Arriviamo al parco veramente a pezzi. Fa un caldo esagerato. Entriamo pagando un biglietto di 3 lire e dentro c'è il paradiso. Il parco è in posizione dominante sulla città quindi c'è una vista meravigliosa e in più è verde, fresco e curato. Abbiamo dormito sdraiati sotto un albero fin chè non è iniziata la preghiera e ci siamo svegliati con i muezzin della città.

Dal parco siamo tornati velocemente all'albergo in taxi, abbiamo recuperato le valige e siamo andati con la metro a "Giza Station". Si, perchè il treno per luxor non parte dalla tazione centrale. Questa stazioncina è davvero squallida. Arriviamo con anticipo, come richiesto e attendiamo. Finalmente con un po' di ritardo arriva il nostro treno. Una meraviglia che non ci saremmo mai aspettati.

Ogni carrozza h un suo stewart a disposizione dei passeggeri. Le cabine, doppie ma con la possibilità di essere comunicanti con la successiva, sono pulite e spaziose. Appena partiti ci viene servita un'ottima cena stile aereo, tiriamo giù i letti e ci facciamo una bella dormita, chiusi dentro, con la sicurezza che lo stewart ci avrebbe chiamati in tempo la mattina successiva.

 

Ci svegliamo da soli per il rumore del treno verso le 5.45. Il sole è già sorto e il panorama fuori è bellissimo, in mezzo a campagne con uomini e muli che lavorano fianco a fianco. La colazione sul treno è ok. Arriviamo a Luxor alle 8.00 e in stazione ci assalgono i taxi ma arriviamo a piedi al nostro albergo: se ne prendete uno sulla riva orientale il taxi potrebbe non servire...

Soggiorniamo al Tutotel hotel: non è male la struttura ma la camera non è molto pulita a causa della moquette. Anche il bagno lascia un po' a desiderare ma pazienza...sono solo 3 giorni.

Alle 9, dopo una doccia, siamo pronti. Fuori fa già molto caldo. Andiamo a piedi al tempio di Luxor con una bella passeggiata costeggiando il Nilo. Il tempio è bellissimo e il biglietto costa 40 lire.

Usciti dal tempio andiamo al museo di Luxor. Certo, in confroto a quello del Cairo fa ridere ma ci sono parecchie cose interessanti! Costo 70 lire...un po' tanto...ma c'è una sala con le mummie aperta al pubblico molto interessante.

Saltiamo il museo della mummificazione perchè di imbalsamati ne abbiamo visti parecchi e sotto un sole soffocante cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa. Luxor non è come il Cairo per questo: non è una città che esiste a prescindere dai siti archeologici. Quindi è difficile trovare fast food. In più fa veramente molto caldo (la temperatura si aggira sui 45 gradi) quindi di giorno è sempre tutto chiuso.

Troviamo un ristorantino nel centro commerciale, mangiamo qualcosa e poi di corsa in albergo: fuori non sì resiste per il caldo! Mettiamo il naso in strada alle 18.30 e facciamo una gita in Feluca.

Contrattiamo 30 lire per un'ora. La feluca è molto suggestiva e romantico è il tramonto sul Nilo. Davvero una bellissima esperienza.

Finalmente è buio: il tempio di Luxor illuminato è ancora più suggestivo. Contrattiamo con un tizio per la gita del giorno dopo sulla sponda ovest: 120 lire per il taxi e ferry a nostre spese (una lira contro le 5 lire per la barchetta del nostro amico!).

Sveglia prestissimo per partire con una temperatura accettabile. Ci accorgiamo però che alle 7 è già tardi! Comunque, prendiamo il ferry e con il nostro bel taxi con aria condizionata usciamo dal centro abitato non senza aver comprato dell'acqua (mi raccomando fatelo perchè nei siti vi spellano!)

La prima meraviglia che incontriamo sono i colossi di Memnone e poi via verso la valle dei re. Il biglietto costa 70 lire e da diritto alla visita di 3 tombe. Il paesaggio è eccezionale: sembra di essere sulla luna. Un deserto di roccia rossastra ci circonda. Visitiamo le tombe di Tuthmosi III, la più lontana, in una gola, bella anche se essenziale, Tuthmosi IV e Seti I, la più decorata.

Lasciamo la valle dopo un'ora e mezzo (non prendete il trenino che è una fregatura: vi risparmierà solo poche centinaia di metri a piedi pagando 4 lire a testa.)

Prossima tappa il tempio di Hatsepsut (25 lire) meravigliosa opera di architettura! Fa un caldo esagerato! Arriviamo al taxi distrutti e il tizio ne approfitta per portarci a visitare una fabbrica di Alabastro. Anche qui compriamo alcuni souvenir dopo una contrattazione all'araba seduti per terra, sorseggiando the alla menta. Uno spettacolo!

Ancora visitiamo le tombe dei nobili: davvero belle, affrescate con scene di vita quotidiana, sono sparpagliate tra le case di un villaggio così, dopo aver pagato il biglietto di 25 lire, dovete trovare una guida del luogo, contrattare un prezzo e farvi accompagnare a vedere le vostre tre tombe. Visitiamo Ramose, Userhat e Khaemhat. Ancora una volta la Lonely planet ci suggerisce la scelta!

Infine ci dirigiamo alla valle delle regine. Altre 25 lire ben spese. Purtroppo la tomba di nefertiti è chiusa ma visitiamo quelle dei figli di Ramesse III, 2 bambini morti a 10 anni. Le tombe sono bellissime, affrescate con racconti del passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. In una di queste tombe c'è anche la mummia di un feto di 5 mesi nato prematuro: che impressione!

Il caldo è fortissimo: torniamo velocemente sull'altra sponda del Nilo e poi in albergo. Sono le 14.00 circa. Usciremo solo alle 19.30. Mangiamo, facciamo una breve passeggiata al mercato e poi a letto!

Il nostro ultimo giorno in Egitto! Il caldo del giorno precedente deve averci scombussolati perchè abbiamo qualche problema intestinale ma tiriamo avanti. Prendiamo un taxi e andiamo a Karnak, a circa 3 km dal nostro albergo. Il complesso di karnak è meravigliosamente grande. C'è molto da vedere e da leggere sulla guida!

Il caldo ricomincia ad essere troppo pesante così conludiamo velocemente la visita e torniamo spediti in albergo.

Come sempre usciamo nel tardo pomeriggio e riprendiamo la nostra amata Feluca. Un'altra gita di un'ora sul Nilo, questa volta ancora più romantica. Un tramonto mozzafiato sulle montagne della valle dei re.

Mangiamo una pizza nel ristorante del nostro albergo (non male per la verità e andiamo a letto presto perchè l'indomani la sveglia è alle ore 3.45.

L'albergo ci prepara la colazione al sacco così nel cuore della notte prendiamo un taxi per l'aeroporto. L'aereo, dopo uno scalo al Cairo, ci riporterà sani e salvi a casa.

In conclusione, non perdete l'occasione i fare questo viaggio: ne vale la pena anche se è molto stancante. E tra l'altro non si spende poi molto se si va un po' all'avventura come abbiamo fatto noi.

Buon viaggio a tutti!

Finalmente si parte: il volo è della Egypt Air e nonostante siamo arrivati in aeroporto con largo anticipo la lentezza al check in è impressionante e rischiamo di perdere l'aereo! Soprattutto perchè da nessuna parte avevamo letto che se si parte solo con la carta d'identità valida per l'espatrio (cioè senza passaporto) bisogna esibire al check-n una fototessera che servirà per il visto all'arrivo al Cairo. Per fortuna la macchinetta in aeroporto era funzionante!

L'aereo non è male, è pulito e il personale gentile. Appena partiti ci hanno servito un buon pranzo e poi, grazie alla tv, le 3 ore di volo trascorrono velocemente.

Quando l'aereo inizia a scendere sopra il Cairo, pensiamo sia brutto tempo: una nube grigio/gialla riempiva il cielo ma in realtà si tratta di smog misto a sabbia e polvere. Una combinazione che rende l'aria davvero pesante e ce ne accorgeremo presto quando la gola inizia a bruciarci un po'.

Arrivati all'aeroporto, ci mettiamo qualche minuto a capire cosa fare ma in realtà è semplicissimo: per chi viaggia senza passaporto, bisogna andare al box del cambio ad acqistare la marca da bollo da 15 lire. Poi, armati di foto, marca e visto compilato (non quello che vi danno sull'aereo ma l'altro foglietto giallo che troverete in aeroporto) andare al controllo documenti. 

Al recupero bagagli, sarete circondati da gente che si proporrà per accompagnarvi in albergo. Alcuni sembreranno un po' aggressivi ma non lasciatevi intimorire: è il loro modo di parlare! Comunque, poco prima dell'uscita dell'aeroporto c'è un box centrale in cui è possibile opzionare un taxi di quelli con licenza. Ciò significa che i prezzi sono più o meno controllati anche se a noi hanno chiesto 85 lire che lì per lì ci sembravano ottimo in confronto a quanto chiesto dagli altri. Oggi, dopo una settimana di trattative (perchè lì si campa solo trattando) so per certo che abbiamo pagato uno sproposito ma fa niente.

A bordo del taxi siamo entrati nel caos terribile del traffico: tutti suonano il clacson, anche per le cose più sciocche. Il risultato è che il rumore a volte è proprio assordante.

Dopo un'ora di traffico, arriviamo finalmente al nostro albergo, il Pharaos Doqqi. Abbiamo prenotato entrambi gli alberghi del viaggio su Hotelclub e il sistema funziona alla grande!

L'albergo non è male: la stanza è abbastanza pulita, c'è l'aria condizionata, anche se un po' rumorosa, lenzuola e asciugamani profumano di pulito. In più questo albergo si trova in posizione ottima, vicino alla fermata della metro Doqqi e su una parallela di una grande strada ma per fortuna affaccia su una stradina secondaria dove non c'è mai grande confusione, così la notte si dorme tranquilli!

Usciamo a fare una passeggiata e mangiare qualcosa: sono ormai le 21.30 passate ma la città è nel pieno delle sue attività. Ci fermiamo a mangiare un kebab (che chiamano shawerma) e ci dirigiamo verso il centro, attraversando il ponte. Ariviamo così di fronte al museo egizio: una bella passeggiata ma non ve la consiglio di giorno perchè sotto il sole fa davvero caldo!

Torniamo stanchi morti in albergo: ci aspetta una bella dormita!

Sveglia ore 8.30, colazione in albergo e ci buttiamo nel caos della città: la nostra meta è la stazione centrale per acquistare i biglietti dello sleeping train che ci porterà a Luxor. Prendiamo la metropolitana alla fermata Doqqi e prima di entrare ci chiediamo preoccupati cosa ci aspetterà nel sottosuolo. E invece: la metropolitana funziona alla perfezione, i treni sono nuovi, hanno l'aria condizionata e le stazioni sono tutte molto ben tenute. Esiste anche un vagone centrale dedicato solo alle donne: ve lo dico così eviterete figuracce come abbiamo fatto noi che stavamo per salire dove Marco sarebbe stato un pochino di troppo!!! Costo dellla metro 1 Lira.

Arriviamo alla stazione centrale (fermata Mubarak): i dintorni della stazione sono un delirio di suoni, gente, odori...ma la stazione è ordinata e troviamo senza problemi l'ufficio dell'abela sleeping train dove commpriamo i biglietti pagandoli in € (40€ l'uno).

Mi raccomando di arrivare da quelle parti con i soldi in tasca perchè non esiste un cambio nei dintorni e noi non avevamo nemmeno più i soldi per riprendere la metro così abbiamo vagato per mezz'ora. Cambiati i soldi, abbiamo ripreso la metro e siamo andati verso il museo Egizio (femata (Opera). Diciamo che questo quartiere è il cuore nevralgico della città (o almeno ci è sembrato così). Abbiamo aspettato che i pullman turistici andassero via per il pranzo e e verso le 13.30 siamo entrati.

All'ingresso, oltre a pagare un biglietto di 50 Lire, ti controllano passando sotto il metal detector e chiedendoti di aprire le borse, precauzione che agita un po' ma in fondo è per la nostra sicurezza! All'interno non c'è moltissima gente ma siamo un po' disorientati. Ci affidiamo alla mitica Lonely Planet che ci fa fare il giro del museo in ordine cronologico. Uno spettacolo. Migliaia di anni di storia che ti passano davanti agli occhi!Rimaniamo entasiati davanti alla Paletta di Narmer nel grande atrio e poi ancora ci sentiamo piccoli di fronte le statue colossali di Amenothep III e della sposa Teye. Tra le cose da non perdere la statua in legno di Kaper: è inquietante...sembra che sia vivo!

Passiamo velocemente nella sala greco romana e di A. Magno: queste opere sembrano stonare in questo contesto! Al piano superiore ci attende Tutankhamen: le gallerie dedicate al faraone bambino sono affascinanti con il corredo di guanti e sandali, i gioielli, troni d'oro e poi lei: la maschera d'oro. 11 kg a coprire la testa della mummia dentro i 3 meravigliosi sarcofagi. L'emozione è alle stelle.

Infine decidiamo di pagare il supplemento per la sala delle mummie reali. 100 lire a testa sono troppe ma la sala è interessantissima e soprattutto impressionante. Usciamo dal museo dopo circa 3 ore di visita molto soddisfatti ma assetati: mi raccomando portatevi dell'acqua!!

Prossima tappa il Cairo Copto.Prendiamo la Metro fino a Mar Girgis e entriamo in un'oasi pedonale di tranquillità: niente clacson nè traffico. Visitiamo "La Sospesa" e scendiamo nei vicoli che ricordano Gerusalemme ma è tardi ed è tutto chiuso. Proviamo ad entrare da un cancello laterale nel cimitero Copto: non lo fate! Per visitarne una parte passate dall'entrata principale che sta nel cortile di San Giorgio o rischierete che vi tirino i sassi come hanno fatto dei ragazzini con noi. Ho avuto la sensazione che nell'ala meno trafficata del cimitero la gente ci viviesse proprio!!

Proviamo ad arrivare al Nilometro ma è chiuso anche questo quindi stanchi morti riprendiamo la metro. Verso l'albergo compriamo 2 kebab e conosciamo Hamdi. Ci ferma come fanno tutti per offrirci i suoi servigi ma parla un po' di italiano e si rivela subito simpatico Ci propone una gita alle piramidi. Noi prendiamo tempo perchè in albergo insistono perchè facciamo le escursioni con loro ma il prezzo è lo stesso e l'insistenza del personale è eccessiva. Così ci accordiamo con lui.

In serata facciamo la solita passeggiata di circa 5 km attraversando il Nilo e poi a ninna.

La sveglia è suonata prestino e alle 8 siamo già davanti al negozio di Hamdi dove ci aspetta il taxi con aria condizionata (evviva) che ci porterà a visitare i siti archeologici.

Prima tappa: una fabbrica di papiri. Non era esattamente la nostra priorità ma credo che sia Hamdi che il taxi prendano una percentuale dal negozio e dato che comunque avremmo voluto acquistare dei souvenir ne abbiamo approfittato. Poi risaliamo in macchina e attraversiamo le campagne verso Saqqara. Quando arriviamo siamo emozionati: il biglietto è di 50 lire e ne vale mille volte tante!

Entriamo nel complesso funerario che circonda la piramide di Zoser. Il salone ipostilo è già emozionante ma quando usciamo nel grande cortile meridionale restiamo senza fiato. La piramide ci guarda dall'alto dei suoi quasi 5000 anni di storia. Facciamo 1000 foto e visitiamo il complesso che pur essendo meraviglioso non ci colpisce + della piramide.

Prossima tappa Menphis. Dell'antico splendore della capitale non c'è più nulla. Un museo racchiude una splendida statua colossale di Ramesse II caduta. Il prezzo è esiguo: 30 lire, ma secondo me non ne vale la pena...

Dashur è il terzo sito che visitiamo e secondo me forse il più bello: il sito è sperduto nel deserto e fino a qualche anno fa era zona militare (in realtà ancora una parte del sito non è visitabile) quindi non è inclusa nei percorsi turistici e ciò la rende ancora più suggestiva perchè la si può ammirare in solitudine. La piramide rossa è lì che ci attende. Arriviamo ai piedi di questo gigante e saliamo fino all'entrata.

Il panorama dall'alto è meraviglioso. Poi iniziamo la dicesa. Un cunicolo basso e stretto in discesa ci porta verso la prima anticamera e già inizia a mancare un po' l'aria. Fa caldo e si comincia a sentire odore di ammoniaca. Così ci mettiamo la bandana sul naso e dopo aver ammirato il soffitto (non si può descrivere: va visto) saliamo una scaletta di legno per entrare nella seconda anticamera: sotto di noi la cemera funebre, ormai vuota. Fa molto caldo e l'aria è irrespirabile ma ne vale veramente la pena. (25 lire)

Ultima tappa della giornata Giza. Siamo distrutti dal caldo e dalla fatica così chiediamo al taxi di portarci a mangiare kebab. Ma sbagliamo alla grande perchè il poveretto ci porta in un ristorante per turisti. Non era quello che volevamo e infatti ci bastonano letteralmente con il prezzo ma almeno c'è l'aria condizionata e possiamo riposare un pochino mangiando e bevendo acqua fresca.

Siamo pronti per visitare le piramidi. Il taxi ci porta lungo una salita nel cuore del sobborgo di giza e girato l'angolo...eccole lì...le 3 piramidi. Gigantesche. Ma che delusione...sono veramente quasi circondate di case e la speculazione è terribile. E' pieno di turisti e di gente del posto che chiede soldi anche se starnutisci. Paghiamo il biglietto ma scopriamo subito che le 50 lire dell'entrata non bastano per entrare nelle piramidi. Decidiamo di entrare in quella intermedia, la piramide di chefren, pagando un altro biglietto da 25 lire.

E' pieno di gente e non è così suggestivo come Dashur...Torniamo al taxi un po' delusi e ci facciamo portare ad un punto panoramico da cui scattiamo molte foto e poi torniamo a vedere la sfinge, davanti le tre piramidi. Io me l'aspettavo più grande: nonostante questo ha un fascino indescrivibile...

La giornata è ormai finita. Il taxi ci riporta da Hamdi, paghiamo i suoi servigi e andiamo a riposarci un po'. Hamdi è una persona molto onesta e gentile e se può ti aiuta in tutti i modi. Ne abbiamo avuto la dimostrazione perchè la mia valigia da Roma non era arrivata insieme a noi e all'aeroporto non si sbloccava la faccenda.

Così abbiamo chiesto aiuto a lui che si è messo in contatto con un amico in aeroporto e appena la valigia è arrivata (il terzo giorno di vacanza!!!) lui ci ha chiamato per informarci. Per questo mi sento di consigliarlo a chiunque vada al Cairo. Tra l'altro gli ho promesso che avrei messo il suo numero di telefono su internet per fargli pubblicità e voglio mantenere la promessa: Hamdy El-Helw, lo trovate nel suo negozio di papiri chiamato Rosetta, 146 Tahrir ST., Dokki-Giza-Egypt. Tel 002 012 465 7620. e-mail rosstaelpasha@yahoo.com
Contattatelo prima di partire e vi organizzerà anche il transfer dall'aeroporto a prezzi migliori degli altri.

In serata usciamo e ceniamo con Ful e Ta Amia: squisito!!!

 

La sveglia è suonata tardi: le gambe sono a pezzi per le lunghe camminate e scalate del giorno prima! Facciamo il check out ma in hotel ci tengono le valigie in deposito. Gentili! Andiamo al Nilometro facendo la stessa strada dell'altra volta: metro fino a Mar Girgis.

Arrivando al Cairo Copto, dato che la chiesa di San Giorgio era aperta, decidiamo di visitarla ed è davvero molto bella. Scendiamo anche nella grotta in cui si dice abbiano soggiornato Giuseppe e Maria con Gesù bambino, in fuga da Erode.

Usciamo dal cairo copto, attraversiamo il nilo ed eccoci qua! Il biglietto del Nilometro costa 10 lire e la visita è molto interessante. In più, alle spalle della piccola cupola , si domina il Nilo: bellissimo panorama.

Torniamo sulla strada principale alla ricerca di un taxi per andare alla zona islamica ma è troppo lontana e nessuno ci vuole portare. Così con la metro ci avviciniamo scendendo a Sadat e da lì un taxi ci porta alla moschea di Al Azar. Una finta guida ci costringe a seguirlo e a lasciargli dei soldi per la visita della moschea ma quando ci rifiutiamo di pagarlo ancora (gli avevamo lasciato già 16 lire praticamente costretti a farlo) lui si rifiuta di portarci al Minareto. Ne nasce una mezza discussione e mi tocca portare via Marco!

Comunqe la moschea è bellissima: un grande cortile in marmo bianco di carrara conduce all'entrata di questo immenso salone dove si prega. Delle nicchie indicano la mecca. Tutto è finemente decorato.

Attraversando la strada arriviamo a Kan al Kalili, il mercato. Suggestivo e fisicamente stancante come tutti i mercato arabi, ti ubriachi di odori, colori, gente, rumori. Compriamo delle spezie e uscendo cerchiamo un taxi per Al azar park. E ci fregano alla grande. Un tizio a piedi ci chiede se cerchiamo un taxi, concordiamo 10 lire (un'enormità visto che il parco è a 3 minuti di macchina) e poi ferma un taxi per strada, gli dice che lo pagheremo 5 lire e pretende le altre 5 per averci trovato il mezzo. Per non litigare lo paghiamo ma è veramente assurdo: controllate sempre che chi vi ferma abbia un taxi di proprietà o pagherete doppio!

Arriviamo al parco veramente a pezzi. Fa un caldo esagerato. Entriamo pagando un biglietto di 3 lire e dentro c'è il paradiso. Il parco è in posizione dominante sulla città quindi c'è una vista meravigliosa e in più è verde, fresco e curato. Abbiamo dormito sdraiati sotto un albero fin chè non è iniziata la preghiera e ci siamo svegliati con i muezzin della città.

Dal parco siamo tornati velocemente all'albergo in taxi, abbiamo recuperato le valige e siamo andati con la metro a "Giza Station". Si, perchè il treno per luxor non parte dalla tazione centrale. Questa stazioncina è davvero squallida. Arriviamo con anticipo, come richiesto e attendiamo. Finalmente con un po' di ritardo arriva il nostro treno. Una meraviglia che non ci saremmo mai aspettati.

Ogni carrozza h un suo stewart a disposizione dei passeggeri. Le cabine, doppie ma con la possibilità di essere comunicanti con la successiva, sono pulite e spaziose. Appena partiti ci viene servita un'ottima cena stile aereo, tiriamo giù i letti e ci facciamo una bella dormita, chiusi dentro, con la sicurezza che lo stewart ci avrebbe chiamati in tempo la mattina successiva.

 

Ci svegliamo da soli per il rumore del treno verso le 5.45. Il sole è già sorto e il panorama fuori è bellissimo, in mezzo a campagne con uomini e muli che lavorano fianco a fianco. La colazione sul treno è ok. Arriviamo a Luxor alle 8.00 e in stazione ci assalgono i taxi ma arriviamo a piedi al nostro albergo: se ne prendete uno sulla riva orientale il taxi potrebbe non servire...

Soggiorniamo al Tutotel hotel: non è male la struttura ma la camera non è molto pulita a causa della moquette. Anche il bagno lascia un po' a desiderare ma pazienza...sono solo 3 giorni.

Alle 9, dopo una doccia, siamo pronti. Fuori fa già molto caldo. Andiamo a piedi al tempio di Luxor con una bella passeggiata costeggiando il Nilo. Il tempio è bellissimo e il biglietto costa 40 lire.

Usciti dal tempio andiamo al museo di Luxor. Certo, in confroto a quello del Cairo fa ridere ma ci sono parecchie cose interessanti! Costo 70 lire...un po' tanto...ma c'è una sala con le mummie aperta al pubblico molto interessante.

Saltiamo il museo della mummificazione perchè di imbalsamati ne abbiamo visti parecchi e sotto un sole soffocante cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa. Luxor non è come il Cairo per questo: non è una città che esiste a prescindere dai siti archeologici. Quindi è difficile trovare fast food. In più fa veramente molto caldo (la temperatura si aggira sui 45 gradi) quindi di giorno è sempre tutto chiuso.

Troviamo un ristorantino nel centro commerciale, mangiamo qualcosa e poi di corsa in albergo: fuori non sì resiste per il caldo! Mettiamo il naso in strada alle 18.30 e facciamo una gita in Feluca.

Contrattiamo 30 lire per un'ora. La feluca è molto suggestiva e romantico è il tramonto sul Nilo. Davvero una bellissima esperienza.

Finalmente è buio: il tempio di Luxor illuminato è ancora più suggestivo. Contrattiamo con un tizio per la gita del giorno dopo sulla sponda ovest: 120 lire per il taxi e ferry a nostre spese (una lira contro le 5 lire per la barchetta del nostro amico!).

Sveglia prestissimo per partire con una temperatura accettabile. Ci accorgiamo però che alle 7 è già tardi! Comunque, prendiamo il ferry e con il nostro bel taxi con aria condizionata usciamo dal centro abitato non senza aver comprato dell'acqua (mi raccomando fatelo perchè nei siti vi spellano!)

La prima meraviglia che incontriamo sono i colossi di Memnone e poi via verso la valle dei re. Il biglietto costa 70 lire e da diritto alla visita di 3 tombe. Il paesaggio è eccezionale: sembra di essere sulla luna. Un deserto di roccia rossastra ci circonda. Visitiamo le tombe di Tuthmosi III, la più lontana, in una gola, bella anche se essenziale, Tuthmosi IV e Seti I, la più decorata.

Lasciamo la valle dopo un'ora e mezzo (non prendete il trenino che è una fregatura: vi risparmierà solo poche centinaia di metri a piedi pagando 4 lire a testa.)

Prossima tappa il tempio di Hatsepsut (25 lire) meravigliosa opera di architettura! Fa un caldo esagerato! Arriviamo al taxi distrutti e il tizio ne approfitta per portarci a visitare una fabbrica di Alabastro. Anche qui compriamo alcuni souvenir dopo una contrattazione all'araba seduti per terra, sorseggiando the alla menta. Uno spettacolo!

Ancora visitiamo le tombe dei nobili: davvero belle, affrescate con scene di vita quotidiana, sono sparpagliate tra le case di un villaggio così, dopo aver pagato il biglietto di 25 lire, dovete trovare una guida del luogo, contrattare un prezzo e farvi accompagnare a vedere le vostre tre tombe. Visitiamo Ramose, Userhat e Khaemhat. Ancora una volta la Lonely planet ci suggerisce la scelta!

Infine ci dirigiamo alla valle delle regine. Altre 25 lire ben spese. Purtroppo la tomba di nefertiti è chiusa ma visitiamo quelle dei figli di Ramesse III, 2 bambini morti a 10 anni. Le tombe sono bellissime, affrescate con racconti del passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. In una di queste tombe c'è anche la mummia di un feto di 5 mesi nato prematuro: che impressione!

Il caldo è fortissimo: torniamo velocemente sull'altra sponda del Nilo e poi in albergo. Sono le 14.00 circa. Usciremo solo alle 19.30. Mangiamo, facciamo una breve passeggiata al mercato e poi a letto!

Il nostro ultimo giorno in Egitto! Il caldo del giorno precedente deve averci scombussolati perchè abbiamo qualche problema intestinale ma tiriamo avanti. Prendiamo un taxi e andiamo a Karnak, a circa 3 km dal nostro albergo. Il complesso di karnak è meravigliosamente grande. C'è molto da vedere e da leggere sulla guida!

Il caldo ricomincia ad essere troppo pesante così conludiamo velocemente la visita e torniamo spediti in albergo.

Come sempre usciamo nel tardo pomeriggio e riprendiamo la nostra amata Feluca. Un'altra gita di un'ora sul Nilo, questa volta ancora più romantica. Un tramonto mozzafiato sulle montagne della valle dei re.

Mangiamo una pizza nel ristorante del nostro albergo (non male per la verità e andiamo a letto presto perchè l'indomani la sveglia è alle ore 3.45.

L'albergo ci prepara la colazione al sacco così nel cuore della notte prendiamo un taxi per l'aeroporto. L'aereo, dopo uno scalo al Cairo, ci riporterà sani e salvi a casa.

In conclusione, non perdete l'occasione i fare questo viaggio: ne vale la pena anche se è molto stancante. E tra l'altro non si spende poi molto se si va un po' all'avventura come abbiamo fatto noi.

Buon viaggio a tutti!

Finalmente si parte: il volo è della Egypt Air e nonostante siamo arrivati in aeroporto con largo anticipo la lentezza al check in è impressionante e rischiamo di perdere l'aereo! Soprattutto perchè da nessuna parte avevamo letto che se si parte solo con la carta d'identità valida per l'espatrio (cioè senza passaporto) bisogna esibire al check-n una fototessera che servirà per il visto all'arrivo al Cairo. Per fortuna la macchinetta in aeroporto era funzionante!

L'aereo non è male, è pulito e il personale gentile. Appena partiti ci hanno servito un buon pranzo e poi, grazie alla tv, le 3 ore di volo trascorrono velocemente.

Quando l'aereo inizia a scendere sopra il Cairo, pensiamo sia brutto tempo: una nube grigio/gialla riempiva il cielo ma in realtà si tratta di smog misto a sabbia e polvere. Una combinazione che rende l'aria davvero pesante e ce ne accorgeremo presto quando la gola inizia a bruciarci un po'.

Arrivati all'aeroporto, ci mettiamo qualche minuto a capire cosa fare ma in realtà è semplicissimo: per chi viaggia senza passaporto, bisogna andare al box del cambio ad acqistare la marca da bollo da 15 lire. Poi, armati di foto, marca e visto compilato (non quello che vi danno sull'aereo ma l'altro foglietto giallo che troverete in aeroporto) andare al controllo documenti. 

Al recupero bagagli, sarete circondati da gente che si proporrà per accompagnarvi in albergo. Alcuni sembreranno un po' aggressivi ma non lasciatevi intimorire: è il loro modo di parlare! Comunque, poco prima dell'uscita dell'aeroporto c'è un box centrale in cui è possibile opzionare un taxi di quelli con licenza. Ciò significa che i prezzi sono più o meno controllati anche se a noi hanno chiesto 85 lire che lì per lì ci sembravano ottimo in confronto a quanto chiesto dagli altri. Oggi, dopo una settimana di trattative (perchè lì si campa solo trattando) so per certo che abbiamo pagato uno sproposito ma fa niente.

A bordo del taxi siamo entrati nel caos terribile del traffico: tutti suonano il clacson, anche per le cose più sciocche. Il risultato è che il rumore a volte è proprio assordante.

Dopo un'ora di traffico, arriviamo finalmente al nostro albergo, il Pharaos Doqqi. Abbiamo prenotato entrambi gli alberghi del viaggio su Hotelclub e il sistema funziona alla grande!

L'albergo non è male: la stanza è abbastanza pulita, c'è l'aria condizionata, anche se un po' rumorosa, lenzuola e asciugamani profumano di pulito. In più questo albergo si trova in posizione ottima, vicino alla fermata della metro Doqqi e su una parallela di una grande strada ma per fortuna affaccia su una stradina secondaria dove non c'è mai grande confusione, così la notte si dorme tranquilli!

Usciamo a fare una passeggiata e mangiare qualcosa: sono ormai le 21.30 passate ma la città è nel pieno delle sue attività. Ci fermiamo a mangiare un kebab (che chiamano shawerma) e ci dirigiamo verso il centro, attraversando il ponte. Ariviamo così di fronte al museo egizio: una bella passeggiata ma non ve la consiglio di giorno perchè sotto il sole fa davvero caldo!

Torniamo stanchi morti in albergo: ci aspetta una bella dormita!

Sveglia ore 8.30, colazione in albergo e ci buttiamo nel caos della città: la nostra meta è la stazione centrale per acquistare i biglietti dello sleeping train che ci porterà a Luxor. Prendiamo la metropolitana alla fermata Doqqi e prima di entrare ci chiediamo preoccupati cosa ci aspetterà nel sottosuolo. E invece: la metropolitana funziona alla perfezione, i treni sono nuovi, hanno l'aria condizionata e le stazioni sono tutte molto ben tenute. Esiste anche un vagone centrale dedicato solo alle donne: ve lo dico così eviterete figuracce come abbiamo fatto noi che stavamo per salire dove Marco sarebbe stato un pochino di troppo!!! Costo dellla metro 1 Lira.

Arriviamo alla stazione centrale (fermata Mubarak): i dintorni della stazione sono un delirio di suoni, gente, odori...ma la stazione è ordinata e troviamo senza problemi l'ufficio dell'abela sleeping train dove commpriamo i biglietti pagandoli in € (40€ l'uno).

Mi raccomando di arrivare da quelle parti con i soldi in tasca perchè non esiste un cambio nei dintorni e noi non avevamo nemmeno più i soldi per riprendere la metro così abbiamo vagato per mezz'ora. Cambiati i soldi, abbiamo ripreso la metro e siamo andati verso il museo Egizio (femata (Opera). Diciamo che questo quartiere è il cuore nevralgico della città (o almeno ci è sembrato così). Abbiamo aspettato che i pullman turistici andassero via per il pranzo e e verso le 13.30 siamo entrati.

All'ingresso, oltre a pagare un biglietto di 50 Lire, ti controllano passando sotto il metal detector e chiedendoti di aprire le borse, precauzione che agita un po' ma in fondo è per la nostra sicurezza! All'interno non c'è moltissima gente ma siamo un po' disorientati. Ci affidiamo alla mitica Lonely Planet che ci fa fare il giro del museo in ordine cronologico. Uno spettacolo. Migliaia di anni di storia che ti passano davanti agli occhi!Rimaniamo entasiati davanti alla Paletta di Narmer nel grande atrio e poi ancora ci sentiamo piccoli di fronte le statue colossali di Amenothep III e della sposa Teye. Tra le cose da non perdere la statua in legno di Kaper: è inquietante...sembra che sia vivo!

Passiamo velocemente nella sala greco romana e di A. Magno: queste opere sembrano stonare in questo contesto! Al piano superiore ci attende Tutankhamen: le gallerie dedicate al faraone bambino sono affascinanti con il corredo di guanti e sandali, i gioielli, troni d'oro e poi lei: la maschera d'oro. 11 kg a coprire la testa della mummia dentro i 3 meravigliosi sarcofagi. L'emozione è alle stelle.

Infine decidiamo di pagare il supplemento per la sala delle mummie reali. 100 lire a testa sono troppe ma la sala è interessantissima e soprattutto impressionante. Usciamo dal museo dopo circa 3 ore di visita molto soddisfatti ma assetati: mi raccomando portatevi dell'acqua!!

Prossima tappa il Cairo Copto.Prendiamo la Metro fino a Mar Girgis e entriamo in un'oasi pedonale di tranquillità: niente clacson nè traffico. Visitiamo "La Sospesa" e scendiamo nei vicoli che ricordano Gerusalemme ma è tardi ed è tutto chiuso. Proviamo ad entrare da un cancello laterale nel cimitero Copto: non lo fate! Per visitarne una parte passate dall'entrata principale che sta nel cortile di San Giorgio o rischierete che vi tirino i sassi come hanno fatto dei ragazzini con noi. Ho avuto la sensazione che nell'ala meno trafficata del cimitero la gente ci viviesse proprio!!

Proviamo ad arrivare al Nilometro ma è chiuso anche questo quindi stanchi morti riprendiamo la metro. Verso l'albergo compriamo 2 kebab e conosciamo Hamdi. Ci ferma come fanno tutti per offrirci i suoi servigi ma parla un po' di italiano e si rivela subito simpatico Ci propone una gita alle piramidi. Noi prendiamo tempo perchè in albergo insistono perchè facciamo le escursioni con loro ma il prezzo è lo stesso e l'insistenza del personale è eccessiva. Così ci accordiamo con lui.

In serata facciamo la solita passeggiata di circa 5 km attraversando il Nilo e poi a ninna.

La sveglia è suonata prestino e alle 8 siamo già davanti al negozio di Hamdi dove ci aspetta il taxi con aria condizionata (evviva) che ci porterà a visitare i siti archeologici.

Prima tappa: una fabbrica di papiri. Non era esattamente la nostra priorità ma credo che sia Hamdi che il taxi prendano una percentuale dal negozio e dato che comunque avremmo voluto acquistare dei souvenir ne abbiamo approfittato. Poi risaliamo in macchina e attraversiamo le campagne verso Saqqara. Quando arriviamo siamo emozionati: il biglietto è di 50 lire e ne vale mille volte tante!

Entriamo nel complesso funerario che circonda la piramide di Zoser. Il salone ipostilo è già emozionante ma quando usciamo nel grande cortile meridionale restiamo senza fiato. La piramide ci guarda dall'alto dei suoi quasi 5000 anni di storia. Facciamo 1000 foto e visitiamo il complesso che pur essendo meraviglioso non ci colpisce + della piramide.

Prossima tappa Menphis. Dell'antico splendore della capitale non c'è più nulla. Un museo racchiude una splendida statua colossale di Ramesse II caduta. Il prezzo è esiguo: 30 lire, ma secondo me non ne vale la pena...

Dashur è il terzo sito che visitiamo e secondo me forse il più bello: il sito è sperduto nel deserto e fino a qualche anno fa era zona militare (in realtà ancora una parte del sito non è visitabile) quindi non è inclusa nei percorsi turistici e ciò la rende ancora più suggestiva perchè la si può ammirare in solitudine. La piramide rossa è lì che ci attende. Arriviamo ai piedi di questo gigante e saliamo fino all'entrata.

Il panorama dall'alto è meraviglioso. Poi iniziamo la dicesa. Un cunicolo basso e stretto in discesa ci porta verso la prima anticamera e già inizia a mancare un po' l'aria. Fa caldo e si comincia a sentire odore di ammoniaca. Così ci mettiamo la bandana sul naso e dopo aver ammirato il soffitto (non si può descrivere: va visto) saliamo una scaletta di legno per entrare nella seconda anticamera: sotto di noi la cemera funebre, ormai vuota. Fa molto caldo e l'aria è irrespirabile ma ne vale veramente la pena. (25 lire)

Ultima tappa della giornata Giza. Siamo distrutti dal caldo e dalla fatica così chiediamo al taxi di portarci a mangiare kebab. Ma sbagliamo alla grande perchè il poveretto ci porta in un ristorante per turisti. Non era quello che volevamo e infatti ci bastonano letteralmente con il prezzo ma almeno c'è l'aria condizionata e possiamo riposare un pochino mangiando e bevendo acqua fresca.

Siamo pronti per visitare le piramidi. Il taxi ci porta lungo una salita nel cuore del sobborgo di giza e girato l'angolo...eccole lì...le 3 piramidi. Gigantesche. Ma che delusione...sono veramente quasi circondate di case e la speculazione è terribile. E' pieno di turisti e di gente del posto che chiede soldi anche se starnutisci. Paghiamo il biglietto ma scopriamo subito che le 50 lire dell'entrata non bastano per entrare nelle piramidi. Decidiamo di entrare in quella intermedia, la piramide di chefren, pagando un altro biglietto da 25 lire.

E' pieno di gente e non è così suggestivo come Dashur...Torniamo al taxi un po' delusi e ci facciamo portare ad un punto panoramico da cui scattiamo molte foto e poi torniamo a vedere la sfinge, davanti le tre piramidi. Io me l'aspettavo più grande: nonostante questo ha un fascino indescrivibile...

La giornata è ormai finita. Il taxi ci riporta da Hamdi, paghiamo i suoi servigi e andiamo a riposarci un po'. Hamdi è una persona molto onesta e gentile e se può ti aiuta in tutti i modi. Ne abbiamo avuto la dimostrazione perchè la mia valigia da Roma non era arrivata insieme a noi e all'aeroporto non si sbloccava la faccenda.

Così abbiamo chiesto aiuto a lui che si è messo in contatto con un amico in aeroporto e appena la valigia è arrivata (il terzo giorno di vacanza!!!) lui ci ha chiamato per informarci. Per questo mi sento di consigliarlo a chiunque vada al Cairo. Tra l'altro gli ho promesso che avrei messo il suo numero di telefono su internet per fargli pubblicità e voglio mantenere la promessa: Hamdy El-Helw, lo trovate nel suo negozio di papiri chiamato Rosetta, 146 Tahrir ST., Dokki-Giza-Egypt. Tel 002 012 465 7620. e-mail rosstaelpasha@yahoo.com
Contattatelo prima di partire e vi organizzerà anche il transfer dall'aeroporto a prezzi migliori degli altri.

In serata usciamo e ceniamo con Ful e Ta Amia: squisito!!!

 

La sveglia è suonata tardi: le gambe sono a pezzi per le lunghe camminate e scalate del giorno prima! Facciamo il check out ma in hotel ci tengono le valigie in deposito. Gentili! Andiamo al Nilometro facendo la stessa strada dell'altra volta: metro fino a Mar Girgis.

Arrivando al Cairo Copto, dato che la chiesa di San Giorgio era aperta, decidiamo di visitarla ed è davvero molto bella. Scendiamo anche nella grotta in cui si dice abbiano soggiornato Giuseppe e Maria con Gesù bambino, in fuga da Erode.

Usciamo dal cairo copto, attraversiamo il nilo ed eccoci qua! Il biglietto del Nilometro costa 10 lire e la visita è molto interessante. In più, alle spalle della piccola cupola , si domina il Nilo: bellissimo panorama.

Torniamo sulla strada principale alla ricerca di un taxi per andare alla zona islamica ma è troppo lontana e nessuno ci vuole portare. Così con la metro ci avviciniamo scendendo a Sadat e da lì un taxi ci porta alla moschea di Al Azar. Una finta guida ci costringe a seguirlo e a lasciargli dei soldi per la visita della moschea ma quando ci rifiutiamo di pagarlo ancora (gli avevamo lasciato già 16 lire praticamente costretti a farlo) lui si rifiuta di portarci al Minareto. Ne nasce una mezza discussione e mi tocca portare via Marco!

Comunqe la moschea è bellissima: un grande cortile in marmo bianco di carrara conduce all'entrata di questo immenso salone dove si prega. Delle nicchie indicano la mecca. Tutto è finemente decorato.

Attraversando la strada arriviamo a Kan al Kalili, il mercato. Suggestivo e fisicamente stancante come tutti i mercato arabi, ti ubriachi di odori, colori, gente, rumori. Compriamo delle spezie e uscendo cerchiamo un taxi per Al azar park. E ci fregano alla grande. Un tizio a piedi ci chiede se cerchiamo un taxi, concordiamo 10 lire (un'enormità visto che il parco è a 3 minuti di macchina) e poi ferma un taxi per strada, gli dice che lo pagheremo 5 lire e pretende le altre 5 per averci trovato il mezzo. Per non litigare lo paghiamo ma è veramente assurdo: controllate sempre che chi vi ferma abbia un taxi di proprietà o pagherete doppio!

Arriviamo al parco veramente a pezzi. Fa un caldo esagerato. Entriamo pagando un biglietto di 3 lire e dentro c'è il paradiso. Il parco è in posizione dominante sulla città quindi c'è una vista meravigliosa e in più è verde, fresco e curato. Abbiamo dormito sdraiati sotto un albero fin chè non è iniziata la preghiera e ci siamo svegliati con i muezzin della città.

Dal parco siamo tornati velocemente all'albergo in taxi, abbiamo recuperato le valige e siamo andati con la metro a "Giza Station". Si, perchè il treno per luxor non parte dalla tazione centrale. Questa stazioncina è davvero squallida. Arriviamo con anticipo, come richiesto e attendiamo. Finalmente con un po' di ritardo arriva il nostro treno. Una meraviglia che non ci saremmo mai aspettati.

Ogni carrozza h un suo stewart a disposizione dei passeggeri. Le cabine, doppie ma con la possibilità di essere comunicanti con la successiva, sono pulite e spaziose. Appena partiti ci viene servita un'ottima cena stile aereo, tiriamo giù i letti e ci facciamo una bella dormita, chiusi dentro, con la sicurezza che lo stewart ci avrebbe chiamati in tempo la mattina successiva.

 

Ci svegliamo da soli per il rumore del treno verso le 5.45. Il sole è già sorto e il panorama fuori è bellissimo, in mezzo a campagne con uomini e muli che lavorano fianco a fianco. La colazione sul treno è ok. Arriviamo a Luxor alle 8.00 e in stazione ci assalgono i taxi ma arriviamo a piedi al nostro albergo: se ne prendete uno sulla riva orientale il taxi potrebbe non servire...

Soggiorniamo al Tutotel hotel: non è male la struttura ma la camera non è molto pulita a causa della moquette. Anche il bagno lascia un po' a desiderare ma pazienza...sono solo 3 giorni.

Alle 9, dopo una doccia, siamo pronti. Fuori fa già molto caldo. Andiamo a piedi al tempio di Luxor con una bella passeggiata costeggiando il Nilo. Il tempio è bellissimo e il biglietto costa 40 lire.

Usciti dal tempio andiamo al museo di Luxor. Certo, in confroto a quello del Cairo fa ridere ma ci sono parecchie cose interessanti! Costo 70 lire...un po' tanto...ma c'è una sala con le mummie aperta al pubblico molto interessante.

Saltiamo il museo della mummificazione perchè di imbalsamati ne abbiamo visti parecchi e sotto un sole soffocante cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa. Luxor non è come il Cairo per questo: non è una città che esiste a prescindere dai siti archeologici. Quindi è difficile trovare fast food. In più fa veramente molto caldo (la temperatura si aggira sui 45 gradi) quindi di giorno è sempre tutto chiuso.

Troviamo un ristorantino nel centro commerciale, mangiamo qualcosa e poi di corsa in albergo: fuori non sì resiste per il caldo! Mettiamo il naso in strada alle 18.30 e facciamo una gita in Feluca.

Contrattiamo 30 lire per un'ora. La feluca è molto suggestiva e romantico è il tramonto sul Nilo. Davvero una bellissima esperienza.

Finalmente è buio: il tempio di Luxor illuminato è ancora più suggestivo. Contrattiamo con un tizio per la gita del giorno dopo sulla sponda ovest: 120 lire per il taxi e ferry a nostre spese (una lira contro le 5 lire per la barchetta del nostro amico!).

Sveglia prestissimo per partire con una temperatura accettabile. Ci accorgiamo però che alle 7 è già tardi! Comunque, prendiamo il ferry e con il nostro bel taxi con aria condizionata usciamo dal centro abitato non senza aver comprato dell'acqua (mi raccomando fatelo perchè nei siti vi spellano!)

La prima meraviglia che incontriamo sono i colossi di Memnone e poi via verso la valle dei re. Il biglietto costa 70 lire e da diritto alla visita di 3 tombe. Il paesaggio è eccezionale: sembra di essere sulla luna. Un deserto di roccia rossastra ci circonda. Visitiamo le tombe di Tuthmosi III, la più lontana, in una gola, bella anche se essenziale, Tuthmosi IV e Seti I, la più decorata.

Lasciamo la valle dopo un'ora e mezzo (non prendete il trenino che è una fregatura: vi risparmierà solo poche centinaia di metri a piedi pagando 4 lire a testa.)

Prossima tappa il tempio di Hatsepsut (25 lire) meravigliosa opera di architettura! Fa un caldo esagerato! Arriviamo al taxi distrutti e il tizio ne approfitta per portarci a visitare una fabbrica di Alabastro. Anche qui compriamo alcuni souvenir dopo una contrattazione all'araba seduti per terra, sorseggiando the alla menta. Uno spettacolo!

Ancora visitiamo le tombe dei nobili: davvero belle, affrescate con scene di vita quotidiana, sono sparpagliate tra le case di un villaggio così, dopo aver pagato il biglietto di 25 lire, dovete trovare una guida del luogo, contrattare un prezzo e farvi accompagnare a vedere le vostre tre tombe. Visitiamo Ramose, Userhat e Khaemhat. Ancora una volta la Lonely planet ci suggerisce la scelta!

Infine ci dirigiamo alla valle delle regine. Altre 25 lire ben spese. Purtroppo la tomba di nefertiti è chiusa ma visitiamo quelle dei figli di Ramesse III, 2 bambini morti a 10 anni. Le tombe sono bellissime, affrescate con racconti del passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. In una di queste tombe c'è anche la mummia di un feto di 5 mesi nato prematuro: che impressione!

Il caldo è fortissimo: torniamo velocemente sull'altra sponda del Nilo e poi in albergo. Sono le 14.00 circa. Usciremo solo alle 19.30. Mangiamo, facciamo una breve passeggiata al mercato e poi a letto!

Il nostro ultimo giorno in Egitto! Il caldo del giorno precedente deve averci scombussolati perchè abbiamo qualche problema intestinale ma tiriamo avanti. Prendiamo un taxi e andiamo a Karnak, a circa 3 km dal nostro albergo. Il complesso di karnak è meravigliosamente grande. C'è molto da vedere e da leggere sulla guida!

Il caldo ricomincia ad essere troppo pesante così conludiamo velocemente la visita e torniamo spediti in albergo.

Come sempre usciamo nel tardo pomeriggio e riprendiamo la nostra amata Feluca. Un'altra gita di un'ora sul Nilo, questa volta ancora più romantica. Un tramonto mozzafiato sulle montagne della valle dei re.

Mangiamo una pizza nel ristorante del nostro albergo (non male per la verità e andiamo a letto presto perchè l'indomani la sveglia è alle ore 3.45.

L'albergo ci prepara la colazione al sacco così nel cuore della notte prendiamo un taxi per l'aeroporto. L'aereo, dopo uno scalo al Cairo, ci riporterà sani e salvi a casa.

In conclusione, non perdete l'occasione i fare questo viaggio: ne vale la pena anche se è molto stancante. E tra l'altro non si spende poi molto se si va un po' all'avventura come abbiamo fatto noi.

Buon viaggio a tutti!

DiaryDetailTopContainer-GetPartialView = 0,1406247
AdvValica-GetPartialView = 0
DiaryCommentList-GetPartialView = 0,015625

Racconta il tuo viaggio

Condividi la tua esperienza con altri viaggiatori
I tuoi racconti di viaggio sono unici, raccontali con parole e immagini. In più, grazie alle tue storie accumuli sconti su vacanze e accessori per partire verso una nuova avventura!;
DiaryWriteDiary-GetPartialView = 0
VideoListGuideNewsletter-GetPartialView = 0

Altri diari sulle destinazioni vicine

DiaryListRelated_2xN-GetPartialView = 0,0468752
VideoListGuideNewsletter-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0

Scarica gratis

la guida pdf di Il Cairo
La guida perfetta ovunque tu sia

Scarica gratis

la guida pdf di Luxor
La guida perfetta ovunque tu sia
DiaryGuideList-GetPartialView = 0
DiaryList_1xN-GetPartialView = 0,953123
AdvValica-GetPartialView = 0
JoinUs-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0
Footer-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0