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Una domenica malatestiana a Santarcangelo di Romagna  

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Chiara
Scritto da: Chiara
Durata: 1 giorno
Data partenza: dal 29/10/2006 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Chiara Stefano

Introduzione

è un'insolita domenica di autunno. Quest'anno il freddo non vuole arrivare e ancora le giornate sono stranamente calde e piacevoli. Stanotte è ritornata l'ora solare....bisogna affrettarsi ad uscire, il sole calerà prima. La febbre dei motori è troppo forte.....Stefano è incollato alla tv....il suo Valentino è in difficoltà, e oggi per la prima volta perde il titolo....non resta che consolare il povero Stefano portandolo a visitare qualche bel posto in Romagna. Oggi decidiamo per SANTARCANGELO DI ROMAGNA.

Descrizione

Arrivati a Santarcangelo notiamo con piacere che la cittadina è in festa, infatti c’è un colorato mercato e tanta gente affolla le stradine.
Ci dirigiamo all’ufficio turistico e apprendiamo che entro pochi minuti ci sarà una visita guidata alle grotte pubbliche.....cogliamo l’occasione al volo e in quattro e quattr’otto ci iscriviamo alla visita.
Una ragazza simpatica dell’ufficio turistico accompagna il nostro gruppetto alla visita e attraverso un’entrata situata in un parco accediamo all’ingresso delle grotte.

Ora siamo nell’anticamera delle grotte pubbliche.
è un luogo buio e umido, solo la luce artificiale rischiara le tenebre. Gli amministratori di Santarcangelo hanno collocato in questo posto i resti di un pregevole porticato rinascimentale che si trovava in Piazza Genganelli e che tra varie peripezie era stato distrutto.

Ma è ora di entrare nelle grotte vere e proprie.....fare attenzione, sono buie, umide e c’è il rischio di perdersi......infatti è quasi un labirinto che si estende per tutto il paese, ai piedi del Monte Giove: circa 150 grotte, molte sono comunicanti, alcune sono adibite a cantina e sono dei luoghi ideali per conservare i prodotti ed i vini romagnoli, primo fra tutti il Sangiovese, il cui nome è stato inventato proprio qui, a Santarcangelo (il sangue di Giove, dall’omonimo monte su cui si sviluppa il borgo medioevale).

Il clima delle grotte è costante tutto l’anno, per umidità e temperatura (12-13°C). Sono state scavate nel monte e la loro conformazione è in arenaria.
Gli studiosi hanno fatto varie ipotesi sulla motivazione della loro costruzione (luogo di culto, rifugio per le preghiere ed il ritrovo dei primi cristiani) e su chi le abbia costruite (gli Etruschi, i Paleocristiani), ma non esistono documenti scritti o resti archeologici che comprovano queste teorie.

Le prime testimonianze scritte risalgono al Medioevo ed attestano che queste grotte venivano usate per conservare le derrate alimentari....in anni più tristi servirono anche da riparo dai bombardamenti nazisti. Infine, fino alla loro valorizzazione turistica, erano aperte a chiunque, e molti trentenni di oggi hanno trascorso la loro infanzia in avventure sotterranee fra questi cunicoli misteriosi.

Oltrepassata la porta di ingresso ci inoltriamo, preceduti dalla guida, in un corridoio, cosparso ai lati da tante nicchie.....in alcuni casi queste nicchie portavano ad altre grotte di proprietà privata, ma ora sono state murate o chiuse da cancelli per preservare la privacy delle persone a cui appartengono.

Un corridoio principale ci conduce alla stanza più bella delle grotte: è circolare ed ha sette nicchie....si pensa che questo luogo sia stato adibito al culto del Dio Mitra. In ogni caso è molto suggestivo. Fuori dalla stanza circolare c’è un’altra nicchia....ci entriamo e guardiamo in alto: siamo ai piedi un pozzo molto profondo.

Continuiamo nella visita e per salire al piano superiore dobbiamo inoltrarci attraverso una strettoia molto angusta: è una scaletta semicircolare......ci ingobbiamo tutti per non sbattere la testa.
In cima alla scala c’è un corridoio lungo e ampio che percorriamo fino in fondo dove si apre una stanza abbastanza grande.

Torniamo indietro dalla scaletta e ripercorriamo in direzione inversa il corridoio principale.....a questo punto la guida ci mostra una curiosità: scendendo alcuni gradini si arriva ad un altro corridoio, allestito da teche che contengono i vini romagnoli di eccellenza.....da una porticina infine si può andare fino alla cantina del ristorante Lazaroun. Ciò dimostra come questa fittissima rete di cunicoli sotterranei sia strutturata come le strade di una città.

La nostra visita termina qui, la guida ci riaccompagna all’uscita.

C’è ancora un po’ di luce e ci resta tanto da visitare in questa bella cittadina.....purtroppo il tempo è tiranno quindi decidiamo per stavolta di andare solo alla pieve pre-romanica di San Michele Arcangelo.......torneremo sicuramente a Santarcangelo per gli altri luoghi importanti, magari in occasione della Festa di San Martino, fra due settimane.

Andiamo verso Piazza Genganelli, all’arco (quello famoso, tradizionalmente associato ai becchi) ci fermiamo e consultiamo la cartina.....per la pieve bisogna andare a destra.

Percorriamo tutto il viale, fermandoci nei giardini per ammirare la vista del borgo, e continuiamo a camminare fino alla rotonda, poi giriamo a sinistra, attraversiamo la strada ed ecco di fronte a noi la pieve solitaria, che dal VII secolo si erge in questo luogo, con la sua storia millenaria......a dire la verità un po’ ci spiace che tanti palazzoni moderni oscurino la vista di questo monumento suggestivo...beh, del resto anche la civiltà e il progresso hanno un loro prezzo da pagare.....in questo caso a scapito dell’arte.

Entriamo nel recinto e ci accorgiamo che esternamente la chiesa ha bisogno di qualche restauro. Gli edifici attorno sono in rovina, addirittura uno è pericolante.....peccato.
Non riusciamo ad entrare e ci dispiace, la chiesa è chiusa, sono le 5 del pomeriggio.
Forse è aperta solo durante le messe quindi ci proponiamo di ritornare un’altra volta, la domenica mattina, quando, oltre a dedicare la giornata alla visita di Santarcangelo, ci delizieremo il palato in una delle tante osterie o trattorie del paese.

Ora è tardi, è già buio, ritorniamo in fretta alla macchina, assaporando già la bella giornata che trascorreremo la prossima volta che torneremo a Santarcangelo di Romagna.

Ulteriori informazioni: Turismo nella provincia di Rimini

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