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Due mesi a Monterrey (Messico)  

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Consuelo
Scritto da: Consuelo
Durata: 2 mesi
Data partenza: dal 07/07/2007 al
Viaggiatori: 1
Nomi dei viaggiatori: Consuelo Murgia

Introduzione

Il mio secondo viaggio in Messico. Località visitate: Monterrey, Puerto Vallarta e Città del Messico.

Descrizione

Era il 7 luglio 2007 e sono partita da Roma (facendo scalo a Madrid e a Città del Messico) con destinazione Monterrey. Non era la prima volta e per questo mi sentivo più tranquilla ma, ahimé, mi aspettava una brutta sorpresa...

Arrivata all'aeroporto di Monterrey cerco fiduciosa la mia valigia...Ma non la vedo...Aspetto, aspetto e intanto tutti quelli che erano sul volo con me se n'erano già andati con il loro bagaglio...Il mio se l'erano perso! E io che mi ero portata tutto il necessario per una permanenza di 2 mesi!

I primi giorni mi sono dovuta arrangiare, facendomi prestare quasi tutto dal mio ragazzo e comprando il resto. Poi, fortunatamente, dopo 5 giorni mi telefonano dall'aeroporto (avevo denunciato lo smarrimento del bagaglio) e mi dicono che un tassista sta venendo a portarmi la valigia a casa. Evviva!

Disavventura a parte, in due mesi ho potuto vedere tanti luoghi di Monterrey che non avevo avuto tempo di visitare la volta precedente.

I messicani amano i colori vivaci, come quelli con cui dipingono gli alebrijes, creature fantastiche di cui ho avuto modo di ammirare due esemplari giganti di fronte all'entrata di un museo della città.

La mia prima escursione è stata la scalata del Cerro de la Silla, un'impresa che, a causa della mia imprudenza, stava per costarmi cara.

Per non doverci alzare all'alba, infatti, il mio ragazzo ed io ci siamo incamminati nella tarda mattinata, quando tutti stavano già scendendo...Ben presto abbiamo capito perché: faceva un caldo bestiale e il sole picchiava di brutto. Ci eravamo portati dietro 5 litri di acqua ma, una volta arrivati in cima (dopo 4 ore di cammino), non solo le nostre forze, ma anche il prezioso liquido, si era esaurito.

Ero così stanca che avrei voluto restare lì, ma il mio ragazzo doveva andare a lavorare e allora ci dovevamo pure sbrigare! Mi ero scottata per il troppo sole, mi facevano male i piedi e mi mancava il respiro. Una volta arrivati in basso, un signore che stava salendo allora, impietosito dalle mie condizioni miserabili, mi ha regalato la sua bottiglietta d'acqua.

Dopo quest'avventura, ho avuto un ginocchio dolente per alcuni mesi (sicuramente a causa di una storta mentre scendevo tra le pietre) e due unghie dei piedi nere (per colpa delle scarpe da ginnastica troppo strette), di cui una mi è caduta 4 mesi dopo. Fortunatamente ora  (dopo 9 mesi) le unghie sono ricresciute quasi del tutto e il ginocchio non mi fa più male.

La vista che si gode dall'alto del Cerro de la Silla merita però senz'altro di essere ammirata e, come se non bastasse, lungo il cammino si possono vedere alberi, fichi d'India e altri cactus, millepiedi, lucertole azzurre e mammiferi come il coatì, mentre nel cielo volteggiano le aquile.

Quando finalmente al mio ragazzo hanno concesso 5 giorni di ferie, siamo andati a Puerto Vallarta, una località turistica sul Pacifico.

Abituata alle spiagge incontaminate di certe parti della Sardegna (mio padre è sardo), non sono stata molto entusiasta di quelle di Puerto Vallarta, intrappolate tra l'oceano, i palazzi-alberghi e la città, anche se ho potuto vedere un gran numero di pellicani.

Dopo aver trascorso tre giorni al mare, abbiamo preso un aereo per Città del Messico...Andavo a conoscere i genitori del mio ragazzo ma anche a vedere la capitale, chiaro.

Uno spettacolo di cui avevo già sentito parlare, e a cui volevo assolutamente assistere, era l'esibizione dei voladores de Papantla: 5 uomini con costumi tradizionali si arrampicano su un palo altissimo e, una volta in cima, uno di loro si mette a suonare uno strumento a fiato, mentre gli altri si lanciano nel vuoto a testa in giù e si lasciano calare lentamente legati ad una corda.

Per quanto riguarda i monumenti, invece, sono andata alle piramidi di Teotihuacan e, una volta saliti tutti gli scalini, ho potuto apprezzare una magnifica vista d'insieme delle rovine.

Per quanto riguarda il centro di Città del Messico, ho visto un gruppo di mariachi che suonavano una serenata a una ragazza; nel mezzo di una piazza, invece, c'era una bandiera del Messico grandissima e, ad un certo punto, sono arrivati dei soldati e, con estrema cura, l'hanno calata e piegata senza farla toccare per terra, mentre altri loro commilitoni hanno intonato l'inno e i civili messicani presenti assistevano allo spettacolo portantosi la mano sul cuore. Non pensavo fossero tanto nazionalisti! A Roma non ho mai visto bandiere dell'Italia tanto grandi.

Sempre nel centro c'era anche una specie di stregone con erbe e incenso, dedito a un rituale di purificazione chiamato limpieza, e alcuni danzantes che ballavano indossando costumi preispanici e con copricapi adorni di piume.

Dopo 2 giorni nella capitale, siamo tornati a Monterrey, dove avevo trovato lavoro come insegnante di italiano, e dove c'erano ancora molte cose da vedere!

Un giorno siamo andati al bosco di Chipinque, una rilassante oasi verde situata nei monti a poca distanza dal centro abitato.

Monterrey, pur essendo una grande città (circa 4 milioni di abitanti) è infatti circondata da affascinanti attrattive naturali, tra cui il canyon della Huasteca. Le pareti rocciose quasi verticali vengono sfruttate dagli scalatori ma per chi, come me, preferisce ammirare queste meraviglie in un modo più tranquillo, può farsi una bella camminata a fondo valle.

Un altro luogo da visitare è la cascata Cola de Caballo (coda di cavallo), anche se le nostre cascate delle Marmore sono sicuramente più alte e imponenti.

Un altro giorno sono andata alle grotte di Garcia, le uniche sino ad ora (ho visitato altre 2 grotte in Sardegna) in cui fosse consentito scattare delle foto, anche con il flash.

Tornando alla città, questa volta ho visto anche il birrificio (cerveceria) Cuauhtémoc, nel cui giardino offrono una birra alla spina (rossa o chiara) gratis a tutti i visitatori maggiorenni! Un'occasione da non perdere!

I luoghi in cui andavo più spesso a passeggiare erano il canale Santa Lucia, dove lungo il percorso si potevano ammirare molte fontane moderne e stravaganti, e il parco Fundidora, dove era appena nata una nidiata di 15 anatrine!! Che tenere! A parte i cactus, un'altra cosa che mi fa letteralmente impazzire sono le anatrine! Eheheh!

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