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Marrakech express  

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chiara
Scritto da: chiara
Durata: 02/01/2008
Data partenza: dal 26/12/2007 al
Viaggiatori: 16
Nomi dei viaggiatori: Chiara, Enrica, Massimo, Eugenio, Chiara, Maria, Gabriella, veronica, Ombretta, Ilaria, Claudia;luigi, Nico, Paola, Luisa, Davide

Introduzione

Un tuffo nella realtà marocchina, l'affascinante marrakech, i monti dell'Atlante, il deserto e la mitica via delle Kasbah

Le Tappe del Viaggio

Questo viaggio offre in poco più di una settimana un intenso programma per conoscere i vari aspetti naturalistici e culturali di questo straordinario paese: spiagge, monti, deserti, gole, fiumi, cascate e un popolo ospitale nel più schietto dei modi.

 

1° giorno, mercoledì 26 dicembre Roma/Milano – Casablanca – Meknès

Intorno alle 16.00 siamo tutti a Casablanca. C'è una gran confusione:

la sala ritiro bagagli è stracolma di valigie non ritirate o perse e dal nastro trasportatore cadono in continuazione bagagli. Fatta la conferma dei voli, andiamo tutti insieme all'ufficio dell'Europcar. L'addetto ha bisogno di un passaporto e di due patenti  per ogni macchina, oltre alla mia (unica) carta di credito.

Ci consegnano le macchine e finalmente verso le 18.00 partiamo per Meknès, dove arriviamo alle 20.45. Cena in albergo e subito dopo tutti a nanna.

2° giorno, giovedì 27 dicembre     Meknès – Moulay Idriss – Volubilis – Fès

Sveglia alle 7.30, colazione alle 8.15. L'appuntamento con Bouchra, la nostra guida, è alle 9.00 in albergo. Prima di visitare la città, Bouchra ci porta ad un punto panoramico da cui si ha una bella vista su Meknès e poi cominciamo il giro della città dalla monumentale Bab el-Khémis, la porta del giovedì, così chiamata perché giovedì è il giorno in cui si tiene qui il mercato.

E' a forma di ferro di cavallo, l'animale sacro del mondo arabo e dà accesso al vecchio mellah e ai giardini. Bellissima la scritta sopra l'entrata: “Sono la porta più felice del mondo, mi lasciano aperta per tutti i popoli, senza discriminazione razziale”.

Bouchra ci dice che il colore caratteristico della città di Meknès è il verde, mentre quello di Fès è il blu cobalto. Riprendiamo le macchine e passiamo attraverso il quartiere ebraico, dove le finestre delle case, a differenza di quelle marocchine che danno sul cortile interno, si affacciano sulla strada. Arriviamo alla porta più bella del Marocco e di tutta l'Africa:
la Bab el-Mansour. Sul suo portale è scritto: “Sono la porta della felicità, simile alla luna piena in cielo; sono circondata dalla fortuna; la prosperità e la ricchezza sono incise sul mio portale”. Le spiegazioni di Bouchra sono molto esaurienti ed interessanti.

Veniamo ad esempio a sapere che tuttora il Marocco è l'unico paese che non dipende dagli Americani per quanto riguarda l'approvvigionamento di grano, proprio perché ci sono i granai. Il prezzo del grano è simbolico: tutti possono comprarlo. La visita alle scuderie è molto affascinante: da pensare che prima del grande terremoto di Lisbona erano ben 7 volte più grandi!

Terminiamo il nostro giro con la visita ad una cooperativa di prodotti artigianali, dove vendono dei tappeti davvero stupendi. Sono le 13.00 quando ringraziamo e salutiamo Bouchra. Proseguiamo per Moulay Idriss per la pausa pranzo. Ci vogliono circa 45 minuti per arrivarci.

Decidiamo di salire per i vicoli per andare a vedere la cittadina con il suo minareto cilindrico dai due punti panoramici, ovviamente accompagnati da uno dei ragazzetti. Partenza per Volubilis alle 14.45, che visitiamo fino alla 16.30.

Da Volubilis prendiamo la strada che ci indica Fès in direzione nord, cioè non ritornando per la stessa strada. E' una scelta indovinata, il paesaggio è meraviglioso: colline verdi ondeggianti, punteggiate da oliveti e strisce di agavi. Verso le 18.30 arriviamo a Fès, ma ci vuole un po' di tempo prima che troviamo l'albergo.

3° giorno, venerdì 28 dicembre       Fès – Ifrane – Gole dello Ziz

Sveglia alle 7.30 e colazione alle 8.15 Alle 9.00 arriva puntuale Simo, la nostra guida ed iniziamo la nostra visita della città dal Palazzo reale, non accessibile al pubblico. Le sette bellissime porte d'entrata hanno un valore monumentale, sono in legno di cedro, rivestite di bronzo cesellato e rappresentano i 7 giorni della settimana, i 7 cieli, i 7 giri della mecca ed i 7 desideri. Passiamo il quartiere ebraico in macchina e prima di addentrarci nella medina andiamo a goderci il panorama sulla città dal bastione situato a sud di Fès. Il tempo è bello e la vista mozzafiato.

Come Bouchra anche Simo ci fornisce esaurienti informazioni sulla storia e la suddivisione della città nei vari quartieri. Da questa posizione si vedono in lontananza le tombe dei Merenidi sul lato opposto della città, vicino al bastione nord.  Da qui andiamo al quartiere della ceramica, dove ci spiegano e dimostrano le fasi di realizzazione dei vari prodotti: dalle piastrelle agli splendidi vasi.

Molto interessante davvero, anche se poi, naturalmente, la visita finisce nella bottega del laboratorio. Ritornati nella parte vecchia di Fès, Fès el-Bali, Fès vecchia, cominciamo il giro dalla porta Bab Bou Jeloud, l'ingresso principale. E' davvero impossibile girare la medina senza una guida, pensate che ci sono all'incirca 9000 fra vicoli e viette!

Per fortuna
la Medersa Bou Inani è aperta e possiamo visitarla. Poi vediamo da fuori la Zawiyya di Moulay Idriss II, visitiamo una casa tipica, passiamo davanti alla più vecchia università del mondo, fondata nel 856 da Fatima, ma chiusa per restauro, e vediamo dall'alto le concerie.

Verso le 14.00 partiamo per le Gole dello Ziz.La strada fino alle gole è lunga, ma il paesaggio è accattivante. Dapprima passiamo Ifrane, cittadina in stile alpino costruita dai francesi, dopo le antiche foreste di cedri che circondano Azrou (non abbiamo il tempo per fermarci) e dopo ancora le montagne innevate.

Arriviamo in albergo alle 20.15, dove Mohamed, la nostra guida fino a Marrakech, ci sta già aspettando. Ceniamo nell'accogliente e caratteristica sala dell'albergo con delle stufe che riscaldano l'ambiente.

 

4° giorno, sabato 29 dicembre       Gole dello Ziz– Oasi Meski – Merzouga – Erg Chebbi

Alle 7.30 facciamo colazione e alle 8.15 siamo in macchina. Prima facciamo un giro in una vecchia kasbah, chiamata “Deamoz2”, non tanto lontano dall'albergo, è del 13° secolo, ed è stata abitata fino a ca. 9 anni fa finché una violenta pioggia non l'ha rovinata. Mohamed ci spiega le differenze tra uno ksar ed una kasbah. All'interno di uno ksar possono trovarsi diverse kasbah.

Proseguiamo e passiamo il bacino di Hassan Dachil, dove l'acqua piovana proveniente dal Medio Atlante affluisce mediante i fiumi. Passiamo Er Rachidia, dove si trovano molte caserme. Infatti non siamo distanti dall'Algeria. Erg Chebbi, dove dormiremo stanotte, è a ca.

40 km dal confine! Breve sosta alla sorgente blu di Meski. Più della sorgente è bello il posto ed il panorama che si ha sulla zona circostante. Proseguiamo attraverso un bellissimo paesaggio di palmeti con degli altopiani all'orizzonte.

Cominciamo a vedere le donne berbere vestite nelle loro tuniche nere con disegni colorati. Il paesaggio diventa sempre più desertico man mano che avanziamo. A ca.
15 km prima di Erfoud visitiamo un laboratorio di lavorazione dei fossili e vediamo i loro prodotti.

Alle 13.00 siamo ad Erfoud, cittadina di 7000 abitanti che vive della raccolta e del commercio di datteri e di turismo. Mohamed ci propone di pranzare in un posto che conosce lui. Visto che abbiamo praticamente saltato il pranzo nei giorni precedenti, la maggior parte del gruppo accetta, ma risulta essere una perdita di tempo: ci vuole quasi un'ora prima di poter assaggiare le “medfouna” ordinate.

Acquistiamo delle bottiglie d'acqua per la notte nel deserto e ripartiamo alle 14.45. Dopo ca. 20 minuti passiamo attraverso la bella porta d'entrata di Rizzani. Ricordavo una lunga pista per arrivare alle dune, ma questa si è trasformata nel 2003 in una lunga striscia d'asfalto.

Arriviamo al nostro albergo d'appoggio, Tombouctou, alle 16.15. Siccome ci sono tanti gruppi e non c'è posto per tutti i bagagli lasciamo i nostri nelle macchine, dopo aver preso soltanto quello che ci serve per la notte. L'escursione sui dromedari è stupenda: il colore della sabbia varia in continuazione….. oro… ocra…arancio e le dune silenziose sono impressionanti.

Arriviamo alle tende verso le 18.00, quando ormai è buio. Una grandiosa luna piena riscalda ed illumina l'accampamento, ma non è più come alcuni anni fa, non c'era proprio niente ed abbiamo dormito sopra le dune con i nostri sacchi a pelo.

Sono sorpresa perché hanno costruito perfino una specie di toilette con il lavandino. Alle 20.00 è pronta la cena, che consumiamo in un piccolo spazio coperto, dove ogni gruppo ha il suo tavolo. La cena è buona e dopocena c'è anche musica dal vivo.

Io ascolto però dal mio “letto” al calduccio sotto le tende.  

 

5° giorno, domenica 30 dicembre   Erg Chebbi – Merzouga – Kasbah Maadid – Gole di Todra Gole di Dadès

Alle 6.30 veniamo svegliati da uno dell'accampamento. Alcuni di noi salgono sulle dune per vedere le prime luci dell'alba. Facciamo a meno della doccia perché è già tardi, ma a nessuno viene in mente di saltare l'ottima ed abbondante colazione à buffet nell'accogliente sala dell'albergo. Più che colazione si potrebbe chiamarla pranzo! Alle 11.00 partiamo per visitare un vicino villaggio Gnaoua.

Gli Gnaoua sono i discendenti degli schiavi neri originari dell'Africa. Nel corso dei secoli gli Gnaoua hanno creato delle confraternite di cui fanno parte maestri di musica, chiamati “maalem”, guaritori e veggenti. Alcuni di loro ballano sul ritmo della musica all'interno di una casa. Rimaniamo ad ascoltare e a vedere la loro performance per circa una mezz'ora, poi dobbiamo purtroppo continuare il nostro viaggio.

In effetti, siamo sempre di corsa, anche qui sarebbe stato bello poterci fermare un po' di più per assaporare il luogo ed i suoi suoni in modo più rilassato. Ritornando sulla strada asfaltata apprendo da Mohamed, che è berbero e nativo di qui, che anche la gente locale non apprezza l'asfaltatura delle piste, il paesaggio ne perde sicuramente e le famiglie che avevano investito nel settore turistico, acquistando ad esempio dei fuoristrada, hanno subito ovviamente conseguenze gravi.

A mezzogiorno e mezzo arriviamo al piccolo ma interessante museo El Fida all'interno dell'omonimo ksar, ex palazzo reale del 13° secolo. Riconosco ill vecchio, sdentato ed allegro guardiano, che ci fa da guida. Dopo circa ¾ ora riprendiamo la strada e visitiamo
la Kasbah Maadid con i suoi vicoli bui, tuttora abitata da circa 1500 persone. Dopo non tanto tempo Mohamed ci conduce alla “casa dei Tuaregh”.

Ci spiegano le differenze fra le diverse tende, ma poi ci portano nello spazio allestito a negozio. Gentilmente, ma in modo deciso, spiego che purtroppo il nostro tempo è limitato e che non ce la facciamo a fermarci più a lungo.

Quando arriviamo nella Valle di Todra sono le 16.30 e il sole comincia a calare. Non potremo aver trovato un momento migliore per vedere quest'incantevole vallata. Gruppetti d'uomini seduti ai tavoli dei bar o vicino alle moschee e donne berbere sedute sulle scale delle loro case color terra ed illuminate dalla luce rossastra, rendono il paesaggio ancora più spettacolare.

Ci addentriamo nella gola in fondo alla vallata dove la strada asfaltata finisce e dove dobbiamo pagare un piccolo pedaggio. Breve pausa in uno degli alberghi situati lì e ritorniamo con una luna piena sempre più luminosa da un lato ed un sole sempre più rosso dall'altro.

Davvero inimmaginabile la bellezza!
Alle 18.00 siamo di ritorno sulla strada statale direzione Dadès. Arriviamo al nostro albergo in fondo alla valle alle 19.30. Consumiamo la cena  al calduccio della stufa nella grande sala.

 

6° giorno, lunedì 31 dicembre    Gole Dadès – Kasbah Amridhil – Aït Benhaddou – Marrakech

La sveglia suona questa mattina piuttosto presto: alle 6.00. Una colazione veloce alle 7.15 e partiamo per ripercorrere la vallata e vederla alla luce del giorno, dopo esserci fermati un attimo in fondo alla gola per goderci la vista su tutta la valle. Soffia il vento e fa piuttosto freddo.

Facciamo diverse fermate per scattare foto, soprattutto delle diverse kasbah e delle strane formazioni rocciose a forma di piedi di dromedario, dice Mohamed, che si trovano lungo il nostro percorso.

Breve stop a El Kelaâ M'Gouna, cittadina dove ogni anno in maggio viene celebrata la raccolta delle rose con una caratteristica festa in cui piovono petali di rosa sui danzatori. Io ci sono stata  e vi garantisco che è una festa da non perdere! Alle 9.00 proseguiamo per Skoura, dove arriviamo alle 10.00.

Visitiamo la bella kasbah Amridhil per circa 45 minuti. Continuiamo il nostro viaggio attraverso distese di deserto, punteggiate da kasbah e palme con sullo sfondo le cime innevate del Medio Atlante.

Un paesaggio davvero entusiasmante! Alle 12.15 arriviamo ad A
ït Benhaddou, una delle più belle kasbah del Marocco, dove sono stati girati ben 20 film! Ci fermiamo per scattare delle foto dall'alto, poi visitiamo il posto. Alle 14.30 cominciamo la lunga tirata attraverso le montagne fino a Marrakech, ultima tappa di questo stupendo viaggio.

Interrompiamo brevemente il percorso soltanto in un punto panoramico per bere del tè ed usufruire del bagno. Arriviamo a Marrakech quando è già buio. C'è chi parte subito per vedere la piazza, chi si riposa prima che ci ritroviamo tutti alle
21.00 in piazza Djemaa el-Fna.

Ceniamo presso uno dei banchetti, mangiando finalmente qualche cosa di diverso della solita tajine. Una bella birra in un albergo vicino per finire l'anno in bellezza!

 

 

7° giorno, martedì 1  gennaio       Marrakech – Casablanca

Dobbiamo lasciare le nostre stanze entro le 12.00, ma possiamo tenerne una per i nostri bagagli fino alle 16.00, ora di partenza per Casablanca.

Giro un po' la fiera dell'artigianato all'aperto vicino all'albergo, poi prendo un taxi e mi faccio portare alla Bab Agnaou, da dove mi addentro nella vecchia kasbah, una volta il quartiere reale. Faccio un giro nella kasbah e nella Mellah, dove vivono tuttora 5 famiglie ebraiche.

Visito anche il vicino cimitero ebraico, molto interessante. Al ritorno in albergo parte di noi mangia un boccone nel ristorantino adiacente. Alle 16.00 partiamo per Casablanca, dove arriviamo verso le 20.30. Lasciamo i nostri bagagli in stanza e andiamo subito nell'unico ristorante individuato nei dintorni.

Bella serata. Purtroppo è anche l'ultima, so già che sentirò la mancanza di questo bel gruppo!

 

 

8° giorno, mercoledì 2 gennaio       Casablanca – Roma/Milano

Una bella levataccia e alle 4.30 siamo in macchina direzione aeroporto. Fra consegna macchine, bus navetta su e giù, passaggi doganali facciamo appena in tempo a salutarci e a promettere che ci saremo rivisti presto. Voli regolari e anche questo stupendo viaggio è giunto alle fine!

 

 

Questo viaggio offre in poco più di una settimana un intenso programma per conoscere i vari aspetti naturalistici e culturali di questo straordinario paese: spiagge, monti, deserti, gole, fiumi, cascate e un popolo ospitale nel più schietto dei modi.

 

1° giorno, mercoledì 26 dicembre Roma/Milano – Casablanca – Meknès

Intorno alle 16.00 siamo tutti a Casablanca. C'è una gran confusione:

la sala ritiro bagagli è stracolma di valigie non ritirate o perse e dal nastro trasportatore cadono in continuazione bagagli. Fatta la conferma dei voli, andiamo tutti insieme all'ufficio dell'Europcar. L'addetto ha bisogno di un passaporto e di due patenti  per ogni macchina, oltre alla mia (unica) carta di credito.

Ci consegnano le macchine e finalmente verso le 18.00 partiamo per Meknès, dove arriviamo alle 20.45. Cena in albergo e subito dopo tutti a nanna.

2° giorno, giovedì 27 dicembre     Meknès – Moulay Idriss – Volubilis – Fès

Sveglia alle 7.30, colazione alle 8.15. L'appuntamento con Bouchra, la nostra guida, è alle 9.00 in albergo. Prima di visitare la città, Bouchra ci porta ad un punto panoramico da cui si ha una bella vista su Meknès e poi cominciamo il giro della città dalla monumentale Bab el-Khémis, la porta del giovedì, così chiamata perché giovedì è il giorno in cui si tiene qui il mercato.

E' a forma di ferro di cavallo, l'animale sacro del mondo arabo e dà accesso al vecchio mellah e ai giardini. Bellissima la scritta sopra l'entrata: “Sono la porta più felice del mondo, mi lasciano aperta per tutti i popoli, senza discriminazione razziale”.

Bouchra ci dice che il colore caratteristico della città di Meknès è il verde, mentre quello di Fès è il blu cobalto. Riprendiamo le macchine e passiamo attraverso il quartiere ebraico, dove le finestre delle case, a differenza di quelle marocchine che danno sul cortile interno, si affacciano sulla strada. Arriviamo alla porta più bella del Marocco e di tutta l'Africa:
la Bab el-Mansour. Sul suo portale è scritto: “Sono la porta della felicità, simile alla luna piena in cielo; sono circondata dalla fortuna; la prosperità e la ricchezza sono incise sul mio portale”. Le spiegazioni di Bouchra sono molto esaurienti ed interessanti.

Veniamo ad esempio a sapere che tuttora il Marocco è l'unico paese che non dipende dagli Americani per quanto riguarda l'approvvigionamento di grano, proprio perché ci sono i granai. Il prezzo del grano è simbolico: tutti possono comprarlo. La visita alle scuderie è molto affascinante: da pensare che prima del grande terremoto di Lisbona erano ben 7 volte più grandi!

Terminiamo il nostro giro con la visita ad una cooperativa di prodotti artigianali, dove vendono dei tappeti davvero stupendi. Sono le 13.00 quando ringraziamo e salutiamo Bouchra. Proseguiamo per Moulay Idriss per la pausa pranzo. Ci vogliono circa 45 minuti per arrivarci.

Decidiamo di salire per i vicoli per andare a vedere la cittadina con il suo minareto cilindrico dai due punti panoramici, ovviamente accompagnati da uno dei ragazzetti. Partenza per Volubilis alle 14.45, che visitiamo fino alla 16.30.

Da Volubilis prendiamo la strada che ci indica Fès in direzione nord, cioè non ritornando per la stessa strada. E' una scelta indovinata, il paesaggio è meraviglioso: colline verdi ondeggianti, punteggiate da oliveti e strisce di agavi. Verso le 18.30 arriviamo a Fès, ma ci vuole un po' di tempo prima che troviamo l'albergo.

3° giorno, venerdì 28 dicembre       Fès – Ifrane – Gole dello Ziz

Sveglia alle 7.30 e colazione alle 8.15 Alle 9.00 arriva puntuale Simo, la nostra guida ed iniziamo la nostra visita della città dal Palazzo reale, non accessibile al pubblico. Le sette bellissime porte d'entrata hanno un valore monumentale, sono in legno di cedro, rivestite di bronzo cesellato e rappresentano i 7 giorni della settimana, i 7 cieli, i 7 giri della mecca ed i 7 desideri. Passiamo il quartiere ebraico in macchina e prima di addentrarci nella medina andiamo a goderci il panorama sulla città dal bastione situato a sud di Fès. Il tempo è bello e la vista mozzafiato.

Come Bouchra anche Simo ci fornisce esaurienti informazioni sulla storia e la suddivisione della città nei vari quartieri. Da questa posizione si vedono in lontananza le tombe dei Merenidi sul lato opposto della città, vicino al bastione nord.  Da qui andiamo al quartiere della ceramica, dove ci spiegano e dimostrano le fasi di realizzazione dei vari prodotti: dalle piastrelle agli splendidi vasi.

Molto interessante davvero, anche se poi, naturalmente, la visita finisce nella bottega del laboratorio. Ritornati nella parte vecchia di Fès, Fès el-Bali, Fès vecchia, cominciamo il giro dalla porta Bab Bou Jeloud, l'ingresso principale. E' davvero impossibile girare la medina senza una guida, pensate che ci sono all'incirca 9000 fra vicoli e viette!

Per fortuna
la Medersa Bou Inani è aperta e possiamo visitarla. Poi vediamo da fuori la Zawiyya di Moulay Idriss II, visitiamo una casa tipica, passiamo davanti alla più vecchia università del mondo, fondata nel 856 da Fatima, ma chiusa per restauro, e vediamo dall'alto le concerie.

Verso le 14.00 partiamo per le Gole dello Ziz.La strada fino alle gole è lunga, ma il paesaggio è accattivante. Dapprima passiamo Ifrane, cittadina in stile alpino costruita dai francesi, dopo le antiche foreste di cedri che circondano Azrou (non abbiamo il tempo per fermarci) e dopo ancora le montagne innevate.

Arriviamo in albergo alle 20.15, dove Mohamed, la nostra guida fino a Marrakech, ci sta già aspettando. Ceniamo nell'accogliente e caratteristica sala dell'albergo con delle stufe che riscaldano l'ambiente.

 

4° giorno, sabato 29 dicembre       Gole dello Ziz– Oasi Meski – Merzouga – Erg Chebbi

Alle 7.30 facciamo colazione e alle 8.15 siamo in macchina. Prima facciamo un giro in una vecchia kasbah, chiamata “Deamoz2”, non tanto lontano dall'albergo, è del 13° secolo, ed è stata abitata fino a ca. 9 anni fa finché una violenta pioggia non l'ha rovinata. Mohamed ci spiega le differenze tra uno ksar ed una kasbah. All'interno di uno ksar possono trovarsi diverse kasbah.

Proseguiamo e passiamo il bacino di Hassan Dachil, dove l'acqua piovana proveniente dal Medio Atlante affluisce mediante i fiumi. Passiamo Er Rachidia, dove si trovano molte caserme. Infatti non siamo distanti dall'Algeria. Erg Chebbi, dove dormiremo stanotte, è a ca.

40 km dal confine! Breve sosta alla sorgente blu di Meski. Più della sorgente è bello il posto ed il panorama che si ha sulla zona circostante. Proseguiamo attraverso un bellissimo paesaggio di palmeti con degli altopiani all'orizzonte.

Cominciamo a vedere le donne berbere vestite nelle loro tuniche nere con disegni colorati. Il paesaggio diventa sempre più desertico man mano che avanziamo. A ca.
15 km prima di Erfoud visitiamo un laboratorio di lavorazione dei fossili e vediamo i loro prodotti.

Alle 13.00 siamo ad Erfoud, cittadina di 7000 abitanti che vive della raccolta e del commercio di datteri e di turismo. Mohamed ci propone di pranzare in un posto che conosce lui. Visto che abbiamo praticamente saltato il pranzo nei giorni precedenti, la maggior parte del gruppo accetta, ma risulta essere una perdita di tempo: ci vuole quasi un'ora prima di poter assaggiare le “medfouna” ordinate.

Acquistiamo delle bottiglie d'acqua per la notte nel deserto e ripartiamo alle 14.45. Dopo ca. 20 minuti passiamo attraverso la bella porta d'entrata di Rizzani. Ricordavo una lunga pista per arrivare alle dune, ma questa si è trasformata nel 2003 in una lunga striscia d'asfalto.

Arriviamo al nostro albergo d'appoggio, Tombouctou, alle 16.15. Siccome ci sono tanti gruppi e non c'è posto per tutti i bagagli lasciamo i nostri nelle macchine, dopo aver preso soltanto quello che ci serve per la notte. L'escursione sui dromedari è stupenda: il colore della sabbia varia in continuazione….. oro… ocra…arancio e le dune silenziose sono impressionanti.

Arriviamo alle tende verso le 18.00, quando ormai è buio. Una grandiosa luna piena riscalda ed illumina l'accampamento, ma non è più come alcuni anni fa, non c'era proprio niente ed abbiamo dormito sopra le dune con i nostri sacchi a pelo.

Sono sorpresa perché hanno costruito perfino una specie di toilette con il lavandino. Alle 20.00 è pronta la cena, che consumiamo in un piccolo spazio coperto, dove ogni gruppo ha il suo tavolo. La cena è buona e dopocena c'è anche musica dal vivo.

Io ascolto però dal mio “letto” al calduccio sotto le tende.  

 

5° giorno, domenica 30 dicembre   Erg Chebbi – Merzouga – Kasbah Maadid – Gole di Todra Gole di Dadès

Alle 6.30 veniamo svegliati da uno dell'accampamento. Alcuni di noi salgono sulle dune per vedere le prime luci dell'alba. Facciamo a meno della doccia perché è già tardi, ma a nessuno viene in mente di saltare l'ottima ed abbondante colazione à buffet nell'accogliente sala dell'albergo. Più che colazione si potrebbe chiamarla pranzo! Alle 11.00 partiamo per visitare un vicino villaggio Gnaoua.

Gli Gnaoua sono i discendenti degli schiavi neri originari dell'Africa. Nel corso dei secoli gli Gnaoua hanno creato delle confraternite di cui fanno parte maestri di musica, chiamati “maalem”, guaritori e veggenti. Alcuni di loro ballano sul ritmo della musica all'interno di una casa. Rimaniamo ad ascoltare e a vedere la loro performance per circa una mezz'ora, poi dobbiamo purtroppo continuare il nostro viaggio.

In effetti, siamo sempre di corsa, anche qui sarebbe stato bello poterci fermare un po' di più per assaporare il luogo ed i suoi suoni in modo più rilassato. Ritornando sulla strada asfaltata apprendo da Mohamed, che è berbero e nativo di qui, che anche la gente locale non apprezza l'asfaltatura delle piste, il paesaggio ne perde sicuramente e le famiglie che avevano investito nel settore turistico, acquistando ad esempio dei fuoristrada, hanno subito ovviamente conseguenze gravi.

A mezzogiorno e mezzo arriviamo al piccolo ma interessante museo El Fida all'interno dell'omonimo ksar, ex palazzo reale del 13° secolo. Riconosco ill vecchio, sdentato ed allegro guardiano, che ci fa da guida. Dopo circa ¾ ora riprendiamo la strada e visitiamo
la Kasbah Maadid con i suoi vicoli bui, tuttora abitata da circa 1500 persone. Dopo non tanto tempo Mohamed ci conduce alla “casa dei Tuaregh”.

Ci spiegano le differenze fra le diverse tende, ma poi ci portano nello spazio allestito a negozio. Gentilmente, ma in modo deciso, spiego che purtroppo il nostro tempo è limitato e che non ce la facciamo a fermarci più a lungo.

Quando arriviamo nella Valle di Todra sono le 16.30 e il sole comincia a calare. Non potremo aver trovato un momento migliore per vedere quest'incantevole vallata. Gruppetti d'uomini seduti ai tavoli dei bar o vicino alle moschee e donne berbere sedute sulle scale delle loro case color terra ed illuminate dalla luce rossastra, rendono il paesaggio ancora più spettacolare.

Ci addentriamo nella gola in fondo alla vallata dove la strada asfaltata finisce e dove dobbiamo pagare un piccolo pedaggio. Breve pausa in uno degli alberghi situati lì e ritorniamo con una luna piena sempre più luminosa da un lato ed un sole sempre più rosso dall'altro.

Davvero inimmaginabile la bellezza!
Alle 18.00 siamo di ritorno sulla strada statale direzione Dadès. Arriviamo al nostro albergo in fondo alla valle alle 19.30. Consumiamo la cena  al calduccio della stufa nella grande sala.

 

6° giorno, lunedì 31 dicembre    Gole Dadès – Kasbah Amridhil – Aït Benhaddou – Marrakech

La sveglia suona questa mattina piuttosto presto: alle 6.00. Una colazione veloce alle 7.15 e partiamo per ripercorrere la vallata e vederla alla luce del giorno, dopo esserci fermati un attimo in fondo alla gola per goderci la vista su tutta la valle. Soffia il vento e fa piuttosto freddo.

Facciamo diverse fermate per scattare foto, soprattutto delle diverse kasbah e delle strane formazioni rocciose a forma di piedi di dromedario, dice Mohamed, che si trovano lungo il nostro percorso.

Breve stop a El Kelaâ M'Gouna, cittadina dove ogni anno in maggio viene celebrata la raccolta delle rose con una caratteristica festa in cui piovono petali di rosa sui danzatori. Io ci sono stata  e vi garantisco che è una festa da non perdere! Alle 9.00 proseguiamo per Skoura, dove arriviamo alle 10.00.

Visitiamo la bella kasbah Amridhil per circa 45 minuti. Continuiamo il nostro viaggio attraverso distese di deserto, punteggiate da kasbah e palme con sullo sfondo le cime innevate del Medio Atlante.

Un paesaggio davvero entusiasmante! Alle 12.15 arriviamo ad A
ït Benhaddou, una delle più belle kasbah del Marocco, dove sono stati girati ben 20 film! Ci fermiamo per scattare delle foto dall'alto, poi visitiamo il posto. Alle 14.30 cominciamo la lunga tirata attraverso le montagne fino a Marrakech, ultima tappa di questo stupendo viaggio.

Interrompiamo brevemente il percorso soltanto in un punto panoramico per bere del tè ed usufruire del bagno. Arriviamo a Marrakech quando è già buio. C'è chi parte subito per vedere la piazza, chi si riposa prima che ci ritroviamo tutti alle
21.00 in piazza Djemaa el-Fna.

Ceniamo presso uno dei banchetti, mangiando finalmente qualche cosa di diverso della solita tajine. Una bella birra in un albergo vicino per finire l'anno in bellezza!

 

 

7° giorno, martedì 1  gennaio       Marrakech – Casablanca

Dobbiamo lasciare le nostre stanze entro le 12.00, ma possiamo tenerne una per i nostri bagagli fino alle 16.00, ora di partenza per Casablanca.

Giro un po' la fiera dell'artigianato all'aperto vicino all'albergo, poi prendo un taxi e mi faccio portare alla Bab Agnaou, da dove mi addentro nella vecchia kasbah, una volta il quartiere reale. Faccio un giro nella kasbah e nella Mellah, dove vivono tuttora 5 famiglie ebraiche.

Visito anche il vicino cimitero ebraico, molto interessante. Al ritorno in albergo parte di noi mangia un boccone nel ristorantino adiacente. Alle 16.00 partiamo per Casablanca, dove arriviamo verso le 20.30. Lasciamo i nostri bagagli in stanza e andiamo subito nell'unico ristorante individuato nei dintorni.

Bella serata. Purtroppo è anche l'ultima, so già che sentirò la mancanza di questo bel gruppo!

 

 

8° giorno, mercoledì 2 gennaio       Casablanca – Roma/Milano

Una bella levataccia e alle 4.30 siamo in macchina direzione aeroporto. Fra consegna macchine, bus navetta su e giù, passaggi doganali facciamo appena in tempo a salutarci e a promettere che ci saremo rivisti presto. Voli regolari e anche questo stupendo viaggio è giunto alle fine!

 

 

Questo viaggio offre in poco più di una settimana un intenso programma per conoscere i vari aspetti naturalistici e culturali di questo straordinario paese: spiagge, monti, deserti, gole, fiumi, cascate e un popolo ospitale nel più schietto dei modi.

 

1° giorno, mercoledì 26 dicembre Roma/Milano – Casablanca – Meknès

Intorno alle 16.00 siamo tutti a Casablanca. C'è una gran confusione:

la sala ritiro bagagli è stracolma di valigie non ritirate o perse e dal nastro trasportatore cadono in continuazione bagagli. Fatta la conferma dei voli, andiamo tutti insieme all'ufficio dell'Europcar. L'addetto ha bisogno di un passaporto e di due patenti  per ogni macchina, oltre alla mia (unica) carta di credito.

Ci consegnano le macchine e finalmente verso le 18.00 partiamo per Meknès, dove arriviamo alle 20.45. Cena in albergo e subito dopo tutti a nanna.

2° giorno, giovedì 27 dicembre     Meknès – Moulay Idriss – Volubilis – Fès

Sveglia alle 7.30, colazione alle 8.15. L'appuntamento con Bouchra, la nostra guida, è alle 9.00 in albergo. Prima di visitare la città, Bouchra ci porta ad un punto panoramico da cui si ha una bella vista su Meknès e poi cominciamo il giro della città dalla monumentale Bab el-Khémis, la porta del giovedì, così chiamata perché giovedì è il giorno in cui si tiene qui il mercato.

E' a forma di ferro di cavallo, l'animale sacro del mondo arabo e dà accesso al vecchio mellah e ai giardini. Bellissima la scritta sopra l'entrata: “Sono la porta più felice del mondo, mi lasciano aperta per tutti i popoli, senza discriminazione razziale”.

Bouchra ci dice che il colore caratteristico della città di Meknès è il verde, mentre quello di Fès è il blu cobalto. Riprendiamo le macchine e passiamo attraverso il quartiere ebraico, dove le finestre delle case, a differenza di quelle marocchine che danno sul cortile interno, si affacciano sulla strada. Arriviamo alla porta più bella del Marocco e di tutta l'Africa:
la Bab el-Mansour. Sul suo portale è scritto: “Sono la porta della felicità, simile alla luna piena in cielo; sono circondata dalla fortuna; la prosperità e la ricchezza sono incise sul mio portale”. Le spiegazioni di Bouchra sono molto esaurienti ed interessanti.

Veniamo ad esempio a sapere che tuttora il Marocco è l'unico paese che non dipende dagli Americani per quanto riguarda l'approvvigionamento di grano, proprio perché ci sono i granai. Il prezzo del grano è simbolico: tutti possono comprarlo. La visita alle scuderie è molto affascinante: da pensare che prima del grande terremoto di Lisbona erano ben 7 volte più grandi!

Terminiamo il nostro giro con la visita ad una cooperativa di prodotti artigianali, dove vendono dei tappeti davvero stupendi. Sono le 13.00 quando ringraziamo e salutiamo Bouchra. Proseguiamo per Moulay Idriss per la pausa pranzo. Ci vogliono circa 45 minuti per arrivarci.

Decidiamo di salire per i vicoli per andare a vedere la cittadina con il suo minareto cilindrico dai due punti panoramici, ovviamente accompagnati da uno dei ragazzetti. Partenza per Volubilis alle 14.45, che visitiamo fino alla 16.30.

Da Volubilis prendiamo la strada che ci indica Fès in direzione nord, cioè non ritornando per la stessa strada. E' una scelta indovinata, il paesaggio è meraviglioso: colline verdi ondeggianti, punteggiate da oliveti e strisce di agavi. Verso le 18.30 arriviamo a Fès, ma ci vuole un po' di tempo prima che troviamo l'albergo.

3° giorno, venerdì 28 dicembre       Fès – Ifrane – Gole dello Ziz

Sveglia alle 7.30 e colazione alle 8.15 Alle 9.00 arriva puntuale Simo, la nostra guida ed iniziamo la nostra visita della città dal Palazzo reale, non accessibile al pubblico. Le sette bellissime porte d'entrata hanno un valore monumentale, sono in legno di cedro, rivestite di bronzo cesellato e rappresentano i 7 giorni della settimana, i 7 cieli, i 7 giri della mecca ed i 7 desideri. Passiamo il quartiere ebraico in macchina e prima di addentrarci nella medina andiamo a goderci il panorama sulla città dal bastione situato a sud di Fès. Il tempo è bello e la vista mozzafiato.

Come Bouchra anche Simo ci fornisce esaurienti informazioni sulla storia e la suddivisione della città nei vari quartieri. Da questa posizione si vedono in lontananza le tombe dei Merenidi sul lato opposto della città, vicino al bastione nord.  Da qui andiamo al quartiere della ceramica, dove ci spiegano e dimostrano le fasi di realizzazione dei vari prodotti: dalle piastrelle agli splendidi vasi.

Molto interessante davvero, anche se poi, naturalmente, la visita finisce nella bottega del laboratorio. Ritornati nella parte vecchia di Fès, Fès el-Bali, Fès vecchia, cominciamo il giro dalla porta Bab Bou Jeloud, l'ingresso principale. E' davvero impossibile girare la medina senza una guida, pensate che ci sono all'incirca 9000 fra vicoli e viette!

Per fortuna
la Medersa Bou Inani è aperta e possiamo visitarla. Poi vediamo da fuori la Zawiyya di Moulay Idriss II, visitiamo una casa tipica, passiamo davanti alla più vecchia università del mondo, fondata nel 856 da Fatima, ma chiusa per restauro, e vediamo dall'alto le concerie.

Verso le 14.00 partiamo per le Gole dello Ziz.La strada fino alle gole è lunga, ma il paesaggio è accattivante. Dapprima passiamo Ifrane, cittadina in stile alpino costruita dai francesi, dopo le antiche foreste di cedri che circondano Azrou (non abbiamo il tempo per fermarci) e dopo ancora le montagne innevate.

Arriviamo in albergo alle 20.15, dove Mohamed, la nostra guida fino a Marrakech, ci sta già aspettando. Ceniamo nell'accogliente e caratteristica sala dell'albergo con delle stufe che riscaldano l'ambiente.

 

4° giorno, sabato 29 dicembre       Gole dello Ziz– Oasi Meski – Merzouga – Erg Chebbi

Alle 7.30 facciamo colazione e alle 8.15 siamo in macchina. Prima facciamo un giro in una vecchia kasbah, chiamata “Deamoz2”, non tanto lontano dall'albergo, è del 13° secolo, ed è stata abitata fino a ca. 9 anni fa finché una violenta pioggia non l'ha rovinata. Mohamed ci spiega le differenze tra uno ksar ed una kasbah. All'interno di uno ksar possono trovarsi diverse kasbah.

Proseguiamo e passiamo il bacino di Hassan Dachil, dove l'acqua piovana proveniente dal Medio Atlante affluisce mediante i fiumi. Passiamo Er Rachidia, dove si trovano molte caserme. Infatti non siamo distanti dall'Algeria. Erg Chebbi, dove dormiremo stanotte, è a ca.

40 km dal confine! Breve sosta alla sorgente blu di Meski. Più della sorgente è bello il posto ed il panorama che si ha sulla zona circostante. Proseguiamo attraverso un bellissimo paesaggio di palmeti con degli altopiani all'orizzonte.

Cominciamo a vedere le donne berbere vestite nelle loro tuniche nere con disegni colorati. Il paesaggio diventa sempre più desertico man mano che avanziamo. A ca.
15 km prima di Erfoud visitiamo un laboratorio di lavorazione dei fossili e vediamo i loro prodotti.

Alle 13.00 siamo ad Erfoud, cittadina di 7000 abitanti che vive della raccolta e del commercio di datteri e di turismo. Mohamed ci propone di pranzare in un posto che conosce lui. Visto che abbiamo praticamente saltato il pranzo nei giorni precedenti, la maggior parte del gruppo accetta, ma risulta essere una perdita di tempo: ci vuole quasi un'ora prima di poter assaggiare le “medfouna” ordinate.

Acquistiamo delle bottiglie d'acqua per la notte nel deserto e ripartiamo alle 14.45. Dopo ca. 20 minuti passiamo attraverso la bella porta d'entrata di Rizzani. Ricordavo una lunga pista per arrivare alle dune, ma questa si è trasformata nel 2003 in una lunga striscia d'asfalto.

Arriviamo al nostro albergo d'appoggio, Tombouctou, alle 16.15. Siccome ci sono tanti gruppi e non c'è posto per tutti i bagagli lasciamo i nostri nelle macchine, dopo aver preso soltanto quello che ci serve per la notte. L'escursione sui dromedari è stupenda: il colore della sabbia varia in continuazione….. oro… ocra…arancio e le dune silenziose sono impressionanti.

Arriviamo alle tende verso le 18.00, quando ormai è buio. Una grandiosa luna piena riscalda ed illumina l'accampamento, ma non è più come alcuni anni fa, non c'era proprio niente ed abbiamo dormito sopra le dune con i nostri sacchi a pelo.

Sono sorpresa perché hanno costruito perfino una specie di toilette con il lavandino. Alle 20.00 è pronta la cena, che consumiamo in un piccolo spazio coperto, dove ogni gruppo ha il suo tavolo. La cena è buona e dopocena c'è anche musica dal vivo.

Io ascolto però dal mio “letto” al calduccio sotto le tende.  

 

5° giorno, domenica 30 dicembre   Erg Chebbi – Merzouga – Kasbah Maadid – Gole di Todra Gole di Dadès

Alle 6.30 veniamo svegliati da uno dell'accampamento. Alcuni di noi salgono sulle dune per vedere le prime luci dell'alba. Facciamo a meno della doccia perché è già tardi, ma a nessuno viene in mente di saltare l'ottima ed abbondante colazione à buffet nell'accogliente sala dell'albergo. Più che colazione si potrebbe chiamarla pranzo! Alle 11.00 partiamo per visitare un vicino villaggio Gnaoua.

Gli Gnaoua sono i discendenti degli schiavi neri originari dell'Africa. Nel corso dei secoli gli Gnaoua hanno creato delle confraternite di cui fanno parte maestri di musica, chiamati “maalem”, guaritori e veggenti. Alcuni di loro ballano sul ritmo della musica all'interno di una casa. Rimaniamo ad ascoltare e a vedere la loro performance per circa una mezz'ora, poi dobbiamo purtroppo continuare il nostro viaggio.

In effetti, siamo sempre di corsa, anche qui sarebbe stato bello poterci fermare un po' di più per assaporare il luogo ed i suoi suoni in modo più rilassato. Ritornando sulla strada asfaltata apprendo da Mohamed, che è berbero e nativo di qui, che anche la gente locale non apprezza l'asfaltatura delle piste, il paesaggio ne perde sicuramente e le famiglie che avevano investito nel settore turistico, acquistando ad esempio dei fuoristrada, hanno subito ovviamente conseguenze gravi.

A mezzogiorno e mezzo arriviamo al piccolo ma interessante museo El Fida all'interno dell'omonimo ksar, ex palazzo reale del 13° secolo. Riconosco ill vecchio, sdentato ed allegro guardiano, che ci fa da guida. Dopo circa ¾ ora riprendiamo la strada e visitiamo
la Kasbah Maadid con i suoi vicoli bui, tuttora abitata da circa 1500 persone. Dopo non tanto tempo Mohamed ci conduce alla “casa dei Tuaregh”.

Ci spiegano le differenze fra le diverse tende, ma poi ci portano nello spazio allestito a negozio. Gentilmente, ma in modo deciso, spiego che purtroppo il nostro tempo è limitato e che non ce la facciamo a fermarci più a lungo.

Quando arriviamo nella Valle di Todra sono le 16.30 e il sole comincia a calare. Non potremo aver trovato un momento migliore per vedere quest'incantevole vallata. Gruppetti d'uomini seduti ai tavoli dei bar o vicino alle moschee e donne berbere sedute sulle scale delle loro case color terra ed illuminate dalla luce rossastra, rendono il paesaggio ancora più spettacolare.

Ci addentriamo nella gola in fondo alla vallata dove la strada asfaltata finisce e dove dobbiamo pagare un piccolo pedaggio. Breve pausa in uno degli alberghi situati lì e ritorniamo con una luna piena sempre più luminosa da un lato ed un sole sempre più rosso dall'altro.

Davvero inimmaginabile la bellezza!
Alle 18.00 siamo di ritorno sulla strada statale direzione Dadès. Arriviamo al nostro albergo in fondo alla valle alle 19.30. Consumiamo la cena  al calduccio della stufa nella grande sala.

 

6° giorno, lunedì 31 dicembre    Gole Dadès – Kasbah Amridhil – Aït Benhaddou – Marrakech

La sveglia suona questa mattina piuttosto presto: alle 6.00. Una colazione veloce alle 7.15 e partiamo per ripercorrere la vallata e vederla alla luce del giorno, dopo esserci fermati un attimo in fondo alla gola per goderci la vista su tutta la valle. Soffia il vento e fa piuttosto freddo.

Facciamo diverse fermate per scattare foto, soprattutto delle diverse kasbah e delle strane formazioni rocciose a forma di piedi di dromedario, dice Mohamed, che si trovano lungo il nostro percorso.

Breve stop a El Kelaâ M'Gouna, cittadina dove ogni anno in maggio viene celebrata la raccolta delle rose con una caratteristica festa in cui piovono petali di rosa sui danzatori. Io ci sono stata  e vi garantisco che è una festa da non perdere! Alle 9.00 proseguiamo per Skoura, dove arriviamo alle 10.00.

Visitiamo la bella kasbah Amridhil per circa 45 minuti. Continuiamo il nostro viaggio attraverso distese di deserto, punteggiate da kasbah e palme con sullo sfondo le cime innevate del Medio Atlante.

Un paesaggio davvero entusiasmante! Alle 12.15 arriviamo ad A
ït Benhaddou, una delle più belle kasbah del Marocco, dove sono stati girati ben 20 film! Ci fermiamo per scattare delle foto dall'alto, poi visitiamo il posto. Alle 14.30 cominciamo la lunga tirata attraverso le montagne fino a Marrakech, ultima tappa di questo stupendo viaggio.

Interrompiamo brevemente il percorso soltanto in un punto panoramico per bere del tè ed usufruire del bagno. Arriviamo a Marrakech quando è già buio. C'è chi parte subito per vedere la piazza, chi si riposa prima che ci ritroviamo tutti alle
21.00 in piazza Djemaa el-Fna.

Ceniamo presso uno dei banchetti, mangiando finalmente qualche cosa di diverso della solita tajine. Una bella birra in un albergo vicino per finire l'anno in bellezza!

 

 

7° giorno, martedì 1  gennaio       Marrakech – Casablanca

Dobbiamo lasciare le nostre stanze entro le 12.00, ma possiamo tenerne una per i nostri bagagli fino alle 16.00, ora di partenza per Casablanca.

Giro un po' la fiera dell'artigianato all'aperto vicino all'albergo, poi prendo un taxi e mi faccio portare alla Bab Agnaou, da dove mi addentro nella vecchia kasbah, una volta il quartiere reale. Faccio un giro nella kasbah e nella Mellah, dove vivono tuttora 5 famiglie ebraiche.

Visito anche il vicino cimitero ebraico, molto interessante. Al ritorno in albergo parte di noi mangia un boccone nel ristorantino adiacente. Alle 16.00 partiamo per Casablanca, dove arriviamo verso le 20.30. Lasciamo i nostri bagagli in stanza e andiamo subito nell'unico ristorante individuato nei dintorni.

Bella serata. Purtroppo è anche l'ultima, so già che sentirò la mancanza di questo bel gruppo!

 

 

8° giorno, mercoledì 2 gennaio       Casablanca – Roma/Milano

Una bella levataccia e alle 4.30 siamo in macchina direzione aeroporto. Fra consegna macchine, bus navetta su e giù, passaggi doganali facciamo appena in tempo a salutarci e a promettere che ci saremo rivisti presto. Voli regolari e anche questo stupendo viaggio è giunto alle fine!

 

 

Questo viaggio offre in poco più di una settimana un intenso programma per conoscere i vari aspetti naturalistici e culturali di questo straordinario paese: spiagge, monti, deserti, gole, fiumi, cascate e un popolo ospitale nel più schietto dei modi.

 

1° giorno, mercoledì 26 dicembre Roma/Milano – Casablanca – Meknès

Intorno alle 16.00 siamo tutti a Casablanca. C'è una gran confusione:

la sala ritiro bagagli è stracolma di valigie non ritirate o perse e dal nastro trasportatore cadono in continuazione bagagli. Fatta la conferma dei voli, andiamo tutti insieme all'ufficio dell'Europcar. L'addetto ha bisogno di un passaporto e di due patenti  per ogni macchina, oltre alla mia (unica) carta di credito.

Ci consegnano le macchine e finalmente verso le 18.00 partiamo per Meknès, dove arriviamo alle 20.45. Cena in albergo e subito dopo tutti a nanna.

2° giorno, giovedì 27 dicembre     Meknès – Moulay Idriss – Volubilis – Fès

Sveglia alle 7.30, colazione alle 8.15. L'appuntamento con Bouchra, la nostra guida, è alle 9.00 in albergo. Prima di visitare la città, Bouchra ci porta ad un punto panoramico da cui si ha una bella vista su Meknès e poi cominciamo il giro della città dalla monumentale Bab el-Khémis, la porta del giovedì, così chiamata perché giovedì è il giorno in cui si tiene qui il mercato.

E' a forma di ferro di cavallo, l'animale sacro del mondo arabo e dà accesso al vecchio mellah e ai giardini. Bellissima la scritta sopra l'entrata: “Sono la porta più felice del mondo, mi lasciano aperta per tutti i popoli, senza discriminazione razziale”.

Bouchra ci dice che il colore caratteristico della città di Meknès è il verde, mentre quello di Fès è il blu cobalto. Riprendiamo le macchine e passiamo attraverso il quartiere ebraico, dove le finestre delle case, a differenza di quelle marocchine che danno sul cortile interno, si affacciano sulla strada. Arriviamo alla porta più bella del Marocco e di tutta l'Africa:
la Bab el-Mansour. Sul suo portale è scritto: “Sono la porta della felicità, simile alla luna piena in cielo; sono circondata dalla fortuna; la prosperità e la ricchezza sono incise sul mio portale”. Le spiegazioni di Bouchra sono molto esaurienti ed interessanti.

Veniamo ad esempio a sapere che tuttora il Marocco è l'unico paese che non dipende dagli Americani per quanto riguarda l'approvvigionamento di grano, proprio perché ci sono i granai. Il prezzo del grano è simbolico: tutti possono comprarlo. La visita alle scuderie è molto affascinante: da pensare che prima del grande terremoto di Lisbona erano ben 7 volte più grandi!

Terminiamo il nostro giro con la visita ad una cooperativa di prodotti artigianali, dove vendono dei tappeti davvero stupendi. Sono le 13.00 quando ringraziamo e salutiamo Bouchra. Proseguiamo per Moulay Idriss per la pausa pranzo. Ci vogliono circa 45 minuti per arrivarci.

Decidiamo di salire per i vicoli per andare a vedere la cittadina con il suo minareto cilindrico dai due punti panoramici, ovviamente accompagnati da uno dei ragazzetti. Partenza per Volubilis alle 14.45, che visitiamo fino alla 16.30.

Da Volubilis prendiamo la strada che ci indica Fès in direzione nord, cioè non ritornando per la stessa strada. E' una scelta indovinata, il paesaggio è meraviglioso: colline verdi ondeggianti, punteggiate da oliveti e strisce di agavi. Verso le 18.30 arriviamo a Fès, ma ci vuole un po' di tempo prima che troviamo l'albergo.

3° giorno, venerdì 28 dicembre       Fès – Ifrane – Gole dello Ziz

Sveglia alle 7.30 e colazione alle 8.15 Alle 9.00 arriva puntuale Simo, la nostra guida ed iniziamo la nostra visita della città dal Palazzo reale, non accessibile al pubblico. Le sette bellissime porte d'entrata hanno un valore monumentale, sono in legno di cedro, rivestite di bronzo cesellato e rappresentano i 7 giorni della settimana, i 7 cieli, i 7 giri della mecca ed i 7 desideri. Passiamo il quartiere ebraico in macchina e prima di addentrarci nella medina andiamo a goderci il panorama sulla città dal bastione situato a sud di Fès. Il tempo è bello e la vista mozzafiato.

Come Bouchra anche Simo ci fornisce esaurienti informazioni sulla storia e la suddivisione della città nei vari quartieri. Da questa posizione si vedono in lontananza le tombe dei Merenidi sul lato opposto della città, vicino al bastione nord.  Da qui andiamo al quartiere della ceramica, dove ci spiegano e dimostrano le fasi di realizzazione dei vari prodotti: dalle piastrelle agli splendidi vasi.

Molto interessante davvero, anche se poi, naturalmente, la visita finisce nella bottega del laboratorio. Ritornati nella parte vecchia di Fès, Fès el-Bali, Fès vecchia, cominciamo il giro dalla porta Bab Bou Jeloud, l'ingresso principale. E' davvero impossibile girare la medina senza una guida, pensate che ci sono all'incirca 9000 fra vicoli e viette!

Per fortuna
la Medersa Bou Inani è aperta e possiamo visitarla. Poi vediamo da fuori la Zawiyya di Moulay Idriss II, visitiamo una casa tipica, passiamo davanti alla più vecchia università del mondo, fondata nel 856 da Fatima, ma chiusa per restauro, e vediamo dall'alto le concerie.

Verso le 14.00 partiamo per le Gole dello Ziz.La strada fino alle gole è lunga, ma il paesaggio è accattivante. Dapprima passiamo Ifrane, cittadina in stile alpino costruita dai francesi, dopo le antiche foreste di cedri che circondano Azrou (non abbiamo il tempo per fermarci) e dopo ancora le montagne innevate.

Arriviamo in albergo alle 20.15, dove Mohamed, la nostra guida fino a Marrakech, ci sta già aspettando. Ceniamo nell'accogliente e caratteristica sala dell'albergo con delle stufe che riscaldano l'ambiente.

 

4° giorno, sabato 29 dicembre       Gole dello Ziz– Oasi Meski – Merzouga – Erg Chebbi

Alle 7.30 facciamo colazione e alle 8.15 siamo in macchina. Prima facciamo un giro in una vecchia kasbah, chiamata “Deamoz2”, non tanto lontano dall'albergo, è del 13° secolo, ed è stata abitata fino a ca. 9 anni fa finché una violenta pioggia non l'ha rovinata. Mohamed ci spiega le differenze tra uno ksar ed una kasbah. All'interno di uno ksar possono trovarsi diverse kasbah.

Proseguiamo e passiamo il bacino di Hassan Dachil, dove l'acqua piovana proveniente dal Medio Atlante affluisce mediante i fiumi. Passiamo Er Rachidia, dove si trovano molte caserme. Infatti non siamo distanti dall'Algeria. Erg Chebbi, dove dormiremo stanotte, è a ca.

40 km dal confine! Breve sosta alla sorgente blu di Meski. Più della sorgente è bello il posto ed il panorama che si ha sulla zona circostante. Proseguiamo attraverso un bellissimo paesaggio di palmeti con degli altopiani all'orizzonte.

Cominciamo a vedere le donne berbere vestite nelle loro tuniche nere con disegni colorati. Il paesaggio diventa sempre più desertico man mano che avanziamo. A ca.
15 km prima di Erfoud visitiamo un laboratorio di lavorazione dei fossili e vediamo i loro prodotti.

Alle 13.00 siamo ad Erfoud, cittadina di 7000 abitanti che vive della raccolta e del commercio di datteri e di turismo. Mohamed ci propone di pranzare in un posto che conosce lui. Visto che abbiamo praticamente saltato il pranzo nei giorni precedenti, la maggior parte del gruppo accetta, ma risulta essere una perdita di tempo: ci vuole quasi un'ora prima di poter assaggiare le “medfouna” ordinate.

Acquistiamo delle bottiglie d'acqua per la notte nel deserto e ripartiamo alle 14.45. Dopo ca. 20 minuti passiamo attraverso la bella porta d'entrata di Rizzani. Ricordavo una lunga pista per arrivare alle dune, ma questa si è trasformata nel 2003 in una lunga striscia d'asfalto.

Arriviamo al nostro albergo d'appoggio, Tombouctou, alle 16.15. Siccome ci sono tanti gruppi e non c'è posto per tutti i bagagli lasciamo i nostri nelle macchine, dopo aver preso soltanto quello che ci serve per la notte. L'escursione sui dromedari è stupenda: il colore della sabbia varia in continuazione….. oro… ocra…arancio e le dune silenziose sono impressionanti.

Arriviamo alle tende verso le 18.00, quando ormai è buio. Una grandiosa luna piena riscalda ed illumina l'accampamento, ma non è più come alcuni anni fa, non c'era proprio niente ed abbiamo dormito sopra le dune con i nostri sacchi a pelo.

Sono sorpresa perché hanno costruito perfino una specie di toilette con il lavandino. Alle 20.00 è pronta la cena, che consumiamo in un piccolo spazio coperto, dove ogni gruppo ha il suo tavolo. La cena è buona e dopocena c'è anche musica dal vivo.

Io ascolto però dal mio “letto” al calduccio sotto le tende.  

 

5° giorno, domenica 30 dicembre   Erg Chebbi – Merzouga – Kasbah Maadid – Gole di Todra Gole di Dadès

Alle 6.30 veniamo svegliati da uno dell'accampamento. Alcuni di noi salgono sulle dune per vedere le prime luci dell'alba. Facciamo a meno della doccia perché è già tardi, ma a nessuno viene in mente di saltare l'ottima ed abbondante colazione à buffet nell'accogliente sala dell'albergo. Più che colazione si potrebbe chiamarla pranzo! Alle 11.00 partiamo per visitare un vicino villaggio Gnaoua.

Gli Gnaoua sono i discendenti degli schiavi neri originari dell'Africa. Nel corso dei secoli gli Gnaoua hanno creato delle confraternite di cui fanno parte maestri di musica, chiamati “maalem”, guaritori e veggenti. Alcuni di loro ballano sul ritmo della musica all'interno di una casa. Rimaniamo ad ascoltare e a vedere la loro performance per circa una mezz'ora, poi dobbiamo purtroppo continuare il nostro viaggio.

In effetti, siamo sempre di corsa, anche qui sarebbe stato bello poterci fermare un po' di più per assaporare il luogo ed i suoi suoni in modo più rilassato. Ritornando sulla strada asfaltata apprendo da Mohamed, che è berbero e nativo di qui, che anche la gente locale non apprezza l'asfaltatura delle piste, il paesaggio ne perde sicuramente e le famiglie che avevano investito nel settore turistico, acquistando ad esempio dei fuoristrada, hanno subito ovviamente conseguenze gravi.

A mezzogiorno e mezzo arriviamo al piccolo ma interessante museo El Fida all'interno dell'omonimo ksar, ex palazzo reale del 13° secolo. Riconosco ill vecchio, sdentato ed allegro guardiano, che ci fa da guida. Dopo circa ¾ ora riprendiamo la strada e visitiamo
la Kasbah Maadid con i suoi vicoli bui, tuttora abitata da circa 1500 persone. Dopo non tanto tempo Mohamed ci conduce alla “casa dei Tuaregh”.

Ci spiegano le differenze fra le diverse tende, ma poi ci portano nello spazio allestito a negozio. Gentilmente, ma in modo deciso, spiego che purtroppo il nostro tempo è limitato e che non ce la facciamo a fermarci più a lungo.

Quando arriviamo nella Valle di Todra sono le 16.30 e il sole comincia a calare. Non potremo aver trovato un momento migliore per vedere quest'incantevole vallata. Gruppetti d'uomini seduti ai tavoli dei bar o vicino alle moschee e donne berbere sedute sulle scale delle loro case color terra ed illuminate dalla luce rossastra, rendono il paesaggio ancora più spettacolare.

Ci addentriamo nella gola in fondo alla vallata dove la strada asfaltata finisce e dove dobbiamo pagare un piccolo pedaggio. Breve pausa in uno degli alberghi situati lì e ritorniamo con una luna piena sempre più luminosa da un lato ed un sole sempre più rosso dall'altro.

Davvero inimmaginabile la bellezza!
Alle 18.00 siamo di ritorno sulla strada statale direzione Dadès. Arriviamo al nostro albergo in fondo alla valle alle 19.30. Consumiamo la cena  al calduccio della stufa nella grande sala.

 

6° giorno, lunedì 31 dicembre    Gole Dadès – Kasbah Amridhil – Aït Benhaddou – Marrakech

La sveglia suona questa mattina piuttosto presto: alle 6.00. Una colazione veloce alle 7.15 e partiamo per ripercorrere la vallata e vederla alla luce del giorno, dopo esserci fermati un attimo in fondo alla gola per goderci la vista su tutta la valle. Soffia il vento e fa piuttosto freddo.

Facciamo diverse fermate per scattare foto, soprattutto delle diverse kasbah e delle strane formazioni rocciose a forma di piedi di dromedario, dice Mohamed, che si trovano lungo il nostro percorso.

Breve stop a El Kelaâ M'Gouna, cittadina dove ogni anno in maggio viene celebrata la raccolta delle rose con una caratteristica festa in cui piovono petali di rosa sui danzatori. Io ci sono stata  e vi garantisco che è una festa da non perdere! Alle 9.00 proseguiamo per Skoura, dove arriviamo alle 10.00.

Visitiamo la bella kasbah Amridhil per circa 45 minuti. Continuiamo il nostro viaggio attraverso distese di deserto, punteggiate da kasbah e palme con sullo sfondo le cime innevate del Medio Atlante.

Un paesaggio davvero entusiasmante! Alle 12.15 arriviamo ad A
ït Benhaddou, una delle più belle kasbah del Marocco, dove sono stati girati ben 20 film! Ci fermiamo per scattare delle foto dall'alto, poi visitiamo il posto. Alle 14.30 cominciamo la lunga tirata attraverso le montagne fino a Marrakech, ultima tappa di questo stupendo viaggio.

Interrompiamo brevemente il percorso soltanto in un punto panoramico per bere del tè ed usufruire del bagno. Arriviamo a Marrakech quando è già buio. C'è chi parte subito per vedere la piazza, chi si riposa prima che ci ritroviamo tutti alle
21.00 in piazza Djemaa el-Fna.

Ceniamo presso uno dei banchetti, mangiando finalmente qualche cosa di diverso della solita tajine. Una bella birra in un albergo vicino per finire l'anno in bellezza!

 

 

7° giorno, martedì 1  gennaio       Marrakech – Casablanca

Dobbiamo lasciare le nostre stanze entro le 12.00, ma possiamo tenerne una per i nostri bagagli fino alle 16.00, ora di partenza per Casablanca.

Giro un po' la fiera dell'artigianato all'aperto vicino all'albergo, poi prendo un taxi e mi faccio portare alla Bab Agnaou, da dove mi addentro nella vecchia kasbah, una volta il quartiere reale. Faccio un giro nella kasbah e nella Mellah, dove vivono tuttora 5 famiglie ebraiche.

Visito anche il vicino cimitero ebraico, molto interessante. Al ritorno in albergo parte di noi mangia un boccone nel ristorantino adiacente. Alle 16.00 partiamo per Casablanca, dove arriviamo verso le 20.30. Lasciamo i nostri bagagli in stanza e andiamo subito nell'unico ristorante individuato nei dintorni.

Bella serata. Purtroppo è anche l'ultima, so già che sentirò la mancanza di questo bel gruppo!

 

 

8° giorno, mercoledì 2 gennaio       Casablanca – Roma/Milano

Una bella levataccia e alle 4.30 siamo in macchina direzione aeroporto. Fra consegna macchine, bus navetta su e giù, passaggi doganali facciamo appena in tempo a salutarci e a promettere che ci saremo rivisti presto. Voli regolari e anche questo stupendo viaggio è giunto alle fine!

 

 

Questo viaggio offre in poco più di una settimana un intenso programma per conoscere i vari aspetti naturalistici e culturali di questo straordinario paese: spiagge, monti, deserti, gole, fiumi, cascate e un popolo ospitale nel più schietto dei modi.

 

1° giorno, mercoledì 26 dicembre Roma/Milano – Casablanca – Meknès

Intorno alle 16.00 siamo tutti a Casablanca. C'è una gran confusione:

la sala ritiro bagagli è stracolma di valigie non ritirate o perse e dal nastro trasportatore cadono in continuazione bagagli. Fatta la conferma dei voli, andiamo tutti insieme all'ufficio dell'Europcar. L'addetto ha bisogno di un passaporto e di due patenti  per ogni macchina, oltre alla mia (unica) carta di credito.

Ci consegnano le macchine e finalmente verso le 18.00 partiamo per Meknès, dove arriviamo alle 20.45. Cena in albergo e subito dopo tutti a nanna.

2° giorno, giovedì 27 dicembre     Meknès – Moulay Idriss – Volubilis – Fès

Sveglia alle 7.30, colazione alle 8.15. L'appuntamento con Bouchra, la nostra guida, è alle 9.00 in albergo. Prima di visitare la città, Bouchra ci porta ad un punto panoramico da cui si ha una bella vista su Meknès e poi cominciamo il giro della città dalla monumentale Bab el-Khémis, la porta del giovedì, così chiamata perché giovedì è il giorno in cui si tiene qui il mercato.

E' a forma di ferro di cavallo, l'animale sacro del mondo arabo e dà accesso al vecchio mellah e ai giardini. Bellissima la scritta sopra l'entrata: “Sono la porta più felice del mondo, mi lasciano aperta per tutti i popoli, senza discriminazione razziale”.

Bouchra ci dice che il colore caratteristico della città di Meknès è il verde, mentre quello di Fès è il blu cobalto. Riprendiamo le macchine e passiamo attraverso il quartiere ebraico, dove le finestre delle case, a differenza di quelle marocchine che danno sul cortile interno, si affacciano sulla strada. Arriviamo alla porta più bella del Marocco e di tutta l'Africa:
la Bab el-Mansour. Sul suo portale è scritto: “Sono la porta della felicità, simile alla luna piena in cielo; sono circondata dalla fortuna; la prosperità e la ricchezza sono incise sul mio portale”. Le spiegazioni di Bouchra sono molto esaurienti ed interessanti.

Veniamo ad esempio a sapere che tuttora il Marocco è l'unico paese che non dipende dagli Americani per quanto riguarda l'approvvigionamento di grano, proprio perché ci sono i granai. Il prezzo del grano è simbolico: tutti possono comprarlo. La visita alle scuderie è molto affascinante: da pensare che prima del grande terremoto di Lisbona erano ben 7 volte più grandi!

Terminiamo il nostro giro con la visita ad una cooperativa di prodotti artigianali, dove vendono dei tappeti davvero stupendi. Sono le 13.00 quando ringraziamo e salutiamo Bouchra. Proseguiamo per Moulay Idriss per la pausa pranzo. Ci vogliono circa 45 minuti per arrivarci.

Decidiamo di salire per i vicoli per andare a vedere la cittadina con il suo minareto cilindrico dai due punti panoramici, ovviamente accompagnati da uno dei ragazzetti. Partenza per Volubilis alle 14.45, che visitiamo fino alla 16.30.

Da Volubilis prendiamo la strada che ci indica Fès in direzione nord, cioè non ritornando per la stessa strada. E' una scelta indovinata, il paesaggio è meraviglioso: colline verdi ondeggianti, punteggiate da oliveti e strisce di agavi. Verso le 18.30 arriviamo a Fès, ma ci vuole un po' di tempo prima che troviamo l'albergo.

3° giorno, venerdì 28 dicembre       Fès – Ifrane – Gole dello Ziz

Sveglia alle 7.30 e colazione alle 8.15 Alle 9.00 arriva puntuale Simo, la nostra guida ed iniziamo la nostra visita della città dal Palazzo reale, non accessibile al pubblico. Le sette bellissime porte d'entrata hanno un valore monumentale, sono in legno di cedro, rivestite di bronzo cesellato e rappresentano i 7 giorni della settimana, i 7 cieli, i 7 giri della mecca ed i 7 desideri. Passiamo il quartiere ebraico in macchina e prima di addentrarci nella medina andiamo a goderci il panorama sulla città dal bastione situato a sud di Fès. Il tempo è bello e la vista mozzafiato.

Come Bouchra anche Simo ci fornisce esaurienti informazioni sulla storia e la suddivisione della città nei vari quartieri. Da questa posizione si vedono in lontananza le tombe dei Merenidi sul lato opposto della città, vicino al bastione nord.  Da qui andiamo al quartiere della ceramica, dove ci spiegano e dimostrano le fasi di realizzazione dei vari prodotti: dalle piastrelle agli splendidi vasi.

Molto interessante davvero, anche se poi, naturalmente, la visita finisce nella bottega del laboratorio. Ritornati nella parte vecchia di Fès, Fès el-Bali, Fès vecchia, cominciamo il giro dalla porta Bab Bou Jeloud, l'ingresso principale. E' davvero impossibile girare la medina senza una guida, pensate che ci sono all'incirca 9000 fra vicoli e viette!

Per fortuna
la Medersa Bou Inani è aperta e possiamo visitarla. Poi vediamo da fuori la Zawiyya di Moulay Idriss II, visitiamo una casa tipica, passiamo davanti alla più vecchia università del mondo, fondata nel 856 da Fatima, ma chiusa per restauro, e vediamo dall'alto le concerie.

Verso le 14.00 partiamo per le Gole dello Ziz.La strada fino alle gole è lunga, ma il paesaggio è accattivante. Dapprima passiamo Ifrane, cittadina in stile alpino costruita dai francesi, dopo le antiche foreste di cedri che circondano Azrou (non abbiamo il tempo per fermarci) e dopo ancora le montagne innevate.

Arriviamo in albergo alle 20.15, dove Mohamed, la nostra guida fino a Marrakech, ci sta già aspettando. Ceniamo nell'accogliente e caratteristica sala dell'albergo con delle stufe che riscaldano l'ambiente.

 

4° giorno, sabato 29 dicembre       Gole dello Ziz– Oasi Meski – Merzouga – Erg Chebbi

Alle 7.30 facciamo colazione e alle 8.15 siamo in macchina. Prima facciamo un giro in una vecchia kasbah, chiamata “Deamoz2”, non tanto lontano dall'albergo, è del 13° secolo, ed è stata abitata fino a ca. 9 anni fa finché una violenta pioggia non l'ha rovinata. Mohamed ci spiega le differenze tra uno ksar ed una kasbah. All'interno di uno ksar possono trovarsi diverse kasbah.

Proseguiamo e passiamo il bacino di Hassan Dachil, dove l'acqua piovana proveniente dal Medio Atlante affluisce mediante i fiumi. Passiamo Er Rachidia, dove si trovano molte caserme. Infatti non siamo distanti dall'Algeria. Erg Chebbi, dove dormiremo stanotte, è a ca.

40 km dal confine! Breve sosta alla sorgente blu di Meski. Più della sorgente è bello il posto ed il panorama che si ha sulla zona circostante. Proseguiamo attraverso un bellissimo paesaggio di palmeti con degli altopiani all'orizzonte.

Cominciamo a vedere le donne berbere vestite nelle loro tuniche nere con disegni colorati. Il paesaggio diventa sempre più desertico man mano che avanziamo. A ca.
15 km prima di Erfoud visitiamo un laboratorio di lavorazione dei fossili e vediamo i loro prodotti.

Alle 13.00 siamo ad Erfoud, cittadina di 7000 abitanti che vive della raccolta e del commercio di datteri e di turismo. Mohamed ci propone di pranzare in un posto che conosce lui. Visto che abbiamo praticamente saltato il pranzo nei giorni precedenti, la maggior parte del gruppo accetta, ma risulta essere una perdita di tempo: ci vuole quasi un'ora prima di poter assaggiare le “medfouna” ordinate.

Acquistiamo delle bottiglie d'acqua per la notte nel deserto e ripartiamo alle 14.45. Dopo ca. 20 minuti passiamo attraverso la bella porta d'entrata di Rizzani. Ricordavo una lunga pista per arrivare alle dune, ma questa si è trasformata nel 2003 in una lunga striscia d'asfalto.

Arriviamo al nostro albergo d'appoggio, Tombouctou, alle 16.15. Siccome ci sono tanti gruppi e non c'è posto per tutti i bagagli lasciamo i nostri nelle macchine, dopo aver preso soltanto quello che ci serve per la notte. L'escursione sui dromedari è stupenda: il colore della sabbia varia in continuazione….. oro… ocra…arancio e le dune silenziose sono impressionanti.

Arriviamo alle tende verso le 18.00, quando ormai è buio. Una grandiosa luna piena riscalda ed illumina l'accampamento, ma non è più come alcuni anni fa, non c'era proprio niente ed abbiamo dormito sopra le dune con i nostri sacchi a pelo.

Sono sorpresa perché hanno costruito perfino una specie di toilette con il lavandino. Alle 20.00 è pronta la cena, che consumiamo in un piccolo spazio coperto, dove ogni gruppo ha il suo tavolo. La cena è buona e dopocena c'è anche musica dal vivo.

Io ascolto però dal mio “letto” al calduccio sotto le tende.  

 

5° giorno, domenica 30 dicembre   Erg Chebbi – Merzouga – Kasbah Maadid – Gole di Todra Gole di Dadès

Alle 6.30 veniamo svegliati da uno dell'accampamento. Alcuni di noi salgono sulle dune per vedere le prime luci dell'alba. Facciamo a meno della doccia perché è già tardi, ma a nessuno viene in mente di saltare l'ottima ed abbondante colazione à buffet nell'accogliente sala dell'albergo. Più che colazione si potrebbe chiamarla pranzo! Alle 11.00 partiamo per visitare un vicino villaggio Gnaoua.

Gli Gnaoua sono i discendenti degli schiavi neri originari dell'Africa. Nel corso dei secoli gli Gnaoua hanno creato delle confraternite di cui fanno parte maestri di musica, chiamati “maalem”, guaritori e veggenti. Alcuni di loro ballano sul ritmo della musica all'interno di una casa. Rimaniamo ad ascoltare e a vedere la loro performance per circa una mezz'ora, poi dobbiamo purtroppo continuare il nostro viaggio.

In effetti, siamo sempre di corsa, anche qui sarebbe stato bello poterci fermare un po' di più per assaporare il luogo ed i suoi suoni in modo più rilassato. Ritornando sulla strada asfaltata apprendo da Mohamed, che è berbero e nativo di qui, che anche la gente locale non apprezza l'asfaltatura delle piste, il paesaggio ne perde sicuramente e le famiglie che avevano investito nel settore turistico, acquistando ad esempio dei fuoristrada, hanno subito ovviamente conseguenze gravi.

A mezzogiorno e mezzo arriviamo al piccolo ma interessante museo El Fida all'interno dell'omonimo ksar, ex palazzo reale del 13° secolo. Riconosco ill vecchio, sdentato ed allegro guardiano, che ci fa da guida. Dopo circa ¾ ora riprendiamo la strada e visitiamo
la Kasbah Maadid con i suoi vicoli bui, tuttora abitata da circa 1500 persone. Dopo non tanto tempo Mohamed ci conduce alla “casa dei Tuaregh”.

Ci spiegano le differenze fra le diverse tende, ma poi ci portano nello spazio allestito a negozio. Gentilmente, ma in modo deciso, spiego che purtroppo il nostro tempo è limitato e che non ce la facciamo a fermarci più a lungo.

Quando arriviamo nella Valle di Todra sono le 16.30 e il sole comincia a calare. Non potremo aver trovato un momento migliore per vedere quest'incantevole vallata. Gruppetti d'uomini seduti ai tavoli dei bar o vicino alle moschee e donne berbere sedute sulle scale delle loro case color terra ed illuminate dalla luce rossastra, rendono il paesaggio ancora più spettacolare.

Ci addentriamo nella gola in fondo alla vallata dove la strada asfaltata finisce e dove dobbiamo pagare un piccolo pedaggio. Breve pausa in uno degli alberghi situati lì e ritorniamo con una luna piena sempre più luminosa da un lato ed un sole sempre più rosso dall'altro.

Davvero inimmaginabile la bellezza!
Alle 18.00 siamo di ritorno sulla strada statale direzione Dadès. Arriviamo al nostro albergo in fondo alla valle alle 19.30. Consumiamo la cena  al calduccio della stufa nella grande sala.

 

6° giorno, lunedì 31 dicembre    Gole Dadès – Kasbah Amridhil – Aït Benhaddou – Marrakech

La sveglia suona questa mattina piuttosto presto: alle 6.00. Una colazione veloce alle 7.15 e partiamo per ripercorrere la vallata e vederla alla luce del giorno, dopo esserci fermati un attimo in fondo alla gola per goderci la vista su tutta la valle. Soffia il vento e fa piuttosto freddo.

Facciamo diverse fermate per scattare foto, soprattutto delle diverse kasbah e delle strane formazioni rocciose a forma di piedi di dromedario, dice Mohamed, che si trovano lungo il nostro percorso.

Breve stop a El Kelaâ M'Gouna, cittadina dove ogni anno in maggio viene celebrata la raccolta delle rose con una caratteristica festa in cui piovono petali di rosa sui danzatori. Io ci sono stata  e vi garantisco che è una festa da non perdere! Alle 9.00 proseguiamo per Skoura, dove arriviamo alle 10.00.

Visitiamo la bella kasbah Amridhil per circa 45 minuti. Continuiamo il nostro viaggio attraverso distese di deserto, punteggiate da kasbah e palme con sullo sfondo le cime innevate del Medio Atlante.

Un paesaggio davvero entusiasmante! Alle 12.15 arriviamo ad A
ït Benhaddou, una delle più belle kasbah del Marocco, dove sono stati girati ben 20 film! Ci fermiamo per scattare delle foto dall'alto, poi visitiamo il posto. Alle 14.30 cominciamo la lunga tirata attraverso le montagne fino a Marrakech, ultima tappa di questo stupendo viaggio.

Interrompiamo brevemente il percorso soltanto in un punto panoramico per bere del tè ed usufruire del bagno. Arriviamo a Marrakech quando è già buio. C'è chi parte subito per vedere la piazza, chi si riposa prima che ci ritroviamo tutti alle
21.00 in piazza Djemaa el-Fna.

Ceniamo presso uno dei banchetti, mangiando finalmente qualche cosa di diverso della solita tajine. Una bella birra in un albergo vicino per finire l'anno in bellezza!

 

 

7° giorno, martedì 1  gennaio       Marrakech – Casablanca

Dobbiamo lasciare le nostre stanze entro le 12.00, ma possiamo tenerne una per i nostri bagagli fino alle 16.00, ora di partenza per Casablanca.

Giro un po' la fiera dell'artigianato all'aperto vicino all'albergo, poi prendo un taxi e mi faccio portare alla Bab Agnaou, da dove mi addentro nella vecchia kasbah, una volta il quartiere reale. Faccio un giro nella kasbah e nella Mellah, dove vivono tuttora 5 famiglie ebraiche.

Visito anche il vicino cimitero ebraico, molto interessante. Al ritorno in albergo parte di noi mangia un boccone nel ristorantino adiacente. Alle 16.00 partiamo per Casablanca, dove arriviamo verso le 20.30. Lasciamo i nostri bagagli in stanza e andiamo subito nell'unico ristorante individuato nei dintorni.

Bella serata. Purtroppo è anche l'ultima, so già che sentirò la mancanza di questo bel gruppo!

 

 

8° giorno, mercoledì 2 gennaio       Casablanca – Roma/Milano

Una bella levataccia e alle 4.30 siamo in macchina direzione aeroporto. Fra consegna macchine, bus navetta su e giù, passaggi doganali facciamo appena in tempo a salutarci e a promettere che ci saremo rivisti presto. Voli regolari e anche questo stupendo viaggio è giunto alle fine!

 

 

Questo viaggio offre in poco più di una settimana un intenso programma per conoscere i vari aspetti naturalistici e culturali di questo straordinario paese: spiagge, monti, deserti, gole, fiumi, cascate e un popolo ospitale nel più schietto dei modi.

 

1° giorno, mercoledì 26 dicembre Roma/Milano – Casablanca – Meknès

Intorno alle 16.00 siamo tutti a Casablanca. C'è una gran confusione:

la sala ritiro bagagli è stracolma di valigie non ritirate o perse e dal nastro trasportatore cadono in continuazione bagagli. Fatta la conferma dei voli, andiamo tutti insieme all'ufficio dell'Europcar. L'addetto ha bisogno di un passaporto e di due patenti  per ogni macchina, oltre alla mia (unica) carta di credito.

Ci consegnano le macchine e finalmente verso le 18.00 partiamo per Meknès, dove arriviamo alle 20.45. Cena in albergo e subito dopo tutti a nanna.

2° giorno, giovedì 27 dicembre     Meknès – Moulay Idriss – Volubilis – Fès

Sveglia alle 7.30, colazione alle 8.15. L'appuntamento con Bouchra, la nostra guida, è alle 9.00 in albergo. Prima di visitare la città, Bouchra ci porta ad un punto panoramico da cui si ha una bella vista su Meknès e poi cominciamo il giro della città dalla monumentale Bab el-Khémis, la porta del giovedì, così chiamata perché giovedì è il giorno in cui si tiene qui il mercato.

E' a forma di ferro di cavallo, l'animale sacro del mondo arabo e dà accesso al vecchio mellah e ai giardini. Bellissima la scritta sopra l'entrata: “Sono la porta più felice del mondo, mi lasciano aperta per tutti i popoli, senza discriminazione razziale”.

Bouchra ci dice che il colore caratteristico della città di Meknès è il verde, mentre quello di Fès è il blu cobalto. Riprendiamo le macchine e passiamo attraverso il quartiere ebraico, dove le finestre delle case, a differenza di quelle marocchine che danno sul cortile interno, si affacciano sulla strada. Arriviamo alla porta più bella del Marocco e di tutta l'Africa:
la Bab el-Mansour. Sul suo portale è scritto: “Sono la porta della felicità, simile alla luna piena in cielo; sono circondata dalla fortuna; la prosperità e la ricchezza sono incise sul mio portale”. Le spiegazioni di Bouchra sono molto esaurienti ed interessanti.

Veniamo ad esempio a sapere che tuttora il Marocco è l'unico paese che non dipende dagli Americani per quanto riguarda l'approvvigionamento di grano, proprio perché ci sono i granai. Il prezzo del grano è simbolico: tutti possono comprarlo. La visita alle scuderie è molto affascinante: da pensare che prima del grande terremoto di Lisbona erano ben 7 volte più grandi!

Terminiamo il nostro giro con la visita ad una cooperativa di prodotti artigianali, dove vendono dei tappeti davvero stupendi. Sono le 13.00 quando ringraziamo e salutiamo Bouchra. Proseguiamo per Moulay Idriss per la pausa pranzo. Ci vogliono circa 45 minuti per arrivarci.

Decidiamo di salire per i vicoli per andare a vedere la cittadina con il suo minareto cilindrico dai due punti panoramici, ovviamente accompagnati da uno dei ragazzetti. Partenza per Volubilis alle 14.45, che visitiamo fino alla 16.30.

Da Volubilis prendiamo la strada che ci indica Fès in direzione nord, cioè non ritornando per la stessa strada. E' una scelta indovinata, il paesaggio è meraviglioso: colline verdi ondeggianti, punteggiate da oliveti e strisce di agavi. Verso le 18.30 arriviamo a Fès, ma ci vuole un po' di tempo prima che troviamo l'albergo.

3° giorno, venerdì 28 dicembre       Fès – Ifrane – Gole dello Ziz

Sveglia alle 7.30 e colazione alle 8.15 Alle 9.00 arriva puntuale Simo, la nostra guida ed iniziamo la nostra visita della città dal Palazzo reale, non accessibile al pubblico. Le sette bellissime porte d'entrata hanno un valore monumentale, sono in legno di cedro, rivestite di bronzo cesellato e rappresentano i 7 giorni della settimana, i 7 cieli, i 7 giri della mecca ed i 7 desideri. Passiamo il quartiere ebraico in macchina e prima di addentrarci nella medina andiamo a goderci il panorama sulla città dal bastione situato a sud di Fès. Il tempo è bello e la vista mozzafiato.

Come Bouchra anche Simo ci fornisce esaurienti informazioni sulla storia e la suddivisione della città nei vari quartieri. Da questa posizione si vedono in lontananza le tombe dei Merenidi sul lato opposto della città, vicino al bastione nord.  Da qui andiamo al quartiere della ceramica, dove ci spiegano e dimostrano le fasi di realizzazione dei vari prodotti: dalle piastrelle agli splendidi vasi.

Molto interessante davvero, anche se poi, naturalmente, la visita finisce nella bottega del laboratorio. Ritornati nella parte vecchia di Fès, Fès el-Bali, Fès vecchia, cominciamo il giro dalla porta Bab Bou Jeloud, l'ingresso principale. E' davvero impossibile girare la medina senza una guida, pensate che ci sono all'incirca 9000 fra vicoli e viette!

Per fortuna
la Medersa Bou Inani è aperta e possiamo visitarla. Poi vediamo da fuori la Zawiyya di Moulay Idriss II, visitiamo una casa tipica, passiamo davanti alla più vecchia università del mondo, fondata nel 856 da Fatima, ma chiusa per restauro, e vediamo dall'alto le concerie.

Verso le 14.00 partiamo per le Gole dello Ziz.La strada fino alle gole è lunga, ma il paesaggio è accattivante. Dapprima passiamo Ifrane, cittadina in stile alpino costruita dai francesi, dopo le antiche foreste di cedri che circondano Azrou (non abbiamo il tempo per fermarci) e dopo ancora le montagne innevate.

Arriviamo in albergo alle 20.15, dove Mohamed, la nostra guida fino a Marrakech, ci sta già aspettando. Ceniamo nell'accogliente e caratteristica sala dell'albergo con delle stufe che riscaldano l'ambiente.

 

4° giorno, sabato 29 dicembre       Gole dello Ziz– Oasi Meski – Merzouga – Erg Chebbi

Alle 7.30 facciamo colazione e alle 8.15 siamo in macchina. Prima facciamo un giro in una vecchia kasbah, chiamata “Deamoz2”, non tanto lontano dall'albergo, è del 13° secolo, ed è stata abitata fino a ca. 9 anni fa finché una violenta pioggia non l'ha rovinata. Mohamed ci spiega le differenze tra uno ksar ed una kasbah. All'interno di uno ksar possono trovarsi diverse kasbah.

Proseguiamo e passiamo il bacino di Hassan Dachil, dove l'acqua piovana proveniente dal Medio Atlante affluisce mediante i fiumi. Passiamo Er Rachidia, dove si trovano molte caserme. Infatti non siamo distanti dall'Algeria. Erg Chebbi, dove dormiremo stanotte, è a ca.

40 km dal confine! Breve sosta alla sorgente blu di Meski. Più della sorgente è bello il posto ed il panorama che si ha sulla zona circostante. Proseguiamo attraverso un bellissimo paesaggio di palmeti con degli altopiani all'orizzonte.

Cominciamo a vedere le donne berbere vestite nelle loro tuniche nere con disegni colorati. Il paesaggio diventa sempre più desertico man mano che avanziamo. A ca.
15 km prima di Erfoud visitiamo un laboratorio di lavorazione dei fossili e vediamo i loro prodotti.

Alle 13.00 siamo ad Erfoud, cittadina di 7000 abitanti che vive della raccolta e del commercio di datteri e di turismo. Mohamed ci propone di pranzare in un posto che conosce lui. Visto che abbiamo praticamente saltato il pranzo nei giorni precedenti, la maggior parte del gruppo accetta, ma risulta essere una perdita di tempo: ci vuole quasi un'ora prima di poter assaggiare le “medfouna” ordinate.

Acquistiamo delle bottiglie d'acqua per la notte nel deserto e ripartiamo alle 14.45. Dopo ca. 20 minuti passiamo attraverso la bella porta d'entrata di Rizzani. Ricordavo una lunga pista per arrivare alle dune, ma questa si è trasformata nel 2003 in una lunga striscia d'asfalto.

Arriviamo al nostro albergo d'appoggio, Tombouctou, alle 16.15. Siccome ci sono tanti gruppi e non c'è posto per tutti i bagagli lasciamo i nostri nelle macchine, dopo aver preso soltanto quello che ci serve per la notte. L'escursione sui dromedari è stupenda: il colore della sabbia varia in continuazione….. oro… ocra…arancio e le dune silenziose sono impressionanti.

Arriviamo alle tende verso le 18.00, quando ormai è buio. Una grandiosa luna piena riscalda ed illumina l'accampamento, ma non è più come alcuni anni fa, non c'era proprio niente ed abbiamo dormito sopra le dune con i nostri sacchi a pelo.

Sono sorpresa perché hanno costruito perfino una specie di toilette con il lavandino. Alle 20.00 è pronta la cena, che consumiamo in un piccolo spazio coperto, dove ogni gruppo ha il suo tavolo. La cena è buona e dopocena c'è anche musica dal vivo.

Io ascolto però dal mio “letto” al calduccio sotto le tende.  

 

5° giorno, domenica 30 dicembre   Erg Chebbi – Merzouga – Kasbah Maadid – Gole di Todra Gole di Dadès

Alle 6.30 veniamo svegliati da uno dell'accampamento. Alcuni di noi salgono sulle dune per vedere le prime luci dell'alba. Facciamo a meno della doccia perché è già tardi, ma a nessuno viene in mente di saltare l'ottima ed abbondante colazione à buffet nell'accogliente sala dell'albergo. Più che colazione si potrebbe chiamarla pranzo! Alle 11.00 partiamo per visitare un vicino villaggio Gnaoua.

Gli Gnaoua sono i discendenti degli schiavi neri originari dell'Africa. Nel corso dei secoli gli Gnaoua hanno creato delle confraternite di cui fanno parte maestri di musica, chiamati “maalem”, guaritori e veggenti. Alcuni di loro ballano sul ritmo della musica all'interno di una casa. Rimaniamo ad ascoltare e a vedere la loro performance per circa una mezz'ora, poi dobbiamo purtroppo continuare il nostro viaggio.

In effetti, siamo sempre di corsa, anche qui sarebbe stato bello poterci fermare un po' di più per assaporare il luogo ed i suoi suoni in modo più rilassato. Ritornando sulla strada asfaltata apprendo da Mohamed, che è berbero e nativo di qui, che anche la gente locale non apprezza l'asfaltatura delle piste, il paesaggio ne perde sicuramente e le famiglie che avevano investito nel settore turistico, acquistando ad esempio dei fuoristrada, hanno subito ovviamente conseguenze gravi.

A mezzogiorno e mezzo arriviamo al piccolo ma interessante museo El Fida all'interno dell'omonimo ksar, ex palazzo reale del 13° secolo. Riconosco ill vecchio, sdentato ed allegro guardiano, che ci fa da guida. Dopo circa ¾ ora riprendiamo la strada e visitiamo
la Kasbah Maadid con i suoi vicoli bui, tuttora abitata da circa 1500 persone. Dopo non tanto tempo Mohamed ci conduce alla “casa dei Tuaregh”.

Ci spiegano le differenze fra le diverse tende, ma poi ci portano nello spazio allestito a negozio. Gentilmente, ma in modo deciso, spiego che purtroppo il nostro tempo è limitato e che non ce la facciamo a fermarci più a lungo.

Quando arriviamo nella Valle di Todra sono le 16.30 e il sole comincia a calare. Non potremo aver trovato un momento migliore per vedere quest'incantevole vallata. Gruppetti d'uomini seduti ai tavoli dei bar o vicino alle moschee e donne berbere sedute sulle scale delle loro case color terra ed illuminate dalla luce rossastra, rendono il paesaggio ancora più spettacolare.

Ci addentriamo nella gola in fondo alla vallata dove la strada asfaltata finisce e dove dobbiamo pagare un piccolo pedaggio. Breve pausa in uno degli alberghi situati lì e ritorniamo con una luna piena sempre più luminosa da un lato ed un sole sempre più rosso dall'altro.

Davvero inimmaginabile la bellezza!
Alle 18.00 siamo di ritorno sulla strada statale direzione Dadès. Arriviamo al nostro albergo in fondo alla valle alle 19.30. Consumiamo la cena  al calduccio della stufa nella grande sala.

 

6° giorno, lunedì 31 dicembre    Gole Dadès – Kasbah Amridhil – Aït Benhaddou – Marrakech

La sveglia suona questa mattina piuttosto presto: alle 6.00. Una colazione veloce alle 7.15 e partiamo per ripercorrere la vallata e vederla alla luce del giorno, dopo esserci fermati un attimo in fondo alla gola per goderci la vista su tutta la valle. Soffia il vento e fa piuttosto freddo.

Facciamo diverse fermate per scattare foto, soprattutto delle diverse kasbah e delle strane formazioni rocciose a forma di piedi di dromedario, dice Mohamed, che si trovano lungo il nostro percorso.

Breve stop a El Kelaâ M'Gouna, cittadina dove ogni anno in maggio viene celebrata la raccolta delle rose con una caratteristica festa in cui piovono petali di rosa sui danzatori. Io ci sono stata  e vi garantisco che è una festa da non perdere! Alle 9.00 proseguiamo per Skoura, dove arriviamo alle 10.00.

Visitiamo la bella kasbah Amridhil per circa 45 minuti. Continuiamo il nostro viaggio attraverso distese di deserto, punteggiate da kasbah e palme con sullo sfondo le cime innevate del Medio Atlante.

Un paesaggio davvero entusiasmante! Alle 12.15 arriviamo ad A
ït Benhaddou, una delle più belle kasbah del Marocco, dove sono stati girati ben 20 film! Ci fermiamo per scattare delle foto dall'alto, poi visitiamo il posto. Alle 14.30 cominciamo la lunga tirata attraverso le montagne fino a Marrakech, ultima tappa di questo stupendo viaggio.

Interrompiamo brevemente il percorso soltanto in un punto panoramico per bere del tè ed usufruire del bagno. Arriviamo a Marrakech quando è già buio. C'è chi parte subito per vedere la piazza, chi si riposa prima che ci ritroviamo tutti alle
21.00 in piazza Djemaa el-Fna.

Ceniamo presso uno dei banchetti, mangiando finalmente qualche cosa di diverso della solita tajine. Una bella birra in un albergo vicino per finire l'anno in bellezza!

 

 

7° giorno, martedì 1  gennaio       Marrakech – Casablanca

Dobbiamo lasciare le nostre stanze entro le 12.00, ma possiamo tenerne una per i nostri bagagli fino alle 16.00, ora di partenza per Casablanca.

Giro un po' la fiera dell'artigianato all'aperto vicino all'albergo, poi prendo un taxi e mi faccio portare alla Bab Agnaou, da dove mi addentro nella vecchia kasbah, una volta il quartiere reale. Faccio un giro nella kasbah e nella Mellah, dove vivono tuttora 5 famiglie ebraiche.

Visito anche il vicino cimitero ebraico, molto interessante. Al ritorno in albergo parte di noi mangia un boccone nel ristorantino adiacente. Alle 16.00 partiamo per Casablanca, dove arriviamo verso le 20.30. Lasciamo i nostri bagagli in stanza e andiamo subito nell'unico ristorante individuato nei dintorni.

Bella serata. Purtroppo è anche l'ultima, so già che sentirò la mancanza di questo bel gruppo!

 

 

8° giorno, mercoledì 2 gennaio       Casablanca – Roma/Milano

Una bella levataccia e alle 4.30 siamo in macchina direzione aeroporto. Fra consegna macchine, bus navetta su e giù, passaggi doganali facciamo appena in tempo a salutarci e a promettere che ci saremo rivisti presto. Voli regolari e anche questo stupendo viaggio è giunto alle fine!

 

 

Questo viaggio offre in poco più di una settimana un intenso programma per conoscere i vari aspetti naturalistici e culturali di questo straordinario paese: spiagge, monti, deserti, gole, fiumi, cascate e un popolo ospitale nel più schietto dei modi.

 

1° giorno, mercoledì 26 dicembre Roma/Milano – Casablanca – Meknès

Intorno alle 16.00 siamo tutti a Casablanca. C'è una gran confusione:

la sala ritiro bagagli è stracolma di valigie non ritirate o perse e dal nastro trasportatore cadono in continuazione bagagli. Fatta la conferma dei voli, andiamo tutti insieme all'ufficio dell'Europcar. L'addetto ha bisogno di un passaporto e di due patenti  per ogni macchina, oltre alla mia (unica) carta di credito.

Ci consegnano le macchine e finalmente verso le 18.00 partiamo per Meknès, dove arriviamo alle 20.45. Cena in albergo e subito dopo tutti a nanna.

2° giorno, giovedì 27 dicembre     Meknès – Moulay Idriss – Volubilis – Fès

Sveglia alle 7.30, colazione alle 8.15. L'appuntamento con Bouchra, la nostra guida, è alle 9.00 in albergo. Prima di visitare la città, Bouchra ci porta ad un punto panoramico da cui si ha una bella vista su Meknès e poi cominciamo il giro della città dalla monumentale Bab el-Khémis, la porta del giovedì, così chiamata perché giovedì è il giorno in cui si tiene qui il mercato.

E' a forma di ferro di cavallo, l'animale sacro del mondo arabo e dà accesso al vecchio mellah e ai giardini. Bellissima la scritta sopra l'entrata: “Sono la porta più felice del mondo, mi lasciano aperta per tutti i popoli, senza discriminazione razziale”.

Bouchra ci dice che il colore caratteristico della città di Meknès è il verde, mentre quello di Fès è il blu cobalto. Riprendiamo le macchine e passiamo attraverso il quartiere ebraico, dove le finestre delle case, a differenza di quelle marocchine che danno sul cortile interno, si affacciano sulla strada. Arriviamo alla porta più bella del Marocco e di tutta l'Africa:
la Bab el-Mansour. Sul suo portale è scritto: “Sono la porta della felicità, simile alla luna piena in cielo; sono circondata dalla fortuna; la prosperità e la ricchezza sono incise sul mio portale”. Le spiegazioni di Bouchra sono molto esaurienti ed interessanti.

Veniamo ad esempio a sapere che tuttora il Marocco è l'unico paese che non dipende dagli Americani per quanto riguarda l'approvvigionamento di grano, proprio perché ci sono i granai. Il prezzo del grano è simbolico: tutti possono comprarlo. La visita alle scuderie è molto affascinante: da pensare che prima del grande terremoto di Lisbona erano ben 7 volte più grandi!

Terminiamo il nostro giro con la visita ad una cooperativa di prodotti artigianali, dove vendono dei tappeti davvero stupendi. Sono le 13.00 quando ringraziamo e salutiamo Bouchra. Proseguiamo per Moulay Idriss per la pausa pranzo. Ci vogliono circa 45 minuti per arrivarci.

Decidiamo di salire per i vicoli per andare a vedere la cittadina con il suo minareto cilindrico dai due punti panoramici, ovviamente accompagnati da uno dei ragazzetti. Partenza per Volubilis alle 14.45, che visitiamo fino alla 16.30.

Da Volubilis prendiamo la strada che ci indica Fès in direzione nord, cioè non ritornando per la stessa strada. E' una scelta indovinata, il paesaggio è meraviglioso: colline verdi ondeggianti, punteggiate da oliveti e strisce di agavi. Verso le 18.30 arriviamo a Fès, ma ci vuole un po' di tempo prima che troviamo l'albergo.

3° giorno, venerdì 28 dicembre       Fès – Ifrane – Gole dello Ziz

Sveglia alle 7.30 e colazione alle 8.15 Alle 9.00 arriva puntuale Simo, la nostra guida ed iniziamo la nostra visita della città dal Palazzo reale, non accessibile al pubblico. Le sette bellissime porte d'entrata hanno un valore monumentale, sono in legno di cedro, rivestite di bronzo cesellato e rappresentano i 7 giorni della settimana, i 7 cieli, i 7 giri della mecca ed i 7 desideri. Passiamo il quartiere ebraico in macchina e prima di addentrarci nella medina andiamo a goderci il panorama sulla città dal bastione situato a sud di Fès. Il tempo è bello e la vista mozzafiato.

Come Bouchra anche Simo ci fornisce esaurienti informazioni sulla storia e la suddivisione della città nei vari quartieri. Da questa posizione si vedono in lontananza le tombe dei Merenidi sul lato opposto della città, vicino al bastione nord.  Da qui andiamo al quartiere della ceramica, dove ci spiegano e dimostrano le fasi di realizzazione dei vari prodotti: dalle piastrelle agli splendidi vasi.

Molto interessante davvero, anche se poi, naturalmente, la visita finisce nella bottega del laboratorio. Ritornati nella parte vecchia di Fès, Fès el-Bali, Fès vecchia, cominciamo il giro dalla porta Bab Bou Jeloud, l'ingresso principale. E' davvero impossibile girare la medina senza una guida, pensate che ci sono all'incirca 9000 fra vicoli e viette!

Per fortuna
la Medersa Bou Inani è aperta e possiamo visitarla. Poi vediamo da fuori la Zawiyya di Moulay Idriss II, visitiamo una casa tipica, passiamo davanti alla più vecchia università del mondo, fondata nel 856 da Fatima, ma chiusa per restauro, e vediamo dall'alto le concerie.

Verso le 14.00 partiamo per le Gole dello Ziz.La strada fino alle gole è lunga, ma il paesaggio è accattivante. Dapprima passiamo Ifrane, cittadina in stile alpino costruita dai francesi, dopo le antiche foreste di cedri che circondano Azrou (non abbiamo il tempo per fermarci) e dopo ancora le montagne innevate.

Arriviamo in albergo alle 20.15, dove Mohamed, la nostra guida fino a Marrakech, ci sta già aspettando. Ceniamo nell'accogliente e caratteristica sala dell'albergo con delle stufe che riscaldano l'ambiente.

 

4° giorno, sabato 29 dicembre       Gole dello Ziz– Oasi Meski – Merzouga – Erg Chebbi

Alle 7.30 facciamo colazione e alle 8.15 siamo in macchina. Prima facciamo un giro in una vecchia kasbah, chiamata “Deamoz2”, non tanto lontano dall'albergo, è del 13° secolo, ed è stata abitata fino a ca. 9 anni fa finché una violenta pioggia non l'ha rovinata. Mohamed ci spiega le differenze tra uno ksar ed una kasbah. All'interno di uno ksar possono trovarsi diverse kasbah.

Proseguiamo e passiamo il bacino di Hassan Dachil, dove l'acqua piovana proveniente dal Medio Atlante affluisce mediante i fiumi. Passiamo Er Rachidia, dove si trovano molte caserme. Infatti non siamo distanti dall'Algeria. Erg Chebbi, dove dormiremo stanotte, è a ca.

40 km dal confine! Breve sosta alla sorgente blu di Meski. Più della sorgente è bello il posto ed il panorama che si ha sulla zona circostante. Proseguiamo attraverso un bellissimo paesaggio di palmeti con degli altopiani all'orizzonte.

Cominciamo a vedere le donne berbere vestite nelle loro tuniche nere con disegni colorati. Il paesaggio diventa sempre più desertico man mano che avanziamo. A ca.
15 km prima di Erfoud visitiamo un laboratorio di lavorazione dei fossili e vediamo i loro prodotti.

Alle 13.00 siamo ad Erfoud, cittadina di 7000 abitanti che vive della raccolta e del commercio di datteri e di turismo. Mohamed ci propone di pranzare in un posto che conosce lui. Visto che abbiamo praticamente saltato il pranzo nei giorni precedenti, la maggior parte del gruppo accetta, ma risulta essere una perdita di tempo: ci vuole quasi un'ora prima di poter assaggiare le “medfouna” ordinate.

Acquistiamo delle bottiglie d'acqua per la notte nel deserto e ripartiamo alle 14.45. Dopo ca. 20 minuti passiamo attraverso la bella porta d'entrata di Rizzani. Ricordavo una lunga pista per arrivare alle dune, ma questa si è trasformata nel 2003 in una lunga striscia d'asfalto.

Arriviamo al nostro albergo d'appoggio, Tombouctou, alle 16.15. Siccome ci sono tanti gruppi e non c'è posto per tutti i bagagli lasciamo i nostri nelle macchine, dopo aver preso soltanto quello che ci serve per la notte. L'escursione sui dromedari è stupenda: il colore della sabbia varia in continuazione….. oro… ocra…arancio e le dune silenziose sono impressionanti.

Arriviamo alle tende verso le 18.00, quando ormai è buio. Una grandiosa luna piena riscalda ed illumina l'accampamento, ma non è più come alcuni anni fa, non c'era proprio niente ed abbiamo dormito sopra le dune con i nostri sacchi a pelo.

Sono sorpresa perché hanno costruito perfino una specie di toilette con il lavandino. Alle 20.00 è pronta la cena, che consumiamo in un piccolo spazio coperto, dove ogni gruppo ha il suo tavolo. La cena è buona e dopocena c'è anche musica dal vivo.

Io ascolto però dal mio “letto” al calduccio sotto le tende.  

 

5° giorno, domenica 30 dicembre   Erg Chebbi – Merzouga – Kasbah Maadid – Gole di Todra Gole di Dadès

Alle 6.30 veniamo svegliati da uno dell'accampamento. Alcuni di noi salgono sulle dune per vedere le prime luci dell'alba. Facciamo a meno della doccia perché è già tardi, ma a nessuno viene in mente di saltare l'ottima ed abbondante colazione à buffet nell'accogliente sala dell'albergo. Più che colazione si potrebbe chiamarla pranzo! Alle 11.00 partiamo per visitare un vicino villaggio Gnaoua.

Gli Gnaoua sono i discendenti degli schiavi neri originari dell'Africa. Nel corso dei secoli gli Gnaoua hanno creato delle confraternite di cui fanno parte maestri di musica, chiamati “maalem”, guaritori e veggenti. Alcuni di loro ballano sul ritmo della musica all'interno di una casa. Rimaniamo ad ascoltare e a vedere la loro performance per circa una mezz'ora, poi dobbiamo purtroppo continuare il nostro viaggio.

In effetti, siamo sempre di corsa, anche qui sarebbe stato bello poterci fermare un po' di più per assaporare il luogo ed i suoi suoni in modo più rilassato. Ritornando sulla strada asfaltata apprendo da Mohamed, che è berbero e nativo di qui, che anche la gente locale non apprezza l'asfaltatura delle piste, il paesaggio ne perde sicuramente e le famiglie che avevano investito nel settore turistico, acquistando ad esempio dei fuoristrada, hanno subito ovviamente conseguenze gravi.

A mezzogiorno e mezzo arriviamo al piccolo ma interessante museo El Fida all'interno dell'omonimo ksar, ex palazzo reale del 13° secolo. Riconosco ill vecchio, sdentato ed allegro guardiano, che ci fa da guida. Dopo circa ¾ ora riprendiamo la strada e visitiamo
la Kasbah Maadid con i suoi vicoli bui, tuttora abitata da circa 1500 persone. Dopo non tanto tempo Mohamed ci conduce alla “casa dei Tuaregh”.

Ci spiegano le differenze fra le diverse tende, ma poi ci portano nello spazio allestito a negozio. Gentilmente, ma in modo deciso, spiego che purtroppo il nostro tempo è limitato e che non ce la facciamo a fermarci più a lungo.

Quando arriviamo nella Valle di Todra sono le 16.30 e il sole comincia a calare. Non potremo aver trovato un momento migliore per vedere quest'incantevole vallata. Gruppetti d'uomini seduti ai tavoli dei bar o vicino alle moschee e donne berbere sedute sulle scale delle loro case color terra ed illuminate dalla luce rossastra, rendono il paesaggio ancora più spettacolare.

Ci addentriamo nella gola in fondo alla vallata dove la strada asfaltata finisce e dove dobbiamo pagare un piccolo pedaggio. Breve pausa in uno degli alberghi situati lì e ritorniamo con una luna piena sempre più luminosa da un lato ed un sole sempre più rosso dall'altro.

Davvero inimmaginabile la bellezza!
Alle 18.00 siamo di ritorno sulla strada statale direzione Dadès. Arriviamo al nostro albergo in fondo alla valle alle 19.30. Consumiamo la cena  al calduccio della stufa nella grande sala.

 

6° giorno, lunedì 31 dicembre    Gole Dadès – Kasbah Amridhil – Aït Benhaddou – Marrakech

La sveglia suona questa mattina piuttosto presto: alle 6.00. Una colazione veloce alle 7.15 e partiamo per ripercorrere la vallata e vederla alla luce del giorno, dopo esserci fermati un attimo in fondo alla gola per goderci la vista su tutta la valle. Soffia il vento e fa piuttosto freddo.

Facciamo diverse fermate per scattare foto, soprattutto delle diverse kasbah e delle strane formazioni rocciose a forma di piedi di dromedario, dice Mohamed, che si trovano lungo il nostro percorso.

Breve stop a El Kelaâ M'Gouna, cittadina dove ogni anno in maggio viene celebrata la raccolta delle rose con una caratteristica festa in cui piovono petali di rosa sui danzatori. Io ci sono stata  e vi garantisco che è una festa da non perdere! Alle 9.00 proseguiamo per Skoura, dove arriviamo alle 10.00.

Visitiamo la bella kasbah Amridhil per circa 45 minuti. Continuiamo il nostro viaggio attraverso distese di deserto, punteggiate da kasbah e palme con sullo sfondo le cime innevate del Medio Atlante.

Un paesaggio davvero entusiasmante! Alle 12.15 arriviamo ad A
ït Benhaddou, una delle più belle kasbah del Marocco, dove sono stati girati ben 20 film! Ci fermiamo per scattare delle foto dall'alto, poi visitiamo il posto. Alle 14.30 cominciamo la lunga tirata attraverso le montagne fino a Marrakech, ultima tappa di questo stupendo viaggio.

Interrompiamo brevemente il percorso soltanto in un punto panoramico per bere del tè ed usufruire del bagno. Arriviamo a Marrakech quando è già buio. C'è chi parte subito per vedere la piazza, chi si riposa prima che ci ritroviamo tutti alle
21.00 in piazza Djemaa el-Fna.

Ceniamo presso uno dei banchetti, mangiando finalmente qualche cosa di diverso della solita tajine. Una bella birra in un albergo vicino per finire l'anno in bellezza!

 

 

7° giorno, martedì 1  gennaio       Marrakech – Casablanca

Dobbiamo lasciare le nostre stanze entro le 12.00, ma possiamo tenerne una per i nostri bagagli fino alle 16.00, ora di partenza per Casablanca.

Giro un po' la fiera dell'artigianato all'aperto vicino all'albergo, poi prendo un taxi e mi faccio portare alla Bab Agnaou, da dove mi addentro nella vecchia kasbah, una volta il quartiere reale. Faccio un giro nella kasbah e nella Mellah, dove vivono tuttora 5 famiglie ebraiche.

Visito anche il vicino cimitero ebraico, molto interessante. Al ritorno in albergo parte di noi mangia un boccone nel ristorantino adiacente. Alle 16.00 partiamo per Casablanca, dove arriviamo verso le 20.30. Lasciamo i nostri bagagli in stanza e andiamo subito nell'unico ristorante individuato nei dintorni.

Bella serata. Purtroppo è anche l'ultima, so già che sentirò la mancanza di questo bel gruppo!

 

 

8° giorno, mercoledì 2 gennaio       Casablanca – Roma/Milano

Una bella levataccia e alle 4.30 siamo in macchina direzione aeroporto. Fra consegna macchine, bus navetta su e giù, passaggi doganali facciamo appena in tempo a salutarci e a promettere che ci saremo rivisti presto. Voli regolari e anche questo stupendo viaggio è giunto alle fine!

 

 

Questo viaggio offre in poco più di una settimana un intenso programma per conoscere i vari aspetti naturalistici e culturali di questo straordinario paese: spiagge, monti, deserti, gole, fiumi, cascate e un popolo ospitale nel più schietto dei modi.

 

1° giorno, mercoledì 26 dicembre Roma/Milano – Casablanca – Meknès

Intorno alle 16.00 siamo tutti a Casablanca. C'è una gran confusione:

la sala ritiro bagagli è stracolma di valigie non ritirate o perse e dal nastro trasportatore cadono in continuazione bagagli. Fatta la conferma dei voli, andiamo tutti insieme all'ufficio dell'Europcar. L'addetto ha bisogno di un passaporto e di due patenti  per ogni macchina, oltre alla mia (unica) carta di credito.

Ci consegnano le macchine e finalmente verso le 18.00 partiamo per Meknès, dove arriviamo alle 20.45. Cena in albergo e subito dopo tutti a nanna.

2° giorno, giovedì 27 dicembre     Meknès – Moulay Idriss – Volubilis – Fès

Sveglia alle 7.30, colazione alle 8.15. L'appuntamento con Bouchra, la nostra guida, è alle 9.00 in albergo. Prima di visitare la città, Bouchra ci porta ad un punto panoramico da cui si ha una bella vista su Meknès e poi cominciamo il giro della città dalla monumentale Bab el-Khémis, la porta del giovedì, così chiamata perché giovedì è il giorno in cui si tiene qui il mercato.

E' a forma di ferro di cavallo, l'animale sacro del mondo arabo e dà accesso al vecchio mellah e ai giardini. Bellissima la scritta sopra l'entrata: “Sono la porta più felice del mondo, mi lasciano aperta per tutti i popoli, senza discriminazione razziale”.

Bouchra ci dice che il colore caratteristico della città di Meknès è il verde, mentre quello di Fès è il blu cobalto. Riprendiamo le macchine e passiamo attraverso il quartiere ebraico, dove le finestre delle case, a differenza di quelle marocchine che danno sul cortile interno, si affacciano sulla strada. Arriviamo alla porta più bella del Marocco e di tutta l'Africa:
la Bab el-Mansour. Sul suo portale è scritto: “Sono la porta della felicità, simile alla luna piena in cielo; sono circondata dalla fortuna; la prosperità e la ricchezza sono incise sul mio portale”. Le spiegazioni di Bouchra sono molto esaurienti ed interessanti.

Veniamo ad esempio a sapere che tuttora il Marocco è l'unico paese che non dipende dagli Americani per quanto riguarda l'approvvigionamento di grano, proprio perché ci sono i granai. Il prezzo del grano è simbolico: tutti possono comprarlo. La visita alle scuderie è molto affascinante: da pensare che prima del grande terremoto di Lisbona erano ben 7 volte più grandi!

Terminiamo il nostro giro con la visita ad una cooperativa di prodotti artigianali, dove vendono dei tappeti davvero stupendi. Sono le 13.00 quando ringraziamo e salutiamo Bouchra. Proseguiamo per Moulay Idriss per la pausa pranzo. Ci vogliono circa 45 minuti per arrivarci.

Decidiamo di salire per i vicoli per andare a vedere la cittadina con il suo minareto cilindrico dai due punti panoramici, ovviamente accompagnati da uno dei ragazzetti. Partenza per Volubilis alle 14.45, che visitiamo fino alla 16.30.

Da Volubilis prendiamo la strada che ci indica Fès in direzione nord, cioè non ritornando per la stessa strada. E' una scelta indovinata, il paesaggio è meraviglioso: colline verdi ondeggianti, punteggiate da oliveti e strisce di agavi. Verso le 18.30 arriviamo a Fès, ma ci vuole un po' di tempo prima che troviamo l'albergo.

3° giorno, venerdì 28 dicembre       Fès – Ifrane – Gole dello Ziz

Sveglia alle 7.30 e colazione alle 8.15 Alle 9.00 arriva puntuale Simo, la nostra guida ed iniziamo la nostra visita della città dal Palazzo reale, non accessibile al pubblico. Le sette bellissime porte d'entrata hanno un valore monumentale, sono in legno di cedro, rivestite di bronzo cesellato e rappresentano i 7 giorni della settimana, i 7 cieli, i 7 giri della mecca ed i 7 desideri. Passiamo il quartiere ebraico in macchina e prima di addentrarci nella medina andiamo a goderci il panorama sulla città dal bastione situato a sud di Fès. Il tempo è bello e la vista mozzafiato.

Come Bouchra anche Simo ci fornisce esaurienti informazioni sulla storia e la suddivisione della città nei vari quartieri. Da questa posizione si vedono in lontananza le tombe dei Merenidi sul lato opposto della città, vicino al bastione nord.  Da qui andiamo al quartiere della ceramica, dove ci spiegano e dimostrano le fasi di realizzazione dei vari prodotti: dalle piastrelle agli splendidi vasi.

Molto interessante davvero, anche se poi, naturalmente, la visita finisce nella bottega del laboratorio. Ritornati nella parte vecchia di Fès, Fès el-Bali, Fès vecchia, cominciamo il giro dalla porta Bab Bou Jeloud, l'ingresso principale. E' davvero impossibile girare la medina senza una guida, pensate che ci sono all'incirca 9000 fra vicoli e viette!

Per fortuna
la Medersa Bou Inani è aperta e possiamo visitarla. Poi vediamo da fuori la Zawiyya di Moulay Idriss II, visitiamo una casa tipica, passiamo davanti alla più vecchia università del mondo, fondata nel 856 da Fatima, ma chiusa per restauro, e vediamo dall'alto le concerie.

Verso le 14.00 partiamo per le Gole dello Ziz.La strada fino alle gole è lunga, ma il paesaggio è accattivante. Dapprima passiamo Ifrane, cittadina in stile alpino costruita dai francesi, dopo le antiche foreste di cedri che circondano Azrou (non abbiamo il tempo per fermarci) e dopo ancora le montagne innevate.

Arriviamo in albergo alle 20.15, dove Mohamed, la nostra guida fino a Marrakech, ci sta già aspettando. Ceniamo nell'accogliente e caratteristica sala dell'albergo con delle stufe che riscaldano l'ambiente.

 

4° giorno, sabato 29 dicembre       Gole dello Ziz– Oasi Meski – Merzouga – Erg Chebbi

Alle 7.30 facciamo colazione e alle 8.15 siamo in macchina. Prima facciamo un giro in una vecchia kasbah, chiamata “Deamoz2”, non tanto lontano dall'albergo, è del 13° secolo, ed è stata abitata fino a ca. 9 anni fa finché una violenta pioggia non l'ha rovinata. Mohamed ci spiega le differenze tra uno ksar ed una kasbah. All'interno di uno ksar possono trovarsi diverse kasbah.

Proseguiamo e passiamo il bacino di Hassan Dachil, dove l'acqua piovana proveniente dal Medio Atlante affluisce mediante i fiumi. Passiamo Er Rachidia, dove si trovano molte caserme. Infatti non siamo distanti dall'Algeria. Erg Chebbi, dove dormiremo stanotte, è a ca.

40 km dal confine! Breve sosta alla sorgente blu di Meski. Più della sorgente è bello il posto ed il panorama che si ha sulla zona circostante. Proseguiamo attraverso un bellissimo paesaggio di palmeti con degli altopiani all'orizzonte.

Cominciamo a vedere le donne berbere vestite nelle loro tuniche nere con disegni colorati. Il paesaggio diventa sempre più desertico man mano che avanziamo. A ca.
15 km prima di Erfoud visitiamo un laboratorio di lavorazione dei fossili e vediamo i loro prodotti.

Alle 13.00 siamo ad Erfoud, cittadina di 7000 abitanti che vive della raccolta e del commercio di datteri e di turismo. Mohamed ci propone di pranzare in un posto che conosce lui. Visto che abbiamo praticamente saltato il pranzo nei giorni precedenti, la maggior parte del gruppo accetta, ma risulta essere una perdita di tempo: ci vuole quasi un'ora prima di poter assaggiare le “medfouna” ordinate.

Acquistiamo delle bottiglie d'acqua per la notte nel deserto e ripartiamo alle 14.45. Dopo ca. 20 minuti passiamo attraverso la bella porta d'entrata di Rizzani. Ricordavo una lunga pista per arrivare alle dune, ma questa si è trasformata nel 2003 in una lunga striscia d'asfalto.

Arriviamo al nostro albergo d'appoggio, Tombouctou, alle 16.15. Siccome ci sono tanti gruppi e non c'è posto per tutti i bagagli lasciamo i nostri nelle macchine, dopo aver preso soltanto quello che ci serve per la notte. L'escursione sui dromedari è stupenda: il colore della sabbia varia in continuazione….. oro… ocra…arancio e le dune silenziose sono impressionanti.

Arriviamo alle tende verso le 18.00, quando ormai è buio. Una grandiosa luna piena riscalda ed illumina l'accampamento, ma non è più come alcuni anni fa, non c'era proprio niente ed abbiamo dormito sopra le dune con i nostri sacchi a pelo.

Sono sorpresa perché hanno costruito perfino una specie di toilette con il lavandino. Alle 20.00 è pronta la cena, che consumiamo in un piccolo spazio coperto, dove ogni gruppo ha il suo tavolo. La cena è buona e dopocena c'è anche musica dal vivo.

Io ascolto però dal mio “letto” al calduccio sotto le tende.  

 

5° giorno, domenica 30 dicembre   Erg Chebbi – Merzouga – Kasbah Maadid – Gole di Todra Gole di Dadès

Alle 6.30 veniamo svegliati da uno dell'accampamento. Alcuni di noi salgono sulle dune per vedere le prime luci dell'alba. Facciamo a meno della doccia perché è già tardi, ma a nessuno viene in mente di saltare l'ottima ed abbondante colazione à buffet nell'accogliente sala dell'albergo. Più che colazione si potrebbe chiamarla pranzo! Alle 11.00 partiamo per visitare un vicino villaggio Gnaoua.

Gli Gnaoua sono i discendenti degli schiavi neri originari dell'Africa. Nel corso dei secoli gli Gnaoua hanno creato delle confraternite di cui fanno parte maestri di musica, chiamati “maalem”, guaritori e veggenti. Alcuni di loro ballano sul ritmo della musica all'interno di una casa. Rimaniamo ad ascoltare e a vedere la loro performance per circa una mezz'ora, poi dobbiamo purtroppo continuare il nostro viaggio.

In effetti, siamo sempre di corsa, anche qui sarebbe stato bello poterci fermare un po' di più per assaporare il luogo ed i suoi suoni in modo più rilassato. Ritornando sulla strada asfaltata apprendo da Mohamed, che è berbero e nativo di qui, che anche la gente locale non apprezza l'asfaltatura delle piste, il paesaggio ne perde sicuramente e le famiglie che avevano investito nel settore turistico, acquistando ad esempio dei fuoristrada, hanno subito ovviamente conseguenze gravi.

A mezzogiorno e mezzo arriviamo al piccolo ma interessante museo El Fida all'interno dell'omonimo ksar, ex palazzo reale del 13° secolo. Riconosco ill vecchio, sdentato ed allegro guardiano, che ci fa da guida. Dopo circa ¾ ora riprendiamo la strada e visitiamo
la Kasbah Maadid con i suoi vicoli bui, tuttora abitata da circa 1500 persone. Dopo non tanto tempo Mohamed ci conduce alla “casa dei Tuaregh”.

Ci spiegano le differenze fra le diverse tende, ma poi ci portano nello spazio allestito a negozio. Gentilmente, ma in modo deciso, spiego che purtroppo il nostro tempo è limitato e che non ce la facciamo a fermarci più a lungo.

Quando arriviamo nella Valle di Todra sono le 16.30 e il sole comincia a calare. Non potremo aver trovato un momento migliore per vedere quest'incantevole vallata. Gruppetti d'uomini seduti ai tavoli dei bar o vicino alle moschee e donne berbere sedute sulle scale delle loro case color terra ed illuminate dalla luce rossastra, rendono il paesaggio ancora più spettacolare.

Ci addentriamo nella gola in fondo alla vallata dove la strada asfaltata finisce e dove dobbiamo pagare un piccolo pedaggio. Breve pausa in uno degli alberghi situati lì e ritorniamo con una luna piena sempre più luminosa da un lato ed un sole sempre più rosso dall'altro.

Davvero inimmaginabile la bellezza!
Alle 18.00 siamo di ritorno sulla strada statale direzione Dadès. Arriviamo al nostro albergo in fondo alla valle alle 19.30. Consumiamo la cena  al calduccio della stufa nella grande sala.

 

6° giorno, lunedì 31 dicembre    Gole Dadès – Kasbah Amridhil – Aït Benhaddou – Marrakech

La sveglia suona questa mattina piuttosto presto: alle 6.00. Una colazione veloce alle 7.15 e partiamo per ripercorrere la vallata e vederla alla luce del giorno, dopo esserci fermati un attimo in fondo alla gola per goderci la vista su tutta la valle. Soffia il vento e fa piuttosto freddo.

Facciamo diverse fermate per scattare foto, soprattutto delle diverse kasbah e delle strane formazioni rocciose a forma di piedi di dromedario, dice Mohamed, che si trovano lungo il nostro percorso.

Breve stop a El Kelaâ M'Gouna, cittadina dove ogni anno in maggio viene celebrata la raccolta delle rose con una caratteristica festa in cui piovono petali di rosa sui danzatori. Io ci sono stata  e vi garantisco che è una festa da non perdere! Alle 9.00 proseguiamo per Skoura, dove arriviamo alle 10.00.

Visitiamo la bella kasbah Amridhil per circa 45 minuti. Continuiamo il nostro viaggio attraverso distese di deserto, punteggiate da kasbah e palme con sullo sfondo le cime innevate del Medio Atlante.

Un paesaggio davvero entusiasmante! Alle 12.15 arriviamo ad A
ït Benhaddou, una delle più belle kasbah del Marocco, dove sono stati girati ben 20 film! Ci fermiamo per scattare delle foto dall'alto, poi visitiamo il posto. Alle 14.30 cominciamo la lunga tirata attraverso le montagne fino a Marrakech, ultima tappa di questo stupendo viaggio.

Interrompiamo brevemente il percorso soltanto in un punto panoramico per bere del tè ed usufruire del bagno. Arriviamo a Marrakech quando è già buio. C'è chi parte subito per vedere la piazza, chi si riposa prima che ci ritroviamo tutti alle
21.00 in piazza Djemaa el-Fna.

Ceniamo presso uno dei banchetti, mangiando finalmente qualche cosa di diverso della solita tajine. Una bella birra in un albergo vicino per finire l'anno in bellezza!

 

 

7° giorno, martedì 1  gennaio       Marrakech – Casablanca

Dobbiamo lasciare le nostre stanze entro le 12.00, ma possiamo tenerne una per i nostri bagagli fino alle 16.00, ora di partenza per Casablanca.

Giro un po' la fiera dell'artigianato all'aperto vicino all'albergo, poi prendo un taxi e mi faccio portare alla Bab Agnaou, da dove mi addentro nella vecchia kasbah, una volta il quartiere reale. Faccio un giro nella kasbah e nella Mellah, dove vivono tuttora 5 famiglie ebraiche.

Visito anche il vicino cimitero ebraico, molto interessante. Al ritorno in albergo parte di noi mangia un boccone nel ristorantino adiacente. Alle 16.00 partiamo per Casablanca, dove arriviamo verso le 20.30. Lasciamo i nostri bagagli in stanza e andiamo subito nell'unico ristorante individuato nei dintorni.

Bella serata. Purtroppo è anche l'ultima, so già che sentirò la mancanza di questo bel gruppo!

 

 

8° giorno, mercoledì 2 gennaio       Casablanca – Roma/Milano

Una bella levataccia e alle 4.30 siamo in macchina direzione aeroporto. Fra consegna macchine, bus navetta su e giù, passaggi doganali facciamo appena in tempo a salutarci e a promettere che ci saremo rivisti presto. Voli regolari e anche questo stupendo viaggio è giunto alle fine!

 

 

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