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Le città imperiali del Marocco   

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Andrea
Scritto da: Andrea
Durata: 7 Giorni
Data partenza: dal Gennaio 2004 al
Viaggiatori: 40
Nomi dei viaggiatori:

Introduzione

Stavolta mi faccio convincere. Vada per un Tour organizzato. Così verifico di persona quel che si dice in giro su questo tipo di viaggi: i turisti sono considerati non come persone ma come gente ricca e ingenua i cui portafogli sono da alleggerire il più possibile...

Le Tappe del Viaggio

La destinazione è Casablanca, ci aspettano diverse ore di bus. Il paesaggio non è granchè, c´è molto verde e non è troppo diverso da quello italiano. Tra l´altro piove. La guida marocchina parla e spiega tante cose, parla anche della corruzione dei politici del Marocco e del Re. Ci fermiamo per una sosta ad un distributore di benzina.

Arriviamo a Casablanca, la giriamo un po´ in bus e poi ci fermiamo alla moschea di Hassan II. La vediamo da fuori, infatti non è orario di visita ma di preghiera. Peccato il cielo sia grigio e non consente al bel minareto di stagliarsi con il cielo, scatto solo poche foto.

Ripartiamo e ci fermaimo in una piazzetta dove ci sono le foto del Re attuale e dei due precedenti. Nulla di particolare. Poi andiamo a pranzo. C´è il buffet. Non si mangia male ma nemmeno bene...
Ripartiamo con destinazione Rabat! La guida dice che ora è bene fare un pisolino di una mezz´ora... che si fa si dorme a comando? Dopo cinque minuti Monia sorridendo mi fa notare che sull´autobus tutti dormono o perlomeno cercano di dormire... sì, si dorme a comando!

Arriviamo a Rabat e visitiamo il palazzo reale (o meglio l´esterno). Qua conosciamo Ilaria, una simpatica ragazza di Agliana che da quel momento si aggregherà spesso al gruppettino composto da me Monia.

Da lì ci rechiamo al mausoleo del defunto re (padre di quello attuale) e ci restiamo circa mezz´ora.

Facciamo poi una sosta nella Medina, ci portano in una specie di bar all´aperto dove si può prendere il the alla menta e poi ci fanno gironzolare un po´ per le stradine. Però è un po´ troppo tutto di corsa.

Verso le 18 siamo in hotel, anche questo bello (ma qualcuno si è lamentato lo stesso...) poi cena a buffet.
Anche stamani sveglia all´alba e via verso Meknes. C´è un po´ di nebbia. Prima di andare a Meknes ci dirigiamo verso le rovine romane di Volubilis. E queste per fortuna mi piacciono, il sito archeologico è ben conservato e anche tenuto bene. Io, Monia e Ilaria ci teniamo in coda al gruppo senza badare troppo alle spiegazioni della guida. Ci sono bellissime colonne e anche dei pavimenti a mosaico.

Ilaria ci mostra per la prima volta la sua propensione all´acquisto comprando un bel berretto tipico marocchino da un venditore che le si avvicina all´interno del sito e, appena finita la visita, fiondandosi con Monia verso il negozietto di artigianato locale che si trova all´ingresso delle rovine. Monia stavolta ha trovato un´alleata per lo shopping!

Da lì andiamo verso la città santa di Moullay Idriss dove facciamo un giretto per i mercati caratteristici. Però non c´è granchè tempo per gli acquisti bisogna andare a pranzo a Meknes.

Riprendiamo il bus e arriviamo al ristorante. Bel posticino e si mangia anche bene!hIl pomeriggio è dedicato alla visita di Meknes, visitiamo la porta che dicono essere la più bella del Marocco (mah!) e poi dei granai.

Da qui poi verso Fes.
Neanche a dirlo anche questo hotel è molto bello. E poi questa sera sono contento perchè la giornata successiva a Fes la passerò come piace a me, gironzolando per le viuzze. Sia Monia che Ilaria hanno deciso di seguirmi anche se sono un po´ titubanti per il fatto che la guida e il capogruppo sconsigliano questa cosa. Parlano di non so quali labirinti e pericoli che infestano la Medina di Fes. Mah! Riesco comunque a convincerle. Non convinco invece i genitori di Monia che preferiscono seguire il gruppo (ma se ne pentiranno!). Visto che il pranzo è pagato mi faccio lasciare il nome del ristorante dove il giorno successivo raggiungeremo il gruppo, fortuna è proprio al centro della Medina!

Dopo cena gironzoliamo un po´ intorno all´hotel ma non c´è granchè, stiamo fuori un´oretta e poi rientriamo.

La mattina successiva facciamo colazione con il gruppo e visto che la guida mi dice che andremo diretti alla porta principale della Medina penso sia inutile prendere un taxi e sfrutto il passaggio.

Ma... invece di andare alla porta Bab Boujaluod ci portano a vedere non so quale castello imperiale... comincio ad arrabbiarmi. Passiamo dal quartiere ebraico e raggiungiamo una porta secondaria della Medina... ´Sono a posto!´ mi dico... ´mi faccio dire il nome della porta così mappa della medina di Fes alla mano riesco a raggiungere la porta principale!´. Macchè! Non me lo dicono, la guida locale di Fes addirittura mi risponde male e mi dice che non si può andare da soli e parte in cima al gruppo.

Chiedo un po´ ai locali che vedo lì intorno ma non ricevo risposta. Decido allora di prendere un taxi. Appena lo trovo mi fiondo verso il taxi ma vengo fermato da un marocchino in giacca e cravatta che mi chiede dove voglio andare, gli indico il posto sulla mappa e lui mi dice che mi conviene andare a piedi e di seguirlo. Lo seguo, lui raggiunge la guida di Fes (quella che mi aveva risposto male) e la abbraccia calorosamente, sarà mica la sottoguida di Fes! Decido di fidarmi per un altro minuto. Nel mentre al bordo della via c´è una sedia, un tavolo, uno specchio e un barbiere (che mi sa tanto di finto!) e tutti a fare foto!

Dopo 50 metri il gruppo e il marocchino in giacca e cravatta entrano in un giardino con sopra scritto caffè! AHHHHHHHHHH!!!!! Mi vorranno mica portare a fare una seconda colazione.

Dopo 60 secondi sono già su un taxi con Monia e Ilaria verso Bab Boujaluod. Finalmente! Ma che fatica!

L´idea è di trovare un bimbetto che ci conduca alle Concerie e che poi ci faccia girare un po´ per i souk. Appena entrati dalla porta non passano 2 secondi che un bimbetto di 10 anni, mani sempre in tasca e atteggiamento da uomo vissuto, ci chiede in un italiano assai stentato se vogliamo andare alle concerie! ´Ok portaci alle concerie!´. E lui parte diritto e sicuro per quelle stradine all´apparenza tutte uguali. Si chiama Abdul!

Dopo un po´ se ne attacca un altro, Mohammed, all´inizio diciamo che non ne abbiamo bisogno, allora lui va dall´altro, parlotta un po´ e gli dà una monetina di nascosto. Allora Abdul dice che la sua presenza è indispensabile non so per cosa. Visto che questo conosce bene l´italiano facciamo finta di nulla e diciamo che va bene.

Cavolo che stradine! Come facciano a non perdersi è un mistero, paiono tutte uguali!

E´ bello girare così, finalmente mi sento all´estero, oltre a noi tre solo la gente del posto! E´ così che mi piace girare.

Arriviamo alle concerie. Ci fanno entrare in un negozietto di pelle e da lì
Oggi la giornata prevede il lungo trasferimento da Fes a Marrakech. Davvero interminabile! Il paesaggio non è granchè, anche se migliore di quello che si vede percorrendo la strada fatta all´andata. Ci fermiamo a mangiare nei pressi di Beni Mallal e poi ripartiamo dopo una sosta rigenerante di una mezz´ora. Nel tragitto ci fermiamo in un punto dove c´è un marocchino con dei dromedari. Monia chiaramente ci sale sopra!
Nel tardo pomeriggio eccoci a Marrakech! L´hotel è bellissimo! E´ un cinque stelle, una magnifica hall, stanze incredibili.

Però io continuo a preferire gli alberghetti, sarà che li sento più caratteristici e intimi, e poi non mi abituerò mai a tutto questo formalismo.

Ceniamo rapidamente, la sera andremo nella famosa piazza di Marrakech, Djema el Fna. La guida stavolta dice che andare in piazza non è pericoloso e suggerisce di dividersi in gruppetti e andare in taxi. Io sono ancora in compagnia di Monia e Ilaria. I genitori di Monia, con altri due signori prendono un altro taxi. Ci incontreremo in piazza.

Arriviamo. Che luci! Che suoni! Tutto qua è incredibile! Attraversiamo le bancarelle con il cibo, e non sembra male, pare che ci sia un´igiene accettabile. L´odore è invitante, però abbiamo appena mangiato!

Ci fermiamo in alcuni negozietti, in particolare ci fermiamo da un venditore di lampade fatte di pelle. Io ancora in Marocco non ho comprato nulla ma queste mi piacciono. Ne comprerei tre se non fosse per il venditore che esagera fino ad indispormi. Poco male, i venditori di lampade ce ne sono tanti. Dal successivo Monia e Ilaria acquistano infatti due belle lampade, a me invece è passata la voglia di lampade adesso voglio comprare il contenitore di terracotta per fare il tajine. Mi piace cucinare e voglio provare a rifare il tajine in Italia, adattandolo però ai miei gusti, cioè un po´ meno speziato! Lo trovo e dopo breve trattativa riesco a prenderlo. Finalmente incontriamo anche i genitori di Monia. Gironzoliamo ancora un po´ nella piazza e poi di nuovo con un taxi all´hotel.

Il programma della giornata successiva pare che non preveda troppi bazar, Monia e Ilaria decidono allora di seguire il gruppo. Io invece mi divertirò gironzolando da solo per la Medina di Marrakech. Parto comunque con loro, so infatti che, dopo una brevissima (e inutile) visita al bacino, l´autobus li lascerà nella Medina. E così è. Loro si fermano nei giardini adiacenti alla grande moschea e io a piedi proseguo verso la piazza.

Quando arrivo in Djama el Fna c´è pochissima gente, solo alcuni stranissimi personaggi seduti in terra o sopra delle piccole sedie. Alcuni hanno un ombrello per ripararsi dal sole. Sono i cartomanti che vogliono leggerti la mano. Io scatto alcune foto, peccato vogliano farsi pagare, così si perde un po´ di spontaneità. Sto un po´ lì, poi decido di entrare nel souk. Questo è facile da girare, impossibile perdersi, bene o male tutte le strade ti riconducono a dei punti facilmente riconoscibili e ritornare in piazza è un gioco da ragazzi. Per più di un paio di ore mi diverto a gironzolare per il souk, ripassando ogni tanto dalla piazza, che di volta in volta si anima sempre di più. E scatto un bel po´ di fotografie. In particolare scatto qualche immagine a tre mendicanti dallo sguardo intenso che trovo vicino alla porta di una moschea.

Davvero tre bei personaggi. Noto che più ci si allontana dalla piazza più l´ambiente si fa caratteristico, solo che con la macchina fotografica al collo tutti mi vedono ancora come turista. Decido allora di sfruttare la mia spiccata somiglianza con i marocchini accentuandola e, visto che ho fatto abbastanza foto, decido di riporre nello zaino la macchina fotografica e di indossare il berrettino tipico dei marocchini. Così conciato nessuno mi considera più e mi inoltro indisturbato per le viuzze più lontane dalla piazza girando quasi tutta la Medina di Marrakech.

Poi arriva l´ora dell´appuntamento con Monia in piazza e, un po´ sconsolato, prendo quella direzione. Quando arrivo in piazza noto che si è ancora più animata, ci sono gli incantatori dei serpenti e quelli con le scimmie.

Vedere gli animali così mi mette però tristezza, soprattutto le scimmie, incatenate con dei collari e tirate da ogni parte. I turisti dovrebbero non farsi fotografare con loro, se continueranno a farlo non porranno mai termine a questo strazio assurdo. Io mi rifiuto di riprendere sia le scimmie che i serpenti.

Monia è abbastanza contenta di quello che ha visto in mattinata, hanno visto diversi monumenti e solo un negozio, di spezie, che tra l´altro le interessava.

Andiamo a pranzo in hotel e qua avviene una cosa che mi fa sorridere. Quando scendiamo per mangiare notiamo che i tavoli non sono ancora stati sparecchiati degli avanzi di chi ha mangiato poco prima e le lamentele furibonde non si fanno attendere. Non c´è speranza. Possibile che ci si debba adirare perchè si devono aspettare dieci minuti in più o perchè se chiami il cameriere questo non arriva subito? E la giustificazione del reclamo è sempre la stessa: ´io ho pagato!´. Quanta pazienza devono avere i camerieri, i portieri, i facchini! E come dobbiamo sembrare ridicoli ai loro occhi! L´imprevisto se uno ha pagato non è tollerato! E se capita qualcuno deve risponderne! Non sanno che forse le cose più belle di una vacanza, quelle che si ricordano anche ad anni di distanza come se si fossero verificate il giorno prima, sono proprio gli imprevisti!

Il pomeriggio decido di seguire il gruppo e non me ne pento, andiamo infatti a visitare un bellissimo giardino di cactus, palme e piante bellissime e poi la zona vicino alle tombe.

Poi poco prima del tramonto ci dirigiamo nuovamente verso Djema el Fna. La guida dice che questo è il momento più bello per vedere la piazza, perchè è il momento in cui è più viva, e consiglia di andare a prendere un the alla menta su una delle terrazze panoramiche poste ai margini della piazza. Dice anche che ci lascia un´ora libera, se qualcuno vuole può comunque andare con lui in un bazar di artigianato marocchino. Mi viene da ridere. Chi vuoi che vada con lui perdendosi lo spettacolo della piazza al tramonto? La risposta è 35 persone su 40!!!!! Solo io, Monia e Ilaria, più un altro gruppetto composto da una coppia di Prato scegliamo di andare in piazza. Gli altri andranno tutti al bazar. Proprio non capisco. Non ci arrivo. Eppure mi sforzo!

Andiamo. A quest´ora, con il sole radente e la luce calda del tramonto la piazza è davvero bella e veramente caotica. C´è di tutto, ci sono ancora gli incantatori di serpenti, i cantastorie, i cartomanti ma ci sono anche le bancarelle che fanno da mangiare e che inondano la piazza con il loro buon profumo. Gironzoliamo un po´ e poi saliamo su una terrazza per il the alla menta. Accanto a noi un gruppetto di quattro italiani appena arrivati, guida LP alla mano, stanno programmando il loro tour nel sud... un po´ li invidio.

Il sole tramonta oltre la moschea, domani sera saremo in Italia...
La destinazione è Casablanca, ci aspettano diverse ore di bus. Il paesaggio non è granchè, c´è molto verde e non è troppo diverso da quello italiano. Tra l´altro piove. La guida marocchina parla e spiega tante cose, parla anche della corruzione dei politici del Marocco e del Re. Ci fermiamo per una sosta ad un distributore di benzina.

Arriviamo a Casablanca, la giriamo un po´ in bus e poi ci fermiamo alla moschea di Hassan II. La vediamo da fuori, infatti non è orario di visita ma di preghiera. Peccato il cielo sia grigio e non consente al bel minareto di stagliarsi con il cielo, scatto solo poche foto.

Ripartiamo e ci fermaimo in una piazzetta dove ci sono le foto del Re attuale e dei due precedenti. Nulla di particolare. Poi andiamo a pranzo. C´è il buffet. Non si mangia male ma nemmeno bene...
Ripartiamo con destinazione Rabat! La guida dice che ora è bene fare un pisolino di una mezz´ora... che si fa si dorme a comando? Dopo cinque minuti Monia sorridendo mi fa notare che sull´autobus tutti dormono o perlomeno cercano di dormire... sì, si dorme a comando!

Arriviamo a Rabat e visitiamo il palazzo reale (o meglio l´esterno). Qua conosciamo Ilaria, una simpatica ragazza di Agliana che da quel momento si aggregherà spesso al gruppettino composto da me Monia.

Da lì ci rechiamo al mausoleo del defunto re (padre di quello attuale) e ci restiamo circa mezz´ora.

Facciamo poi una sosta nella Medina, ci portano in una specie di bar all´aperto dove si può prendere il the alla menta e poi ci fanno gironzolare un po´ per le stradine. Però è un po´ troppo tutto di corsa.

Verso le 18 siamo in hotel, anche questo bello (ma qualcuno si è lamentato lo stesso...) poi cena a buffet.
Anche stamani sveglia all´alba e via verso Meknes. C´è un po´ di nebbia. Prima di andare a Meknes ci dirigiamo verso le rovine romane di Volubilis. E queste per fortuna mi piacciono, il sito archeologico è ben conservato e anche tenuto bene. Io, Monia e Ilaria ci teniamo in coda al gruppo senza badare troppo alle spiegazioni della guida. Ci sono bellissime colonne e anche dei pavimenti a mosaico.

Ilaria ci mostra per la prima volta la sua propensione all´acquisto comprando un bel berretto tipico marocchino da un venditore che le si avvicina all´interno del sito e, appena finita la visita, fiondandosi con Monia verso il negozietto di artigianato locale che si trova all´ingresso delle rovine. Monia stavolta ha trovato un´alleata per lo shopping!

Da lì andiamo verso la città santa di Moullay Idriss dove facciamo un giretto per i mercati caratteristici. Però non c´è granchè tempo per gli acquisti bisogna andare a pranzo a Meknes.

Riprendiamo il bus e arriviamo al ristorante. Bel posticino e si mangia anche bene!hIl pomeriggio è dedicato alla visita di Meknes, visitiamo la porta che dicono essere la più bella del Marocco (mah!) e poi dei granai.

Da qui poi verso Fes.
Neanche a dirlo anche questo hotel è molto bello. E poi questa sera sono contento perchè la giornata successiva a Fes la passerò come piace a me, gironzolando per le viuzze. Sia Monia che Ilaria hanno deciso di seguirmi anche se sono un po´ titubanti per il fatto che la guida e il capogruppo sconsigliano questa cosa. Parlano di non so quali labirinti e pericoli che infestano la Medina di Fes. Mah! Riesco comunque a convincerle. Non convinco invece i genitori di Monia che preferiscono seguire il gruppo (ma se ne pentiranno!). Visto che il pranzo è pagato mi faccio lasciare il nome del ristorante dove il giorno successivo raggiungeremo il gruppo, fortuna è proprio al centro della Medina!

Dopo cena gironzoliamo un po´ intorno all´hotel ma non c´è granchè, stiamo fuori un´oretta e poi rientriamo.

La mattina successiva facciamo colazione con il gruppo e visto che la guida mi dice che andremo diretti alla porta principale della Medina penso sia inutile prendere un taxi e sfrutto il passaggio.

Ma... invece di andare alla porta Bab Boujaluod ci portano a vedere non so quale castello imperiale... comincio ad arrabbiarmi. Passiamo dal quartiere ebraico e raggiungiamo una porta secondaria della Medina... ´Sono a posto!´ mi dico... ´mi faccio dire il nome della porta così mappa della medina di Fes alla mano riesco a raggiungere la porta principale!´. Macchè! Non me lo dicono, la guida locale di Fes addirittura mi risponde male e mi dice che non si può andare da soli e parte in cima al gruppo.

Chiedo un po´ ai locali che vedo lì intorno ma non ricevo risposta. Decido allora di prendere un taxi. Appena lo trovo mi fiondo verso il taxi ma vengo fermato da un marocchino in giacca e cravatta che mi chiede dove voglio andare, gli indico il posto sulla mappa e lui mi dice che mi conviene andare a piedi e di seguirlo. Lo seguo, lui raggiunge la guida di Fes (quella che mi aveva risposto male) e la abbraccia calorosamente, sarà mica la sottoguida di Fes! Decido di fidarmi per un altro minuto. Nel mentre al bordo della via c´è una sedia, un tavolo, uno specchio e un barbiere (che mi sa tanto di finto!) e tutti a fare foto!

Dopo 50 metri il gruppo e il marocchino in giacca e cravatta entrano in un giardino con sopra scritto caffè! AHHHHHHHHHH!!!!! Mi vorranno mica portare a fare una seconda colazione.

Dopo 60 secondi sono già su un taxi con Monia e Ilaria verso Bab Boujaluod. Finalmente! Ma che fatica!

L´idea è di trovare un bimbetto che ci conduca alle Concerie e che poi ci faccia girare un po´ per i souk. Appena entrati dalla porta non passano 2 secondi che un bimbetto di 10 anni, mani sempre in tasca e atteggiamento da uomo vissuto, ci chiede in un italiano assai stentato se vogliamo andare alle concerie! ´Ok portaci alle concerie!´. E lui parte diritto e sicuro per quelle stradine all´apparenza tutte uguali. Si chiama Abdul!

Dopo un po´ se ne attacca un altro, Mohammed, all´inizio diciamo che non ne abbiamo bisogno, allora lui va dall´altro, parlotta un po´ e gli dà una monetina di nascosto. Allora Abdul dice che la sua presenza è indispensabile non so per cosa. Visto che questo conosce bene l´italiano facciamo finta di nulla e diciamo che va bene.

Cavolo che stradine! Come facciano a non perdersi è un mistero, paiono tutte uguali!

E´ bello girare così, finalmente mi sento all´estero, oltre a noi tre solo la gente del posto! E´ così che mi piace girare.

Arriviamo alle concerie. Ci fanno entrare in un negozietto di pelle e da lì
Oggi la giornata prevede il lungo trasferimento da Fes a Marrakech. Davvero interminabile! Il paesaggio non è granchè, anche se migliore di quello che si vede percorrendo la strada fatta all´andata. Ci fermiamo a mangiare nei pressi di Beni Mallal e poi ripartiamo dopo una sosta rigenerante di una mezz´ora. Nel tragitto ci fermiamo in un punto dove c´è un marocchino con dei dromedari. Monia chiaramente ci sale sopra!
Nel tardo pomeriggio eccoci a Marrakech! L´hotel è bellissimo! E´ un cinque stelle, una magnifica hall, stanze incredibili.

Però io continuo a preferire gli alberghetti, sarà che li sento più caratteristici e intimi, e poi non mi abituerò mai a tutto questo formalismo.

Ceniamo rapidamente, la sera andremo nella famosa piazza di Marrakech, Djema el Fna. La guida stavolta dice che andare in piazza non è pericoloso e suggerisce di dividersi in gruppetti e andare in taxi. Io sono ancora in compagnia di Monia e Ilaria. I genitori di Monia, con altri due signori prendono un altro taxi. Ci incontreremo in piazza.

Arriviamo. Che luci! Che suoni! Tutto qua è incredibile! Attraversiamo le bancarelle con il cibo, e non sembra male, pare che ci sia un´igiene accettabile. L´odore è invitante, però abbiamo appena mangiato!

Ci fermiamo in alcuni negozietti, in particolare ci fermiamo da un venditore di lampade fatte di pelle. Io ancora in Marocco non ho comprato nulla ma queste mi piacciono. Ne comprerei tre se non fosse per il venditore che esagera fino ad indispormi. Poco male, i venditori di lampade ce ne sono tanti. Dal successivo Monia e Ilaria acquistano infatti due belle lampade, a me invece è passata la voglia di lampade adesso voglio comprare il contenitore di terracotta per fare il tajine. Mi piace cucinare e voglio provare a rifare il tajine in Italia, adattandolo però ai miei gusti, cioè un po´ meno speziato! Lo trovo e dopo breve trattativa riesco a prenderlo. Finalmente incontriamo anche i genitori di Monia. Gironzoliamo ancora un po´ nella piazza e poi di nuovo con un taxi all´hotel.

Il programma della giornata successiva pare che non preveda troppi bazar, Monia e Ilaria decidono allora di seguire il gruppo. Io invece mi divertirò gironzolando da solo per la Medina di Marrakech. Parto comunque con loro, so infatti che, dopo una brevissima (e inutile) visita al bacino, l´autobus li lascerà nella Medina. E così è. Loro si fermano nei giardini adiacenti alla grande moschea e io a piedi proseguo verso la piazza.

Quando arrivo in Djama el Fna c´è pochissima gente, solo alcuni stranissimi personaggi seduti in terra o sopra delle piccole sedie. Alcuni hanno un ombrello per ripararsi dal sole. Sono i cartomanti che vogliono leggerti la mano. Io scatto alcune foto, peccato vogliano farsi pagare, così si perde un po´ di spontaneità. Sto un po´ lì, poi decido di entrare nel souk. Questo è facile da girare, impossibile perdersi, bene o male tutte le strade ti riconducono a dei punti facilmente riconoscibili e ritornare in piazza è un gioco da ragazzi. Per più di un paio di ore mi diverto a gironzolare per il souk, ripassando ogni tanto dalla piazza, che di volta in volta si anima sempre di più. E scatto un bel po´ di fotografie. In particolare scatto qualche immagine a tre mendicanti dallo sguardo intenso che trovo vicino alla porta di una moschea.

Davvero tre bei personaggi. Noto che più ci si allontana dalla piazza più l´ambiente si fa caratteristico, solo che con la macchina fotografica al collo tutti mi vedono ancora come turista. Decido allora di sfruttare la mia spiccata somiglianza con i marocchini accentuandola e, visto che ho fatto abbastanza foto, decido di riporre nello zaino la macchina fotografica e di indossare il berrettino tipico dei marocchini. Così conciato nessuno mi considera più e mi inoltro indisturbato per le viuzze più lontane dalla piazza girando quasi tutta la Medina di Marrakech.

Poi arriva l´ora dell´appuntamento con Monia in piazza e, un po´ sconsolato, prendo quella direzione. Quando arrivo in piazza noto che si è ancora più animata, ci sono gli incantatori dei serpenti e quelli con le scimmie.

Vedere gli animali così mi mette però tristezza, soprattutto le scimmie, incatenate con dei collari e tirate da ogni parte. I turisti dovrebbero non farsi fotografare con loro, se continueranno a farlo non porranno mai termine a questo strazio assurdo. Io mi rifiuto di riprendere sia le scimmie che i serpenti.

Monia è abbastanza contenta di quello che ha visto in mattinata, hanno visto diversi monumenti e solo un negozio, di spezie, che tra l´altro le interessava.

Andiamo a pranzo in hotel e qua avviene una cosa che mi fa sorridere. Quando scendiamo per mangiare notiamo che i tavoli non sono ancora stati sparecchiati degli avanzi di chi ha mangiato poco prima e le lamentele furibonde non si fanno attendere. Non c´è speranza. Possibile che ci si debba adirare perchè si devono aspettare dieci minuti in più o perchè se chiami il cameriere questo non arriva subito? E la giustificazione del reclamo è sempre la stessa: ´io ho pagato!´. Quanta pazienza devono avere i camerieri, i portieri, i facchini! E come dobbiamo sembrare ridicoli ai loro occhi! L´imprevisto se uno ha pagato non è tollerato! E se capita qualcuno deve risponderne! Non sanno che forse le cose più belle di una vacanza, quelle che si ricordano anche ad anni di distanza come se si fossero verificate il giorno prima, sono proprio gli imprevisti!

Il pomeriggio decido di seguire il gruppo e non me ne pento, andiamo infatti a visitare un bellissimo giardino di cactus, palme e piante bellissime e poi la zona vicino alle tombe.

Poi poco prima del tramonto ci dirigiamo nuovamente verso Djema el Fna. La guida dice che questo è il momento più bello per vedere la piazza, perchè è il momento in cui è più viva, e consiglia di andare a prendere un the alla menta su una delle terrazze panoramiche poste ai margini della piazza. Dice anche che ci lascia un´ora libera, se qualcuno vuole può comunque andare con lui in un bazar di artigianato marocchino. Mi viene da ridere. Chi vuoi che vada con lui perdendosi lo spettacolo della piazza al tramonto? La risposta è 35 persone su 40!!!!! Solo io, Monia e Ilaria, più un altro gruppetto composto da una coppia di Prato scegliamo di andare in piazza. Gli altri andranno tutti al bazar. Proprio non capisco. Non ci arrivo. Eppure mi sforzo!

Andiamo. A quest´ora, con il sole radente e la luce calda del tramonto la piazza è davvero bella e veramente caotica. C´è di tutto, ci sono ancora gli incantatori di serpenti, i cantastorie, i cartomanti ma ci sono anche le bancarelle che fanno da mangiare e che inondano la piazza con il loro buon profumo. Gironzoliamo un po´ e poi saliamo su una terrazza per il the alla menta. Accanto a noi un gruppetto di quattro italiani appena arrivati, guida LP alla mano, stanno programmando il loro tour nel sud... un po´ li invidio.

Il sole tramonta oltre la moschea, domani sera saremo in Italia...
La destinazione è Casablanca, ci aspettano diverse ore di bus. Il paesaggio non è granchè, c´è molto verde e non è troppo diverso da quello italiano. Tra l´altro piove. La guida marocchina parla e spiega tante cose, parla anche della corruzione dei politici del Marocco e del Re. Ci fermiamo per una sosta ad un distributore di benzina.

Arriviamo a Casablanca, la giriamo un po´ in bus e poi ci fermiamo alla moschea di Hassan II. La vediamo da fuori, infatti non è orario di visita ma di preghiera. Peccato il cielo sia grigio e non consente al bel minareto di stagliarsi con il cielo, scatto solo poche foto.

Ripartiamo e ci fermaimo in una piazzetta dove ci sono le foto del Re attuale e dei due precedenti. Nulla di particolare. Poi andiamo a pranzo. C´è il buffet. Non si mangia male ma nemmeno bene...
Ripartiamo con destinazione Rabat! La guida dice che ora è bene fare un pisolino di una mezz´ora... che si fa si dorme a comando? Dopo cinque minuti Monia sorridendo mi fa notare che sull´autobus tutti dormono o perlomeno cercano di dormire... sì, si dorme a comando!

Arriviamo a Rabat e visitiamo il palazzo reale (o meglio l´esterno). Qua conosciamo Ilaria, una simpatica ragazza di Agliana che da quel momento si aggregherà spesso al gruppettino composto da me Monia.

Da lì ci rechiamo al mausoleo del defunto re (padre di quello attuale) e ci restiamo circa mezz´ora.

Facciamo poi una sosta nella Medina, ci portano in una specie di bar all´aperto dove si può prendere il the alla menta e poi ci fanno gironzolare un po´ per le stradine. Però è un po´ troppo tutto di corsa.

Verso le 18 siamo in hotel, anche questo bello (ma qualcuno si è lamentato lo stesso...) poi cena a buffet.
Anche stamani sveglia all´alba e via verso Meknes. C´è un po´ di nebbia. Prima di andare a Meknes ci dirigiamo verso le rovine romane di Volubilis. E queste per fortuna mi piacciono, il sito archeologico è ben conservato e anche tenuto bene. Io, Monia e Ilaria ci teniamo in coda al gruppo senza badare troppo alle spiegazioni della guida. Ci sono bellissime colonne e anche dei pavimenti a mosaico.

Ilaria ci mostra per la prima volta la sua propensione all´acquisto comprando un bel berretto tipico marocchino da un venditore che le si avvicina all´interno del sito e, appena finita la visita, fiondandosi con Monia verso il negozietto di artigianato locale che si trova all´ingresso delle rovine. Monia stavolta ha trovato un´alleata per lo shopping!

Da lì andiamo verso la città santa di Moullay Idriss dove facciamo un giretto per i mercati caratteristici. Però non c´è granchè tempo per gli acquisti bisogna andare a pranzo a Meknes.

Riprendiamo il bus e arriviamo al ristorante. Bel posticino e si mangia anche bene!hIl pomeriggio è dedicato alla visita di Meknes, visitiamo la porta che dicono essere la più bella del Marocco (mah!) e poi dei granai.

Da qui poi verso Fes.
Neanche a dirlo anche questo hotel è molto bello. E poi questa sera sono contento perchè la giornata successiva a Fes la passerò come piace a me, gironzolando per le viuzze. Sia Monia che Ilaria hanno deciso di seguirmi anche se sono un po´ titubanti per il fatto che la guida e il capogruppo sconsigliano questa cosa. Parlano di non so quali labirinti e pericoli che infestano la Medina di Fes. Mah! Riesco comunque a convincerle. Non convinco invece i genitori di Monia che preferiscono seguire il gruppo (ma se ne pentiranno!). Visto che il pranzo è pagato mi faccio lasciare il nome del ristorante dove il giorno successivo raggiungeremo il gruppo, fortuna è proprio al centro della Medina!

Dopo cena gironzoliamo un po´ intorno all´hotel ma non c´è granchè, stiamo fuori un´oretta e poi rientriamo.

La mattina successiva facciamo colazione con il gruppo e visto che la guida mi dice che andremo diretti alla porta principale della Medina penso sia inutile prendere un taxi e sfrutto il passaggio.

Ma... invece di andare alla porta Bab Boujaluod ci portano a vedere non so quale castello imperiale... comincio ad arrabbiarmi. Passiamo dal quartiere ebraico e raggiungiamo una porta secondaria della Medina... ´Sono a posto!´ mi dico... ´mi faccio dire il nome della porta così mappa della medina di Fes alla mano riesco a raggiungere la porta principale!´. Macchè! Non me lo dicono, la guida locale di Fes addirittura mi risponde male e mi dice che non si può andare da soli e parte in cima al gruppo.

Chiedo un po´ ai locali che vedo lì intorno ma non ricevo risposta. Decido allora di prendere un taxi. Appena lo trovo mi fiondo verso il taxi ma vengo fermato da un marocchino in giacca e cravatta che mi chiede dove voglio andare, gli indico il posto sulla mappa e lui mi dice che mi conviene andare a piedi e di seguirlo. Lo seguo, lui raggiunge la guida di Fes (quella che mi aveva risposto male) e la abbraccia calorosamente, sarà mica la sottoguida di Fes! Decido di fidarmi per un altro minuto. Nel mentre al bordo della via c´è una sedia, un tavolo, uno specchio e un barbiere (che mi sa tanto di finto!) e tutti a fare foto!

Dopo 50 metri il gruppo e il marocchino in giacca e cravatta entrano in un giardino con sopra scritto caffè! AHHHHHHHHHH!!!!! Mi vorranno mica portare a fare una seconda colazione.

Dopo 60 secondi sono già su un taxi con Monia e Ilaria verso Bab Boujaluod. Finalmente! Ma che fatica!

L´idea è di trovare un bimbetto che ci conduca alle Concerie e che poi ci faccia girare un po´ per i souk. Appena entrati dalla porta non passano 2 secondi che un bimbetto di 10 anni, mani sempre in tasca e atteggiamento da uomo vissuto, ci chiede in un italiano assai stentato se vogliamo andare alle concerie! ´Ok portaci alle concerie!´. E lui parte diritto e sicuro per quelle stradine all´apparenza tutte uguali. Si chiama Abdul!

Dopo un po´ se ne attacca un altro, Mohammed, all´inizio diciamo che non ne abbiamo bisogno, allora lui va dall´altro, parlotta un po´ e gli dà una monetina di nascosto. Allora Abdul dice che la sua presenza è indispensabile non so per cosa. Visto che questo conosce bene l´italiano facciamo finta di nulla e diciamo che va bene.

Cavolo che stradine! Come facciano a non perdersi è un mistero, paiono tutte uguali!

E´ bello girare così, finalmente mi sento all´estero, oltre a noi tre solo la gente del posto! E´ così che mi piace girare.

Arriviamo alle concerie. Ci fanno entrare in un negozietto di pelle e da lì
Oggi la giornata prevede il lungo trasferimento da Fes a Marrakech. Davvero interminabile! Il paesaggio non è granchè, anche se migliore di quello che si vede percorrendo la strada fatta all´andata. Ci fermiamo a mangiare nei pressi di Beni Mallal e poi ripartiamo dopo una sosta rigenerante di una mezz´ora. Nel tragitto ci fermiamo in un punto dove c´è un marocchino con dei dromedari. Monia chiaramente ci sale sopra!
Nel tardo pomeriggio eccoci a Marrakech! L´hotel è bellissimo! E´ un cinque stelle, una magnifica hall, stanze incredibili.

Però io continuo a preferire gli alberghetti, sarà che li sento più caratteristici e intimi, e poi non mi abituerò mai a tutto questo formalismo.

Ceniamo rapidamente, la sera andremo nella famosa piazza di Marrakech, Djema el Fna. La guida stavolta dice che andare in piazza non è pericoloso e suggerisce di dividersi in gruppetti e andare in taxi. Io sono ancora in compagnia di Monia e Ilaria. I genitori di Monia, con altri due signori prendono un altro taxi. Ci incontreremo in piazza.

Arriviamo. Che luci! Che suoni! Tutto qua è incredibile! Attraversiamo le bancarelle con il cibo, e non sembra male, pare che ci sia un´igiene accettabile. L´odore è invitante, però abbiamo appena mangiato!

Ci fermiamo in alcuni negozietti, in particolare ci fermiamo da un venditore di lampade fatte di pelle. Io ancora in Marocco non ho comprato nulla ma queste mi piacciono. Ne comprerei tre se non fosse per il venditore che esagera fino ad indispormi. Poco male, i venditori di lampade ce ne sono tanti. Dal successivo Monia e Ilaria acquistano infatti due belle lampade, a me invece è passata la voglia di lampade adesso voglio comprare il contenitore di terracotta per fare il tajine. Mi piace cucinare e voglio provare a rifare il tajine in Italia, adattandolo però ai miei gusti, cioè un po´ meno speziato! Lo trovo e dopo breve trattativa riesco a prenderlo. Finalmente incontriamo anche i genitori di Monia. Gironzoliamo ancora un po´ nella piazza e poi di nuovo con un taxi all´hotel.

Il programma della giornata successiva pare che non preveda troppi bazar, Monia e Ilaria decidono allora di seguire il gruppo. Io invece mi divertirò gironzolando da solo per la Medina di Marrakech. Parto comunque con loro, so infatti che, dopo una brevissima (e inutile) visita al bacino, l´autobus li lascerà nella Medina. E così è. Loro si fermano nei giardini adiacenti alla grande moschea e io a piedi proseguo verso la piazza.

Quando arrivo in Djama el Fna c´è pochissima gente, solo alcuni stranissimi personaggi seduti in terra o sopra delle piccole sedie. Alcuni hanno un ombrello per ripararsi dal sole. Sono i cartomanti che vogliono leggerti la mano. Io scatto alcune foto, peccato vogliano farsi pagare, così si perde un po´ di spontaneità. Sto un po´ lì, poi decido di entrare nel souk. Questo è facile da girare, impossibile perdersi, bene o male tutte le strade ti riconducono a dei punti facilmente riconoscibili e ritornare in piazza è un gioco da ragazzi. Per più di un paio di ore mi diverto a gironzolare per il souk, ripassando ogni tanto dalla piazza, che di volta in volta si anima sempre di più. E scatto un bel po´ di fotografie. In particolare scatto qualche immagine a tre mendicanti dallo sguardo intenso che trovo vicino alla porta di una moschea.

Davvero tre bei personaggi. Noto che più ci si allontana dalla piazza più l´ambiente si fa caratteristico, solo che con la macchina fotografica al collo tutti mi vedono ancora come turista. Decido allora di sfruttare la mia spiccata somiglianza con i marocchini accentuandola e, visto che ho fatto abbastanza foto, decido di riporre nello zaino la macchina fotografica e di indossare il berrettino tipico dei marocchini. Così conciato nessuno mi considera più e mi inoltro indisturbato per le viuzze più lontane dalla piazza girando quasi tutta la Medina di Marrakech.

Poi arriva l´ora dell´appuntamento con Monia in piazza e, un po´ sconsolato, prendo quella direzione. Quando arrivo in piazza noto che si è ancora più animata, ci sono gli incantatori dei serpenti e quelli con le scimmie.

Vedere gli animali così mi mette però tristezza, soprattutto le scimmie, incatenate con dei collari e tirate da ogni parte. I turisti dovrebbero non farsi fotografare con loro, se continueranno a farlo non porranno mai termine a questo strazio assurdo. Io mi rifiuto di riprendere sia le scimmie che i serpenti.

Monia è abbastanza contenta di quello che ha visto in mattinata, hanno visto diversi monumenti e solo un negozio, di spezie, che tra l´altro le interessava.

Andiamo a pranzo in hotel e qua avviene una cosa che mi fa sorridere. Quando scendiamo per mangiare notiamo che i tavoli non sono ancora stati sparecchiati degli avanzi di chi ha mangiato poco prima e le lamentele furibonde non si fanno attendere. Non c´è speranza. Possibile che ci si debba adirare perchè si devono aspettare dieci minuti in più o perchè se chiami il cameriere questo non arriva subito? E la giustificazione del reclamo è sempre la stessa: ´io ho pagato!´. Quanta pazienza devono avere i camerieri, i portieri, i facchini! E come dobbiamo sembrare ridicoli ai loro occhi! L´imprevisto se uno ha pagato non è tollerato! E se capita qualcuno deve risponderne! Non sanno che forse le cose più belle di una vacanza, quelle che si ricordano anche ad anni di distanza come se si fossero verificate il giorno prima, sono proprio gli imprevisti!

Il pomeriggio decido di seguire il gruppo e non me ne pento, andiamo infatti a visitare un bellissimo giardino di cactus, palme e piante bellissime e poi la zona vicino alle tombe.

Poi poco prima del tramonto ci dirigiamo nuovamente verso Djema el Fna. La guida dice che questo è il momento più bello per vedere la piazza, perchè è il momento in cui è più viva, e consiglia di andare a prendere un the alla menta su una delle terrazze panoramiche poste ai margini della piazza. Dice anche che ci lascia un´ora libera, se qualcuno vuole può comunque andare con lui in un bazar di artigianato marocchino. Mi viene da ridere. Chi vuoi che vada con lui perdendosi lo spettacolo della piazza al tramonto? La risposta è 35 persone su 40!!!!! Solo io, Monia e Ilaria, più un altro gruppetto composto da una coppia di Prato scegliamo di andare in piazza. Gli altri andranno tutti al bazar. Proprio non capisco. Non ci arrivo. Eppure mi sforzo!

Andiamo. A quest´ora, con il sole radente e la luce calda del tramonto la piazza è davvero bella e veramente caotica. C´è di tutto, ci sono ancora gli incantatori di serpenti, i cantastorie, i cartomanti ma ci sono anche le bancarelle che fanno da mangiare e che inondano la piazza con il loro buon profumo. Gironzoliamo un po´ e poi saliamo su una terrazza per il the alla menta. Accanto a noi un gruppetto di quattro italiani appena arrivati, guida LP alla mano, stanno programmando il loro tour nel sud... un po´ li invidio.

Il sole tramonta oltre la moschea, domani sera saremo in Italia...
La destinazione è Casablanca, ci aspettano diverse ore di bus. Il paesaggio non è granchè, c´è molto verde e non è troppo diverso da quello italiano. Tra l´altro piove. La guida marocchina parla e spiega tante cose, parla anche della corruzione dei politici del Marocco e del Re. Ci fermiamo per una sosta ad un distributore di benzina.

Arriviamo a Casablanca, la giriamo un po´ in bus e poi ci fermiamo alla moschea di Hassan II. La vediamo da fuori, infatti non è orario di visita ma di preghiera. Peccato il cielo sia grigio e non consente al bel minareto di stagliarsi con il cielo, scatto solo poche foto.

Ripartiamo e ci fermaimo in una piazzetta dove ci sono le foto del Re attuale e dei due precedenti. Nulla di particolare. Poi andiamo a pranzo. C´è il buffet. Non si mangia male ma nemmeno bene...
Ripartiamo con destinazione Rabat! La guida dice che ora è bene fare un pisolino di una mezz´ora... che si fa si dorme a comando? Dopo cinque minuti Monia sorridendo mi fa notare che sull´autobus tutti dormono o perlomeno cercano di dormire... sì, si dorme a comando!

Arriviamo a Rabat e visitiamo il palazzo reale (o meglio l´esterno). Qua conosciamo Ilaria, una simpatica ragazza di Agliana che da quel momento si aggregherà spesso al gruppettino composto da me Monia.

Da lì ci rechiamo al mausoleo del defunto re (padre di quello attuale) e ci restiamo circa mezz´ora.

Facciamo poi una sosta nella Medina, ci portano in una specie di bar all´aperto dove si può prendere il the alla menta e poi ci fanno gironzolare un po´ per le stradine. Però è un po´ troppo tutto di corsa.

Verso le 18 siamo in hotel, anche questo bello (ma qualcuno si è lamentato lo stesso...) poi cena a buffet.
Anche stamani sveglia all´alba e via verso Meknes. C´è un po´ di nebbia. Prima di andare a Meknes ci dirigiamo verso le rovine romane di Volubilis. E queste per fortuna mi piacciono, il sito archeologico è ben conservato e anche tenuto bene. Io, Monia e Ilaria ci teniamo in coda al gruppo senza badare troppo alle spiegazioni della guida. Ci sono bellissime colonne e anche dei pavimenti a mosaico.

Ilaria ci mostra per la prima volta la sua propensione all´acquisto comprando un bel berretto tipico marocchino da un venditore che le si avvicina all´interno del sito e, appena finita la visita, fiondandosi con Monia verso il negozietto di artigianato locale che si trova all´ingresso delle rovine. Monia stavolta ha trovato un´alleata per lo shopping!

Da lì andiamo verso la città santa di Moullay Idriss dove facciamo un giretto per i mercati caratteristici. Però non c´è granchè tempo per gli acquisti bisogna andare a pranzo a Meknes.

Riprendiamo il bus e arriviamo al ristorante. Bel posticino e si mangia anche bene!hIl pomeriggio è dedicato alla visita di Meknes, visitiamo la porta che dicono essere la più bella del Marocco (mah!) e poi dei granai.

Da qui poi verso Fes.
Neanche a dirlo anche questo hotel è molto bello. E poi questa sera sono contento perchè la giornata successiva a Fes la passerò come piace a me, gironzolando per le viuzze. Sia Monia che Ilaria hanno deciso di seguirmi anche se sono un po´ titubanti per il fatto che la guida e il capogruppo sconsigliano questa cosa. Parlano di non so quali labirinti e pericoli che infestano la Medina di Fes. Mah! Riesco comunque a convincerle. Non convinco invece i genitori di Monia che preferiscono seguire il gruppo (ma se ne pentiranno!). Visto che il pranzo è pagato mi faccio lasciare il nome del ristorante dove il giorno successivo raggiungeremo il gruppo, fortuna è proprio al centro della Medina!

Dopo cena gironzoliamo un po´ intorno all´hotel ma non c´è granchè, stiamo fuori un´oretta e poi rientriamo.

La mattina successiva facciamo colazione con il gruppo e visto che la guida mi dice che andremo diretti alla porta principale della Medina penso sia inutile prendere un taxi e sfrutto il passaggio.

Ma... invece di andare alla porta Bab Boujaluod ci portano a vedere non so quale castello imperiale... comincio ad arrabbiarmi. Passiamo dal quartiere ebraico e raggiungiamo una porta secondaria della Medina... ´Sono a posto!´ mi dico... ´mi faccio dire il nome della porta così mappa della medina di Fes alla mano riesco a raggiungere la porta principale!´. Macchè! Non me lo dicono, la guida locale di Fes addirittura mi risponde male e mi dice che non si può andare da soli e parte in cima al gruppo.

Chiedo un po´ ai locali che vedo lì intorno ma non ricevo risposta. Decido allora di prendere un taxi. Appena lo trovo mi fiondo verso il taxi ma vengo fermato da un marocchino in giacca e cravatta che mi chiede dove voglio andare, gli indico il posto sulla mappa e lui mi dice che mi conviene andare a piedi e di seguirlo. Lo seguo, lui raggiunge la guida di Fes (quella che mi aveva risposto male) e la abbraccia calorosamente, sarà mica la sottoguida di Fes! Decido di fidarmi per un altro minuto. Nel mentre al bordo della via c´è una sedia, un tavolo, uno specchio e un barbiere (che mi sa tanto di finto!) e tutti a fare foto!

Dopo 50 metri il gruppo e il marocchino in giacca e cravatta entrano in un giardino con sopra scritto caffè! AHHHHHHHHHH!!!!! Mi vorranno mica portare a fare una seconda colazione.

Dopo 60 secondi sono già su un taxi con Monia e Ilaria verso Bab Boujaluod. Finalmente! Ma che fatica!

L´idea è di trovare un bimbetto che ci conduca alle Concerie e che poi ci faccia girare un po´ per i souk. Appena entrati dalla porta non passano 2 secondi che un bimbetto di 10 anni, mani sempre in tasca e atteggiamento da uomo vissuto, ci chiede in un italiano assai stentato se vogliamo andare alle concerie! ´Ok portaci alle concerie!´. E lui parte diritto e sicuro per quelle stradine all´apparenza tutte uguali. Si chiama Abdul!

Dopo un po´ se ne attacca un altro, Mohammed, all´inizio diciamo che non ne abbiamo bisogno, allora lui va dall´altro, parlotta un po´ e gli dà una monetina di nascosto. Allora Abdul dice che la sua presenza è indispensabile non so per cosa. Visto che questo conosce bene l´italiano facciamo finta di nulla e diciamo che va bene.

Cavolo che stradine! Come facciano a non perdersi è un mistero, paiono tutte uguali!

E´ bello girare così, finalmente mi sento all´estero, oltre a noi tre solo la gente del posto! E´ così che mi piace girare.

Arriviamo alle concerie. Ci fanno entrare in un negozietto di pelle e da lì
Oggi la giornata prevede il lungo trasferimento da Fes a Marrakech. Davvero interminabile! Il paesaggio non è granchè, anche se migliore di quello che si vede percorrendo la strada fatta all´andata. Ci fermiamo a mangiare nei pressi di Beni Mallal e poi ripartiamo dopo una sosta rigenerante di una mezz´ora. Nel tragitto ci fermiamo in un punto dove c´è un marocchino con dei dromedari. Monia chiaramente ci sale sopra!
Nel tardo pomeriggio eccoci a Marrakech! L´hotel è bellissimo! E´ un cinque stelle, una magnifica hall, stanze incredibili.

Però io continuo a preferire gli alberghetti, sarà che li sento più caratteristici e intimi, e poi non mi abituerò mai a tutto questo formalismo.

Ceniamo rapidamente, la sera andremo nella famosa piazza di Marrakech, Djema el Fna. La guida stavolta dice che andare in piazza non è pericoloso e suggerisce di dividersi in gruppetti e andare in taxi. Io sono ancora in compagnia di Monia e Ilaria. I genitori di Monia, con altri due signori prendono un altro taxi. Ci incontreremo in piazza.

Arriviamo. Che luci! Che suoni! Tutto qua è incredibile! Attraversiamo le bancarelle con il cibo, e non sembra male, pare che ci sia un´igiene accettabile. L´odore è invitante, però abbiamo appena mangiato!

Ci fermiamo in alcuni negozietti, in particolare ci fermiamo da un venditore di lampade fatte di pelle. Io ancora in Marocco non ho comprato nulla ma queste mi piacciono. Ne comprerei tre se non fosse per il venditore che esagera fino ad indispormi. Poco male, i venditori di lampade ce ne sono tanti. Dal successivo Monia e Ilaria acquistano infatti due belle lampade, a me invece è passata la voglia di lampade adesso voglio comprare il contenitore di terracotta per fare il tajine. Mi piace cucinare e voglio provare a rifare il tajine in Italia, adattandolo però ai miei gusti, cioè un po´ meno speziato! Lo trovo e dopo breve trattativa riesco a prenderlo. Finalmente incontriamo anche i genitori di Monia. Gironzoliamo ancora un po´ nella piazza e poi di nuovo con un taxi all´hotel.

Il programma della giornata successiva pare che non preveda troppi bazar, Monia e Ilaria decidono allora di seguire il gruppo. Io invece mi divertirò gironzolando da solo per la Medina di Marrakech. Parto comunque con loro, so infatti che, dopo una brevissima (e inutile) visita al bacino, l´autobus li lascerà nella Medina. E così è. Loro si fermano nei giardini adiacenti alla grande moschea e io a piedi proseguo verso la piazza.

Quando arrivo in Djama el Fna c´è pochissima gente, solo alcuni stranissimi personaggi seduti in terra o sopra delle piccole sedie. Alcuni hanno un ombrello per ripararsi dal sole. Sono i cartomanti che vogliono leggerti la mano. Io scatto alcune foto, peccato vogliano farsi pagare, così si perde un po´ di spontaneità. Sto un po´ lì, poi decido di entrare nel souk. Questo è facile da girare, impossibile perdersi, bene o male tutte le strade ti riconducono a dei punti facilmente riconoscibili e ritornare in piazza è un gioco da ragazzi. Per più di un paio di ore mi diverto a gironzolare per il souk, ripassando ogni tanto dalla piazza, che di volta in volta si anima sempre di più. E scatto un bel po´ di fotografie. In particolare scatto qualche immagine a tre mendicanti dallo sguardo intenso che trovo vicino alla porta di una moschea.

Davvero tre bei personaggi. Noto che più ci si allontana dalla piazza più l´ambiente si fa caratteristico, solo che con la macchina fotografica al collo tutti mi vedono ancora come turista. Decido allora di sfruttare la mia spiccata somiglianza con i marocchini accentuandola e, visto che ho fatto abbastanza foto, decido di riporre nello zaino la macchina fotografica e di indossare il berrettino tipico dei marocchini. Così conciato nessuno mi considera più e mi inoltro indisturbato per le viuzze più lontane dalla piazza girando quasi tutta la Medina di Marrakech.

Poi arriva l´ora dell´appuntamento con Monia in piazza e, un po´ sconsolato, prendo quella direzione. Quando arrivo in piazza noto che si è ancora più animata, ci sono gli incantatori dei serpenti e quelli con le scimmie.

Vedere gli animali così mi mette però tristezza, soprattutto le scimmie, incatenate con dei collari e tirate da ogni parte. I turisti dovrebbero non farsi fotografare con loro, se continueranno a farlo non porranno mai termine a questo strazio assurdo. Io mi rifiuto di riprendere sia le scimmie che i serpenti.

Monia è abbastanza contenta di quello che ha visto in mattinata, hanno visto diversi monumenti e solo un negozio, di spezie, che tra l´altro le interessava.

Andiamo a pranzo in hotel e qua avviene una cosa che mi fa sorridere. Quando scendiamo per mangiare notiamo che i tavoli non sono ancora stati sparecchiati degli avanzi di chi ha mangiato poco prima e le lamentele furibonde non si fanno attendere. Non c´è speranza. Possibile che ci si debba adirare perchè si devono aspettare dieci minuti in più o perchè se chiami il cameriere questo non arriva subito? E la giustificazione del reclamo è sempre la stessa: ´io ho pagato!´. Quanta pazienza devono avere i camerieri, i portieri, i facchini! E come dobbiamo sembrare ridicoli ai loro occhi! L´imprevisto se uno ha pagato non è tollerato! E se capita qualcuno deve risponderne! Non sanno che forse le cose più belle di una vacanza, quelle che si ricordano anche ad anni di distanza come se si fossero verificate il giorno prima, sono proprio gli imprevisti!

Il pomeriggio decido di seguire il gruppo e non me ne pento, andiamo infatti a visitare un bellissimo giardino di cactus, palme e piante bellissime e poi la zona vicino alle tombe.

Poi poco prima del tramonto ci dirigiamo nuovamente verso Djema el Fna. La guida dice che questo è il momento più bello per vedere la piazza, perchè è il momento in cui è più viva, e consiglia di andare a prendere un the alla menta su una delle terrazze panoramiche poste ai margini della piazza. Dice anche che ci lascia un´ora libera, se qualcuno vuole può comunque andare con lui in un bazar di artigianato marocchino. Mi viene da ridere. Chi vuoi che vada con lui perdendosi lo spettacolo della piazza al tramonto? La risposta è 35 persone su 40!!!!! Solo io, Monia e Ilaria, più un altro gruppetto composto da una coppia di Prato scegliamo di andare in piazza. Gli altri andranno tutti al bazar. Proprio non capisco. Non ci arrivo. Eppure mi sforzo!

Andiamo. A quest´ora, con il sole radente e la luce calda del tramonto la piazza è davvero bella e veramente caotica. C´è di tutto, ci sono ancora gli incantatori di serpenti, i cantastorie, i cartomanti ma ci sono anche le bancarelle che fanno da mangiare e che inondano la piazza con il loro buon profumo. Gironzoliamo un po´ e poi saliamo su una terrazza per il the alla menta. Accanto a noi un gruppetto di quattro italiani appena arrivati, guida LP alla mano, stanno programmando il loro tour nel sud... un po´ li invidio.

Il sole tramonta oltre la moschea, domani sera saremo in Italia...
La destinazione è Casablanca, ci aspettano diverse ore di bus. Il paesaggio non è granchè, c´è molto verde e non è troppo diverso da quello italiano. Tra l´altro piove. La guida marocchina parla e spiega tante cose, parla anche della corruzione dei politici del Marocco e del Re. Ci fermiamo per una sosta ad un distributore di benzina.

Arriviamo a Casablanca, la giriamo un po´ in bus e poi ci fermiamo alla moschea di Hassan II. La vediamo da fuori, infatti non è orario di visita ma di preghiera. Peccato il cielo sia grigio e non consente al bel minareto di stagliarsi con il cielo, scatto solo poche foto.

Ripartiamo e ci fermaimo in una piazzetta dove ci sono le foto del Re attuale e dei due precedenti. Nulla di particolare. Poi andiamo a pranzo. C´è il buffet. Non si mangia male ma nemmeno bene...
Ripartiamo con destinazione Rabat! La guida dice che ora è bene fare un pisolino di una mezz´ora... che si fa si dorme a comando? Dopo cinque minuti Monia sorridendo mi fa notare che sull´autobus tutti dormono o perlomeno cercano di dormire... sì, si dorme a comando!

Arriviamo a Rabat e visitiamo il palazzo reale (o meglio l´esterno). Qua conosciamo Ilaria, una simpatica ragazza di Agliana che da quel momento si aggregherà spesso al gruppettino composto da me Monia.

Da lì ci rechiamo al mausoleo del defunto re (padre di quello attuale) e ci restiamo circa mezz´ora.

Facciamo poi una sosta nella Medina, ci portano in una specie di bar all´aperto dove si può prendere il the alla menta e poi ci fanno gironzolare un po´ per le stradine. Però è un po´ troppo tutto di corsa.

Verso le 18 siamo in hotel, anche questo bello (ma qualcuno si è lamentato lo stesso...) poi cena a buffet.
Anche stamani sveglia all´alba e via verso Meknes. C´è un po´ di nebbia. Prima di andare a Meknes ci dirigiamo verso le rovine romane di Volubilis. E queste per fortuna mi piacciono, il sito archeologico è ben conservato e anche tenuto bene. Io, Monia e Ilaria ci teniamo in coda al gruppo senza badare troppo alle spiegazioni della guida. Ci sono bellissime colonne e anche dei pavimenti a mosaico.

Ilaria ci mostra per la prima volta la sua propensione all´acquisto comprando un bel berretto tipico marocchino da un venditore che le si avvicina all´interno del sito e, appena finita la visita, fiondandosi con Monia verso il negozietto di artigianato locale che si trova all´ingresso delle rovine. Monia stavolta ha trovato un´alleata per lo shopping!

Da lì andiamo verso la città santa di Moullay Idriss dove facciamo un giretto per i mercati caratteristici. Però non c´è granchè tempo per gli acquisti bisogna andare a pranzo a Meknes.

Riprendiamo il bus e arriviamo al ristorante. Bel posticino e si mangia anche bene!hIl pomeriggio è dedicato alla visita di Meknes, visitiamo la porta che dicono essere la più bella del Marocco (mah!) e poi dei granai.

Da qui poi verso Fes.
Neanche a dirlo anche questo hotel è molto bello. E poi questa sera sono contento perchè la giornata successiva a Fes la passerò come piace a me, gironzolando per le viuzze. Sia Monia che Ilaria hanno deciso di seguirmi anche se sono un po´ titubanti per il fatto che la guida e il capogruppo sconsigliano questa cosa. Parlano di non so quali labirinti e pericoli che infestano la Medina di Fes. Mah! Riesco comunque a convincerle. Non convinco invece i genitori di Monia che preferiscono seguire il gruppo (ma se ne pentiranno!). Visto che il pranzo è pagato mi faccio lasciare il nome del ristorante dove il giorno successivo raggiungeremo il gruppo, fortuna è proprio al centro della Medina!

Dopo cena gironzoliamo un po´ intorno all´hotel ma non c´è granchè, stiamo fuori un´oretta e poi rientriamo.

La mattina successiva facciamo colazione con il gruppo e visto che la guida mi dice che andremo diretti alla porta principale della Medina penso sia inutile prendere un taxi e sfrutto il passaggio.

Ma... invece di andare alla porta Bab Boujaluod ci portano a vedere non so quale castello imperiale... comincio ad arrabbiarmi. Passiamo dal quartiere ebraico e raggiungiamo una porta secondaria della Medina... ´Sono a posto!´ mi dico... ´mi faccio dire il nome della porta così mappa della medina di Fes alla mano riesco a raggiungere la porta principale!´. Macchè! Non me lo dicono, la guida locale di Fes addirittura mi risponde male e mi dice che non si può andare da soli e parte in cima al gruppo.

Chiedo un po´ ai locali che vedo lì intorno ma non ricevo risposta. Decido allora di prendere un taxi. Appena lo trovo mi fiondo verso il taxi ma vengo fermato da un marocchino in giacca e cravatta che mi chiede dove voglio andare, gli indico il posto sulla mappa e lui mi dice che mi conviene andare a piedi e di seguirlo. Lo seguo, lui raggiunge la guida di Fes (quella che mi aveva risposto male) e la abbraccia calorosamente, sarà mica la sottoguida di Fes! Decido di fidarmi per un altro minuto. Nel mentre al bordo della via c´è una sedia, un tavolo, uno specchio e un barbiere (che mi sa tanto di finto!) e tutti a fare foto!

Dopo 50 metri il gruppo e il marocchino in giacca e cravatta entrano in un giardino con sopra scritto caffè! AHHHHHHHHHH!!!!! Mi vorranno mica portare a fare una seconda colazione.

Dopo 60 secondi sono già su un taxi con Monia e Ilaria verso Bab Boujaluod. Finalmente! Ma che fatica!

L´idea è di trovare un bimbetto che ci conduca alle Concerie e che poi ci faccia girare un po´ per i souk. Appena entrati dalla porta non passano 2 secondi che un bimbetto di 10 anni, mani sempre in tasca e atteggiamento da uomo vissuto, ci chiede in un italiano assai stentato se vogliamo andare alle concerie! ´Ok portaci alle concerie!´. E lui parte diritto e sicuro per quelle stradine all´apparenza tutte uguali. Si chiama Abdul!

Dopo un po´ se ne attacca un altro, Mohammed, all´inizio diciamo che non ne abbiamo bisogno, allora lui va dall´altro, parlotta un po´ e gli dà una monetina di nascosto. Allora Abdul dice che la sua presenza è indispensabile non so per cosa. Visto che questo conosce bene l´italiano facciamo finta di nulla e diciamo che va bene.

Cavolo che stradine! Come facciano a non perdersi è un mistero, paiono tutte uguali!

E´ bello girare così, finalmente mi sento all´estero, oltre a noi tre solo la gente del posto! E´ così che mi piace girare.

Arriviamo alle concerie. Ci fanno entrare in un negozietto di pelle e da lì
Oggi la giornata prevede il lungo trasferimento da Fes a Marrakech. Davvero interminabile! Il paesaggio non è granchè, anche se migliore di quello che si vede percorrendo la strada fatta all´andata. Ci fermiamo a mangiare nei pressi di Beni Mallal e poi ripartiamo dopo una sosta rigenerante di una mezz´ora. Nel tragitto ci fermiamo in un punto dove c´è un marocchino con dei dromedari. Monia chiaramente ci sale sopra!
Nel tardo pomeriggio eccoci a Marrakech! L´hotel è bellissimo! E´ un cinque stelle, una magnifica hall, stanze incredibili.

Però io continuo a preferire gli alberghetti, sarà che li sento più caratteristici e intimi, e poi non mi abituerò mai a tutto questo formalismo.

Ceniamo rapidamente, la sera andremo nella famosa piazza di Marrakech, Djema el Fna. La guida stavolta dice che andare in piazza non è pericoloso e suggerisce di dividersi in gruppetti e andare in taxi. Io sono ancora in compagnia di Monia e Ilaria. I genitori di Monia, con altri due signori prendono un altro taxi. Ci incontreremo in piazza.

Arriviamo. Che luci! Che suoni! Tutto qua è incredibile! Attraversiamo le bancarelle con il cibo, e non sembra male, pare che ci sia un´igiene accettabile. L´odore è invitante, però abbiamo appena mangiato!

Ci fermiamo in alcuni negozietti, in particolare ci fermiamo da un venditore di lampade fatte di pelle. Io ancora in Marocco non ho comprato nulla ma queste mi piacciono. Ne comprerei tre se non fosse per il venditore che esagera fino ad indispormi. Poco male, i venditori di lampade ce ne sono tanti. Dal successivo Monia e Ilaria acquistano infatti due belle lampade, a me invece è passata la voglia di lampade adesso voglio comprare il contenitore di terracotta per fare il tajine. Mi piace cucinare e voglio provare a rifare il tajine in Italia, adattandolo però ai miei gusti, cioè un po´ meno speziato! Lo trovo e dopo breve trattativa riesco a prenderlo. Finalmente incontriamo anche i genitori di Monia. Gironzoliamo ancora un po´ nella piazza e poi di nuovo con un taxi all´hotel.

Il programma della giornata successiva pare che non preveda troppi bazar, Monia e Ilaria decidono allora di seguire il gruppo. Io invece mi divertirò gironzolando da solo per la Medina di Marrakech. Parto comunque con loro, so infatti che, dopo una brevissima (e inutile) visita al bacino, l´autobus li lascerà nella Medina. E così è. Loro si fermano nei giardini adiacenti alla grande moschea e io a piedi proseguo verso la piazza.

Quando arrivo in Djama el Fna c´è pochissima gente, solo alcuni stranissimi personaggi seduti in terra o sopra delle piccole sedie. Alcuni hanno un ombrello per ripararsi dal sole. Sono i cartomanti che vogliono leggerti la mano. Io scatto alcune foto, peccato vogliano farsi pagare, così si perde un po´ di spontaneità. Sto un po´ lì, poi decido di entrare nel souk. Questo è facile da girare, impossibile perdersi, bene o male tutte le strade ti riconducono a dei punti facilmente riconoscibili e ritornare in piazza è un gioco da ragazzi. Per più di un paio di ore mi diverto a gironzolare per il souk, ripassando ogni tanto dalla piazza, che di volta in volta si anima sempre di più. E scatto un bel po´ di fotografie. In particolare scatto qualche immagine a tre mendicanti dallo sguardo intenso che trovo vicino alla porta di una moschea.

Davvero tre bei personaggi. Noto che più ci si allontana dalla piazza più l´ambiente si fa caratteristico, solo che con la macchina fotografica al collo tutti mi vedono ancora come turista. Decido allora di sfruttare la mia spiccata somiglianza con i marocchini accentuandola e, visto che ho fatto abbastanza foto, decido di riporre nello zaino la macchina fotografica e di indossare il berrettino tipico dei marocchini. Così conciato nessuno mi considera più e mi inoltro indisturbato per le viuzze più lontane dalla piazza girando quasi tutta la Medina di Marrakech.

Poi arriva l´ora dell´appuntamento con Monia in piazza e, un po´ sconsolato, prendo quella direzione. Quando arrivo in piazza noto che si è ancora più animata, ci sono gli incantatori dei serpenti e quelli con le scimmie.

Vedere gli animali così mi mette però tristezza, soprattutto le scimmie, incatenate con dei collari e tirate da ogni parte. I turisti dovrebbero non farsi fotografare con loro, se continueranno a farlo non porranno mai termine a questo strazio assurdo. Io mi rifiuto di riprendere sia le scimmie che i serpenti.

Monia è abbastanza contenta di quello che ha visto in mattinata, hanno visto diversi monumenti e solo un negozio, di spezie, che tra l´altro le interessava.

Andiamo a pranzo in hotel e qua avviene una cosa che mi fa sorridere. Quando scendiamo per mangiare notiamo che i tavoli non sono ancora stati sparecchiati degli avanzi di chi ha mangiato poco prima e le lamentele furibonde non si fanno attendere. Non c´è speranza. Possibile che ci si debba adirare perchè si devono aspettare dieci minuti in più o perchè se chiami il cameriere questo non arriva subito? E la giustificazione del reclamo è sempre la stessa: ´io ho pagato!´. Quanta pazienza devono avere i camerieri, i portieri, i facchini! E come dobbiamo sembrare ridicoli ai loro occhi! L´imprevisto se uno ha pagato non è tollerato! E se capita qualcuno deve risponderne! Non sanno che forse le cose più belle di una vacanza, quelle che si ricordano anche ad anni di distanza come se si fossero verificate il giorno prima, sono proprio gli imprevisti!

Il pomeriggio decido di seguire il gruppo e non me ne pento, andiamo infatti a visitare un bellissimo giardino di cactus, palme e piante bellissime e poi la zona vicino alle tombe.

Poi poco prima del tramonto ci dirigiamo nuovamente verso Djema el Fna. La guida dice che questo è il momento più bello per vedere la piazza, perchè è il momento in cui è più viva, e consiglia di andare a prendere un the alla menta su una delle terrazze panoramiche poste ai margini della piazza. Dice anche che ci lascia un´ora libera, se qualcuno vuole può comunque andare con lui in un bazar di artigianato marocchino. Mi viene da ridere. Chi vuoi che vada con lui perdendosi lo spettacolo della piazza al tramonto? La risposta è 35 persone su 40!!!!! Solo io, Monia e Ilaria, più un altro gruppetto composto da una coppia di Prato scegliamo di andare in piazza. Gli altri andranno tutti al bazar. Proprio non capisco. Non ci arrivo. Eppure mi sforzo!

Andiamo. A quest´ora, con il sole radente e la luce calda del tramonto la piazza è davvero bella e veramente caotica. C´è di tutto, ci sono ancora gli incantatori di serpenti, i cantastorie, i cartomanti ma ci sono anche le bancarelle che fanno da mangiare e che inondano la piazza con il loro buon profumo. Gironzoliamo un po´ e poi saliamo su una terrazza per il the alla menta. Accanto a noi un gruppetto di quattro italiani appena arrivati, guida LP alla mano, stanno programmando il loro tour nel sud... un po´ li invidio.

Il sole tramonta oltre la moschea, domani sera saremo in Italia...
La destinazione è Casablanca, ci aspettano diverse ore di bus. Il paesaggio non è granchè, c´è molto verde e non è troppo diverso da quello italiano. Tra l´altro piove. La guida marocchina parla e spiega tante cose, parla anche della corruzione dei politici del Marocco e del Re. Ci fermiamo per una sosta ad un distributore di benzina.

Arriviamo a Casablanca, la giriamo un po´ in bus e poi ci fermiamo alla moschea di Hassan II. La vediamo da fuori, infatti non è orario di visita ma di preghiera. Peccato il cielo sia grigio e non consente al bel minareto di stagliarsi con il cielo, scatto solo poche foto.

Ripartiamo e ci fermaimo in una piazzetta dove ci sono le foto del Re attuale e dei due precedenti. Nulla di particolare. Poi andiamo a pranzo. C´è il buffet. Non si mangia male ma nemmeno bene...
Ripartiamo con destinazione Rabat! La guida dice che ora è bene fare un pisolino di una mezz´ora... che si fa si dorme a comando? Dopo cinque minuti Monia sorridendo mi fa notare che sull´autobus tutti dormono o perlomeno cercano di dormire... sì, si dorme a comando!

Arriviamo a Rabat e visitiamo il palazzo reale (o meglio l´esterno). Qua conosciamo Ilaria, una simpatica ragazza di Agliana che da quel momento si aggregherà spesso al gruppettino composto da me Monia.

Da lì ci rechiamo al mausoleo del defunto re (padre di quello attuale) e ci restiamo circa mezz´ora.

Facciamo poi una sosta nella Medina, ci portano in una specie di bar all´aperto dove si può prendere il the alla menta e poi ci fanno gironzolare un po´ per le stradine. Però è un po´ troppo tutto di corsa.

Verso le 18 siamo in hotel, anche questo bello (ma qualcuno si è lamentato lo stesso...) poi cena a buffet.
Anche stamani sveglia all´alba e via verso Meknes. C´è un po´ di nebbia. Prima di andare a Meknes ci dirigiamo verso le rovine romane di Volubilis. E queste per fortuna mi piacciono, il sito archeologico è ben conservato e anche tenuto bene. Io, Monia e Ilaria ci teniamo in coda al gruppo senza badare troppo alle spiegazioni della guida. Ci sono bellissime colonne e anche dei pavimenti a mosaico.

Ilaria ci mostra per la prima volta la sua propensione all´acquisto comprando un bel berretto tipico marocchino da un venditore che le si avvicina all´interno del sito e, appena finita la visita, fiondandosi con Monia verso il negozietto di artigianato locale che si trova all´ingresso delle rovine. Monia stavolta ha trovato un´alleata per lo shopping!

Da lì andiamo verso la città santa di Moullay Idriss dove facciamo un giretto per i mercati caratteristici. Però non c´è granchè tempo per gli acquisti bisogna andare a pranzo a Meknes.

Riprendiamo il bus e arriviamo al ristorante. Bel posticino e si mangia anche bene!hIl pomeriggio è dedicato alla visita di Meknes, visitiamo la porta che dicono essere la più bella del Marocco (mah!) e poi dei granai.

Da qui poi verso Fes.
Neanche a dirlo anche questo hotel è molto bello. E poi questa sera sono contento perchè la giornata successiva a Fes la passerò come piace a me, gironzolando per le viuzze. Sia Monia che Ilaria hanno deciso di seguirmi anche se sono un po´ titubanti per il fatto che la guida e il capogruppo sconsigliano questa cosa. Parlano di non so quali labirinti e pericoli che infestano la Medina di Fes. Mah! Riesco comunque a convincerle. Non convinco invece i genitori di Monia che preferiscono seguire il gruppo (ma se ne pentiranno!). Visto che il pranzo è pagato mi faccio lasciare il nome del ristorante dove il giorno successivo raggiungeremo il gruppo, fortuna è proprio al centro della Medina!

Dopo cena gironzoliamo un po´ intorno all´hotel ma non c´è granchè, stiamo fuori un´oretta e poi rientriamo.

La mattina successiva facciamo colazione con il gruppo e visto che la guida mi dice che andremo diretti alla porta principale della Medina penso sia inutile prendere un taxi e sfrutto il passaggio.

Ma... invece di andare alla porta Bab Boujaluod ci portano a vedere non so quale castello imperiale... comincio ad arrabbiarmi. Passiamo dal quartiere ebraico e raggiungiamo una porta secondaria della Medina... ´Sono a posto!´ mi dico... ´mi faccio dire il nome della porta così mappa della medina di Fes alla mano riesco a raggiungere la porta principale!´. Macchè! Non me lo dicono, la guida locale di Fes addirittura mi risponde male e mi dice che non si può andare da soli e parte in cima al gruppo.

Chiedo un po´ ai locali che vedo lì intorno ma non ricevo risposta. Decido allora di prendere un taxi. Appena lo trovo mi fiondo verso il taxi ma vengo fermato da un marocchino in giacca e cravatta che mi chiede dove voglio andare, gli indico il posto sulla mappa e lui mi dice che mi conviene andare a piedi e di seguirlo. Lo seguo, lui raggiunge la guida di Fes (quella che mi aveva risposto male) e la abbraccia calorosamente, sarà mica la sottoguida di Fes! Decido di fidarmi per un altro minuto. Nel mentre al bordo della via c´è una sedia, un tavolo, uno specchio e un barbiere (che mi sa tanto di finto!) e tutti a fare foto!

Dopo 50 metri il gruppo e il marocchino in giacca e cravatta entrano in un giardino con sopra scritto caffè! AHHHHHHHHHH!!!!! Mi vorranno mica portare a fare una seconda colazione.

Dopo 60 secondi sono già su un taxi con Monia e Ilaria verso Bab Boujaluod. Finalmente! Ma che fatica!

L´idea è di trovare un bimbetto che ci conduca alle Concerie e che poi ci faccia girare un po´ per i souk. Appena entrati dalla porta non passano 2 secondi che un bimbetto di 10 anni, mani sempre in tasca e atteggiamento da uomo vissuto, ci chiede in un italiano assai stentato se vogliamo andare alle concerie! ´Ok portaci alle concerie!´. E lui parte diritto e sicuro per quelle stradine all´apparenza tutte uguali. Si chiama Abdul!

Dopo un po´ se ne attacca un altro, Mohammed, all´inizio diciamo che non ne abbiamo bisogno, allora lui va dall´altro, parlotta un po´ e gli dà una monetina di nascosto. Allora Abdul dice che la sua presenza è indispensabile non so per cosa. Visto che questo conosce bene l´italiano facciamo finta di nulla e diciamo che va bene.

Cavolo che stradine! Come facciano a non perdersi è un mistero, paiono tutte uguali!

E´ bello girare così, finalmente mi sento all´estero, oltre a noi tre solo la gente del posto! E´ così che mi piace girare.

Arriviamo alle concerie. Ci fanno entrare in un negozietto di pelle e da lì
Oggi la giornata prevede il lungo trasferimento da Fes a Marrakech. Davvero interminabile! Il paesaggio non è granchè, anche se migliore di quello che si vede percorrendo la strada fatta all´andata. Ci fermiamo a mangiare nei pressi di Beni Mallal e poi ripartiamo dopo una sosta rigenerante di una mezz´ora. Nel tragitto ci fermiamo in un punto dove c´è un marocchino con dei dromedari. Monia chiaramente ci sale sopra!
Nel tardo pomeriggio eccoci a Marrakech! L´hotel è bellissimo! E´ un cinque stelle, una magnifica hall, stanze incredibili.

Però io continuo a preferire gli alberghetti, sarà che li sento più caratteristici e intimi, e poi non mi abituerò mai a tutto questo formalismo.

Ceniamo rapidamente, la sera andremo nella famosa piazza di Marrakech, Djema el Fna. La guida stavolta dice che andare in piazza non è pericoloso e suggerisce di dividersi in gruppetti e andare in taxi. Io sono ancora in compagnia di Monia e Ilaria. I genitori di Monia, con altri due signori prendono un altro taxi. Ci incontreremo in piazza.

Arriviamo. Che luci! Che suoni! Tutto qua è incredibile! Attraversiamo le bancarelle con il cibo, e non sembra male, pare che ci sia un´igiene accettabile. L´odore è invitante, però abbiamo appena mangiato!

Ci fermiamo in alcuni negozietti, in particolare ci fermiamo da un venditore di lampade fatte di pelle. Io ancora in Marocco non ho comprato nulla ma queste mi piacciono. Ne comprerei tre se non fosse per il venditore che esagera fino ad indispormi. Poco male, i venditori di lampade ce ne sono tanti. Dal successivo Monia e Ilaria acquistano infatti due belle lampade, a me invece è passata la voglia di lampade adesso voglio comprare il contenitore di terracotta per fare il tajine. Mi piace cucinare e voglio provare a rifare il tajine in Italia, adattandolo però ai miei gusti, cioè un po´ meno speziato! Lo trovo e dopo breve trattativa riesco a prenderlo. Finalmente incontriamo anche i genitori di Monia. Gironzoliamo ancora un po´ nella piazza e poi di nuovo con un taxi all´hotel.

Il programma della giornata successiva pare che non preveda troppi bazar, Monia e Ilaria decidono allora di seguire il gruppo. Io invece mi divertirò gironzolando da solo per la Medina di Marrakech. Parto comunque con loro, so infatti che, dopo una brevissima (e inutile) visita al bacino, l´autobus li lascerà nella Medina. E così è. Loro si fermano nei giardini adiacenti alla grande moschea e io a piedi proseguo verso la piazza.

Quando arrivo in Djama el Fna c´è pochissima gente, solo alcuni stranissimi personaggi seduti in terra o sopra delle piccole sedie. Alcuni hanno un ombrello per ripararsi dal sole. Sono i cartomanti che vogliono leggerti la mano. Io scatto alcune foto, peccato vogliano farsi pagare, così si perde un po´ di spontaneità. Sto un po´ lì, poi decido di entrare nel souk. Questo è facile da girare, impossibile perdersi, bene o male tutte le strade ti riconducono a dei punti facilmente riconoscibili e ritornare in piazza è un gioco da ragazzi. Per più di un paio di ore mi diverto a gironzolare per il souk, ripassando ogni tanto dalla piazza, che di volta in volta si anima sempre di più. E scatto un bel po´ di fotografie. In particolare scatto qualche immagine a tre mendicanti dallo sguardo intenso che trovo vicino alla porta di una moschea.

Davvero tre bei personaggi. Noto che più ci si allontana dalla piazza più l´ambiente si fa caratteristico, solo che con la macchina fotografica al collo tutti mi vedono ancora come turista. Decido allora di sfruttare la mia spiccata somiglianza con i marocchini accentuandola e, visto che ho fatto abbastanza foto, decido di riporre nello zaino la macchina fotografica e di indossare il berrettino tipico dei marocchini. Così conciato nessuno mi considera più e mi inoltro indisturbato per le viuzze più lontane dalla piazza girando quasi tutta la Medina di Marrakech.

Poi arriva l´ora dell´appuntamento con Monia in piazza e, un po´ sconsolato, prendo quella direzione. Quando arrivo in piazza noto che si è ancora più animata, ci sono gli incantatori dei serpenti e quelli con le scimmie.

Vedere gli animali così mi mette però tristezza, soprattutto le scimmie, incatenate con dei collari e tirate da ogni parte. I turisti dovrebbero non farsi fotografare con loro, se continueranno a farlo non porranno mai termine a questo strazio assurdo. Io mi rifiuto di riprendere sia le scimmie che i serpenti.

Monia è abbastanza contenta di quello che ha visto in mattinata, hanno visto diversi monumenti e solo un negozio, di spezie, che tra l´altro le interessava.

Andiamo a pranzo in hotel e qua avviene una cosa che mi fa sorridere. Quando scendiamo per mangiare notiamo che i tavoli non sono ancora stati sparecchiati degli avanzi di chi ha mangiato poco prima e le lamentele furibonde non si fanno attendere. Non c´è speranza. Possibile che ci si debba adirare perchè si devono aspettare dieci minuti in più o perchè se chiami il cameriere questo non arriva subito? E la giustificazione del reclamo è sempre la stessa: ´io ho pagato!´. Quanta pazienza devono avere i camerieri, i portieri, i facchini! E come dobbiamo sembrare ridicoli ai loro occhi! L´imprevisto se uno ha pagato non è tollerato! E se capita qualcuno deve risponderne! Non sanno che forse le cose più belle di una vacanza, quelle che si ricordano anche ad anni di distanza come se si fossero verificate il giorno prima, sono proprio gli imprevisti!

Il pomeriggio decido di seguire il gruppo e non me ne pento, andiamo infatti a visitare un bellissimo giardino di cactus, palme e piante bellissime e poi la zona vicino alle tombe.

Poi poco prima del tramonto ci dirigiamo nuovamente verso Djema el Fna. La guida dice che questo è il momento più bello per vedere la piazza, perchè è il momento in cui è più viva, e consiglia di andare a prendere un the alla menta su una delle terrazze panoramiche poste ai margini della piazza. Dice anche che ci lascia un´ora libera, se qualcuno vuole può comunque andare con lui in un bazar di artigianato marocchino. Mi viene da ridere. Chi vuoi che vada con lui perdendosi lo spettacolo della piazza al tramonto? La risposta è 35 persone su 40!!!!! Solo io, Monia e Ilaria, più un altro gruppetto composto da una coppia di Prato scegliamo di andare in piazza. Gli altri andranno tutti al bazar. Proprio non capisco. Non ci arrivo. Eppure mi sforzo!

Andiamo. A quest´ora, con il sole radente e la luce calda del tramonto la piazza è davvero bella e veramente caotica. C´è di tutto, ci sono ancora gli incantatori di serpenti, i cantastorie, i cartomanti ma ci sono anche le bancarelle che fanno da mangiare e che inondano la piazza con il loro buon profumo. Gironzoliamo un po´ e poi saliamo su una terrazza per il the alla menta. Accanto a noi un gruppetto di quattro italiani appena arrivati, guida LP alla mano, stanno programmando il loro tour nel sud... un po´ li invidio.

Il sole tramonta oltre la moschea, domani sera saremo in Italia...
La destinazione è Casablanca, ci aspettano diverse ore di bus. Il paesaggio non è granchè, c´è molto verde e non è troppo diverso da quello italiano. Tra l´altro piove. La guida marocchina parla e spiega tante cose, parla anche della corruzione dei politici del Marocco e del Re. Ci fermiamo per una sosta ad un distributore di benzina.

Arriviamo a Casablanca, la giriamo un po´ in bus e poi ci fermiamo alla moschea di Hassan II. La vediamo da fuori, infatti non è orario di visita ma di preghiera. Peccato il cielo sia grigio e non consente al bel minareto di stagliarsi con il cielo, scatto solo poche foto.

Ripartiamo e ci fermaimo in una piazzetta dove ci sono le foto del Re attuale e dei due precedenti. Nulla di particolare. Poi andiamo a pranzo. C´è il buffet. Non si mangia male ma nemmeno bene...
Ripartiamo con destinazione Rabat! La guida dice che ora è bene fare un pisolino di una mezz´ora... che si fa si dorme a comando? Dopo cinque minuti Monia sorridendo mi fa notare che sull´autobus tutti dormono o perlomeno cercano di dormire... sì, si dorme a comando!

Arriviamo a Rabat e visitiamo il palazzo reale (o meglio l´esterno). Qua conosciamo Ilaria, una simpatica ragazza di Agliana che da quel momento si aggregherà spesso al gruppettino composto da me Monia.

Da lì ci rechiamo al mausoleo del defunto re (padre di quello attuale) e ci restiamo circa mezz´ora.

Facciamo poi una sosta nella Medina, ci portano in una specie di bar all´aperto dove si può prendere il the alla menta e poi ci fanno gironzolare un po´ per le stradine. Però è un po´ troppo tutto di corsa.

Verso le 18 siamo in hotel, anche questo bello (ma qualcuno si è lamentato lo stesso...) poi cena a buffet.
Anche stamani sveglia all´alba e via verso Meknes. C´è un po´ di nebbia. Prima di andare a Meknes ci dirigiamo verso le rovine romane di Volubilis. E queste per fortuna mi piacciono, il sito archeologico è ben conservato e anche tenuto bene. Io, Monia e Ilaria ci teniamo in coda al gruppo senza badare troppo alle spiegazioni della guida. Ci sono bellissime colonne e anche dei pavimenti a mosaico.

Ilaria ci mostra per la prima volta la sua propensione all´acquisto comprando un bel berretto tipico marocchino da un venditore che le si avvicina all´interno del sito e, appena finita la visita, fiondandosi con Monia verso il negozietto di artigianato locale che si trova all´ingresso delle rovine. Monia stavolta ha trovato un´alleata per lo shopping!

Da lì andiamo verso la città santa di Moullay Idriss dove facciamo un giretto per i mercati caratteristici. Però non c´è granchè tempo per gli acquisti bisogna andare a pranzo a Meknes.

Riprendiamo il bus e arriviamo al ristorante. Bel posticino e si mangia anche bene!hIl pomeriggio è dedicato alla visita di Meknes, visitiamo la porta che dicono essere la più bella del Marocco (mah!) e poi dei granai.

Da qui poi verso Fes.
Neanche a dirlo anche questo hotel è molto bello. E poi questa sera sono contento perchè la giornata successiva a Fes la passerò come piace a me, gironzolando per le viuzze. Sia Monia che Ilaria hanno deciso di seguirmi anche se sono un po´ titubanti per il fatto che la guida e il capogruppo sconsigliano questa cosa. Parlano di non so quali labirinti e pericoli che infestano la Medina di Fes. Mah! Riesco comunque a convincerle. Non convinco invece i genitori di Monia che preferiscono seguire il gruppo (ma se ne pentiranno!). Visto che il pranzo è pagato mi faccio lasciare il nome del ristorante dove il giorno successivo raggiungeremo il gruppo, fortuna è proprio al centro della Medina!

Dopo cena gironzoliamo un po´ intorno all´hotel ma non c´è granchè, stiamo fuori un´oretta e poi rientriamo.

La mattina successiva facciamo colazione con il gruppo e visto che la guida mi dice che andremo diretti alla porta principale della Medina penso sia inutile prendere un taxi e sfrutto il passaggio.

Ma... invece di andare alla porta Bab Boujaluod ci portano a vedere non so quale castello imperiale... comincio ad arrabbiarmi. Passiamo dal quartiere ebraico e raggiungiamo una porta secondaria della Medina... ´Sono a posto!´ mi dico... ´mi faccio dire il nome della porta così mappa della medina di Fes alla mano riesco a raggiungere la porta principale!´. Macchè! Non me lo dicono, la guida locale di Fes addirittura mi risponde male e mi dice che non si può andare da soli e parte in cima al gruppo.

Chiedo un po´ ai locali che vedo lì intorno ma non ricevo risposta. Decido allora di prendere un taxi. Appena lo trovo mi fiondo verso il taxi ma vengo fermato da un marocchino in giacca e cravatta che mi chiede dove voglio andare, gli indico il posto sulla mappa e lui mi dice che mi conviene andare a piedi e di seguirlo. Lo seguo, lui raggiunge la guida di Fes (quella che mi aveva risposto male) e la abbraccia calorosamente, sarà mica la sottoguida di Fes! Decido di fidarmi per un altro minuto. Nel mentre al bordo della via c´è una sedia, un tavolo, uno specchio e un barbiere (che mi sa tanto di finto!) e tutti a fare foto!

Dopo 50 metri il gruppo e il marocchino in giacca e cravatta entrano in un giardino con sopra scritto caffè! AHHHHHHHHHH!!!!! Mi vorranno mica portare a fare una seconda colazione.

Dopo 60 secondi sono già su un taxi con Monia e Ilaria verso Bab Boujaluod. Finalmente! Ma che fatica!

L´idea è di trovare un bimbetto che ci conduca alle Concerie e che poi ci faccia girare un po´ per i souk. Appena entrati dalla porta non passano 2 secondi che un bimbetto di 10 anni, mani sempre in tasca e atteggiamento da uomo vissuto, ci chiede in un italiano assai stentato se vogliamo andare alle concerie! ´Ok portaci alle concerie!´. E lui parte diritto e sicuro per quelle stradine all´apparenza tutte uguali. Si chiama Abdul!

Dopo un po´ se ne attacca un altro, Mohammed, all´inizio diciamo che non ne abbiamo bisogno, allora lui va dall´altro, parlotta un po´ e gli dà una monetina di nascosto. Allora Abdul dice che la sua presenza è indispensabile non so per cosa. Visto che questo conosce bene l´italiano facciamo finta di nulla e diciamo che va bene.

Cavolo che stradine! Come facciano a non perdersi è un mistero, paiono tutte uguali!

E´ bello girare così, finalmente mi sento all´estero, oltre a noi tre solo la gente del posto! E´ così che mi piace girare.

Arriviamo alle concerie. Ci fanno entrare in un negozietto di pelle e da lì
Oggi la giornata prevede il lungo trasferimento da Fes a Marrakech. Davvero interminabile! Il paesaggio non è granchè, anche se migliore di quello che si vede percorrendo la strada fatta all´andata. Ci fermiamo a mangiare nei pressi di Beni Mallal e poi ripartiamo dopo una sosta rigenerante di una mezz´ora. Nel tragitto ci fermiamo in un punto dove c´è un marocchino con dei dromedari. Monia chiaramente ci sale sopra!
Nel tardo pomeriggio eccoci a Marrakech! L´hotel è bellissimo! E´ un cinque stelle, una magnifica hall, stanze incredibili.

Però io continuo a preferire gli alberghetti, sarà che li sento più caratteristici e intimi, e poi non mi abituerò mai a tutto questo formalismo.

Ceniamo rapidamente, la sera andremo nella famosa piazza di Marrakech, Djema el Fna. La guida stavolta dice che andare in piazza non è pericoloso e suggerisce di dividersi in gruppetti e andare in taxi. Io sono ancora in compagnia di Monia e Ilaria. I genitori di Monia, con altri due signori prendono un altro taxi. Ci incontreremo in piazza.

Arriviamo. Che luci! Che suoni! Tutto qua è incredibile! Attraversiamo le bancarelle con il cibo, e non sembra male, pare che ci sia un´igiene accettabile. L´odore è invitante, però abbiamo appena mangiato!

Ci fermiamo in alcuni negozietti, in particolare ci fermiamo da un venditore di lampade fatte di pelle. Io ancora in Marocco non ho comprato nulla ma queste mi piacciono. Ne comprerei tre se non fosse per il venditore che esagera fino ad indispormi. Poco male, i venditori di lampade ce ne sono tanti. Dal successivo Monia e Ilaria acquistano infatti due belle lampade, a me invece è passata la voglia di lampade adesso voglio comprare il contenitore di terracotta per fare il tajine. Mi piace cucinare e voglio provare a rifare il tajine in Italia, adattandolo però ai miei gusti, cioè un po´ meno speziato! Lo trovo e dopo breve trattativa riesco a prenderlo. Finalmente incontriamo anche i genitori di Monia. Gironzoliamo ancora un po´ nella piazza e poi di nuovo con un taxi all´hotel.

Il programma della giornata successiva pare che non preveda troppi bazar, Monia e Ilaria decidono allora di seguire il gruppo. Io invece mi divertirò gironzolando da solo per la Medina di Marrakech. Parto comunque con loro, so infatti che, dopo una brevissima (e inutile) visita al bacino, l´autobus li lascerà nella Medina. E così è. Loro si fermano nei giardini adiacenti alla grande moschea e io a piedi proseguo verso la piazza.

Quando arrivo in Djama el Fna c´è pochissima gente, solo alcuni stranissimi personaggi seduti in terra o sopra delle piccole sedie. Alcuni hanno un ombrello per ripararsi dal sole. Sono i cartomanti che vogliono leggerti la mano. Io scatto alcune foto, peccato vogliano farsi pagare, così si perde un po´ di spontaneità. Sto un po´ lì, poi decido di entrare nel souk. Questo è facile da girare, impossibile perdersi, bene o male tutte le strade ti riconducono a dei punti facilmente riconoscibili e ritornare in piazza è un gioco da ragazzi. Per più di un paio di ore mi diverto a gironzolare per il souk, ripassando ogni tanto dalla piazza, che di volta in volta si anima sempre di più. E scatto un bel po´ di fotografie. In particolare scatto qualche immagine a tre mendicanti dallo sguardo intenso che trovo vicino alla porta di una moschea.

Davvero tre bei personaggi. Noto che più ci si allontana dalla piazza più l´ambiente si fa caratteristico, solo che con la macchina fotografica al collo tutti mi vedono ancora come turista. Decido allora di sfruttare la mia spiccata somiglianza con i marocchini accentuandola e, visto che ho fatto abbastanza foto, decido di riporre nello zaino la macchina fotografica e di indossare il berrettino tipico dei marocchini. Così conciato nessuno mi considera più e mi inoltro indisturbato per le viuzze più lontane dalla piazza girando quasi tutta la Medina di Marrakech.

Poi arriva l´ora dell´appuntamento con Monia in piazza e, un po´ sconsolato, prendo quella direzione. Quando arrivo in piazza noto che si è ancora più animata, ci sono gli incantatori dei serpenti e quelli con le scimmie.

Vedere gli animali così mi mette però tristezza, soprattutto le scimmie, incatenate con dei collari e tirate da ogni parte. I turisti dovrebbero non farsi fotografare con loro, se continueranno a farlo non porranno mai termine a questo strazio assurdo. Io mi rifiuto di riprendere sia le scimmie che i serpenti.

Monia è abbastanza contenta di quello che ha visto in mattinata, hanno visto diversi monumenti e solo un negozio, di spezie, che tra l´altro le interessava.

Andiamo a pranzo in hotel e qua avviene una cosa che mi fa sorridere. Quando scendiamo per mangiare notiamo che i tavoli non sono ancora stati sparecchiati degli avanzi di chi ha mangiato poco prima e le lamentele furibonde non si fanno attendere. Non c´è speranza. Possibile che ci si debba adirare perchè si devono aspettare dieci minuti in più o perchè se chiami il cameriere questo non arriva subito? E la giustificazione del reclamo è sempre la stessa: ´io ho pagato!´. Quanta pazienza devono avere i camerieri, i portieri, i facchini! E come dobbiamo sembrare ridicoli ai loro occhi! L´imprevisto se uno ha pagato non è tollerato! E se capita qualcuno deve risponderne! Non sanno che forse le cose più belle di una vacanza, quelle che si ricordano anche ad anni di distanza come se si fossero verificate il giorno prima, sono proprio gli imprevisti!

Il pomeriggio decido di seguire il gruppo e non me ne pento, andiamo infatti a visitare un bellissimo giardino di cactus, palme e piante bellissime e poi la zona vicino alle tombe.

Poi poco prima del tramonto ci dirigiamo nuovamente verso Djema el Fna. La guida dice che questo è il momento più bello per vedere la piazza, perchè è il momento in cui è più viva, e consiglia di andare a prendere un the alla menta su una delle terrazze panoramiche poste ai margini della piazza. Dice anche che ci lascia un´ora libera, se qualcuno vuole può comunque andare con lui in un bazar di artigianato marocchino. Mi viene da ridere. Chi vuoi che vada con lui perdendosi lo spettacolo della piazza al tramonto? La risposta è 35 persone su 40!!!!! Solo io, Monia e Ilaria, più un altro gruppetto composto da una coppia di Prato scegliamo di andare in piazza. Gli altri andranno tutti al bazar. Proprio non capisco. Non ci arrivo. Eppure mi sforzo!

Andiamo. A quest´ora, con il sole radente e la luce calda del tramonto la piazza è davvero bella e veramente caotica. C´è di tutto, ci sono ancora gli incantatori di serpenti, i cantastorie, i cartomanti ma ci sono anche le bancarelle che fanno da mangiare e che inondano la piazza con il loro buon profumo. Gironzoliamo un po´ e poi saliamo su una terrazza per il the alla menta. Accanto a noi un gruppetto di quattro italiani appena arrivati, guida LP alla mano, stanno programmando il loro tour nel sud... un po´ li invidio.

Il sole tramonta oltre la moschea, domani sera saremo in Italia...
La destinazione è Casablanca, ci aspettano diverse ore di bus. Il paesaggio non è granchè, c´è molto verde e non è troppo diverso da quello italiano. Tra l´altro piove. La guida marocchina parla e spiega tante cose, parla anche della corruzione dei politici del Marocco e del Re. Ci fermiamo per una sosta ad un distributore di benzina.

Arriviamo a Casablanca, la giriamo un po´ in bus e poi ci fermiamo alla moschea di Hassan II. La vediamo da fuori, infatti non è orario di visita ma di preghiera. Peccato il cielo sia grigio e non consente al bel minareto di stagliarsi con il cielo, scatto solo poche foto.

Ripartiamo e ci fermaimo in una piazzetta dove ci sono le foto del Re attuale e dei due precedenti. Nulla di particolare. Poi andiamo a pranzo. C´è il buffet. Non si mangia male ma nemmeno bene...
Ripartiamo con destinazione Rabat! La guida dice che ora è bene fare un pisolino di una mezz´ora... che si fa si dorme a comando? Dopo cinque minuti Monia sorridendo mi fa notare che sull´autobus tutti dormono o perlomeno cercano di dormire... sì, si dorme a comando!

Arriviamo a Rabat e visitiamo il palazzo reale (o meglio l´esterno). Qua conosciamo Ilaria, una simpatica ragazza di Agliana che da quel momento si aggregherà spesso al gruppettino composto da me Monia.

Da lì ci rechiamo al mausoleo del defunto re (padre di quello attuale) e ci restiamo circa mezz´ora.

Facciamo poi una sosta nella Medina, ci portano in una specie di bar all´aperto dove si può prendere il the alla menta e poi ci fanno gironzolare un po´ per le stradine. Però è un po´ troppo tutto di corsa.

Verso le 18 siamo in hotel, anche questo bello (ma qualcuno si è lamentato lo stesso...) poi cena a buffet.
Anche stamani sveglia all´alba e via verso Meknes. C´è un po´ di nebbia. Prima di andare a Meknes ci dirigiamo verso le rovine romane di Volubilis. E queste per fortuna mi piacciono, il sito archeologico è ben conservato e anche tenuto bene. Io, Monia e Ilaria ci teniamo in coda al gruppo senza badare troppo alle spiegazioni della guida. Ci sono bellissime colonne e anche dei pavimenti a mosaico.

Ilaria ci mostra per la prima volta la sua propensione all´acquisto comprando un bel berretto tipico marocchino da un venditore che le si avvicina all´interno del sito e, appena finita la visita, fiondandosi con Monia verso il negozietto di artigianato locale che si trova all´ingresso delle rovine. Monia stavolta ha trovato un´alleata per lo shopping!

Da lì andiamo verso la città santa di Moullay Idriss dove facciamo un giretto per i mercati caratteristici. Però non c´è granchè tempo per gli acquisti bisogna andare a pranzo a Meknes.

Riprendiamo il bus e arriviamo al ristorante. Bel posticino e si mangia anche bene!hIl pomeriggio è dedicato alla visita di Meknes, visitiamo la porta che dicono essere la più bella del Marocco (mah!) e poi dei granai.

Da qui poi verso Fes.
Neanche a dirlo anche questo hotel è molto bello. E poi questa sera sono contento perchè la giornata successiva a Fes la passerò come piace a me, gironzolando per le viuzze. Sia Monia che Ilaria hanno deciso di seguirmi anche se sono un po´ titubanti per il fatto che la guida e il capogruppo sconsigliano questa cosa. Parlano di non so quali labirinti e pericoli che infestano la Medina di Fes. Mah! Riesco comunque a convincerle. Non convinco invece i genitori di Monia che preferiscono seguire il gruppo (ma se ne pentiranno!). Visto che il pranzo è pagato mi faccio lasciare il nome del ristorante dove il giorno successivo raggiungeremo il gruppo, fortuna è proprio al centro della Medina!

Dopo cena gironzoliamo un po´ intorno all´hotel ma non c´è granchè, stiamo fuori un´oretta e poi rientriamo.

La mattina successiva facciamo colazione con il gruppo e visto che la guida mi dice che andremo diretti alla porta principale della Medina penso sia inutile prendere un taxi e sfrutto il passaggio.

Ma... invece di andare alla porta Bab Boujaluod ci portano a vedere non so quale castello imperiale... comincio ad arrabbiarmi. Passiamo dal quartiere ebraico e raggiungiamo una porta secondaria della Medina... ´Sono a posto!´ mi dico... ´mi faccio dire il nome della porta così mappa della medina di Fes alla mano riesco a raggiungere la porta principale!´. Macchè! Non me lo dicono, la guida locale di Fes addirittura mi risponde male e mi dice che non si può andare da soli e parte in cima al gruppo.

Chiedo un po´ ai locali che vedo lì intorno ma non ricevo risposta. Decido allora di prendere un taxi. Appena lo trovo mi fiondo verso il taxi ma vengo fermato da un marocchino in giacca e cravatta che mi chiede dove voglio andare, gli indico il posto sulla mappa e lui mi dice che mi conviene andare a piedi e di seguirlo. Lo seguo, lui raggiunge la guida di Fes (quella che mi aveva risposto male) e la abbraccia calorosamente, sarà mica la sottoguida di Fes! Decido di fidarmi per un altro minuto. Nel mentre al bordo della via c´è una sedia, un tavolo, uno specchio e un barbiere (che mi sa tanto di finto!) e tutti a fare foto!

Dopo 50 metri il gruppo e il marocchino in giacca e cravatta entrano in un giardino con sopra scritto caffè! AHHHHHHHHHH!!!!! Mi vorranno mica portare a fare una seconda colazione.

Dopo 60 secondi sono già su un taxi con Monia e Ilaria verso Bab Boujaluod. Finalmente! Ma che fatica!

L´idea è di trovare un bimbetto che ci conduca alle Concerie e che poi ci faccia girare un po´ per i souk. Appena entrati dalla porta non passano 2 secondi che un bimbetto di 10 anni, mani sempre in tasca e atteggiamento da uomo vissuto, ci chiede in un italiano assai stentato se vogliamo andare alle concerie! ´Ok portaci alle concerie!´. E lui parte diritto e sicuro per quelle stradine all´apparenza tutte uguali. Si chiama Abdul!

Dopo un po´ se ne attacca un altro, Mohammed, all´inizio diciamo che non ne abbiamo bisogno, allora lui va dall´altro, parlotta un po´ e gli dà una monetina di nascosto. Allora Abdul dice che la sua presenza è indispensabile non so per cosa. Visto che questo conosce bene l´italiano facciamo finta di nulla e diciamo che va bene.

Cavolo che stradine! Come facciano a non perdersi è un mistero, paiono tutte uguali!

E´ bello girare così, finalmente mi sento all´estero, oltre a noi tre solo la gente del posto! E´ così che mi piace girare.

Arriviamo alle concerie. Ci fanno entrare in un negozietto di pelle e da lì
Oggi la giornata prevede il lungo trasferimento da Fes a Marrakech. Davvero interminabile! Il paesaggio non è granchè, anche se migliore di quello che si vede percorrendo la strada fatta all´andata. Ci fermiamo a mangiare nei pressi di Beni Mallal e poi ripartiamo dopo una sosta rigenerante di una mezz´ora. Nel tragitto ci fermiamo in un punto dove c´è un marocchino con dei dromedari. Monia chiaramente ci sale sopra!
Nel tardo pomeriggio eccoci a Marrakech! L´hotel è bellissimo! E´ un cinque stelle, una magnifica hall, stanze incredibili.

Però io continuo a preferire gli alberghetti, sarà che li sento più caratteristici e intimi, e poi non mi abituerò mai a tutto questo formalismo.

Ceniamo rapidamente, la sera andremo nella famosa piazza di Marrakech, Djema el Fna. La guida stavolta dice che andare in piazza non è pericoloso e suggerisce di dividersi in gruppetti e andare in taxi. Io sono ancora in compagnia di Monia e Ilaria. I genitori di Monia, con altri due signori prendono un altro taxi. Ci incontreremo in piazza.

Arriviamo. Che luci! Che suoni! Tutto qua è incredibile! Attraversiamo le bancarelle con il cibo, e non sembra male, pare che ci sia un´igiene accettabile. L´odore è invitante, però abbiamo appena mangiato!

Ci fermiamo in alcuni negozietti, in particolare ci fermiamo da un venditore di lampade fatte di pelle. Io ancora in Marocco non ho comprato nulla ma queste mi piacciono. Ne comprerei tre se non fosse per il venditore che esagera fino ad indispormi. Poco male, i venditori di lampade ce ne sono tanti. Dal successivo Monia e Ilaria acquistano infatti due belle lampade, a me invece è passata la voglia di lampade adesso voglio comprare il contenitore di terracotta per fare il tajine. Mi piace cucinare e voglio provare a rifare il tajine in Italia, adattandolo però ai miei gusti, cioè un po´ meno speziato! Lo trovo e dopo breve trattativa riesco a prenderlo. Finalmente incontriamo anche i genitori di Monia. Gironzoliamo ancora un po´ nella piazza e poi di nuovo con un taxi all´hotel.

Il programma della giornata successiva pare che non preveda troppi bazar, Monia e Ilaria decidono allora di seguire il gruppo. Io invece mi divertirò gironzolando da solo per la Medina di Marrakech. Parto comunque con loro, so infatti che, dopo una brevissima (e inutile) visita al bacino, l´autobus li lascerà nella Medina. E così è. Loro si fermano nei giardini adiacenti alla grande moschea e io a piedi proseguo verso la piazza.

Quando arrivo in Djama el Fna c´è pochissima gente, solo alcuni stranissimi personaggi seduti in terra o sopra delle piccole sedie. Alcuni hanno un ombrello per ripararsi dal sole. Sono i cartomanti che vogliono leggerti la mano. Io scatto alcune foto, peccato vogliano farsi pagare, così si perde un po´ di spontaneità. Sto un po´ lì, poi decido di entrare nel souk. Questo è facile da girare, impossibile perdersi, bene o male tutte le strade ti riconducono a dei punti facilmente riconoscibili e ritornare in piazza è un gioco da ragazzi. Per più di un paio di ore mi diverto a gironzolare per il souk, ripassando ogni tanto dalla piazza, che di volta in volta si anima sempre di più. E scatto un bel po´ di fotografie. In particolare scatto qualche immagine a tre mendicanti dallo sguardo intenso che trovo vicino alla porta di una moschea.

Davvero tre bei personaggi. Noto che più ci si allontana dalla piazza più l´ambiente si fa caratteristico, solo che con la macchina fotografica al collo tutti mi vedono ancora come turista. Decido allora di sfruttare la mia spiccata somiglianza con i marocchini accentuandola e, visto che ho fatto abbastanza foto, decido di riporre nello zaino la macchina fotografica e di indossare il berrettino tipico dei marocchini. Così conciato nessuno mi considera più e mi inoltro indisturbato per le viuzze più lontane dalla piazza girando quasi tutta la Medina di Marrakech.

Poi arriva l´ora dell´appuntamento con Monia in piazza e, un po´ sconsolato, prendo quella direzione. Quando arrivo in piazza noto che si è ancora più animata, ci sono gli incantatori dei serpenti e quelli con le scimmie.

Vedere gli animali così mi mette però tristezza, soprattutto le scimmie, incatenate con dei collari e tirate da ogni parte. I turisti dovrebbero non farsi fotografare con loro, se continueranno a farlo non porranno mai termine a questo strazio assurdo. Io mi rifiuto di riprendere sia le scimmie che i serpenti.

Monia è abbastanza contenta di quello che ha visto in mattinata, hanno visto diversi monumenti e solo un negozio, di spezie, che tra l´altro le interessava.

Andiamo a pranzo in hotel e qua avviene una cosa che mi fa sorridere. Quando scendiamo per mangiare notiamo che i tavoli non sono ancora stati sparecchiati degli avanzi di chi ha mangiato poco prima e le lamentele furibonde non si fanno attendere. Non c´è speranza. Possibile che ci si debba adirare perchè si devono aspettare dieci minuti in più o perchè se chiami il cameriere questo non arriva subito? E la giustificazione del reclamo è sempre la stessa: ´io ho pagato!´. Quanta pazienza devono avere i camerieri, i portieri, i facchini! E come dobbiamo sembrare ridicoli ai loro occhi! L´imprevisto se uno ha pagato non è tollerato! E se capita qualcuno deve risponderne! Non sanno che forse le cose più belle di una vacanza, quelle che si ricordano anche ad anni di distanza come se si fossero verificate il giorno prima, sono proprio gli imprevisti!

Il pomeriggio decido di seguire il gruppo e non me ne pento, andiamo infatti a visitare un bellissimo giardino di cactus, palme e piante bellissime e poi la zona vicino alle tombe.

Poi poco prima del tramonto ci dirigiamo nuovamente verso Djema el Fna. La guida dice che questo è il momento più bello per vedere la piazza, perchè è il momento in cui è più viva, e consiglia di andare a prendere un the alla menta su una delle terrazze panoramiche poste ai margini della piazza. Dice anche che ci lascia un´ora libera, se qualcuno vuole può comunque andare con lui in un bazar di artigianato marocchino. Mi viene da ridere. Chi vuoi che vada con lui perdendosi lo spettacolo della piazza al tramonto? La risposta è 35 persone su 40!!!!! Solo io, Monia e Ilaria, più un altro gruppetto composto da una coppia di Prato scegliamo di andare in piazza. Gli altri andranno tutti al bazar. Proprio non capisco. Non ci arrivo. Eppure mi sforzo!

Andiamo. A quest´ora, con il sole radente e la luce calda del tramonto la piazza è davvero bella e veramente caotica. C´è di tutto, ci sono ancora gli incantatori di serpenti, i cantastorie, i cartomanti ma ci sono anche le bancarelle che fanno da mangiare e che inondano la piazza con il loro buon profumo. Gironzoliamo un po´ e poi saliamo su una terrazza per il the alla menta. Accanto a noi un gruppetto di quattro italiani appena arrivati, guida LP alla mano, stanno programmando il loro tour nel sud... un po´ li invidio.

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