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Marocco, città imperiali e deserto  

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Piera
Scritto da: Piera
Durata: 9 giorni
Data partenza: dal 15/02/2012 al
Viaggiatori: 14
Nomi dei viaggiatori:

Introduzione

Un gruppo di 14 amici in viaggio per 9 giorni alla scoperta delle diverse facce del Marocco, dove abitudini millenarie sopravvivono tra la tecnologia moderna, partendo da Rabat, passando per il deserto, i villaggi berberi e gli incantevoli paesaggi del Sud per giungere infine a Marrakesh.

Descrizione

Con il nostro gruppo di amici (siamo 6 coppie over 50) da anni condividiamo esperienze di viaggio in Italia e in Europa all’insegna del fai te, spesso leggendo i diari e seguendo i  preziosi consigli dei turisti per caso. Quando abbiamo deciso che la prossima meta dei nostri viaggi sarebbe stato il Marocco, abbiamo avuto qualche tentennamento; entusiasmo e spirito di adattamento non ci mancano, però pensiamo che un paese come questo è meglio conoscerlo e viverlo con persone del luogo, che sanno dove portarti e cosa farti rimanere nel  cuore. Non ci esaltava neppure l’idea di farci “impacchettare” nei viaggi da catalogo dei famosi tour operators  dove tutto è preconfezionato e nulla è lasciato al caso. Avevamo bisogno di conciliare le nostre abitudini di turisti fai da te con l’esigenza di farci accompagnare in un tour da Fès a Marrakesh, attraverso il Medio e Alto Atlante e soprattutto volevamo trascorrere un’intera giornata nel deserto, cosa quest’ultima che non abbiamo trovato sui classici tour da catalogo che si limitano a proporre albe o tramonti “toccata e fuga” sulle dune. Abbiamo così  prenotato autonomamente e con largo anticipo i voli  Easy Jet  Milano - Casablanca e Marrakesh-Milano (76€ a testa A/R compreso un bagaglio da stiva),  poi ci siamo affidati a Travelosophy, un piccolo ed efficiente tour operator  di Torino che, sulla base delle nostre richieste, ha costruito con noi  un viaggio  di 9 giorni/8 notti  su misura per il nostro gruppo, che ci ha permesso di godere al meglio la nostra vacanza  allo stesso costo di un viaggio di massa. Si sono aggregate anche due amiche, così abbiamo raggiunto quota 14 partecipanti.

Lasciamo l’Italia sotto una coltre di neve e nella morsa del gelo all’alba del 15 febbraio e atterriamo puntuali alle 10.00 a Casablanca, dove troviamo un cielo terso e un piacevole clima primaverile che ci accompagneranno per l’intero periodo della nostra permanenza in Marocco. All’aeroporto ci aspetta Silvio, la nostra guida (un italiano che da 13 anni vive in Marocco), l’autista Kalid e un confortevole minibus tutto per noi. Kalid si impossessa immediatamente delle nostre valigie e le sistema perfettamente ordinate nel bagagliaio. Non siamo abituati a essere così coccolati, le premesse per uno splendido viaggio ci sono…  chissà se anche i due più scettici del gruppo si ricrederanno? Partiamo alla volta di Fès, ci fermiamo a Rabat, la prima delle città imperiali, la “città bianca”, per una breve visita (molto bello il mausoleo dove sono sepolti  Mohammed V e Hassan II, rispettivamente nonno e padre dell’attuale sovrano) e per  il pranzo, dove assaggiamo la nostra prima tajine di carne.

Ripartiamo e, visto che abbiamo tempo, facciamo anche una sosta extra programma a Meknes, la “città verde”,  per ammirare la bellissima porta Bab el Mansour. Arriviamo a Fes, la “città blu”, nel tardo pomeriggio e ci sistemiamo all’Hotel Barcelò Fès Medina, un nuovissimo 4 stelle aperto a ottobre 2011. Non  si  può certo definire  una struttura tipica, ma è stato scelto apposta per  “ammorbidire” l’arrivo; avremo la possibilità di assaporare la cultura e  l’ospitalità marocchina durante il resto del viaggio. In questo hotel pernotteremo 2 notti. Cene non abbondanti, ma cibo di buona qualità, colazioni invece molto ricche e varie.

2° giorno – Fès

Alle nove, puntuale, la guida locale Kalid ci attende in hotel per accompagnarci nella visita di Fès: attraversiamo prima il quartiere ebraico, poi ci immergiamo nella medina, un labirinto di vicoli, un mare di gente, negozi microscopici e un’atmosfera difficile da raccontare a parole. La medina di Fès va vissuta: chiunque cerca di venderti qualunque cosa, attenzione al grido Balec!, significa che sta arrivando un asino carico, bisogna liberare subito il passaggio se non si vuole essere investiti, il richiamo dei muezzin che invitano alla preghiera risuona ovunque nell’aria…, luogo imperdibile e impossibile da girare da soli! Spettacolare ma molto toccante per noi è stata la visita alle concerie, dove le condizioni lavorative, igieniche e di sicurezza sono rimaste ai tempi del medioevo. I conciatori, immersi fino alle ginocchia in grandi vasche piene di coloranti,  trattano le pelli con guano di piccione, sotto i raggi del sole.  Stentiamo a immaginare quali possano essere le condizioni di lavoro nei mesi estivi quando la temperatura sale anche oltre 40°! Concludiamo la visita di Fès in una scuola di apprendistato per ceramisti.

3° giorno – FèsMerzouga

Partiamo presto, dobbiamo percorrere i  450 km che ci porteranno fino al deserto. Il percorso, molto suggestivo, si snoda attraverso le foreste di cedri e le querce del Medio Atlante, attraversiamo Ifrane a 1650 a mt. con le sue case dai tetti spioventi; nella regione di Azrou c’è ancora la neve, appena ci fermiamo, le scimmiette ci vengono incontro e si lasciano tranquillamente fotografare. Percorriamo poi la valle di Oued Ziz, passando per molti villaggi fortificati. Silvio, la nostra  bravissima guida, ci fa immergere nella cultura berbera, ammiriamo bellissimi paesaggi, attraversiamo l’estesa oasi di palme da dattero nella zona di Rissani ed Erfoud e arriviamo sulle dune dell’Erg Chebbi proprio all’ora del tramonto per godere un primo assaggio dei giochi di colore che si creano sulle dune. Ci sistemiamo all’hotel Xaluca Timbouctou, che si trova proprio ai piedi delle dune. Sistemazione confortevole, cucina marocchina, cene e colazioni a buffet abbondanti e varie. Dopo cena Silvio ci accompagna a vedere le stelle, un’emozione particolare!

4° giorno - Escursione nel deserto

Sveglia all’alba per ammirare uno spettacolo unico: il sole sale dietro le dune e crea splendidi giochi cromatici. Dopo colazione partiamo per l’escursione dell’intera giornata nel deserto. Le nostre schiene over 50 (per qualcuno anche over 60!) non ci permettono una cammellata come sarebbe d’obbligo nel deserto. Ci accontentiamo di tre comodi fuoristrada e dell’esperienza di Silvio che, unita a quella degli autisti, ci fanno vivere una giornata indimenticabile: sabbia, rocce, fossili, oasi, piccoli ed ospitali villaggi berberi, accampamenti di nomadi e poi i colori delle dune … impareggiabili,  anche questa  esperienza  va vissuta, non si riesce a  descrivere con le parole simili sensazioni ed emozioni.  Un pezzo del nostro cuore è rimasto nel deserto. Ritorniamo all’hotel e alcune delle nostre donne, non ancora paghe dell’intensa giornata, decidono di provare anche le meravigliose sensazioni dell’hammam.

5°giorno - Merzouga – Boumane du Dades

Qualcuno si sveglia di nuovo all’alba per rivedere nuovamente  lo spettacolo della nascita del sole dietro le dune. Dopo colazione lasciamo questo posto incantevole “col pianto nel cuor” (come dice una tradizionale canzone piemontese…) e ci avviamo verso Tinghir, lungo la strada di Tinejad con le sue belle Kasbah. Attraversiamo piccoli villaggi berberi  con le case in pisé (fango, paglia e acqua), dove sembra che il tempo si sia fermato, vediamo donne che lavano i panni nel  fiume, asini, muli e carretti che trasportano cose, animali  e persone; ad ogni sosta i bambini ci vengono incontro per venderci i dromedari fatti con le foglie di palma, regaliamo loro caramelle, frutta e dolci, ci ringraziano con dei sorrisi che ci arrivano diretti al cuore… Visitiamo le gole del Todra con  alte pareti di roccia rossa e grigia che si chiudono intorno alla strada, lungo il fiume. In serata arriviamo a Boumalne all’hotel Xaluca Dades, un’antico “Auberge National” completamente rinnovato, dotato di ogni confort ,dove ci  accolgono con tè alla menta e pasticcini. Ottima cucina marocchina, ricco e vario  buffet  sia a cena che a colazione.

6° giorno – Boumane - Ouazarzate

Visitiamo in mattinata le Gole del Dadès e proseguiamo verso Ouazarzate sulla “Strada delle mille kasbah” con panorami incantevoli: le cime dell’Atlante innevate, le oasi sul fiume e  i villaggi fortificati offrono uno scenario indimenticabile in un gioco cromatico di bianco, verde e rosso. Ci fermiamo allo “Ksar delle rose”, i roseti naturalmente non sono fioriti, ma acquistiamo acqua di rose e creme alle mandole. Attraversiamo poi il palmeto di Skoura e arriviamo a Ouazarzate, dove alloggeremo al Dar Daif, tipico e particolare hotel di charme, disposto su più piani con giardino e piscina interni. Anche qui ci accolgono offrendoci il classico tè alla menta.

7° giorno - Ouazarzate – Marrakesh

Ouazarzate è soprannominata la “Hollywood del deserto”, perché è la sede di alcuni studios cinematografici  e nei suoi dintorni sono stati girati innumerevoli films. In mattinata visitiamo la kasbah di Taourirt, poi ci avviamo sulla strada che ci porterà a Marrakesh attraverso il passo del Tizi n’Tichka a 2260 mt.,   facendo  una sosta d’obbligo  al villaggio fortificato di Ait Benhaddou, patrimonio dell’Unesco e set cinematografico di molti films tra cui “Lawrence d’Arabia “e “Il Gladiatore”.

Arriviamo a Marrakesh, la "città rossa”,  nel tardo pomeriggio e ci sistemiamo al Riad Sara, posizionato nella Medina, a dieci minuti da piazza Djemaa El Fna, in una viuzza stretta che si percorre  solo a piedi. Il servizio facchinaggio è assicurato con piccoli carretti.  L’ambiente è molto curato, ci accolgono con il solito tè con pasticcini, il personale è  gentile,  le stanze sono spaziose e pulite. Buone sia la cena che la colazione.

8° giorno - Marrakesh

Con la guida locale Alì visitiamo i principali monumenti:  il Palazzo della Bahia, le tombe Saadiane e la bellissima  Medersa Ben Youssef.;  vediamo dall’esterno la Koutoubia (in Marocco è vietato l’ingresso ai non musulmani in tutti i luoghi di culto), l’antica moschea il cui minareto è il simbolo di Marrakesh.  Qualcuno nel gruppo comincia ad avere nostalgia della nostra cucina, Silvio ci consiglia allora di pranzare al ristorante Casanova, gestito da italiani, nel quartiere Gueliz della città, dove mangiamo un eccezionale piatto di tagliatelle al nero di seppia. Non è tipico, è vero, ma dopo una settimana di tajine, couscous e spezie varie, ci voleva…  Stasera però ritorneremo alla cucina marocchina! Non lontano dal ristorante c’è il Jardin Majorelle, uno splendido orto botanico restaurato da Yves Sain Laurent, che merita sicuramente i 4€ pagati per entrare. Dopo pranzo, sempre accompagnati da Alì, ci immergiamo nella medina, un po’ più ordinata di quella di Fès, ma anche questa brulicante di souk  di artigiani, negozi, bancarelle, persone, carretti e  motorini. Rispetto a Fès qui mancano gli asini! Il giro nella medina termina naturalmente sulla piazza Djemaa El Fna, cuore spirituale e storico della città. Saliamo sulla terrazza del Cafè de France che ci consente di avere una visione panoramica della piazza e del suo caotico fermento mentre sorseggiamo l’ennesimo  tè alla menta.

Ritorniamo al nostro riad e ci prepariamo per la serata di chiusura del nostro viaggio: cena-spettacolo al ristorante Chez Alì in raffinati tendoni decorati con tessuti e drappeggi. Uno show con cavalli, dromedari, danzatrici del ventre, gruppi berberi che intonano cori e un menù con piatti tradizionali, harira (la classica zuppa di verdure),  tajine di agnello con prugne (ottima) e  couscous, tutti serviti  in spettacolari piatti da portata. Un locale “per turisti”, un po’ kitch, ma tutto sommato piacevole. 

9° giorno – Ritorno a casa (sigh!)

Il nostro volo parte alle 10.00, quindi alle 8.00 il nostro autista Kalid ci aspetta col minibus per accompagnarci  in aeroporto. Il nostro meraviglioso viaggio finisce con un ultimo sguardo dal finestrino dell’aereo che ci riporta in Italia, dove, nel frattempo, fortunatamente le temperature sono salite e la neve ha cominciato velocemente a sciogliersi! Volete sapere che fine hanno fatto i due scettici della compagnia? Sono tornati soddisfatti  come tutti gli altri e ci hanno anche ringraziati per averli convinti a seguirci in questo turbinio di emozioni!

A viaggio concluso ci sentiamo di fare alcune considerazioni:

  • Si è rivelata vincente l’idea di arrivare a Casablanca e ripartire da Marrakesh, perché abbiamo evitato inutili tappe di trasferimento.
  • Pranzi: il nostro tour operator ci ha saggiamente consigliato di lasciarli liberi, per avere una maggiore flessibilità nella gestione di ogni giornata e delle relative soste. Anche questa scelta è stata azzeccata. Abbiamo comunque sempre mangiato bene, in locali decorosi, spendendo dai 9 ai 12 € a testa.
  • Tè alla menta: ovunque ci è stato offerto un bicchiere di ottimo e fumante tè alla menta; l’ospitalità marocchina in questo senso è eccezionale.
  • Mance: fanno parte del DNA dei marocchini. Bastano pochi dirham (da 1 a 3 €), ma vanno date a tutti: autisti, facchini, guide locali, camerieri, ecc…
  • Acquisti:  contrattare è faticoso, ma obbligatorio. Non esistono prezzi  fissi, la moneta locale è il dirham (10dirham circa =1€), ma gli euro  vengono accettati da tutti.
  • Volendo risparmiare, si può fare a meno dell’accompagnatore per tutto il viaggio, limitandosi alle indispensabili guide locali autorizzate per la visita delle medine.  La  nostra guida è costata in tutto 50€  a testa, per noi  sicuramente ben spesi. C’è infatti da considerare che nessuna guida cartacea regge il paragone con un buon accompagnatore, come è stato Silvio per noi, che ci fatto vivere il vero Marocco: sapori, odori, colori e persone che ci resteranno per sempre nel cuore.
  • Da ultimo ci sentiamo di consigliare sicuramente Travelosophy (www.travelosophy-to.info) il nostro tour operator, che ci è stato segnalato da amici; i giovani titolari sono molto disponibili, competenti e hanno una buona esperienza nell’organizzazione di viaggi su misura, sia individuali che per piccoli gruppi.
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