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Marocco - Giugno 2006  

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Daniela
Scritto da: Daniela
Durata: 2 settimane
Data partenza: dal 13/06/2007 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Daniela e Carlo

Introduzione

L’idea é stata di Carlo, mio marito: due settimane in Marocco per conto nostro. Fantastico!

Descrizione

L’idea é stata di Carlo, mio marito: due settimane in Marocco per conto nostro. Fantastico!

L'aereo é atterrato ad Agadir: una cittá molto turistica, fatta per i turisti, quelli che hanno paura del Marocco vero... insomma, non l'ho apprezzata, ma in tv ho visto che ha dei quartieri vecchi carini che noi non abbiamo visitato.

La prima tappa é stata Essaouira, sfruttando un passaggio in macchina dal padre di una conoscente incontrata per caso sull'aereo. Un vero pericolo pubblico, un viaggio da brivido! Essaouira é un'antica colonia portoghese, sul mare, con un bastione e una medina con intricati vicoli pieni di gente. Vive di pesca e turismo, ma un turismo meno occidentale, se capite che intendo.

Ha una spiaggia immensa, con un sacco di bay watchers, che hanno un gran da fare: mai vista tanta gente affogata in 2 giorni! é perché c'é la corrente dell'oceano, ma anche perché i marocchini sono incoscienti! Si mangia pesce appena pescato, cucinato in baracche allestite sulla piazza che dá sul mare.

Il porto é caratteristico e puzzolente, mi é piaciuto per i suoi colori e l'atmosfera disordinata e vissuta. Seduti su una panchina in piazza, io e Carlo leggevamo dei racconti di un noto scrittore marocchino (il libro si chiama “Amori stregati” di Tahar Ben Jelloun). La cosa piú divertente era leggere qualche pagina, e poi alzare lo sguardo e riconoscere i personaggi nei passanti.

Funzionava sempre, e rendeva i racconti ancora piú reali! A fine giugno Essaouira é piena di gente per un festival della musica nazionale ed internazionale... noi ce lo siamo perso per un pelo. Dopodiché, ci siamo diretti a Marrakech in autobus. é divertente andare in autobus (ma bisogna prendere quelli piú sgangherati, che costano pochissimo) perché sei accalcato in mezzo alla gente del posto e i loro fardelli di roba raccolta nei campi, ecc. Almeno, a me piacciono queste cose!
Gli autobus vengono riempiti molto piú di quanto sia legale, e quando si passa un posto di blocco, tutti quelli in piedi si devono accucciare, sennó multona gigante! C'é un tizio apposta che si occupa di informare i passeggeri quando si devono nascondere! Una signora si é rifiutata di abbassarsi, esponendo le sue motivazioni eloquentemente e con voce acuta, a tutti quanti. L'autista ha probabilmente sudato freddo, ma nessuno se l'é presa, e siamo riusciti a scamparla comunque.

Marrakech é molto bella. é stracolma di gente di ogni genere: vedi gente benestante accanto a mendicanti sull'orlo della miseria. Sono vestiti in tutti i modi, a seconda dell'etnia di provenienza e di quanto osano scoprirsi, comunque tutto é tollerato. Nel centro c'é una piazza immensa chiamata Djema el Fna, che é il cuore della cittá. Vi succede di tutto, ma proprio di tutto. Ci sono cantastorie, che purtroppo non capivo, ma belli proprio perché circondati da gente del posto che viene e si mette seduta a terra per ascoltare una storia.

Ci sono farmacisti improvvisati che ti propongono un rimedio naturale per qualunque male, ci sono incantatori di serpenti, e bancarelle con qualunque tipo di pietanza, dal succo di arancia alla frutta secca, dalla carne alla brace alla zuppa di lumache!

A Marrakech ci sono siti e monumenti da visitare, e il souk da esplorare. Abbiamo alloggiato in un Riad, cioé un albergo con un atrio centrale a cielo aperto, con fontane e maioliche colorate. Le camere hanno finestre che danno sull'atrio, per preservare il fresco. La terrazza sul tetto é adibita alla colazione. é coloratissima e ha un'ottima vista sui tetti della cittá.

Un giorno abbiamo fatto un'escursione organizzata nelle campagne circostanti: c'erano un autista, noi due e Harry Potter: un giovane scozzese pallidissimo che aveva passato la settimana a Casablanca in preda alla diarrea, era uscito un solo giorno e gli avevano fregato il portafoglio. Quella era l'unica gita felice prima di tornare a casa! Peró niente panico, era proprio il tipo a cui queste cose succederebbero pure a casa sua! L'autista ci ha portati a vedere una tipica casa berbera e la famiglia che ci abitava. Abbiamo anche fatto una breve passeggiata lungo il fiume che solcava la valle, dove bimbi berberi comparivano da dietro gli alberi e ci chiedevano caramelle.

Dopo Marrakech, di nuovo partenza in autobus verso Ouarzazate, una cittá che non mi ha colpito, dove ci sono gli studios cinematografici (ma a me queste cose non mi esaltano), e una kasbah interessante da vedere. Ma soprattutto a Ouarzazate trovi guide berbere che ti accompagnano nel deserto del Sahara, che sta a due ore di distanza (non che lí ci sia molta vegetazione, ma non é ancora deserto vero e proprio). Lí abbiamo incontrato Lahcen e Abdul, con i quali abbiamo stretto una bella amicizia. Con loro siamo partiti il giorno dopo per il deserto, in jeep. Il deserto é, secondo me, l'esperienza piú sensazionale di tutto il Marocco, mi é davvero rimasto nel cuore e nell'anima. Ci abbiamo passato tre giorni, cambiando bivacco ogni giorno, coccolati da Lahcen e Abdul che preparavano pasti deliziosi (insalate coloratissime a pranzo, tajine o couscous a cena) da mangiare con le mani, tutti insieme.

La sera le guide berbere cantavano e suonavano le loro canzoni, usando qualunque cosa come tamburo. Dopo cena Lahcen raccontava delle storie (i marocchini sono cantastorie per natura), e l'atmosfera era magica. Nel deserto abbiamo dormito sotto le stelle, in letti che comparivano per magia, con tanto di materasso, cuscino e lenzuola. Ma quando dico sotto le stelle, intendo delle stelle che non ho mai visto altrove... uno spettacolo formidabile, un cielo incrostato di stelle! Di giorno faceva molto caldo, tanto che i berberi dormivano della grossa dopo pranzo. La calura, com'é noto, provoca misteriosi fenomeni nel deserto, e tra questi anche i miraggi. Per quanto assurdo, quel lago che ho visto in lontananza, con le dune che spuntavano fuori dall'acqua, a me sembrava proprio vero!
Un giorno abbiamo visitato un'oasi detta sacra perché l'acqua sgorga dal suolo nel bel mezzo del deserto. Ci sono piante ed animali, alcuni dei quali si prendono un po' troppe confidenze… Infatti, mentre pranzavamo all'ombra di un pergolato, una capra nera dalle corna lunghe e attorcigliate, é venuta a reclamare i nostri avanzi (tovaglioli compresi) in maniera piuttosto ostinata. Ho scoperto dopo che si chiamava Didi, e che era la “protetta” responsabile dell'oasi. Dopo pranzo, mentre tutti facevano la siesta, ho preso a gironzolare per esplorare angoli nascosti dell'oasi e ho scovato una grossa vasca piena d'acqua (con marocchino dentro... ma ho aspettato che uscisse e si mettesse i calzoni prima di avvicinarmi!)! Cosí, dopo aver recuperato Carlo, l'abbiamo usata come piscina (insieme al marocchino, ma con i calzoni stavolta!). Forse non era permesso, ma troppo rigenerante! Poi ci siamo spinti oltre, fino ad un posto che si chiama Erg Chigaga, dalle dune splendide, e dove il tramonto e l'alba prendono dei colori meravigliosi.

Tornati a Ouarzazate, abbiamo passato la notte a casa dei nostri amici (cioé sul tetto) dove abbiamo cucinato una cena italiana per una decina di ragazzi marocchini affamati. Il giorno dopo dovevamo partire in autobus, peró é partito in anticipo (!!!) e l'abbiamo perso!

Allora, per non perdere tempo, abbiamo affittato una Uno e abbiamo continuato da soli. Tappa a Taroudante, dove abbiamo passato il pomeriggio nel souk, a comprare spezie da un tipo che ci ha svelato i segreti di ogni intruglio che aveva in bottega. Poi proseguimento fino al mare. Ci sono dei villaggi caratteristici lungo la costa. Uno di questi é un'ex-colonia spagnola, e si chiama Sidi Ifní. é stata abbandonata dagli spagnoli pochi decenni fa, e pare un villaggio fantasma, a parte il mercato che é coloratissimo. Infine, di nuovo Agadir e partenza.

Ho trovato il Marocco un paese splendido dalla gente splendida. Molti europei hanno pregiudizi sui paesi nordafricani, e temono che non siano sicuri per le donne occidentali. Io non mi sono mai sentita in pericolo, ho trovato persone meravigliose, e ho stretto delle belle amicizie. Di fatti, il Marocco ci é piaciuto cosí tanto che sei mesi dopo siamo ritornati, questa volta per fare un'escursione “selvaggia” nel deserto, a dorso di dromedario. Se vi interessa, potete consultare il sito web:  www.desertdor.com , per organizzare un viaggio su misura nel deserto e dintorni.
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