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Incredible India 2 - India del Nord  

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Riccardo
Scritto da: Riccardo
Durata: 34 giorni
Data partenza: dal Novembre 2006 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Riccardo & Laura

Introduzione

Deserto, laghi e fiumi sacri, l'Himalaya, foreste, giungle, città sante, bazaar, templi, forti, e palazzi da 1000 e una notte! L'India del Nord offre cosi tanto da vedere che alla fine del viaggio la mente vaga tra le tante meraviglie viste e quelle che si è stati costretti a tralasciare per mancanza di tempo...

Le Tappe del Viaggio

L’India è veramente un mondo a parte, un paese che non ha nulla a che vedere ( ancora per quanto? ) con la nostra moderna cultura occidentale. L’India è caos, è sporca, è triste, è poverissima, puzza… Ma l’India è anche la pace, la tranquillità, la natura più incontaminata, è felice, è ricca, è la spiritualità, è colore e tantissimi profumi! L’India sicuramente non è per tutti… c’è chi la ama da impazzire e ci ritorna anno dopo anno, ma c’è anche chi arriva e dopo due ore vorrebbe già essere da qualche altra parte! L’India o si ama o si odia, di certo non è un posto che lascia indifferenti! Personalmente 2 mesi in India sono stati un esperienza indimenticabile, che ho condiviso per metà del viaggio ( il Nord dell’India ) con Laura, la mia ragazza, che mi ha raggiunto un mese dopo la mia partenza e con la quale ho proseguito poi anche in Myanmar, Thailandia fino ad arrivare in Malesia a Kuala Lumpur, citta in cui l’ho salutata di nuovo per proseguire altre due settimane da solo. Da solo in realtà non sono mai stato, xché ho sempre incontrato viaggiatori, anche di 60 anni, che come me, zaino in spalla (a volte da soli anche loro) in un viaggio dove nulla è organizzato, spostandosi solo con rickshaw, autobus e treni locali, dormendo sempre in posti economici, avevano più che mai voglia di conoscere altre persone e farsi nuovi amici in tutti gli angoli del mondo ed avere il piacere in futuro di ospitarli e di essere ospitati nei rispettivi paesi! Bellissimo! Comunque, due mesi intensi come solo l’India può dare con la sua immensa varietà, passati tra oceano e laghi sacri, tra il deserto e le montagne dell’Himalaya, tra città sante e piccoli villaggi, tra bazaar e mercati vari, tra elefanti, mucche e cammelli, tra templi, forti e palazzi da 1000 e una notte! L’India offre veramente un esperienza a 360°, in cui può succederti di tutto e in cui non ci si annoia mai spendendo veramente pochissimi soldi ( io, in due mesi, escluso il biglietto aereo, ho speso meno di 1000 euro in totale!!!! ). Insomma, a noi l’India con tutte le sue stranezze, i suoi contrasti, e le sue bellezze ci rimarrà dentro x sempre!
Andiamo ad Ajanta per visitare le sue grotte, scavate sulla parete rocciosa di una specie di canyon a forma di ferro di cavallo in un bellissimo scenario naturale. All’ interno delle 29 grotte ci sono sculture e pitture buddiste risalenti 1500-2000 anni fa. Da Ajanta autobus per Jalgaon per andare a prendere il prossimo treno.
Lasciamo il Rajasthan e il deserto con un polveroso treno notturno per arrivare a Delhi la capitale, il giorno dopo. Delhi secondo noi è la città più caotica dell’India, soprattutto la parte vecchia della città con le sue strade affollatissime di taxi, autobus, automobili, mucche, mendicanti… In compenso, una marea di mercatini, e mercati immensi dove comprare di tutto, il suo Forte Rosso, la moschea Jama Masjid, e la tomba di Humayun rendono la città non un postaccio come può sembrare al primo impatto!
Un piccolo angolo di Tibet in India, ecco come si può definire McLeod Ganj. E’ il posto dove vive il Dalai Lama e una grande comunità tibetana sin dal 1960, dopo essere scappati dalla folle invasione cinese, o “liberazione” per chiamarla come la chiamano i cinesi, di quel magnifico paese che è il Tibet! “Liberazione” che è costata la morte di 1,5 milioni di tibetani e la distruzione di moltissimi monasteri e templi, biblioteche contenenti testi antichissimi… nel tentativo di distruggere la cultura tibetana! A McLeod il museo di storia tibetana mostra tutto questo con filmati e immagini assurde! Tornando alle cose belle… il villaggio è tranquillissimo, in una location stupenda a 2000 metri e con montagne da 4000 tutte intorno!
Ok le tre ore di treno, ma le 6 ore in autobus per raggiungere Khajuraho da Agra sono veramente una tortura! La strada è piena di buche, che ti sbattono di qua e di la sui comodissimi sedili, e l’autista matto per evitare le buche e per fare sorpassi allucinanti, o rischia di prendere autobus e macchine che vengono dall’altro senso di marcia, o praticamente butta fuori strada i malcapitati da sorpassare! Comunque a Khajuraho ci siamo arrivati e si finisce per ridere e scherzare del viaggio in autobus appena fatto! I bellissimi, diciamo “particolari” templi erotici, di questo piccolo villaggio ci ripagano del viaggio per arrivarci! Si tratta praticamente del Kamasutra rappresentato nelle tantissime sculture, raffiguranti le più varie e strane posizioni sessuali, che decorano le facciate di questi capolavori di arte!
Ultimo spostamento in India, perché da Calcutta, città in cui spendiamo pochissimo tempo, ma che non ci sembra un gran ché, prenderemo l’aereo che ci porterà a Yangoon nel Myanmar ( Birmania ). Concludiamo cosi’ il nostro viaggio in India, lasciando un paese che ci ha dato tantissimo sotto tanti punti di vista… dai tantissimi posti bellissimi che abbiamo visitato, ma soprattutto le tante, fortissime emozioni che ha suscitato dentro di noi.
Capitale commerciale-industriale, economica e cinematografica dell’India, Bombay è una delle città più caotiche del mondo, ma per noi si è rivelata una piacevole sorpresa. Siamo qui per il week-end e la pausa settimanale di gran parte delle attività lavorative permette di goderci in una relativa calma ( per gli standard indiani ) dei bei palazzi coloniali, rimasti a testimonianza del domino inglese di una volta, come l’università, la corte suprema, le biblioteche e quando siamo stanchi di sdraiarci sull’erba del parco pubblico a guardare gli indiani che passano il tempo con il loro gioco preferito: il Cricket.
Jaisalmer è uno dei luoghi più belli e affascinanti di questo paese! Immersa nel deserto, con il suo forte che sembra fatto di sabbia e le spettacolari Haveli ( abitazioni tipiche ) è un posto dove non ci si stanca mai di andare in giro! Da qui inoltre partiamo per un escursione con i cammelli di due giorni nel deserto del Thar, ai confini col Pakistan. Bellissima esperienza perché essendo un piccolo gruppo, solo 6 persone compresi i due cammellieri guide, apprezziamo al massimo la pace e il silenzio del deserto, la vita dei villaggi con le tipiche case costruite con sabbia e argilla. Passando una notte nel deserto ci godiamo lo spettacolare cielo notturno, e l’emozione di veder calare e risorgere il sole tra la bellezza delle dune di sabbia.
Dopo una sosta forzata di un giorno ad Ahmedabad per mancanza di collegamenti diretti, arriviamo ad Udaipur, nel Rajasthan che è la regione più turistica dell’India. La città ci piace da subito con le sue stradine strette e non affollatissime, il lago, i suoi bellissimi palazzi tra cui uno proprio nel lago, e l’enorme City Palace.
Con la fortuna del calendario riusciamo ad arrivare a Pushkar esattamente al momento giusto, perché proprio in questi giorni si svolge qui una delle più affascinanti, e interessanti feste indiane: la Camel Fair. Nei tre giorni principali della festa arrivano qui, da ogni parte del Rajasthan, migliaia e migliaia di cammellieri, cammelli ( fino a 20.000!!!! ), mercanti, che riempiono ogni angolo della piccola città e dell’area circostante, creando un vero e proprio caos! La festa va avanti tutto il giorno e tutta la notte ininterrottamente per tre giorni creando un atmosfera unica! Un evento assolutamente da non perdere! Camel fair a parte, Pushkar è un importantissimo centro di pellegrinaggio hindu ed è situata sulle sponde di un piccolo lago sacro circondato dai Ghat ( scalinate che entrano fino in acqua per permettere ai pellegrini di bagnarsi e “purificarsi” nelle acque sacre ) e da templi che si riflettono nelle acque del lago! Si passa tranquillamente qualche ora ad osservare con curiosità tutto questo via vai di gente che si immerge e prega con una devozione totale!
Dopo 5 ore su un autobus che porta almeno 3 volte tanto le persone che potrebbe portare al suo interno e almeno altre 20 persone sul tetto arriviamo a Jodhpur. La parte vecchia della città è bellissima con tutte le case colorate di un azzurro stupendo, è bello passeggiarci attraverso ma è ancora più bello lo spettacolo che si gode della città azzurra dal suo maestoso e impressionante Meherangarh Fort arroccato su un alta collina rocciosa che domina l’intera città.
Amritsar merita una visita x 2 motivi: il Tempio d’oro, che é il tempio più sacro per la religione sikh e uno dei monumenti più belli dell’India con i suoi 750kg di puro oro fuso che ricoprono le sue pareti che si rispecchiano nell’acqua che lo circonda, e che contrastano con i bianchi muri di marmo degli altri edifici del complesso. Il secondo motivo è assistere al cambio della guardia al vicino e delicatissimo confine pakistano.
Ancora montagne, quelle dell’Himalaya stavolta! Arriviamo a Kasol, nella Parvati Valley, seduti sopra il tetto di un autobus che dentro era troppo pieno ( e se è pieno per gli indiani significa che non c’entra più neanche uno spillo ), ma apparte il freddo, visto che siamo a 1600 metri di altezza, è stata per noi una bellissima e divertente esperienza in cui ci siamo gustati tutto lo spettacolare paesaggio della valle! Il villaggio è piccolo, tranquillo e circondato da fiumi, ruscelli, montagne innevate alte 5000 metri, pini, abeti e qua e là sono sparse pozze termali naturali in cui è assolutamente un piacere immergersi! Da non perdere alcune specialità locali! Insieme a McLeod Ganj è un posto dove vista la pace e l’aria fresca e pulita, ci si quasi dimentica di essere in India e dove finisci per restarci più di quanto previsto.
Ritorniamo a Delhi ma solo per una breve sosta, e qualche altro acquisto nei mercatini.
Agra è la città dove si trova il monumento più famoso, forse il simbolo, dell’India: il Taj Mahal. Il Taj Mahal è di una bellezza veramente unica, di una perfezione e di un eleganza che forse nessuna altro monumento al mondo può vantare. E’ un mausoleo, fatto costruire da un Maharaja tra il 1631 e il 1653 dopo la morte della sua moglie preferita, Maharaja che a edificio ultimato fece tagliare le mani o le dita ai principali artefici della realizzazione del mausoleo per evitare che essi potessero costruire altre cose di pari bellezza del Taj Mahal. Il monumento è costruito interamente in marmo bianco e tappezzato di pietre preziose e semi preziose che formano stupendi ricami sulle sue facciate! I momenti migliori x visitarlo sono all’alba e al tramonto quando il cambiare della luce del giorno e il colore del Taj offrono uno spettacolo veramente suggestivo. Unica “pecca” del posto è la marea di turisti, anche indiani, che ogni giorno visitano il monumento e che ne rovinano un po’ l’atmosfera. In città vale la pena visitare anche il bel forte, che come si sarà capito è una struttura che caratterizza molte città indiane.
Eccoci in uno dei luoghi più sacri dell’India e della terra. Varanasi, una delle città più antiche del mondo, città dove tutti gli hindu vorrebbero morire, visto che questo per loro è il luogo dove morendo finisce il ciclo delle rinascite/reincarnazioni e si va in paradiso. Città che mette la morte di fronte a tutti, anche a noi, basta camminare lungo i ghat sul Gange per vedere i roghi delle cataste di legna che bruciano insieme ai corpi dei morti, con le ceneri che alla fine vengono spinte nel fiume sacro! Nel fiume tra ceneri, e sporcizia varia, c’è anche chi si “lava” e chi si immerge per “purificarsi”. In città oltre ai bellissimi scorci dei ghat sul Gange, sui quali fare delle belle passeggiate osservando l’intensa attività della vita e della morte sul fiume, si possono passare ore anche tra gli splendidi vicoletti stretti e pieni di bancarelle della parte più vecchia, ma la cosa più bella di questo luogo é l’atmosfera magica, qualcosa che non si può descrivere a parole. L’escursione in barca sul Gange all’alba, tra il sorgere del sole, le campane che suonano, e le preghiere trasmesse dagli altoparlanti e’ il modo migliore per avere un idea a 360° di quanto detto, peccato anche qui per la folla di barche con i turisti!
L’India è veramente un mondo a parte, un paese che non ha nulla a che vedere ( ancora per quanto? ) con la nostra moderna cultura occidentale. L’India è caos, è sporca, è triste, è poverissima, puzza… Ma l’India è anche la pace, la tranquillità, la natura più incontaminata, è felice, è ricca, è la spiritualità, è colore e tantissimi profumi! L’India sicuramente non è per tutti… c’è chi la ama da impazzire e ci ritorna anno dopo anno, ma c’è anche chi arriva e dopo due ore vorrebbe già essere da qualche altra parte! L’India o si ama o si odia, di certo non è un posto che lascia indifferenti! Personalmente 2 mesi in India sono stati un esperienza indimenticabile, che ho condiviso per metà del viaggio ( il Nord dell’India ) con Laura, la mia ragazza, che mi ha raggiunto un mese dopo la mia partenza e con la quale ho proseguito poi anche in Myanmar, Thailandia fino ad arrivare in Malesia a Kuala Lumpur, citta in cui l’ho salutata di nuovo per proseguire altre due settimane da solo. Da solo in realtà non sono mai stato, xché ho sempre incontrato viaggiatori, anche di 60 anni, che come me, zaino in spalla (a volte da soli anche loro) in un viaggio dove nulla è organizzato, spostandosi solo con rickshaw, autobus e treni locali, dormendo sempre in posti economici, avevano più che mai voglia di conoscere altre persone e farsi nuovi amici in tutti gli angoli del mondo ed avere il piacere in futuro di ospitarli e di essere ospitati nei rispettivi paesi! Bellissimo! Comunque, due mesi intensi come solo l’India può dare con la sua immensa varietà, passati tra oceano e laghi sacri, tra il deserto e le montagne dell’Himalaya, tra città sante e piccoli villaggi, tra bazaar e mercati vari, tra elefanti, mucche e cammelli, tra templi, forti e palazzi da 1000 e una notte! L’India offre veramente un esperienza a 360°, in cui può succederti di tutto e in cui non ci si annoia mai spendendo veramente pochissimi soldi ( io, in due mesi, escluso il biglietto aereo, ho speso meno di 1000 euro in totale!!!! ). Insomma, a noi l’India con tutte le sue stranezze, i suoi contrasti, e le sue bellezze ci rimarrà dentro x sempre!
Andiamo ad Ajanta per visitare le sue grotte, scavate sulla parete rocciosa di una specie di canyon a forma di ferro di cavallo in un bellissimo scenario naturale. All’ interno delle 29 grotte ci sono sculture e pitture buddiste risalenti 1500-2000 anni fa. Da Ajanta autobus per Jalgaon per andare a prendere il prossimo treno.
Lasciamo il Rajasthan e il deserto con un polveroso treno notturno per arrivare a Delhi la capitale, il giorno dopo. Delhi secondo noi è la città più caotica dell’India, soprattutto la parte vecchia della città con le sue strade affollatissime di taxi, autobus, automobili, mucche, mendicanti… In compenso, una marea di mercatini, e mercati immensi dove comprare di tutto, il suo Forte Rosso, la moschea Jama Masjid, e la tomba di Humayun rendono la città non un postaccio come può sembrare al primo impatto!
Un piccolo angolo di Tibet in India, ecco come si può definire McLeod Ganj. E’ il posto dove vive il Dalai Lama e una grande comunità tibetana sin dal 1960, dopo essere scappati dalla folle invasione cinese, o “liberazione” per chiamarla come la chiamano i cinesi, di quel magnifico paese che è il Tibet! “Liberazione” che è costata la morte di 1,5 milioni di tibetani e la distruzione di moltissimi monasteri e templi, biblioteche contenenti testi antichissimi… nel tentativo di distruggere la cultura tibetana! A McLeod il museo di storia tibetana mostra tutto questo con filmati e immagini assurde! Tornando alle cose belle… il villaggio è tranquillissimo, in una location stupenda a 2000 metri e con montagne da 4000 tutte intorno!
Ok le tre ore di treno, ma le 6 ore in autobus per raggiungere Khajuraho da Agra sono veramente una tortura! La strada è piena di buche, che ti sbattono di qua e di la sui comodissimi sedili, e l’autista matto per evitare le buche e per fare sorpassi allucinanti, o rischia di prendere autobus e macchine che vengono dall’altro senso di marcia, o praticamente butta fuori strada i malcapitati da sorpassare! Comunque a Khajuraho ci siamo arrivati e si finisce per ridere e scherzare del viaggio in autobus appena fatto! I bellissimi, diciamo “particolari” templi erotici, di questo piccolo villaggio ci ripagano del viaggio per arrivarci! Si tratta praticamente del Kamasutra rappresentato nelle tantissime sculture, raffiguranti le più varie e strane posizioni sessuali, che decorano le facciate di questi capolavori di arte!
Ultimo spostamento in India, perché da Calcutta, città in cui spendiamo pochissimo tempo, ma che non ci sembra un gran ché, prenderemo l’aereo che ci porterà a Yangoon nel Myanmar ( Birmania ). Concludiamo cosi’ il nostro viaggio in India, lasciando un paese che ci ha dato tantissimo sotto tanti punti di vista… dai tantissimi posti bellissimi che abbiamo visitato, ma soprattutto le tante, fortissime emozioni che ha suscitato dentro di noi.
Capitale commerciale-industriale, economica e cinematografica dell’India, Bombay è una delle città più caotiche del mondo, ma per noi si è rivelata una piacevole sorpresa. Siamo qui per il week-end e la pausa settimanale di gran parte delle attività lavorative permette di goderci in una relativa calma ( per gli standard indiani ) dei bei palazzi coloniali, rimasti a testimonianza del domino inglese di una volta, come l’università, la corte suprema, le biblioteche e quando siamo stanchi di sdraiarci sull’erba del parco pubblico a guardare gli indiani che passano il tempo con il loro gioco preferito: il Cricket.
Jaisalmer è uno dei luoghi più belli e affascinanti di questo paese! Immersa nel deserto, con il suo forte che sembra fatto di sabbia e le spettacolari Haveli ( abitazioni tipiche ) è un posto dove non ci si stanca mai di andare in giro! Da qui inoltre partiamo per un escursione con i cammelli di due giorni nel deserto del Thar, ai confini col Pakistan. Bellissima esperienza perché essendo un piccolo gruppo, solo 6 persone compresi i due cammellieri guide, apprezziamo al massimo la pace e il silenzio del deserto, la vita dei villaggi con le tipiche case costruite con sabbia e argilla. Passando una notte nel deserto ci godiamo lo spettacolare cielo notturno, e l’emozione di veder calare e risorgere il sole tra la bellezza delle dune di sabbia.
Dopo una sosta forzata di un giorno ad Ahmedabad per mancanza di collegamenti diretti, arriviamo ad Udaipur, nel Rajasthan che è la regione più turistica dell’India. La città ci piace da subito con le sue stradine strette e non affollatissime, il lago, i suoi bellissimi palazzi tra cui uno proprio nel lago, e l’enorme City Palace.
Con la fortuna del calendario riusciamo ad arrivare a Pushkar esattamente al momento giusto, perché proprio in questi giorni si svolge qui una delle più affascinanti, e interessanti feste indiane: la Camel Fair. Nei tre giorni principali della festa arrivano qui, da ogni parte del Rajasthan, migliaia e migliaia di cammellieri, cammelli ( fino a 20.000!!!! ), mercanti, che riempiono ogni angolo della piccola città e dell’area circostante, creando un vero e proprio caos! La festa va avanti tutto il giorno e tutta la notte ininterrottamente per tre giorni creando un atmosfera unica! Un evento assolutamente da non perdere! Camel fair a parte, Pushkar è un importantissimo centro di pellegrinaggio hindu ed è situata sulle sponde di un piccolo lago sacro circondato dai Ghat ( scalinate che entrano fino in acqua per permettere ai pellegrini di bagnarsi e “purificarsi” nelle acque sacre ) e da templi che si riflettono nelle acque del lago! Si passa tranquillamente qualche ora ad osservare con curiosità tutto questo via vai di gente che si immerge e prega con una devozione totale!
Dopo 5 ore su un autobus che porta almeno 3 volte tanto le persone che potrebbe portare al suo interno e almeno altre 20 persone sul tetto arriviamo a Jodhpur. La parte vecchia della città è bellissima con tutte le case colorate di un azzurro stupendo, è bello passeggiarci attraverso ma è ancora più bello lo spettacolo che si gode della città azzurra dal suo maestoso e impressionante Meherangarh Fort arroccato su un alta collina rocciosa che domina l’intera città.
Amritsar merita una visita x 2 motivi: il Tempio d’oro, che é il tempio più sacro per la religione sikh e uno dei monumenti più belli dell’India con i suoi 750kg di puro oro fuso che ricoprono le sue pareti che si rispecchiano nell’acqua che lo circonda, e che contrastano con i bianchi muri di marmo degli altri edifici del complesso. Il secondo motivo è assistere al cambio della guardia al vicino e delicatissimo confine pakistano.
Ancora montagne, quelle dell’Himalaya stavolta! Arriviamo a Kasol, nella Parvati Valley, seduti sopra il tetto di un autobus che dentro era troppo pieno ( e se è pieno per gli indiani significa che non c’entra più neanche uno spillo ), ma apparte il freddo, visto che siamo a 1600 metri di altezza, è stata per noi una bellissima e divertente esperienza in cui ci siamo gustati tutto lo spettacolare paesaggio della valle! Il villaggio è piccolo, tranquillo e circondato da fiumi, ruscelli, montagne innevate alte 5000 metri, pini, abeti e qua e là sono sparse pozze termali naturali in cui è assolutamente un piacere immergersi! Da non perdere alcune specialità locali! Insieme a McLeod Ganj è un posto dove vista la pace e l’aria fresca e pulita, ci si quasi dimentica di essere in India e dove finisci per restarci più di quanto previsto.
Ritorniamo a Delhi ma solo per una breve sosta, e qualche altro acquisto nei mercatini.
Agra è la città dove si trova il monumento più famoso, forse il simbolo, dell’India: il Taj Mahal. Il Taj Mahal è di una bellezza veramente unica, di una perfezione e di un eleganza che forse nessuna altro monumento al mondo può vantare. E’ un mausoleo, fatto costruire da un Maharaja tra il 1631 e il 1653 dopo la morte della sua moglie preferita, Maharaja che a edificio ultimato fece tagliare le mani o le dita ai principali artefici della realizzazione del mausoleo per evitare che essi potessero costruire altre cose di pari bellezza del Taj Mahal. Il monumento è costruito interamente in marmo bianco e tappezzato di pietre preziose e semi preziose che formano stupendi ricami sulle sue facciate! I momenti migliori x visitarlo sono all’alba e al tramonto quando il cambiare della luce del giorno e il colore del Taj offrono uno spettacolo veramente suggestivo. Unica “pecca” del posto è la marea di turisti, anche indiani, che ogni giorno visitano il monumento e che ne rovinano un po’ l’atmosfera. In città vale la pena visitare anche il bel forte, che come si sarà capito è una struttura che caratterizza molte città indiane.
Eccoci in uno dei luoghi più sacri dell’India e della terra. Varanasi, una delle città più antiche del mondo, città dove tutti gli hindu vorrebbero morire, visto che questo per loro è il luogo dove morendo finisce il ciclo delle rinascite/reincarnazioni e si va in paradiso. Città che mette la morte di fronte a tutti, anche a noi, basta camminare lungo i ghat sul Gange per vedere i roghi delle cataste di legna che bruciano insieme ai corpi dei morti, con le ceneri che alla fine vengono spinte nel fiume sacro! Nel fiume tra ceneri, e sporcizia varia, c’è anche chi si “lava” e chi si immerge per “purificarsi”. In città oltre ai bellissimi scorci dei ghat sul Gange, sui quali fare delle belle passeggiate osservando l’intensa attività della vita e della morte sul fiume, si possono passare ore anche tra gli splendidi vicoletti stretti e pieni di bancarelle della parte più vecchia, ma la cosa più bella di questo luogo é l’atmosfera magica, qualcosa che non si può descrivere a parole. L’escursione in barca sul Gange all’alba, tra il sorgere del sole, le campane che suonano, e le preghiere trasmesse dagli altoparlanti e’ il modo migliore per avere un idea a 360° di quanto detto, peccato anche qui per la folla di barche con i turisti!
L’India è veramente un mondo a parte, un paese che non ha nulla a che vedere ( ancora per quanto? ) con la nostra moderna cultura occidentale. L’India è caos, è sporca, è triste, è poverissima, puzza… Ma l’India è anche la pace, la tranquillità, la natura più incontaminata, è felice, è ricca, è la spiritualità, è colore e tantissimi profumi! L’India sicuramente non è per tutti… c’è chi la ama da impazzire e ci ritorna anno dopo anno, ma c’è anche chi arriva e dopo due ore vorrebbe già essere da qualche altra parte! L’India o si ama o si odia, di certo non è un posto che lascia indifferenti! Personalmente 2 mesi in India sono stati un esperienza indimenticabile, che ho condiviso per metà del viaggio ( il Nord dell’India ) con Laura, la mia ragazza, che mi ha raggiunto un mese dopo la mia partenza e con la quale ho proseguito poi anche in Myanmar, Thailandia fino ad arrivare in Malesia a Kuala Lumpur, citta in cui l’ho salutata di nuovo per proseguire altre due settimane da solo. Da solo in realtà non sono mai stato, xché ho sempre incontrato viaggiatori, anche di 60 anni, che come me, zaino in spalla (a volte da soli anche loro) in un viaggio dove nulla è organizzato, spostandosi solo con rickshaw, autobus e treni locali, dormendo sempre in posti economici, avevano più che mai voglia di conoscere altre persone e farsi nuovi amici in tutti gli angoli del mondo ed avere il piacere in futuro di ospitarli e di essere ospitati nei rispettivi paesi! Bellissimo! Comunque, due mesi intensi come solo l’India può dare con la sua immensa varietà, passati tra oceano e laghi sacri, tra il deserto e le montagne dell’Himalaya, tra città sante e piccoli villaggi, tra bazaar e mercati vari, tra elefanti, mucche e cammelli, tra templi, forti e palazzi da 1000 e una notte! L’India offre veramente un esperienza a 360°, in cui può succederti di tutto e in cui non ci si annoia mai spendendo veramente pochissimi soldi ( io, in due mesi, escluso il biglietto aereo, ho speso meno di 1000 euro in totale!!!! ). Insomma, a noi l’India con tutte le sue stranezze, i suoi contrasti, e le sue bellezze ci rimarrà dentro x sempre!
Andiamo ad Ajanta per visitare le sue grotte, scavate sulla parete rocciosa di una specie di canyon a forma di ferro di cavallo in un bellissimo scenario naturale. All’ interno delle 29 grotte ci sono sculture e pitture buddiste risalenti 1500-2000 anni fa. Da Ajanta autobus per Jalgaon per andare a prendere il prossimo treno.
Lasciamo il Rajasthan e il deserto con un polveroso treno notturno per arrivare a Delhi la capitale, il giorno dopo. Delhi secondo noi è la città più caotica dell’India, soprattutto la parte vecchia della città con le sue strade affollatissime di taxi, autobus, automobili, mucche, mendicanti… In compenso, una marea di mercatini, e mercati immensi dove comprare di tutto, il suo Forte Rosso, la moschea Jama Masjid, e la tomba di Humayun rendono la città non un postaccio come può sembrare al primo impatto!
Un piccolo angolo di Tibet in India, ecco come si può definire McLeod Ganj. E’ il posto dove vive il Dalai Lama e una grande comunità tibetana sin dal 1960, dopo essere scappati dalla folle invasione cinese, o “liberazione” per chiamarla come la chiamano i cinesi, di quel magnifico paese che è il Tibet! “Liberazione” che è costata la morte di 1,5 milioni di tibetani e la distruzione di moltissimi monasteri e templi, biblioteche contenenti testi antichissimi… nel tentativo di distruggere la cultura tibetana! A McLeod il museo di storia tibetana mostra tutto questo con filmati e immagini assurde! Tornando alle cose belle… il villaggio è tranquillissimo, in una location stupenda a 2000 metri e con montagne da 4000 tutte intorno!
Ok le tre ore di treno, ma le 6 ore in autobus per raggiungere Khajuraho da Agra sono veramente una tortura! La strada è piena di buche, che ti sbattono di qua e di la sui comodissimi sedili, e l’autista matto per evitare le buche e per fare sorpassi allucinanti, o rischia di prendere autobus e macchine che vengono dall’altro senso di marcia, o praticamente butta fuori strada i malcapitati da sorpassare! Comunque a Khajuraho ci siamo arrivati e si finisce per ridere e scherzare del viaggio in autobus appena fatto! I bellissimi, diciamo “particolari” templi erotici, di questo piccolo villaggio ci ripagano del viaggio per arrivarci! Si tratta praticamente del Kamasutra rappresentato nelle tantissime sculture, raffiguranti le più varie e strane posizioni sessuali, che decorano le facciate di questi capolavori di arte!
Ultimo spostamento in India, perché da Calcutta, città in cui spendiamo pochissimo tempo, ma che non ci sembra un gran ché, prenderemo l’aereo che ci porterà a Yangoon nel Myanmar ( Birmania ). Concludiamo cosi’ il nostro viaggio in India, lasciando un paese che ci ha dato tantissimo sotto tanti punti di vista… dai tantissimi posti bellissimi che abbiamo visitato, ma soprattutto le tante, fortissime emozioni che ha suscitato dentro di noi.
Capitale commerciale-industriale, economica e cinematografica dell’India, Bombay è una delle città più caotiche del mondo, ma per noi si è rivelata una piacevole sorpresa. Siamo qui per il week-end e la pausa settimanale di gran parte delle attività lavorative permette di goderci in una relativa calma ( per gli standard indiani ) dei bei palazzi coloniali, rimasti a testimonianza del domino inglese di una volta, come l’università, la corte suprema, le biblioteche e quando siamo stanchi di sdraiarci sull’erba del parco pubblico a guardare gli indiani che passano il tempo con il loro gioco preferito: il Cricket.
Jaisalmer è uno dei luoghi più belli e affascinanti di questo paese! Immersa nel deserto, con il suo forte che sembra fatto di sabbia e le spettacolari Haveli ( abitazioni tipiche ) è un posto dove non ci si stanca mai di andare in giro! Da qui inoltre partiamo per un escursione con i cammelli di due giorni nel deserto del Thar, ai confini col Pakistan. Bellissima esperienza perché essendo un piccolo gruppo, solo 6 persone compresi i due cammellieri guide, apprezziamo al massimo la pace e il silenzio del deserto, la vita dei villaggi con le tipiche case costruite con sabbia e argilla. Passando una notte nel deserto ci godiamo lo spettacolare cielo notturno, e l’emozione di veder calare e risorgere il sole tra la bellezza delle dune di sabbia.
Dopo una sosta forzata di un giorno ad Ahmedabad per mancanza di collegamenti diretti, arriviamo ad Udaipur, nel Rajasthan che è la regione più turistica dell’India. La città ci piace da subito con le sue stradine strette e non affollatissime, il lago, i suoi bellissimi palazzi tra cui uno proprio nel lago, e l’enorme City Palace.
Con la fortuna del calendario riusciamo ad arrivare a Pushkar esattamente al momento giusto, perché proprio in questi giorni si svolge qui una delle più affascinanti, e interessanti feste indiane: la Camel Fair. Nei tre giorni principali della festa arrivano qui, da ogni parte del Rajasthan, migliaia e migliaia di cammellieri, cammelli ( fino a 20.000!!!! ), mercanti, che riempiono ogni angolo della piccola città e dell’area circostante, creando un vero e proprio caos! La festa va avanti tutto il giorno e tutta la notte ininterrottamente per tre giorni creando un atmosfera unica! Un evento assolutamente da non perdere! Camel fair a parte, Pushkar è un importantissimo centro di pellegrinaggio hindu ed è situata sulle sponde di un piccolo lago sacro circondato dai Ghat ( scalinate che entrano fino in acqua per permettere ai pellegrini di bagnarsi e “purificarsi” nelle acque sacre ) e da templi che si riflettono nelle acque del lago! Si passa tranquillamente qualche ora ad osservare con curiosità tutto questo via vai di gente che si immerge e prega con una devozione totale!
Dopo 5 ore su un autobus che porta almeno 3 volte tanto le persone che potrebbe portare al suo interno e almeno altre 20 persone sul tetto arriviamo a Jodhpur. La parte vecchia della città è bellissima con tutte le case colorate di un azzurro stupendo, è bello passeggiarci attraverso ma è ancora più bello lo spettacolo che si gode della città azzurra dal suo maestoso e impressionante Meherangarh Fort arroccato su un alta collina rocciosa che domina l’intera città.
Amritsar merita una visita x 2 motivi: il Tempio d’oro, che é il tempio più sacro per la religione sikh e uno dei monumenti più belli dell’India con i suoi 750kg di puro oro fuso che ricoprono le sue pareti che si rispecchiano nell’acqua che lo circonda, e che contrastano con i bianchi muri di marmo degli altri edifici del complesso. Il secondo motivo è assistere al cambio della guardia al vicino e delicatissimo confine pakistano.
Ancora montagne, quelle dell’Himalaya stavolta! Arriviamo a Kasol, nella Parvati Valley, seduti sopra il tetto di un autobus che dentro era troppo pieno ( e se è pieno per gli indiani significa che non c’entra più neanche uno spillo ), ma apparte il freddo, visto che siamo a 1600 metri di altezza, è stata per noi una bellissima e divertente esperienza in cui ci siamo gustati tutto lo spettacolare paesaggio della valle! Il villaggio è piccolo, tranquillo e circondato da fiumi, ruscelli, montagne innevate alte 5000 metri, pini, abeti e qua e là sono sparse pozze termali naturali in cui è assolutamente un piacere immergersi! Da non perdere alcune specialità locali! Insieme a McLeod Ganj è un posto dove vista la pace e l’aria fresca e pulita, ci si quasi dimentica di essere in India e dove finisci per restarci più di quanto previsto.
Ritorniamo a Delhi ma solo per una breve sosta, e qualche altro acquisto nei mercatini.
Agra è la città dove si trova il monumento più famoso, forse il simbolo, dell’India: il Taj Mahal. Il Taj Mahal è di una bellezza veramente unica, di una perfezione e di un eleganza che forse nessuna altro monumento al mondo può vantare. E’ un mausoleo, fatto costruire da un Maharaja tra il 1631 e il 1653 dopo la morte della sua moglie preferita, Maharaja che a edificio ultimato fece tagliare le mani o le dita ai principali artefici della realizzazione del mausoleo per evitare che essi potessero costruire altre cose di pari bellezza del Taj Mahal. Il monumento è costruito interamente in marmo bianco e tappezzato di pietre preziose e semi preziose che formano stupendi ricami sulle sue facciate! I momenti migliori x visitarlo sono all’alba e al tramonto quando il cambiare della luce del giorno e il colore del Taj offrono uno spettacolo veramente suggestivo. Unica “pecca” del posto è la marea di turisti, anche indiani, che ogni giorno visitano il monumento e che ne rovinano un po’ l’atmosfera. In città vale la pena visitare anche il bel forte, che come si sarà capito è una struttura che caratterizza molte città indiane.
Eccoci in uno dei luoghi più sacri dell’India e della terra. Varanasi, una delle città più antiche del mondo, città dove tutti gli hindu vorrebbero morire, visto che questo per loro è il luogo dove morendo finisce il ciclo delle rinascite/reincarnazioni e si va in paradiso. Città che mette la morte di fronte a tutti, anche a noi, basta camminare lungo i ghat sul Gange per vedere i roghi delle cataste di legna che bruciano insieme ai corpi dei morti, con le ceneri che alla fine vengono spinte nel fiume sacro! Nel fiume tra ceneri, e sporcizia varia, c’è anche chi si “lava” e chi si immerge per “purificarsi”. In città oltre ai bellissimi scorci dei ghat sul Gange, sui quali fare delle belle passeggiate osservando l’intensa attività della vita e della morte sul fiume, si possono passare ore anche tra gli splendidi vicoletti stretti e pieni di bancarelle della parte più vecchia, ma la cosa più bella di questo luogo é l’atmosfera magica, qualcosa che non si può descrivere a parole. L’escursione in barca sul Gange all’alba, tra il sorgere del sole, le campane che suonano, e le preghiere trasmesse dagli altoparlanti e’ il modo migliore per avere un idea a 360° di quanto detto, peccato anche qui per la folla di barche con i turisti!
L’India è veramente un mondo a parte, un paese che non ha nulla a che vedere ( ancora per quanto? ) con la nostra moderna cultura occidentale. L’India è caos, è sporca, è triste, è poverissima, puzza… Ma l’India è anche la pace, la tranquillità, la natura più incontaminata, è felice, è ricca, è la spiritualità, è colore e tantissimi profumi! L’India sicuramente non è per tutti… c’è chi la ama da impazzire e ci ritorna anno dopo anno, ma c’è anche chi arriva e dopo due ore vorrebbe già essere da qualche altra parte! L’India o si ama o si odia, di certo non è un posto che lascia indifferenti! Personalmente 2 mesi in India sono stati un esperienza indimenticabile, che ho condiviso per metà del viaggio ( il Nord dell’India ) con Laura, la mia ragazza, che mi ha raggiunto un mese dopo la mia partenza e con la quale ho proseguito poi anche in Myanmar, Thailandia fino ad arrivare in Malesia a Kuala Lumpur, citta in cui l’ho salutata di nuovo per proseguire altre due settimane da solo. Da solo in realtà non sono mai stato, xché ho sempre incontrato viaggiatori, anche di 60 anni, che come me, zaino in spalla (a volte da soli anche loro) in un viaggio dove nulla è organizzato, spostandosi solo con rickshaw, autobus e treni locali, dormendo sempre in posti economici, avevano più che mai voglia di conoscere altre persone e farsi nuovi amici in tutti gli angoli del mondo ed avere il piacere in futuro di ospitarli e di essere ospitati nei rispettivi paesi! Bellissimo! Comunque, due mesi intensi come solo l’India può dare con la sua immensa varietà, passati tra oceano e laghi sacri, tra il deserto e le montagne dell’Himalaya, tra città sante e piccoli villaggi, tra bazaar e mercati vari, tra elefanti, mucche e cammelli, tra templi, forti e palazzi da 1000 e una notte! L’India offre veramente un esperienza a 360°, in cui può succederti di tutto e in cui non ci si annoia mai spendendo veramente pochissimi soldi ( io, in due mesi, escluso il biglietto aereo, ho speso meno di 1000 euro in totale!!!! ). Insomma, a noi l’India con tutte le sue stranezze, i suoi contrasti, e le sue bellezze ci rimarrà dentro x sempre!
Andiamo ad Ajanta per visitare le sue grotte, scavate sulla parete rocciosa di una specie di canyon a forma di ferro di cavallo in un bellissimo scenario naturale. All’ interno delle 29 grotte ci sono sculture e pitture buddiste risalenti 1500-2000 anni fa. Da Ajanta autobus per Jalgaon per andare a prendere il prossimo treno.
Lasciamo il Rajasthan e il deserto con un polveroso treno notturno per arrivare a Delhi la capitale, il giorno dopo. Delhi secondo noi è la città più caotica dell’India, soprattutto la parte vecchia della città con le sue strade affollatissime di taxi, autobus, automobili, mucche, mendicanti… In compenso, una marea di mercatini, e mercati immensi dove comprare di tutto, il suo Forte Rosso, la moschea Jama Masjid, e la tomba di Humayun rendono la città non un postaccio come può sembrare al primo impatto!
Un piccolo angolo di Tibet in India, ecco come si può definire McLeod Ganj. E’ il posto dove vive il Dalai Lama e una grande comunità tibetana sin dal 1960, dopo essere scappati dalla folle invasione cinese, o “liberazione” per chiamarla come la chiamano i cinesi, di quel magnifico paese che è il Tibet! “Liberazione” che è costata la morte di 1,5 milioni di tibetani e la distruzione di moltissimi monasteri e templi, biblioteche contenenti testi antichissimi… nel tentativo di distruggere la cultura tibetana! A McLeod il museo di storia tibetana mostra tutto questo con filmati e immagini assurde! Tornando alle cose belle… il villaggio è tranquillissimo, in una location stupenda a 2000 metri e con montagne da 4000 tutte intorno!
Ok le tre ore di treno, ma le 6 ore in autobus per raggiungere Khajuraho da Agra sono veramente una tortura! La strada è piena di buche, che ti sbattono di qua e di la sui comodissimi sedili, e l’autista matto per evitare le buche e per fare sorpassi allucinanti, o rischia di prendere autobus e macchine che vengono dall’altro senso di marcia, o praticamente butta fuori strada i malcapitati da sorpassare! Comunque a Khajuraho ci siamo arrivati e si finisce per ridere e scherzare del viaggio in autobus appena fatto! I bellissimi, diciamo “particolari” templi erotici, di questo piccolo villaggio ci ripagano del viaggio per arrivarci! Si tratta praticamente del Kamasutra rappresentato nelle tantissime sculture, raffiguranti le più varie e strane posizioni sessuali, che decorano le facciate di questi capolavori di arte!
Ultimo spostamento in India, perché da Calcutta, città in cui spendiamo pochissimo tempo, ma che non ci sembra un gran ché, prenderemo l’aereo che ci porterà a Yangoon nel Myanmar ( Birmania ). Concludiamo cosi’ il nostro viaggio in India, lasciando un paese che ci ha dato tantissimo sotto tanti punti di vista… dai tantissimi posti bellissimi che abbiamo visitato, ma soprattutto le tante, fortissime emozioni che ha suscitato dentro di noi.
Capitale commerciale-industriale, economica e cinematografica dell’India, Bombay è una delle città più caotiche del mondo, ma per noi si è rivelata una piacevole sorpresa. Siamo qui per il week-end e la pausa settimanale di gran parte delle attività lavorative permette di goderci in una relativa calma ( per gli standard indiani ) dei bei palazzi coloniali, rimasti a testimonianza del domino inglese di una volta, come l’università, la corte suprema, le biblioteche e quando siamo stanchi di sdraiarci sull’erba del parco pubblico a guardare gli indiani che passano il tempo con il loro gioco preferito: il Cricket.
Jaisalmer è uno dei luoghi più belli e affascinanti di questo paese! Immersa nel deserto, con il suo forte che sembra fatto di sabbia e le spettacolari Haveli ( abitazioni tipiche ) è un posto dove non ci si stanca mai di andare in giro! Da qui inoltre partiamo per un escursione con i cammelli di due giorni nel deserto del Thar, ai confini col Pakistan. Bellissima esperienza perché essendo un piccolo gruppo, solo 6 persone compresi i due cammellieri guide, apprezziamo al massimo la pace e il silenzio del deserto, la vita dei villaggi con le tipiche case costruite con sabbia e argilla. Passando una notte nel deserto ci godiamo lo spettacolare cielo notturno, e l’emozione di veder calare e risorgere il sole tra la bellezza delle dune di sabbia.
Dopo una sosta forzata di un giorno ad Ahmedabad per mancanza di collegamenti diretti, arriviamo ad Udaipur, nel Rajasthan che è la regione più turistica dell’India. La città ci piace da subito con le sue stradine strette e non affollatissime, il lago, i suoi bellissimi palazzi tra cui uno proprio nel lago, e l’enorme City Palace.
Con la fortuna del calendario riusciamo ad arrivare a Pushkar esattamente al momento giusto, perché proprio in questi giorni si svolge qui una delle più affascinanti, e interessanti feste indiane: la Camel Fair. Nei tre giorni principali della festa arrivano qui, da ogni parte del Rajasthan, migliaia e migliaia di cammellieri, cammelli ( fino a 20.000!!!! ), mercanti, che riempiono ogni angolo della piccola città e dell’area circostante, creando un vero e proprio caos! La festa va avanti tutto il giorno e tutta la notte ininterrottamente per tre giorni creando un atmosfera unica! Un evento assolutamente da non perdere! Camel fair a parte, Pushkar è un importantissimo centro di pellegrinaggio hindu ed è situata sulle sponde di un piccolo lago sacro circondato dai Ghat ( scalinate che entrano fino in acqua per permettere ai pellegrini di bagnarsi e “purificarsi” nelle acque sacre ) e da templi che si riflettono nelle acque del lago! Si passa tranquillamente qualche ora ad osservare con curiosità tutto questo via vai di gente che si immerge e prega con una devozione totale!
Dopo 5 ore su un autobus che porta almeno 3 volte tanto le persone che potrebbe portare al suo interno e almeno altre 20 persone sul tetto arriviamo a Jodhpur. La parte vecchia della città è bellissima con tutte le case colorate di un azzurro stupendo, è bello passeggiarci attraverso ma è ancora più bello lo spettacolo che si gode della città azzurra dal suo maestoso e impressionante Meherangarh Fort arroccato su un alta collina rocciosa che domina l’intera città.
Amritsar merita una visita x 2 motivi: il Tempio d’oro, che é il tempio più sacro per la religione sikh e uno dei monumenti più belli dell’India con i suoi 750kg di puro oro fuso che ricoprono le sue pareti che si rispecchiano nell’acqua che lo circonda, e che contrastano con i bianchi muri di marmo degli altri edifici del complesso. Il secondo motivo è assistere al cambio della guardia al vicino e delicatissimo confine pakistano.
Ancora montagne, quelle dell’Himalaya stavolta! Arriviamo a Kasol, nella Parvati Valley, seduti sopra il tetto di un autobus che dentro era troppo pieno ( e se è pieno per gli indiani significa che non c’entra più neanche uno spillo ), ma apparte il freddo, visto che siamo a 1600 metri di altezza, è stata per noi una bellissima e divertente esperienza in cui ci siamo gustati tutto lo spettacolare paesaggio della valle! Il villaggio è piccolo, tranquillo e circondato da fiumi, ruscelli, montagne innevate alte 5000 metri, pini, abeti e qua e là sono sparse pozze termali naturali in cui è assolutamente un piacere immergersi! Da non perdere alcune specialità locali! Insieme a McLeod Ganj è un posto dove vista la pace e l’aria fresca e pulita, ci si quasi dimentica di essere in India e dove finisci per restarci più di quanto previsto.
Ritorniamo a Delhi ma solo per una breve sosta, e qualche altro acquisto nei mercatini.
Agra è la città dove si trova il monumento più famoso, forse il simbolo, dell’India: il Taj Mahal. Il Taj Mahal è di una bellezza veramente unica, di una perfezione e di un eleganza che forse nessuna altro monumento al mondo può vantare. E’ un mausoleo, fatto costruire da un Maharaja tra il 1631 e il 1653 dopo la morte della sua moglie preferita, Maharaja che a edificio ultimato fece tagliare le mani o le dita ai principali artefici della realizzazione del mausoleo per evitare che essi potessero costruire altre cose di pari bellezza del Taj Mahal. Il monumento è costruito interamente in marmo bianco e tappezzato di pietre preziose e semi preziose che formano stupendi ricami sulle sue facciate! I momenti migliori x visitarlo sono all’alba e al tramonto quando il cambiare della luce del giorno e il colore del Taj offrono uno spettacolo veramente suggestivo. Unica “pecca” del posto è la marea di turisti, anche indiani, che ogni giorno visitano il monumento e che ne rovinano un po’ l’atmosfera. In città vale la pena visitare anche il bel forte, che come si sarà capito è una struttura che caratterizza molte città indiane.
Eccoci in uno dei luoghi più sacri dell’India e della terra. Varanasi, una delle città più antiche del mondo, città dove tutti gli hindu vorrebbero morire, visto che questo per loro è il luogo dove morendo finisce il ciclo delle rinascite/reincarnazioni e si va in paradiso. Città che mette la morte di fronte a tutti, anche a noi, basta camminare lungo i ghat sul Gange per vedere i roghi delle cataste di legna che bruciano insieme ai corpi dei morti, con le ceneri che alla fine vengono spinte nel fiume sacro! Nel fiume tra ceneri, e sporcizia varia, c’è anche chi si “lava” e chi si immerge per “purificarsi”. In città oltre ai bellissimi scorci dei ghat sul Gange, sui quali fare delle belle passeggiate osservando l’intensa attività della vita e della morte sul fiume, si possono passare ore anche tra gli splendidi vicoletti stretti e pieni di bancarelle della parte più vecchia, ma la cosa più bella di questo luogo é l’atmosfera magica, qualcosa che non si può descrivere a parole. L’escursione in barca sul Gange all’alba, tra il sorgere del sole, le campane che suonano, e le preghiere trasmesse dagli altoparlanti e’ il modo migliore per avere un idea a 360° di quanto detto, peccato anche qui per la folla di barche con i turisti!
L’India è veramente un mondo a parte, un paese che non ha nulla a che vedere ( ancora per quanto? ) con la nostra moderna cultura occidentale. L’India è caos, è sporca, è triste, è poverissima, puzza… Ma l’India è anche la pace, la tranquillità, la natura più incontaminata, è felice, è ricca, è la spiritualità, è colore e tantissimi profumi! L’India sicuramente non è per tutti… c’è chi la ama da impazzire e ci ritorna anno dopo anno, ma c’è anche chi arriva e dopo due ore vorrebbe già essere da qualche altra parte! L’India o si ama o si odia, di certo non è un posto che lascia indifferenti! Personalmente 2 mesi in India sono stati un esperienza indimenticabile, che ho condiviso per metà del viaggio ( il Nord dell’India ) con Laura, la mia ragazza, che mi ha raggiunto un mese dopo la mia partenza e con la quale ho proseguito poi anche in Myanmar, Thailandia fino ad arrivare in Malesia a Kuala Lumpur, citta in cui l’ho salutata di nuovo per proseguire altre due settimane da solo. Da solo in realtà non sono mai stato, xché ho sempre incontrato viaggiatori, anche di 60 anni, che come me, zaino in spalla (a volte da soli anche loro) in un viaggio dove nulla è organizzato, spostandosi solo con rickshaw, autobus e treni locali, dormendo sempre in posti economici, avevano più che mai voglia di conoscere altre persone e farsi nuovi amici in tutti gli angoli del mondo ed avere il piacere in futuro di ospitarli e di essere ospitati nei rispettivi paesi! Bellissimo! Comunque, due mesi intensi come solo l’India può dare con la sua immensa varietà, passati tra oceano e laghi sacri, tra il deserto e le montagne dell’Himalaya, tra città sante e piccoli villaggi, tra bazaar e mercati vari, tra elefanti, mucche e cammelli, tra templi, forti e palazzi da 1000 e una notte! L’India offre veramente un esperienza a 360°, in cui può succederti di tutto e in cui non ci si annoia mai spendendo veramente pochissimi soldi ( io, in due mesi, escluso il biglietto aereo, ho speso meno di 1000 euro in totale!!!! ). Insomma, a noi l’India con tutte le sue stranezze, i suoi contrasti, e le sue bellezze ci rimarrà dentro x sempre!
Andiamo ad Ajanta per visitare le sue grotte, scavate sulla parete rocciosa di una specie di canyon a forma di ferro di cavallo in un bellissimo scenario naturale. All’ interno delle 29 grotte ci sono sculture e pitture buddiste risalenti 1500-2000 anni fa. Da Ajanta autobus per Jalgaon per andare a prendere il prossimo treno.
Lasciamo il Rajasthan e il deserto con un polveroso treno notturno per arrivare a Delhi la capitale, il giorno dopo. Delhi secondo noi è la città più caotica dell’India, soprattutto la parte vecchia della città con le sue strade affollatissime di taxi, autobus, automobili, mucche, mendicanti… In compenso, una marea di mercatini, e mercati immensi dove comprare di tutto, il suo Forte Rosso, la moschea Jama Masjid, e la tomba di Humayun rendono la città non un postaccio come può sembrare al primo impatto!
Un piccolo angolo di Tibet in India, ecco come si può definire McLeod Ganj. E’ il posto dove vive il Dalai Lama e una grande comunità tibetana sin dal 1960, dopo essere scappati dalla folle invasione cinese, o “liberazione” per chiamarla come la chiamano i cinesi, di quel magnifico paese che è il Tibet! “Liberazione” che è costata la morte di 1,5 milioni di tibetani e la distruzione di moltissimi monasteri e templi, biblioteche contenenti testi antichissimi… nel tentativo di distruggere la cultura tibetana! A McLeod il museo di storia tibetana mostra tutto questo con filmati e immagini assurde! Tornando alle cose belle… il villaggio è tranquillissimo, in una location stupenda a 2000 metri e con montagne da 4000 tutte intorno!
Ok le tre ore di treno, ma le 6 ore in autobus per raggiungere Khajuraho da Agra sono veramente una tortura! La strada è piena di buche, che ti sbattono di qua e di la sui comodissimi sedili, e l’autista matto per evitare le buche e per fare sorpassi allucinanti, o rischia di prendere autobus e macchine che vengono dall’altro senso di marcia, o praticamente butta fuori strada i malcapitati da sorpassare! Comunque a Khajuraho ci siamo arrivati e si finisce per ridere e scherzare del viaggio in autobus appena fatto! I bellissimi, diciamo “particolari” templi erotici, di questo piccolo villaggio ci ripagano del viaggio per arrivarci! Si tratta praticamente del Kamasutra rappresentato nelle tantissime sculture, raffiguranti le più varie e strane posizioni sessuali, che decorano le facciate di questi capolavori di arte!
Ultimo spostamento in India, perché da Calcutta, città in cui spendiamo pochissimo tempo, ma che non ci sembra un gran ché, prenderemo l’aereo che ci porterà a Yangoon nel Myanmar ( Birmania ). Concludiamo cosi’ il nostro viaggio in India, lasciando un paese che ci ha dato tantissimo sotto tanti punti di vista… dai tantissimi posti bellissimi che abbiamo visitato, ma soprattutto le tante, fortissime emozioni che ha suscitato dentro di noi.
Capitale commerciale-industriale, economica e cinematografica dell’India, Bombay è una delle città più caotiche del mondo, ma per noi si è rivelata una piacevole sorpresa. Siamo qui per il week-end e la pausa settimanale di gran parte delle attività lavorative permette di goderci in una relativa calma ( per gli standard indiani ) dei bei palazzi coloniali, rimasti a testimonianza del domino inglese di una volta, come l’università, la corte suprema, le biblioteche e quando siamo stanchi di sdraiarci sull’erba del parco pubblico a guardare gli indiani che passano il tempo con il loro gioco preferito: il Cricket.
Jaisalmer è uno dei luoghi più belli e affascinanti di questo paese! Immersa nel deserto, con il suo forte che sembra fatto di sabbia e le spettacolari Haveli ( abitazioni tipiche ) è un posto dove non ci si stanca mai di andare in giro! Da qui inoltre partiamo per un escursione con i cammelli di due giorni nel deserto del Thar, ai confini col Pakistan. Bellissima esperienza perché essendo un piccolo gruppo, solo 6 persone compresi i due cammellieri guide, apprezziamo al massimo la pace e il silenzio del deserto, la vita dei villaggi con le tipiche case costruite con sabbia e argilla. Passando una notte nel deserto ci godiamo lo spettacolare cielo notturno, e l’emozione di veder calare e risorgere il sole tra la bellezza delle dune di sabbia.
Dopo una sosta forzata di un giorno ad Ahmedabad per mancanza di collegamenti diretti, arriviamo ad Udaipur, nel Rajasthan che è la regione più turistica dell’India. La città ci piace da subito con le sue stradine strette e non affollatissime, il lago, i suoi bellissimi palazzi tra cui uno proprio nel lago, e l’enorme City Palace.
Con la fortuna del calendario riusciamo ad arrivare a Pushkar esattamente al momento giusto, perché proprio in questi giorni si svolge qui una delle più affascinanti, e interessanti feste indiane: la Camel Fair. Nei tre giorni principali della festa arrivano qui, da ogni parte del Rajasthan, migliaia e migliaia di cammellieri, cammelli ( fino a 20.000!!!! ), mercanti, che riempiono ogni angolo della piccola città e dell’area circostante, creando un vero e proprio caos! La festa va avanti tutto il giorno e tutta la notte ininterrottamente per tre giorni creando un atmosfera unica! Un evento assolutamente da non perdere! Camel fair a parte, Pushkar è un importantissimo centro di pellegrinaggio hindu ed è situata sulle sponde di un piccolo lago sacro circondato dai Ghat ( scalinate che entrano fino in acqua per permettere ai pellegrini di bagnarsi e “purificarsi” nelle acque sacre ) e da templi che si riflettono nelle acque del lago! Si passa tranquillamente qualche ora ad osservare con curiosità tutto questo via vai di gente che si immerge e prega con una devozione totale!
Dopo 5 ore su un autobus che porta almeno 3 volte tanto le persone che potrebbe portare al suo interno e almeno altre 20 persone sul tetto arriviamo a Jodhpur. La parte vecchia della città è bellissima con tutte le case colorate di un azzurro stupendo, è bello passeggiarci attraverso ma è ancora più bello lo spettacolo che si gode della città azzurra dal suo maestoso e impressionante Meherangarh Fort arroccato su un alta collina rocciosa che domina l’intera città.
Amritsar merita una visita x 2 motivi: il Tempio d’oro, che é il tempio più sacro per la religione sikh e uno dei monumenti più belli dell’India con i suoi 750kg di puro oro fuso che ricoprono le sue pareti che si rispecchiano nell’acqua che lo circonda, e che contrastano con i bianchi muri di marmo degli altri edifici del complesso. Il secondo motivo è assistere al cambio della guardia al vicino e delicatissimo confine pakistano.
Ancora montagne, quelle dell’Himalaya stavolta! Arriviamo a Kasol, nella Parvati Valley, seduti sopra il tetto di un autobus che dentro era troppo pieno ( e se è pieno per gli indiani significa che non c’entra più neanche uno spillo ), ma apparte il freddo, visto che siamo a 1600 metri di altezza, è stata per noi una bellissima e divertente esperienza in cui ci siamo gustati tutto lo spettacolare paesaggio della valle! Il villaggio è piccolo, tranquillo e circondato da fiumi, ruscelli, montagne innevate alte 5000 metri, pini, abeti e qua e là sono sparse pozze termali naturali in cui è assolutamente un piacere immergersi! Da non perdere alcune specialità locali! Insieme a McLeod Ganj è un posto dove vista la pace e l’aria fresca e pulita, ci si quasi dimentica di essere in India e dove finisci per restarci più di quanto previsto.
Ritorniamo a Delhi ma solo per una breve sosta, e qualche altro acquisto nei mercatini.
Agra è la città dove si trova il monumento più famoso, forse il simbolo, dell’India: il Taj Mahal. Il Taj Mahal è di una bellezza veramente unica, di una perfezione e di un eleganza che forse nessuna altro monumento al mondo può vantare. E’ un mausoleo, fatto costruire da un Maharaja tra il 1631 e il 1653 dopo la morte della sua moglie preferita, Maharaja che a edificio ultimato fece tagliare le mani o le dita ai principali artefici della realizzazione del mausoleo per evitare che essi potessero costruire altre cose di pari bellezza del Taj Mahal. Il monumento è costruito interamente in marmo bianco e tappezzato di pietre preziose e semi preziose che formano stupendi ricami sulle sue facciate! I momenti migliori x visitarlo sono all’alba e al tramonto quando il cambiare della luce del giorno e il colore del Taj offrono uno spettacolo veramente suggestivo. Unica “pecca” del posto è la marea di turisti, anche indiani, che ogni giorno visitano il monumento e che ne rovinano un po’ l’atmosfera. In città vale la pena visitare anche il bel forte, che come si sarà capito è una struttura che caratterizza molte città indiane.
Eccoci in uno dei luoghi più sacri dell’India e della terra. Varanasi, una delle città più antiche del mondo, città dove tutti gli hindu vorrebbero morire, visto che questo per loro è il luogo dove morendo finisce il ciclo delle rinascite/reincarnazioni e si va in paradiso. Città che mette la morte di fronte a tutti, anche a noi, basta camminare lungo i ghat sul Gange per vedere i roghi delle cataste di legna che bruciano insieme ai corpi dei morti, con le ceneri che alla fine vengono spinte nel fiume sacro! Nel fiume tra ceneri, e sporcizia varia, c’è anche chi si “lava” e chi si immerge per “purificarsi”. In città oltre ai bellissimi scorci dei ghat sul Gange, sui quali fare delle belle passeggiate osservando l’intensa attività della vita e della morte sul fiume, si possono passare ore anche tra gli splendidi vicoletti stretti e pieni di bancarelle della parte più vecchia, ma la cosa più bella di questo luogo é l’atmosfera magica, qualcosa che non si può descrivere a parole. L’escursione in barca sul Gange all’alba, tra il sorgere del sole, le campane che suonano, e le preghiere trasmesse dagli altoparlanti e’ il modo migliore per avere un idea a 360° di quanto detto, peccato anche qui per la folla di barche con i turisti!
L’India è veramente un mondo a parte, un paese che non ha nulla a che vedere ( ancora per quanto? ) con la nostra moderna cultura occidentale. L’India è caos, è sporca, è triste, è poverissima, puzza… Ma l’India è anche la pace, la tranquillità, la natura più incontaminata, è felice, è ricca, è la spiritualità, è colore e tantissimi profumi! L’India sicuramente non è per tutti… c’è chi la ama da impazzire e ci ritorna anno dopo anno, ma c’è anche chi arriva e dopo due ore vorrebbe già essere da qualche altra parte! L’India o si ama o si odia, di certo non è un posto che lascia indifferenti! Personalmente 2 mesi in India sono stati un esperienza indimenticabile, che ho condiviso per metà del viaggio ( il Nord dell’India ) con Laura, la mia ragazza, che mi ha raggiunto un mese dopo la mia partenza e con la quale ho proseguito poi anche in Myanmar, Thailandia fino ad arrivare in Malesia a Kuala Lumpur, citta in cui l’ho salutata di nuovo per proseguire altre due settimane da solo. Da solo in realtà non sono mai stato, xché ho sempre incontrato viaggiatori, anche di 60 anni, che come me, zaino in spalla (a volte da soli anche loro) in un viaggio dove nulla è organizzato, spostandosi solo con rickshaw, autobus e treni locali, dormendo sempre in posti economici, avevano più che mai voglia di conoscere altre persone e farsi nuovi amici in tutti gli angoli del mondo ed avere il piacere in futuro di ospitarli e di essere ospitati nei rispettivi paesi! Bellissimo! Comunque, due mesi intensi come solo l’India può dare con la sua immensa varietà, passati tra oceano e laghi sacri, tra il deserto e le montagne dell’Himalaya, tra città sante e piccoli villaggi, tra bazaar e mercati vari, tra elefanti, mucche e cammelli, tra templi, forti e palazzi da 1000 e una notte! L’India offre veramente un esperienza a 360°, in cui può succederti di tutto e in cui non ci si annoia mai spendendo veramente pochissimi soldi ( io, in due mesi, escluso il biglietto aereo, ho speso meno di 1000 euro in totale!!!! ). Insomma, a noi l’India con tutte le sue stranezze, i suoi contrasti, e le sue bellezze ci rimarrà dentro x sempre!
Andiamo ad Ajanta per visitare le sue grotte, scavate sulla parete rocciosa di una specie di canyon a forma di ferro di cavallo in un bellissimo scenario naturale. All’ interno delle 29 grotte ci sono sculture e pitture buddiste risalenti 1500-2000 anni fa. Da Ajanta autobus per Jalgaon per andare a prendere il prossimo treno.
Lasciamo il Rajasthan e il deserto con un polveroso treno notturno per arrivare a Delhi la capitale, il giorno dopo. Delhi secondo noi è la città più caotica dell’India, soprattutto la parte vecchia della città con le sue strade affollatissime di taxi, autobus, automobili, mucche, mendicanti… In compenso, una marea di mercatini, e mercati immensi dove comprare di tutto, il suo Forte Rosso, la moschea Jama Masjid, e la tomba di Humayun rendono la città non un postaccio come può sembrare al primo impatto!
Un piccolo angolo di Tibet in India, ecco come si può definire McLeod Ganj. E’ il posto dove vive il Dalai Lama e una grande comunità tibetana sin dal 1960, dopo essere scappati dalla folle invasione cinese, o “liberazione” per chiamarla come la chiamano i cinesi, di quel magnifico paese che è il Tibet! “Liberazione” che è costata la morte di 1,5 milioni di tibetani e la distruzione di moltissimi monasteri e templi, biblioteche contenenti testi antichissimi… nel tentativo di distruggere la cultura tibetana! A McLeod il museo di storia tibetana mostra tutto questo con filmati e immagini assurde! Tornando alle cose belle… il villaggio è tranquillissimo, in una location stupenda a 2000 metri e con montagne da 4000 tutte intorno!
Ok le tre ore di treno, ma le 6 ore in autobus per raggiungere Khajuraho da Agra sono veramente una tortura! La strada è piena di buche, che ti sbattono di qua e di la sui comodissimi sedili, e l’autista matto per evitare le buche e per fare sorpassi allucinanti, o rischia di prendere autobus e macchine che vengono dall’altro senso di marcia, o praticamente butta fuori strada i malcapitati da sorpassare! Comunque a Khajuraho ci siamo arrivati e si finisce per ridere e scherzare del viaggio in autobus appena fatto! I bellissimi, diciamo “particolari” templi erotici, di questo piccolo villaggio ci ripagano del viaggio per arrivarci! Si tratta praticamente del Kamasutra rappresentato nelle tantissime sculture, raffiguranti le più varie e strane posizioni sessuali, che decorano le facciate di questi capolavori di arte!
Ultimo spostamento in India, perché da Calcutta, città in cui spendiamo pochissimo tempo, ma che non ci sembra un gran ché, prenderemo l’aereo che ci porterà a Yangoon nel Myanmar ( Birmania ). Concludiamo cosi’ il nostro viaggio in India, lasciando un paese che ci ha dato tantissimo sotto tanti punti di vista… dai tantissimi posti bellissimi che abbiamo visitato, ma soprattutto le tante, fortissime emozioni che ha suscitato dentro di noi.
Capitale commerciale-industriale, economica e cinematografica dell’India, Bombay è una delle città più caotiche del mondo, ma per noi si è rivelata una piacevole sorpresa. Siamo qui per il week-end e la pausa settimanale di gran parte delle attività lavorative permette di goderci in una relativa calma ( per gli standard indiani ) dei bei palazzi coloniali, rimasti a testimonianza del domino inglese di una volta, come l’università, la corte suprema, le biblioteche e quando siamo stanchi di sdraiarci sull’erba del parco pubblico a guardare gli indiani che passano il tempo con il loro gioco preferito: il Cricket.
Jaisalmer è uno dei luoghi più belli e affascinanti di questo paese! Immersa nel deserto, con il suo forte che sembra fatto di sabbia e le spettacolari Haveli ( abitazioni tipiche ) è un posto dove non ci si stanca mai di andare in giro! Da qui inoltre partiamo per un escursione con i cammelli di due giorni nel deserto del Thar, ai confini col Pakistan. Bellissima esperienza perché essendo un piccolo gruppo, solo 6 persone compresi i due cammellieri guide, apprezziamo al massimo la pace e il silenzio del deserto, la vita dei villaggi con le tipiche case costruite con sabbia e argilla. Passando una notte nel deserto ci godiamo lo spettacolare cielo notturno, e l’emozione di veder calare e risorgere il sole tra la bellezza delle dune di sabbia.
Dopo una sosta forzata di un giorno ad Ahmedabad per mancanza di collegamenti diretti, arriviamo ad Udaipur, nel Rajasthan che è la regione più turistica dell’India. La città ci piace da subito con le sue stradine strette e non affollatissime, il lago, i suoi bellissimi palazzi tra cui uno proprio nel lago, e l’enorme City Palace.
Con la fortuna del calendario riusciamo ad arrivare a Pushkar esattamente al momento giusto, perché proprio in questi giorni si svolge qui una delle più affascinanti, e interessanti feste indiane: la Camel Fair. Nei tre giorni principali della festa arrivano qui, da ogni parte del Rajasthan, migliaia e migliaia di cammellieri, cammelli ( fino a 20.000!!!! ), mercanti, che riempiono ogni angolo della piccola città e dell’area circostante, creando un vero e proprio caos! La festa va avanti tutto il giorno e tutta la notte ininterrottamente per tre giorni creando un atmosfera unica! Un evento assolutamente da non perdere! Camel fair a parte, Pushkar è un importantissimo centro di pellegrinaggio hindu ed è situata sulle sponde di un piccolo lago sacro circondato dai Ghat ( scalinate che entrano fino in acqua per permettere ai pellegrini di bagnarsi e “purificarsi” nelle acque sacre ) e da templi che si riflettono nelle acque del lago! Si passa tranquillamente qualche ora ad osservare con curiosità tutto questo via vai di gente che si immerge e prega con una devozione totale!
Dopo 5 ore su un autobus che porta almeno 3 volte tanto le persone che potrebbe portare al suo interno e almeno altre 20 persone sul tetto arriviamo a Jodhpur. La parte vecchia della città è bellissima con tutte le case colorate di un azzurro stupendo, è bello passeggiarci attraverso ma è ancora più bello lo spettacolo che si gode della città azzurra dal suo maestoso e impressionante Meherangarh Fort arroccato su un alta collina rocciosa che domina l’intera città.
Amritsar merita una visita x 2 motivi: il Tempio d’oro, che é il tempio più sacro per la religione sikh e uno dei monumenti più belli dell’India con i suoi 750kg di puro oro fuso che ricoprono le sue pareti che si rispecchiano nell’acqua che lo circonda, e che contrastano con i bianchi muri di marmo degli altri edifici del complesso. Il secondo motivo è assistere al cambio della guardia al vicino e delicatissimo confine pakistano.
Ancora montagne, quelle dell’Himalaya stavolta! Arriviamo a Kasol, nella Parvati Valley, seduti sopra il tetto di un autobus che dentro era troppo pieno ( e se è pieno per gli indiani significa che non c’entra più neanche uno spillo ), ma apparte il freddo, visto che siamo a 1600 metri di altezza, è stata per noi una bellissima e divertente esperienza in cui ci siamo gustati tutto lo spettacolare paesaggio della valle! Il villaggio è piccolo, tranquillo e circondato da fiumi, ruscelli, montagne innevate alte 5000 metri, pini, abeti e qua e là sono sparse pozze termali naturali in cui è assolutamente un piacere immergersi! Da non perdere alcune specialità locali! Insieme a McLeod Ganj è un posto dove vista la pace e l’aria fresca e pulita, ci si quasi dimentica di essere in India e dove finisci per restarci più di quanto previsto.
Ritorniamo a Delhi ma solo per una breve sosta, e qualche altro acquisto nei mercatini.
Agra è la città dove si trova il monumento più famoso, forse il simbolo, dell’India: il Taj Mahal. Il Taj Mahal è di una bellezza veramente unica, di una perfezione e di un eleganza che forse nessuna altro monumento al mondo può vantare. E’ un mausoleo, fatto costruire da un Maharaja tra il 1631 e il 1653 dopo la morte della sua moglie preferita, Maharaja che a edificio ultimato fece tagliare le mani o le dita ai principali artefici della realizzazione del mausoleo per evitare che essi potessero costruire altre cose di pari bellezza del Taj Mahal. Il monumento è costruito interamente in marmo bianco e tappezzato di pietre preziose e semi preziose che formano stupendi ricami sulle sue facciate! I momenti migliori x visitarlo sono all’alba e al tramonto quando il cambiare della luce del giorno e il colore del Taj offrono uno spettacolo veramente suggestivo. Unica “pecca” del posto è la marea di turisti, anche indiani, che ogni giorno visitano il monumento e che ne rovinano un po’ l’atmosfera. In città vale la pena visitare anche il bel forte, che come si sarà capito è una struttura che caratterizza molte città indiane.
Eccoci in uno dei luoghi più sacri dell’India e della terra. Varanasi, una delle città più antiche del mondo, città dove tutti gli hindu vorrebbero morire, visto che questo per loro è il luogo dove morendo finisce il ciclo delle rinascite/reincarnazioni e si va in paradiso. Città che mette la morte di fronte a tutti, anche a noi, basta camminare lungo i ghat sul Gange per vedere i roghi delle cataste di legna che bruciano insieme ai corpi dei morti, con le ceneri che alla fine vengono spinte nel fiume sacro! Nel fiume tra ceneri, e sporcizia varia, c’è anche chi si “lava” e chi si immerge per “purificarsi”. In città oltre ai bellissimi scorci dei ghat sul Gange, sui quali fare delle belle passeggiate osservando l’intensa attività della vita e della morte sul fiume, si possono passare ore anche tra gli splendidi vicoletti stretti e pieni di bancarelle della parte più vecchia, ma la cosa più bella di questo luogo é l’atmosfera magica, qualcosa che non si può descrivere a parole. L’escursione in barca sul Gange all’alba, tra il sorgere del sole, le campane che suonano, e le preghiere trasmesse dagli altoparlanti e’ il modo migliore per avere un idea a 360° di quanto detto, peccato anche qui per la folla di barche con i turisti!
L’India è veramente un mondo a parte, un paese che non ha nulla a che vedere ( ancora per quanto? ) con la nostra moderna cultura occidentale. L’India è caos, è sporca, è triste, è poverissima, puzza… Ma l’India è anche la pace, la tranquillità, la natura più incontaminata, è felice, è ricca, è la spiritualità, è colore e tantissimi profumi! L’India sicuramente non è per tutti… c’è chi la ama da impazzire e ci ritorna anno dopo anno, ma c’è anche chi arriva e dopo due ore vorrebbe già essere da qualche altra parte! L’India o si ama o si odia, di certo non è un posto che lascia indifferenti! Personalmente 2 mesi in India sono stati un esperienza indimenticabile, che ho condiviso per metà del viaggio ( il Nord dell’India ) con Laura, la mia ragazza, che mi ha raggiunto un mese dopo la mia partenza e con la quale ho proseguito poi anche in Myanmar, Thailandia fino ad arrivare in Malesia a Kuala Lumpur, citta in cui l’ho salutata di nuovo per proseguire altre due settimane da solo. Da solo in realtà non sono mai stato, xché ho sempre incontrato viaggiatori, anche di 60 anni, che come me, zaino in spalla (a volte da soli anche loro) in un viaggio dove nulla è organizzato, spostandosi solo con rickshaw, autobus e treni locali, dormendo sempre in posti economici, avevano più che mai voglia di conoscere altre persone e farsi nuovi amici in tutti gli angoli del mondo ed avere il piacere in futuro di ospitarli e di essere ospitati nei rispettivi paesi! Bellissimo! Comunque, due mesi intensi come solo l’India può dare con la sua immensa varietà, passati tra oceano e laghi sacri, tra il deserto e le montagne dell’Himalaya, tra città sante e piccoli villaggi, tra bazaar e mercati vari, tra elefanti, mucche e cammelli, tra templi, forti e palazzi da 1000 e una notte! L’India offre veramente un esperienza a 360°, in cui può succederti di tutto e in cui non ci si annoia mai spendendo veramente pochissimi soldi ( io, in due mesi, escluso il biglietto aereo, ho speso meno di 1000 euro in totale!!!! ). Insomma, a noi l’India con tutte le sue stranezze, i suoi contrasti, e le sue bellezze ci rimarrà dentro x sempre!
Andiamo ad Ajanta per visitare le sue grotte, scavate sulla parete rocciosa di una specie di canyon a forma di ferro di cavallo in un bellissimo scenario naturale. All’ interno delle 29 grotte ci sono sculture e pitture buddiste risalenti 1500-2000 anni fa. Da Ajanta autobus per Jalgaon per andare a prendere il prossimo treno.
Lasciamo il Rajasthan e il deserto con un polveroso treno notturno per arrivare a Delhi la capitale, il giorno dopo. Delhi secondo noi è la città più caotica dell’India, soprattutto la parte vecchia della città con le sue strade affollatissime di taxi, autobus, automobili, mucche, mendicanti… In compenso, una marea di mercatini, e mercati immensi dove comprare di tutto, il suo Forte Rosso, la moschea Jama Masjid, e la tomba di Humayun rendono la città non un postaccio come può sembrare al primo impatto!
Un piccolo angolo di Tibet in India, ecco come si può definire McLeod Ganj. E’ il posto dove vive il Dalai Lama e una grande comunità tibetana sin dal 1960, dopo essere scappati dalla folle invasione cinese, o “liberazione” per chiamarla come la chiamano i cinesi, di quel magnifico paese che è il Tibet! “Liberazione” che è costata la morte di 1,5 milioni di tibetani e la distruzione di moltissimi monasteri e templi, biblioteche contenenti testi antichissimi… nel tentativo di distruggere la cultura tibetana! A McLeod il museo di storia tibetana mostra tutto questo con filmati e immagini assurde! Tornando alle cose belle… il villaggio è tranquillissimo, in una location stupenda a 2000 metri e con montagne da 4000 tutte intorno!
Ok le tre ore di treno, ma le 6 ore in autobus per raggiungere Khajuraho da Agra sono veramente una tortura! La strada è piena di buche, che ti sbattono di qua e di la sui comodissimi sedili, e l’autista matto per evitare le buche e per fare sorpassi allucinanti, o rischia di prendere autobus e macchine che vengono dall’altro senso di marcia, o praticamente butta fuori strada i malcapitati da sorpassare! Comunque a Khajuraho ci siamo arrivati e si finisce per ridere e scherzare del viaggio in autobus appena fatto! I bellissimi, diciamo “particolari” templi erotici, di questo piccolo villaggio ci ripagano del viaggio per arrivarci! Si tratta praticamente del Kamasutra rappresentato nelle tantissime sculture, raffiguranti le più varie e strane posizioni sessuali, che decorano le facciate di questi capolavori di arte!
Ultimo spostamento in India, perché da Calcutta, città in cui spendiamo pochissimo tempo, ma che non ci sembra un gran ché, prenderemo l’aereo che ci porterà a Yangoon nel Myanmar ( Birmania ). Concludiamo cosi’ il nostro viaggio in India, lasciando un paese che ci ha dato tantissimo sotto tanti punti di vista… dai tantissimi posti bellissimi che abbiamo visitato, ma soprattutto le tante, fortissime emozioni che ha suscitato dentro di noi.
Capitale commerciale-industriale, economica e cinematografica dell’India, Bombay è una delle città più caotiche del mondo, ma per noi si è rivelata una piacevole sorpresa. Siamo qui per il week-end e la pausa settimanale di gran parte delle attività lavorative permette di goderci in una relativa calma ( per gli standard indiani ) dei bei palazzi coloniali, rimasti a testimonianza del domino inglese di una volta, come l’università, la corte suprema, le biblioteche e quando siamo stanchi di sdraiarci sull’erba del parco pubblico a guardare gli indiani che passano il tempo con il loro gioco preferito: il Cricket.
Jaisalmer è uno dei luoghi più belli e affascinanti di questo paese! Immersa nel deserto, con il suo forte che sembra fatto di sabbia e le spettacolari Haveli ( abitazioni tipiche ) è un posto dove non ci si stanca mai di andare in giro! Da qui inoltre partiamo per un escursione con i cammelli di due giorni nel deserto del Thar, ai confini col Pakistan. Bellissima esperienza perché essendo un piccolo gruppo, solo 6 persone compresi i due cammellieri guide, apprezziamo al massimo la pace e il silenzio del deserto, la vita dei villaggi con le tipiche case costruite con sabbia e argilla. Passando una notte nel deserto ci godiamo lo spettacolare cielo notturno, e l’emozione di veder calare e risorgere il sole tra la bellezza delle dune di sabbia.
Dopo una sosta forzata di un giorno ad Ahmedabad per mancanza di collegamenti diretti, arriviamo ad Udaipur, nel Rajasthan che è la regione più turistica dell’India. La città ci piace da subito con le sue stradine strette e non affollatissime, il lago, i suoi bellissimi palazzi tra cui uno proprio nel lago, e l’enorme City Palace.
Con la fortuna del calendario riusciamo ad arrivare a Pushkar esattamente al momento giusto, perché proprio in questi giorni si svolge qui una delle più affascinanti, e interessanti feste indiane: la Camel Fair. Nei tre giorni principali della festa arrivano qui, da ogni parte del Rajasthan, migliaia e migliaia di cammellieri, cammelli ( fino a 20.000!!!! ), mercanti, che riempiono ogni angolo della piccola città e dell’area circostante, creando un vero e proprio caos! La festa va avanti tutto il giorno e tutta la notte ininterrottamente per tre giorni creando un atmosfera unica! Un evento assolutamente da non perdere! Camel fair a parte, Pushkar è un importantissimo centro di pellegrinaggio hindu ed è situata sulle sponde di un piccolo lago sacro circondato dai Ghat ( scalinate che entrano fino in acqua per permettere ai pellegrini di bagnarsi e “purificarsi” nelle acque sacre ) e da templi che si riflettono nelle acque del lago! Si passa tranquillamente qualche ora ad osservare con curiosità tutto questo via vai di gente che si immerge e prega con una devozione totale!
Dopo 5 ore su un autobus che porta almeno 3 volte tanto le persone che potrebbe portare al suo interno e almeno altre 20 persone sul tetto arriviamo a Jodhpur. La parte vecchia della città è bellissima con tutte le case colorate di un azzurro stupendo, è bello passeggiarci attraverso ma è ancora più bello lo spettacolo che si gode della città azzurra dal suo maestoso e impressionante Meherangarh Fort arroccato su un alta collina rocciosa che domina l’intera città.
Amritsar merita una visita x 2 motivi: il Tempio d’oro, che é il tempio più sacro per la religione sikh e uno dei monumenti più belli dell’India con i suoi 750kg di puro oro fuso che ricoprono le sue pareti che si rispecchiano nell’acqua che lo circonda, e che contrastano con i bianchi muri di marmo degli altri edifici del complesso. Il secondo motivo è assistere al cambio della guardia al vicino e delicatissimo confine pakistano.
Ancora montagne, quelle dell’Himalaya stavolta! Arriviamo a Kasol, nella Parvati Valley, seduti sopra il tetto di un autobus che dentro era troppo pieno ( e se è pieno per gli indiani significa che non c’entra più neanche uno spillo ), ma apparte il freddo, visto che siamo a 1600 metri di altezza, è stata per noi una bellissima e divertente esperienza in cui ci siamo gustati tutto lo spettacolare paesaggio della valle! Il villaggio è piccolo, tranquillo e circondato da fiumi, ruscelli, montagne innevate alte 5000 metri, pini, abeti e qua e là sono sparse pozze termali naturali in cui è assolutamente un piacere immergersi! Da non perdere alcune specialità locali! Insieme a McLeod Ganj è un posto dove vista la pace e l’aria fresca e pulita, ci si quasi dimentica di essere in India e dove finisci per restarci più di quanto previsto.
Ritorniamo a Delhi ma solo per una breve sosta, e qualche altro acquisto nei mercatini.
Agra è la città dove si trova il monumento più famoso, forse il simbolo, dell’India: il Taj Mahal. Il Taj Mahal è di una bellezza veramente unica, di una perfezione e di un eleganza che forse nessuna altro monumento al mondo può vantare. E’ un mausoleo, fatto costruire da un Maharaja tra il 1631 e il 1653 dopo la morte della sua moglie preferita, Maharaja che a edificio ultimato fece tagliare le mani o le dita ai principali artefici della realizzazione del mausoleo per evitare che essi potessero costruire altre cose di pari bellezza del Taj Mahal. Il monumento è costruito interamente in marmo bianco e tappezzato di pietre preziose e semi preziose che formano stupendi ricami sulle sue facciate! I momenti migliori x visitarlo sono all’alba e al tramonto quando il cambiare della luce del giorno e il colore del Taj offrono uno spettacolo veramente suggestivo. Unica “pecca” del posto è la marea di turisti, anche indiani, che ogni giorno visitano il monumento e che ne rovinano un po’ l’atmosfera. In città vale la pena visitare anche il bel forte, che come si sarà capito è una struttura che caratterizza molte città indiane.
Eccoci in uno dei luoghi più sacri dell’India e della terra. Varanasi, una delle città più antiche del mondo, città dove tutti gli hindu vorrebbero morire, visto che questo per loro è il luogo dove morendo finisce il ciclo delle rinascite/reincarnazioni e si va in paradiso. Città che mette la morte di fronte a tutti, anche a noi, basta camminare lungo i ghat sul Gange per vedere i roghi delle cataste di legna che bruciano insieme ai corpi dei morti, con le ceneri che alla fine vengono spinte nel fiume sacro! Nel fiume tra ceneri, e sporcizia varia, c’è anche chi si “lava” e chi si immerge per “purificarsi”. In città oltre ai bellissimi scorci dei ghat sul Gange, sui quali fare delle belle passeggiate osservando l’intensa attività della vita e della morte sul fiume, si possono passare ore anche tra gli splendidi vicoletti stretti e pieni di bancarelle della parte più vecchia, ma la cosa più bella di questo luogo é l’atmosfera magica, qualcosa che non si può descrivere a parole. L’escursione in barca sul Gange all’alba, tra il sorgere del sole, le campane che suonano, e le preghiere trasmesse dagli altoparlanti e’ il modo migliore per avere un idea a 360° di quanto detto, peccato anche qui per la folla di barche con i turisti!
L’India è veramente un mondo a parte, un paese che non ha nulla a che vedere ( ancora per quanto? ) con la nostra moderna cultura occidentale. L’India è caos, è sporca, è triste, è poverissima, puzza… Ma l’India è anche la pace, la tranquillità, la natura più incontaminata, è felice, è ricca, è la spiritualità, è colore e tantissimi profumi! L’India sicuramente non è per tutti… c’è chi la ama da impazzire e ci ritorna anno dopo anno, ma c’è anche chi arriva e dopo due ore vorrebbe già essere da qualche altra parte! L’India o si ama o si odia, di certo non è un posto che lascia indifferenti! Personalmente 2 mesi in India sono stati un esperienza indimenticabile, che ho condiviso per metà del viaggio ( il Nord dell’India ) con Laura, la mia ragazza, che mi ha raggiunto un mese dopo la mia partenza e con la quale ho proseguito poi anche in Myanmar, Thailandia fino ad arrivare in Malesia a Kuala Lumpur, citta in cui l’ho salutata di nuovo per proseguire altre due settimane da solo. Da solo in realtà non sono mai stato, xché ho sempre incontrato viaggiatori, anche di 60 anni, che come me, zaino in spalla (a volte da soli anche loro) in un viaggio dove nulla è organizzato, spostandosi solo con rickshaw, autobus e treni locali, dormendo sempre in posti economici, avevano più che mai voglia di conoscere altre persone e farsi nuovi amici in tutti gli angoli del mondo ed avere il piacere in futuro di ospitarli e di essere ospitati nei rispettivi paesi! Bellissimo! Comunque, due mesi intensi come solo l’India può dare con la sua immensa varietà, passati tra oceano e laghi sacri, tra il deserto e le montagne dell’Himalaya, tra città sante e piccoli villaggi, tra bazaar e mercati vari, tra elefanti, mucche e cammelli, tra templi, forti e palazzi da 1000 e una notte! L’India offre veramente un esperienza a 360°, in cui può succederti di tutto e in cui non ci si annoia mai spendendo veramente pochissimi soldi ( io, in due mesi, escluso il biglietto aereo, ho speso meno di 1000 euro in totale!!!! ). Insomma, a noi l’India con tutte le sue stranezze, i suoi contrasti, e le sue bellezze ci rimarrà dentro x sempre!
Andiamo ad Ajanta per visitare le sue grotte, scavate sulla parete rocciosa di una specie di canyon a forma di ferro di cavallo in un bellissimo scenario naturale. All’ interno delle 29 grotte ci sono sculture e pitture buddiste risalenti 1500-2000 anni fa. Da Ajanta autobus per Jalgaon per andare a prendere il prossimo treno.
Lasciamo il Rajasthan e il deserto con un polveroso treno notturno per arrivare a Delhi la capitale, il giorno dopo. Delhi secondo noi è la città più caotica dell’India, soprattutto la parte vecchia della città con le sue strade affollatissime di taxi, autobus, automobili, mucche, mendicanti… In compenso, una marea di mercatini, e mercati immensi dove comprare di tutto, il suo Forte Rosso, la moschea Jama Masjid, e la tomba di Humayun rendono la città non un postaccio come può sembrare al primo impatto!
Un piccolo angolo di Tibet in India, ecco come si può definire McLeod Ganj. E’ il posto dove vive il Dalai Lama e una grande comunità tibetana sin dal 1960, dopo essere scappati dalla folle invasione cinese, o “liberazione” per chiamarla come la chiamano i cinesi, di quel magnifico paese che è il Tibet! “Liberazione” che è costata la morte di 1,5 milioni di tibetani e la distruzione di moltissimi monasteri e templi, biblioteche contenenti testi antichissimi… nel tentativo di distruggere la cultura tibetana! A McLeod il museo di storia tibetana mostra tutto questo con filmati e immagini assurde! Tornando alle cose belle… il villaggio è tranquillissimo, in una location stupenda a 2000 metri e con montagne da 4000 tutte intorno!
Ok le tre ore di treno, ma le 6 ore in autobus per raggiungere Khajuraho da Agra sono veramente una tortura! La strada è piena di buche, che ti sbattono di qua e di la sui comodissimi sedili, e l’autista matto per evitare le buche e per fare sorpassi allucinanti, o rischia di prendere autobus e macchine che vengono dall’altro senso di marcia, o praticamente butta fuori strada i malcapitati da sorpassare! Comunque a Khajuraho ci siamo arrivati e si finisce per ridere e scherzare del viaggio in autobus appena fatto! I bellissimi, diciamo “particolari” templi erotici, di questo piccolo villaggio ci ripagano del viaggio per arrivarci! Si tratta praticamente del Kamasutra rappresentato nelle tantissime sculture, raffiguranti le più varie e strane posizioni sessuali, che decorano le facciate di questi capolavori di arte!
Ultimo spostamento in India, perché da Calcutta, città in cui spendiamo pochissimo tempo, ma che non ci sembra un gran ché, prenderemo l’aereo che ci porterà a Yangoon nel Myanmar ( Birmania ). Concludiamo cosi’ il nostro viaggio in India, lasciando un paese che ci ha dato tantissimo sotto tanti punti di vista… dai tantissimi posti bellissimi che abbiamo visitato, ma soprattutto le tante, fortissime emozioni che ha suscitato dentro di noi.
Capitale commerciale-industriale, economica e cinematografica dell’India, Bombay è una delle città più caotiche del mondo, ma per noi si è rivelata una piacevole sorpresa. Siamo qui per il week-end e la pausa settimanale di gran parte delle attività lavorative permette di goderci in una relativa calma ( per gli standard indiani ) dei bei palazzi coloniali, rimasti a testimonianza del domino inglese di una volta, come l’università, la corte suprema, le biblioteche e quando siamo stanchi di sdraiarci sull’erba del parco pubblico a guardare gli indiani che passano il tempo con il loro gioco preferito: il Cricket.
Jaisalmer è uno dei luoghi più belli e affascinanti di questo paese! Immersa nel deserto, con il suo forte che sembra fatto di sabbia e le spettacolari Haveli ( abitazioni tipiche ) è un posto dove non ci si stanca mai di andare in giro! Da qui inoltre partiamo per un escursione con i cammelli di due giorni nel deserto del Thar, ai confini col Pakistan. Bellissima esperienza perché essendo un piccolo gruppo, solo 6 persone compresi i due cammellieri guide, apprezziamo al massimo la pace e il silenzio del deserto, la vita dei villaggi con le tipiche case costruite con sabbia e argilla. Passando una notte nel deserto ci godiamo lo spettacolare cielo notturno, e l’emozione di veder calare e risorgere il sole tra la bellezza delle dune di sabbia.
Dopo una sosta forzata di un giorno ad Ahmedabad per mancanza di collegamenti diretti, arriviamo ad Udaipur, nel Rajasthan che è la regione più turistica dell’India. La città ci piace da subito con le sue stradine strette e non affollatissime, il lago, i suoi bellissimi palazzi tra cui uno proprio nel lago, e l’enorme City Palace.
Con la fortuna del calendario riusciamo ad arrivare a Pushkar esattamente al momento giusto, perché proprio in questi giorni si svolge qui una delle più affascinanti, e interessanti feste indiane: la Camel Fair. Nei tre giorni principali della festa arrivano qui, da ogni parte del Rajasthan, migliaia e migliaia di cammellieri, cammelli ( fino a 20.000!!!! ), mercanti, che riempiono ogni angolo della piccola città e dell’area circostante, creando un vero e proprio caos! La festa va avanti tutto il giorno e tutta la notte ininterrottamente per tre giorni creando un atmosfera unica! Un evento assolutamente da non perdere! Camel fair a parte, Pushkar è un importantissimo centro di pellegrinaggio hindu ed è situata sulle sponde di un piccolo lago sacro circondato dai Ghat ( scalinate che entrano fino in acqua per permettere ai pellegrini di bagnarsi e “purificarsi” nelle acque sacre ) e da templi che si riflettono nelle acque del lago! Si passa tranquillamente qualche ora ad osservare con curiosità tutto questo via vai di gente che si immerge e prega con una devozione totale!
Dopo 5 ore su un autobus che porta almeno 3 volte tanto le persone che potrebbe portare al suo interno e almeno altre 20 persone sul tetto arriviamo a Jodhpur. La parte vecchia della città è bellissima con tutte le case colorate di un azzurro stupendo, è bello passeggiarci attraverso ma è ancora più bello lo spettacolo che si gode della città azzurra dal suo maestoso e impressionante Meherangarh Fort arroccato su un alta collina rocciosa che domina l’intera città.
Amritsar merita una visita x 2 motivi: il Tempio d’oro, che é il tempio più sacro per la religione sikh e uno dei monumenti più belli dell’India con i suoi 750kg di puro oro fuso che ricoprono le sue pareti che si rispecchiano nell’acqua che lo circonda, e che contrastano con i bianchi muri di marmo degli altri edifici del complesso. Il secondo motivo è assistere al cambio della guardia al vicino e delicatissimo confine pakistano.
Ancora montagne, quelle dell’Himalaya stavolta! Arriviamo a Kasol, nella Parvati Valley, seduti sopra il tetto di un autobus che dentro era troppo pieno ( e se è pieno per gli indiani significa che non c’entra più neanche uno spillo ), ma apparte il freddo, visto che siamo a 1600 metri di altezza, è stata per noi una bellissima e divertente esperienza in cui ci siamo gustati tutto lo spettacolare paesaggio della valle! Il villaggio è piccolo, tranquillo e circondato da fiumi, ruscelli, montagne innevate alte 5000 metri, pini, abeti e qua e là sono sparse pozze termali naturali in cui è assolutamente un piacere immergersi! Da non perdere alcune specialità locali! Insieme a McLeod Ganj è un posto dove vista la pace e l’aria fresca e pulita, ci si quasi dimentica di essere in India e dove finisci per restarci più di quanto previsto.
Ritorniamo a Delhi ma solo per una breve sosta, e qualche altro acquisto nei mercatini.
Agra è la città dove si trova il monumento più famoso, forse il simbolo, dell’India: il Taj Mahal. Il Taj Mahal è di una bellezza veramente unica, di una perfezione e di un eleganza che forse nessuna altro monumento al mondo può vantare. E’ un mausoleo, fatto costruire da un Maharaja tra il 1631 e il 1653 dopo la morte della sua moglie preferita, Maharaja che a edificio ultimato fece tagliare le mani o le dita ai principali artefici della realizzazione del mausoleo per evitare che essi potessero costruire altre cose di pari bellezza del Taj Mahal. Il monumento è costruito interamente in marmo bianco e tappezzato di pietre preziose e semi preziose che formano stupendi ricami sulle sue facciate! I momenti migliori x visitarlo sono all’alba e al tramonto quando il cambiare della luce del giorno e il colore del Taj offrono uno spettacolo veramente suggestivo. Unica “pecca” del posto è la marea di turisti, anche indiani, che ogni giorno visitano il monumento e che ne rovinano un po’ l’atmosfera. In città vale la pena visitare anche il bel forte, che come si sarà capito è una struttura che caratterizza molte città indiane.
Eccoci in uno dei luoghi più sacri dell’India e della terra. Varanasi, una delle città più antiche del mondo, città dove tutti gli hindu vorrebbero morire, visto che questo per loro è il luogo dove morendo finisce il ciclo delle rinascite/reincarnazioni e si va in paradiso. Città che mette la morte di fronte a tutti, anche a noi, basta camminare lungo i ghat sul Gange per vedere i roghi delle cataste di legna che bruciano insieme ai corpi dei morti, con le ceneri che alla fine vengono spinte nel fiume sacro! Nel fiume tra ceneri, e sporcizia varia, c’è anche chi si “lava” e chi si immerge per “purificarsi”. In città oltre ai bellissimi scorci dei ghat sul Gange, sui quali fare delle belle passeggiate osservando l’intensa attività della vita e della morte sul fiume, si possono passare ore anche tra gli splendidi vicoletti stretti e pieni di bancarelle della parte più vecchia, ma la cosa più bella di questo luogo é l’atmosfera magica, qualcosa che non si può descrivere a parole. L’escursione in barca sul Gange all’alba, tra il sorgere del sole, le campane che suonano, e le preghiere trasmesse dagli altoparlanti e’ il modo migliore per avere un idea a 360° di quanto detto, peccato anche qui per la folla di barche con i turisti!
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