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Rajasthan, India Consigli e Informazioni  

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francesco
Scritto da: francesco
Durata: 15 Giorni
Data partenza: dal 10/03/2011 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Francesco e Emanuela

Introduzione

Viaggio nel Rajasthan con autista.

Descrizione

Qui di seguito cercherò di raccontarvi della nostra avventura nel Rajasthan, sperando di poterne cogliere i tratti più importanti e di aiutare tutti quelli che, come noi, vogliono visitare questa regione.

Abituati a viaggiare in completa autonomia questa volta, consigliati da alcuni amici, abbiamo deciso di concederci il lusso di affittare una macchina con autista, che ci facesse scoprire questa terra favolosa.

Secondo la nostra esperienza, la scelta dell’agenzia (e quindi di un buon autista) è determinante per la buona riuscita di un viaggio in India dato che muoversi con i mezzi pubblici significa non solo viaggiare su mezzi decisamente poco affidabili e spesso stracolmi,ma anche impiegare molto più tempo per gli spostamenti che sono generalmente lunghi.

Potreste cercare una guida una volta a Delhi: facendovi accompagnare in un’agenzia qualunque forse risparmierete qualche decina di euro, ma probabilmente questo andrebbe a discapito della qualità del viaggio. Ancora in tema di economie, noi abbiamo sempre soggiornato in buoni e confortevoli hotel, e mai nelle mediocri Guesthouse.

La cosa migliore e’ quella di contattare dall’Italia una buona agenzia, concordare il percorso da seguire, facendovi consigliare e, ovviamente, contrattare il prezzo (che di solito comprenderà tutto, tranne cibo e bevande). Noi ci siamo affidati alla “Diana Tours & Travels”, e devo dire che  il viaggio è stato perfetto: divertente, ben organizzato, comodo e (soprattutto) sicuro. Se deciderete di scegliere questa consigliatissima agenzia a gestione familiare potrete parlare con Harriethe, una dolce e allegra signora olandese che, con estrema cura, organizzerà per voi l’itinerario che avete scelto. Conoscerete il loro simpatico figlio Tariq, ma soprattutto suo marito Inshrar Khan, che sarà anche la vostra guida e il vostro fedelissimo compagno di viaggio (Khan dopo 15 giorni passati insieme, è diventato più che un’autista per noi: è diventato un’ amico. E’ principalmente grazie alla sua simpatia e ai suoi consigli che portiamo nel cuore questo bellissimo paese). Con Khan abbiamo condiviso tutto, sentendoci sempre protetti dalla sua presenza: ci ha fatto scoprire i posti più nascosti e assaggiare i piatti migliori, ci ha fatto da guida e ci ha accompagnato, facendoci anche risparmiare diversi soldi.

Se avrete la fortuna di conoscere Khan fidatevi di lui ciecamente: è davvero una persona semplice, sempre allegra e, soprattutto, un’autista sicuro (il che, credetemi, in India è davvero fondamentale, perché le strade sono pericolose e gli autisti spesso alzano un po’ troppo il gomito).

Posto qui di seguito alcune informazioni sull’agenzia:

 

Diana Tours & Travels

B-187, Hari Nagar Behind D.D.U. Hospital, New Delhi, India 110064

E-mail: dtt_india@yahoo.co.in / harriethe@in.com

Telefono: +91 931-390-6157

Sito Web: http://www.dttindia.com

Facebook: http://www.facebook.com/pages/Diana-Tours-Travels/184295171591834?sk=info

 

 

Prima di partire per l’India occorre il visto turistico (VISA). Per ottenerlo occorre andare a Roma, presso la sede dell’Ambasciata a questo indirizzo:

 

Ambasciata dell’India a Roma

Via XX Settembre, 5 - Tel. 0039 064884642-3-4-5 - Fax 0039 064819539 - e-mail gen.email@indianembassy.it

http://www.indianembassy.it/indexit.htm

 

 

 

Il visto si può ottenere in 15 giorni al costo di 65 euro circa, ma se non avete tempo di recarci a Roma (come è successo a noi) potete affidarvi alla vostra agenzia di viaggi, nel nostro caso la Cts, che ha provveduto a tutto, con una spesa complessiva di 100 euro a persona.

 

Per quanto riguarda l’Aereo, noi abbiamo volato comodamente con Lufthansa da Ancona a Delhi passando per Monaco. Orientativamente, il prezzo per un volo A/R per Delhi è di circa 650 euro (il prezzo chiaramente varia a seconda del periodo).

 

Moneta: In India molti accettano sia Euro che Dollari, ma per praticità è preferibile cambiare i soldi in rupie, o scegliere di prelevarle direttamente con il bancomat. Anche in questo caso ci siamo affidati alla nostra guida, che ha accompagnato un suo amico in hotel e ci ha cambiato ogni euro per 62 rupie: non male, tenendo conto che in aeroporto il cambio era 1 a 59.

 

Meteo: Il periodo migliore per viaggiare in India va da Ottobre a Marzo. Ad Aprile le temperature cominciano ad alzarsi e poi arrivano i monsoni.  Noi siamo andati a Marzo e siamo stati benissimo. Abbiamo sempre girato in calzoncini e scarpe aperte e dormito con il solo lenzuolo. A marzo, poi, si festeggia l’arrivo della primavera (Holi Festival) e il paesaggio inizia a macchiarsi dei colori della natura per via delle prime piogge. Cosa importante: in questo periodo ci sono poche zanzare.

 

Cosa portare: E’ indispensabile portare abiti leggeri, sveglia, infradito, carta igienica, salviette umidificate, un kit ben fornito di medicinali per lo stomaco e l’intestino (fermenti lattici, disinfettante per lo stomaco, antibiotico per l’intestino), repellente anti zanzare, crema solare. Se avete deciso di viaggiare con il treno, portate con voi una catena e un lucchetto per evitare problemi ai bagagli durante la notte e un sacco letto in caso di scarsa pulizia delle cuccette.

 

 

Itinerario: Il tour del Rajasthanm prevede alcune tappe imperdibili. Noi, dopo esserci fatti un’idea generale, ci siamo lasciati consigliare dalla nostra agenzia. Abbiamo infatti  pensato che loro ne sapessero molto più di noi riguardo alle cose da vedere e alla gestione ottimale del tempo a disposizione. In pratica, l’unica cosa che abbiamo fatto è stata quella di indicare ciò che non volevamo vedere (come ad esempio il Karni Mata Temple, noto come “tempio dei ratti”), che ci è sembrato da subito tanto strano quanto eccessivo.

Elenco qui di seguito il nostro itinerario:

 

DELHI – AGRA – JAIPUR – PUSHKAR - UDAIPUR – JODHPUR – JAISALMER – BIKANER – MANDAWA

 

Potrete effettuare il tour in senso orario o antiorario: andando in senso antiorario (cioè da Delhi a Mandawa) partireste in sordina, arrivando ad Agra (ed al Taj Mahal) come ultima tappa, e quindi come gran finale. La nostra guida ci ha invece consigliato, per quel periodo, di seguire il percorso inverso, perché la strada tra Mandawa a Delhi sarebbe stata chiusa per alcuni giorni. Possiamo dire con certezza che 15 giorni di viaggio per visitare il Rajasthan sono sicuramente sufficienti per godersi appieno le sue bellezze: solitamente i tour proposti dalle agenzie durano dai 13 ai 15 giorni, ma 13 giorni forse sono pochi, perché i km da percorrere sono davvero tanti (ca 4000), ed il viaggio risulterebbe stancante, mentre 20 giorni o più sarebbero, a mio avviso, eccessivi.

 

 

Pernottamenti: Posso solo dire che quelli scelti dalla nostra agenzia erano di buonissimo livello, a volte addirittura con piscina. Il personale è sempre in sovrannumero, ma poco efficiente. La mancia è praticamente obbligatoria: munitevi sempre di una buona scorta di banconote da 10 o 20 rupie, che vi serviranno ovunque per accelerare i tempi delle vostre richieste.

Gli alberghi e i tour non includono la prima colazione ma secondo me, visto il caos e le condizioni igieniche scarse, è opportuno concordare il prezzo del tour includendo la prima colazione, che è solitamente composta da Thè Nero, succo di frutta dall’aspetto e dal gusto sinistro, marmellata gelatinosa, fette di pane tostato, omelette.

Non siamo in grado di dirvi il prezzo delle stanze, in quanto il nostro tour, come ho già detto, era “tutto compreso”, ma potete sempre consultare la guida Lonely Planet - India del Nord per farvi un’idea, tenendo presente che i prezzi delle stanze indicati sono troppo bassi, tanto più in India, dove tutto cambia molto velocemente.

Molte persone che abbiamo incontrato hanno scelto di non includere i pernottamenti nel tour e di andare nei posti segnalati dalla Lonely; ci hanno riferito che spesso le guide, con alcuni piccoli stratagemmi, vi dirotteranno sui loro alberghi convenzionati. Affidandoci all’esperienza della nostra guida noi abbiamo trovato degli hotel ottimi, soprattutto dal punto di vista della pulizia. Menzione speciale va all’Hotel “Heritage Kuchaman Haveli” di Jodhpur. In pratica, un magnifico “haveli” completamente restaurato di recente dal suo curioso e disponibile proprietario, Mr. Abdul Shakoor, che non mancherà di presentarsi a voi a braccia aperte e con tante storie da raccontarvi.

Le camere sono spaziose e pulite, e la cena sul tetto e la colazione nel cortile interno rimarranno degli ottimi ricordi. Al tempo del nostro soggiorno era in costruzione anche una splendida piscina sul cortile interno.

 

Collegamenti

Il telefono cellulare in India funziona, ma dovrete impostare la ricerca manuale della rete: IDEA è una buona compagnia, e anche la più economica.

Internet è diffuso: se volete, potete portare tranquillamente il vostro portatile, come fanno in molti, perché stranamente quasi ovunque, negli alberghi o ristoranti, troverete molte connessioni wi-fi, ma quasi mai postazioni internet funzionanti.

 

Consigli:

Il cibo in India è ottimo i primi giorni, ma poi, pian piano, potrebbe stancare. I piatti, infatti, pur essendo quasi sempre vegetariani sono speziati oltremisura, e col passare del tempo, implorerete il personale di portarvi cibo poco piccante. Evitate in ogni modo di acquistare cibo o bevande per la strada, tranne la frutta intera.

Acquistate sempre acqua in bottiglia, verificandone la perfetta chiusura e la data di imbottigliamento (che non dovrebbe essere superiore ai 3 o 4 mesi). Tenetevene con voi sempre una bottiglia, da portare in camera per lavarvi i denti. Usando questi piccoli accorgimenti eviterete di compromettere il vostro viaggio, evitando gli spiacevoli effetti dovuti al cambio di alimentazione. In India è inevitabile avere dei problemi intestinali, ma bisogna evitare problemi ben più seri, come infezioni o epatiti.

Anche in questo caso, se viaggiate con la Diana Tour fidatevi dei consigli di Khan, che vi dirà cosa mangiare e ciò che invece sarebbe bene evitare. Noi, infatti, abbiamo mangiato sempre in buoni ristoranti o in quelli degli hotel più sicuri e puliti.

 

Souvenir:

L’ artigianato indiano  non è tra i più attraenti per noi occidentali, ma i prodotti in pietra, come i portaincenso, sono davvero ben fatti e rifiniti. Le pashmine artigianali sono spesso meravigliose, ma fatevi consigliare una buona fabbrica senza avventurarvi in acquisti poco sicuri nelle bancarelle dei mercatini di souvenir. Regola base è la contrattazione: fate sempre la vostra controfferta e vedrete che il prezzo iniziale si abbasserà.

 

Per il resto, provo a consigliarvi spassionatamente e senza interesse qualche posticino che potrebbe interessarvi:

 

Sicuramente a Jodhpur il The e le spezie, in particolare ogni tipo di pepe e il famoso masala indiano (curry) su tutti. Noi seguendo la nostra guida siamo andati da M.V. Spices - www.mvspieces.com tel.: 00912912615846, ma poi ci siamo accorti che compariva anche nella Lonely Planet. Fate attenzione, perché molti negozianti usano mettere profumi e aromi nei loro prodotti per attrarvi (non in questo caso).

 

Tappeti naturali a Jodhpur. Salawas Durry Udhyog – Kakanni Village - www.salawasdurry.com tel. 00912912868184 a gestione familiare con tradizione centenaria è il posto giusto per un’ acquisto di ottima qualità.

 

Gioielli d’argento a Jaisalmer. Om Jewellers – Kechary Road tel.: 02992250831, è il posto giusto dalla lunga tradizione di gioielleria. Sono persone oneste e con una semplice dimostrazione sapranno dimostrarvi la qualità del loro argento proveniente dal Pakistan.

 

 

Letture prima di partire

Shantaram di Roberts Gregory. Non fatevi spaventare dalle 1000 e passa pagine: vi rapirà.  portatelo con voi durante il viaggio.

La Speranza indiana di Federico Rampini

Un libro di Tiziano Terzani per entrare un po’ nello spirito dell’Asia.

 

Impressioni

E’ inutile elencare i monumenti e i templi che abbiamo visto, potrei citarne alcuni ma credo che sia superfluo. Fondamentalmente ce ne sono di bellissimi e di evitabili.

Anche in questo caso, fatevi consigliare dalla vostra guida, che saprà gestire il vostro tour rispettando le vostre tempistiche ed esigenze.

Il viaggio nel Rajasthan è un viaggio importante: nonostante le nostre diffidenze iniziali riguardo all’ India devo inserire questi posti e tutte le persone incontrate tra le nostre esperienza più belle di sempre, anche per merito della nostra guida-autista che ci ha, in un certo senso, fatto superare le cose più dure per noi occidentali, come la povertà dilagante e la sporcizia, che hanno sempre creato tanti preconcetti sull’India, in favore delle cose più piacevoli.

Il Rajasthan rispecchia in modo considerevole il termine, a volte abusato ma perfetto, dell’ “Incredibile India”. I colori, la sua gente variopinta, le donne sempre elegantissime con i loro sari e i gioielli d’argento, i templi, le spezie, il sogno del Taj Mahal, le fortezze, le haveli disseminate ovunque, i bambini che ti rincorrono per una foto con loro, gli adulti che ti chiedono di parlare un po’ d’ inglese, ma in fondo anche il traffico impossibile fatto di ferro, smog e ogni sorta di animale vi lasceranno un ricordo vivo e indelebile. Tutto contribuisce a far grande questo viaggio, a renderlo imperdibile e irripetibile, appuntandolo tra le mete fondamentali di un viaggiatore.

Ogni giorno ci si sveglia e si riparte per una nuova avventura. Ogni 200 km il paesaggio cambia tra i monti ed il deserto, così come cambiano i caratteri delle persone, le usanze della gente ed i villaggi, il colore della terra e delle città.

Non dimenticheremo facilmente questi posti e li consigliamo a chiunque, di ogni età, voglia immergersi nei mille colori dell’India. Se avremo modo torneremo, magari in un’altra zona, perché l’India non si impara e scopre in 15 giorni, ma lo faremo sempre con il nostro grande compagno e amico: Thank you Khan!!

BUON VIAGGIO!

Francesco ed Emanuela, Ancona.

Se avete qualche cosa da chiedere o curiosità potete sempre contattarmi all’indirizzo: frapossa@gmail.com

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