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Edimburgo - Sulle strade del rugby  

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Tommaso
Scritto da: Tommaso
Località: Bristol, Edimburgo
Durata: 5
Data partenza: dal 25/02/2009 al
Viaggiatori: 4
Nomi dei viaggiatori: Tommaso, Marco, Vania, Deana

Introduzione

Viaggio di quattro invasati da Venezia a Edimburgo e ritorno, per assistere a una partita del 6 nazioni di rugby e visitare la capitale scozzese.

Le Tappe del Viaggio

Finalmente! Il giorno della partenza... Valigie? Pronte! Appartamento? Prenotato! Giro Turistico? Prenotato! Guida? In valigia! Non manca nulla! Possiamo partire.

Il viaggio si preannuncia tranquillo (oltre che vagamente economico): partenza a metà mattina da Venezia, arrivo per l'ora di pranzo a Gatwick (non c'erano viaggi low cost diretti, da quest'estate sì con jet2.com), e poi subito via verso Edimburgo; la compagnia è EasyJet che si è sempre rivelata affidabile.

Ovviamente l'imprevisto è sempre dietro l'angolo: ricordate sempre di verificare il calendario della champions league prima di partire se volete fare un viaggio tranquillo. Sì c'era Chelsea-Juventus e quindi nel viaggio siamo stati, per così dire, "allietati" da una "festante" comitiva di tifosi juventini: a parte molte turbolenze (interne all'aereo, fuori il cielo era limpidissimo) siamo arrivati a Gatwick senza problemi!

Se potete evitate di mangiare alle catene tipo MCDonald, Pret a Manger ecc... Un pub da quelle parti va benissimo (le salsicce che ho mangiato erano ottime ma anche i pies e gli hamburgers alla faccia di chi pensa che in U.K. si mangi male)

Intanto cerchiamo un bancomat per cambiare le sterline, ottima mossa se non volete aver a che fare con le sterline scozzesi: queste sterline hanno esattamente lo stesso valore e valgono nelle stesse zone in cui valgono le sterline "inglesi"... solo che su due banconote dello stesso taglio non c'è mai due volte la stessa immagine (e quindi si ha sempre l'impressione che ti abbiano rifilato i soldi del monopoli, non è mai successo comunque).

Il viaggio da Londra a Edimburgo, a parte un piccolissimo ritardo non ha avuto intoppi.

Arrivati in aeroporto dovrete decidere se prendere l'aerobus o il taxi. Da quattro persone in sù i costi si pareggiano e quindi conviene il taxi (ci sono anche taxi da 6 e 8 posti) che dà il vantaggio di fare un viaggio molto comodo e non preoccuparsi per le strade.

Per l'alloggio abbiamo deciso di prendere un'appartamento e se vi capita di andare da quelle parti non fatevelo scappare: è a 5 minuti dal centro (Princes Street), in una zona tranquillissima, carina, l'appartamento è bellissimo (parquet altro che moquette) e economico costa 100 sterline al giorno e ci si può stare fino a sei persone (quattro larghi, due un pelo meno).

L'altra cosa bella è che i negozi sono aperti fino alle 9 di sera e quindi la prima sera abbiamo potuto farci una pasta (ottima tra l'altro visto che abbiamo trovato pasta di grano duro italiana).

Per il giorno "2" abbiamo pensato bene di fare un giretto per vedere la "vera" Scozia. Il Rabbies Tour che abbiamo scelto è stato quello nel Fife (villaggi di pescatori e St Andrews) che, per chi non lo sapesse, è la contea che si affaccia sul Forth (un fiordo) di fronte a Edimburgo.

Essendo stato il secondo giorno, per non perdere i nostri soldi volevamo prenotare direttamente in sede, cosa che i gestori del sito ci hanno sconsigliato in quanto se non c'è nessun iscritto il giorno prima il tour non viene effettuato... quindi abbiamo deciso di prenotare in anticipo un biglietto e comperare gli altri tre al momento (HEHE che geni del male).

Arrivati sul pullmino mercedes (molto comodo) ci ha accolti il nostro Cicerone: vestito in perfetta tenuta Scozzese con kilt e tutto il resto (compreso un coltellaccio sul polpaccio), quest'uomo ci ha fatto da guida, autista e intrattenitore raccontandoci durante tutto il viaggio storie di personaggi scozzesi di varia origine.

Devo ammettere che i villaggi di pescatori (tipo Leven) si assomigliano abbastanza tutti tra di loro... c'è la spiaggia (per noi orrenda ma loro sostengono essere la migliore della Scozia), c'è il fish& Chip (anche qui c'è scritto che è il migliore di tutto il regno unito), c'è poco altro...

St Andrews invece è tutt'altra storia: è piena di campi da golf (e se siete interessati si può fare una partitina senza spendere follie), c'è una bellissima cattedrale (ora un pò diroccata ma resta notevole), l'università dove ha studiato tra gli altri il principe Williams e un grazioso paesino. Tutto molto ameno e molto scottish!

Al ritorno a Edimburgo, prima di cena, ci siamo anche procurati la mappa dei bus, o meglio avremo voluto farlo perchè sembra non ne stampino moltissime.

Quello che non è stato ameno sono state le strade scozzesi (tutte curve e dossi) e il nostro cicerone che guidava come Schumacher.

Un'altra cosa molto divertente è stata quando il nostro cicerone ci ha portato nel suo paese natio (Falkland) e ci ha suonato la cornamusa.

Il giorno della partita si avvicina (sarà l'indomani) ma oggi ci vogliamo dedicare al turismo e visitare il favoloso Castello.

Scesi dal bus però arriviamo nel grassmarket e quindi decidiamo di iniziare da qui la visita: sostanzialmente in questa zona a Sud del Royal Mile ci sono parecchie cose da vedere:

1) L'Elephant & Castle (il pub dove la Rowling scrisse il primo Harry Potter)
2) Greyfriar Bobby (il cimitero dove Bobby, un cagnolino, vegliò sulla tomba del suo defunto padrone per 14 anni)
3) Il patibolo dove molti covenanters vennero giustiziati senza pietà per le loro credenze religiose
4) Il museo nazionale di Scozia

Dopo aver fatto la foto col cagnolino (ogni turista che si rispetti l'avrebbe fatta), aver visitato il cimitero e letto storie di fantasmi (abbiamo anche assisitito al fenomeno paranormale di un calzino appeso sui rami di un albero), aver simulato decapitazioni sul patibolo (l'atmosfera era molto goliardica) e aver visto negozietti veramente curiosi... ci siamo diretti al castello che distava poche centinaia di metri... in verticale!

Il castello è davvero molto bello e consiglio vivamente di acquistare il biglietto con l'audioguida (costa solo qualche sterlina in più ma è davvero ben fatta). Aggirandosi per il castello, che è enorme, si possono ammirare cannoni, segrete, musei vari e sopratutto gli "Honours of Scotland", la versione scozzese dei gioielli della corona (anche se è più vero il contrario visto che quelli scozzesi sono molto più antichi). Inoltre, per allietare i turisti, ci sono molte parti del castello che hanno animazioni e supporti audiovisivi.

Dopo essere usciti dal castello e dopo un veloce pranzo all'Elephant & Castle, siamo andati a fare un giretto al National Muesum of Scotland: pur essendo un museo vale una visita per diversi motivi

  1. La vista mozzafiato della città che si ha dal tetto (a meno che non piova ovviamente)
  2. I Lewis chessmen (o almeno quelli che non hanno portato a Londra)
  3. La pecora dolly (ok è morta ma imbalsamata resiste bene)

Anche il resto del museo ad essere sinceri meritava ma il tempo è stato ancora una volta tiranno.

Siccome si è fatto tardi c'è tempo solo per una veloce visita all'Heart of Midlothian, che è un cuore disegnato nel porfido e segna il luogo dove anticamente stava la prigione. Se volete farvi una foto attenzione! è usanza tra gli scozzesi sputarci sopra (ho rischiato di fare la doccia).

E' sabato, il gorno del grande match di rugby, ma siccome abbiamo la mattinata libera decidiamo di andare a visitare il palazzo di Holyrood, sperando vivamente che la regina se ne sia stata a Londra (se la regina sta soggiornando a Edimburgo non è possibile visitare il palazzo).

Ci è andata bene! La regina è a Londra e compresa nel biglietto c'è anche un Audioguida che racconta tutti i fatti svoltisi nel castello durante gli anni (generalmente omicidi vari), l'unico inconveniente è che non si possono fare foto e sono veramente molto fiscali; finita la visita (dura un oretta), non fatevi mancare una fetta di torta nell'ottimo bar del palazzo!

Se avanza ancora un pò di tempo di fronte al palazzo reale c'è il parlamento (della serie sistemi di governo a confronto: la monarchia e la repubblica), in stile moderno e visitabile gratuitamente.

Finalmente però è ora di sfoderare la bandiera tricolore, tatuarsi la faccia e prendere un bus verso Murrayfield (ce ne sono parecchi dalla centralissima Princes Street). Mangiare non è un problema... davanti allo stadio ci sono chioschetti di tutti i generi... hamburger, hotdogs, doughnuts ecc... e la birra non manca, anzi scorre a fiumi.

La partita non è stata un granchè (gli scozzesi si saranno divertiti avendo vinto, noi un pò meno) ma l'atmosfera è fantastica: quando cantano sembra che vibri tutta la Scozia!

Il posto più assurdo di Edimburgo, a mio modo di vedere è il Dean village: ad un certo punto Edimburgo si interrompe, finiscono le case, e si torna al 1600 in un viallaggio di mugnai (coi loro bravi mulini) e casette basse, col fiume che lo attraversa placidamente. Tutto ciò, ovviamente, nel centro di Edimburgo!

Tornati nella civiltà (al Dean village non sembra nemmeno di stare a Edimburgo), ci siamo diretti verso Leith, le possibilità sono due: o prendere un'autobus (il servizio è ottimo) o fare una passeggiatina di 3-4 km lungo le rive del fiume; la pigrizia e il non avere tutto il giorno a disposizione ci ha fatto optare per la prima opzione.

Il Britannia è fantastico. E' un vero e proprio palazzo galleggiante ed è completamente visitabile dalla cima ai piedi (che tradotto significa: dal ponte di comando alla sala macchine passando per gli appartamenti della regina, per le sale dove soggiornava la regina, per le anguste cuccette dei marinai e per la lavanderia che a mio avviso è il luogo più suggestivo). Addirittura, se avete voglia e qualche soldo da spendere, è possibile celebrare il proprio matrimonio sulla barca (basta pagare e verrete trattati come se foste voi la regina).

La visita al Britannia dura 2-3 ore. Per il pranzo sconsiglio il centro commerciale dove è ormeggiata la nave; facendo due passi nei vecchi Docks ci sono localini fantastici che forniscono cibo da tutto il mondo (anche molti piatti scozzesi molto buoni come le cozze, la bistecca di angus e l'haggies).

Tornati a Edimburgo ne abbiamo approfittato per visitare la National Gallery of Scotland: è praticamente la versione scozzese della ben più famosa National Gallery di Londra; qualitativamente molto simile ma ovviamente più piccola.

Avendo sette ore di scalo a Bristol abbiamo deciso di visitare pure questa città.

Visitarla appositamente potrebbe essere uno degli errori più madornali in vita; si salvano solo due cose la cattedrale (molto bella ma la visita può durare al massimo mezzora) e il Clifton Bridge (che però è dall'altra parte della città e difficilmente raggiungibile se non con i taxi).

Per il resto la città denota una passata grandezza e un presente abbastanza difficile: le grandi gru per scaricare i container dal porto sono ferme e arrugginite.

Il collegamento tra le due sponde dell'Avon è garantito da una strana imbarcazione (forse un rimorchiatore?) e i binari son ofermi là da tempo immemorabile.

L'unico lato positivo è stato un boccale di sidro con cui ci siamo rinfrescati (c'era più caldo che in italia in quei giorni).

Finalmente! Il giorno della partenza... Valigie? Pronte! Appartamento? Prenotato! Giro Turistico? Prenotato! Guida? In valigia! Non manca nulla! Possiamo partire.

Il viaggio si preannuncia tranquillo (oltre che vagamente economico): partenza a metà mattina da Venezia, arrivo per l'ora di pranzo a Gatwick (non c'erano viaggi low cost diretti, da quest'estate sì con jet2.com), e poi subito via verso Edimburgo; la compagnia è EasyJet che si è sempre rivelata affidabile.

Ovviamente l'imprevisto è sempre dietro l'angolo: ricordate sempre di verificare il calendario della champions league prima di partire se volete fare un viaggio tranquillo. Sì c'era Chelsea-Juventus e quindi nel viaggio siamo stati, per così dire, "allietati" da una "festante" comitiva di tifosi juventini: a parte molte turbolenze (interne all'aereo, fuori il cielo era limpidissimo) siamo arrivati a Gatwick senza problemi!

Se potete evitate di mangiare alle catene tipo MCDonald, Pret a Manger ecc... Un pub da quelle parti va benissimo (le salsicce che ho mangiato erano ottime ma anche i pies e gli hamburgers alla faccia di chi pensa che in U.K. si mangi male)

Intanto cerchiamo un bancomat per cambiare le sterline, ottima mossa se non volete aver a che fare con le sterline scozzesi: queste sterline hanno esattamente lo stesso valore e valgono nelle stesse zone in cui valgono le sterline "inglesi"... solo che su due banconote dello stesso taglio non c'è mai due volte la stessa immagine (e quindi si ha sempre l'impressione che ti abbiano rifilato i soldi del monopoli, non è mai successo comunque).

Il viaggio da Londra a Edimburgo, a parte un piccolissimo ritardo non ha avuto intoppi.

Arrivati in aeroporto dovrete decidere se prendere l'aerobus o il taxi. Da quattro persone in sù i costi si pareggiano e quindi conviene il taxi (ci sono anche taxi da 6 e 8 posti) che dà il vantaggio di fare un viaggio molto comodo e non preoccuparsi per le strade.

Per l'alloggio abbiamo deciso di prendere un'appartamento e se vi capita di andare da quelle parti non fatevelo scappare: è a 5 minuti dal centro (Princes Street), in una zona tranquillissima, carina, l'appartamento è bellissimo (parquet altro che moquette) e economico costa 100 sterline al giorno e ci si può stare fino a sei persone (quattro larghi, due un pelo meno).

L'altra cosa bella è che i negozi sono aperti fino alle 9 di sera e quindi la prima sera abbiamo potuto farci una pasta (ottima tra l'altro visto che abbiamo trovato pasta di grano duro italiana).

Per il giorno "2" abbiamo pensato bene di fare un giretto per vedere la "vera" Scozia. Il Rabbies Tour che abbiamo scelto è stato quello nel Fife (villaggi di pescatori e St Andrews) che, per chi non lo sapesse, è la contea che si affaccia sul Forth (un fiordo) di fronte a Edimburgo.

Essendo stato il secondo giorno, per non perdere i nostri soldi volevamo prenotare direttamente in sede, cosa che i gestori del sito ci hanno sconsigliato in quanto se non c'è nessun iscritto il giorno prima il tour non viene effettuato... quindi abbiamo deciso di prenotare in anticipo un biglietto e comperare gli altri tre al momento (HEHE che geni del male).

Arrivati sul pullmino mercedes (molto comodo) ci ha accolti il nostro Cicerone: vestito in perfetta tenuta Scozzese con kilt e tutto il resto (compreso un coltellaccio sul polpaccio), quest'uomo ci ha fatto da guida, autista e intrattenitore raccontandoci durante tutto il viaggio storie di personaggi scozzesi di varia origine.

Devo ammettere che i villaggi di pescatori (tipo Leven) si assomigliano abbastanza tutti tra di loro... c'è la spiaggia (per noi orrenda ma loro sostengono essere la migliore della Scozia), c'è il fish& Chip (anche qui c'è scritto che è il migliore di tutto il regno unito), c'è poco altro...

St Andrews invece è tutt'altra storia: è piena di campi da golf (e se siete interessati si può fare una partitina senza spendere follie), c'è una bellissima cattedrale (ora un pò diroccata ma resta notevole), l'università dove ha studiato tra gli altri il principe Williams e un grazioso paesino. Tutto molto ameno e molto scottish!

Al ritorno a Edimburgo, prima di cena, ci siamo anche procurati la mappa dei bus, o meglio avremo voluto farlo perchè sembra non ne stampino moltissime.

Quello che non è stato ameno sono state le strade scozzesi (tutte curve e dossi) e il nostro cicerone che guidava come Schumacher.

Un'altra cosa molto divertente è stata quando il nostro cicerone ci ha portato nel suo paese natio (Falkland) e ci ha suonato la cornamusa.

Il giorno della partita si avvicina (sarà l'indomani) ma oggi ci vogliamo dedicare al turismo e visitare il favoloso Castello.

Scesi dal bus però arriviamo nel grassmarket e quindi decidiamo di iniziare da qui la visita: sostanzialmente in questa zona a Sud del Royal Mile ci sono parecchie cose da vedere:

1) L'Elephant & Castle (il pub dove la Rowling scrisse il primo Harry Potter)
2) Greyfriar Bobby (il cimitero dove Bobby, un cagnolino, vegliò sulla tomba del suo defunto padrone per 14 anni)
3) Il patibolo dove molti covenanters vennero giustiziati senza pietà per le loro credenze religiose
4) Il museo nazionale di Scozia

Dopo aver fatto la foto col cagnolino (ogni turista che si rispetti l'avrebbe fatta), aver visitato il cimitero e letto storie di fantasmi (abbiamo anche assisitito al fenomeno paranormale di un calzino appeso sui rami di un albero), aver simulato decapitazioni sul patibolo (l'atmosfera era molto goliardica) e aver visto negozietti veramente curiosi... ci siamo diretti al castello che distava poche centinaia di metri... in verticale!

Il castello è davvero molto bello e consiglio vivamente di acquistare il biglietto con l'audioguida (costa solo qualche sterlina in più ma è davvero ben fatta). Aggirandosi per il castello, che è enorme, si possono ammirare cannoni, segrete, musei vari e sopratutto gli "Honours of Scotland", la versione scozzese dei gioielli della corona (anche se è più vero il contrario visto che quelli scozzesi sono molto più antichi). Inoltre, per allietare i turisti, ci sono molte parti del castello che hanno animazioni e supporti audiovisivi.

Dopo essere usciti dal castello e dopo un veloce pranzo all'Elephant & Castle, siamo andati a fare un giretto al National Muesum of Scotland: pur essendo un museo vale una visita per diversi motivi

  1. La vista mozzafiato della città che si ha dal tetto (a meno che non piova ovviamente)
  2. I Lewis chessmen (o almeno quelli che non hanno portato a Londra)
  3. La pecora dolly (ok è morta ma imbalsamata resiste bene)

Anche il resto del museo ad essere sinceri meritava ma il tempo è stato ancora una volta tiranno.

Siccome si è fatto tardi c'è tempo solo per una veloce visita all'Heart of Midlothian, che è un cuore disegnato nel porfido e segna il luogo dove anticamente stava la prigione. Se volete farvi una foto attenzione! è usanza tra gli scozzesi sputarci sopra (ho rischiato di fare la doccia).

E' sabato, il gorno del grande match di rugby, ma siccome abbiamo la mattinata libera decidiamo di andare a visitare il palazzo di Holyrood, sperando vivamente che la regina se ne sia stata a Londra (se la regina sta soggiornando a Edimburgo non è possibile visitare il palazzo).

Ci è andata bene! La regina è a Londra e compresa nel biglietto c'è anche un Audioguida che racconta tutti i fatti svoltisi nel castello durante gli anni (generalmente omicidi vari), l'unico inconveniente è che non si possono fare foto e sono veramente molto fiscali; finita la visita (dura un oretta), non fatevi mancare una fetta di torta nell'ottimo bar del palazzo!

Se avanza ancora un pò di tempo di fronte al palazzo reale c'è il parlamento (della serie sistemi di governo a confronto: la monarchia e la repubblica), in stile moderno e visitabile gratuitamente.

Finalmente però è ora di sfoderare la bandiera tricolore, tatuarsi la faccia e prendere un bus verso Murrayfield (ce ne sono parecchi dalla centralissima Princes Street). Mangiare non è un problema... davanti allo stadio ci sono chioschetti di tutti i generi... hamburger, hotdogs, doughnuts ecc... e la birra non manca, anzi scorre a fiumi.

La partita non è stata un granchè (gli scozzesi si saranno divertiti avendo vinto, noi un pò meno) ma l'atmosfera è fantastica: quando cantano sembra che vibri tutta la Scozia!

Il posto più assurdo di Edimburgo, a mio modo di vedere è il Dean village: ad un certo punto Edimburgo si interrompe, finiscono le case, e si torna al 1600 in un viallaggio di mugnai (coi loro bravi mulini) e casette basse, col fiume che lo attraversa placidamente. Tutto ciò, ovviamente, nel centro di Edimburgo!

Tornati nella civiltà (al Dean village non sembra nemmeno di stare a Edimburgo), ci siamo diretti verso Leith, le possibilità sono due: o prendere un'autobus (il servizio è ottimo) o fare una passeggiatina di 3-4 km lungo le rive del fiume; la pigrizia e il non avere tutto il giorno a disposizione ci ha fatto optare per la prima opzione.

Il Britannia è fantastico. E' un vero e proprio palazzo galleggiante ed è completamente visitabile dalla cima ai piedi (che tradotto significa: dal ponte di comando alla sala macchine passando per gli appartamenti della regina, per le sale dove soggiornava la regina, per le anguste cuccette dei marinai e per la lavanderia che a mio avviso è il luogo più suggestivo). Addirittura, se avete voglia e qualche soldo da spendere, è possibile celebrare il proprio matrimonio sulla barca (basta pagare e verrete trattati come se foste voi la regina).

La visita al Britannia dura 2-3 ore. Per il pranzo sconsiglio il centro commerciale dove è ormeggiata la nave; facendo due passi nei vecchi Docks ci sono localini fantastici che forniscono cibo da tutto il mondo (anche molti piatti scozzesi molto buoni come le cozze, la bistecca di angus e l'haggies).

Tornati a Edimburgo ne abbiamo approfittato per visitare la National Gallery of Scotland: è praticamente la versione scozzese della ben più famosa National Gallery di Londra; qualitativamente molto simile ma ovviamente più piccola.

Avendo sette ore di scalo a Bristol abbiamo deciso di visitare pure questa città.

Visitarla appositamente potrebbe essere uno degli errori più madornali in vita; si salvano solo due cose la cattedrale (molto bella ma la visita può durare al massimo mezzora) e il Clifton Bridge (che però è dall'altra parte della città e difficilmente raggiungibile se non con i taxi).

Per il resto la città denota una passata grandezza e un presente abbastanza difficile: le grandi gru per scaricare i container dal porto sono ferme e arrugginite.

Il collegamento tra le due sponde dell'Avon è garantito da una strana imbarcazione (forse un rimorchiatore?) e i binari son ofermi là da tempo immemorabile.

L'unico lato positivo è stato un boccale di sidro con cui ci siamo rinfrescati (c'era più caldo che in italia in quei giorni).

Finalmente! Il giorno della partenza... Valigie? Pronte! Appartamento? Prenotato! Giro Turistico? Prenotato! Guida? In valigia! Non manca nulla! Possiamo partire.

Il viaggio si preannuncia tranquillo (oltre che vagamente economico): partenza a metà mattina da Venezia, arrivo per l'ora di pranzo a Gatwick (non c'erano viaggi low cost diretti, da quest'estate sì con jet2.com), e poi subito via verso Edimburgo; la compagnia è EasyJet che si è sempre rivelata affidabile.

Ovviamente l'imprevisto è sempre dietro l'angolo: ricordate sempre di verificare il calendario della champions league prima di partire se volete fare un viaggio tranquillo. Sì c'era Chelsea-Juventus e quindi nel viaggio siamo stati, per così dire, "allietati" da una "festante" comitiva di tifosi juventini: a parte molte turbolenze (interne all'aereo, fuori il cielo era limpidissimo) siamo arrivati a Gatwick senza problemi!

Se potete evitate di mangiare alle catene tipo MCDonald, Pret a Manger ecc... Un pub da quelle parti va benissimo (le salsicce che ho mangiato erano ottime ma anche i pies e gli hamburgers alla faccia di chi pensa che in U.K. si mangi male)

Intanto cerchiamo un bancomat per cambiare le sterline, ottima mossa se non volete aver a che fare con le sterline scozzesi: queste sterline hanno esattamente lo stesso valore e valgono nelle stesse zone in cui valgono le sterline "inglesi"... solo che su due banconote dello stesso taglio non c'è mai due volte la stessa immagine (e quindi si ha sempre l'impressione che ti abbiano rifilato i soldi del monopoli, non è mai successo comunque).

Il viaggio da Londra a Edimburgo, a parte un piccolissimo ritardo non ha avuto intoppi.

Arrivati in aeroporto dovrete decidere se prendere l'aerobus o il taxi. Da quattro persone in sù i costi si pareggiano e quindi conviene il taxi (ci sono anche taxi da 6 e 8 posti) che dà il vantaggio di fare un viaggio molto comodo e non preoccuparsi per le strade.

Per l'alloggio abbiamo deciso di prendere un'appartamento e se vi capita di andare da quelle parti non fatevelo scappare: è a 5 minuti dal centro (Princes Street), in una zona tranquillissima, carina, l'appartamento è bellissimo (parquet altro che moquette) e economico costa 100 sterline al giorno e ci si può stare fino a sei persone (quattro larghi, due un pelo meno).

L'altra cosa bella è che i negozi sono aperti fino alle 9 di sera e quindi la prima sera abbiamo potuto farci una pasta (ottima tra l'altro visto che abbiamo trovato pasta di grano duro italiana).

Per il giorno "2" abbiamo pensato bene di fare un giretto per vedere la "vera" Scozia. Il Rabbies Tour che abbiamo scelto è stato quello nel Fife (villaggi di pescatori e St Andrews) che, per chi non lo sapesse, è la contea che si affaccia sul Forth (un fiordo) di fronte a Edimburgo.

Essendo stato il secondo giorno, per non perdere i nostri soldi volevamo prenotare direttamente in sede, cosa che i gestori del sito ci hanno sconsigliato in quanto se non c'è nessun iscritto il giorno prima il tour non viene effettuato... quindi abbiamo deciso di prenotare in anticipo un biglietto e comperare gli altri tre al momento (HEHE che geni del male).

Arrivati sul pullmino mercedes (molto comodo) ci ha accolti il nostro Cicerone: vestito in perfetta tenuta Scozzese con kilt e tutto il resto (compreso un coltellaccio sul polpaccio), quest'uomo ci ha fatto da guida, autista e intrattenitore raccontandoci durante tutto il viaggio storie di personaggi scozzesi di varia origine.

Devo ammettere che i villaggi di pescatori (tipo Leven) si assomigliano abbastanza tutti tra di loro... c'è la spiaggia (per noi orrenda ma loro sostengono essere la migliore della Scozia), c'è il fish& Chip (anche qui c'è scritto che è il migliore di tutto il regno unito), c'è poco altro...

St Andrews invece è tutt'altra storia: è piena di campi da golf (e se siete interessati si può fare una partitina senza spendere follie), c'è una bellissima cattedrale (ora un pò diroccata ma resta notevole), l'università dove ha studiato tra gli altri il principe Williams e un grazioso paesino. Tutto molto ameno e molto scottish!

Al ritorno a Edimburgo, prima di cena, ci siamo anche procurati la mappa dei bus, o meglio avremo voluto farlo perchè sembra non ne stampino moltissime.

Quello che non è stato ameno sono state le strade scozzesi (tutte curve e dossi) e il nostro cicerone che guidava come Schumacher.

Un'altra cosa molto divertente è stata quando il nostro cicerone ci ha portato nel suo paese natio (Falkland) e ci ha suonato la cornamusa.

Il giorno della partita si avvicina (sarà l'indomani) ma oggi ci vogliamo dedicare al turismo e visitare il favoloso Castello.

Scesi dal bus però arriviamo nel grassmarket e quindi decidiamo di iniziare da qui la visita: sostanzialmente in questa zona a Sud del Royal Mile ci sono parecchie cose da vedere:

1) L'Elephant & Castle (il pub dove la Rowling scrisse il primo Harry Potter)
2) Greyfriar Bobby (il cimitero dove Bobby, un cagnolino, vegliò sulla tomba del suo defunto padrone per 14 anni)
3) Il patibolo dove molti covenanters vennero giustiziati senza pietà per le loro credenze religiose
4) Il museo nazionale di Scozia

Dopo aver fatto la foto col cagnolino (ogni turista che si rispetti l'avrebbe fatta), aver visitato il cimitero e letto storie di fantasmi (abbiamo anche assisitito al fenomeno paranormale di un calzino appeso sui rami di un albero), aver simulato decapitazioni sul patibolo (l'atmosfera era molto goliardica) e aver visto negozietti veramente curiosi... ci siamo diretti al castello che distava poche centinaia di metri... in verticale!

Il castello è davvero molto bello e consiglio vivamente di acquistare il biglietto con l'audioguida (costa solo qualche sterlina in più ma è davvero ben fatta). Aggirandosi per il castello, che è enorme, si possono ammirare cannoni, segrete, musei vari e sopratutto gli "Honours of Scotland", la versione scozzese dei gioielli della corona (anche se è più vero il contrario visto che quelli scozzesi sono molto più antichi). Inoltre, per allietare i turisti, ci sono molte parti del castello che hanno animazioni e supporti audiovisivi.

Dopo essere usciti dal castello e dopo un veloce pranzo all'Elephant & Castle, siamo andati a fare un giretto al National Muesum of Scotland: pur essendo un museo vale una visita per diversi motivi

  1. La vista mozzafiato della città che si ha dal tetto (a meno che non piova ovviamente)
  2. I Lewis chessmen (o almeno quelli che non hanno portato a Londra)
  3. La pecora dolly (ok è morta ma imbalsamata resiste bene)

Anche il resto del museo ad essere sinceri meritava ma il tempo è stato ancora una volta tiranno.

Siccome si è fatto tardi c'è tempo solo per una veloce visita all'Heart of Midlothian, che è un cuore disegnato nel porfido e segna il luogo dove anticamente stava la prigione. Se volete farvi una foto attenzione! è usanza tra gli scozzesi sputarci sopra (ho rischiato di fare la doccia).

E' sabato, il gorno del grande match di rugby, ma siccome abbiamo la mattinata libera decidiamo di andare a visitare il palazzo di Holyrood, sperando vivamente che la regina se ne sia stata a Londra (se la regina sta soggiornando a Edimburgo non è possibile visitare il palazzo).

Ci è andata bene! La regina è a Londra e compresa nel biglietto c'è anche un Audioguida che racconta tutti i fatti svoltisi nel castello durante gli anni (generalmente omicidi vari), l'unico inconveniente è che non si possono fare foto e sono veramente molto fiscali; finita la visita (dura un oretta), non fatevi mancare una fetta di torta nell'ottimo bar del palazzo!

Se avanza ancora un pò di tempo di fronte al palazzo reale c'è il parlamento (della serie sistemi di governo a confronto: la monarchia e la repubblica), in stile moderno e visitabile gratuitamente.

Finalmente però è ora di sfoderare la bandiera tricolore, tatuarsi la faccia e prendere un bus verso Murrayfield (ce ne sono parecchi dalla centralissima Princes Street). Mangiare non è un problema... davanti allo stadio ci sono chioschetti di tutti i generi... hamburger, hotdogs, doughnuts ecc... e la birra non manca, anzi scorre a fiumi.

La partita non è stata un granchè (gli scozzesi si saranno divertiti avendo vinto, noi un pò meno) ma l'atmosfera è fantastica: quando cantano sembra che vibri tutta la Scozia!

Il posto più assurdo di Edimburgo, a mio modo di vedere è il Dean village: ad un certo punto Edimburgo si interrompe, finiscono le case, e si torna al 1600 in un viallaggio di mugnai (coi loro bravi mulini) e casette basse, col fiume che lo attraversa placidamente. Tutto ciò, ovviamente, nel centro di Edimburgo!

Tornati nella civiltà (al Dean village non sembra nemmeno di stare a Edimburgo), ci siamo diretti verso Leith, le possibilità sono due: o prendere un'autobus (il servizio è ottimo) o fare una passeggiatina di 3-4 km lungo le rive del fiume; la pigrizia e il non avere tutto il giorno a disposizione ci ha fatto optare per la prima opzione.

Il Britannia è fantastico. E' un vero e proprio palazzo galleggiante ed è completamente visitabile dalla cima ai piedi (che tradotto significa: dal ponte di comando alla sala macchine passando per gli appartamenti della regina, per le sale dove soggiornava la regina, per le anguste cuccette dei marinai e per la lavanderia che a mio avviso è il luogo più suggestivo). Addirittura, se avete voglia e qualche soldo da spendere, è possibile celebrare il proprio matrimonio sulla barca (basta pagare e verrete trattati come se foste voi la regina).

La visita al Britannia dura 2-3 ore. Per il pranzo sconsiglio il centro commerciale dove è ormeggiata la nave; facendo due passi nei vecchi Docks ci sono localini fantastici che forniscono cibo da tutto il mondo (anche molti piatti scozzesi molto buoni come le cozze, la bistecca di angus e l'haggies).

Tornati a Edimburgo ne abbiamo approfittato per visitare la National Gallery of Scotland: è praticamente la versione scozzese della ben più famosa National Gallery di Londra; qualitativamente molto simile ma ovviamente più piccola.

Avendo sette ore di scalo a Bristol abbiamo deciso di visitare pure questa città.

Visitarla appositamente potrebbe essere uno degli errori più madornali in vita; si salvano solo due cose la cattedrale (molto bella ma la visita può durare al massimo mezzora) e il Clifton Bridge (che però è dall'altra parte della città e difficilmente raggiungibile se non con i taxi).

Per il resto la città denota una passata grandezza e un presente abbastanza difficile: le grandi gru per scaricare i container dal porto sono ferme e arrugginite.

Il collegamento tra le due sponde dell'Avon è garantito da una strana imbarcazione (forse un rimorchiatore?) e i binari son ofermi là da tempo immemorabile.

L'unico lato positivo è stato un boccale di sidro con cui ci siamo rinfrescati (c'era più caldo che in italia in quei giorni).

Finalmente! Il giorno della partenza... Valigie? Pronte! Appartamento? Prenotato! Giro Turistico? Prenotato! Guida? In valigia! Non manca nulla! Possiamo partire.

Il viaggio si preannuncia tranquillo (oltre che vagamente economico): partenza a metà mattina da Venezia, arrivo per l'ora di pranzo a Gatwick (non c'erano viaggi low cost diretti, da quest'estate sì con jet2.com), e poi subito via verso Edimburgo; la compagnia è EasyJet che si è sempre rivelata affidabile.

Ovviamente l'imprevisto è sempre dietro l'angolo: ricordate sempre di verificare il calendario della champions league prima di partire se volete fare un viaggio tranquillo. Sì c'era Chelsea-Juventus e quindi nel viaggio siamo stati, per così dire, "allietati" da una "festante" comitiva di tifosi juventini: a parte molte turbolenze (interne all'aereo, fuori il cielo era limpidissimo) siamo arrivati a Gatwick senza problemi!

Se potete evitate di mangiare alle catene tipo MCDonald, Pret a Manger ecc... Un pub da quelle parti va benissimo (le salsicce che ho mangiato erano ottime ma anche i pies e gli hamburgers alla faccia di chi pensa che in U.K. si mangi male)

Intanto cerchiamo un bancomat per cambiare le sterline, ottima mossa se non volete aver a che fare con le sterline scozzesi: queste sterline hanno esattamente lo stesso valore e valgono nelle stesse zone in cui valgono le sterline "inglesi"... solo che su due banconote dello stesso taglio non c'è mai due volte la stessa immagine (e quindi si ha sempre l'impressione che ti abbiano rifilato i soldi del monopoli, non è mai successo comunque).

Il viaggio da Londra a Edimburgo, a parte un piccolissimo ritardo non ha avuto intoppi.

Arrivati in aeroporto dovrete decidere se prendere l'aerobus o il taxi. Da quattro persone in sù i costi si pareggiano e quindi conviene il taxi (ci sono anche taxi da 6 e 8 posti) che dà il vantaggio di fare un viaggio molto comodo e non preoccuparsi per le strade.

Per l'alloggio abbiamo deciso di prendere un'appartamento e se vi capita di andare da quelle parti non fatevelo scappare: è a 5 minuti dal centro (Princes Street), in una zona tranquillissima, carina, l'appartamento è bellissimo (parquet altro che moquette) e economico costa 100 sterline al giorno e ci si può stare fino a sei persone (quattro larghi, due un pelo meno).

L'altra cosa bella è che i negozi sono aperti fino alle 9 di sera e quindi la prima sera abbiamo potuto farci una pasta (ottima tra l'altro visto che abbiamo trovato pasta di grano duro italiana).

Per il giorno "2" abbiamo pensato bene di fare un giretto per vedere la "vera" Scozia. Il Rabbies Tour che abbiamo scelto è stato quello nel Fife (villaggi di pescatori e St Andrews) che, per chi non lo sapesse, è la contea che si affaccia sul Forth (un fiordo) di fronte a Edimburgo.

Essendo stato il secondo giorno, per non perdere i nostri soldi volevamo prenotare direttamente in sede, cosa che i gestori del sito ci hanno sconsigliato in quanto se non c'è nessun iscritto il giorno prima il tour non viene effettuato... quindi abbiamo deciso di prenotare in anticipo un biglietto e comperare gli altri tre al momento (HEHE che geni del male).

Arrivati sul pullmino mercedes (molto comodo) ci ha accolti il nostro Cicerone: vestito in perfetta tenuta Scozzese con kilt e tutto il resto (compreso un coltellaccio sul polpaccio), quest'uomo ci ha fatto da guida, autista e intrattenitore raccontandoci durante tutto il viaggio storie di personaggi scozzesi di varia origine.

Devo ammettere che i villaggi di pescatori (tipo Leven) si assomigliano abbastanza tutti tra di loro... c'è la spiaggia (per noi orrenda ma loro sostengono essere la migliore della Scozia), c'è il fish& Chip (anche qui c'è scritto che è il migliore di tutto il regno unito), c'è poco altro...

St Andrews invece è tutt'altra storia: è piena di campi da golf (e se siete interessati si può fare una partitina senza spendere follie), c'è una bellissima cattedrale (ora un pò diroccata ma resta notevole), l'università dove ha studiato tra gli altri il principe Williams e un grazioso paesino. Tutto molto ameno e molto scottish!

Al ritorno a Edimburgo, prima di cena, ci siamo anche procurati la mappa dei bus, o meglio avremo voluto farlo perchè sembra non ne stampino moltissime.

Quello che non è stato ameno sono state le strade scozzesi (tutte curve e dossi) e il nostro cicerone che guidava come Schumacher.

Un'altra cosa molto divertente è stata quando il nostro cicerone ci ha portato nel suo paese natio (Falkland) e ci ha suonato la cornamusa.

Il giorno della partita si avvicina (sarà l'indomani) ma oggi ci vogliamo dedicare al turismo e visitare il favoloso Castello.

Scesi dal bus però arriviamo nel grassmarket e quindi decidiamo di iniziare da qui la visita: sostanzialmente in questa zona a Sud del Royal Mile ci sono parecchie cose da vedere:

1) L'Elephant & Castle (il pub dove la Rowling scrisse il primo Harry Potter)
2) Greyfriar Bobby (il cimitero dove Bobby, un cagnolino, vegliò sulla tomba del suo defunto padrone per 14 anni)
3) Il patibolo dove molti covenanters vennero giustiziati senza pietà per le loro credenze religiose
4) Il museo nazionale di Scozia

Dopo aver fatto la foto col cagnolino (ogni turista che si rispetti l'avrebbe fatta), aver visitato il cimitero e letto storie di fantasmi (abbiamo anche assisitito al fenomeno paranormale di un calzino appeso sui rami di un albero), aver simulato decapitazioni sul patibolo (l'atmosfera era molto goliardica) e aver visto negozietti veramente curiosi... ci siamo diretti al castello che distava poche centinaia di metri... in verticale!

Il castello è davvero molto bello e consiglio vivamente di acquistare il biglietto con l'audioguida (costa solo qualche sterlina in più ma è davvero ben fatta). Aggirandosi per il castello, che è enorme, si possono ammirare cannoni, segrete, musei vari e sopratutto gli "Honours of Scotland", la versione scozzese dei gioielli della corona (anche se è più vero il contrario visto che quelli scozzesi sono molto più antichi). Inoltre, per allietare i turisti, ci sono molte parti del castello che hanno animazioni e supporti audiovisivi.

Dopo essere usciti dal castello e dopo un veloce pranzo all'Elephant & Castle, siamo andati a fare un giretto al National Muesum of Scotland: pur essendo un museo vale una visita per diversi motivi

  1. La vista mozzafiato della città che si ha dal tetto (a meno che non piova ovviamente)
  2. I Lewis chessmen (o almeno quelli che non hanno portato a Londra)
  3. La pecora dolly (ok è morta ma imbalsamata resiste bene)

Anche il resto del museo ad essere sinceri meritava ma il tempo è stato ancora una volta tiranno.

Siccome si è fatto tardi c'è tempo solo per una veloce visita all'Heart of Midlothian, che è un cuore disegnato nel porfido e segna il luogo dove anticamente stava la prigione. Se volete farvi una foto attenzione! è usanza tra gli scozzesi sputarci sopra (ho rischiato di fare la doccia).

E' sabato, il gorno del grande match di rugby, ma siccome abbiamo la mattinata libera decidiamo di andare a visitare il palazzo di Holyrood, sperando vivamente che la regina se ne sia stata a Londra (se la regina sta soggiornando a Edimburgo non è possibile visitare il palazzo).

Ci è andata bene! La regina è a Londra e compresa nel biglietto c'è anche un Audioguida che racconta tutti i fatti svoltisi nel castello durante gli anni (generalmente omicidi vari), l'unico inconveniente è che non si possono fare foto e sono veramente molto fiscali; finita la visita (dura un oretta), non fatevi mancare una fetta di torta nell'ottimo bar del palazzo!

Se avanza ancora un pò di tempo di fronte al palazzo reale c'è il parlamento (della serie sistemi di governo a confronto: la monarchia e la repubblica), in stile moderno e visitabile gratuitamente.

Finalmente però è ora di sfoderare la bandiera tricolore, tatuarsi la faccia e prendere un bus verso Murrayfield (ce ne sono parecchi dalla centralissima Princes Street). Mangiare non è un problema... davanti allo stadio ci sono chioschetti di tutti i generi... hamburger, hotdogs, doughnuts ecc... e la birra non manca, anzi scorre a fiumi.

La partita non è stata un granchè (gli scozzesi si saranno divertiti avendo vinto, noi un pò meno) ma l'atmosfera è fantastica: quando cantano sembra che vibri tutta la Scozia!

Il posto più assurdo di Edimburgo, a mio modo di vedere è il Dean village: ad un certo punto Edimburgo si interrompe, finiscono le case, e si torna al 1600 in un viallaggio di mugnai (coi loro bravi mulini) e casette basse, col fiume che lo attraversa placidamente. Tutto ciò, ovviamente, nel centro di Edimburgo!

Tornati nella civiltà (al Dean village non sembra nemmeno di stare a Edimburgo), ci siamo diretti verso Leith, le possibilità sono due: o prendere un'autobus (il servizio è ottimo) o fare una passeggiatina di 3-4 km lungo le rive del fiume; la pigrizia e il non avere tutto il giorno a disposizione ci ha fatto optare per la prima opzione.

Il Britannia è fantastico. E' un vero e proprio palazzo galleggiante ed è completamente visitabile dalla cima ai piedi (che tradotto significa: dal ponte di comando alla sala macchine passando per gli appartamenti della regina, per le sale dove soggiornava la regina, per le anguste cuccette dei marinai e per la lavanderia che a mio avviso è il luogo più suggestivo). Addirittura, se avete voglia e qualche soldo da spendere, è possibile celebrare il proprio matrimonio sulla barca (basta pagare e verrete trattati come se foste voi la regina).

La visita al Britannia dura 2-3 ore. Per il pranzo sconsiglio il centro commerciale dove è ormeggiata la nave; facendo due passi nei vecchi Docks ci sono localini fantastici che forniscono cibo da tutto il mondo (anche molti piatti scozzesi molto buoni come le cozze, la bistecca di angus e l'haggies).

Tornati a Edimburgo ne abbiamo approfittato per visitare la National Gallery of Scotland: è praticamente la versione scozzese della ben più famosa National Gallery di Londra; qualitativamente molto simile ma ovviamente più piccola.

Avendo sette ore di scalo a Bristol abbiamo deciso di visitare pure questa città.

Visitarla appositamente potrebbe essere uno degli errori più madornali in vita; si salvano solo due cose la cattedrale (molto bella ma la visita può durare al massimo mezzora) e il Clifton Bridge (che però è dall'altra parte della città e difficilmente raggiungibile se non con i taxi).

Per il resto la città denota una passata grandezza e un presente abbastanza difficile: le grandi gru per scaricare i container dal porto sono ferme e arrugginite.

Il collegamento tra le due sponde dell'Avon è garantito da una strana imbarcazione (forse un rimorchiatore?) e i binari son ofermi là da tempo immemorabile.

L'unico lato positivo è stato un boccale di sidro con cui ci siamo rinfrescati (c'era più caldo che in italia in quei giorni).

Finalmente! Il giorno della partenza... Valigie? Pronte! Appartamento? Prenotato! Giro Turistico? Prenotato! Guida? In valigia! Non manca nulla! Possiamo partire.

Il viaggio si preannuncia tranquillo (oltre che vagamente economico): partenza a metà mattina da Venezia, arrivo per l'ora di pranzo a Gatwick (non c'erano viaggi low cost diretti, da quest'estate sì con jet2.com), e poi subito via verso Edimburgo; la compagnia è EasyJet che si è sempre rivelata affidabile.

Ovviamente l'imprevisto è sempre dietro l'angolo: ricordate sempre di verificare il calendario della champions league prima di partire se volete fare un viaggio tranquillo. Sì c'era Chelsea-Juventus e quindi nel viaggio siamo stati, per così dire, "allietati" da una "festante" comitiva di tifosi juventini: a parte molte turbolenze (interne all'aereo, fuori il cielo era limpidissimo) siamo arrivati a Gatwick senza problemi!

Se potete evitate di mangiare alle catene tipo MCDonald, Pret a Manger ecc... Un pub da quelle parti va benissimo (le salsicce che ho mangiato erano ottime ma anche i pies e gli hamburgers alla faccia di chi pensa che in U.K. si mangi male)

Intanto cerchiamo un bancomat per cambiare le sterline, ottima mossa se non volete aver a che fare con le sterline scozzesi: queste sterline hanno esattamente lo stesso valore e valgono nelle stesse zone in cui valgono le sterline "inglesi"... solo che su due banconote dello stesso taglio non c'è mai due volte la stessa immagine (e quindi si ha sempre l'impressione che ti abbiano rifilato i soldi del monopoli, non è mai successo comunque).

Il viaggio da Londra a Edimburgo, a parte un piccolissimo ritardo non ha avuto intoppi.

Arrivati in aeroporto dovrete decidere se prendere l'aerobus o il taxi. Da quattro persone in sù i costi si pareggiano e quindi conviene il taxi (ci sono anche taxi da 6 e 8 posti) che dà il vantaggio di fare un viaggio molto comodo e non preoccuparsi per le strade.

Per l'alloggio abbiamo deciso di prendere un'appartamento e se vi capita di andare da quelle parti non fatevelo scappare: è a 5 minuti dal centro (Princes Street), in una zona tranquillissima, carina, l'appartamento è bellissimo (parquet altro che moquette) e economico costa 100 sterline al giorno e ci si può stare fino a sei persone (quattro larghi, due un pelo meno).

L'altra cosa bella è che i negozi sono aperti fino alle 9 di sera e quindi la prima sera abbiamo potuto farci una pasta (ottima tra l'altro visto che abbiamo trovato pasta di grano duro italiana).

Per il giorno "2" abbiamo pensato bene di fare un giretto per vedere la "vera" Scozia. Il Rabbies Tour che abbiamo scelto è stato quello nel Fife (villaggi di pescatori e St Andrews) che, per chi non lo sapesse, è la contea che si affaccia sul Forth (un fiordo) di fronte a Edimburgo.

Essendo stato il secondo giorno, per non perdere i nostri soldi volevamo prenotare direttamente in sede, cosa che i gestori del sito ci hanno sconsigliato in quanto se non c'è nessun iscritto il giorno prima il tour non viene effettuato... quindi abbiamo deciso di prenotare in anticipo un biglietto e comperare gli altri tre al momento (HEHE che geni del male).

Arrivati sul pullmino mercedes (molto comodo) ci ha accolti il nostro Cicerone: vestito in perfetta tenuta Scozzese con kilt e tutto il resto (compreso un coltellaccio sul polpaccio), quest'uomo ci ha fatto da guida, autista e intrattenitore raccontandoci durante tutto il viaggio storie di personaggi scozzesi di varia origine.

Devo ammettere che i villaggi di pescatori (tipo Leven) si assomigliano abbastanza tutti tra di loro... c'è la spiaggia (per noi orrenda ma loro sostengono essere la migliore della Scozia), c'è il fish& Chip (anche qui c'è scritto che è il migliore di tutto il regno unito), c'è poco altro...

St Andrews invece è tutt'altra storia: è piena di campi da golf (e se siete interessati si può fare una partitina senza spendere follie), c'è una bellissima cattedrale (ora un pò diroccata ma resta notevole), l'università dove ha studiato tra gli altri il principe Williams e un grazioso paesino. Tutto molto ameno e molto scottish!

Al ritorno a Edimburgo, prima di cena, ci siamo anche procurati la mappa dei bus, o meglio avremo voluto farlo perchè sembra non ne stampino moltissime.

Quello che non è stato ameno sono state le strade scozzesi (tutte curve e dossi) e il nostro cicerone che guidava come Schumacher.

Un'altra cosa molto divertente è stata quando il nostro cicerone ci ha portato nel suo paese natio (Falkland) e ci ha suonato la cornamusa.

Il giorno della partita si avvicina (sarà l'indomani) ma oggi ci vogliamo dedicare al turismo e visitare il favoloso Castello.

Scesi dal bus però arriviamo nel grassmarket e quindi decidiamo di iniziare da qui la visita: sostanzialmente in questa zona a Sud del Royal Mile ci sono parecchie cose da vedere:

1) L'Elephant & Castle (il pub dove la Rowling scrisse il primo Harry Potter)
2) Greyfriar Bobby (il cimitero dove Bobby, un cagnolino, vegliò sulla tomba del suo defunto padrone per 14 anni)
3) Il patibolo dove molti covenanters vennero giustiziati senza pietà per le loro credenze religiose
4) Il museo nazionale di Scozia

Dopo aver fatto la foto col cagnolino (ogni turista che si rispetti l'avrebbe fatta), aver visitato il cimitero e letto storie di fantasmi (abbiamo anche assisitito al fenomeno paranormale di un calzino appeso sui rami di un albero), aver simulato decapitazioni sul patibolo (l'atmosfera era molto goliardica) e aver visto negozietti veramente curiosi... ci siamo diretti al castello che distava poche centinaia di metri... in verticale!

Il castello è davvero molto bello e consiglio vivamente di acquistare il biglietto con l'audioguida (costa solo qualche sterlina in più ma è davvero ben fatta). Aggirandosi per il castello, che è enorme, si possono ammirare cannoni, segrete, musei vari e sopratutto gli "Honours of Scotland", la versione scozzese dei gioielli della corona (anche se è più vero il contrario visto che quelli scozzesi sono molto più antichi). Inoltre, per allietare i turisti, ci sono molte parti del castello che hanno animazioni e supporti audiovisivi.

Dopo essere usciti dal castello e dopo un veloce pranzo all'Elephant & Castle, siamo andati a fare un giretto al National Muesum of Scotland: pur essendo un museo vale una visita per diversi motivi

  1. La vista mozzafiato della città che si ha dal tetto (a meno che non piova ovviamente)
  2. I Lewis chessmen (o almeno quelli che non hanno portato a Londra)
  3. La pecora dolly (ok è morta ma imbalsamata resiste bene)

Anche il resto del museo ad essere sinceri meritava ma il tempo è stato ancora una volta tiranno.

Siccome si è fatto tardi c'è tempo solo per una veloce visita all'Heart of Midlothian, che è un cuore disegnato nel porfido e segna il luogo dove anticamente stava la prigione. Se volete farvi una foto attenzione! è usanza tra gli scozzesi sputarci sopra (ho rischiato di fare la doccia).

E' sabato, il gorno del grande match di rugby, ma siccome abbiamo la mattinata libera decidiamo di andare a visitare il palazzo di Holyrood, sperando vivamente che la regina se ne sia stata a Londra (se la regina sta soggiornando a Edimburgo non è possibile visitare il palazzo).

Ci è andata bene! La regina è a Londra e compresa nel biglietto c'è anche un Audioguida che racconta tutti i fatti svoltisi nel castello durante gli anni (generalmente omicidi vari), l'unico inconveniente è che non si possono fare foto e sono veramente molto fiscali; finita la visita (dura un oretta), non fatevi mancare una fetta di torta nell'ottimo bar del palazzo!

Se avanza ancora un pò di tempo di fronte al palazzo reale c'è il parlamento (della serie sistemi di governo a confronto: la monarchia e la repubblica), in stile moderno e visitabile gratuitamente.

Finalmente però è ora di sfoderare la bandiera tricolore, tatuarsi la faccia e prendere un bus verso Murrayfield (ce ne sono parecchi dalla centralissima Princes Street). Mangiare non è un problema... davanti allo stadio ci sono chioschetti di tutti i generi... hamburger, hotdogs, doughnuts ecc... e la birra non manca, anzi scorre a fiumi.

La partita non è stata un granchè (gli scozzesi si saranno divertiti avendo vinto, noi un pò meno) ma l'atmosfera è fantastica: quando cantano sembra che vibri tutta la Scozia!

Il posto più assurdo di Edimburgo, a mio modo di vedere è il Dean village: ad un certo punto Edimburgo si interrompe, finiscono le case, e si torna al 1600 in un viallaggio di mugnai (coi loro bravi mulini) e casette basse, col fiume che lo attraversa placidamente. Tutto ciò, ovviamente, nel centro di Edimburgo!

Tornati nella civiltà (al Dean village non sembra nemmeno di stare a Edimburgo), ci siamo diretti verso Leith, le possibilità sono due: o prendere un'autobus (il servizio è ottimo) o fare una passeggiatina di 3-4 km lungo le rive del fiume; la pigrizia e il non avere tutto il giorno a disposizione ci ha fatto optare per la prima opzione.

Il Britannia è fantastico. E' un vero e proprio palazzo galleggiante ed è completamente visitabile dalla cima ai piedi (che tradotto significa: dal ponte di comando alla sala macchine passando per gli appartamenti della regina, per le sale dove soggiornava la regina, per le anguste cuccette dei marinai e per la lavanderia che a mio avviso è il luogo più suggestivo). Addirittura, se avete voglia e qualche soldo da spendere, è possibile celebrare il proprio matrimonio sulla barca (basta pagare e verrete trattati come se foste voi la regina).

La visita al Britannia dura 2-3 ore. Per il pranzo sconsiglio il centro commerciale dove è ormeggiata la nave; facendo due passi nei vecchi Docks ci sono localini fantastici che forniscono cibo da tutto il mondo (anche molti piatti scozzesi molto buoni come le cozze, la bistecca di angus e l'haggies).

Tornati a Edimburgo ne abbiamo approfittato per visitare la National Gallery of Scotland: è praticamente la versione scozzese della ben più famosa National Gallery di Londra; qualitativamente molto simile ma ovviamente più piccola.

Avendo sette ore di scalo a Bristol abbiamo deciso di visitare pure questa città.

Visitarla appositamente potrebbe essere uno degli errori più madornali in vita; si salvano solo due cose la cattedrale (molto bella ma la visita può durare al massimo mezzora) e il Clifton Bridge (che però è dall'altra parte della città e difficilmente raggiungibile se non con i taxi).

Per il resto la città denota una passata grandezza e un presente abbastanza difficile: le grandi gru per scaricare i container dal porto sono ferme e arrugginite.

Il collegamento tra le due sponde dell'Avon è garantito da una strana imbarcazione (forse un rimorchiatore?) e i binari son ofermi là da tempo immemorabile.

L'unico lato positivo è stato un boccale di sidro con cui ci siamo rinfrescati (c'era più caldo che in italia in quei giorni).

Finalmente! Il giorno della partenza... Valigie? Pronte! Appartamento? Prenotato! Giro Turistico? Prenotato! Guida? In valigia! Non manca nulla! Possiamo partire.

Il viaggio si preannuncia tranquillo (oltre che vagamente economico): partenza a metà mattina da Venezia, arrivo per l'ora di pranzo a Gatwick (non c'erano viaggi low cost diretti, da quest'estate sì con jet2.com), e poi subito via verso Edimburgo; la compagnia è EasyJet che si è sempre rivelata affidabile.

Ovviamente l'imprevisto è sempre dietro l'angolo: ricordate sempre di verificare il calendario della champions league prima di partire se volete fare un viaggio tranquillo. Sì c'era Chelsea-Juventus e quindi nel viaggio siamo stati, per così dire, "allietati" da una "festante" comitiva di tifosi juventini: a parte molte turbolenze (interne all'aereo, fuori il cielo era limpidissimo) siamo arrivati a Gatwick senza problemi!

Se potete evitate di mangiare alle catene tipo MCDonald, Pret a Manger ecc... Un pub da quelle parti va benissimo (le salsicce che ho mangiato erano ottime ma anche i pies e gli hamburgers alla faccia di chi pensa che in U.K. si mangi male)

Intanto cerchiamo un bancomat per cambiare le sterline, ottima mossa se non volete aver a che fare con le sterline scozzesi: queste sterline hanno esattamente lo stesso valore e valgono nelle stesse zone in cui valgono le sterline "inglesi"... solo che su due banconote dello stesso taglio non c'è mai due volte la stessa immagine (e quindi si ha sempre l'impressione che ti abbiano rifilato i soldi del monopoli, non è mai successo comunque).

Il viaggio da Londra a Edimburgo, a parte un piccolissimo ritardo non ha avuto intoppi.

Arrivati in aeroporto dovrete decidere se prendere l'aerobus o il taxi. Da quattro persone in sù i costi si pareggiano e quindi conviene il taxi (ci sono anche taxi da 6 e 8 posti) che dà il vantaggio di fare un viaggio molto comodo e non preoccuparsi per le strade.

Per l'alloggio abbiamo deciso di prendere un'appartamento e se vi capita di andare da quelle parti non fatevelo scappare: è a 5 minuti dal centro (Princes Street), in una zona tranquillissima, carina, l'appartamento è bellissimo (parquet altro che moquette) e economico costa 100 sterline al giorno e ci si può stare fino a sei persone (quattro larghi, due un pelo meno).

L'altra cosa bella è che i negozi sono aperti fino alle 9 di sera e quindi la prima sera abbiamo potuto farci una pasta (ottima tra l'altro visto che abbiamo trovato pasta di grano duro italiana).

Per il giorno "2" abbiamo pensato bene di fare un giretto per vedere la "vera" Scozia. Il Rabbies Tour che abbiamo scelto è stato quello nel Fife (villaggi di pescatori e St Andrews) che, per chi non lo sapesse, è la contea che si affaccia sul Forth (un fiordo) di fronte a Edimburgo.

Essendo stato il secondo giorno, per non perdere i nostri soldi volevamo prenotare direttamente in sede, cosa che i gestori del sito ci hanno sconsigliato in quanto se non c'è nessun iscritto il giorno prima il tour non viene effettuato... quindi abbiamo deciso di prenotare in anticipo un biglietto e comperare gli altri tre al momento (HEHE che geni del male).

Arrivati sul pullmino mercedes (molto comodo) ci ha accolti il nostro Cicerone: vestito in perfetta tenuta Scozzese con kilt e tutto il resto (compreso un coltellaccio sul polpaccio), quest'uomo ci ha fatto da guida, autista e intrattenitore raccontandoci durante tutto il viaggio storie di personaggi scozzesi di varia origine.

Devo ammettere che i villaggi di pescatori (tipo Leven) si assomigliano abbastanza tutti tra di loro... c'è la spiaggia (per noi orrenda ma loro sostengono essere la migliore della Scozia), c'è il fish& Chip (anche qui c'è scritto che è il migliore di tutto il regno unito), c'è poco altro...

St Andrews invece è tutt'altra storia: è piena di campi da golf (e se siete interessati si può fare una partitina senza spendere follie), c'è una bellissima cattedrale (ora un pò diroccata ma resta notevole), l'università dove ha studiato tra gli altri il principe Williams e un grazioso paesino. Tutto molto ameno e molto scottish!

Al ritorno a Edimburgo, prima di cena, ci siamo anche procurati la mappa dei bus, o meglio avremo voluto farlo perchè sembra non ne stampino moltissime.

Quello che non è stato ameno sono state le strade scozzesi (tutte curve e dossi) e il nostro cicerone che guidava come Schumacher.

Un'altra cosa molto divertente è stata quando il nostro cicerone ci ha portato nel suo paese natio (Falkland) e ci ha suonato la cornamusa.

Il giorno della partita si avvicina (sarà l'indomani) ma oggi ci vogliamo dedicare al turismo e visitare il favoloso Castello.

Scesi dal bus però arriviamo nel grassmarket e quindi decidiamo di iniziare da qui la visita: sostanzialmente in questa zona a Sud del Royal Mile ci sono parecchie cose da vedere:

1) L'Elephant & Castle (il pub dove la Rowling scrisse il primo Harry Potter)
2) Greyfriar Bobby (il cimitero dove Bobby, un cagnolino, vegliò sulla tomba del suo defunto padrone per 14 anni)
3) Il patibolo dove molti covenanters vennero giustiziati senza pietà per le loro credenze religiose
4) Il museo nazionale di Scozia

Dopo aver fatto la foto col cagnolino (ogni turista che si rispetti l'avrebbe fatta), aver visitato il cimitero e letto storie di fantasmi (abbiamo anche assisitito al fenomeno paranormale di un calzino appeso sui rami di un albero), aver simulato decapitazioni sul patibolo (l'atmosfera era molto goliardica) e aver visto negozietti veramente curiosi... ci siamo diretti al castello che distava poche centinaia di metri... in verticale!

Il castello è davvero molto bello e consiglio vivamente di acquistare il biglietto con l'audioguida (costa solo qualche sterlina in più ma è davvero ben fatta). Aggirandosi per il castello, che è enorme, si possono ammirare cannoni, segrete, musei vari e sopratutto gli "Honours of Scotland", la versione scozzese dei gioielli della corona (anche se è più vero il contrario visto che quelli scozzesi sono molto più antichi). Inoltre, per allietare i turisti, ci sono molte parti del castello che hanno animazioni e supporti audiovisivi.

Dopo essere usciti dal castello e dopo un veloce pranzo all'Elephant & Castle, siamo andati a fare un giretto al National Muesum of Scotland: pur essendo un museo vale una visita per diversi motivi

  1. La vista mozzafiato della città che si ha dal tetto (a meno che non piova ovviamente)
  2. I Lewis chessmen (o almeno quelli che non hanno portato a Londra)
  3. La pecora dolly (ok è morta ma imbalsamata resiste bene)

Anche il resto del museo ad essere sinceri meritava ma il tempo è stato ancora una volta tiranno.

Siccome si è fatto tardi c'è tempo solo per una veloce visita all'Heart of Midlothian, che è un cuore disegnato nel porfido e segna il luogo dove anticamente stava la prigione. Se volete farvi una foto attenzione! è usanza tra gli scozzesi sputarci sopra (ho rischiato di fare la doccia).

E' sabato, il gorno del grande match di rugby, ma siccome abbiamo la mattinata libera decidiamo di andare a visitare il palazzo di Holyrood, sperando vivamente che la regina se ne sia stata a Londra (se la regina sta soggiornando a Edimburgo non è possibile visitare il palazzo).

Ci è andata bene! La regina è a Londra e compresa nel biglietto c'è anche un Audioguida che racconta tutti i fatti svoltisi nel castello durante gli anni (generalmente omicidi vari), l'unico inconveniente è che non si possono fare foto e sono veramente molto fiscali; finita la visita (dura un oretta), non fatevi mancare una fetta di torta nell'ottimo bar del palazzo!

Se avanza ancora un pò di tempo di fronte al palazzo reale c'è il parlamento (della serie sistemi di governo a confronto: la monarchia e la repubblica), in stile moderno e visitabile gratuitamente.

Finalmente però è ora di sfoderare la bandiera tricolore, tatuarsi la faccia e prendere un bus verso Murrayfield (ce ne sono parecchi dalla centralissima Princes Street). Mangiare non è un problema... davanti allo stadio ci sono chioschetti di tutti i generi... hamburger, hotdogs, doughnuts ecc... e la birra non manca, anzi scorre a fiumi.

La partita non è stata un granchè (gli scozzesi si saranno divertiti avendo vinto, noi un pò meno) ma l'atmosfera è fantastica: quando cantano sembra che vibri tutta la Scozia!

Il posto più assurdo di Edimburgo, a mio modo di vedere è il Dean village: ad un certo punto Edimburgo si interrompe, finiscono le case, e si torna al 1600 in un viallaggio di mugnai (coi loro bravi mulini) e casette basse, col fiume che lo attraversa placidamente. Tutto ciò, ovviamente, nel centro di Edimburgo!

Tornati nella civiltà (al Dean village non sembra nemmeno di stare a Edimburgo), ci siamo diretti verso Leith, le possibilità sono due: o prendere un'autobus (il servizio è ottimo) o fare una passeggiatina di 3-4 km lungo le rive del fiume; la pigrizia e il non avere tutto il giorno a disposizione ci ha fatto optare per la prima opzione.

Il Britannia è fantastico. E' un vero e proprio palazzo galleggiante ed è completamente visitabile dalla cima ai piedi (che tradotto significa: dal ponte di comando alla sala macchine passando per gli appartamenti della regina, per le sale dove soggiornava la regina, per le anguste cuccette dei marinai e per la lavanderia che a mio avviso è il luogo più suggestivo). Addirittura, se avete voglia e qualche soldo da spendere, è possibile celebrare il proprio matrimonio sulla barca (basta pagare e verrete trattati come se foste voi la regina).

La visita al Britannia dura 2-3 ore. Per il pranzo sconsiglio il centro commerciale dove è ormeggiata la nave; facendo due passi nei vecchi Docks ci sono localini fantastici che forniscono cibo da tutto il mondo (anche molti piatti scozzesi molto buoni come le cozze, la bistecca di angus e l'haggies).

Tornati a Edimburgo ne abbiamo approfittato per visitare la National Gallery of Scotland: è praticamente la versione scozzese della ben più famosa National Gallery di Londra; qualitativamente molto simile ma ovviamente più piccola.

Avendo sette ore di scalo a Bristol abbiamo deciso di visitare pure questa città.

Visitarla appositamente potrebbe essere uno degli errori più madornali in vita; si salvano solo due cose la cattedrale (molto bella ma la visita può durare al massimo mezzora) e il Clifton Bridge (che però è dall'altra parte della città e difficilmente raggiungibile se non con i taxi).

Per il resto la città denota una passata grandezza e un presente abbastanza difficile: le grandi gru per scaricare i container dal porto sono ferme e arrugginite.

Il collegamento tra le due sponde dell'Avon è garantito da una strana imbarcazione (forse un rimorchiatore?) e i binari son ofermi là da tempo immemorabile.

L'unico lato positivo è stato un boccale di sidro con cui ci siamo rinfrescati (c'era più caldo che in italia in quei giorni).

Finalmente! Il giorno della partenza... Valigie? Pronte! Appartamento? Prenotato! Giro Turistico? Prenotato! Guida? In valigia! Non manca nulla! Possiamo partire.

Il viaggio si preannuncia tranquillo (oltre che vagamente economico): partenza a metà mattina da Venezia, arrivo per l'ora di pranzo a Gatwick (non c'erano viaggi low cost diretti, da quest'estate sì con jet2.com), e poi subito via verso Edimburgo; la compagnia è EasyJet che si è sempre rivelata affidabile.

Ovviamente l'imprevisto è sempre dietro l'angolo: ricordate sempre di verificare il calendario della champions league prima di partire se volete fare un viaggio tranquillo. Sì c'era Chelsea-Juventus e quindi nel viaggio siamo stati, per così dire, "allietati" da una "festante" comitiva di tifosi juventini: a parte molte turbolenze (interne all'aereo, fuori il cielo era limpidissimo) siamo arrivati a Gatwick senza problemi!

Se potete evitate di mangiare alle catene tipo MCDonald, Pret a Manger ecc... Un pub da quelle parti va benissimo (le salsicce che ho mangiato erano ottime ma anche i pies e gli hamburgers alla faccia di chi pensa che in U.K. si mangi male)

Intanto cerchiamo un bancomat per cambiare le sterline, ottima mossa se non volete aver a che fare con le sterline scozzesi: queste sterline hanno esattamente lo stesso valore e valgono nelle stesse zone in cui valgono le sterline "inglesi"... solo che su due banconote dello stesso taglio non c'è mai due volte la stessa immagine (e quindi si ha sempre l'impressione che ti abbiano rifilato i soldi del monopoli, non è mai successo comunque).

Il viaggio da Londra a Edimburgo, a parte un piccolissimo ritardo non ha avuto intoppi.

Arrivati in aeroporto dovrete decidere se prendere l'aerobus o il taxi. Da quattro persone in sù i costi si pareggiano e quindi conviene il taxi (ci sono anche taxi da 6 e 8 posti) che dà il vantaggio di fare un viaggio molto comodo e non preoccuparsi per le strade.

Per l'alloggio abbiamo deciso di prendere un'appartamento e se vi capita di andare da quelle parti non fatevelo scappare: è a 5 minuti dal centro (Princes Street), in una zona tranquillissima, carina, l'appartamento è bellissimo (parquet altro che moquette) e economico costa 100 sterline al giorno e ci si può stare fino a sei persone (quattro larghi, due un pelo meno).

L'altra cosa bella è che i negozi sono aperti fino alle 9 di sera e quindi la prima sera abbiamo potuto farci una pasta (ottima tra l'altro visto che abbiamo trovato pasta di grano duro italiana).

Per il giorno "2" abbiamo pensato bene di fare un giretto per vedere la "vera" Scozia. Il Rabbies Tour che abbiamo scelto è stato quello nel Fife (villaggi di pescatori e St Andrews) che, per chi non lo sapesse, è la contea che si affaccia sul Forth (un fiordo) di fronte a Edimburgo.

Essendo stato il secondo giorno, per non perdere i nostri soldi volevamo prenotare direttamente in sede, cosa che i gestori del sito ci hanno sconsigliato in quanto se non c'è nessun iscritto il giorno prima il tour non viene effettuato... quindi abbiamo deciso di prenotare in anticipo un biglietto e comperare gli altri tre al momento (HEHE che geni del male).

Arrivati sul pullmino mercedes (molto comodo) ci ha accolti il nostro Cicerone: vestito in perfetta tenuta Scozzese con kilt e tutto il resto (compreso un coltellaccio sul polpaccio), quest'uomo ci ha fatto da guida, autista e intrattenitore raccontandoci durante tutto il viaggio storie di personaggi scozzesi di varia origine.

Devo ammettere che i villaggi di pescatori (tipo Leven) si assomigliano abbastanza tutti tra di loro... c'è la spiaggia (per noi orrenda ma loro sostengono essere la migliore della Scozia), c'è il fish& Chip (anche qui c'è scritto che è il migliore di tutto il regno unito), c'è poco altro...

St Andrews invece è tutt'altra storia: è piena di campi da golf (e se siete interessati si può fare una partitina senza spendere follie), c'è una bellissima cattedrale (ora un pò diroccata ma resta notevole), l'università dove ha studiato tra gli altri il principe Williams e un grazioso paesino. Tutto molto ameno e molto scottish!

Al ritorno a Edimburgo, prima di cena, ci siamo anche procurati la mappa dei bus, o meglio avremo voluto farlo perchè sembra non ne stampino moltissime.

Quello che non è stato ameno sono state le strade scozzesi (tutte curve e dossi) e il nostro cicerone che guidava come Schumacher.

Un'altra cosa molto divertente è stata quando il nostro cicerone ci ha portato nel suo paese natio (Falkland) e ci ha suonato la cornamusa.

Il giorno della partita si avvicina (sarà l'indomani) ma oggi ci vogliamo dedicare al turismo e visitare il favoloso Castello.

Scesi dal bus però arriviamo nel grassmarket e quindi decidiamo di iniziare da qui la visita: sostanzialmente in questa zona a Sud del Royal Mile ci sono parecchie cose da vedere:

1) L'Elephant & Castle (il pub dove la Rowling scrisse il primo Harry Potter)
2) Greyfriar Bobby (il cimitero dove Bobby, un cagnolino, vegliò sulla tomba del suo defunto padrone per 14 anni)
3) Il patibolo dove molti covenanters vennero giustiziati senza pietà per le loro credenze religiose
4) Il museo nazionale di Scozia

Dopo aver fatto la foto col cagnolino (ogni turista che si rispetti l'avrebbe fatta), aver visitato il cimitero e letto storie di fantasmi (abbiamo anche assisitito al fenomeno paranormale di un calzino appeso sui rami di un albero), aver simulato decapitazioni sul patibolo (l'atmosfera era molto goliardica) e aver visto negozietti veramente curiosi... ci siamo diretti al castello che distava poche centinaia di metri... in verticale!

Il castello è davvero molto bello e consiglio vivamente di acquistare il biglietto con l'audioguida (costa solo qualche sterlina in più ma è davvero ben fatta). Aggirandosi per il castello, che è enorme, si possono ammirare cannoni, segrete, musei vari e sopratutto gli "Honours of Scotland", la versione scozzese dei gioielli della corona (anche se è più vero il contrario visto che quelli scozzesi sono molto più antichi). Inoltre, per allietare i turisti, ci sono molte parti del castello che hanno animazioni e supporti audiovisivi.

Dopo essere usciti dal castello e dopo un veloce pranzo all'Elephant & Castle, siamo andati a fare un giretto al National Muesum of Scotland: pur essendo un museo vale una visita per diversi motivi

  1. La vista mozzafiato della città che si ha dal tetto (a meno che non piova ovviamente)
  2. I Lewis chessmen (o almeno quelli che non hanno portato a Londra)
  3. La pecora dolly (ok è morta ma imbalsamata resiste bene)

Anche il resto del museo ad essere sinceri meritava ma il tempo è stato ancora una volta tiranno.

Siccome si è fatto tardi c'è tempo solo per una veloce visita all'Heart of Midlothian, che è un cuore disegnato nel porfido e segna il luogo dove anticamente stava la prigione. Se volete farvi una foto attenzione! è usanza tra gli scozzesi sputarci sopra (ho rischiato di fare la doccia).

E' sabato, il gorno del grande match di rugby, ma siccome abbiamo la mattinata libera decidiamo di andare a visitare il palazzo di Holyrood, sperando vivamente che la regina se ne sia stata a Londra (se la regina sta soggiornando a Edimburgo non è possibile visitare il palazzo).

Ci è andata bene! La regina è a Londra e compresa nel biglietto c'è anche un Audioguida che racconta tutti i fatti svoltisi nel castello durante gli anni (generalmente omicidi vari), l'unico inconveniente è che non si possono fare foto e sono veramente molto fiscali; finita la visita (dura un oretta), non fatevi mancare una fetta di torta nell'ottimo bar del palazzo!

Se avanza ancora un pò di tempo di fronte al palazzo reale c'è il parlamento (della serie sistemi di governo a confronto: la monarchia e la repubblica), in stile moderno e visitabile gratuitamente.

Finalmente però è ora di sfoderare la bandiera tricolore, tatuarsi la faccia e prendere un bus verso Murrayfield (ce ne sono parecchi dalla centralissima Princes Street). Mangiare non è un problema... davanti allo stadio ci sono chioschetti di tutti i generi... hamburger, hotdogs, doughnuts ecc... e la birra non manca, anzi scorre a fiumi.

La partita non è stata un granchè (gli scozzesi si saranno divertiti avendo vinto, noi un pò meno) ma l'atmosfera è fantastica: quando cantano sembra che vibri tutta la Scozia!

Il posto più assurdo di Edimburgo, a mio modo di vedere è il Dean village: ad un certo punto Edimburgo si interrompe, finiscono le case, e si torna al 1600 in un viallaggio di mugnai (coi loro bravi mulini) e casette basse, col fiume che lo attraversa placidamente. Tutto ciò, ovviamente, nel centro di Edimburgo!

Tornati nella civiltà (al Dean village non sembra nemmeno di stare a Edimburgo), ci siamo diretti verso Leith, le possibilità sono due: o prendere un'autobus (il servizio è ottimo) o fare una passeggiatina di 3-4 km lungo le rive del fiume; la pigrizia e il non avere tutto il giorno a disposizione ci ha fatto optare per la prima opzione.

Il Britannia è fantastico. E' un vero e proprio palazzo galleggiante ed è completamente visitabile dalla cima ai piedi (che tradotto significa: dal ponte di comando alla sala macchine passando per gli appartamenti della regina, per le sale dove soggiornava la regina, per le anguste cuccette dei marinai e per la lavanderia che a mio avviso è il luogo più suggestivo). Addirittura, se avete voglia e qualche soldo da spendere, è possibile celebrare il proprio matrimonio sulla barca (basta pagare e verrete trattati come se foste voi la regina).

La visita al Britannia dura 2-3 ore. Per il pranzo sconsiglio il centro commerciale dove è ormeggiata la nave; facendo due passi nei vecchi Docks ci sono localini fantastici che forniscono cibo da tutto il mondo (anche molti piatti scozzesi molto buoni come le cozze, la bistecca di angus e l'haggies).

Tornati a Edimburgo ne abbiamo approfittato per visitare la National Gallery of Scotland: è praticamente la versione scozzese della ben più famosa National Gallery di Londra; qualitativamente molto simile ma ovviamente più piccola.

Avendo sette ore di scalo a Bristol abbiamo deciso di visitare pure questa città.

Visitarla appositamente potrebbe essere uno degli errori più madornali in vita; si salvano solo due cose la cattedrale (molto bella ma la visita può durare al massimo mezzora) e il Clifton Bridge (che però è dall'altra parte della città e difficilmente raggiungibile se non con i taxi).

Per il resto la città denota una passata grandezza e un presente abbastanza difficile: le grandi gru per scaricare i container dal porto sono ferme e arrugginite.

Il collegamento tra le due sponde dell'Avon è garantito da una strana imbarcazione (forse un rimorchiatore?) e i binari son ofermi là da tempo immemorabile.

L'unico lato positivo è stato un boccale di sidro con cui ci siamo rinfrescati (c'era più caldo che in italia in quei giorni).

Finalmente! Il giorno della partenza... Valigie? Pronte! Appartamento? Prenotato! Giro Turistico? Prenotato! Guida? In valigia! Non manca nulla! Possiamo partire.

Il viaggio si preannuncia tranquillo (oltre che vagamente economico): partenza a metà mattina da Venezia, arrivo per l'ora di pranzo a Gatwick (non c'erano viaggi low cost diretti, da quest'estate sì con jet2.com), e poi subito via verso Edimburgo; la compagnia è EasyJet che si è sempre rivelata affidabile.

Ovviamente l'imprevisto è sempre dietro l'angolo: ricordate sempre di verificare il calendario della champions league prima di partire se volete fare un viaggio tranquillo. Sì c'era Chelsea-Juventus e quindi nel viaggio siamo stati, per così dire, "allietati" da una "festante" comitiva di tifosi juventini: a parte molte turbolenze (interne all'aereo, fuori il cielo era limpidissimo) siamo arrivati a Gatwick senza problemi!

Se potete evitate di mangiare alle catene tipo MCDonald, Pret a Manger ecc... Un pub da quelle parti va benissimo (le salsicce che ho mangiato erano ottime ma anche i pies e gli hamburgers alla faccia di chi pensa che in U.K. si mangi male)

Intanto cerchiamo un bancomat per cambiare le sterline, ottima mossa se non volete aver a che fare con le sterline scozzesi: queste sterline hanno esattamente lo stesso valore e valgono nelle stesse zone in cui valgono le sterline "inglesi"... solo che su due banconote dello stesso taglio non c'è mai due volte la stessa immagine (e quindi si ha sempre l'impressione che ti abbiano rifilato i soldi del monopoli, non è mai successo comunque).

Il viaggio da Londra a Edimburgo, a parte un piccolissimo ritardo non ha avuto intoppi.

Arrivati in aeroporto dovrete decidere se prendere l'aerobus o il taxi. Da quattro persone in sù i costi si pareggiano e quindi conviene il taxi (ci sono anche taxi da 6 e 8 posti) che dà il vantaggio di fare un viaggio molto comodo e non preoccuparsi per le strade.

Per l'alloggio abbiamo deciso di prendere un'appartamento e se vi capita di andare da quelle parti non fatevelo scappare: è a 5 minuti dal centro (Princes Street), in una zona tranquillissima, carina, l'appartamento è bellissimo (parquet altro che moquette) e economico costa 100 sterline al giorno e ci si può stare fino a sei persone (quattro larghi, due un pelo meno).

L'altra cosa bella è che i negozi sono aperti fino alle 9 di sera e quindi la prima sera abbiamo potuto farci una pasta (ottima tra l'altro visto che abbiamo trovato pasta di grano duro italiana).

Per il giorno "2" abbiamo pensato bene di fare un giretto per vedere la "vera" Scozia. Il Rabbies Tour che abbiamo scelto è stato quello nel Fife (villaggi di pescatori e St Andrews) che, per chi non lo sapesse, è la contea che si affaccia sul Forth (un fiordo) di fronte a Edimburgo.

Essendo stato il secondo giorno, per non perdere i nostri soldi volevamo prenotare direttamente in sede, cosa che i gestori del sito ci hanno sconsigliato in quanto se non c'è nessun iscritto il giorno prima il tour non viene effettuato... quindi abbiamo deciso di prenotare in anticipo un biglietto e comperare gli altri tre al momento (HEHE che geni del male).

Arrivati sul pullmino mercedes (molto comodo) ci ha accolti il nostro Cicerone: vestito in perfetta tenuta Scozzese con kilt e tutto il resto (compreso un coltellaccio sul polpaccio), quest'uomo ci ha fatto da guida, autista e intrattenitore raccontandoci durante tutto il viaggio storie di personaggi scozzesi di varia origine.

Devo ammettere che i villaggi di pescatori (tipo Leven) si assomigliano abbastanza tutti tra di loro... c'è la spiaggia (per noi orrenda ma loro sostengono essere la migliore della Scozia), c'è il fish& Chip (anche qui c'è scritto che è il migliore di tutto il regno unito), c'è poco altro...

St Andrews invece è tutt'altra storia: è piena di campi da golf (e se siete interessati si può fare una partitina senza spendere follie), c'è una bellissima cattedrale (ora un pò diroccata ma resta notevole), l'università dove ha studiato tra gli altri il principe Williams e un grazioso paesino. Tutto molto ameno e molto scottish!

Al ritorno a Edimburgo, prima di cena, ci siamo anche procurati la mappa dei bus, o meglio avremo voluto farlo perchè sembra non ne stampino moltissime.

Quello che non è stato ameno sono state le strade scozzesi (tutte curve e dossi) e il nostro cicerone che guidava come Schumacher.

Un'altra cosa molto divertente è stata quando il nostro cicerone ci ha portato nel suo paese natio (Falkland) e ci ha suonato la cornamusa.

Il giorno della partita si avvicina (sarà l'indomani) ma oggi ci vogliamo dedicare al turismo e visitare il favoloso Castello.

Scesi dal bus però arriviamo nel grassmarket e quindi decidiamo di iniziare da qui la visita: sostanzialmente in questa zona a Sud del Royal Mile ci sono parecchie cose da vedere:

1) L'Elephant & Castle (il pub dove la Rowling scrisse il primo Harry Potter)
2) Greyfriar Bobby (il cimitero dove Bobby, un cagnolino, vegliò sulla tomba del suo defunto padrone per 14 anni)
3) Il patibolo dove molti covenanters vennero giustiziati senza pietà per le loro credenze religiose
4) Il museo nazionale di Scozia

Dopo aver fatto la foto col cagnolino (ogni turista che si rispetti l'avrebbe fatta), aver visitato il cimitero e letto storie di fantasmi (abbiamo anche assisitito al fenomeno paranormale di un calzino appeso sui rami di un albero), aver simulato decapitazioni sul patibolo (l'atmosfera era molto goliardica) e aver visto negozietti veramente curiosi... ci siamo diretti al castello che distava poche centinaia di metri... in verticale!

Il castello è davvero molto bello e consiglio vivamente di acquistare il biglietto con l'audioguida (costa solo qualche sterlina in più ma è davvero ben fatta). Aggirandosi per il castello, che è enorme, si possono ammirare cannoni, segrete, musei vari e sopratutto gli "Honours of Scotland", la versione scozzese dei gioielli della corona (anche se è più vero il contrario visto che quelli scozzesi sono molto più antichi). Inoltre, per allietare i turisti, ci sono molte parti del castello che hanno animazioni e supporti audiovisivi.

Dopo essere usciti dal castello e dopo un veloce pranzo all'Elephant & Castle, siamo andati a fare un giretto al National Muesum of Scotland: pur essendo un museo vale una visita per diversi motivi

  1. La vista mozzafiato della città che si ha dal tetto (a meno che non piova ovviamente)
  2. I Lewis chessmen (o almeno quelli che non hanno portato a Londra)
  3. La pecora dolly (ok è morta ma imbalsamata resiste bene)

Anche il resto del museo ad essere sinceri meritava ma il tempo è stato ancora una volta tiranno.

Siccome si è fatto tardi c'è tempo solo per una veloce visita all'Heart of Midlothian, che è un cuore disegnato nel porfido e segna il luogo dove anticamente stava la prigione. Se volete farvi una foto attenzione! è usanza tra gli scozzesi sputarci sopra (ho rischiato di fare la doccia).

E' sabato, il gorno del grande match di rugby, ma siccome abbiamo la mattinata libera decidiamo di andare a visitare il palazzo di Holyrood, sperando vivamente che la regina se ne sia stata a Londra (se la regina sta soggiornando a Edimburgo non è possibile visitare il palazzo).

Ci è andata bene! La regina è a Londra e compresa nel biglietto c'è anche un Audioguida che racconta tutti i fatti svoltisi nel castello durante gli anni (generalmente omicidi vari), l'unico inconveniente è che non si possono fare foto e sono veramente molto fiscali; finita la visita (dura un oretta), non fatevi mancare una fetta di torta nell'ottimo bar del palazzo!

Se avanza ancora un pò di tempo di fronte al palazzo reale c'è il parlamento (della serie sistemi di governo a confronto: la monarchia e la repubblica), in stile moderno e visitabile gratuitamente.

Finalmente però è ora di sfoderare la bandiera tricolore, tatuarsi la faccia e prendere un bus verso Murrayfield (ce ne sono parecchi dalla centralissima Princes Street). Mangiare non è un problema... davanti allo stadio ci sono chioschetti di tutti i generi... hamburger, hotdogs, doughnuts ecc... e la birra non manca, anzi scorre a fiumi.

La partita non è stata un granchè (gli scozzesi si saranno divertiti avendo vinto, noi un pò meno) ma l'atmosfera è fantastica: quando cantano sembra che vibri tutta la Scozia!

Il posto più assurdo di Edimburgo, a mio modo di vedere è il Dean village: ad un certo punto Edimburgo si interrompe, finiscono le case, e si torna al 1600 in un viallaggio di mugnai (coi loro bravi mulini) e casette basse, col fiume che lo attraversa placidamente. Tutto ciò, ovviamente, nel centro di Edimburgo!

Tornati nella civiltà (al Dean village non sembra nemmeno di stare a Edimburgo), ci siamo diretti verso Leith, le possibilità sono due: o prendere un'autobus (il servizio è ottimo) o fare una passeggiatina di 3-4 km lungo le rive del fiume; la pigrizia e il non avere tutto il giorno a disposizione ci ha fatto optare per la prima opzione.

Il Britannia è fantastico. E' un vero e proprio palazzo galleggiante ed è completamente visitabile dalla cima ai piedi (che tradotto significa: dal ponte di comando alla sala macchine passando per gli appartamenti della regina, per le sale dove soggiornava la regina, per le anguste cuccette dei marinai e per la lavanderia che a mio avviso è il luogo più suggestivo). Addirittura, se avete voglia e qualche soldo da spendere, è possibile celebrare il proprio matrimonio sulla barca (basta pagare e verrete trattati come se foste voi la regina).

La visita al Britannia dura 2-3 ore. Per il pranzo sconsiglio il centro commerciale dove è ormeggiata la nave; facendo due passi nei vecchi Docks ci sono localini fantastici che forniscono cibo da tutto il mondo (anche molti piatti scozzesi molto buoni come le cozze, la bistecca di angus e l'haggies).

Tornati a Edimburgo ne abbiamo approfittato per visitare la National Gallery of Scotland: è praticamente la versione scozzese della ben più famosa National Gallery di Londra; qualitativamente molto simile ma ovviamente più piccola.

Avendo sette ore di scalo a Bristol abbiamo deciso di visitare pure questa città.

Visitarla appositamente potrebbe essere uno degli errori più madornali in vita; si salvano solo due cose la cattedrale (molto bella ma la visita può durare al massimo mezzora) e il Clifton Bridge (che però è dall'altra parte della città e difficilmente raggiungibile se non con i taxi).

Per il resto la città denota una passata grandezza e un presente abbastanza difficile: le grandi gru per scaricare i container dal porto sono ferme e arrugginite.

Il collegamento tra le due sponde dell'Avon è garantito da una strana imbarcazione (forse un rimorchiatore?) e i binari son ofermi là da tempo immemorabile.

L'unico lato positivo è stato un boccale di sidro con cui ci siamo rinfrescati (c'era più caldo che in italia in quei giorni).

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