×
Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Accetta | Leggi altro
HeaderMain-GetPartialViewNoCache = 0
HeaderBreadcrumb-GetPartialViewNoCache = 0
AdvValica-GetPartialView = 0

Vienna, tra modernità e tradizione  

HeaderPageTitle-GetPartialViewNoCache = 0
Ester
Scritto da: Ester
Località: Vienna
Durata: tre giorni
Data partenza: dal 9/10/2008 al
Viaggiatori: due
Nomi dei viaggiatori: Alberto Ester

Introduzione

La splendida, gloriosa capitale degli Asburgo, antica e moderna insieme, è di nuovo un centro vitale per la cultura europea. Scopritela con noi!

Le Tappe del Viaggio

Ho sempre pensato che alcune calde, soleggiate giornate d’ottobre siano la cornice ideale per una breve vacanza in alcune delle più note capitali d’Europa che, in tale contesto riescono ad esprimere pienamente il loro fascino antico e la loro bellezza senza tempo. Una di queste è senza dubbio Vienna, dal volto maestoso ed imponente, dagli eleganti palazzi e dalle fastose chiese barocche, ma anche dai romantici giardini che, in questo periodo, assumono le sfumature dorate e le atmosfere malinconiche dell’autunno. Il mio diario inizia giovedì 9 ottobre con la simpatica faccia di Niki Lauda che ci accoglie sul suo nuovissimo aereo, che piloterà personalmente e con grande abilità.

Arriviamo all’aeroporto di Vienna in orario, alle tre del pomeriggio, e raggiungiamo il centro della città in una ventina di minuti prendendo l’autobus che porta a Morzinplatz. L’Hotel Austria, dove ho prenotato diversi mesi fa, vincendo con un bel po’ di fortuna, anche un buono da 100 euro da spendere durante il soggiorno, è molto vicino a Morzinplatz e quindi a breve possiamo depositare le valigie in stanza ed iniziare la conoscenza della bella capitale asburgica. Ci accoglie in albergo il simpaticissimo Piero Anzalone che con competenza e professionalità ci dà utilissimi suggerimenti su dove andare e dove mangiare al di fuori dei noti e battuti percorsi turistici. Inutile dire che è stato davvero prezioso durante tutta la nostra vacanza così come siamo stati benissimo all’Hotel Austria che consigliamo a tutti vivamente.

Iniziamo dalla visita dello Stephandom, la cattedrale di Santo Stefano nel cuore della Innere Stadt, che rappresenta il simbolo di Vienna ed il più grande monumento gotico austriaco sebbene inizialmente edificato nel XII secolo in stile romanico. Il suo interno, a tre navate, è davvero maestoso e suggestivo così come altrettanto imponente è il Sudturm o Staffi, l’altissimo campanile gugliato, ora in restauro, che con i suoi 136 metri caratterizza il panorama della città.

Proseguendo la nostra passeggiata, oramai alla luce del tramonto, arriviamo nell’allungata piazza del Graben, per secoli il cuore commerciale della capitale ed ora splendida isola pedonale, nel cui centro troneggia la barocca Pestsaule (colonna della peste) eretta nel 1693 come ringraziamento per la fine della peste che per oltre dieci anni aveva decimato la popolazione europea. Tutta la Innere Stadt è un maestoso intreccio di viali alberati, di vie e piazze circondate dagli splendidi palazzi dell’aristocrazia asburgica, da bei negozi e caratteristici caffè, tra i quali, lo storico Cafè Sacher (che è anche un albergo di lusso ed un ristorante) dove ci fermiamo a bere una cioccolata calda.

Percorriamo anche la Kartner strasse che collega la Sthepenplatz ed il Graben con il Ring all’altezza della Staatsoper, ricca di bei negozi e di famose pasticcerie nonché costellata di stelle di marmo che ricordano i più importanti musicisti viennesi.

L’imponente edificio neorinascimentale della Staatsoper, uno dei più importanti teatri lirici del mondo, sorge sul lato destro dell’Openring. Al di fuori di esso, buffi personaggi vestiti in costumi ottocenteschi invitano la gente ad entrare per assistere alle opere che vi si rappresentano. Internamente si può visitare la grande sala da 2200 posti e sentirsi più profondamente nel cuore di questa città. Arriviamo dopo pochi minuti al Museo dell’Albertina, al termine della Augustinerstrasse, un edificio che sorge su uno sperone degli antichi bastioni, edificato nel 1742 per il duca Albert von Sachsen-Teschen da cui prende il nome. All’interno si trova una delle più importanti collezioni grafiche del mondo nonché la mostra temporanea di 172 opere di Van Gogh, ma questo ci interesserà domani. Per questa sera, visto che è arrivata l’ora di cena, entriamo nelle sue pittoresche cantine, Augustinerkeller, molto suggestive e dalla cucina tipicamente viennese dove mangiamo gulasch con gnocchi di pane e beviamo un ottimo traminer. Da consigliare.

Vienna non è una città molto vivace dopo il tramonto, specialmente nei giorni feriali, quindi dopo una breve passeggiata rientriamo in albergo e finalmente ci godiamo un po’ di meritato riposo.

Venerdì 10 ottobre

Dopo un’ottima prima colazione dedichiamo la mattina alla visita del Palazzo Imperiale di Hofburg, residenza degli Asburgo per oltre sei secoli. Il complesso è formato da palazzi e cortili di diverse epoche, principalmente in stile barocco e neoclassico, disposti intorno allo Schweinzerhof (del XIII secolo) a cui si accede attraverso lo Schweinzertor (1552) splendido portale rinascimentale.

L’ingresso di Hofburg si trova sulla Michaelerplatz (dove sorge anche la Scuola di equitazione spagnola) dal quale si entra poi in una rotonda a cupola dalla quale si accede agli appartamenti imperiali ed al Museo delle argenterie di corte. La prima parte della visita si svolge qui. Facciamo il biglietto per ammirare gli splendidi servizi di piatti e posate con cui si servivano le numerose portate dei pranzi e delle cene degli imperatori d’Austria.

Raffinatissime porcellane cinesi e giapponesi, servizi di Boemia, neogotici inglesi, francesi ed italiani nonché collezioni di argenterie e candelabri rivestiti d’oro zecchino. Con lo stesso biglietto visitiamo anche gli appartamenti imperiali ed il Sissi Museum dedicato alll’imperatrice Elisabetta d’Austria consorte di Francesco Giuseppe, la cui tragica vita fu portata sullo schermo dalla splendida Romy Schneider. Molto belli gli appartamenti dell’imperatrice dotati di una palestra privata dove Sissi, maniaca per l’estetica, si teneva quotidianamente in forma.

Uscendo dai Kaiserappartements giungiamo in un grande cortile quadrangolare denominato In der Burg e ci dirigiamo verso sinistra verso lo Schweinzerhof (cortile degli svizzeri) che è il nucleo più antico del palazzo e dal quale si accede alla Burgkapelle ed allo Schatzkammer (il tesoro imperiale) che visitiamo ammirando meraviglie in oro e pietre preziose tra le quali la corona del Sacro Romano Impero creata nel 962 per l’incoronazione di Ottone I a Roma. Uscendo dal cortile In der Burg per il sottopassaggio dell’ala Leopoldina, giungiamo al vastissimo Heldenplatz (piazza degli Eroi), dove sorgono i monumenti equestri all’arciduca Carlo e ad Eugenio di Savoia,valoroso principe che sconfisse i turchi.

A questo punto siamo stanchi ed affamati. Dopo una breve passeggiata verso la Minoriterkirche (la chiesa degli italiani) ed il Parlamento, decidiamo di tornare verso l’albergo e di pranzare al Cafè Sacher con wurstel bolliti in salsa di rafano. Compro anche una Sachertorte da portare a casa, deliziosamente confezionata.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso l’Albertina per visitare la mostra temporanea su Van Gogh. Durante il percorso faccio dolci acquisti nei diversi negozi di biscotti (Manner per i wafer) e cioccolato (le famose palle di Mozart e le violette di Sissi della pasticceria Heindl) che si susseguono lungo le vie del centro. Oltre alla mostra sul famoso pittore olandese nelle sue diverse esperienze artistiche da Parigi ad Arles fino alla clinica psichiatrica di St Remy, visitiamo anche l’altra collezione dell’Albertina, ricca di opere di artisti del ‘900. Ci addentriamo poi nel quartiere ebraico, molto interessante, dove ceniamo in un ristorante dalla cucina veramente prelibata, “Ofen Loch” in Kurrentgasse 8, dove ci viene servita, dopo gustosissime zuppe, una Wienerschnitzel di vitello veramente superba, dalla panatura croccante separata dalla carne, che la rende particolarmente gustosa ma anche leggera.

Questo locale, consigliatosi dal fido Piero Anzalone, è ben superiore ai tanti ristoranti turistici, anche più famosi, che gravitano intorno al centro. Infatti è frequentato quasi totalmente, da gente del luogo ed è consigliabile prenotare poiché è sempre pieno. Da non perdere.

Solita passeggiata serale, è venerdì sera ma il centro di Vienna è tremendamente tranquillo.

Sabato 11 ottobre

Visitiamo Schonbrunn, simbolo della Vienna asburgica, la più nota delle residenze imperiali, la cui costruzione è stata ispirata dalla reggia di Versailles.

Per raggiungerla prendiamo la metro U4 (verde) a Schwendplatz e scendiamo a Hietzing, una fermata dopo Schonbrunn (chiusa per lavori) facendo poi un brevissimo tragitto in autobus. La giornata è splendida, calda persino.

Dopo una notevole fila facciamo il biglietto “Classic” (ci sono diverse tipologie di entrate a seconda di ciò che si desidera visitare) che ci permette di accedere agli appartamenti imperiali, al labirinto ed alla Gloriette, nonché ad assistere ad una degustazione del famoso e buonissimo strudel con gelato di vaniglia e sbuffo di panna montata. L’accesso è regolamentato ad orari e noi, nell’attesa di entrare negli appartamenti, (1441 sale in stile rococò ma solo 40 sono aperte al pubblico), attraversiamo i bellissimi giardini della residenza estiva degli Asburgo, e ci dirigiamo verso la salita alla cui cima si erge la Gloriette, alle spalle della fontana del Nettuno, neoclassico porticato costruito nella seconda metà del Settecento impreziosito da statue, vasche e viali nonché dal sofisticato Caffè della Gloriette, rinomato per la sua pasticceria e per le sue colazioni “musicali” che vi si svolgono il sabato e la domenica mattina. Saliamo in cima alla Gloriette e godiamo dello splendido panorama di Schonbrunn con la città di Vienna sullo sfondo.

Alle 12 e 30 entriamo negli appartamenti di Francesco Giuseppe e di Sissi, nelle sale di Maria Teresa, di Giuseppe II ed in quelle dell’arciduca Francesco Carlo e della consorte Sofia di Baviera. Ciò che più impressiona è la spartana semplicità degli appartamenti di Francesco Giuseppe in contrasto con il lusso del Salone del Milione (così chiamato per il costo dell’arredamento) o con il Salone degli Specchi dove Mozart si esibì a soli sei anni.

Alla fine della visita ci fermiamo a pranzo nel giardino del Cafè Residenz dentro al complesso di Schonbrunn dove ordiniamo ancora wurstel in salsa di rafano e il famoso Kaiserschmarrn (delizia dell’imperatore), il dolce favorito di Francesco Giuseppe ovvero una frittata dolce cosparsa di zucchero a velo e servita con composta di mele e prugne. Tornati in albergo, ci riposiamo un paio d’ore prima di concederci due bicchieri di Traminer come aperitivo ed uscire di nuovo, questa volta per fare un giro sulla super famosa ruota del Prater, il Riesenrad, installata nel Volksprater nel 1897 dall’ingegnere inglese Walter Basset.

È il tramonto quando finalmente le carrozze si muovono ed iniziamo a salire sempre più in alto ed a godere del panorama di Vienna all’imbrunire. Il giro dura circa 15 minuti, ed è davvero impedibile, ma tutto il Volksprater è un luogo unico e divertente, pieno di giochi per grandi e bambini, alcuni veramente terrificanti come le altissime torri dalle quali si può andare su e giù alla velocità della luce oppure dondolarsi a 50 metri di altezza su minuscoli seggiolini. Lungo l’alberata Hauptallee, che percorre il Prater in tutta la sua lunghezza (5 km), si trovano anche caffè e ristoranti all’aperto nonché qualche negozio di souvenir tipicamente viennesi (dolcetti, magliette, bamboline della principessa Sissi, etc…).

Per cena, decidiamo di recitare fino in fondo la parte dei turisti e (contro il parere di Piero) di cenare in un Heurigen di Grinzing, un villaggio in collina intorno Vienna, comodamente raggiungibile con il tram 38 dalla stazione di Schottentor. Prima però, su fervido consiglio di Piero, visitiamo il cafè Landtmann situato nei pressi del Burgtheater, un tempo il locale preferito di Sigmund Freud che annoverava tra i suoi clienti anche Oskar Kokoschka, Marlene Dietrich, Gary Cooper e Thomas Mann. Molto bello davvero, vi consigliamo anche noi di sedervi a prendere almeno un caffè.

Arriviamo a Grinzing insieme a numerosi pulmann di turisti, moltissimi italiani. Grinzing è molto carina e tipica, soprattutto per l’atmosfera che vi si respira. Ci sono molti locali e logicamente diversi Heurigen, il cui nome deriva da Heuriger, il vino dell’ultima vendemmia fresco e leggero.

In realtà sono delle classiche osterie dove viene servito oltre al vino un menù più o meno ricco ma rigorosamente legato alla tradizione. Esiste, per visitarli tutti in breve tempo, il Vienna Heurigen Express, un trenino mignon che porta in giro i turisti attraverso le dolci colline viennesi e permette di gustare i migliori vini di Grinzing, di Nussberg, di Heilingenstadt.

Noi ceniamo in uno degli Heurigen più famosi, Martin Sepp, molto chiassoso e divertente, e degustiamo il loro vino bianco (proviamo anche una specie di succo di pera che ci dicono essere la prima spremitura) mangiando zuppe di gulasch e zucca con pane nero, risotto e schnitzel . Ritorniamo con il solito 38 insieme ad una allegra brigata di austriaci in vena di canti e schiamazzi. È sabato sera e, finalmente, il centro di Vienna ci appare animato e pieno di gente.

Domenica 12 Ottobre

Ultimo giorno, purtroppo e, come i precedenti, fortunatamente caldo e bellissimo.

Oggi andiamo al Belvedere per ammirare il tanto decantato ed ammirato Bacio di Klimt.

Prendiamo la metro U1 a Stephenplatz e scendiamo a Sudtiroler Platz. Dopo una breve passeggiata arriviamo quindi al Belvedere, elegante residenza principesca edificata dall’architetto Johann Lucas von Hildebrandt tra il 1700 ed il 1723 ed è composta da due palazzi, il Belvedere inferiore, residenza estiva del principe Eugenio di Savoia ed il Belvedere superiore, destinato alle feste.

Nel Belvedere inferiore ha sede l’Osterreichisches Barockmuseum con opere di arte barocca ed un museo di arte medioevale nell’annessa Orangerie. In questo periodo (1 ottobre-18 gennaio 2009) è sede anche della mostra su Gustav Klimt e la Kunstschau (celebrazione dell’esposizione che si tenne nel 1908 da numerosi artisti in occasione del sessantesimo anniversario dell’incoronazione di Francesco Giuseppe). Per questo motivo, il famoso dipinto di Klimt, Der Kuss (il bacio) è stato temporaneamente spostato qui dal Belvedere superiore, dove viene abitualmente ammirato nell’ambito della Galleria Austriaca dove spiccano anche opere di O.Kokoschka, E.Schiele, Monet ed altri maestri. Tra il Belvedere inferiore e superiore si estende uno splendido giardino alla francese con vasche, statue, piccole cascate e scalinate. Noi visitiamo quasi tutto, anche se il mio maggior interesse è chiaramente per le opere di Klimt; oltre al bacio infatti ci sono altri disegni e dipinti, in particolare lo splendido “Le tre età della donna”.

Decidiamo poi di tornare verso l’Openring passando per Schwarzenbergplatz e Karlsplatz per ammirare la bella chiesa di San Carlo che vi si affaccia. La giornata dal clima primaverile ci suggerisce di pranzare in un luogo veramente particolare, il Palmenhaus nel Burggarten, ovvero l’antica serra delle palme dell’imperatore, un locale molto alla moda in città. Mangiamo immersi nel verde mentre intorno a noi tutto il giardino brulica di gente che prende il sole sul prato o è seduta a bere qualcosa nello spazio di fronte il Palmenhaus.

Dopo pranzo ci avviamo a piedi verso Stephansdom e salutiamo Vienna molto dispiaciuti.

Beviamo un caffè con il simpaticissimo Piero da Zanoni e Zanoni, una famosa gelateria italiana dietro il duomo ed a due passi dal nostro hotel. Alle cinque l’autobus ci riporta in aeroporto per prendere il volo della Niki Air delle 19,25. Questa volta non lo piloterà Niki Lauda in persona come all’andata ma tutto filerà liscio ugualmente e noi arriveremo puntuali a Fiumicino con il nostro carico prezioso di Sachertorte, Palle di Mozart e Violette della Principessa Sissi.

Ho sempre pensato che alcune calde, soleggiate giornate d’ottobre siano la cornice ideale per una breve vacanza in alcune delle più note capitali d’Europa che, in tale contesto riescono ad esprimere pienamente il loro fascino antico e la loro bellezza senza tempo. Una di queste è senza dubbio Vienna, dal volto maestoso ed imponente, dagli eleganti palazzi e dalle fastose chiese barocche, ma anche dai romantici giardini che, in questo periodo, assumono le sfumature dorate e le atmosfere malinconiche dell’autunno. Il mio diario inizia giovedì 9 ottobre con la simpatica faccia di Niki Lauda che ci accoglie sul suo nuovissimo aereo, che piloterà personalmente e con grande abilità.

Arriviamo all’aeroporto di Vienna in orario, alle tre del pomeriggio, e raggiungiamo il centro della città in una ventina di minuti prendendo l’autobus che porta a Morzinplatz. L’Hotel Austria, dove ho prenotato diversi mesi fa, vincendo con un bel po’ di fortuna, anche un buono da 100 euro da spendere durante il soggiorno, è molto vicino a Morzinplatz e quindi a breve possiamo depositare le valigie in stanza ed iniziare la conoscenza della bella capitale asburgica. Ci accoglie in albergo il simpaticissimo Piero Anzalone che con competenza e professionalità ci dà utilissimi suggerimenti su dove andare e dove mangiare al di fuori dei noti e battuti percorsi turistici. Inutile dire che è stato davvero prezioso durante tutta la nostra vacanza così come siamo stati benissimo all’Hotel Austria che consigliamo a tutti vivamente.

Iniziamo dalla visita dello Stephandom, la cattedrale di Santo Stefano nel cuore della Innere Stadt, che rappresenta il simbolo di Vienna ed il più grande monumento gotico austriaco sebbene inizialmente edificato nel XII secolo in stile romanico. Il suo interno, a tre navate, è davvero maestoso e suggestivo così come altrettanto imponente è il Sudturm o Staffi, l’altissimo campanile gugliato, ora in restauro, che con i suoi 136 metri caratterizza il panorama della città.

Proseguendo la nostra passeggiata, oramai alla luce del tramonto, arriviamo nell’allungata piazza del Graben, per secoli il cuore commerciale della capitale ed ora splendida isola pedonale, nel cui centro troneggia la barocca Pestsaule (colonna della peste) eretta nel 1693 come ringraziamento per la fine della peste che per oltre dieci anni aveva decimato la popolazione europea. Tutta la Innere Stadt è un maestoso intreccio di viali alberati, di vie e piazze circondate dagli splendidi palazzi dell’aristocrazia asburgica, da bei negozi e caratteristici caffè, tra i quali, lo storico Cafè Sacher (che è anche un albergo di lusso ed un ristorante) dove ci fermiamo a bere una cioccolata calda.

Percorriamo anche la Kartner strasse che collega la Sthepenplatz ed il Graben con il Ring all’altezza della Staatsoper, ricca di bei negozi e di famose pasticcerie nonché costellata di stelle di marmo che ricordano i più importanti musicisti viennesi.

L’imponente edificio neorinascimentale della Staatsoper, uno dei più importanti teatri lirici del mondo, sorge sul lato destro dell’Openring. Al di fuori di esso, buffi personaggi vestiti in costumi ottocenteschi invitano la gente ad entrare per assistere alle opere che vi si rappresentano. Internamente si può visitare la grande sala da 2200 posti e sentirsi più profondamente nel cuore di questa città. Arriviamo dopo pochi minuti al Museo dell’Albertina, al termine della Augustinerstrasse, un edificio che sorge su uno sperone degli antichi bastioni, edificato nel 1742 per il duca Albert von Sachsen-Teschen da cui prende il nome. All’interno si trova una delle più importanti collezioni grafiche del mondo nonché la mostra temporanea di 172 opere di Van Gogh, ma questo ci interesserà domani. Per questa sera, visto che è arrivata l’ora di cena, entriamo nelle sue pittoresche cantine, Augustinerkeller, molto suggestive e dalla cucina tipicamente viennese dove mangiamo gulasch con gnocchi di pane e beviamo un ottimo traminer. Da consigliare.

Vienna non è una città molto vivace dopo il tramonto, specialmente nei giorni feriali, quindi dopo una breve passeggiata rientriamo in albergo e finalmente ci godiamo un po’ di meritato riposo.

Venerdì 10 ottobre

Dopo un’ottima prima colazione dedichiamo la mattina alla visita del Palazzo Imperiale di Hofburg, residenza degli Asburgo per oltre sei secoli. Il complesso è formato da palazzi e cortili di diverse epoche, principalmente in stile barocco e neoclassico, disposti intorno allo Schweinzerhof (del XIII secolo) a cui si accede attraverso lo Schweinzertor (1552) splendido portale rinascimentale.

L’ingresso di Hofburg si trova sulla Michaelerplatz (dove sorge anche la Scuola di equitazione spagnola) dal quale si entra poi in una rotonda a cupola dalla quale si accede agli appartamenti imperiali ed al Museo delle argenterie di corte. La prima parte della visita si svolge qui. Facciamo il biglietto per ammirare gli splendidi servizi di piatti e posate con cui si servivano le numerose portate dei pranzi e delle cene degli imperatori d’Austria.

Raffinatissime porcellane cinesi e giapponesi, servizi di Boemia, neogotici inglesi, francesi ed italiani nonché collezioni di argenterie e candelabri rivestiti d’oro zecchino. Con lo stesso biglietto visitiamo anche gli appartamenti imperiali ed il Sissi Museum dedicato alll’imperatrice Elisabetta d’Austria consorte di Francesco Giuseppe, la cui tragica vita fu portata sullo schermo dalla splendida Romy Schneider. Molto belli gli appartamenti dell’imperatrice dotati di una palestra privata dove Sissi, maniaca per l’estetica, si teneva quotidianamente in forma.

Uscendo dai Kaiserappartements giungiamo in un grande cortile quadrangolare denominato In der Burg e ci dirigiamo verso sinistra verso lo Schweinzerhof (cortile degli svizzeri) che è il nucleo più antico del palazzo e dal quale si accede alla Burgkapelle ed allo Schatzkammer (il tesoro imperiale) che visitiamo ammirando meraviglie in oro e pietre preziose tra le quali la corona del Sacro Romano Impero creata nel 962 per l’incoronazione di Ottone I a Roma. Uscendo dal cortile In der Burg per il sottopassaggio dell’ala Leopoldina, giungiamo al vastissimo Heldenplatz (piazza degli Eroi), dove sorgono i monumenti equestri all’arciduca Carlo e ad Eugenio di Savoia,valoroso principe che sconfisse i turchi.

A questo punto siamo stanchi ed affamati. Dopo una breve passeggiata verso la Minoriterkirche (la chiesa degli italiani) ed il Parlamento, decidiamo di tornare verso l’albergo e di pranzare al Cafè Sacher con wurstel bolliti in salsa di rafano. Compro anche una Sachertorte da portare a casa, deliziosamente confezionata.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso l’Albertina per visitare la mostra temporanea su Van Gogh. Durante il percorso faccio dolci acquisti nei diversi negozi di biscotti (Manner per i wafer) e cioccolato (le famose palle di Mozart e le violette di Sissi della pasticceria Heindl) che si susseguono lungo le vie del centro. Oltre alla mostra sul famoso pittore olandese nelle sue diverse esperienze artistiche da Parigi ad Arles fino alla clinica psichiatrica di St Remy, visitiamo anche l’altra collezione dell’Albertina, ricca di opere di artisti del ‘900. Ci addentriamo poi nel quartiere ebraico, molto interessante, dove ceniamo in un ristorante dalla cucina veramente prelibata, “Ofen Loch” in Kurrentgasse 8, dove ci viene servita, dopo gustosissime zuppe, una Wienerschnitzel di vitello veramente superba, dalla panatura croccante separata dalla carne, che la rende particolarmente gustosa ma anche leggera.

Questo locale, consigliatosi dal fido Piero Anzalone, è ben superiore ai tanti ristoranti turistici, anche più famosi, che gravitano intorno al centro. Infatti è frequentato quasi totalmente, da gente del luogo ed è consigliabile prenotare poiché è sempre pieno. Da non perdere.

Solita passeggiata serale, è venerdì sera ma il centro di Vienna è tremendamente tranquillo.

Sabato 11 ottobre

Visitiamo Schonbrunn, simbolo della Vienna asburgica, la più nota delle residenze imperiali, la cui costruzione è stata ispirata dalla reggia di Versailles.

Per raggiungerla prendiamo la metro U4 (verde) a Schwendplatz e scendiamo a Hietzing, una fermata dopo Schonbrunn (chiusa per lavori) facendo poi un brevissimo tragitto in autobus. La giornata è splendida, calda persino.

Dopo una notevole fila facciamo il biglietto “Classic” (ci sono diverse tipologie di entrate a seconda di ciò che si desidera visitare) che ci permette di accedere agli appartamenti imperiali, al labirinto ed alla Gloriette, nonché ad assistere ad una degustazione del famoso e buonissimo strudel con gelato di vaniglia e sbuffo di panna montata. L’accesso è regolamentato ad orari e noi, nell’attesa di entrare negli appartamenti, (1441 sale in stile rococò ma solo 40 sono aperte al pubblico), attraversiamo i bellissimi giardini della residenza estiva degli Asburgo, e ci dirigiamo verso la salita alla cui cima si erge la Gloriette, alle spalle della fontana del Nettuno, neoclassico porticato costruito nella seconda metà del Settecento impreziosito da statue, vasche e viali nonché dal sofisticato Caffè della Gloriette, rinomato per la sua pasticceria e per le sue colazioni “musicali” che vi si svolgono il sabato e la domenica mattina. Saliamo in cima alla Gloriette e godiamo dello splendido panorama di Schonbrunn con la città di Vienna sullo sfondo.

Alle 12 e 30 entriamo negli appartamenti di Francesco Giuseppe e di Sissi, nelle sale di Maria Teresa, di Giuseppe II ed in quelle dell’arciduca Francesco Carlo e della consorte Sofia di Baviera. Ciò che più impressiona è la spartana semplicità degli appartamenti di Francesco Giuseppe in contrasto con il lusso del Salone del Milione (così chiamato per il costo dell’arredamento) o con il Salone degli Specchi dove Mozart si esibì a soli sei anni.

Alla fine della visita ci fermiamo a pranzo nel giardino del Cafè Residenz dentro al complesso di Schonbrunn dove ordiniamo ancora wurstel in salsa di rafano e il famoso Kaiserschmarrn (delizia dell’imperatore), il dolce favorito di Francesco Giuseppe ovvero una frittata dolce cosparsa di zucchero a velo e servita con composta di mele e prugne. Tornati in albergo, ci riposiamo un paio d’ore prima di concederci due bicchieri di Traminer come aperitivo ed uscire di nuovo, questa volta per fare un giro sulla super famosa ruota del Prater, il Riesenrad, installata nel Volksprater nel 1897 dall’ingegnere inglese Walter Basset.

È il tramonto quando finalmente le carrozze si muovono ed iniziamo a salire sempre più in alto ed a godere del panorama di Vienna all’imbrunire. Il giro dura circa 15 minuti, ed è davvero impedibile, ma tutto il Volksprater è un luogo unico e divertente, pieno di giochi per grandi e bambini, alcuni veramente terrificanti come le altissime torri dalle quali si può andare su e giù alla velocità della luce oppure dondolarsi a 50 metri di altezza su minuscoli seggiolini. Lungo l’alberata Hauptallee, che percorre il Prater in tutta la sua lunghezza (5 km), si trovano anche caffè e ristoranti all’aperto nonché qualche negozio di souvenir tipicamente viennesi (dolcetti, magliette, bamboline della principessa Sissi, etc…).

Per cena, decidiamo di recitare fino in fondo la parte dei turisti e (contro il parere di Piero) di cenare in un Heurigen di Grinzing, un villaggio in collina intorno Vienna, comodamente raggiungibile con il tram 38 dalla stazione di Schottentor. Prima però, su fervido consiglio di Piero, visitiamo il cafè Landtmann situato nei pressi del Burgtheater, un tempo il locale preferito di Sigmund Freud che annoverava tra i suoi clienti anche Oskar Kokoschka, Marlene Dietrich, Gary Cooper e Thomas Mann. Molto bello davvero, vi consigliamo anche noi di sedervi a prendere almeno un caffè.

Arriviamo a Grinzing insieme a numerosi pulmann di turisti, moltissimi italiani. Grinzing è molto carina e tipica, soprattutto per l’atmosfera che vi si respira. Ci sono molti locali e logicamente diversi Heurigen, il cui nome deriva da Heuriger, il vino dell’ultima vendemmia fresco e leggero.

In realtà sono delle classiche osterie dove viene servito oltre al vino un menù più o meno ricco ma rigorosamente legato alla tradizione. Esiste, per visitarli tutti in breve tempo, il Vienna Heurigen Express, un trenino mignon che porta in giro i turisti attraverso le dolci colline viennesi e permette di gustare i migliori vini di Grinzing, di Nussberg, di Heilingenstadt.

Noi ceniamo in uno degli Heurigen più famosi, Martin Sepp, molto chiassoso e divertente, e degustiamo il loro vino bianco (proviamo anche una specie di succo di pera che ci dicono essere la prima spremitura) mangiando zuppe di gulasch e zucca con pane nero, risotto e schnitzel . Ritorniamo con il solito 38 insieme ad una allegra brigata di austriaci in vena di canti e schiamazzi. È sabato sera e, finalmente, il centro di Vienna ci appare animato e pieno di gente.

Domenica 12 Ottobre

Ultimo giorno, purtroppo e, come i precedenti, fortunatamente caldo e bellissimo.

Oggi andiamo al Belvedere per ammirare il tanto decantato ed ammirato Bacio di Klimt.

Prendiamo la metro U1 a Stephenplatz e scendiamo a Sudtiroler Platz. Dopo una breve passeggiata arriviamo quindi al Belvedere, elegante residenza principesca edificata dall’architetto Johann Lucas von Hildebrandt tra il 1700 ed il 1723 ed è composta da due palazzi, il Belvedere inferiore, residenza estiva del principe Eugenio di Savoia ed il Belvedere superiore, destinato alle feste.

Nel Belvedere inferiore ha sede l’Osterreichisches Barockmuseum con opere di arte barocca ed un museo di arte medioevale nell’annessa Orangerie. In questo periodo (1 ottobre-18 gennaio 2009) è sede anche della mostra su Gustav Klimt e la Kunstschau (celebrazione dell’esposizione che si tenne nel 1908 da numerosi artisti in occasione del sessantesimo anniversario dell’incoronazione di Francesco Giuseppe). Per questo motivo, il famoso dipinto di Klimt, Der Kuss (il bacio) è stato temporaneamente spostato qui dal Belvedere superiore, dove viene abitualmente ammirato nell’ambito della Galleria Austriaca dove spiccano anche opere di O.Kokoschka, E.Schiele, Monet ed altri maestri. Tra il Belvedere inferiore e superiore si estende uno splendido giardino alla francese con vasche, statue, piccole cascate e scalinate. Noi visitiamo quasi tutto, anche se il mio maggior interesse è chiaramente per le opere di Klimt; oltre al bacio infatti ci sono altri disegni e dipinti, in particolare lo splendido “Le tre età della donna”.

Decidiamo poi di tornare verso l’Openring passando per Schwarzenbergplatz e Karlsplatz per ammirare la bella chiesa di San Carlo che vi si affaccia. La giornata dal clima primaverile ci suggerisce di pranzare in un luogo veramente particolare, il Palmenhaus nel Burggarten, ovvero l’antica serra delle palme dell’imperatore, un locale molto alla moda in città. Mangiamo immersi nel verde mentre intorno a noi tutto il giardino brulica di gente che prende il sole sul prato o è seduta a bere qualcosa nello spazio di fronte il Palmenhaus.

Dopo pranzo ci avviamo a piedi verso Stephansdom e salutiamo Vienna molto dispiaciuti.

Beviamo un caffè con il simpaticissimo Piero da Zanoni e Zanoni, una famosa gelateria italiana dietro il duomo ed a due passi dal nostro hotel. Alle cinque l’autobus ci riporta in aeroporto per prendere il volo della Niki Air delle 19,25. Questa volta non lo piloterà Niki Lauda in persona come all’andata ma tutto filerà liscio ugualmente e noi arriveremo puntuali a Fiumicino con il nostro carico prezioso di Sachertorte, Palle di Mozart e Violette della Principessa Sissi.

Ho sempre pensato che alcune calde, soleggiate giornate d’ottobre siano la cornice ideale per una breve vacanza in alcune delle più note capitali d’Europa che, in tale contesto riescono ad esprimere pienamente il loro fascino antico e la loro bellezza senza tempo. Una di queste è senza dubbio Vienna, dal volto maestoso ed imponente, dagli eleganti palazzi e dalle fastose chiese barocche, ma anche dai romantici giardini che, in questo periodo, assumono le sfumature dorate e le atmosfere malinconiche dell’autunno. Il mio diario inizia giovedì 9 ottobre con la simpatica faccia di Niki Lauda che ci accoglie sul suo nuovissimo aereo, che piloterà personalmente e con grande abilità.

Arriviamo all’aeroporto di Vienna in orario, alle tre del pomeriggio, e raggiungiamo il centro della città in una ventina di minuti prendendo l’autobus che porta a Morzinplatz. L’Hotel Austria, dove ho prenotato diversi mesi fa, vincendo con un bel po’ di fortuna, anche un buono da 100 euro da spendere durante il soggiorno, è molto vicino a Morzinplatz e quindi a breve possiamo depositare le valigie in stanza ed iniziare la conoscenza della bella capitale asburgica. Ci accoglie in albergo il simpaticissimo Piero Anzalone che con competenza e professionalità ci dà utilissimi suggerimenti su dove andare e dove mangiare al di fuori dei noti e battuti percorsi turistici. Inutile dire che è stato davvero prezioso durante tutta la nostra vacanza così come siamo stati benissimo all’Hotel Austria che consigliamo a tutti vivamente.

Iniziamo dalla visita dello Stephandom, la cattedrale di Santo Stefano nel cuore della Innere Stadt, che rappresenta il simbolo di Vienna ed il più grande monumento gotico austriaco sebbene inizialmente edificato nel XII secolo in stile romanico. Il suo interno, a tre navate, è davvero maestoso e suggestivo così come altrettanto imponente è il Sudturm o Staffi, l’altissimo campanile gugliato, ora in restauro, che con i suoi 136 metri caratterizza il panorama della città.

Proseguendo la nostra passeggiata, oramai alla luce del tramonto, arriviamo nell’allungata piazza del Graben, per secoli il cuore commerciale della capitale ed ora splendida isola pedonale, nel cui centro troneggia la barocca Pestsaule (colonna della peste) eretta nel 1693 come ringraziamento per la fine della peste che per oltre dieci anni aveva decimato la popolazione europea. Tutta la Innere Stadt è un maestoso intreccio di viali alberati, di vie e piazze circondate dagli splendidi palazzi dell’aristocrazia asburgica, da bei negozi e caratteristici caffè, tra i quali, lo storico Cafè Sacher (che è anche un albergo di lusso ed un ristorante) dove ci fermiamo a bere una cioccolata calda.

Percorriamo anche la Kartner strasse che collega la Sthepenplatz ed il Graben con il Ring all’altezza della Staatsoper, ricca di bei negozi e di famose pasticcerie nonché costellata di stelle di marmo che ricordano i più importanti musicisti viennesi.

L’imponente edificio neorinascimentale della Staatsoper, uno dei più importanti teatri lirici del mondo, sorge sul lato destro dell’Openring. Al di fuori di esso, buffi personaggi vestiti in costumi ottocenteschi invitano la gente ad entrare per assistere alle opere che vi si rappresentano. Internamente si può visitare la grande sala da 2200 posti e sentirsi più profondamente nel cuore di questa città. Arriviamo dopo pochi minuti al Museo dell’Albertina, al termine della Augustinerstrasse, un edificio che sorge su uno sperone degli antichi bastioni, edificato nel 1742 per il duca Albert von Sachsen-Teschen da cui prende il nome. All’interno si trova una delle più importanti collezioni grafiche del mondo nonché la mostra temporanea di 172 opere di Van Gogh, ma questo ci interesserà domani. Per questa sera, visto che è arrivata l’ora di cena, entriamo nelle sue pittoresche cantine, Augustinerkeller, molto suggestive e dalla cucina tipicamente viennese dove mangiamo gulasch con gnocchi di pane e beviamo un ottimo traminer. Da consigliare.

Vienna non è una città molto vivace dopo il tramonto, specialmente nei giorni feriali, quindi dopo una breve passeggiata rientriamo in albergo e finalmente ci godiamo un po’ di meritato riposo.

Venerdì 10 ottobre

Dopo un’ottima prima colazione dedichiamo la mattina alla visita del Palazzo Imperiale di Hofburg, residenza degli Asburgo per oltre sei secoli. Il complesso è formato da palazzi e cortili di diverse epoche, principalmente in stile barocco e neoclassico, disposti intorno allo Schweinzerhof (del XIII secolo) a cui si accede attraverso lo Schweinzertor (1552) splendido portale rinascimentale.

L’ingresso di Hofburg si trova sulla Michaelerplatz (dove sorge anche la Scuola di equitazione spagnola) dal quale si entra poi in una rotonda a cupola dalla quale si accede agli appartamenti imperiali ed al Museo delle argenterie di corte. La prima parte della visita si svolge qui. Facciamo il biglietto per ammirare gli splendidi servizi di piatti e posate con cui si servivano le numerose portate dei pranzi e delle cene degli imperatori d’Austria.

Raffinatissime porcellane cinesi e giapponesi, servizi di Boemia, neogotici inglesi, francesi ed italiani nonché collezioni di argenterie e candelabri rivestiti d’oro zecchino. Con lo stesso biglietto visitiamo anche gli appartamenti imperiali ed il Sissi Museum dedicato alll’imperatrice Elisabetta d’Austria consorte di Francesco Giuseppe, la cui tragica vita fu portata sullo schermo dalla splendida Romy Schneider. Molto belli gli appartamenti dell’imperatrice dotati di una palestra privata dove Sissi, maniaca per l’estetica, si teneva quotidianamente in forma.

Uscendo dai Kaiserappartements giungiamo in un grande cortile quadrangolare denominato In der Burg e ci dirigiamo verso sinistra verso lo Schweinzerhof (cortile degli svizzeri) che è il nucleo più antico del palazzo e dal quale si accede alla Burgkapelle ed allo Schatzkammer (il tesoro imperiale) che visitiamo ammirando meraviglie in oro e pietre preziose tra le quali la corona del Sacro Romano Impero creata nel 962 per l’incoronazione di Ottone I a Roma. Uscendo dal cortile In der Burg per il sottopassaggio dell’ala Leopoldina, giungiamo al vastissimo Heldenplatz (piazza degli Eroi), dove sorgono i monumenti equestri all’arciduca Carlo e ad Eugenio di Savoia,valoroso principe che sconfisse i turchi.

A questo punto siamo stanchi ed affamati. Dopo una breve passeggiata verso la Minoriterkirche (la chiesa degli italiani) ed il Parlamento, decidiamo di tornare verso l’albergo e di pranzare al Cafè Sacher con wurstel bolliti in salsa di rafano. Compro anche una Sachertorte da portare a casa, deliziosamente confezionata.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso l’Albertina per visitare la mostra temporanea su Van Gogh. Durante il percorso faccio dolci acquisti nei diversi negozi di biscotti (Manner per i wafer) e cioccolato (le famose palle di Mozart e le violette di Sissi della pasticceria Heindl) che si susseguono lungo le vie del centro. Oltre alla mostra sul famoso pittore olandese nelle sue diverse esperienze artistiche da Parigi ad Arles fino alla clinica psichiatrica di St Remy, visitiamo anche l’altra collezione dell’Albertina, ricca di opere di artisti del ‘900. Ci addentriamo poi nel quartiere ebraico, molto interessante, dove ceniamo in un ristorante dalla cucina veramente prelibata, “Ofen Loch” in Kurrentgasse 8, dove ci viene servita, dopo gustosissime zuppe, una Wienerschnitzel di vitello veramente superba, dalla panatura croccante separata dalla carne, che la rende particolarmente gustosa ma anche leggera.

Questo locale, consigliatosi dal fido Piero Anzalone, è ben superiore ai tanti ristoranti turistici, anche più famosi, che gravitano intorno al centro. Infatti è frequentato quasi totalmente, da gente del luogo ed è consigliabile prenotare poiché è sempre pieno. Da non perdere.

Solita passeggiata serale, è venerdì sera ma il centro di Vienna è tremendamente tranquillo.

Sabato 11 ottobre

Visitiamo Schonbrunn, simbolo della Vienna asburgica, la più nota delle residenze imperiali, la cui costruzione è stata ispirata dalla reggia di Versailles.

Per raggiungerla prendiamo la metro U4 (verde) a Schwendplatz e scendiamo a Hietzing, una fermata dopo Schonbrunn (chiusa per lavori) facendo poi un brevissimo tragitto in autobus. La giornata è splendida, calda persino.

Dopo una notevole fila facciamo il biglietto “Classic” (ci sono diverse tipologie di entrate a seconda di ciò che si desidera visitare) che ci permette di accedere agli appartamenti imperiali, al labirinto ed alla Gloriette, nonché ad assistere ad una degustazione del famoso e buonissimo strudel con gelato di vaniglia e sbuffo di panna montata. L’accesso è regolamentato ad orari e noi, nell’attesa di entrare negli appartamenti, (1441 sale in stile rococò ma solo 40 sono aperte al pubblico), attraversiamo i bellissimi giardini della residenza estiva degli Asburgo, e ci dirigiamo verso la salita alla cui cima si erge la Gloriette, alle spalle della fontana del Nettuno, neoclassico porticato costruito nella seconda metà del Settecento impreziosito da statue, vasche e viali nonché dal sofisticato Caffè della Gloriette, rinomato per la sua pasticceria e per le sue colazioni “musicali” che vi si svolgono il sabato e la domenica mattina. Saliamo in cima alla Gloriette e godiamo dello splendido panorama di Schonbrunn con la città di Vienna sullo sfondo.

Alle 12 e 30 entriamo negli appartamenti di Francesco Giuseppe e di Sissi, nelle sale di Maria Teresa, di Giuseppe II ed in quelle dell’arciduca Francesco Carlo e della consorte Sofia di Baviera. Ciò che più impressiona è la spartana semplicità degli appartamenti di Francesco Giuseppe in contrasto con il lusso del Salone del Milione (così chiamato per il costo dell’arredamento) o con il Salone degli Specchi dove Mozart si esibì a soli sei anni.

Alla fine della visita ci fermiamo a pranzo nel giardino del Cafè Residenz dentro al complesso di Schonbrunn dove ordiniamo ancora wurstel in salsa di rafano e il famoso Kaiserschmarrn (delizia dell’imperatore), il dolce favorito di Francesco Giuseppe ovvero una frittata dolce cosparsa di zucchero a velo e servita con composta di mele e prugne. Tornati in albergo, ci riposiamo un paio d’ore prima di concederci due bicchieri di Traminer come aperitivo ed uscire di nuovo, questa volta per fare un giro sulla super famosa ruota del Prater, il Riesenrad, installata nel Volksprater nel 1897 dall’ingegnere inglese Walter Basset.

È il tramonto quando finalmente le carrozze si muovono ed iniziamo a salire sempre più in alto ed a godere del panorama di Vienna all’imbrunire. Il giro dura circa 15 minuti, ed è davvero impedibile, ma tutto il Volksprater è un luogo unico e divertente, pieno di giochi per grandi e bambini, alcuni veramente terrificanti come le altissime torri dalle quali si può andare su e giù alla velocità della luce oppure dondolarsi a 50 metri di altezza su minuscoli seggiolini. Lungo l’alberata Hauptallee, che percorre il Prater in tutta la sua lunghezza (5 km), si trovano anche caffè e ristoranti all’aperto nonché qualche negozio di souvenir tipicamente viennesi (dolcetti, magliette, bamboline della principessa Sissi, etc…).

Per cena, decidiamo di recitare fino in fondo la parte dei turisti e (contro il parere di Piero) di cenare in un Heurigen di Grinzing, un villaggio in collina intorno Vienna, comodamente raggiungibile con il tram 38 dalla stazione di Schottentor. Prima però, su fervido consiglio di Piero, visitiamo il cafè Landtmann situato nei pressi del Burgtheater, un tempo il locale preferito di Sigmund Freud che annoverava tra i suoi clienti anche Oskar Kokoschka, Marlene Dietrich, Gary Cooper e Thomas Mann. Molto bello davvero, vi consigliamo anche noi di sedervi a prendere almeno un caffè.

Arriviamo a Grinzing insieme a numerosi pulmann di turisti, moltissimi italiani. Grinzing è molto carina e tipica, soprattutto per l’atmosfera che vi si respira. Ci sono molti locali e logicamente diversi Heurigen, il cui nome deriva da Heuriger, il vino dell’ultima vendemmia fresco e leggero.

In realtà sono delle classiche osterie dove viene servito oltre al vino un menù più o meno ricco ma rigorosamente legato alla tradizione. Esiste, per visitarli tutti in breve tempo, il Vienna Heurigen Express, un trenino mignon che porta in giro i turisti attraverso le dolci colline viennesi e permette di gustare i migliori vini di Grinzing, di Nussberg, di Heilingenstadt.

Noi ceniamo in uno degli Heurigen più famosi, Martin Sepp, molto chiassoso e divertente, e degustiamo il loro vino bianco (proviamo anche una specie di succo di pera che ci dicono essere la prima spremitura) mangiando zuppe di gulasch e zucca con pane nero, risotto e schnitzel . Ritorniamo con il solito 38 insieme ad una allegra brigata di austriaci in vena di canti e schiamazzi. È sabato sera e, finalmente, il centro di Vienna ci appare animato e pieno di gente.

Domenica 12 Ottobre

Ultimo giorno, purtroppo e, come i precedenti, fortunatamente caldo e bellissimo.

Oggi andiamo al Belvedere per ammirare il tanto decantato ed ammirato Bacio di Klimt.

Prendiamo la metro U1 a Stephenplatz e scendiamo a Sudtiroler Platz. Dopo una breve passeggiata arriviamo quindi al Belvedere, elegante residenza principesca edificata dall’architetto Johann Lucas von Hildebrandt tra il 1700 ed il 1723 ed è composta da due palazzi, il Belvedere inferiore, residenza estiva del principe Eugenio di Savoia ed il Belvedere superiore, destinato alle feste.

Nel Belvedere inferiore ha sede l’Osterreichisches Barockmuseum con opere di arte barocca ed un museo di arte medioevale nell’annessa Orangerie. In questo periodo (1 ottobre-18 gennaio 2009) è sede anche della mostra su Gustav Klimt e la Kunstschau (celebrazione dell’esposizione che si tenne nel 1908 da numerosi artisti in occasione del sessantesimo anniversario dell’incoronazione di Francesco Giuseppe). Per questo motivo, il famoso dipinto di Klimt, Der Kuss (il bacio) è stato temporaneamente spostato qui dal Belvedere superiore, dove viene abitualmente ammirato nell’ambito della Galleria Austriaca dove spiccano anche opere di O.Kokoschka, E.Schiele, Monet ed altri maestri. Tra il Belvedere inferiore e superiore si estende uno splendido giardino alla francese con vasche, statue, piccole cascate e scalinate. Noi visitiamo quasi tutto, anche se il mio maggior interesse è chiaramente per le opere di Klimt; oltre al bacio infatti ci sono altri disegni e dipinti, in particolare lo splendido “Le tre età della donna”.

Decidiamo poi di tornare verso l’Openring passando per Schwarzenbergplatz e Karlsplatz per ammirare la bella chiesa di San Carlo che vi si affaccia. La giornata dal clima primaverile ci suggerisce di pranzare in un luogo veramente particolare, il Palmenhaus nel Burggarten, ovvero l’antica serra delle palme dell’imperatore, un locale molto alla moda in città. Mangiamo immersi nel verde mentre intorno a noi tutto il giardino brulica di gente che prende il sole sul prato o è seduta a bere qualcosa nello spazio di fronte il Palmenhaus.

Dopo pranzo ci avviamo a piedi verso Stephansdom e salutiamo Vienna molto dispiaciuti.

Beviamo un caffè con il simpaticissimo Piero da Zanoni e Zanoni, una famosa gelateria italiana dietro il duomo ed a due passi dal nostro hotel. Alle cinque l’autobus ci riporta in aeroporto per prendere il volo della Niki Air delle 19,25. Questa volta non lo piloterà Niki Lauda in persona come all’andata ma tutto filerà liscio ugualmente e noi arriveremo puntuali a Fiumicino con il nostro carico prezioso di Sachertorte, Palle di Mozart e Violette della Principessa Sissi.

Ho sempre pensato che alcune calde, soleggiate giornate d’ottobre siano la cornice ideale per una breve vacanza in alcune delle più note capitali d’Europa che, in tale contesto riescono ad esprimere pienamente il loro fascino antico e la loro bellezza senza tempo. Una di queste è senza dubbio Vienna, dal volto maestoso ed imponente, dagli eleganti palazzi e dalle fastose chiese barocche, ma anche dai romantici giardini che, in questo periodo, assumono le sfumature dorate e le atmosfere malinconiche dell’autunno. Il mio diario inizia giovedì 9 ottobre con la simpatica faccia di Niki Lauda che ci accoglie sul suo nuovissimo aereo, che piloterà personalmente e con grande abilità.

Arriviamo all’aeroporto di Vienna in orario, alle tre del pomeriggio, e raggiungiamo il centro della città in una ventina di minuti prendendo l’autobus che porta a Morzinplatz. L’Hotel Austria, dove ho prenotato diversi mesi fa, vincendo con un bel po’ di fortuna, anche un buono da 100 euro da spendere durante il soggiorno, è molto vicino a Morzinplatz e quindi a breve possiamo depositare le valigie in stanza ed iniziare la conoscenza della bella capitale asburgica. Ci accoglie in albergo il simpaticissimo Piero Anzalone che con competenza e professionalità ci dà utilissimi suggerimenti su dove andare e dove mangiare al di fuori dei noti e battuti percorsi turistici. Inutile dire che è stato davvero prezioso durante tutta la nostra vacanza così come siamo stati benissimo all’Hotel Austria che consigliamo a tutti vivamente.

Iniziamo dalla visita dello Stephandom, la cattedrale di Santo Stefano nel cuore della Innere Stadt, che rappresenta il simbolo di Vienna ed il più grande monumento gotico austriaco sebbene inizialmente edificato nel XII secolo in stile romanico. Il suo interno, a tre navate, è davvero maestoso e suggestivo così come altrettanto imponente è il Sudturm o Staffi, l’altissimo campanile gugliato, ora in restauro, che con i suoi 136 metri caratterizza il panorama della città.

Proseguendo la nostra passeggiata, oramai alla luce del tramonto, arriviamo nell’allungata piazza del Graben, per secoli il cuore commerciale della capitale ed ora splendida isola pedonale, nel cui centro troneggia la barocca Pestsaule (colonna della peste) eretta nel 1693 come ringraziamento per la fine della peste che per oltre dieci anni aveva decimato la popolazione europea. Tutta la Innere Stadt è un maestoso intreccio di viali alberati, di vie e piazze circondate dagli splendidi palazzi dell’aristocrazia asburgica, da bei negozi e caratteristici caffè, tra i quali, lo storico Cafè Sacher (che è anche un albergo di lusso ed un ristorante) dove ci fermiamo a bere una cioccolata calda.

Percorriamo anche la Kartner strasse che collega la Sthepenplatz ed il Graben con il Ring all’altezza della Staatsoper, ricca di bei negozi e di famose pasticcerie nonché costellata di stelle di marmo che ricordano i più importanti musicisti viennesi.

L’imponente edificio neorinascimentale della Staatsoper, uno dei più importanti teatri lirici del mondo, sorge sul lato destro dell’Openring. Al di fuori di esso, buffi personaggi vestiti in costumi ottocenteschi invitano la gente ad entrare per assistere alle opere che vi si rappresentano. Internamente si può visitare la grande sala da 2200 posti e sentirsi più profondamente nel cuore di questa città. Arriviamo dopo pochi minuti al Museo dell’Albertina, al termine della Augustinerstrasse, un edificio che sorge su uno sperone degli antichi bastioni, edificato nel 1742 per il duca Albert von Sachsen-Teschen da cui prende il nome. All’interno si trova una delle più importanti collezioni grafiche del mondo nonché la mostra temporanea di 172 opere di Van Gogh, ma questo ci interesserà domani. Per questa sera, visto che è arrivata l’ora di cena, entriamo nelle sue pittoresche cantine, Augustinerkeller, molto suggestive e dalla cucina tipicamente viennese dove mangiamo gulasch con gnocchi di pane e beviamo un ottimo traminer. Da consigliare.

Vienna non è una città molto vivace dopo il tramonto, specialmente nei giorni feriali, quindi dopo una breve passeggiata rientriamo in albergo e finalmente ci godiamo un po’ di meritato riposo.

Venerdì 10 ottobre

Dopo un’ottima prima colazione dedichiamo la mattina alla visita del Palazzo Imperiale di Hofburg, residenza degli Asburgo per oltre sei secoli. Il complesso è formato da palazzi e cortili di diverse epoche, principalmente in stile barocco e neoclassico, disposti intorno allo Schweinzerhof (del XIII secolo) a cui si accede attraverso lo Schweinzertor (1552) splendido portale rinascimentale.

L’ingresso di Hofburg si trova sulla Michaelerplatz (dove sorge anche la Scuola di equitazione spagnola) dal quale si entra poi in una rotonda a cupola dalla quale si accede agli appartamenti imperiali ed al Museo delle argenterie di corte. La prima parte della visita si svolge qui. Facciamo il biglietto per ammirare gli splendidi servizi di piatti e posate con cui si servivano le numerose portate dei pranzi e delle cene degli imperatori d’Austria.

Raffinatissime porcellane cinesi e giapponesi, servizi di Boemia, neogotici inglesi, francesi ed italiani nonché collezioni di argenterie e candelabri rivestiti d’oro zecchino. Con lo stesso biglietto visitiamo anche gli appartamenti imperiali ed il Sissi Museum dedicato alll’imperatrice Elisabetta d’Austria consorte di Francesco Giuseppe, la cui tragica vita fu portata sullo schermo dalla splendida Romy Schneider. Molto belli gli appartamenti dell’imperatrice dotati di una palestra privata dove Sissi, maniaca per l’estetica, si teneva quotidianamente in forma.

Uscendo dai Kaiserappartements giungiamo in un grande cortile quadrangolare denominato In der Burg e ci dirigiamo verso sinistra verso lo Schweinzerhof (cortile degli svizzeri) che è il nucleo più antico del palazzo e dal quale si accede alla Burgkapelle ed allo Schatzkammer (il tesoro imperiale) che visitiamo ammirando meraviglie in oro e pietre preziose tra le quali la corona del Sacro Romano Impero creata nel 962 per l’incoronazione di Ottone I a Roma. Uscendo dal cortile In der Burg per il sottopassaggio dell’ala Leopoldina, giungiamo al vastissimo Heldenplatz (piazza degli Eroi), dove sorgono i monumenti equestri all’arciduca Carlo e ad Eugenio di Savoia,valoroso principe che sconfisse i turchi.

A questo punto siamo stanchi ed affamati. Dopo una breve passeggiata verso la Minoriterkirche (la chiesa degli italiani) ed il Parlamento, decidiamo di tornare verso l’albergo e di pranzare al Cafè Sacher con wurstel bolliti in salsa di rafano. Compro anche una Sachertorte da portare a casa, deliziosamente confezionata.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso l’Albertina per visitare la mostra temporanea su Van Gogh. Durante il percorso faccio dolci acquisti nei diversi negozi di biscotti (Manner per i wafer) e cioccolato (le famose palle di Mozart e le violette di Sissi della pasticceria Heindl) che si susseguono lungo le vie del centro. Oltre alla mostra sul famoso pittore olandese nelle sue diverse esperienze artistiche da Parigi ad Arles fino alla clinica psichiatrica di St Remy, visitiamo anche l’altra collezione dell’Albertina, ricca di opere di artisti del ‘900. Ci addentriamo poi nel quartiere ebraico, molto interessante, dove ceniamo in un ristorante dalla cucina veramente prelibata, “Ofen Loch” in Kurrentgasse 8, dove ci viene servita, dopo gustosissime zuppe, una Wienerschnitzel di vitello veramente superba, dalla panatura croccante separata dalla carne, che la rende particolarmente gustosa ma anche leggera.

Questo locale, consigliatosi dal fido Piero Anzalone, è ben superiore ai tanti ristoranti turistici, anche più famosi, che gravitano intorno al centro. Infatti è frequentato quasi totalmente, da gente del luogo ed è consigliabile prenotare poiché è sempre pieno. Da non perdere.

Solita passeggiata serale, è venerdì sera ma il centro di Vienna è tremendamente tranquillo.

Sabato 11 ottobre

Visitiamo Schonbrunn, simbolo della Vienna asburgica, la più nota delle residenze imperiali, la cui costruzione è stata ispirata dalla reggia di Versailles.

Per raggiungerla prendiamo la metro U4 (verde) a Schwendplatz e scendiamo a Hietzing, una fermata dopo Schonbrunn (chiusa per lavori) facendo poi un brevissimo tragitto in autobus. La giornata è splendida, calda persino.

Dopo una notevole fila facciamo il biglietto “Classic” (ci sono diverse tipologie di entrate a seconda di ciò che si desidera visitare) che ci permette di accedere agli appartamenti imperiali, al labirinto ed alla Gloriette, nonché ad assistere ad una degustazione del famoso e buonissimo strudel con gelato di vaniglia e sbuffo di panna montata. L’accesso è regolamentato ad orari e noi, nell’attesa di entrare negli appartamenti, (1441 sale in stile rococò ma solo 40 sono aperte al pubblico), attraversiamo i bellissimi giardini della residenza estiva degli Asburgo, e ci dirigiamo verso la salita alla cui cima si erge la Gloriette, alle spalle della fontana del Nettuno, neoclassico porticato costruito nella seconda metà del Settecento impreziosito da statue, vasche e viali nonché dal sofisticato Caffè della Gloriette, rinomato per la sua pasticceria e per le sue colazioni “musicali” che vi si svolgono il sabato e la domenica mattina. Saliamo in cima alla Gloriette e godiamo dello splendido panorama di Schonbrunn con la città di Vienna sullo sfondo.

Alle 12 e 30 entriamo negli appartamenti di Francesco Giuseppe e di Sissi, nelle sale di Maria Teresa, di Giuseppe II ed in quelle dell’arciduca Francesco Carlo e della consorte Sofia di Baviera. Ciò che più impressiona è la spartana semplicità degli appartamenti di Francesco Giuseppe in contrasto con il lusso del Salone del Milione (così chiamato per il costo dell’arredamento) o con il Salone degli Specchi dove Mozart si esibì a soli sei anni.

Alla fine della visita ci fermiamo a pranzo nel giardino del Cafè Residenz dentro al complesso di Schonbrunn dove ordiniamo ancora wurstel in salsa di rafano e il famoso Kaiserschmarrn (delizia dell’imperatore), il dolce favorito di Francesco Giuseppe ovvero una frittata dolce cosparsa di zucchero a velo e servita con composta di mele e prugne. Tornati in albergo, ci riposiamo un paio d’ore prima di concederci due bicchieri di Traminer come aperitivo ed uscire di nuovo, questa volta per fare un giro sulla super famosa ruota del Prater, il Riesenrad, installata nel Volksprater nel 1897 dall’ingegnere inglese Walter Basset.

È il tramonto quando finalmente le carrozze si muovono ed iniziamo a salire sempre più in alto ed a godere del panorama di Vienna all’imbrunire. Il giro dura circa 15 minuti, ed è davvero impedibile, ma tutto il Volksprater è un luogo unico e divertente, pieno di giochi per grandi e bambini, alcuni veramente terrificanti come le altissime torri dalle quali si può andare su e giù alla velocità della luce oppure dondolarsi a 50 metri di altezza su minuscoli seggiolini. Lungo l’alberata Hauptallee, che percorre il Prater in tutta la sua lunghezza (5 km), si trovano anche caffè e ristoranti all’aperto nonché qualche negozio di souvenir tipicamente viennesi (dolcetti, magliette, bamboline della principessa Sissi, etc…).

Per cena, decidiamo di recitare fino in fondo la parte dei turisti e (contro il parere di Piero) di cenare in un Heurigen di Grinzing, un villaggio in collina intorno Vienna, comodamente raggiungibile con il tram 38 dalla stazione di Schottentor. Prima però, su fervido consiglio di Piero, visitiamo il cafè Landtmann situato nei pressi del Burgtheater, un tempo il locale preferito di Sigmund Freud che annoverava tra i suoi clienti anche Oskar Kokoschka, Marlene Dietrich, Gary Cooper e Thomas Mann. Molto bello davvero, vi consigliamo anche noi di sedervi a prendere almeno un caffè.

Arriviamo a Grinzing insieme a numerosi pulmann di turisti, moltissimi italiani. Grinzing è molto carina e tipica, soprattutto per l’atmosfera che vi si respira. Ci sono molti locali e logicamente diversi Heurigen, il cui nome deriva da Heuriger, il vino dell’ultima vendemmia fresco e leggero.

In realtà sono delle classiche osterie dove viene servito oltre al vino un menù più o meno ricco ma rigorosamente legato alla tradizione. Esiste, per visitarli tutti in breve tempo, il Vienna Heurigen Express, un trenino mignon che porta in giro i turisti attraverso le dolci colline viennesi e permette di gustare i migliori vini di Grinzing, di Nussberg, di Heilingenstadt.

Noi ceniamo in uno degli Heurigen più famosi, Martin Sepp, molto chiassoso e divertente, e degustiamo il loro vino bianco (proviamo anche una specie di succo di pera che ci dicono essere la prima spremitura) mangiando zuppe di gulasch e zucca con pane nero, risotto e schnitzel . Ritorniamo con il solito 38 insieme ad una allegra brigata di austriaci in vena di canti e schiamazzi. È sabato sera e, finalmente, il centro di Vienna ci appare animato e pieno di gente.

Domenica 12 Ottobre

Ultimo giorno, purtroppo e, come i precedenti, fortunatamente caldo e bellissimo.

Oggi andiamo al Belvedere per ammirare il tanto decantato ed ammirato Bacio di Klimt.

Prendiamo la metro U1 a Stephenplatz e scendiamo a Sudtiroler Platz. Dopo una breve passeggiata arriviamo quindi al Belvedere, elegante residenza principesca edificata dall’architetto Johann Lucas von Hildebrandt tra il 1700 ed il 1723 ed è composta da due palazzi, il Belvedere inferiore, residenza estiva del principe Eugenio di Savoia ed il Belvedere superiore, destinato alle feste.

Nel Belvedere inferiore ha sede l’Osterreichisches Barockmuseum con opere di arte barocca ed un museo di arte medioevale nell’annessa Orangerie. In questo periodo (1 ottobre-18 gennaio 2009) è sede anche della mostra su Gustav Klimt e la Kunstschau (celebrazione dell’esposizione che si tenne nel 1908 da numerosi artisti in occasione del sessantesimo anniversario dell’incoronazione di Francesco Giuseppe). Per questo motivo, il famoso dipinto di Klimt, Der Kuss (il bacio) è stato temporaneamente spostato qui dal Belvedere superiore, dove viene abitualmente ammirato nell’ambito della Galleria Austriaca dove spiccano anche opere di O.Kokoschka, E.Schiele, Monet ed altri maestri. Tra il Belvedere inferiore e superiore si estende uno splendido giardino alla francese con vasche, statue, piccole cascate e scalinate. Noi visitiamo quasi tutto, anche se il mio maggior interesse è chiaramente per le opere di Klimt; oltre al bacio infatti ci sono altri disegni e dipinti, in particolare lo splendido “Le tre età della donna”.

Decidiamo poi di tornare verso l’Openring passando per Schwarzenbergplatz e Karlsplatz per ammirare la bella chiesa di San Carlo che vi si affaccia. La giornata dal clima primaverile ci suggerisce di pranzare in un luogo veramente particolare, il Palmenhaus nel Burggarten, ovvero l’antica serra delle palme dell’imperatore, un locale molto alla moda in città. Mangiamo immersi nel verde mentre intorno a noi tutto il giardino brulica di gente che prende il sole sul prato o è seduta a bere qualcosa nello spazio di fronte il Palmenhaus.

Dopo pranzo ci avviamo a piedi verso Stephansdom e salutiamo Vienna molto dispiaciuti.

Beviamo un caffè con il simpaticissimo Piero da Zanoni e Zanoni, una famosa gelateria italiana dietro il duomo ed a due passi dal nostro hotel. Alle cinque l’autobus ci riporta in aeroporto per prendere il volo della Niki Air delle 19,25. Questa volta non lo piloterà Niki Lauda in persona come all’andata ma tutto filerà liscio ugualmente e noi arriveremo puntuali a Fiumicino con il nostro carico prezioso di Sachertorte, Palle di Mozart e Violette della Principessa Sissi.

Ho sempre pensato che alcune calde, soleggiate giornate d’ottobre siano la cornice ideale per una breve vacanza in alcune delle più note capitali d’Europa che, in tale contesto riescono ad esprimere pienamente il loro fascino antico e la loro bellezza senza tempo. Una di queste è senza dubbio Vienna, dal volto maestoso ed imponente, dagli eleganti palazzi e dalle fastose chiese barocche, ma anche dai romantici giardini che, in questo periodo, assumono le sfumature dorate e le atmosfere malinconiche dell’autunno. Il mio diario inizia giovedì 9 ottobre con la simpatica faccia di Niki Lauda che ci accoglie sul suo nuovissimo aereo, che piloterà personalmente e con grande abilità.

Arriviamo all’aeroporto di Vienna in orario, alle tre del pomeriggio, e raggiungiamo il centro della città in una ventina di minuti prendendo l’autobus che porta a Morzinplatz. L’Hotel Austria, dove ho prenotato diversi mesi fa, vincendo con un bel po’ di fortuna, anche un buono da 100 euro da spendere durante il soggiorno, è molto vicino a Morzinplatz e quindi a breve possiamo depositare le valigie in stanza ed iniziare la conoscenza della bella capitale asburgica. Ci accoglie in albergo il simpaticissimo Piero Anzalone che con competenza e professionalità ci dà utilissimi suggerimenti su dove andare e dove mangiare al di fuori dei noti e battuti percorsi turistici. Inutile dire che è stato davvero prezioso durante tutta la nostra vacanza così come siamo stati benissimo all’Hotel Austria che consigliamo a tutti vivamente.

Iniziamo dalla visita dello Stephandom, la cattedrale di Santo Stefano nel cuore della Innere Stadt, che rappresenta il simbolo di Vienna ed il più grande monumento gotico austriaco sebbene inizialmente edificato nel XII secolo in stile romanico. Il suo interno, a tre navate, è davvero maestoso e suggestivo così come altrettanto imponente è il Sudturm o Staffi, l’altissimo campanile gugliato, ora in restauro, che con i suoi 136 metri caratterizza il panorama della città.

Proseguendo la nostra passeggiata, oramai alla luce del tramonto, arriviamo nell’allungata piazza del Graben, per secoli il cuore commerciale della capitale ed ora splendida isola pedonale, nel cui centro troneggia la barocca Pestsaule (colonna della peste) eretta nel 1693 come ringraziamento per la fine della peste che per oltre dieci anni aveva decimato la popolazione europea. Tutta la Innere Stadt è un maestoso intreccio di viali alberati, di vie e piazze circondate dagli splendidi palazzi dell’aristocrazia asburgica, da bei negozi e caratteristici caffè, tra i quali, lo storico Cafè Sacher (che è anche un albergo di lusso ed un ristorante) dove ci fermiamo a bere una cioccolata calda.

Percorriamo anche la Kartner strasse che collega la Sthepenplatz ed il Graben con il Ring all’altezza della Staatsoper, ricca di bei negozi e di famose pasticcerie nonché costellata di stelle di marmo che ricordano i più importanti musicisti viennesi.

L’imponente edificio neorinascimentale della Staatsoper, uno dei più importanti teatri lirici del mondo, sorge sul lato destro dell’Openring. Al di fuori di esso, buffi personaggi vestiti in costumi ottocenteschi invitano la gente ad entrare per assistere alle opere che vi si rappresentano. Internamente si può visitare la grande sala da 2200 posti e sentirsi più profondamente nel cuore di questa città. Arriviamo dopo pochi minuti al Museo dell’Albertina, al termine della Augustinerstrasse, un edificio che sorge su uno sperone degli antichi bastioni, edificato nel 1742 per il duca Albert von Sachsen-Teschen da cui prende il nome. All’interno si trova una delle più importanti collezioni grafiche del mondo nonché la mostra temporanea di 172 opere di Van Gogh, ma questo ci interesserà domani. Per questa sera, visto che è arrivata l’ora di cena, entriamo nelle sue pittoresche cantine, Augustinerkeller, molto suggestive e dalla cucina tipicamente viennese dove mangiamo gulasch con gnocchi di pane e beviamo un ottimo traminer. Da consigliare.

Vienna non è una città molto vivace dopo il tramonto, specialmente nei giorni feriali, quindi dopo una breve passeggiata rientriamo in albergo e finalmente ci godiamo un po’ di meritato riposo.

Venerdì 10 ottobre

Dopo un’ottima prima colazione dedichiamo la mattina alla visita del Palazzo Imperiale di Hofburg, residenza degli Asburgo per oltre sei secoli. Il complesso è formato da palazzi e cortili di diverse epoche, principalmente in stile barocco e neoclassico, disposti intorno allo Schweinzerhof (del XIII secolo) a cui si accede attraverso lo Schweinzertor (1552) splendido portale rinascimentale.

L’ingresso di Hofburg si trova sulla Michaelerplatz (dove sorge anche la Scuola di equitazione spagnola) dal quale si entra poi in una rotonda a cupola dalla quale si accede agli appartamenti imperiali ed al Museo delle argenterie di corte. La prima parte della visita si svolge qui. Facciamo il biglietto per ammirare gli splendidi servizi di piatti e posate con cui si servivano le numerose portate dei pranzi e delle cene degli imperatori d’Austria.

Raffinatissime porcellane cinesi e giapponesi, servizi di Boemia, neogotici inglesi, francesi ed italiani nonché collezioni di argenterie e candelabri rivestiti d’oro zecchino. Con lo stesso biglietto visitiamo anche gli appartamenti imperiali ed il Sissi Museum dedicato alll’imperatrice Elisabetta d’Austria consorte di Francesco Giuseppe, la cui tragica vita fu portata sullo schermo dalla splendida Romy Schneider. Molto belli gli appartamenti dell’imperatrice dotati di una palestra privata dove Sissi, maniaca per l’estetica, si teneva quotidianamente in forma.

Uscendo dai Kaiserappartements giungiamo in un grande cortile quadrangolare denominato In der Burg e ci dirigiamo verso sinistra verso lo Schweinzerhof (cortile degli svizzeri) che è il nucleo più antico del palazzo e dal quale si accede alla Burgkapelle ed allo Schatzkammer (il tesoro imperiale) che visitiamo ammirando meraviglie in oro e pietre preziose tra le quali la corona del Sacro Romano Impero creata nel 962 per l’incoronazione di Ottone I a Roma. Uscendo dal cortile In der Burg per il sottopassaggio dell’ala Leopoldina, giungiamo al vastissimo Heldenplatz (piazza degli Eroi), dove sorgono i monumenti equestri all’arciduca Carlo e ad Eugenio di Savoia,valoroso principe che sconfisse i turchi.

A questo punto siamo stanchi ed affamati. Dopo una breve passeggiata verso la Minoriterkirche (la chiesa degli italiani) ed il Parlamento, decidiamo di tornare verso l’albergo e di pranzare al Cafè Sacher con wurstel bolliti in salsa di rafano. Compro anche una Sachertorte da portare a casa, deliziosamente confezionata.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso l’Albertina per visitare la mostra temporanea su Van Gogh. Durante il percorso faccio dolci acquisti nei diversi negozi di biscotti (Manner per i wafer) e cioccolato (le famose palle di Mozart e le violette di Sissi della pasticceria Heindl) che si susseguono lungo le vie del centro. Oltre alla mostra sul famoso pittore olandese nelle sue diverse esperienze artistiche da Parigi ad Arles fino alla clinica psichiatrica di St Remy, visitiamo anche l’altra collezione dell’Albertina, ricca di opere di artisti del ‘900. Ci addentriamo poi nel quartiere ebraico, molto interessante, dove ceniamo in un ristorante dalla cucina veramente prelibata, “Ofen Loch” in Kurrentgasse 8, dove ci viene servita, dopo gustosissime zuppe, una Wienerschnitzel di vitello veramente superba, dalla panatura croccante separata dalla carne, che la rende particolarmente gustosa ma anche leggera.

Questo locale, consigliatosi dal fido Piero Anzalone, è ben superiore ai tanti ristoranti turistici, anche più famosi, che gravitano intorno al centro. Infatti è frequentato quasi totalmente, da gente del luogo ed è consigliabile prenotare poiché è sempre pieno. Da non perdere.

Solita passeggiata serale, è venerdì sera ma il centro di Vienna è tremendamente tranquillo.

Sabato 11 ottobre

Visitiamo Schonbrunn, simbolo della Vienna asburgica, la più nota delle residenze imperiali, la cui costruzione è stata ispirata dalla reggia di Versailles.

Per raggiungerla prendiamo la metro U4 (verde) a Schwendplatz e scendiamo a Hietzing, una fermata dopo Schonbrunn (chiusa per lavori) facendo poi un brevissimo tragitto in autobus. La giornata è splendida, calda persino.

Dopo una notevole fila facciamo il biglietto “Classic” (ci sono diverse tipologie di entrate a seconda di ciò che si desidera visitare) che ci permette di accedere agli appartamenti imperiali, al labirinto ed alla Gloriette, nonché ad assistere ad una degustazione del famoso e buonissimo strudel con gelato di vaniglia e sbuffo di panna montata. L’accesso è regolamentato ad orari e noi, nell’attesa di entrare negli appartamenti, (1441 sale in stile rococò ma solo 40 sono aperte al pubblico), attraversiamo i bellissimi giardini della residenza estiva degli Asburgo, e ci dirigiamo verso la salita alla cui cima si erge la Gloriette, alle spalle della fontana del Nettuno, neoclassico porticato costruito nella seconda metà del Settecento impreziosito da statue, vasche e viali nonché dal sofisticato Caffè della Gloriette, rinomato per la sua pasticceria e per le sue colazioni “musicali” che vi si svolgono il sabato e la domenica mattina. Saliamo in cima alla Gloriette e godiamo dello splendido panorama di Schonbrunn con la città di Vienna sullo sfondo.

Alle 12 e 30 entriamo negli appartamenti di Francesco Giuseppe e di Sissi, nelle sale di Maria Teresa, di Giuseppe II ed in quelle dell’arciduca Francesco Carlo e della consorte Sofia di Baviera. Ciò che più impressiona è la spartana semplicità degli appartamenti di Francesco Giuseppe in contrasto con il lusso del Salone del Milione (così chiamato per il costo dell’arredamento) o con il Salone degli Specchi dove Mozart si esibì a soli sei anni.

Alla fine della visita ci fermiamo a pranzo nel giardino del Cafè Residenz dentro al complesso di Schonbrunn dove ordiniamo ancora wurstel in salsa di rafano e il famoso Kaiserschmarrn (delizia dell’imperatore), il dolce favorito di Francesco Giuseppe ovvero una frittata dolce cosparsa di zucchero a velo e servita con composta di mele e prugne. Tornati in albergo, ci riposiamo un paio d’ore prima di concederci due bicchieri di Traminer come aperitivo ed uscire di nuovo, questa volta per fare un giro sulla super famosa ruota del Prater, il Riesenrad, installata nel Volksprater nel 1897 dall’ingegnere inglese Walter Basset.

È il tramonto quando finalmente le carrozze si muovono ed iniziamo a salire sempre più in alto ed a godere del panorama di Vienna all’imbrunire. Il giro dura circa 15 minuti, ed è davvero impedibile, ma tutto il Volksprater è un luogo unico e divertente, pieno di giochi per grandi e bambini, alcuni veramente terrificanti come le altissime torri dalle quali si può andare su e giù alla velocità della luce oppure dondolarsi a 50 metri di altezza su minuscoli seggiolini. Lungo l’alberata Hauptallee, che percorre il Prater in tutta la sua lunghezza (5 km), si trovano anche caffè e ristoranti all’aperto nonché qualche negozio di souvenir tipicamente viennesi (dolcetti, magliette, bamboline della principessa Sissi, etc…).

Per cena, decidiamo di recitare fino in fondo la parte dei turisti e (contro il parere di Piero) di cenare in un Heurigen di Grinzing, un villaggio in collina intorno Vienna, comodamente raggiungibile con il tram 38 dalla stazione di Schottentor. Prima però, su fervido consiglio di Piero, visitiamo il cafè Landtmann situato nei pressi del Burgtheater, un tempo il locale preferito di Sigmund Freud che annoverava tra i suoi clienti anche Oskar Kokoschka, Marlene Dietrich, Gary Cooper e Thomas Mann. Molto bello davvero, vi consigliamo anche noi di sedervi a prendere almeno un caffè.

Arriviamo a Grinzing insieme a numerosi pulmann di turisti, moltissimi italiani. Grinzing è molto carina e tipica, soprattutto per l’atmosfera che vi si respira. Ci sono molti locali e logicamente diversi Heurigen, il cui nome deriva da Heuriger, il vino dell’ultima vendemmia fresco e leggero.

In realtà sono delle classiche osterie dove viene servito oltre al vino un menù più o meno ricco ma rigorosamente legato alla tradizione. Esiste, per visitarli tutti in breve tempo, il Vienna Heurigen Express, un trenino mignon che porta in giro i turisti attraverso le dolci colline viennesi e permette di gustare i migliori vini di Grinzing, di Nussberg, di Heilingenstadt.

Noi ceniamo in uno degli Heurigen più famosi, Martin Sepp, molto chiassoso e divertente, e degustiamo il loro vino bianco (proviamo anche una specie di succo di pera che ci dicono essere la prima spremitura) mangiando zuppe di gulasch e zucca con pane nero, risotto e schnitzel . Ritorniamo con il solito 38 insieme ad una allegra brigata di austriaci in vena di canti e schiamazzi. È sabato sera e, finalmente, il centro di Vienna ci appare animato e pieno di gente.

Domenica 12 Ottobre

Ultimo giorno, purtroppo e, come i precedenti, fortunatamente caldo e bellissimo.

Oggi andiamo al Belvedere per ammirare il tanto decantato ed ammirato Bacio di Klimt.

Prendiamo la metro U1 a Stephenplatz e scendiamo a Sudtiroler Platz. Dopo una breve passeggiata arriviamo quindi al Belvedere, elegante residenza principesca edificata dall’architetto Johann Lucas von Hildebrandt tra il 1700 ed il 1723 ed è composta da due palazzi, il Belvedere inferiore, residenza estiva del principe Eugenio di Savoia ed il Belvedere superiore, destinato alle feste.

Nel Belvedere inferiore ha sede l’Osterreichisches Barockmuseum con opere di arte barocca ed un museo di arte medioevale nell’annessa Orangerie. In questo periodo (1 ottobre-18 gennaio 2009) è sede anche della mostra su Gustav Klimt e la Kunstschau (celebrazione dell’esposizione che si tenne nel 1908 da numerosi artisti in occasione del sessantesimo anniversario dell’incoronazione di Francesco Giuseppe). Per questo motivo, il famoso dipinto di Klimt, Der Kuss (il bacio) è stato temporaneamente spostato qui dal Belvedere superiore, dove viene abitualmente ammirato nell’ambito della Galleria Austriaca dove spiccano anche opere di O.Kokoschka, E.Schiele, Monet ed altri maestri. Tra il Belvedere inferiore e superiore si estende uno splendido giardino alla francese con vasche, statue, piccole cascate e scalinate. Noi visitiamo quasi tutto, anche se il mio maggior interesse è chiaramente per le opere di Klimt; oltre al bacio infatti ci sono altri disegni e dipinti, in particolare lo splendido “Le tre età della donna”.

Decidiamo poi di tornare verso l’Openring passando per Schwarzenbergplatz e Karlsplatz per ammirare la bella chiesa di San Carlo che vi si affaccia. La giornata dal clima primaverile ci suggerisce di pranzare in un luogo veramente particolare, il Palmenhaus nel Burggarten, ovvero l’antica serra delle palme dell’imperatore, un locale molto alla moda in città. Mangiamo immersi nel verde mentre intorno a noi tutto il giardino brulica di gente che prende il sole sul prato o è seduta a bere qualcosa nello spazio di fronte il Palmenhaus.

Dopo pranzo ci avviamo a piedi verso Stephansdom e salutiamo Vienna molto dispiaciuti.

Beviamo un caffè con il simpaticissimo Piero da Zanoni e Zanoni, una famosa gelateria italiana dietro il duomo ed a due passi dal nostro hotel. Alle cinque l’autobus ci riporta in aeroporto per prendere il volo della Niki Air delle 19,25. Questa volta non lo piloterà Niki Lauda in persona come all’andata ma tutto filerà liscio ugualmente e noi arriveremo puntuali a Fiumicino con il nostro carico prezioso di Sachertorte, Palle di Mozart e Violette della Principessa Sissi.

Ho sempre pensato che alcune calde, soleggiate giornate d’ottobre siano la cornice ideale per una breve vacanza in alcune delle più note capitali d’Europa che, in tale contesto riescono ad esprimere pienamente il loro fascino antico e la loro bellezza senza tempo. Una di queste è senza dubbio Vienna, dal volto maestoso ed imponente, dagli eleganti palazzi e dalle fastose chiese barocche, ma anche dai romantici giardini che, in questo periodo, assumono le sfumature dorate e le atmosfere malinconiche dell’autunno. Il mio diario inizia giovedì 9 ottobre con la simpatica faccia di Niki Lauda che ci accoglie sul suo nuovissimo aereo, che piloterà personalmente e con grande abilità.

Arriviamo all’aeroporto di Vienna in orario, alle tre del pomeriggio, e raggiungiamo il centro della città in una ventina di minuti prendendo l’autobus che porta a Morzinplatz. L’Hotel Austria, dove ho prenotato diversi mesi fa, vincendo con un bel po’ di fortuna, anche un buono da 100 euro da spendere durante il soggiorno, è molto vicino a Morzinplatz e quindi a breve possiamo depositare le valigie in stanza ed iniziare la conoscenza della bella capitale asburgica. Ci accoglie in albergo il simpaticissimo Piero Anzalone che con competenza e professionalità ci dà utilissimi suggerimenti su dove andare e dove mangiare al di fuori dei noti e battuti percorsi turistici. Inutile dire che è stato davvero prezioso durante tutta la nostra vacanza così come siamo stati benissimo all’Hotel Austria che consigliamo a tutti vivamente.

Iniziamo dalla visita dello Stephandom, la cattedrale di Santo Stefano nel cuore della Innere Stadt, che rappresenta il simbolo di Vienna ed il più grande monumento gotico austriaco sebbene inizialmente edificato nel XII secolo in stile romanico. Il suo interno, a tre navate, è davvero maestoso e suggestivo così come altrettanto imponente è il Sudturm o Staffi, l’altissimo campanile gugliato, ora in restauro, che con i suoi 136 metri caratterizza il panorama della città.

Proseguendo la nostra passeggiata, oramai alla luce del tramonto, arriviamo nell’allungata piazza del Graben, per secoli il cuore commerciale della capitale ed ora splendida isola pedonale, nel cui centro troneggia la barocca Pestsaule (colonna della peste) eretta nel 1693 come ringraziamento per la fine della peste che per oltre dieci anni aveva decimato la popolazione europea. Tutta la Innere Stadt è un maestoso intreccio di viali alberati, di vie e piazze circondate dagli splendidi palazzi dell’aristocrazia asburgica, da bei negozi e caratteristici caffè, tra i quali, lo storico Cafè Sacher (che è anche un albergo di lusso ed un ristorante) dove ci fermiamo a bere una cioccolata calda.

Percorriamo anche la Kartner strasse che collega la Sthepenplatz ed il Graben con il Ring all’altezza della Staatsoper, ricca di bei negozi e di famose pasticcerie nonché costellata di stelle di marmo che ricordano i più importanti musicisti viennesi.

L’imponente edificio neorinascimentale della Staatsoper, uno dei più importanti teatri lirici del mondo, sorge sul lato destro dell’Openring. Al di fuori di esso, buffi personaggi vestiti in costumi ottocenteschi invitano la gente ad entrare per assistere alle opere che vi si rappresentano. Internamente si può visitare la grande sala da 2200 posti e sentirsi più profondamente nel cuore di questa città. Arriviamo dopo pochi minuti al Museo dell’Albertina, al termine della Augustinerstrasse, un edificio che sorge su uno sperone degli antichi bastioni, edificato nel 1742 per il duca Albert von Sachsen-Teschen da cui prende il nome. All’interno si trova una delle più importanti collezioni grafiche del mondo nonché la mostra temporanea di 172 opere di Van Gogh, ma questo ci interesserà domani. Per questa sera, visto che è arrivata l’ora di cena, entriamo nelle sue pittoresche cantine, Augustinerkeller, molto suggestive e dalla cucina tipicamente viennese dove mangiamo gulasch con gnocchi di pane e beviamo un ottimo traminer. Da consigliare.

Vienna non è una città molto vivace dopo il tramonto, specialmente nei giorni feriali, quindi dopo una breve passeggiata rientriamo in albergo e finalmente ci godiamo un po’ di meritato riposo.

Venerdì 10 ottobre

Dopo un’ottima prima colazione dedichiamo la mattina alla visita del Palazzo Imperiale di Hofburg, residenza degli Asburgo per oltre sei secoli. Il complesso è formato da palazzi e cortili di diverse epoche, principalmente in stile barocco e neoclassico, disposti intorno allo Schweinzerhof (del XIII secolo) a cui si accede attraverso lo Schweinzertor (1552) splendido portale rinascimentale.

L’ingresso di Hofburg si trova sulla Michaelerplatz (dove sorge anche la Scuola di equitazione spagnola) dal quale si entra poi in una rotonda a cupola dalla quale si accede agli appartamenti imperiali ed al Museo delle argenterie di corte. La prima parte della visita si svolge qui. Facciamo il biglietto per ammirare gli splendidi servizi di piatti e posate con cui si servivano le numerose portate dei pranzi e delle cene degli imperatori d’Austria.

Raffinatissime porcellane cinesi e giapponesi, servizi di Boemia, neogotici inglesi, francesi ed italiani nonché collezioni di argenterie e candelabri rivestiti d’oro zecchino. Con lo stesso biglietto visitiamo anche gli appartamenti imperiali ed il Sissi Museum dedicato alll’imperatrice Elisabetta d’Austria consorte di Francesco Giuseppe, la cui tragica vita fu portata sullo schermo dalla splendida Romy Schneider. Molto belli gli appartamenti dell’imperatrice dotati di una palestra privata dove Sissi, maniaca per l’estetica, si teneva quotidianamente in forma.

Uscendo dai Kaiserappartements giungiamo in un grande cortile quadrangolare denominato In der Burg e ci dirigiamo verso sinistra verso lo Schweinzerhof (cortile degli svizzeri) che è il nucleo più antico del palazzo e dal quale si accede alla Burgkapelle ed allo Schatzkammer (il tesoro imperiale) che visitiamo ammirando meraviglie in oro e pietre preziose tra le quali la corona del Sacro Romano Impero creata nel 962 per l’incoronazione di Ottone I a Roma. Uscendo dal cortile In der Burg per il sottopassaggio dell’ala Leopoldina, giungiamo al vastissimo Heldenplatz (piazza degli Eroi), dove sorgono i monumenti equestri all’arciduca Carlo e ad Eugenio di Savoia,valoroso principe che sconfisse i turchi.

A questo punto siamo stanchi ed affamati. Dopo una breve passeggiata verso la Minoriterkirche (la chiesa degli italiani) ed il Parlamento, decidiamo di tornare verso l’albergo e di pranzare al Cafè Sacher con wurstel bolliti in salsa di rafano. Compro anche una Sachertorte da portare a casa, deliziosamente confezionata.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso l’Albertina per visitare la mostra temporanea su Van Gogh. Durante il percorso faccio dolci acquisti nei diversi negozi di biscotti (Manner per i wafer) e cioccolato (le famose palle di Mozart e le violette di Sissi della pasticceria Heindl) che si susseguono lungo le vie del centro. Oltre alla mostra sul famoso pittore olandese nelle sue diverse esperienze artistiche da Parigi ad Arles fino alla clinica psichiatrica di St Remy, visitiamo anche l’altra collezione dell’Albertina, ricca di opere di artisti del ‘900. Ci addentriamo poi nel quartiere ebraico, molto interessante, dove ceniamo in un ristorante dalla cucina veramente prelibata, “Ofen Loch” in Kurrentgasse 8, dove ci viene servita, dopo gustosissime zuppe, una Wienerschnitzel di vitello veramente superba, dalla panatura croccante separata dalla carne, che la rende particolarmente gustosa ma anche leggera.

Questo locale, consigliatosi dal fido Piero Anzalone, è ben superiore ai tanti ristoranti turistici, anche più famosi, che gravitano intorno al centro. Infatti è frequentato quasi totalmente, da gente del luogo ed è consigliabile prenotare poiché è sempre pieno. Da non perdere.

Solita passeggiata serale, è venerdì sera ma il centro di Vienna è tremendamente tranquillo.

Sabato 11 ottobre

Visitiamo Schonbrunn, simbolo della Vienna asburgica, la più nota delle residenze imperiali, la cui costruzione è stata ispirata dalla reggia di Versailles.

Per raggiungerla prendiamo la metro U4 (verde) a Schwendplatz e scendiamo a Hietzing, una fermata dopo Schonbrunn (chiusa per lavori) facendo poi un brevissimo tragitto in autobus. La giornata è splendida, calda persino.

Dopo una notevole fila facciamo il biglietto “Classic” (ci sono diverse tipologie di entrate a seconda di ciò che si desidera visitare) che ci permette di accedere agli appartamenti imperiali, al labirinto ed alla Gloriette, nonché ad assistere ad una degustazione del famoso e buonissimo strudel con gelato di vaniglia e sbuffo di panna montata. L’accesso è regolamentato ad orari e noi, nell’attesa di entrare negli appartamenti, (1441 sale in stile rococò ma solo 40 sono aperte al pubblico), attraversiamo i bellissimi giardini della residenza estiva degli Asburgo, e ci dirigiamo verso la salita alla cui cima si erge la Gloriette, alle spalle della fontana del Nettuno, neoclassico porticato costruito nella seconda metà del Settecento impreziosito da statue, vasche e viali nonché dal sofisticato Caffè della Gloriette, rinomato per la sua pasticceria e per le sue colazioni “musicali” che vi si svolgono il sabato e la domenica mattina. Saliamo in cima alla Gloriette e godiamo dello splendido panorama di Schonbrunn con la città di Vienna sullo sfondo.

Alle 12 e 30 entriamo negli appartamenti di Francesco Giuseppe e di Sissi, nelle sale di Maria Teresa, di Giuseppe II ed in quelle dell’arciduca Francesco Carlo e della consorte Sofia di Baviera. Ciò che più impressiona è la spartana semplicità degli appartamenti di Francesco Giuseppe in contrasto con il lusso del Salone del Milione (così chiamato per il costo dell’arredamento) o con il Salone degli Specchi dove Mozart si esibì a soli sei anni.

Alla fine della visita ci fermiamo a pranzo nel giardino del Cafè Residenz dentro al complesso di Schonbrunn dove ordiniamo ancora wurstel in salsa di rafano e il famoso Kaiserschmarrn (delizia dell’imperatore), il dolce favorito di Francesco Giuseppe ovvero una frittata dolce cosparsa di zucchero a velo e servita con composta di mele e prugne. Tornati in albergo, ci riposiamo un paio d’ore prima di concederci due bicchieri di Traminer come aperitivo ed uscire di nuovo, questa volta per fare un giro sulla super famosa ruota del Prater, il Riesenrad, installata nel Volksprater nel 1897 dall’ingegnere inglese Walter Basset.

È il tramonto quando finalmente le carrozze si muovono ed iniziamo a salire sempre più in alto ed a godere del panorama di Vienna all’imbrunire. Il giro dura circa 15 minuti, ed è davvero impedibile, ma tutto il Volksprater è un luogo unico e divertente, pieno di giochi per grandi e bambini, alcuni veramente terrificanti come le altissime torri dalle quali si può andare su e giù alla velocità della luce oppure dondolarsi a 50 metri di altezza su minuscoli seggiolini. Lungo l’alberata Hauptallee, che percorre il Prater in tutta la sua lunghezza (5 km), si trovano anche caffè e ristoranti all’aperto nonché qualche negozio di souvenir tipicamente viennesi (dolcetti, magliette, bamboline della principessa Sissi, etc…).

Per cena, decidiamo di recitare fino in fondo la parte dei turisti e (contro il parere di Piero) di cenare in un Heurigen di Grinzing, un villaggio in collina intorno Vienna, comodamente raggiungibile con il tram 38 dalla stazione di Schottentor. Prima però, su fervido consiglio di Piero, visitiamo il cafè Landtmann situato nei pressi del Burgtheater, un tempo il locale preferito di Sigmund Freud che annoverava tra i suoi clienti anche Oskar Kokoschka, Marlene Dietrich, Gary Cooper e Thomas Mann. Molto bello davvero, vi consigliamo anche noi di sedervi a prendere almeno un caffè.

Arriviamo a Grinzing insieme a numerosi pulmann di turisti, moltissimi italiani. Grinzing è molto carina e tipica, soprattutto per l’atmosfera che vi si respira. Ci sono molti locali e logicamente diversi Heurigen, il cui nome deriva da Heuriger, il vino dell’ultima vendemmia fresco e leggero.

In realtà sono delle classiche osterie dove viene servito oltre al vino un menù più o meno ricco ma rigorosamente legato alla tradizione. Esiste, per visitarli tutti in breve tempo, il Vienna Heurigen Express, un trenino mignon che porta in giro i turisti attraverso le dolci colline viennesi e permette di gustare i migliori vini di Grinzing, di Nussberg, di Heilingenstadt.

Noi ceniamo in uno degli Heurigen più famosi, Martin Sepp, molto chiassoso e divertente, e degustiamo il loro vino bianco (proviamo anche una specie di succo di pera che ci dicono essere la prima spremitura) mangiando zuppe di gulasch e zucca con pane nero, risotto e schnitzel . Ritorniamo con il solito 38 insieme ad una allegra brigata di austriaci in vena di canti e schiamazzi. È sabato sera e, finalmente, il centro di Vienna ci appare animato e pieno di gente.

Domenica 12 Ottobre

Ultimo giorno, purtroppo e, come i precedenti, fortunatamente caldo e bellissimo.

Oggi andiamo al Belvedere per ammirare il tanto decantato ed ammirato Bacio di Klimt.

Prendiamo la metro U1 a Stephenplatz e scendiamo a Sudtiroler Platz. Dopo una breve passeggiata arriviamo quindi al Belvedere, elegante residenza principesca edificata dall’architetto Johann Lucas von Hildebrandt tra il 1700 ed il 1723 ed è composta da due palazzi, il Belvedere inferiore, residenza estiva del principe Eugenio di Savoia ed il Belvedere superiore, destinato alle feste.

Nel Belvedere inferiore ha sede l’Osterreichisches Barockmuseum con opere di arte barocca ed un museo di arte medioevale nell’annessa Orangerie. In questo periodo (1 ottobre-18 gennaio 2009) è sede anche della mostra su Gustav Klimt e la Kunstschau (celebrazione dell’esposizione che si tenne nel 1908 da numerosi artisti in occasione del sessantesimo anniversario dell’incoronazione di Francesco Giuseppe). Per questo motivo, il famoso dipinto di Klimt, Der Kuss (il bacio) è stato temporaneamente spostato qui dal Belvedere superiore, dove viene abitualmente ammirato nell’ambito della Galleria Austriaca dove spiccano anche opere di O.Kokoschka, E.Schiele, Monet ed altri maestri. Tra il Belvedere inferiore e superiore si estende uno splendido giardino alla francese con vasche, statue, piccole cascate e scalinate. Noi visitiamo quasi tutto, anche se il mio maggior interesse è chiaramente per le opere di Klimt; oltre al bacio infatti ci sono altri disegni e dipinti, in particolare lo splendido “Le tre età della donna”.

Decidiamo poi di tornare verso l’Openring passando per Schwarzenbergplatz e Karlsplatz per ammirare la bella chiesa di San Carlo che vi si affaccia. La giornata dal clima primaverile ci suggerisce di pranzare in un luogo veramente particolare, il Palmenhaus nel Burggarten, ovvero l’antica serra delle palme dell’imperatore, un locale molto alla moda in città. Mangiamo immersi nel verde mentre intorno a noi tutto il giardino brulica di gente che prende il sole sul prato o è seduta a bere qualcosa nello spazio di fronte il Palmenhaus.

Dopo pranzo ci avviamo a piedi verso Stephansdom e salutiamo Vienna molto dispiaciuti.

Beviamo un caffè con il simpaticissimo Piero da Zanoni e Zanoni, una famosa gelateria italiana dietro il duomo ed a due passi dal nostro hotel. Alle cinque l’autobus ci riporta in aeroporto per prendere il volo della Niki Air delle 19,25. Questa volta non lo piloterà Niki Lauda in persona come all’andata ma tutto filerà liscio ugualmente e noi arriveremo puntuali a Fiumicino con il nostro carico prezioso di Sachertorte, Palle di Mozart e Violette della Principessa Sissi.

Ho sempre pensato che alcune calde, soleggiate giornate d’ottobre siano la cornice ideale per una breve vacanza in alcune delle più note capitali d’Europa che, in tale contesto riescono ad esprimere pienamente il loro fascino antico e la loro bellezza senza tempo. Una di queste è senza dubbio Vienna, dal volto maestoso ed imponente, dagli eleganti palazzi e dalle fastose chiese barocche, ma anche dai romantici giardini che, in questo periodo, assumono le sfumature dorate e le atmosfere malinconiche dell’autunno. Il mio diario inizia giovedì 9 ottobre con la simpatica faccia di Niki Lauda che ci accoglie sul suo nuovissimo aereo, che piloterà personalmente e con grande abilità.

Arriviamo all’aeroporto di Vienna in orario, alle tre del pomeriggio, e raggiungiamo il centro della città in una ventina di minuti prendendo l’autobus che porta a Morzinplatz. L’Hotel Austria, dove ho prenotato diversi mesi fa, vincendo con un bel po’ di fortuna, anche un buono da 100 euro da spendere durante il soggiorno, è molto vicino a Morzinplatz e quindi a breve possiamo depositare le valigie in stanza ed iniziare la conoscenza della bella capitale asburgica. Ci accoglie in albergo il simpaticissimo Piero Anzalone che con competenza e professionalità ci dà utilissimi suggerimenti su dove andare e dove mangiare al di fuori dei noti e battuti percorsi turistici. Inutile dire che è stato davvero prezioso durante tutta la nostra vacanza così come siamo stati benissimo all’Hotel Austria che consigliamo a tutti vivamente.

Iniziamo dalla visita dello Stephandom, la cattedrale di Santo Stefano nel cuore della Innere Stadt, che rappresenta il simbolo di Vienna ed il più grande monumento gotico austriaco sebbene inizialmente edificato nel XII secolo in stile romanico. Il suo interno, a tre navate, è davvero maestoso e suggestivo così come altrettanto imponente è il Sudturm o Staffi, l’altissimo campanile gugliato, ora in restauro, che con i suoi 136 metri caratterizza il panorama della città.

Proseguendo la nostra passeggiata, oramai alla luce del tramonto, arriviamo nell’allungata piazza del Graben, per secoli il cuore commerciale della capitale ed ora splendida isola pedonale, nel cui centro troneggia la barocca Pestsaule (colonna della peste) eretta nel 1693 come ringraziamento per la fine della peste che per oltre dieci anni aveva decimato la popolazione europea. Tutta la Innere Stadt è un maestoso intreccio di viali alberati, di vie e piazze circondate dagli splendidi palazzi dell’aristocrazia asburgica, da bei negozi e caratteristici caffè, tra i quali, lo storico Cafè Sacher (che è anche un albergo di lusso ed un ristorante) dove ci fermiamo a bere una cioccolata calda.

Percorriamo anche la Kartner strasse che collega la Sthepenplatz ed il Graben con il Ring all’altezza della Staatsoper, ricca di bei negozi e di famose pasticcerie nonché costellata di stelle di marmo che ricordano i più importanti musicisti viennesi.

L’imponente edificio neorinascimentale della Staatsoper, uno dei più importanti teatri lirici del mondo, sorge sul lato destro dell’Openring. Al di fuori di esso, buffi personaggi vestiti in costumi ottocenteschi invitano la gente ad entrare per assistere alle opere che vi si rappresentano. Internamente si può visitare la grande sala da 2200 posti e sentirsi più profondamente nel cuore di questa città. Arriviamo dopo pochi minuti al Museo dell’Albertina, al termine della Augustinerstrasse, un edificio che sorge su uno sperone degli antichi bastioni, edificato nel 1742 per il duca Albert von Sachsen-Teschen da cui prende il nome. All’interno si trova una delle più importanti collezioni grafiche del mondo nonché la mostra temporanea di 172 opere di Van Gogh, ma questo ci interesserà domani. Per questa sera, visto che è arrivata l’ora di cena, entriamo nelle sue pittoresche cantine, Augustinerkeller, molto suggestive e dalla cucina tipicamente viennese dove mangiamo gulasch con gnocchi di pane e beviamo un ottimo traminer. Da consigliare.

Vienna non è una città molto vivace dopo il tramonto, specialmente nei giorni feriali, quindi dopo una breve passeggiata rientriamo in albergo e finalmente ci godiamo un po’ di meritato riposo.

Venerdì 10 ottobre

Dopo un’ottima prima colazione dedichiamo la mattina alla visita del Palazzo Imperiale di Hofburg, residenza degli Asburgo per oltre sei secoli. Il complesso è formato da palazzi e cortili di diverse epoche, principalmente in stile barocco e neoclassico, disposti intorno allo Schweinzerhof (del XIII secolo) a cui si accede attraverso lo Schweinzertor (1552) splendido portale rinascimentale.

L’ingresso di Hofburg si trova sulla Michaelerplatz (dove sorge anche la Scuola di equitazione spagnola) dal quale si entra poi in una rotonda a cupola dalla quale si accede agli appartamenti imperiali ed al Museo delle argenterie di corte. La prima parte della visita si svolge qui. Facciamo il biglietto per ammirare gli splendidi servizi di piatti e posate con cui si servivano le numerose portate dei pranzi e delle cene degli imperatori d’Austria.

Raffinatissime porcellane cinesi e giapponesi, servizi di Boemia, neogotici inglesi, francesi ed italiani nonché collezioni di argenterie e candelabri rivestiti d’oro zecchino. Con lo stesso biglietto visitiamo anche gli appartamenti imperiali ed il Sissi Museum dedicato alll’imperatrice Elisabetta d’Austria consorte di Francesco Giuseppe, la cui tragica vita fu portata sullo schermo dalla splendida Romy Schneider. Molto belli gli appartamenti dell’imperatrice dotati di una palestra privata dove Sissi, maniaca per l’estetica, si teneva quotidianamente in forma.

Uscendo dai Kaiserappartements giungiamo in un grande cortile quadrangolare denominato In der Burg e ci dirigiamo verso sinistra verso lo Schweinzerhof (cortile degli svizzeri) che è il nucleo più antico del palazzo e dal quale si accede alla Burgkapelle ed allo Schatzkammer (il tesoro imperiale) che visitiamo ammirando meraviglie in oro e pietre preziose tra le quali la corona del Sacro Romano Impero creata nel 962 per l’incoronazione di Ottone I a Roma. Uscendo dal cortile In der Burg per il sottopassaggio dell’ala Leopoldina, giungiamo al vastissimo Heldenplatz (piazza degli Eroi), dove sorgono i monumenti equestri all’arciduca Carlo e ad Eugenio di Savoia,valoroso principe che sconfisse i turchi.

A questo punto siamo stanchi ed affamati. Dopo una breve passeggiata verso la Minoriterkirche (la chiesa degli italiani) ed il Parlamento, decidiamo di tornare verso l’albergo e di pranzare al Cafè Sacher con wurstel bolliti in salsa di rafano. Compro anche una Sachertorte da portare a casa, deliziosamente confezionata.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso l’Albertina per visitare la mostra temporanea su Van Gogh. Durante il percorso faccio dolci acquisti nei diversi negozi di biscotti (Manner per i wafer) e cioccolato (le famose palle di Mozart e le violette di Sissi della pasticceria Heindl) che si susseguono lungo le vie del centro. Oltre alla mostra sul famoso pittore olandese nelle sue diverse esperienze artistiche da Parigi ad Arles fino alla clinica psichiatrica di St Remy, visitiamo anche l’altra collezione dell’Albertina, ricca di opere di artisti del ‘900. Ci addentriamo poi nel quartiere ebraico, molto interessante, dove ceniamo in un ristorante dalla cucina veramente prelibata, “Ofen Loch” in Kurrentgasse 8, dove ci viene servita, dopo gustosissime zuppe, una Wienerschnitzel di vitello veramente superba, dalla panatura croccante separata dalla carne, che la rende particolarmente gustosa ma anche leggera.

Questo locale, consigliatosi dal fido Piero Anzalone, è ben superiore ai tanti ristoranti turistici, anche più famosi, che gravitano intorno al centro. Infatti è frequentato quasi totalmente, da gente del luogo ed è consigliabile prenotare poiché è sempre pieno. Da non perdere.

Solita passeggiata serale, è venerdì sera ma il centro di Vienna è tremendamente tranquillo.

Sabato 11 ottobre

Visitiamo Schonbrunn, simbolo della Vienna asburgica, la più nota delle residenze imperiali, la cui costruzione è stata ispirata dalla reggia di Versailles.

Per raggiungerla prendiamo la metro U4 (verde) a Schwendplatz e scendiamo a Hietzing, una fermata dopo Schonbrunn (chiusa per lavori) facendo poi un brevissimo tragitto in autobus. La giornata è splendida, calda persino.

Dopo una notevole fila facciamo il biglietto “Classic” (ci sono diverse tipologie di entrate a seconda di ciò che si desidera visitare) che ci permette di accedere agli appartamenti imperiali, al labirinto ed alla Gloriette, nonché ad assistere ad una degustazione del famoso e buonissimo strudel con gelato di vaniglia e sbuffo di panna montata. L’accesso è regolamentato ad orari e noi, nell’attesa di entrare negli appartamenti, (1441 sale in stile rococò ma solo 40 sono aperte al pubblico), attraversiamo i bellissimi giardini della residenza estiva degli Asburgo, e ci dirigiamo verso la salita alla cui cima si erge la Gloriette, alle spalle della fontana del Nettuno, neoclassico porticato costruito nella seconda metà del Settecento impreziosito da statue, vasche e viali nonché dal sofisticato Caffè della Gloriette, rinomato per la sua pasticceria e per le sue colazioni “musicali” che vi si svolgono il sabato e la domenica mattina. Saliamo in cima alla Gloriette e godiamo dello splendido panorama di Schonbrunn con la città di Vienna sullo sfondo.

Alle 12 e 30 entriamo negli appartamenti di Francesco Giuseppe e di Sissi, nelle sale di Maria Teresa, di Giuseppe II ed in quelle dell’arciduca Francesco Carlo e della consorte Sofia di Baviera. Ciò che più impressiona è la spartana semplicità degli appartamenti di Francesco Giuseppe in contrasto con il lusso del Salone del Milione (così chiamato per il costo dell’arredamento) o con il Salone degli Specchi dove Mozart si esibì a soli sei anni.

Alla fine della visita ci fermiamo a pranzo nel giardino del Cafè Residenz dentro al complesso di Schonbrunn dove ordiniamo ancora wurstel in salsa di rafano e il famoso Kaiserschmarrn (delizia dell’imperatore), il dolce favorito di Francesco Giuseppe ovvero una frittata dolce cosparsa di zucchero a velo e servita con composta di mele e prugne. Tornati in albergo, ci riposiamo un paio d’ore prima di concederci due bicchieri di Traminer come aperitivo ed uscire di nuovo, questa volta per fare un giro sulla super famosa ruota del Prater, il Riesenrad, installata nel Volksprater nel 1897 dall’ingegnere inglese Walter Basset.

È il tramonto quando finalmente le carrozze si muovono ed iniziamo a salire sempre più in alto ed a godere del panorama di Vienna all’imbrunire. Il giro dura circa 15 minuti, ed è davvero impedibile, ma tutto il Volksprater è un luogo unico e divertente, pieno di giochi per grandi e bambini, alcuni veramente terrificanti come le altissime torri dalle quali si può andare su e giù alla velocità della luce oppure dondolarsi a 50 metri di altezza su minuscoli seggiolini. Lungo l’alberata Hauptallee, che percorre il Prater in tutta la sua lunghezza (5 km), si trovano anche caffè e ristoranti all’aperto nonché qualche negozio di souvenir tipicamente viennesi (dolcetti, magliette, bamboline della principessa Sissi, etc…).

Per cena, decidiamo di recitare fino in fondo la parte dei turisti e (contro il parere di Piero) di cenare in un Heurigen di Grinzing, un villaggio in collina intorno Vienna, comodamente raggiungibile con il tram 38 dalla stazione di Schottentor. Prima però, su fervido consiglio di Piero, visitiamo il cafè Landtmann situato nei pressi del Burgtheater, un tempo il locale preferito di Sigmund Freud che annoverava tra i suoi clienti anche Oskar Kokoschka, Marlene Dietrich, Gary Cooper e Thomas Mann. Molto bello davvero, vi consigliamo anche noi di sedervi a prendere almeno un caffè.

Arriviamo a Grinzing insieme a numerosi pulmann di turisti, moltissimi italiani. Grinzing è molto carina e tipica, soprattutto per l’atmosfera che vi si respira. Ci sono molti locali e logicamente diversi Heurigen, il cui nome deriva da Heuriger, il vino dell’ultima vendemmia fresco e leggero.

In realtà sono delle classiche osterie dove viene servito oltre al vino un menù più o meno ricco ma rigorosamente legato alla tradizione. Esiste, per visitarli tutti in breve tempo, il Vienna Heurigen Express, un trenino mignon che porta in giro i turisti attraverso le dolci colline viennesi e permette di gustare i migliori vini di Grinzing, di Nussberg, di Heilingenstadt.

Noi ceniamo in uno degli Heurigen più famosi, Martin Sepp, molto chiassoso e divertente, e degustiamo il loro vino bianco (proviamo anche una specie di succo di pera che ci dicono essere la prima spremitura) mangiando zuppe di gulasch e zucca con pane nero, risotto e schnitzel . Ritorniamo con il solito 38 insieme ad una allegra brigata di austriaci in vena di canti e schiamazzi. È sabato sera e, finalmente, il centro di Vienna ci appare animato e pieno di gente.

Domenica 12 Ottobre

Ultimo giorno, purtroppo e, come i precedenti, fortunatamente caldo e bellissimo.

Oggi andiamo al Belvedere per ammirare il tanto decantato ed ammirato Bacio di Klimt.

Prendiamo la metro U1 a Stephenplatz e scendiamo a Sudtiroler Platz. Dopo una breve passeggiata arriviamo quindi al Belvedere, elegante residenza principesca edificata dall’architetto Johann Lucas von Hildebrandt tra il 1700 ed il 1723 ed è composta da due palazzi, il Belvedere inferiore, residenza estiva del principe Eugenio di Savoia ed il Belvedere superiore, destinato alle feste.

Nel Belvedere inferiore ha sede l’Osterreichisches Barockmuseum con opere di arte barocca ed un museo di arte medioevale nell’annessa Orangerie. In questo periodo (1 ottobre-18 gennaio 2009) è sede anche della mostra su Gustav Klimt e la Kunstschau (celebrazione dell’esposizione che si tenne nel 1908 da numerosi artisti in occasione del sessantesimo anniversario dell’incoronazione di Francesco Giuseppe). Per questo motivo, il famoso dipinto di Klimt, Der Kuss (il bacio) è stato temporaneamente spostato qui dal Belvedere superiore, dove viene abitualmente ammirato nell’ambito della Galleria Austriaca dove spiccano anche opere di O.Kokoschka, E.Schiele, Monet ed altri maestri. Tra il Belvedere inferiore e superiore si estende uno splendido giardino alla francese con vasche, statue, piccole cascate e scalinate. Noi visitiamo quasi tutto, anche se il mio maggior interesse è chiaramente per le opere di Klimt; oltre al bacio infatti ci sono altri disegni e dipinti, in particolare lo splendido “Le tre età della donna”.

Decidiamo poi di tornare verso l’Openring passando per Schwarzenbergplatz e Karlsplatz per ammirare la bella chiesa di San Carlo che vi si affaccia. La giornata dal clima primaverile ci suggerisce di pranzare in un luogo veramente particolare, il Palmenhaus nel Burggarten, ovvero l’antica serra delle palme dell’imperatore, un locale molto alla moda in città. Mangiamo immersi nel verde mentre intorno a noi tutto il giardino brulica di gente che prende il sole sul prato o è seduta a bere qualcosa nello spazio di fronte il Palmenhaus.

Dopo pranzo ci avviamo a piedi verso Stephansdom e salutiamo Vienna molto dispiaciuti.

Beviamo un caffè con il simpaticissimo Piero da Zanoni e Zanoni, una famosa gelateria italiana dietro il duomo ed a due passi dal nostro hotel. Alle cinque l’autobus ci riporta in aeroporto per prendere il volo della Niki Air delle 19,25. Questa volta non lo piloterà Niki Lauda in persona come all’andata ma tutto filerà liscio ugualmente e noi arriveremo puntuali a Fiumicino con il nostro carico prezioso di Sachertorte, Palle di Mozart e Violette della Principessa Sissi.

Ho sempre pensato che alcune calde, soleggiate giornate d’ottobre siano la cornice ideale per una breve vacanza in alcune delle più note capitali d’Europa che, in tale contesto riescono ad esprimere pienamente il loro fascino antico e la loro bellezza senza tempo. Una di queste è senza dubbio Vienna, dal volto maestoso ed imponente, dagli eleganti palazzi e dalle fastose chiese barocche, ma anche dai romantici giardini che, in questo periodo, assumono le sfumature dorate e le atmosfere malinconiche dell’autunno. Il mio diario inizia giovedì 9 ottobre con la simpatica faccia di Niki Lauda che ci accoglie sul suo nuovissimo aereo, che piloterà personalmente e con grande abilità.

Arriviamo all’aeroporto di Vienna in orario, alle tre del pomeriggio, e raggiungiamo il centro della città in una ventina di minuti prendendo l’autobus che porta a Morzinplatz. L’Hotel Austria, dove ho prenotato diversi mesi fa, vincendo con un bel po’ di fortuna, anche un buono da 100 euro da spendere durante il soggiorno, è molto vicino a Morzinplatz e quindi a breve possiamo depositare le valigie in stanza ed iniziare la conoscenza della bella capitale asburgica. Ci accoglie in albergo il simpaticissimo Piero Anzalone che con competenza e professionalità ci dà utilissimi suggerimenti su dove andare e dove mangiare al di fuori dei noti e battuti percorsi turistici. Inutile dire che è stato davvero prezioso durante tutta la nostra vacanza così come siamo stati benissimo all’Hotel Austria che consigliamo a tutti vivamente.

Iniziamo dalla visita dello Stephandom, la cattedrale di Santo Stefano nel cuore della Innere Stadt, che rappresenta il simbolo di Vienna ed il più grande monumento gotico austriaco sebbene inizialmente edificato nel XII secolo in stile romanico. Il suo interno, a tre navate, è davvero maestoso e suggestivo così come altrettanto imponente è il Sudturm o Staffi, l’altissimo campanile gugliato, ora in restauro, che con i suoi 136 metri caratterizza il panorama della città.

Proseguendo la nostra passeggiata, oramai alla luce del tramonto, arriviamo nell’allungata piazza del Graben, per secoli il cuore commerciale della capitale ed ora splendida isola pedonale, nel cui centro troneggia la barocca Pestsaule (colonna della peste) eretta nel 1693 come ringraziamento per la fine della peste che per oltre dieci anni aveva decimato la popolazione europea. Tutta la Innere Stadt è un maestoso intreccio di viali alberati, di vie e piazze circondate dagli splendidi palazzi dell’aristocrazia asburgica, da bei negozi e caratteristici caffè, tra i quali, lo storico Cafè Sacher (che è anche un albergo di lusso ed un ristorante) dove ci fermiamo a bere una cioccolata calda.

Percorriamo anche la Kartner strasse che collega la Sthepenplatz ed il Graben con il Ring all’altezza della Staatsoper, ricca di bei negozi e di famose pasticcerie nonché costellata di stelle di marmo che ricordano i più importanti musicisti viennesi.

L’imponente edificio neorinascimentale della Staatsoper, uno dei più importanti teatri lirici del mondo, sorge sul lato destro dell’Openring. Al di fuori di esso, buffi personaggi vestiti in costumi ottocenteschi invitano la gente ad entrare per assistere alle opere che vi si rappresentano. Internamente si può visitare la grande sala da 2200 posti e sentirsi più profondamente nel cuore di questa città. Arriviamo dopo pochi minuti al Museo dell’Albertina, al termine della Augustinerstrasse, un edificio che sorge su uno sperone degli antichi bastioni, edificato nel 1742 per il duca Albert von Sachsen-Teschen da cui prende il nome. All’interno si trova una delle più importanti collezioni grafiche del mondo nonché la mostra temporanea di 172 opere di Van Gogh, ma questo ci interesserà domani. Per questa sera, visto che è arrivata l’ora di cena, entriamo nelle sue pittoresche cantine, Augustinerkeller, molto suggestive e dalla cucina tipicamente viennese dove mangiamo gulasch con gnocchi di pane e beviamo un ottimo traminer. Da consigliare.

Vienna non è una città molto vivace dopo il tramonto, specialmente nei giorni feriali, quindi dopo una breve passeggiata rientriamo in albergo e finalmente ci godiamo un po’ di meritato riposo.

Venerdì 10 ottobre

Dopo un’ottima prima colazione dedichiamo la mattina alla visita del Palazzo Imperiale di Hofburg, residenza degli Asburgo per oltre sei secoli. Il complesso è formato da palazzi e cortili di diverse epoche, principalmente in stile barocco e neoclassico, disposti intorno allo Schweinzerhof (del XIII secolo) a cui si accede attraverso lo Schweinzertor (1552) splendido portale rinascimentale.

L’ingresso di Hofburg si trova sulla Michaelerplatz (dove sorge anche la Scuola di equitazione spagnola) dal quale si entra poi in una rotonda a cupola dalla quale si accede agli appartamenti imperiali ed al Museo delle argenterie di corte. La prima parte della visita si svolge qui. Facciamo il biglietto per ammirare gli splendidi servizi di piatti e posate con cui si servivano le numerose portate dei pranzi e delle cene degli imperatori d’Austria.

Raffinatissime porcellane cinesi e giapponesi, servizi di Boemia, neogotici inglesi, francesi ed italiani nonché collezioni di argenterie e candelabri rivestiti d’oro zecchino. Con lo stesso biglietto visitiamo anche gli appartamenti imperiali ed il Sissi Museum dedicato alll’imperatrice Elisabetta d’Austria consorte di Francesco Giuseppe, la cui tragica vita fu portata sullo schermo dalla splendida Romy Schneider. Molto belli gli appartamenti dell’imperatrice dotati di una palestra privata dove Sissi, maniaca per l’estetica, si teneva quotidianamente in forma.

Uscendo dai Kaiserappartements giungiamo in un grande cortile quadrangolare denominato In der Burg e ci dirigiamo verso sinistra verso lo Schweinzerhof (cortile degli svizzeri) che è il nucleo più antico del palazzo e dal quale si accede alla Burgkapelle ed allo Schatzkammer (il tesoro imperiale) che visitiamo ammirando meraviglie in oro e pietre preziose tra le quali la corona del Sacro Romano Impero creata nel 962 per l’incoronazione di Ottone I a Roma. Uscendo dal cortile In der Burg per il sottopassaggio dell’ala Leopoldina, giungiamo al vastissimo Heldenplatz (piazza degli Eroi), dove sorgono i monumenti equestri all’arciduca Carlo e ad Eugenio di Savoia,valoroso principe che sconfisse i turchi.

A questo punto siamo stanchi ed affamati. Dopo una breve passeggiata verso la Minoriterkirche (la chiesa degli italiani) ed il Parlamento, decidiamo di tornare verso l’albergo e di pranzare al Cafè Sacher con wurstel bolliti in salsa di rafano. Compro anche una Sachertorte da portare a casa, deliziosamente confezionata.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso l’Albertina per visitare la mostra temporanea su Van Gogh. Durante il percorso faccio dolci acquisti nei diversi negozi di biscotti (Manner per i wafer) e cioccolato (le famose palle di Mozart e le violette di Sissi della pasticceria Heindl) che si susseguono lungo le vie del centro. Oltre alla mostra sul famoso pittore olandese nelle sue diverse esperienze artistiche da Parigi ad Arles fino alla clinica psichiatrica di St Remy, visitiamo anche l’altra collezione dell’Albertina, ricca di opere di artisti del ‘900. Ci addentriamo poi nel quartiere ebraico, molto interessante, dove ceniamo in un ristorante dalla cucina veramente prelibata, “Ofen Loch” in Kurrentgasse 8, dove ci viene servita, dopo gustosissime zuppe, una Wienerschnitzel di vitello veramente superba, dalla panatura croccante separata dalla carne, che la rende particolarmente gustosa ma anche leggera.

Questo locale, consigliatosi dal fido Piero Anzalone, è ben superiore ai tanti ristoranti turistici, anche più famosi, che gravitano intorno al centro. Infatti è frequentato quasi totalmente, da gente del luogo ed è consigliabile prenotare poiché è sempre pieno. Da non perdere.

Solita passeggiata serale, è venerdì sera ma il centro di Vienna è tremendamente tranquillo.

Sabato 11 ottobre

Visitiamo Schonbrunn, simbolo della Vienna asburgica, la più nota delle residenze imperiali, la cui costruzione è stata ispirata dalla reggia di Versailles.

Per raggiungerla prendiamo la metro U4 (verde) a Schwendplatz e scendiamo a Hietzing, una fermata dopo Schonbrunn (chiusa per lavori) facendo poi un brevissimo tragitto in autobus. La giornata è splendida, calda persino.

Dopo una notevole fila facciamo il biglietto “Classic” (ci sono diverse tipologie di entrate a seconda di ciò che si desidera visitare) che ci permette di accedere agli appartamenti imperiali, al labirinto ed alla Gloriette, nonché ad assistere ad una degustazione del famoso e buonissimo strudel con gelato di vaniglia e sbuffo di panna montata. L’accesso è regolamentato ad orari e noi, nell’attesa di entrare negli appartamenti, (1441 sale in stile rococò ma solo 40 sono aperte al pubblico), attraversiamo i bellissimi giardini della residenza estiva degli Asburgo, e ci dirigiamo verso la salita alla cui cima si erge la Gloriette, alle spalle della fontana del Nettuno, neoclassico porticato costruito nella seconda metà del Settecento impreziosito da statue, vasche e viali nonché dal sofisticato Caffè della Gloriette, rinomato per la sua pasticceria e per le sue colazioni “musicali” che vi si svolgono il sabato e la domenica mattina. Saliamo in cima alla Gloriette e godiamo dello splendido panorama di Schonbrunn con la città di Vienna sullo sfondo.

Alle 12 e 30 entriamo negli appartamenti di Francesco Giuseppe e di Sissi, nelle sale di Maria Teresa, di Giuseppe II ed in quelle dell’arciduca Francesco Carlo e della consorte Sofia di Baviera. Ciò che più impressiona è la spartana semplicità degli appartamenti di Francesco Giuseppe in contrasto con il lusso del Salone del Milione (così chiamato per il costo dell’arredamento) o con il Salone degli Specchi dove Mozart si esibì a soli sei anni.

Alla fine della visita ci fermiamo a pranzo nel giardino del Cafè Residenz dentro al complesso di Schonbrunn dove ordiniamo ancora wurstel in salsa di rafano e il famoso Kaiserschmarrn (delizia dell’imperatore), il dolce favorito di Francesco Giuseppe ovvero una frittata dolce cosparsa di zucchero a velo e servita con composta di mele e prugne. Tornati in albergo, ci riposiamo un paio d’ore prima di concederci due bicchieri di Traminer come aperitivo ed uscire di nuovo, questa volta per fare un giro sulla super famosa ruota del Prater, il Riesenrad, installata nel Volksprater nel 1897 dall’ingegnere inglese Walter Basset.

È il tramonto quando finalmente le carrozze si muovono ed iniziamo a salire sempre più in alto ed a godere del panorama di Vienna all’imbrunire. Il giro dura circa 15 minuti, ed è davvero impedibile, ma tutto il Volksprater è un luogo unico e divertente, pieno di giochi per grandi e bambini, alcuni veramente terrificanti come le altissime torri dalle quali si può andare su e giù alla velocità della luce oppure dondolarsi a 50 metri di altezza su minuscoli seggiolini. Lungo l’alberata Hauptallee, che percorre il Prater in tutta la sua lunghezza (5 km), si trovano anche caffè e ristoranti all’aperto nonché qualche negozio di souvenir tipicamente viennesi (dolcetti, magliette, bamboline della principessa Sissi, etc…).

Per cena, decidiamo di recitare fino in fondo la parte dei turisti e (contro il parere di Piero) di cenare in un Heurigen di Grinzing, un villaggio in collina intorno Vienna, comodamente raggiungibile con il tram 38 dalla stazione di Schottentor. Prima però, su fervido consiglio di Piero, visitiamo il cafè Landtmann situato nei pressi del Burgtheater, un tempo il locale preferito di Sigmund Freud che annoverava tra i suoi clienti anche Oskar Kokoschka, Marlene Dietrich, Gary Cooper e Thomas Mann. Molto bello davvero, vi consigliamo anche noi di sedervi a prendere almeno un caffè.

Arriviamo a Grinzing insieme a numerosi pulmann di turisti, moltissimi italiani. Grinzing è molto carina e tipica, soprattutto per l’atmosfera che vi si respira. Ci sono molti locali e logicamente diversi Heurigen, il cui nome deriva da Heuriger, il vino dell’ultima vendemmia fresco e leggero.

In realtà sono delle classiche osterie dove viene servito oltre al vino un menù più o meno ricco ma rigorosamente legato alla tradizione. Esiste, per visitarli tutti in breve tempo, il Vienna Heurigen Express, un trenino mignon che porta in giro i turisti attraverso le dolci colline viennesi e permette di gustare i migliori vini di Grinzing, di Nussberg, di Heilingenstadt.

Noi ceniamo in uno degli Heurigen più famosi, Martin Sepp, molto chiassoso e divertente, e degustiamo il loro vino bianco (proviamo anche una specie di succo di pera che ci dicono essere la prima spremitura) mangiando zuppe di gulasch e zucca con pane nero, risotto e schnitzel . Ritorniamo con il solito 38 insieme ad una allegra brigata di austriaci in vena di canti e schiamazzi. È sabato sera e, finalmente, il centro di Vienna ci appare animato e pieno di gente.

Domenica 12 Ottobre

Ultimo giorno, purtroppo e, come i precedenti, fortunatamente caldo e bellissimo.

Oggi andiamo al Belvedere per ammirare il tanto decantato ed ammirato Bacio di Klimt.

Prendiamo la metro U1 a Stephenplatz e scendiamo a Sudtiroler Platz. Dopo una breve passeggiata arriviamo quindi al Belvedere, elegante residenza principesca edificata dall’architetto Johann Lucas von Hildebrandt tra il 1700 ed il 1723 ed è composta da due palazzi, il Belvedere inferiore, residenza estiva del principe Eugenio di Savoia ed il Belvedere superiore, destinato alle feste.

Nel Belvedere inferiore ha sede l’Osterreichisches Barockmuseum con opere di arte barocca ed un museo di arte medioevale nell’annessa Orangerie. In questo periodo (1 ottobre-18 gennaio 2009) è sede anche della mostra su Gustav Klimt e la Kunstschau (celebrazione dell’esposizione che si tenne nel 1908 da numerosi artisti in occasione del sessantesimo anniversario dell’incoronazione di Francesco Giuseppe). Per questo motivo, il famoso dipinto di Klimt, Der Kuss (il bacio) è stato temporaneamente spostato qui dal Belvedere superiore, dove viene abitualmente ammirato nell’ambito della Galleria Austriaca dove spiccano anche opere di O.Kokoschka, E.Schiele, Monet ed altri maestri. Tra il Belvedere inferiore e superiore si estende uno splendido giardino alla francese con vasche, statue, piccole cascate e scalinate. Noi visitiamo quasi tutto, anche se il mio maggior interesse è chiaramente per le opere di Klimt; oltre al bacio infatti ci sono altri disegni e dipinti, in particolare lo splendido “Le tre età della donna”.

Decidiamo poi di tornare verso l’Openring passando per Schwarzenbergplatz e Karlsplatz per ammirare la bella chiesa di San Carlo che vi si affaccia. La giornata dal clima primaverile ci suggerisce di pranzare in un luogo veramente particolare, il Palmenhaus nel Burggarten, ovvero l’antica serra delle palme dell’imperatore, un locale molto alla moda in città. Mangiamo immersi nel verde mentre intorno a noi tutto il giardino brulica di gente che prende il sole sul prato o è seduta a bere qualcosa nello spazio di fronte il Palmenhaus.

Dopo pranzo ci avviamo a piedi verso Stephansdom e salutiamo Vienna molto dispiaciuti.

Beviamo un caffè con il simpaticissimo Piero da Zanoni e Zanoni, una famosa gelateria italiana dietro il duomo ed a due passi dal nostro hotel. Alle cinque l’autobus ci riporta in aeroporto per prendere il volo della Niki Air delle 19,25. Questa volta non lo piloterà Niki Lauda in persona come all’andata ma tutto filerà liscio ugualmente e noi arriveremo puntuali a Fiumicino con il nostro carico prezioso di Sachertorte, Palle di Mozart e Violette della Principessa Sissi.

DiaryDetailTopContainer-GetPartialView = 0,1718885
AdvValica-GetPartialView = 0
DiaryCommentList-GetPartialView = 0

Racconta il tuo viaggio

Condividi la tua esperienza con altri viaggiatori
I tuoi racconti di viaggio sono unici, raccontali con parole e immagini. In più, grazie alle tue storie accumuli sconti su vacanze e accessori per partire verso una nuova avventura!;
DiaryWriteDiary-GetPartialView = 0
VideoListGuideNewsletter-GetPartialView = 0
DiaryListRelated_2xN-GetPartialView = 0,0156267
VideoListGuideNewsletter-GetPartialView = 0,0156267
AdvValica-GetPartialView = 0

Scarica gratis

la guida pdf di Vienna
La guida perfetta ovunque tu sia
DiaryGuideList-GetPartialView = 0
DiaryList_1xN-GetPartialView = 0,8438175
AdvValica-GetPartialView = 0
JoinUs-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0,0156263
Footer-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0