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Costa Grecia in Camper  

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Marco
Scritto da: Marco
Località: Atene
Durata: 20 giorni
Data partenza: dal 19/08/2005 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Lello e Franco

Introduzione

Due pensionati lasciano le mogli a casa per affrontare la Grecia in Camper. Un viaggio tra discorsi filosofici, tuffi in acque cristalline, storia greca...

Descrizione

Viaggio in Grecia Lello e Franco

Venerdi 19 agosto 

Partiti da Bologna, incontriamo lunghi ingorghi nelle corsie opposte,noi,come Mosé,abbiamo la strada prosciugata. Però ho letto che all'epoca di Mosé le acque si erano ritirate per una semplice siccità unita a effetti di marea, altro che miracoli. Sulla nave un  allampanato crocco ci preannuncia mare mosso e si dice preoccupato perché non avevano affrancato i camper alla tolda della nave. Ma evidentemente i navigatori greci ne sapevano di più. Mare tranquillo con vento leggero, ideale per il surf , ma a Franco seccava scaricarlo dal tetto del camper e metterlo in mare mentre la nave andava e umiliare il comandante con una maggiore velocità. Il mattino, dopo una bella dormita, una doccia bollente, per via del mal di gola in incubazione a Franco. Sin dal mare di Luglio dove Tina aveva caldo e gli spalancava le finestre di notte, vediamo l'isola di LEUCA dalle bianche scogliere, impervia e selvaggia e Lello assicura che potremo ammirare, al ritorno, l'altro versante dolce e ricco di pacifici ulivi. Sulla destra la grande isola di CEFALONIA, terra di assurdo martirio di italiani, e la piccola petrosa ITACA e, non essendo né belli né sventurati, non ce la fanno baciare.

Sabato 20 agosto

Sbarco a Patrasso, dopo breve scalo a IGUMENITSA, comprensibile difficoltà di un camper con rimorchio, costretto a fare marcia indietro. Puntiamo nostalgicamente verso l'Ermes prassiteleo in OUMPIA , ivi giunti notiamo come abbiano ricostruito una colonna del tempio di Zeus , come Lello auspicava, ma non ci è piaciuto perché i reperti erano stati ripuliti e contrastavano con tutto il resto. Arrivati a ZACHAROS, su una bella spiaggia dove intendevamo passare la notte tranquilli per la presenza di altri camper, ci é piombato addosso un nerboruto, poliziotto a dirci che, come in Italia , non potevamo passare la notte sul mare! Un fiero tedesco gli ha risposto che non si sarebbe mosso se non mandava via anche alcuni Greci ivi attendati. Quello é andato via quasi con la coda furiosamente fra le gambe. Noi, memori del poliziotto che a Delfi, l'altro anno, ci bussò in piena notte per mandarci in un campeggio, abbiamo preferito ottemperare anche se convinti che l'intervento fosse mafioso, cioé dettato da connivenze con i gestori dei campeggi. Dovendo però sostare una sola notte, abbiamo pernottato in una strada secondaria e tranquilla di KIPARISIA.

Domenica 21 agosto

Il mal di gola di Franco disturba lui e il leggero russare di Lello .Si decide di cercare una fannacheia, ma il farmacheista è ancora addormentato e non sembra in grado di aiutarci , andiamo via ordinando a un bar vicino di portare un caffé doppio al suddetto. Proseguiamo per PILO e passando per una cittadina montana, una prosperosa e ingioiellata farmacheista ci consegna una scatola di pillole per la gola, assicurandoci che in due giorni sarebbe passato il male e rifiutandosi di fornirci supposte con, uno sguardo perplesso! A Pilo ammiriamo dall'alto l'isola di SFACTERIA e Lello illustra le battaglie che vi si sono svolte, prima fra ateniesi e spartani e poi , molto più tardi, tra turchi e europei. Lello fa il bagno, Franco con la gola irritata, molto irritato pensando alla origine del male, organizza un po' il camper. Dopo un riposino pomeridiano,con il camper ci spostiamo di fronte all'inizio dell'isola a nord, e di lì , a piedi, attraverso un comodo sentiero ai piedi della montagna che ospita un antico castello, raggiungiamo una spiaggia fiabesca , con acque limpide e una guardia costiera che allontana i maledetti fuoribordo che deturpano il paesaggio. Al ritorno, una breve fuga di Franco che va ad osservare il castello e il braccio di mare che divide l'isola di Sfacteria dalla terra ferma. Torniamo al camper e decidiamo di non passare ivi la notte perché soli e disturbati dalla polvere del traffico automobilistico di bagnanti e turisti. Al porto di Pila, tremebondi e ansiosi circa la possibilità di ivi passare la nottata,  piacevolmente troviamo altri camper che vi sostano indisturbati.

Lunedi 22 agosto

Un magnifico bagno nei pressi dell'albergo ove è stato ospite Lello in occasione dei suoi numerosi viaggi in Grecia. Partenza dopo un breve riposo e l'acquisto di un gigantesco dentice. Passiamo per KAIAMATA attraverso un bel lungomare provvisto di spiaggia e docce pubbliche, ma non ci è possibile un bagno per mancanza di spazio di sosta. Attraversiamo vari paesi e ammiriamo splendidi scorci panoramici;fiordi e spiagge e rocce a picco sul mare. In un paesino acquistiamo un barattolo di origano da un lacedemone provvisto di un solo gigantesco dente, novello Polifemo, tuttavia taptap gentile che alla nostra richiesta di acqua dice di rivolgerei a suo nome alla casa difronte e così il proprietario dell'acqua si affretta, terrorizzato, a fornirci acqua e un lungo tubo fino al serbatoio del camper. Giungiamo alle grotte di PIRGO. All'ingresso, la ragazza di servizio ci dice clle possiamo entrare, ma che alle 20,30 dovremo uscire dalla zona delle grotte, dove pensavamo di pernottare. Poi vediamo in fondo alla baia tanti camper proprio sulla spiaggia, con tavoli e sedie da cui intuiamo vi si possa passare la notte. È evidente l'interesse dell'azienda delle grotte di assicurarsi i clienti. Torniamo fuori dalla zona delle grotte e ci dirigiamo alla spiaggia ove ci viene confermato trattarsi di spiaggia libera fuorilegge! Nel relax del dopo viaggio arriva una avvenente fanciulla inglese disperatamente piangente per un malore che ,data la sua disperazione, si pensava avesse colpito il figlio, invece era il suo dog (cane), con tutto il rispetto per gli animali! Arriva anche un tedesco e le fa presente che non vi sono veterinari di guardia e la invita a recarsi in paese, cosa che ella fa in fretta, ma sempre disperatamente piangendo. Finalmente cuociamo il leccornioso dentice con finocchino, rosmarino, aglio , prezzemolo e un filo d'olio, in padella doppia tipo forno. Lello se ne fa una porzione da signorina e Franco è costretto, suo buon grado, a gustare il resto. Cullati dalla nenia delle onde infrangentisi sulla spiaggia, si fa una bella dormita all'aria iodata e fresca.

Martedi 23 agosto

Mi risveglio e, per la paura di essere preceduti dai pinguini, subito direzione grotte. Per non muovere il camper, prendiamo un sentiero che ci avrebbe portato alle grotte tagliando KM di strada asfaltata. Ma una signora tedesca malamente informata, dice di seguire il filo aereo del telefono che però ci porta in una specie di spinosa foresta vietnamita. Franco pensa di essere quasi arrivati e convince il riluttante Lello a proseguire. Infatti poco dopo si giunge alle grotte e dopo indossato un salvagente, si sale su una specie di rozza gondola in 6 persone più il gondoliere infernale che ci porta, attraverso cunicoli sotterranei, stando bene attenti a non distruggere stalattiti con colpi di testa, (in tal caso si finisce in galera e non in ospedale!) per un KM e  mezzo su acque assolutamente cristalline e profonde fino a 20 metri, ad ammirare cattedrali, organi, foreste, ed altro che la fantasia può suggerire, tutte pazientemente costruite dalla Natura! Usciamo a riveder le stelle o meglio il sole, una bella bionda ci frega 5 euro per una nostra brutta foto che ci hanno scattata in grotta. Lello si impunta a tornare per la strada asfaltata di 4 km a causa di presunti acidi lattici alle ginocchia (eppure avevamo buttato un litro di latte acidificato) (e cosa c'entra?) Franco non se la sente di affrontare 4 km di asfalto e preferisce l'avventura del bosco spinoso. Ben a lui ne incoglie: incoccia subito il sentiero giusto che corre su un bel prato e in 8 minuti è al camper, ne approfitta per riordinarlo e fare 11 bucati. Lello torna dopo un'ora e 15 minuti, tutto pimpante per la lunga passeggiata in barba all'acido lattico e per aver ammirato splendidi panorami. Vento e mare sono aumentati e quindi partiamo. Attraversiamo montagne assolutamente prive di vegetazione eppure con molte case sparse o raggruppate, ma sempre dello stesso stile in pietra con una architettura severa, quasi militaresca anzi spartana, si comprende come il costume spartano sia stato dettato dal territorio.

Visitiamo VATIA, piccola S. Gimigniano dalle cento torri; un po’ abbandonata. Proseguiamo,le strade corrono lungo i fianchi delle montagne,senza guardrail, è un continuo brivido, basterebbe un attimo di distrazione nel guardare il panorama, per precipitare. Fortuna che non incontriamo altri veicoli! Ricorda Franco che, a S.Valentino, Alfonso si rifiutò di proseguire in una situazione molto tranquilla e così lui prese la macchina e Tina il vecchio camper e proseguirono. Lello, che conosce le idee politiche di Alfonso suggerisce, in applicazione della legge del contrappasso, di portarlo su queste strade invece di dargli l'olio di ricino, come facevano i suoi camerati. La montagna è brulla, non dico licheni ,ma solo qualche ciuffo d'erba corta e secca, eppure si vede qualche mucca di razza nana e qualche capra, siamo in pieno MANI! Si nota una ossessionante divisione di pezzetti di terra, pardon, di pietre, tramite muretti a secco naturalmente di pietre. Finalmente passiano sul versante orientale di Mani e si nota il mare calmo, ma dopo un pò ritorna il vento. Ci fermiamo in una piazzetta di un paesino dove finalmente c'è una fontana ove tutti attingono acqua, ma è esposto un decreto del sindaco che vieta di asportare acqua con grossi recipienti e ai camper di rifornire i serbatoi. Noi abbiamo scorta sufficiente perché al rifornimento di gasolio abbiamo preso anche acqua, però non potabile (perché proveniente da cisterna). L'acqua del paesino deve essere molto buona e riempiamo le madame (recipienti di vetro da 5 litri). Il vento infuria, il pan non manca e la festa del paese ci tiene compagnia fino a notte inoltrata con fuochi d'artificio e canti.

Mercoledi 24 agosto

Dirigiamo verso MONENBASIA, a CHISIO mancava la corrente e i supermarket non vendevano. Solo un po' di pane da un fornaio. Perdiamo li un pò di tempo perché Lello non riesce a trovare le mutande che aveva addosso, quindi fuori paese lungo una graziosa spiagetta ci fermiamo e facciamo un bagno ristoratore. Giunti a Monenbasia (significa una sola entrata), ci viene incontro una massa imponente di roccia lunga 1,8 Km, alta 300 metri, grossa isola unita da un ponte, sembrerebbe assolutamente disabitata e impraticabile, invece, attraversando il ponte e girando a destra dell'isola si intravvede la sommità tutta fortificata, munita di grosso castello ove la popolazione, 60 mila persone, stipata nella città bassa, si rifugiava in caso di invasione. Nel 396 d.c. i Goti invasero la Grecia, fino in fondo al Peloponneso occupando Atene e distruggendo Sparta e esuli greci si nascosero nella parte invisibile dell'isola vista da terra, crearono la città e, quando la popolazione aumentò, anche il castello fortificato, Oggi il castello é in rovina e la città bassa è appetita da turisti inglesi e ateniesi che la stanno restaurando. Il vicolo principale è tutto pieno di bottegucce di cose assolutamente inutili. Vi sono tre chiese ortodosse e una moschea, perchè quando i turchi a loro volta cacciarono i veneziani, diedero libertà di culto. L'acqua è sempre stupenda e facciamo una magnifico bagno, mangiamo all'aperto, sul mare, a sera arrivano altri 5 camper, tutti italiani.

Giovedi 25 agosto

Facciamo un altro bagno e poi si riparte pensando di prendere una scorciatoia per raggiungere l'altro versante senza fare un lungo giro, ma mal ce ne incoglie, perché la strada sale e scende per le montagne e bisogna usare seconda e terza marcia e a volte anche la prima , con brividi di paura per strade strette a strapiombo e curve a gomito nei paesini dove si rischiava di rimanere incastrati se un altro mezzo fosse giunto dalla parte opposta. Dopo queste fatiche, soprattutto psichiche, sbuchiamo suquella superstrada che avremmo potuto fare in quinta marcia e in meno tempo, pur essendo più lunga .Ma è interessante anche sbagliare, per godere di cose strane e capirne altre. Poco dopo siamo a BIGKLAFIA, porticciolo nei pressi di NEAPOLIS, dove si prende un piccolo traghetto su cui si sale solo a marcia indietro, i marinai si sgolano in dialetto greco moderno per dirigere la mia marcia indietro che solo un ubriaco saprebbe imitare. Nessun incidente. A bordo non vi sono toilette causa il lungo viaggio di soli 15 minuti. Si sbarca agevolmùente a marcia avanti sull'isola di ELAFONESOS, ossia isola del servo, chissà perché!.Subito troviamo indicazioni per il campeggio,entriamo e ci piazziamo sulla piazzola numero 4. La spiaggia è distante circa 200 metri, tutta sabbia fine. ll colore del mare è celeste chiaro a riva e quindi blu chiaro e poi blu scuro, secondo la profondità. Facciamo un meraviglioso bagno, quindi il pranzo disturbato però dal traffico sotto il naso delle macchine dei campeggiatori. Franco prova la parabolica diabolica antenna, ma senza esito... Scende la sera ventosa.

Venerdi 26 agosto

Lello ammira la chiave del camper appesa credendola di Franco e non riesce a trovare la sua, poi vede Franco con la chiave al collo e si rincuora appropiandosi della chiave appesa. Si va a fare il bagno dopo un lungo cammino sulla sabbia, in altro specchio d'acqua simile al primo, da cui è diviso da un istmo di sabbia che congiunge un isolotto alla nostra isola che si rivela abbastanza grande. Durante il cammino incontriamo coppie in nudo integrale. Premesso che Franco é un grande teorico e Lello un grande pratico, Lello sostiene che quel comportamento disinibito ferisce la normalità della gente; Franco sostiene che la normalità della gente ferisce la libertà dei disinibiti e che il divieto attuale di andare nudi è solo la volonta imposta da chi ha il potere tramite la guida della maggioranza della popolazione, la stessa che ieri si scandalizzava se una donna mostrava le caviglie (etos antropoi daimon : il comportamento è il vero dio dell'uomo). Franco sostiene che la cartina di tornasole per giudicare se un comportamento sia da reprimere è il danno oggettivo che esso può provocare e non quello presunto secondo l'etica del momento. Su una cosa rimangono d'accordo, che questo papa sarà loro grande amico perché inconsciamente, con il suo integralismo, contribuirà a ridimensionare ancora il potere religioso nel volerlo aumentare a tutti i costi come ad esempio imporre il crocefisso,k triste simbolo di dolore e di morte, nelle scuole italiane ormai multietniche e oggettivamente a minoranza di sinceri cattolici. Franco prova e riprova la diabolica parabola, invano. Notiamo camper con la parabola e pensiamo di chiedere aiuto, ma gli altri chiedono aiuto a noi. Uno dice che lui non ne capisce niente, ma che gli basta premere un bottone e vede tutto. Ha una costosa parabolica automatica. Mal comune, mezzo gaudio. Rinunciamo e stiviamo tutta l'attrezzatura. Si sta così bene senza sapere di scandali politici, ruberie, rapine, disgrazie, omicidi... Un altro magnifico bagno in acque cristalline.

Sabato 27 agosto

Lasciamo il bucato al sole e al vento, tavoli e sedie, e partiamo per esplorare l'isola, visitiamo il paese e il porto, con la speranza di trovare pesce fresco, niente. Eppure in porto vi sono molte barche da pesca, tozze ,larghe e molto basse di murata, è evidente che queste acque, circondate dall'isola e dal continenente sono sempre calme. Al solito, la strada mentre è bella larga, improvvisamente si restringe, ma senza brividi perché non siamo in montagna a costeggiare dirupi. Giungiamo all'altra spiaggia, se si può dire, ancora più bella, meno frequentata e con parcheggio proprio sulla spiaggia, tanto che bisogna stare attenti a non insabblarsi. Inoltre,sempre direttamente sul mare, vi é un'area attrezzata per soli camper, non molto grande, con ancora posti liberi. Sarebbe stato l'ideale, ma non eravamo informati. Facciamo un ennesimo magnifico bagno e decidamo di lasclare l'isola perché, per ora, sazi di bagni smeraldini e anche un pò cotti dal sole africano. Data la latitudine, pensiamo di anticipare la partenza e puntare verso la montagna, alternando così il clima e sperando di poter navigare con il surf a vela o a pagata quando, stanchi della montagna aneleremo di nuovo mare, ma con il camper sul bagnasciuga perché qui siamo un pò distanti dal mare e così cotti che Franco, dopo aver diligentemente preparato una scodella di verdure varie, scartando le parti avariate, stava per buttare il mucchietto dei rifiuti, anziché nell'apposito cestello, nella scodella predetta.

Domenica 28 agosto

Lello, solitamente dormiglione, si presveglia a me, solito insonne, facciamo rifornimento d'acqua e partiamo per il porto, sperando poco di prendere il primo battello, ma i marinai quando ci vedono arrivare agitando la bandiera greca, aspettano e così, sempre a marcia indietro, riusciamo a prendere il primo battello delle 7,15 ora greca. Sbarcati prendiamo la strada per le montagne dell'Arcadia raggiungendo Karitena e finalmente cominciamo a incontrare fontane. Ci dicono di andare a vedere un bel fiume, il Lusios a soli 4 km di buona strada, ma a parte un bel ponte a schiena d'asino, il corso d'acqua è assolutamente normale, però pulitissimo, si dice che vi facesse il bagno Zeus. Cerchiamo di riposare dopo un pomodorissimo pranzo, ma il caldo é forte. Partiamo per paesi sui mille metri per respirare. Le strade sono da brivido, senza quardiarail e ,quando una macchina viene in senso contrario, sembra dover precipitare per farla passare accostando il ciglio sul burrone. Ci sorpassa una macchina di pompieri e ci domandiamo dove vanno. Sarà franata la strada, ma invece dopo un pò un gran fumo e un incendio che attraversa la strada. Rimaniamo bloccati. Cosa succederà? Si dovrà fuggire su una stradina a picco e per di più a marcia indietro? È preferibile bruciare come all'inferno o finire nel burrone? Decidamo di restare e di rischiare l'inferno pensando che in fondo sarà intereressante conoscere Francesca da Rimini o Farinata degli Uberti. Delusione, l'incendio è domato e proseguiamo. Giungiamo a DIMITSONA ormai stremati e cerchiamo posto anche sulla strada per cenare e riposare. Troviamo posto lungo un bel cimitero. Lello prepara una salsa alla cipolla, domani vi faremo sapere!

Lunedi 29 agosto

Salsa alla cipolla ottima, anche senza parmigiano, non usato spaghetti, ma maccheroncini e molto pomodoro. Visitato il paese veramente abbarbicato casa per casa sulla roccia senza una piazzetta o una strada larga e piana ma solo vicoli di pietra con al centro una depressione per lo scolo delle acque piovane. Il paese era divenuto la santa barbara dei ribelli contro i turchi. Dopo acquisti di ortaggi vari abbiamo proseguito per VITINA, attraversando strade ampie e ben tenute in un paesaggio di foreste e rocce, sembrava di essere in Svizzera o in Austria. A Vitinia niente pesce, paese abbastanza normale, tuttavia un ferramentista obeso ma intelligente, ha capito di cosa avevamo bisogno e ci ha fornito l'occorrente per unire due tubi di gomma utili per rifornire il serbatoio dell'acqua. Proseguiamo per KALABRITA, ma a un certo punto, mentre Franco si ferma per cogliere finocchietto, Lello si rende conto che abbiamo sbagliato strada. Una sdentata matrona ci conferma che dobbiamo tornare indietro per 30 km. Torniamo con la coda fra le gambe, ma solo 10 km dopo ritroviamo la strada giusta. Intanto si é fatto tardi e, incontrato una piazzola lungo un fiume e con una finalmente bella fontana, decidiamo di fermarci a mangiare all'aperto e poi riposare. Franco come al solito trova da lavorare e si impegna a congiungere i due tubi di gomma per il rifornimento dell'acqua. Terminato il lavoro, si accorge di aver unito le due estremità di uno stesso tubo. A questo punto Lello, novello Senofonte, pretende che l'episodio sia inserito nel diario, aveva già tollerato di non menzionare la stessa cazzata di Franco giorni prima con gli stessi tubi.  Proseguiamo per Karita poi proseguiamo per DIACOPSO, la strada é molto bella, valica montagne con panorami stupendi. Notiamo lì una rossa montagna che somiglia alla rocca di Mombasia,con uno stupendo pianoro proprio in cima, poi rocce molto simili alle Meteore e infine in fondo, il mare e oltre il mare la cosiddetta terraferma greca, in quanto il Peloponneso é considerato una enorme isola . È impressionante la successione di montagne Giungiamo a DIACOPSO (spaccato) in quanto allo sbocco di una montagna spaccata. Prenotati i posti per un trenino a cremagliera che domani ci porterà a Kalabrita attraverso un paesaggio favoloso. È sera, suona una campana, prepariamo la cena.

Martedì 30 agosto

 

Alle 9,22 si prende il trenino a cremagliera e a scartamento ridotto composto da due sole piccole carrozze con in mezzo il carro motore, um mostro preistorico fatto di un motore diesel e di una serie di dinamo per la produzione di energia elettrica che serve a muovere gli stantuffi posti sotto le carrozze. È talmente antiquato, che, dopo pochi km, su un ponte a picco su un baratro, si ferma. Corre un brivido fra tutti i turisti che temono la non tenuta dei freni e il precipitare del treno nel burrone, senza scelta di inferno e di Francesca da Rimini. Riescono a riportare indietro il treno su un terreno meno pericoloso e molti lo abbandonano per proseguire a piedi. Noi rimaniamo perché abbiamo ai piedi sandaletti da mare; perché non abbiamo voglia di affrontare la salita; perché abbiamo fiducia, e coì dopo un po' arriva un altro treno dello stesso tipo che ci riporta più in basso su una stazione intermedia con gli scambi per far passare il treno fesso e poi farci proseguire con il nuovo. Dopo un po' arriva il treno scassato, riparato alla meglio dai meccanici giunti con il secondo treno e noi proseguiamo sulla linea liberata dal catorcio. Ma anche il secondo reperto archeologico si ferma. Stavolta siamo tranquilli perché abbiamo imparato ad interpretare i vari strumenti di bordo, essendo in prima classe, attaccati alla cabina di comando. Si tratta di surriscaldamento dovuto alla eccessiva pendenza e al caldo esterno aumentato dal riverbero delle rocce che divengono piastre radianti. Il percorso fa tremare le vene e i polsi e in alcuni punti anche le caviglie. In fondo corre il fiume tra una cascata, una cascatella e laghetti sempre ombreggiati da alberi, mentre dall'alto le rocce incombono. Poi si arriva a un pianoro molto bello con panorami che vanno a successioni e sucessioni di monti dall'Acaia all'Arcadia. Durante il percorso raccogliamo generosamente coloro che dotati di poca fede ci avevano abbandonati e così si verifica il primo caso di autostop ferroviario. Si arriva e si riparte e così si consuma l'intera mattinata. Andiamo a mangiare sotto gli alberi, in riva al mare, ma molto mosso, gran vento, non possiamo fare il bagno ma un ottimo pranzo all'aperto e una bella dormita. Proseguiamo in direzione Patrasso e attraversiamo con emozione il meraviglioso nuovo ponte che congiunge il Peloponneso con il resto della Grecia. In fondo il ponte di Messina sarebbe una gran bella cosa, evitando il fastidio e la perdita di tempo dei traghetti e Lello fa notare che gli impatti ambientali si risolvono costruendo un'opera d'arte come questa. Arriviamo a MESSOLUNGHI e ci fermiano per la notte sulla bella piazza alberata, davanti alla statua di Bayron, dopo aver percorso un lungo lungomare inospitale per mancanza di piazzole e quasi repellente per acque paludose. La notte, cani randagi, che Lello con disgusto aveva notato, vengono a fargli una serenata rafforzando la sua simpatia, un rombante motociclista mette la ciliegina sulla torta, ma poi si dorme.

Mercoledì 31 agosto

Partiti da Messolunghi , la strada costeggia un piccolo lago verde, assolutamente disabitato,e non si capisce perché. Si arriva ad AMFIBOLIA , dove eravamo stati l'anno scorso e invece che andare a Nord ,stavolta andiamo a Sud, notiamo 5 isole una grande e quattro piccole come mamma papera e paperotti. Sulla grande c'è un'unica casetta. Arriviamo a LEUCADE sull'isola omonima, zona paludosa con fortificazioni veneziane. L'isola é unita alla terraferma da un ponte galleggiante girevole, per permettere alle imbarcazioni di passare. L'isola di Leucade, vista dal traghetto proveniente da Ancona, è a strapiombo sul mare e inaccessibile, mentre la costa interna, dolce e verdeggiane, ma con spiagge e mare non così belle come ci siamo abituati a frequentare. A circa 100 metri si notano tre isole; una con una bella villetta di uno scrittore greco dell'800 e la famosa isola Scorpios di Onassis tutta boscosa con una radura in cima per l'atterraggio dell'elicottero. A Franco non piace, troppo vicino alla costa e al porto fitto di imbarcazioni, non si vedono spiagge e il mare non sarà certo pulito, forse dall'altra parte, verso il mare aperto, la situazione potrà essere migliore, ma è da verificare. Proseguiamo e pensiamo di scendere a Poros per trovare mare bello, ma dopo poche diecine di metri di strada stretta ci dicono che la situazione peggiora andando avanti. Rimaniamo imbottigliati da macchine provenienti in senso contrario, per fortuna notiamo uno spiazzo di una casa in costruzione, l'invadiamo e riusciamo a fare manovra per tornare indietro. Vista l'impraticabilità dei paesini in riva al mare, proseguiamo per la strada principale e troviamo un posticino in riva al mare per sostare. Dopo esserci sistemati con tavolo e tenda Franco si accorge di aver dimenticato la telecamera presso il negozio dove aveva acquistato una maglietta per Anna. Fortuna averlo notato subito e non il giorno dopo, allontanati! Tornati in paese a circa 10 KM e entrati nel negozio, Franco si aspettava una cordiale accoglienza con la telecamera in mano, invece totale indifferenza e Franco pensa di aver perduto la telecamera e quel che più conta, la documentazione del viaggio. Interviene il poliglotta e subito compare la telecamera.

Appena rilassati, specie Franco, nel fare la manovra per invertire il camper, un imbecille, pensando di poter passare senza attendere il compimento della manovra, si infila e sfiora il camper, poi scappa fra l'indignazione generale, proseguiamo con ansia, ma poi all'arrivo, constatato che non vi sono danni, ci rilassiamo e ci dedichiamo ad una cena molto fine: branzino cotto e spinato da Franco in una salsa preparata da Lello con i pomodorini in vetro di Tina, maccheroncini, il tutto innaffiato dallo Chardonnay di Cesarino Beltrami. Alla fine ci siamo leccati i baffi e la barba. Difficile addormentarsi perché il bar vicino musicava brutto e ad alto volume. Allora facciamo una passeggiata per il porto notando vecchi barconi da pesca e una minuscola barchetta su cui un buontempone aveva collocato una buffa cabina di comando. Al ritorno, discutendo animatamente ci smarriamo, ma poi ritroviamo il camper e per fortuna il bar ha chiuso. Notte tranquilla.

Giovedì 1 Settembre

Non fatto il bagno mattutino per pioggia e freddo. Lasciamo l'isola di Leucade, ma per il solito disguido dovuto al disordine con cui sono collocati i segnali stradali, finiamo per l'attraversare un grosso paese e poi fare un lungo giro sulla palude prima di riprendere il ponte girevole. Stavolta é pronto e non in manovra per far passare le imbarcazioni. Ammiriamo le lunghe fortificazioni veneziane e ci incamminiamo per PREVEZA. L'attraversamento della città é come al solito caotico, sembra di stare a Napoli, vediamo una pescheria, ma non possiamo fermarci, finalmente uno slargo permette la sosta e Lello parte in cerca di pesce, mentre Franco rimane nel camper per spostarlo in caso di contestazioni... Appena partito Lello, Franco si accorge che di fronte c'è una bella pescheria, ma non può avvertire Lello perché nessuno dei due ha pensato di tenersi collegati col cellulare. Eppure ci eravamo proposti di non commettere più tale errore! Nel frattempo un energumeno greco, grande quanto la cattedrale di Colonia, gesticola minaccioso in una lingua greco pastorale, Franco riesce a capire che deve andar via perché occupa la fermata del bus. Gli corre un brivido per la schiena. Se si allontana, come farà Lello a ritrovarlo? Si incazzerà? Franco pensa che non conosce il greco moderno e al liceo era sempre bocciato in greco antico, quindi come se la caverà? Fa finta di spostarsi un pò avanti e un pò indietro per guadagnar tempo e nel frattempo scorge la maglietta rossa e il pantaloncino che Lello gli aveva fatto notare quanto fosse alla moda in quanto un pò sfilacciato e si rincuora, tanto più che nota la busta del pesce!

Riprendiamo la strada e vediamo come a poca distanza era possibile lasciqre il camper in sosta e andare insieme in città, anche per veder l'antico rione greco-turco. Franco propone di tornare indietro, ma Lello afferma che non è il caso e che lui ne aveva parlato prima e quindi pensava che Franco non ne avesse voglia. Franco prega Lello di non essere così delicato e di riproporre anche con un pò di simpatica rudezza ciò di cui Franco può essersi dimenticato. Ci fermiamo per comprare un cocomero e ne prendiamo due. Il venditore é un contadino primitivo ma simpatico, prima che Lello vada via fa posto fra la ghiaia ai piedi di Lello e deposita, come in un rito ,un terzo cocomero. Lello rimane interdetto e chiede che signillca, il contadino riferisce trattarsi di un dono. Notiamo una splendida spiaggia e sull'ampio poggio che la sovrasta di soli 2 metri, dei camper. Ci immettiamo anche noi, l'acqua è meravigliosa, quasi come all'isola di Elafonesos, il poggio è coperto da un magnifico prato e a pochi passi c'è un bosco, la spiaggia è fornita di doccia. Hic manebimus optime. Facciamo subito un bagno e conosciamo una simpatica signora che però vedendo due uomini soli ci chiede se siamo vedovi oppure froci e che comunque dovremmo andare a Cuba per procurarci compagnia femminile. Allacciamo una simpatica relazione e a Franco scappano complimenti anche osé. Franco finalmente scarica il surf, ma nel montarlo sulla sabbia un sassolino si incastra nella molla del piede d'albero e lo blocca. Non si riesce a montare l'albero neanche con l'aiuto di un volenteroso austriaco che si fa il segno della croce pensando che il blocco del piede d'albero con un sassolino indica che il proprietario é proprio scalognato. Ma Franco é tenace e riesce a montare la vela, fa un bel giretto, cercando di non allontanarsi troppo e di assicurarsi la possibilità di un facile ritorno, anche per evitare i rinbrotti di Lello, poi passa il resto della giornata a cercare di espellere il sassolino, ma invano. Si accontenta di staccare la vela addirittura togliendo la base di attacco dalla tavola surf. Navigare necesse est! Se fosse rimasto impossibilitato a uscire col surf, Franco ne avrebbe fatto una malattia! A sera bis col branzino e vino greco aromatico. Il sole fa il bagno, come diceva Enzo piccolino a Palinuro, così filmiamo un bel tramonto. Sul tardi sembra avvicinarsi una tempesta, ma poi tutto si calma e ammiriamo un bel cielo stellato.

Venerdi 2 settembre

Franco, appena sveglio, controlla che surf e vela siano alloro posto, il tempo é magnifico, solite conversazioni con la coppia ligure, dalla gentile signora apprendiamo con stupore che Carlo Magno e Giulio Cesare erano ottimi amici. Franco ancora la tavola del surf con un bel gavitello rosso proprio davanti al camper e si da da fare con il piede di ferro da ombrellone per scavare nella scarpata una primitiva scala, come faceva l'uomo di Neandertal e la perfeziona con una liana legata al camper per agevolare salita e discesa. Tutto funziona, anche il signorino milanese ne approfitta per non fare un lungo giro fin dove la scarpata degrada fin sulla sabbia. Bagni meravigliosi, pranzo all'aperto e riposino. Ma sul più bello la polizia turistica ci ingiunge di lasciare l'Eden, anche se con calma. Tuttavia a noi si guasta la digestione. Arrivano le ore 16 con possibilità di fare il bagno, Franco esce col surf. Posto all'aperto e ammiriamo ancora un tramonto diverso dalla sera precedente perché senza nubi. La mattina avevamo fatto una lunga passeggiata lungo il mare di 2+2 km in cerca di market e acqua . Trovato il market e preso atto che potevamo rifornirci di acqua presso una casetta chiusa con un bel rubinetto fornito di tubo sulla parete esterna. Non si riusciva a comunicare con le mogli finché la solita signora savonese esperta oltre che di storia anche di telefonia mobile ci ha ricordato che bisognava fare una serie di operazioni per avere la linea. Franco ricorda di aver annotato la formula sulla sua agenda e così si mette in comunicazione con Tina che a sua volta informa Clara e così anche Lello si tranquillizza. Passiamo la notte nei pressi del Market, dopo aver rifornito il serbatoio dell'acqua presso la casetta anzidetta.

Sabato 3 settembre

Appena svegli torniamo in riva al mare per far colazione. Improvvisamente appare all'orizzonte un gregge rosso di pecore che avanza trotterellando quasi come i lancieri del Bengala, preceduto da un pastore barcollante, forse per la fatica, chissà da dove vengono. Lello, a differenza di quanto afferma Flaubert nell'educazione sentimentale, "odia le masse e preferisce gli individui”, Franco non si pone troppi problemi filosofici e pensa al polverone che entrerebbe nel camper, quindi mette in moto e scappa appena in tempo. Ci dirigiamo a Preveza per vedere il quartiere medievale e fare acquisti. Pensiamo che sia presto per l'apertura dei negozi, ma sono già tutti al lavoro. Proprio vicino al camper notiamo una pescheria con fruttivendolo incorporato. Compriamo due enormi branzini e frutta e ortaggi poi il solito yogurt e Feta, collocato il tutto nel frigo, facciamo il giro della città vecchia, che però è tutta rifatta, ricca di negozi con le solite cose belle di pessimo gusto, tranne una magnifica conchiglia naturale che Lello acquista per Davide, siamo un pò stanchi, ci vuole un bagno e la possibilità di trovare un nuovo posto come quello che abbiamo dovuto lasciare, ma stavolta in camping per essere più tranquilli ed evitare il carico e scarico del surf. Ci dirigiamo verso PARGA , siamo a 70 KM dall'imbarco, procediamo piano, attenti a perlustrare il territorio in attesa di un oasi di pace e di bellezza. La troviamo. Un camping sul mare tra ulivi e pini con scogli per tuffarsi e la solita acqua smeraldina. Per scaramanzia non diciamo il solito "Hic manebimus optime". Il camping è deserto, ma ricco di attrezzature comprese piastre elettrice per cucinare e ampi frigoriferi a disposizione, luce e acqua ad ogni piazzola. Ci riceve un ragazzo simpatico che ci informa sui prezzi: 14 euro al giorno tutto compreso.

Ci sistemiamo ,facciamo un bel bagno e poi una enorme pastasciutta. Altro bagno nel pomeriggio, l'acqua é fredda, stiamo poco in acqua, ma ci sentiamo bene dopo una bella doccia calda. La sera il problema dell'enorme branzino ci assilla. Come cuocerlo intero? Franco utilizza la padella grande, ma sarebbe utile una ovale, a saperlo portava quella che ha in casa, costata mezzo milione perché della AMC. Intanto Franco scopre che il pesce cuocendo perde il rigor mortis e si adatta alla padella piccola con il coperchio tipo forno e così il Pescione cuoce ottimamente. Dopo cena il solito imprevisto: un'intera armata di formiche si concentra all'ingresso del camper pronta a sferrare un attacco in forze e salendo sulla gambe di Franco cerca di invadere il camper. È guerra,guerra difensiva, ma guerra! Con getti d'acqua le allontaniamo. Sono sconfitte, si ritirano dalla zona di rispetto del camper che avevano invaso con orgogliosa baldanza. Comunque riteniamo utile spostarci perché forse noi abbiamo invaso il loro territorio. Dopo una chiacchierata sotto gli ulivi, ammirando il cielo stellato ci rechiamo nelle rispettive alcove.

Domenica 4 settembre

C’e una macchia di lentisco e falso mirto, ci imbattiamo in una chiesetta posta su un poggio, quasi inaccessibile. Troviamo un accesso e la visitiamo; è piena di icone, dedicate soprattutto a S. Giorgio che ammazza in continuazione quel povero drago e non si capisce perché. Fuori c'é un specie di piccolo campanile poco più alto di un uomo con una campana non grande che Franco non sa resistere alla tentazione di suonare, ma temendo l'accorrere della popolazione con forche ed altro, come occorse a Pisacane, si limita ad un leggero rintocco con una lunga vibrazione tipo gong. Ci siamo un pò accalorati, è giunta l'ora del bagno, l'acqua é fredda, ma con uno sforzo di volontà ci immergiamo e subito ne sentiamo i benefici. Al ritorno Lello che sa come chi lascia la via vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non quello che trova, ritorna per il sentiero dell'andata, Franco che nel sangue ha il DNA di Bottego e di Livingstone affronta altre strade fino a rendersi conto che per raggiungere il camper deve tornare anche lui sul vecchio sentiero. A sera rimangiamo il secondo “branzone” cotto a puntino con la padella forno. A tarda sera, Zeus tonante e pluvio ci prende di mira per circa due ore, sembra che una cannonata sfondi il camper o che un fiume in piena ci trascini a mare, la pioggia sembra grandine, tanta é violenta. Nel camping manca la luce, ma non nel camper, grazie alle batterie. Per andare ai servizi bisogna aspettare la luce dei lampi o usare quelli di bordo. Franco apprende da Lello la differenza tra lampo e fulmine, il primo é una scarica fra nubi, quindi non pericoloso e illuminante, il secondo scarica a terra quindi pericoloso e poco illuminante.

Lunedì 5 settembre

Sembra una bella giornata, Franco porta il surf sulla spiaggia sperando di uscire, ma scompare il sole e anche il vento. Giornata palesemente grigia e quindi triste, per utilizzarla comunque facciamo una lunga passeggiata in paese, UGYA, spiagge di sabbia, ma al colmo dell'ironia il bagnasciuga é formato da pietrame tipo calcestruzzo. Un porto piccolo, ma pieno di pescherecci di media o piccola grandezza, é molto strano, il molo sembra preistorico, megalitico con macigni rozzi e scuri ma molto ben allineati. Chiediamo dove si può comprare pesce e due pescatori intenti a riparare le reti, probabilmente tunisini, con una parlata greca approssimata ci informano che i negozi di pesce sono lontani, in altro paese, poi scoprono un pozzo, uno si cala dentro e ne riemerge con 4 cefali due grosse seppie per 5 euro. La giornata si riscatta, al ritorno qualche goccia d'acqua ci fa temere un altro rovescio ma riusciamo a tornare indenni. Problema pesce, non hanno provveduto a pulirlo. Franco ci prova e ci riesce, anche con le seppie, che non hanno però gli ossi, allora cosa ci racconta Montale? Anche la cottura delle seppie dà buoni risultati e il solito altruista Lello, sapendo che piacciono molto a Franco, finge di esserne disgustato e le lascia gustare tutte a Franco. Facciamo una bella pizzaiola, poi mentre la si gusta, il vicino tedesco ci informa che stanno rubando il surf. Corriamo sulla spiaggia e notiamo un ragazzo che si allontana a mare sul surf, mentre altri a terra lo fotografano. Convinti trattarsi di furto, Lello lancia un urlo terrificante e quello subito inverte la rotta e torna sul posto. Appare evidente che ha voluto solo giocare, ma innanzi tutto si chiede il permesso al proprietario, anche se Bertinotti vorrebbe abolire la proprietà privata, naturalmente con l'eccezione delle sue cravatte e le sue scarpe da arbiter elegantiarum .Ma ciò che fa arrabbiare Franco é che l'intruso ha smontato l'attacco della vela lasciandolo sulla spiaggia, con pericolo di perdere il dado e quindi rendere inutilizzabile il surf, altro che il sassolino! Intanto il sole fa capolino e nel tardo pomeriggio facciamo un ennesimo magnifico bagno.

Martedì 6 settembre

Per poter stare 'all'aperto, ma oltre la pioggia c'è il vento che spinge l'acqua anche sotto il tendalino. Franco applica una tela laterale, ma dopo un lungo lavoro sotto la pioggia il vento sconvolge tutto. Tristemente smontiamo il tutto e ci rassegniamo a tapparci nel camper. Lello fa l'uccello del buon augurio, dice che a Parga c'è uno sprazzo di azzurro. Franco é scettico, pensa alla fatica di caricare e scaricare l'attrezzatura surfica, magari sotto la pioggia senza aver navigato sulle cerulee acque epirote. Oh, miracolo, l'azzurro di Parga si allarga fino a noi, saranno state le madonnine della chiesetta piene di icone che riunendo le loro forze hanno contrastato Eolo o il caso, secondo V.Hugò unico dio, il miracolo si allarga fino a splendere il sole, non ci sembra vera tanta fortuna. Tutto il viaggio tempo sostanzialmente bello. Franco fa una prima uscita col surf, il vento é forte, arriva subito al largo, poi vira, ma il maledetto trapezio (uncino che tiene legati alla vela per diminuire lo sforzo delle braccia con vento forte) gli gioca il solito scherzo, non ricorda se per un rinforzo o mancamento di vento, lo trascina in acqua, l'albero nel precipitare gli acciacca un piede. Sarà cosa seria o il solito dolore del vedovo (forte alla dipartita dell'amata, ma subito poi lieve) comunque Franco preoccupato delle conseguenze sul viaggio preferisce tornare. ll vento é forte, il ritorno difficoltoso, non proprio sulla boa di ancoraggio del surf.

Franco poi decide di fare un bel bagno con la maschera per segnalare a Lello oasi di sabbia nella pietraia del mare antistante la spiaggia. Nel mettere la maschera, per fortuna ,si accorge che in una delle lenti ha preso alloggio una gigantesca formica rossa, la sfratta senza avvocati e pensa al pericolo corso ove non l'avesse notata. Perlustrando il mare, scopre che sotto lo scoglio grande vi é una larga chiazza di sabbia, così pure presso lo scoglio piccolo. Si decide di fare una passeggiata a mare sulla tavola del surf, pagaiando insieme, il coordinamento non é perfetto, sembra un surf ubriaco, comunque circumnavighiano lo scoglio della "Folgore nera" di Goldwin fino a trovare un posto adatto a sua signoria Lello. Il ritorno per Franco é faticoso perché il vento é contrario, ma con pazienza e vigorose pagaiate arriva alla boa rossa, porta a terra le pagaie, aggancia la vela e parte. Il vento é moderato, le onde poco alte, tanto che a Franco riesce la famosa strambata (cambio di direzione tramite la rotazione della vela) tanto tentata ma quasi sempre finendo in acqua, stavolta merito anche della tavola larga consigliata dall'esperto surfista Enzo Giuliani! Rientrato soddisfatto, Franco e Lello trasportano l'attrezzatura intera nei pressi della fontana per il lavaggio con acqua dolce, poi Franco torna a fare un bel bagno con la maschera e scopre che vi sono i pericolosi ricci i cui aghi gli si sono conficcati a diecine nella mano nel mare italiano ,ma sono solo in fondo a fenditure delle pietre, gli sembra anche di vedere un polipo abbastanza grande e pensa di catturarlo con una canna, poi pensa ancora che Lello non lo mangia che a lui non è consigliabile per la gotta, quindi rinuncia (nondum matura est!). Nel frattempo Lello, che non ha mai rinunciato alla lettura utilizzando tutti i ritagli di tempo, é giunto al 15 °capitolo della guida alla lettura dell' "Ulisse". A sera il vento e il mare sono tranquilli, solito pesce e riso orientale in salsa di cipolle.

Mercoledi 7 settembre

Giornata splendida. Cominciamo a caricare il camper per la partenza pomeridiana per Parga. Franco invita Lello a dimenticare il vestito di Clara per poter tornare di nuovo in Grecia. Lello dichiara che tanto varrebbe rimanervi, piuttosto che affrontare la reazione di Clara. Il campeggio che lasciamo si chiama "Corali", é situato sulla spiaggia di Rizà a sud di Parga e a nord di Preveza. Siamo stati arcadicamente tra ulivi e pini con enormi prati a disposizione, docce calde e servizi, piastre per cucinare e frigoriferi a disposizione. Nessun rumore, solo una silenziosa coppia di tedeschi a debita distanza. Insomma meravigliosamente soli o come si dice "fuori dal mondo" in senso positivo. Sale al castello e poi scende a Parga, rivediamo la bellissima Parga, che però sembra destinata ad essere ingoiata dalla cementificazioine della collina sovrastante. Lello si ferma per comprare aromi da una signora di sua conoscenza e quella, saputo che era venuto a Parga senza la moglie, lo malmena e lo strattona e Franco a stento riesce a salvarlo assicurando a gesti che lo riporterà subito presso la moglie. Lello va poi a ritirare il vestito di Clara, ma l'affittacamere lo prega di attendere la fine della partita in TV. Aspettiamo seduti su un muricciolo e ogni tanto notiamo l'ometto che fa salti e urla di gioia, la sua squadra del cuore vince, poi consegna il vello d'oro per il cui riscatto é stata necessaria una campagna di Grecia molto, molto apprezzata ,altro che "spezzare le reni" come farfugliava uno storico imbecille. A sera lauta cena a base di stufato, pesce e verdure fritte dall'alto di una terrazza, facendo pettegolezzi sulla varia umanità che passeggia sotto lungo la strada. Anche quest'anno difficoltà di ottenere un Fernet caldo, eppure l'anno scorso avevamo istruito bene un cameriere che, evidentemente, non ha trasmesso l'informazione.

Giovedi 8 settembre

Passeggiata a Parga per un bel pesce, stavolta un enorme merluzzo che viene pulito a dovere, ma quando Lello chiede di eliminare la testa, il pescivendolo, suo fedele fornitore, si arrabbia. Infatti anche la testa contribuisce a fornire un ottimo brodo! Franco cerca buone patate, dato che Tina si lamenta sempre delle patate che trova in Italia, buoni biscotti integrali, piantina di basilico greco per allargare la foresta che Tina ha creato in casa, ma anche perché diventa un folto e alto alberello, molto originale. Non trova niente. Dopo un lungo meraviglioso bagno fra sirene e tutt'altro che sirene in topless, si parte per EGUMENISTA, prima però Lello vuole seppellire in terra greca il famoso pantaloncino arcaico. Franco filma la cerimonia. A Egumenista godiamo nel trovare tutto ciò che Franco voleva portare a Bologna e Lello una fetta di torta alle noci di cui è ghiotto, spesso introvabile e bisognosa del frigo, che consumerà l'indomani a colazione, sulla nave, in vista dell'Italia. Prima dell'imbarco cuciniamo l'ultimo pescione, sulla nave é proibito usare il gas, e ceniamo. Imbarco tranquillo, notte tranquilla, mattinata un po' noiosa, solo mare e cielo... Ad Ancona sbarchiamo letteralmente per ultimi, eravamo stati i primi a salire! Poi difficoltà a prendere l'autostrada, i soliti furbi che invadono le altre corsie per superare la coda, Lello comincia a temere di perdere il treno sperato. Finalmente in autostrada si procede bene, ma giunti a Caste S. Pietro altro ingorgo e Lello sposta il treno a più tardi, giunti a Bologna vediamo intasata anche la tangenziale. Decidiamo di uscire e affrontare l'attraversamento della città. Ancora peggio, Lello continua a spostare il treno a più tardi, Franco è cotto, dopo aver lasciato Lello alla Stazione riesce ad arrivare a casa, cenare e andare a letto nel camper perché non in grado di scaricarlo e portarlo in luogo sicuro.

Nei giorni seguenti Franco paga l'ingordigia del pesce e del vino con un bel attacco di gotta e ora ammira purtroppo a posteriori Lello che saggiamente si accontentava di porzioni che stupidamente Franco definiva da signorina!

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