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Jaipur: la guida completa e aggiornata  

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Jaipur, nota anche come la "San Pietroburgo dell'India", è una suddivisione classificata come "Corporazione municipale" dello stato federato del Rajasthan, i cui abitanti sono distribuiti in una superficie di circa 200 chilometri quadrati. Sorge sulle antiche colline Aravalli, ad un'altitudine media di 430 metri sopra il livello del mare.

Il suo clima è caldo ed arido, con la maggior parte delle precipitazioni concentrate durante la stagione dei monsoni (tra giugno e settembre): la temperatura media dei mesi più freddi è sempre e comunque sopra i 10° e durante quelli più caldi (maggio, giugno e luglio) si raggiungono picchi davvero bollenti con temperature oltre la soglia dei 45°.

Secondo la tradizione l'attuale territorio di Jaipur, durante il X secolo d.C. era l'antico stato di Dhundar, governato dalla dinastia Kachwaha, che rivendica una discendenza diretta dall'eroe Rama, una delle apparizioni terrene del Dio Vishnu: allora la capitale era Amber, vista la sua posizione strategica sulla strada per Dehli. Nel 1526 i sovrani si allearono alla dinastia Mogol di Babur, che si era impadronito sia di Dehli che di Agra, stabilendo vincoli di parentela con i suoi successori. Nel 1727 la capitala del regno sarebbe stata trasferita alla neonata città di Jaipur, sorta per il volere del maharaja Sawai Jai Singh e divenuta subito famosa come la "città rosa", visto il colore predominante della maggior parte delle sue abitazioni.

La corporazione di Jaipur si pose sotto la tutela britannica nel 1818, a causa delle aggressioni subite da parte del vicino stato Maharashtra, quindi, nel 1949, cessò di esistere come stato venendo incorporata nel Rajasthan. L'ultimo sovrano di Jaipur è stato Sawai Man Singh (1911-1970) ed è ricordato per avere retto il periodo di transizione lavorando alacremente alla promozione del turismo.

Oggi con "città rosa" intendiamo il gruppo di edifici presenti dentro le antiche mura di Jaipur, alte circa 6 metri, spesse quasi 3 e consentono l'accesso tramite 7 porte. Si tratta di una zona nota soprattutto per il City Palace, l'antica reggia di Jaipur dove dimorano tutt'ora i successori di Sawai Jai Singh e per i suoi bazar. Non a caso, l'economia locale è alimentata soprattutto dalla lavorazione di pietre preziose e dalla vendita di gioielli: la città pullula di negozi tradizionali di artigianato, gemme, bracciali, ceramiche, prodotti in cuoio, prodotti in metallo, ma anche tappeti e tessili vari; Jaipur è infatti uno dei più grandi produttori di tappeti annodati di tutta l'India.

L’architettura più rappresentativa di Jaipur è con ogni probabilità l'Hawa Mahal, anche noto come Palazzo dei Venti: è stato costruito nel 1799 per essere adibito a gineceo e la sua funziona era di consentire alle cortigiane di osservare la strada sottostante senza però essere viste. La sua facciata, fatta, neanche a dirlo, esclusivamente di arenaria rosa, comprende quasi mille tra nicchie e finestre lavorate a merletto, fessure che, soprattutto durante la stagione dei monsoni, rendono gli ambienti interni particolarmente freschi e ventilati e che rendono giustizia al nome della struttura.

Altrettanto noto il Jantar Matar, ovvero l'osservatorio astronomico voluto da Jai Singh II: il maharajah era infatti un grandissimo appassionato di astronomia ed astrologia e proprio a lui si devono anche gli osservatori di Nuova Delhi, Mathura, Varanasi ed Ujjan. Tra le strutture più interessanti presenti al suo interno segnaliamo il Kranti Vrit Tantra, uno strumento che permette di stabilire la posizione di un pianeta, ed il Narivalaya Yantra, un quadrante circolare che consente di determinare l'ora di mezzogiorno.

Il ruolo culturale di Jaipur è però evidente anche in tempi più moderni e, incredibile a dirsi, tocca l'Italia molto più di quanto non potremmo immaginare. La città infatti ha dato i natali a Ghan Singh, poeta e saggista indiano noto nel nostro paese per la sua straordinaria attività di studio sull'opera di Giacomo Leopardi. Singh ha insegnato in Università quali quella di Macerata, quella di Trieste, quella di Urbino e alla Bocconi di Milano e, dopo il ritiro dalla Queen University di Belfast, dove è stato professore emerito, nel 2001 ha ottenuto la cittadinanza onoraria a Recanati dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani come riconoscimento del suo straordinario lavoro su uno delle figure più importanti della letteratura mondiale.

Rimanendo in tema di cultura e tradizioni, finiamo col segnalare uno degli eventi più rappresentativo del territorio, ovvero il Festival degli Elefanti: una processione di elefanti, cavalli e cammelli che ha luogo durante il mese di marzo e che viene accompagnata da musica e danze. La manifestazione ha origini radicate nei tempi passati di Jaipur: l'elefante era un animale tenuto in grande onore, che veniva utilizzato sul campo di battaglia, per il trasporto di materiali, ma anche per dilettare figure di rilievo. Una tradizione che in qualche modo continua nonostante dovute differenze se consideriamo che gli elefanti vengono impiegati in una particolarissima variante del gioco del polo ispirata da un cartone animato.

L'aeroporto di Jaipur si trova in località Sanager, a circa 13 km dal centro, ed è servito dalla stragrande maggioranza delle compagnie indiane. La stazione ferroviaria sta sull'asse Dehli-Ahmedabad, lungo il quale si trovano le stazioni di Ahmer-Pushkar e Abu Road: la città è collegata alla capitale Nuova Dehli da diverse opzioni al giorno, ma si tratta di viaggi molto lunghi (circa 4 ore), visti gli 80 km orari a cui viaggiano i treni più veloci della nazione. Sempre da Dehli (o dal suo aeroporto) è possibile muoversi via bus, recandosi presso le stazioni Sarai Kale Khan o Dhaula Kuan: diverse compagnie si occupano di questo tipo di trasporti e bene o male parte un autobus ogni quindici minuti.

Prefisso:
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Fuso Orario:
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Recensioni Jaipur

Redazione
Livello 100     17 Trofeo   
Voto complessivo 6
Guida generale : Jaipur è la porta d’accesso al deserto del Rajasthan. Per questo, ma anche per la deliziosa bellezza dei suoi edifici, è presa d’assalto dai turisti. Al visitatore appare caotica e congestionata come tutte le metropoli indiane. Uno sguardo più attento resterà però... vedi tutto ammaliato dalle costruzioni color rosa della città vecchia, particolarmente affascinanti al tramonto. L’edificio simbolo di Jaipur è l’Hawa Mahal, una spettacolare struttura a alveare costruita in roccia calcarea rosa. Ci sono poi i tipici bazaar, Ohari, Tripolia, Bapu e Chandpol i principali, in cui acquistare ogni sorta di merce, in particolare monili e gioielli in argento indiano.
Dino Colombo
Livello 39     7 Trofeo    Viaggia: Con la famiglia
Voto complessivo 8
Guida generale : L'Hawa Mahal (palazzo del vento)è il simbolo della città rosa; costruito come luogo di segregazione delle dame di corte, tramite le decine di finestrine,potevano assistere alle processioni e alle attività pubbliche; all'interno vi è un museo che ospita una ricca... vedi tutto collezione di sculture del Rajahstan. La facciata composta da finestre rifinite da fini merletti da cui sporgono balconi muniti di grate.
Viaggiatore
Voto complessivo 5
Guida generale : Molto inferiore alle aspettative. Terribilmente caotica. Vi sono parti della città che sono belle, ma il tutto è appannato dal disordine cittadino e dal caos.
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