×
Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Accetta | Leggi altro
HeaderMain-GetPartialViewNoCache = 0,0020013
HeaderBreadcrumb-GetPartialViewNoCache = 0
AdvValica-GetPartialView = 0,0010008

Creta al sacco  

HeaderPageTitle-GetPartialViewNoCache = 0,0010009
chiara
Scritto da: chiara
Località: Creta
Durata: 15
Data partenza: dal 09/08/2004 al
Viaggiatori: 22
Nomi dei viaggiatori: mariella, ilaria, chiara,sabrina, maurizio, stefano, paola, daniele, massimo, daniel, maurizio, valeria, sauro, luigi, ilaria, davide, graziano, monica, Soledad, Jim, Michele, Alessandra

Introduzione

Viaggio nell'isola di Creta, ricca di testimonianze storiche, dalla civiltà micenea alla dominazione veneziana, il tutto immerso in una natura tipicamente mediterranea con alte montagne e splendidi litorali.

Le Tappe del Viaggio

…Quel che ci si aspetta da una relazione, in qualità di capogruppo, è un insieme di consigli e di ragguagli, quanto più attendibili e “riproducibili” alla propria imminente avventura, input di tipo tecnico, da “sfoderare” al momento del bisogno, per acquisire legittimità nel proprio ruolo, per conquistare la stima e la fiducia dei partecipanti.

La mia prima esperienza da capogruppo con "Avventure nel mondo", semplicemente splendida, mi porta a “relazionare” il mio viaggio, a “raccontare” il mio gruppo mirando alle persone, greche e non, italiane e non, che hanno animato gli spazi percorsi, che hanno scandito il tempo della vacanza.

Per scelta e per sperimentazione, per curiosità verso le dinamiche di gruppo, ho coordinato il viaggio cercando di trasmettere tutta l'energia che sentivo crescere in me giorno dopo giorno, tutto l'entusiasmo, tutta la vitalità, la forza che i miei precedenti viaggi mi hanno regalato, ma soprattutto la gioia che mi dava il vedere i miei partecipanti ridere, scherzare, con il gusto sano e genuino di stare casualmente o fatalmente insieme.

Per la prima volta ho fotografato le persone, le espressioni, la bellezza dei sorrisi, la dolcezza degli sguardi. Sicuramente l'isola di Creta ha un fascino per il suo spettacolare connubio tra mare e montagna( penso che le Gole di Samaria ne siano l'esempio), ha delle spiagge che, se viste al tramonto e all'alba, con pernottamento in tenda incluso (ovviamente campeggio libero), innalzano l'andamento del viaggio, dandogli uno stile decisamente superiore a quello di massa.

Raggiungere le spiagge con brevi trekking, improvvisare una “cocomerata” al suon di cicale, ritrovarsi tutti e 22 in un mare turchese ad insegnare il proprio dialetto, sono solo alcune delle immagini che consapevolmente credo abbiano accompagnato ognuno di noi nei rispettivi rientri a casa, insieme a qualche limpida lacrima liberatoria.

Ho avuto la possibilità di leggere le relazioni dei viaggi precedenti e di pianificare gli spostamenti con la stessa calma che mi ha accompagnato durante tutto il soggiorno a Creta, quella calma e quell'equilibrio che sono andata ricercare nei luoghi della mia infanzia, prima di partire.

Il mio personale viaggio, infatti, è iniziato il 30 luglio, ultima giornata lavorativa. Da quel giorno ho voluto dedicarmi a quelli che sarebbero stati i protagonisti di un mio breve ma significativo spezzone d vita.

Ogni tanto ero colta dal timore di potermi ritrovare e sentire sola, seppur circondata da tante persone, e dovevo pensare a come soccombere a tale eventualità.

In realtà si è trattato del primo viaggio in cui non mi sono mai sentita sola, e in ogni scelta e decisione non ho mai sentito il peso della responsabilità da capogruppo.

Durante la settimana precedente la partenza mi documentavo leggendo su una comoda e avvolgente amaca, e poi rielaboravo il tutto pedalando sui miei sentieri di campagna, gli stessi sentieri dove cercavo di immaginare i miei futuri compagni di viaggio.

A ognuno avevo dato un volto, una connotazione, subito dopo averli sentiti al telefono, il 30 luglio, per l'appunto.

Era, è stato, un viaggio di giovani, fra giovani, fatto delle cose più belle che lo spirito degli “under 37” e “over 24” può innescare: fatto di tante, nuove amicizie, di qualche neonato amore, di tenere sintonie, di simpatiche complicità, di forti attrazioni.

Nulla di tutto ciò si è dissolto al nostro ritorno, anzi, i meccanismi innescati continuano a fare da combustibile ad un potente motore, e questo motore viene alimentato da originali e-mail, allegre foto, stuzzicanti e intriganti sms, oltre che da periodici incontri provinciali, imman
Il 9 Agosto, di Lunedì, ma c’era chi, da Udine, è partito il 7…Io, ad ogni modo, parto il 9 Agosto con l’Eurostar delle 7,38 (che la memoria mi assista), insieme a Sabrina e a Paola..

Arriviamo alle 13,42 a Brindisi e la maggior parte del gruppo è lì ad attenderci. Impressioni? Le più disparate, che non sto decisamente a scrivere qui, anche perché intendo leggere questa relazione al primo raduno, e non compromettere nessuna amicizia (in realtà chi mi aveva un po’ preoccupato è stato una rivelazione, e chi mi aveva rincuorato è stato di grande aiuto per me, sicuramente una e più persone di riferimento che mi sento vivamente di ringraziare, e sono state quelle che salutando alla fine del viaggio ho abbracciato piangendo, sillabando un dolce e malinconico grazie…).

Ci guardiamo, ci riconosciamo al suono delle voci, tutti mi guardano e io sorrido preoccupata e compiaciuta (sorriderò poi per tutto il resto del viaggio).

Decidiamo di lasciare i bagagli al deposito della stazione e ci incamminiamo sul corso, per andare a pranzo tutti insieme. Sono tanti (e mancano ancora 7 persone!), 14 compresa me, più 2 amici di Mariella (un canadese e un catanese) che prenderanno il traghetto insieme a noi.

Inizio a camminare in testa al gruppo, provo a voltarmi e mi chiedo come andrà, cosa stanno pensando, se stanno pensando a qualcosa o non vogliono pensare a niente…

Ci sediamo ad un bar per rinfrescarci e iniziarci a conoscere: mi sembrano un po’ troppo tranquilli…

Sgranchiamo le gambe tra le stradine di Brindisi, raggiungiamo le colonne che segnano la fine (o l’inizio?) della via Appia, ritorniamo alla stazione per recuperare i bagagli e a piedi (già li vedo troppo lenti a camminare) arriviamo (15 minuti) alla stazione marittima, dove un pulmino gratuito ci carica per scaricarci al porto. Qui ci sono gli altri 7: il gruppo, nell’insieme, mi piace, è andata, è qui che veramente, finalmente inizia tutto! Il mio ruolo è qui, qui ed ora che ha inizio.

Sono le 17,30, il traghetto è alle 20,00, mi metto in fila al check-in dell’HML insieme al canadese adottato (Jim), per avere i 20+1+1 (partecipanti +capogruppo+Jim) biglietti. Pago 14 euro di tasse d’imbarco per ogni passeggero e, visto che mi piace fare le cose in grande, dò il benvenuto nel nostro gruppo a Jim che, indipendentemente dai servizi messi a disposizione da Avventure, ci seguirà finchè vorrà.

Ci imbarchiamo alle 19,00, per poi partire alle 21,00, con un’ora di ritardo. Troviamo una sistemazione per la notte:già mi piacciono, si sistemano alla meno peggio, ed eleggiamo il cassiere. Illustro sulla cartina l’itinerario: non avevo preparato volutamente fogli scritti da distribuire per non imporre nulla, ma decidere il più possibile insieme (altra mossa ben riuscita). Mi piacciono sul serio, nonostante il grasso e lo sporco della nave dormo finalmente tranquilla!
Al nostro intervallato risveglio ci ritroviamo qua e là, su e giù per nave. Cerco di parlare con tutti, di capire quanto più possibile dai discorsi, dalle prime simpatie manifestate, dalle posture, che ruolo avranno in questo viaggio: mi piace guardarli e affidare loro una parte, rivestirli mentalmente di un ruolo, e vedere se sarà effettivamente quello che inconsciamente andranno a ricoprire (nella maggior parte dei casi ho azzeccato!).

Rileggo velocemente qualche relazione e ci ritroviamo a pranzo al self-service della nave: la prima lunga e viva tavolata! Raccolgo la cassa trasporti (30 euro per uno) e faccio i biglietti per il pullman che ci porterà da Patrasso al Pireo (15euro). Costituiamo la cassa comune versando i primi 50 euro.

Alle 17,00 sbarchiamo e saliamo subito sul pullman, che è lì ad attenderci. In poco più di tre ore arriviamo al Pireo, dopo una sosta lungo la strada. Il traghetto è alle 21,00, non abbiamo tempo di riconvertire il voucher in biglietti, lo facciamo presente al personale all'imbarco, che chiama direttamente qualcuno dall'agenzia indicata da Avventure. Attimo di panico, ripagato dall'accoglienza della nave (la compagnia di navigazione è la ANEK). Dormiamo nuovamente all'aperto, divertiti e ironici, pieni di aspettative sull'isola dove attraccheremo.

h.6,00: Scendiamo a Iraklio e ci incamminiamo verso l’hotel Dedalos (30 minuti a piedi), con il quale avevo concordato dall’Italia di avere le camere a disposizione dalle 7,00. Appuntamento h9,30 per visitare la città, graziosa e piacevole, deludente la fortezza. Ci ritroviamo a pranzo e alle 16,00 vicino all’hotel prendiamo l’autobus per Crosso (15 minuti). Dopo lunghe trattative prendiamo la guida a soli 50 euro: si tratta di un curioso e “meccanizzato” personaggio, che sarà spunto di imitazioni e risate durante tutto il viaggio!

Al nostro ritorno cena sul lungomare. E' il mio onomastico: presa dalla frenesia della giornata l'avevo dimenticato, sono contenta di stare con tutti loro…
…Quel che ci si aspetta da una relazione, in qualità di capogruppo, è un insieme di consigli e di ragguagli, quanto più attendibili e “riproducibili” alla propria imminente avventura, input di tipo tecnico, da “sfoderare” al momento del bisogno, per acquisire legittimità nel proprio ruolo, per conquistare la stima e la fiducia dei partecipanti.

La mia prima esperienza da capogruppo con "Avventure nel mondo", semplicemente splendida, mi porta a “relazionare” il mio viaggio, a “raccontare” il mio gruppo mirando alle persone, greche e non, italiane e non, che hanno animato gli spazi percorsi, che hanno scandito il tempo della vacanza.

Per scelta e per sperimentazione, per curiosità verso le dinamiche di gruppo, ho coordinato il viaggio cercando di trasmettere tutta l'energia che sentivo crescere in me giorno dopo giorno, tutto l'entusiasmo, tutta la vitalità, la forza che i miei precedenti viaggi mi hanno regalato, ma soprattutto la gioia che mi dava il vedere i miei partecipanti ridere, scherzare, con il gusto sano e genuino di stare casualmente o fatalmente insieme.

Per la prima volta ho fotografato le persone, le espressioni, la bellezza dei sorrisi, la dolcezza degli sguardi. Sicuramente l'isola di Creta ha un fascino per il suo spettacolare connubio tra mare e montagna( penso che le Gole di Samaria ne siano l'esempio), ha delle spiagge che, se viste al tramonto e all'alba, con pernottamento in tenda incluso (ovviamente campeggio libero), innalzano l'andamento del viaggio, dandogli uno stile decisamente superiore a quello di massa.

Raggiungere le spiagge con brevi trekking, improvvisare una “cocomerata” al suon di cicale, ritrovarsi tutti e 22 in un mare turchese ad insegnare il proprio dialetto, sono solo alcune delle immagini che consapevolmente credo abbiano accompagnato ognuno di noi nei rispettivi rientri a casa, insieme a qualche limpida lacrima liberatoria.

Ho avuto la possibilità di leggere le relazioni dei viaggi precedenti e di pianificare gli spostamenti con la stessa calma che mi ha accompagnato durante tutto il soggiorno a Creta, quella calma e quell'equilibrio che sono andata ricercare nei luoghi della mia infanzia, prima di partire.

Il mio personale viaggio, infatti, è iniziato il 30 luglio, ultima giornata lavorativa. Da quel giorno ho voluto dedicarmi a quelli che sarebbero stati i protagonisti di un mio breve ma significativo spezzone d vita.

Ogni tanto ero colta dal timore di potermi ritrovare e sentire sola, seppur circondata da tante persone, e dovevo pensare a come soccombere a tale eventualità.

In realtà si è trattato del primo viaggio in cui non mi sono mai sentita sola, e in ogni scelta e decisione non ho mai sentito il peso della responsabilità da capogruppo.

Durante la settimana precedente la partenza mi documentavo leggendo su una comoda e avvolgente amaca, e poi rielaboravo il tutto pedalando sui miei sentieri di campagna, gli stessi sentieri dove cercavo di immaginare i miei futuri compagni di viaggio.

A ognuno avevo dato un volto, una connotazione, subito dopo averli sentiti al telefono, il 30 luglio, per l'appunto.

Era, è stato, un viaggio di giovani, fra giovani, fatto delle cose più belle che lo spirito degli “under 37” e “over 24” può innescare: fatto di tante, nuove amicizie, di qualche neonato amore, di tenere sintonie, di simpatiche complicità, di forti attrazioni.

Nulla di tutto ciò si è dissolto al nostro ritorno, anzi, i meccanismi innescati continuano a fare da combustibile ad un potente motore, e questo motore viene alimentato da originali e-mail, allegre foto, stuzzicanti e intriganti sms, oltre che da periodici incontri provinciali, imman
Il 9 Agosto, di Lunedì, ma c’era chi, da Udine, è partito il 7…Io, ad ogni modo, parto il 9 Agosto con l’Eurostar delle 7,38 (che la memoria mi assista), insieme a Sabrina e a Paola..

Arriviamo alle 13,42 a Brindisi e la maggior parte del gruppo è lì ad attenderci. Impressioni? Le più disparate, che non sto decisamente a scrivere qui, anche perché intendo leggere questa relazione al primo raduno, e non compromettere nessuna amicizia (in realtà chi mi aveva un po’ preoccupato è stato una rivelazione, e chi mi aveva rincuorato è stato di grande aiuto per me, sicuramente una e più persone di riferimento che mi sento vivamente di ringraziare, e sono state quelle che salutando alla fine del viaggio ho abbracciato piangendo, sillabando un dolce e malinconico grazie…).

Ci guardiamo, ci riconosciamo al suono delle voci, tutti mi guardano e io sorrido preoccupata e compiaciuta (sorriderò poi per tutto il resto del viaggio).

Decidiamo di lasciare i bagagli al deposito della stazione e ci incamminiamo sul corso, per andare a pranzo tutti insieme. Sono tanti (e mancano ancora 7 persone!), 14 compresa me, più 2 amici di Mariella (un canadese e un catanese) che prenderanno il traghetto insieme a noi.

Inizio a camminare in testa al gruppo, provo a voltarmi e mi chiedo come andrà, cosa stanno pensando, se stanno pensando a qualcosa o non vogliono pensare a niente…

Ci sediamo ad un bar per rinfrescarci e iniziarci a conoscere: mi sembrano un po’ troppo tranquilli…

Sgranchiamo le gambe tra le stradine di Brindisi, raggiungiamo le colonne che segnano la fine (o l’inizio?) della via Appia, ritorniamo alla stazione per recuperare i bagagli e a piedi (già li vedo troppo lenti a camminare) arriviamo (15 minuti) alla stazione marittima, dove un pulmino gratuito ci carica per scaricarci al porto. Qui ci sono gli altri 7: il gruppo, nell’insieme, mi piace, è andata, è qui che veramente, finalmente inizia tutto! Il mio ruolo è qui, qui ed ora che ha inizio.

Sono le 17,30, il traghetto è alle 20,00, mi metto in fila al check-in dell’HML insieme al canadese adottato (Jim), per avere i 20+1+1 (partecipanti +capogruppo+Jim) biglietti. Pago 14 euro di tasse d’imbarco per ogni passeggero e, visto che mi piace fare le cose in grande, dò il benvenuto nel nostro gruppo a Jim che, indipendentemente dai servizi messi a disposizione da Avventure, ci seguirà finchè vorrà.

Ci imbarchiamo alle 19,00, per poi partire alle 21,00, con un’ora di ritardo. Troviamo una sistemazione per la notte:già mi piacciono, si sistemano alla meno peggio, ed eleggiamo il cassiere. Illustro sulla cartina l’itinerario: non avevo preparato volutamente fogli scritti da distribuire per non imporre nulla, ma decidere il più possibile insieme (altra mossa ben riuscita). Mi piacciono sul serio, nonostante il grasso e lo sporco della nave dormo finalmente tranquilla!
Al nostro intervallato risveglio ci ritroviamo qua e là, su e giù per nave. Cerco di parlare con tutti, di capire quanto più possibile dai discorsi, dalle prime simpatie manifestate, dalle posture, che ruolo avranno in questo viaggio: mi piace guardarli e affidare loro una parte, rivestirli mentalmente di un ruolo, e vedere se sarà effettivamente quello che inconsciamente andranno a ricoprire (nella maggior parte dei casi ho azzeccato!).

Rileggo velocemente qualche relazione e ci ritroviamo a pranzo al self-service della nave: la prima lunga e viva tavolata! Raccolgo la cassa trasporti (30 euro per uno) e faccio i biglietti per il pullman che ci porterà da Patrasso al Pireo (15euro). Costituiamo la cassa comune versando i primi 50 euro.

Alle 17,00 sbarchiamo e saliamo subito sul pullman, che è lì ad attenderci. In poco più di tre ore arriviamo al Pireo, dopo una sosta lungo la strada. Il traghetto è alle 21,00, non abbiamo tempo di riconvertire il voucher in biglietti, lo facciamo presente al personale all'imbarco, che chiama direttamente qualcuno dall'agenzia indicata da Avventure. Attimo di panico, ripagato dall'accoglienza della nave (la compagnia di navigazione è la ANEK). Dormiamo nuovamente all'aperto, divertiti e ironici, pieni di aspettative sull'isola dove attraccheremo.

h.6,00: Scendiamo a Iraklio e ci incamminiamo verso l’hotel Dedalos (30 minuti a piedi), con il quale avevo concordato dall’Italia di avere le camere a disposizione dalle 7,00. Appuntamento h9,30 per visitare la città, graziosa e piacevole, deludente la fortezza. Ci ritroviamo a pranzo e alle 16,00 vicino all’hotel prendiamo l’autobus per Crosso (15 minuti). Dopo lunghe trattative prendiamo la guida a soli 50 euro: si tratta di un curioso e “meccanizzato” personaggio, che sarà spunto di imitazioni e risate durante tutto il viaggio!

Al nostro ritorno cena sul lungomare. E' il mio onomastico: presa dalla frenesia della giornata l'avevo dimenticato, sono contenta di stare con tutti loro…
…Quel che ci si aspetta da una relazione, in qualità di capogruppo, è un insieme di consigli e di ragguagli, quanto più attendibili e “riproducibili” alla propria imminente avventura, input di tipo tecnico, da “sfoderare” al momento del bisogno, per acquisire legittimità nel proprio ruolo, per conquistare la stima e la fiducia dei partecipanti.

La mia prima esperienza da capogruppo con "Avventure nel mondo", semplicemente splendida, mi porta a “relazionare” il mio viaggio, a “raccontare” il mio gruppo mirando alle persone, greche e non, italiane e non, che hanno animato gli spazi percorsi, che hanno scandito il tempo della vacanza.

Per scelta e per sperimentazione, per curiosità verso le dinamiche di gruppo, ho coordinato il viaggio cercando di trasmettere tutta l'energia che sentivo crescere in me giorno dopo giorno, tutto l'entusiasmo, tutta la vitalità, la forza che i miei precedenti viaggi mi hanno regalato, ma soprattutto la gioia che mi dava il vedere i miei partecipanti ridere, scherzare, con il gusto sano e genuino di stare casualmente o fatalmente insieme.

Per la prima volta ho fotografato le persone, le espressioni, la bellezza dei sorrisi, la dolcezza degli sguardi. Sicuramente l'isola di Creta ha un fascino per il suo spettacolare connubio tra mare e montagna( penso che le Gole di Samaria ne siano l'esempio), ha delle spiagge che, se viste al tramonto e all'alba, con pernottamento in tenda incluso (ovviamente campeggio libero), innalzano l'andamento del viaggio, dandogli uno stile decisamente superiore a quello di massa.

Raggiungere le spiagge con brevi trekking, improvvisare una “cocomerata” al suon di cicale, ritrovarsi tutti e 22 in un mare turchese ad insegnare il proprio dialetto, sono solo alcune delle immagini che consapevolmente credo abbiano accompagnato ognuno di noi nei rispettivi rientri a casa, insieme a qualche limpida lacrima liberatoria.

Ho avuto la possibilità di leggere le relazioni dei viaggi precedenti e di pianificare gli spostamenti con la stessa calma che mi ha accompagnato durante tutto il soggiorno a Creta, quella calma e quell'equilibrio che sono andata ricercare nei luoghi della mia infanzia, prima di partire.

Il mio personale viaggio, infatti, è iniziato il 30 luglio, ultima giornata lavorativa. Da quel giorno ho voluto dedicarmi a quelli che sarebbero stati i protagonisti di un mio breve ma significativo spezzone d vita.

Ogni tanto ero colta dal timore di potermi ritrovare e sentire sola, seppur circondata da tante persone, e dovevo pensare a come soccombere a tale eventualità.

In realtà si è trattato del primo viaggio in cui non mi sono mai sentita sola, e in ogni scelta e decisione non ho mai sentito il peso della responsabilità da capogruppo.

Durante la settimana precedente la partenza mi documentavo leggendo su una comoda e avvolgente amaca, e poi rielaboravo il tutto pedalando sui miei sentieri di campagna, gli stessi sentieri dove cercavo di immaginare i miei futuri compagni di viaggio.

A ognuno avevo dato un volto, una connotazione, subito dopo averli sentiti al telefono, il 30 luglio, per l'appunto.

Era, è stato, un viaggio di giovani, fra giovani, fatto delle cose più belle che lo spirito degli “under 37” e “over 24” può innescare: fatto di tante, nuove amicizie, di qualche neonato amore, di tenere sintonie, di simpatiche complicità, di forti attrazioni.

Nulla di tutto ciò si è dissolto al nostro ritorno, anzi, i meccanismi innescati continuano a fare da combustibile ad un potente motore, e questo motore viene alimentato da originali e-mail, allegre foto, stuzzicanti e intriganti sms, oltre che da periodici incontri provinciali, imman
Il 9 Agosto, di Lunedì, ma c’era chi, da Udine, è partito il 7…Io, ad ogni modo, parto il 9 Agosto con l’Eurostar delle 7,38 (che la memoria mi assista), insieme a Sabrina e a Paola..

Arriviamo alle 13,42 a Brindisi e la maggior parte del gruppo è lì ad attenderci. Impressioni? Le più disparate, che non sto decisamente a scrivere qui, anche perché intendo leggere questa relazione al primo raduno, e non compromettere nessuna amicizia (in realtà chi mi aveva un po’ preoccupato è stato una rivelazione, e chi mi aveva rincuorato è stato di grande aiuto per me, sicuramente una e più persone di riferimento che mi sento vivamente di ringraziare, e sono state quelle che salutando alla fine del viaggio ho abbracciato piangendo, sillabando un dolce e malinconico grazie…).

Ci guardiamo, ci riconosciamo al suono delle voci, tutti mi guardano e io sorrido preoccupata e compiaciuta (sorriderò poi per tutto il resto del viaggio).

Decidiamo di lasciare i bagagli al deposito della stazione e ci incamminiamo sul corso, per andare a pranzo tutti insieme. Sono tanti (e mancano ancora 7 persone!), 14 compresa me, più 2 amici di Mariella (un canadese e un catanese) che prenderanno il traghetto insieme a noi.

Inizio a camminare in testa al gruppo, provo a voltarmi e mi chiedo come andrà, cosa stanno pensando, se stanno pensando a qualcosa o non vogliono pensare a niente…

Ci sediamo ad un bar per rinfrescarci e iniziarci a conoscere: mi sembrano un po’ troppo tranquilli…

Sgranchiamo le gambe tra le stradine di Brindisi, raggiungiamo le colonne che segnano la fine (o l’inizio?) della via Appia, ritorniamo alla stazione per recuperare i bagagli e a piedi (già li vedo troppo lenti a camminare) arriviamo (15 minuti) alla stazione marittima, dove un pulmino gratuito ci carica per scaricarci al porto. Qui ci sono gli altri 7: il gruppo, nell’insieme, mi piace, è andata, è qui che veramente, finalmente inizia tutto! Il mio ruolo è qui, qui ed ora che ha inizio.

Sono le 17,30, il traghetto è alle 20,00, mi metto in fila al check-in dell’HML insieme al canadese adottato (Jim), per avere i 20+1+1 (partecipanti +capogruppo+Jim) biglietti. Pago 14 euro di tasse d’imbarco per ogni passeggero e, visto che mi piace fare le cose in grande, dò il benvenuto nel nostro gruppo a Jim che, indipendentemente dai servizi messi a disposizione da Avventure, ci seguirà finchè vorrà.

Ci imbarchiamo alle 19,00, per poi partire alle 21,00, con un’ora di ritardo. Troviamo una sistemazione per la notte:già mi piacciono, si sistemano alla meno peggio, ed eleggiamo il cassiere. Illustro sulla cartina l’itinerario: non avevo preparato volutamente fogli scritti da distribuire per non imporre nulla, ma decidere il più possibile insieme (altra mossa ben riuscita). Mi piacciono sul serio, nonostante il grasso e lo sporco della nave dormo finalmente tranquilla!
Al nostro intervallato risveglio ci ritroviamo qua e là, su e giù per nave. Cerco di parlare con tutti, di capire quanto più possibile dai discorsi, dalle prime simpatie manifestate, dalle posture, che ruolo avranno in questo viaggio: mi piace guardarli e affidare loro una parte, rivestirli mentalmente di un ruolo, e vedere se sarà effettivamente quello che inconsciamente andranno a ricoprire (nella maggior parte dei casi ho azzeccato!).

Rileggo velocemente qualche relazione e ci ritroviamo a pranzo al self-service della nave: la prima lunga e viva tavolata! Raccolgo la cassa trasporti (30 euro per uno) e faccio i biglietti per il pullman che ci porterà da Patrasso al Pireo (15euro). Costituiamo la cassa comune versando i primi 50 euro.

Alle 17,00 sbarchiamo e saliamo subito sul pullman, che è lì ad attenderci. In poco più di tre ore arriviamo al Pireo, dopo una sosta lungo la strada. Il traghetto è alle 21,00, non abbiamo tempo di riconvertire il voucher in biglietti, lo facciamo presente al personale all'imbarco, che chiama direttamente qualcuno dall'agenzia indicata da Avventure. Attimo di panico, ripagato dall'accoglienza della nave (la compagnia di navigazione è la ANEK). Dormiamo nuovamente all'aperto, divertiti e ironici, pieni di aspettative sull'isola dove attraccheremo.

h.6,00: Scendiamo a Iraklio e ci incamminiamo verso l’hotel Dedalos (30 minuti a piedi), con il quale avevo concordato dall’Italia di avere le camere a disposizione dalle 7,00. Appuntamento h9,30 per visitare la città, graziosa e piacevole, deludente la fortezza. Ci ritroviamo a pranzo e alle 16,00 vicino all’hotel prendiamo l’autobus per Crosso (15 minuti). Dopo lunghe trattative prendiamo la guida a soli 50 euro: si tratta di un curioso e “meccanizzato” personaggio, che sarà spunto di imitazioni e risate durante tutto il viaggio!

Al nostro ritorno cena sul lungomare. E' il mio onomastico: presa dalla frenesia della giornata l'avevo dimenticato, sono contenta di stare con tutti loro…
…Quel che ci si aspetta da una relazione, in qualità di capogruppo, è un insieme di consigli e di ragguagli, quanto più attendibili e “riproducibili” alla propria imminente avventura, input di tipo tecnico, da “sfoderare” al momento del bisogno, per acquisire legittimità nel proprio ruolo, per conquistare la stima e la fiducia dei partecipanti.

La mia prima esperienza da capogruppo con "Avventure nel mondo", semplicemente splendida, mi porta a “relazionare” il mio viaggio, a “raccontare” il mio gruppo mirando alle persone, greche e non, italiane e non, che hanno animato gli spazi percorsi, che hanno scandito il tempo della vacanza.

Per scelta e per sperimentazione, per curiosità verso le dinamiche di gruppo, ho coordinato il viaggio cercando di trasmettere tutta l'energia che sentivo crescere in me giorno dopo giorno, tutto l'entusiasmo, tutta la vitalità, la forza che i miei precedenti viaggi mi hanno regalato, ma soprattutto la gioia che mi dava il vedere i miei partecipanti ridere, scherzare, con il gusto sano e genuino di stare casualmente o fatalmente insieme.

Per la prima volta ho fotografato le persone, le espressioni, la bellezza dei sorrisi, la dolcezza degli sguardi. Sicuramente l'isola di Creta ha un fascino per il suo spettacolare connubio tra mare e montagna( penso che le Gole di Samaria ne siano l'esempio), ha delle spiagge che, se viste al tramonto e all'alba, con pernottamento in tenda incluso (ovviamente campeggio libero), innalzano l'andamento del viaggio, dandogli uno stile decisamente superiore a quello di massa.

Raggiungere le spiagge con brevi trekking, improvvisare una “cocomerata” al suon di cicale, ritrovarsi tutti e 22 in un mare turchese ad insegnare il proprio dialetto, sono solo alcune delle immagini che consapevolmente credo abbiano accompagnato ognuno di noi nei rispettivi rientri a casa, insieme a qualche limpida lacrima liberatoria.

Ho avuto la possibilità di leggere le relazioni dei viaggi precedenti e di pianificare gli spostamenti con la stessa calma che mi ha accompagnato durante tutto il soggiorno a Creta, quella calma e quell'equilibrio che sono andata ricercare nei luoghi della mia infanzia, prima di partire.

Il mio personale viaggio, infatti, è iniziato il 30 luglio, ultima giornata lavorativa. Da quel giorno ho voluto dedicarmi a quelli che sarebbero stati i protagonisti di un mio breve ma significativo spezzone d vita.

Ogni tanto ero colta dal timore di potermi ritrovare e sentire sola, seppur circondata da tante persone, e dovevo pensare a come soccombere a tale eventualità.

In realtà si è trattato del primo viaggio in cui non mi sono mai sentita sola, e in ogni scelta e decisione non ho mai sentito il peso della responsabilità da capogruppo.

Durante la settimana precedente la partenza mi documentavo leggendo su una comoda e avvolgente amaca, e poi rielaboravo il tutto pedalando sui miei sentieri di campagna, gli stessi sentieri dove cercavo di immaginare i miei futuri compagni di viaggio.

A ognuno avevo dato un volto, una connotazione, subito dopo averli sentiti al telefono, il 30 luglio, per l'appunto.

Era, è stato, un viaggio di giovani, fra giovani, fatto delle cose più belle che lo spirito degli “under 37” e “over 24” può innescare: fatto di tante, nuove amicizie, di qualche neonato amore, di tenere sintonie, di simpatiche complicità, di forti attrazioni.

Nulla di tutto ciò si è dissolto al nostro ritorno, anzi, i meccanismi innescati continuano a fare da combustibile ad un potente motore, e questo motore viene alimentato da originali e-mail, allegre foto, stuzzicanti e intriganti sms, oltre che da periodici incontri provinciali, imman
Il 9 Agosto, di Lunedì, ma c’era chi, da Udine, è partito il 7…Io, ad ogni modo, parto il 9 Agosto con l’Eurostar delle 7,38 (che la memoria mi assista), insieme a Sabrina e a Paola..

Arriviamo alle 13,42 a Brindisi e la maggior parte del gruppo è lì ad attenderci. Impressioni? Le più disparate, che non sto decisamente a scrivere qui, anche perché intendo leggere questa relazione al primo raduno, e non compromettere nessuna amicizia (in realtà chi mi aveva un po’ preoccupato è stato una rivelazione, e chi mi aveva rincuorato è stato di grande aiuto per me, sicuramente una e più persone di riferimento che mi sento vivamente di ringraziare, e sono state quelle che salutando alla fine del viaggio ho abbracciato piangendo, sillabando un dolce e malinconico grazie…).

Ci guardiamo, ci riconosciamo al suono delle voci, tutti mi guardano e io sorrido preoccupata e compiaciuta (sorriderò poi per tutto il resto del viaggio).

Decidiamo di lasciare i bagagli al deposito della stazione e ci incamminiamo sul corso, per andare a pranzo tutti insieme. Sono tanti (e mancano ancora 7 persone!), 14 compresa me, più 2 amici di Mariella (un canadese e un catanese) che prenderanno il traghetto insieme a noi.

Inizio a camminare in testa al gruppo, provo a voltarmi e mi chiedo come andrà, cosa stanno pensando, se stanno pensando a qualcosa o non vogliono pensare a niente…

Ci sediamo ad un bar per rinfrescarci e iniziarci a conoscere: mi sembrano un po’ troppo tranquilli…

Sgranchiamo le gambe tra le stradine di Brindisi, raggiungiamo le colonne che segnano la fine (o l’inizio?) della via Appia, ritorniamo alla stazione per recuperare i bagagli e a piedi (già li vedo troppo lenti a camminare) arriviamo (15 minuti) alla stazione marittima, dove un pulmino gratuito ci carica per scaricarci al porto. Qui ci sono gli altri 7: il gruppo, nell’insieme, mi piace, è andata, è qui che veramente, finalmente inizia tutto! Il mio ruolo è qui, qui ed ora che ha inizio.

Sono le 17,30, il traghetto è alle 20,00, mi metto in fila al check-in dell’HML insieme al canadese adottato (Jim), per avere i 20+1+1 (partecipanti +capogruppo+Jim) biglietti. Pago 14 euro di tasse d’imbarco per ogni passeggero e, visto che mi piace fare le cose in grande, dò il benvenuto nel nostro gruppo a Jim che, indipendentemente dai servizi messi a disposizione da Avventure, ci seguirà finchè vorrà.

Ci imbarchiamo alle 19,00, per poi partire alle 21,00, con un’ora di ritardo. Troviamo una sistemazione per la notte:già mi piacciono, si sistemano alla meno peggio, ed eleggiamo il cassiere. Illustro sulla cartina l’itinerario: non avevo preparato volutamente fogli scritti da distribuire per non imporre nulla, ma decidere il più possibile insieme (altra mossa ben riuscita). Mi piacciono sul serio, nonostante il grasso e lo sporco della nave dormo finalmente tranquilla!
Al nostro intervallato risveglio ci ritroviamo qua e là, su e giù per nave. Cerco di parlare con tutti, di capire quanto più possibile dai discorsi, dalle prime simpatie manifestate, dalle posture, che ruolo avranno in questo viaggio: mi piace guardarli e affidare loro una parte, rivestirli mentalmente di un ruolo, e vedere se sarà effettivamente quello che inconsciamente andranno a ricoprire (nella maggior parte dei casi ho azzeccato!).

Rileggo velocemente qualche relazione e ci ritroviamo a pranzo al self-service della nave: la prima lunga e viva tavolata! Raccolgo la cassa trasporti (30 euro per uno) e faccio i biglietti per il pullman che ci porterà da Patrasso al Pireo (15euro). Costituiamo la cassa comune versando i primi 50 euro.

Alle 17,00 sbarchiamo e saliamo subito sul pullman, che è lì ad attenderci. In poco più di tre ore arriviamo al Pireo, dopo una sosta lungo la strada. Il traghetto è alle 21,00, non abbiamo tempo di riconvertire il voucher in biglietti, lo facciamo presente al personale all'imbarco, che chiama direttamente qualcuno dall'agenzia indicata da Avventure. Attimo di panico, ripagato dall'accoglienza della nave (la compagnia di navigazione è la ANEK). Dormiamo nuovamente all'aperto, divertiti e ironici, pieni di aspettative sull'isola dove attraccheremo.

h.6,00: Scendiamo a Iraklio e ci incamminiamo verso l’hotel Dedalos (30 minuti a piedi), con il quale avevo concordato dall’Italia di avere le camere a disposizione dalle 7,00. Appuntamento h9,30 per visitare la città, graziosa e piacevole, deludente la fortezza. Ci ritroviamo a pranzo e alle 16,00 vicino all’hotel prendiamo l’autobus per Crosso (15 minuti). Dopo lunghe trattative prendiamo la guida a soli 50 euro: si tratta di un curioso e “meccanizzato” personaggio, che sarà spunto di imitazioni e risate durante tutto il viaggio!

Al nostro ritorno cena sul lungomare. E' il mio onomastico: presa dalla frenesia della giornata l'avevo dimenticato, sono contenta di stare con tutti loro…
…Quel che ci si aspetta da una relazione, in qualità di capogruppo, è un insieme di consigli e di ragguagli, quanto più attendibili e “riproducibili” alla propria imminente avventura, input di tipo tecnico, da “sfoderare” al momento del bisogno, per acquisire legittimità nel proprio ruolo, per conquistare la stima e la fiducia dei partecipanti.

La mia prima esperienza da capogruppo con "Avventure nel mondo", semplicemente splendida, mi porta a “relazionare” il mio viaggio, a “raccontare” il mio gruppo mirando alle persone, greche e non, italiane e non, che hanno animato gli spazi percorsi, che hanno scandito il tempo della vacanza.

Per scelta e per sperimentazione, per curiosità verso le dinamiche di gruppo, ho coordinato il viaggio cercando di trasmettere tutta l'energia che sentivo crescere in me giorno dopo giorno, tutto l'entusiasmo, tutta la vitalità, la forza che i miei precedenti viaggi mi hanno regalato, ma soprattutto la gioia che mi dava il vedere i miei partecipanti ridere, scherzare, con il gusto sano e genuino di stare casualmente o fatalmente insieme.

Per la prima volta ho fotografato le persone, le espressioni, la bellezza dei sorrisi, la dolcezza degli sguardi. Sicuramente l'isola di Creta ha un fascino per il suo spettacolare connubio tra mare e montagna( penso che le Gole di Samaria ne siano l'esempio), ha delle spiagge che, se viste al tramonto e all'alba, con pernottamento in tenda incluso (ovviamente campeggio libero), innalzano l'andamento del viaggio, dandogli uno stile decisamente superiore a quello di massa.

Raggiungere le spiagge con brevi trekking, improvvisare una “cocomerata” al suon di cicale, ritrovarsi tutti e 22 in un mare turchese ad insegnare il proprio dialetto, sono solo alcune delle immagini che consapevolmente credo abbiano accompagnato ognuno di noi nei rispettivi rientri a casa, insieme a qualche limpida lacrima liberatoria.

Ho avuto la possibilità di leggere le relazioni dei viaggi precedenti e di pianificare gli spostamenti con la stessa calma che mi ha accompagnato durante tutto il soggiorno a Creta, quella calma e quell'equilibrio che sono andata ricercare nei luoghi della mia infanzia, prima di partire.

Il mio personale viaggio, infatti, è iniziato il 30 luglio, ultima giornata lavorativa. Da quel giorno ho voluto dedicarmi a quelli che sarebbero stati i protagonisti di un mio breve ma significativo spezzone d vita.

Ogni tanto ero colta dal timore di potermi ritrovare e sentire sola, seppur circondata da tante persone, e dovevo pensare a come soccombere a tale eventualità.

In realtà si è trattato del primo viaggio in cui non mi sono mai sentita sola, e in ogni scelta e decisione non ho mai sentito il peso della responsabilità da capogruppo.

Durante la settimana precedente la partenza mi documentavo leggendo su una comoda e avvolgente amaca, e poi rielaboravo il tutto pedalando sui miei sentieri di campagna, gli stessi sentieri dove cercavo di immaginare i miei futuri compagni di viaggio.

A ognuno avevo dato un volto, una connotazione, subito dopo averli sentiti al telefono, il 30 luglio, per l'appunto.

Era, è stato, un viaggio di giovani, fra giovani, fatto delle cose più belle che lo spirito degli “under 37” e “over 24” può innescare: fatto di tante, nuove amicizie, di qualche neonato amore, di tenere sintonie, di simpatiche complicità, di forti attrazioni.

Nulla di tutto ciò si è dissolto al nostro ritorno, anzi, i meccanismi innescati continuano a fare da combustibile ad un potente motore, e questo motore viene alimentato da originali e-mail, allegre foto, stuzzicanti e intriganti sms, oltre che da periodici incontri provinciali, imman
Il 9 Agosto, di Lunedì, ma c’era chi, da Udine, è partito il 7…Io, ad ogni modo, parto il 9 Agosto con l’Eurostar delle 7,38 (che la memoria mi assista), insieme a Sabrina e a Paola..

Arriviamo alle 13,42 a Brindisi e la maggior parte del gruppo è lì ad attenderci. Impressioni? Le più disparate, che non sto decisamente a scrivere qui, anche perché intendo leggere questa relazione al primo raduno, e non compromettere nessuna amicizia (in realtà chi mi aveva un po’ preoccupato è stato una rivelazione, e chi mi aveva rincuorato è stato di grande aiuto per me, sicuramente una e più persone di riferimento che mi sento vivamente di ringraziare, e sono state quelle che salutando alla fine del viaggio ho abbracciato piangendo, sillabando un dolce e malinconico grazie…).

Ci guardiamo, ci riconosciamo al suono delle voci, tutti mi guardano e io sorrido preoccupata e compiaciuta (sorriderò poi per tutto il resto del viaggio).

Decidiamo di lasciare i bagagli al deposito della stazione e ci incamminiamo sul corso, per andare a pranzo tutti insieme. Sono tanti (e mancano ancora 7 persone!), 14 compresa me, più 2 amici di Mariella (un canadese e un catanese) che prenderanno il traghetto insieme a noi.

Inizio a camminare in testa al gruppo, provo a voltarmi e mi chiedo come andrà, cosa stanno pensando, se stanno pensando a qualcosa o non vogliono pensare a niente…

Ci sediamo ad un bar per rinfrescarci e iniziarci a conoscere: mi sembrano un po’ troppo tranquilli…

Sgranchiamo le gambe tra le stradine di Brindisi, raggiungiamo le colonne che segnano la fine (o l’inizio?) della via Appia, ritorniamo alla stazione per recuperare i bagagli e a piedi (già li vedo troppo lenti a camminare) arriviamo (15 minuti) alla stazione marittima, dove un pulmino gratuito ci carica per scaricarci al porto. Qui ci sono gli altri 7: il gruppo, nell’insieme, mi piace, è andata, è qui che veramente, finalmente inizia tutto! Il mio ruolo è qui, qui ed ora che ha inizio.

Sono le 17,30, il traghetto è alle 20,00, mi metto in fila al check-in dell’HML insieme al canadese adottato (Jim), per avere i 20+1+1 (partecipanti +capogruppo+Jim) biglietti. Pago 14 euro di tasse d’imbarco per ogni passeggero e, visto che mi piace fare le cose in grande, dò il benvenuto nel nostro gruppo a Jim che, indipendentemente dai servizi messi a disposizione da Avventure, ci seguirà finchè vorrà.

Ci imbarchiamo alle 19,00, per poi partire alle 21,00, con un’ora di ritardo. Troviamo una sistemazione per la notte:già mi piacciono, si sistemano alla meno peggio, ed eleggiamo il cassiere. Illustro sulla cartina l’itinerario: non avevo preparato volutamente fogli scritti da distribuire per non imporre nulla, ma decidere il più possibile insieme (altra mossa ben riuscita). Mi piacciono sul serio, nonostante il grasso e lo sporco della nave dormo finalmente tranquilla!
Al nostro intervallato risveglio ci ritroviamo qua e là, su e giù per nave. Cerco di parlare con tutti, di capire quanto più possibile dai discorsi, dalle prime simpatie manifestate, dalle posture, che ruolo avranno in questo viaggio: mi piace guardarli e affidare loro una parte, rivestirli mentalmente di un ruolo, e vedere se sarà effettivamente quello che inconsciamente andranno a ricoprire (nella maggior parte dei casi ho azzeccato!).

Rileggo velocemente qualche relazione e ci ritroviamo a pranzo al self-service della nave: la prima lunga e viva tavolata! Raccolgo la cassa trasporti (30 euro per uno) e faccio i biglietti per il pullman che ci porterà da Patrasso al Pireo (15euro). Costituiamo la cassa comune versando i primi 50 euro.

Alle 17,00 sbarchiamo e saliamo subito sul pullman, che è lì ad attenderci. In poco più di tre ore arriviamo al Pireo, dopo una sosta lungo la strada. Il traghetto è alle 21,00, non abbiamo tempo di riconvertire il voucher in biglietti, lo facciamo presente al personale all'imbarco, che chiama direttamente qualcuno dall'agenzia indicata da Avventure. Attimo di panico, ripagato dall'accoglienza della nave (la compagnia di navigazione è la ANEK). Dormiamo nuovamente all'aperto, divertiti e ironici, pieni di aspettative sull'isola dove attraccheremo.

h.6,00: Scendiamo a Iraklio e ci incamminiamo verso l’hotel Dedalos (30 minuti a piedi), con il quale avevo concordato dall’Italia di avere le camere a disposizione dalle 7,00. Appuntamento h9,30 per visitare la città, graziosa e piacevole, deludente la fortezza. Ci ritroviamo a pranzo e alle 16,00 vicino all’hotel prendiamo l’autobus per Crosso (15 minuti). Dopo lunghe trattative prendiamo la guida a soli 50 euro: si tratta di un curioso e “meccanizzato” personaggio, che sarà spunto di imitazioni e risate durante tutto il viaggio!

Al nostro ritorno cena sul lungomare. E' il mio onomastico: presa dalla frenesia della giornata l'avevo dimenticato, sono contenta di stare con tutti loro…
…Quel che ci si aspetta da una relazione, in qualità di capogruppo, è un insieme di consigli e di ragguagli, quanto più attendibili e “riproducibili” alla propria imminente avventura, input di tipo tecnico, da “sfoderare” al momento del bisogno, per acquisire legittimità nel proprio ruolo, per conquistare la stima e la fiducia dei partecipanti.

La mia prima esperienza da capogruppo con "Avventure nel mondo", semplicemente splendida, mi porta a “relazionare” il mio viaggio, a “raccontare” il mio gruppo mirando alle persone, greche e non, italiane e non, che hanno animato gli spazi percorsi, che hanno scandito il tempo della vacanza.

Per scelta e per sperimentazione, per curiosità verso le dinamiche di gruppo, ho coordinato il viaggio cercando di trasmettere tutta l'energia che sentivo crescere in me giorno dopo giorno, tutto l'entusiasmo, tutta la vitalità, la forza che i miei precedenti viaggi mi hanno regalato, ma soprattutto la gioia che mi dava il vedere i miei partecipanti ridere, scherzare, con il gusto sano e genuino di stare casualmente o fatalmente insieme.

Per la prima volta ho fotografato le persone, le espressioni, la bellezza dei sorrisi, la dolcezza degli sguardi. Sicuramente l'isola di Creta ha un fascino per il suo spettacolare connubio tra mare e montagna( penso che le Gole di Samaria ne siano l'esempio), ha delle spiagge che, se viste al tramonto e all'alba, con pernottamento in tenda incluso (ovviamente campeggio libero), innalzano l'andamento del viaggio, dandogli uno stile decisamente superiore a quello di massa.

Raggiungere le spiagge con brevi trekking, improvvisare una “cocomerata” al suon di cicale, ritrovarsi tutti e 22 in un mare turchese ad insegnare il proprio dialetto, sono solo alcune delle immagini che consapevolmente credo abbiano accompagnato ognuno di noi nei rispettivi rientri a casa, insieme a qualche limpida lacrima liberatoria.

Ho avuto la possibilità di leggere le relazioni dei viaggi precedenti e di pianificare gli spostamenti con la stessa calma che mi ha accompagnato durante tutto il soggiorno a Creta, quella calma e quell'equilibrio che sono andata ricercare nei luoghi della mia infanzia, prima di partire.

Il mio personale viaggio, infatti, è iniziato il 30 luglio, ultima giornata lavorativa. Da quel giorno ho voluto dedicarmi a quelli che sarebbero stati i protagonisti di un mio breve ma significativo spezzone d vita.

Ogni tanto ero colta dal timore di potermi ritrovare e sentire sola, seppur circondata da tante persone, e dovevo pensare a come soccombere a tale eventualità.

In realtà si è trattato del primo viaggio in cui non mi sono mai sentita sola, e in ogni scelta e decisione non ho mai sentito il peso della responsabilità da capogruppo.

Durante la settimana precedente la partenza mi documentavo leggendo su una comoda e avvolgente amaca, e poi rielaboravo il tutto pedalando sui miei sentieri di campagna, gli stessi sentieri dove cercavo di immaginare i miei futuri compagni di viaggio.

A ognuno avevo dato un volto, una connotazione, subito dopo averli sentiti al telefono, il 30 luglio, per l'appunto.

Era, è stato, un viaggio di giovani, fra giovani, fatto delle cose più belle che lo spirito degli “under 37” e “over 24” può innescare: fatto di tante, nuove amicizie, di qualche neonato amore, di tenere sintonie, di simpatiche complicità, di forti attrazioni.

Nulla di tutto ciò si è dissolto al nostro ritorno, anzi, i meccanismi innescati continuano a fare da combustibile ad un potente motore, e questo motore viene alimentato da originali e-mail, allegre foto, stuzzicanti e intriganti sms, oltre che da periodici incontri provinciali, imman
Il 9 Agosto, di Lunedì, ma c’era chi, da Udine, è partito il 7…Io, ad ogni modo, parto il 9 Agosto con l’Eurostar delle 7,38 (che la memoria mi assista), insieme a Sabrina e a Paola..

Arriviamo alle 13,42 a Brindisi e la maggior parte del gruppo è lì ad attenderci. Impressioni? Le più disparate, che non sto decisamente a scrivere qui, anche perché intendo leggere questa relazione al primo raduno, e non compromettere nessuna amicizia (in realtà chi mi aveva un po’ preoccupato è stato una rivelazione, e chi mi aveva rincuorato è stato di grande aiuto per me, sicuramente una e più persone di riferimento che mi sento vivamente di ringraziare, e sono state quelle che salutando alla fine del viaggio ho abbracciato piangendo, sillabando un dolce e malinconico grazie…).

Ci guardiamo, ci riconosciamo al suono delle voci, tutti mi guardano e io sorrido preoccupata e compiaciuta (sorriderò poi per tutto il resto del viaggio).

Decidiamo di lasciare i bagagli al deposito della stazione e ci incamminiamo sul corso, per andare a pranzo tutti insieme. Sono tanti (e mancano ancora 7 persone!), 14 compresa me, più 2 amici di Mariella (un canadese e un catanese) che prenderanno il traghetto insieme a noi.

Inizio a camminare in testa al gruppo, provo a voltarmi e mi chiedo come andrà, cosa stanno pensando, se stanno pensando a qualcosa o non vogliono pensare a niente…

Ci sediamo ad un bar per rinfrescarci e iniziarci a conoscere: mi sembrano un po’ troppo tranquilli…

Sgranchiamo le gambe tra le stradine di Brindisi, raggiungiamo le colonne che segnano la fine (o l’inizio?) della via Appia, ritorniamo alla stazione per recuperare i bagagli e a piedi (già li vedo troppo lenti a camminare) arriviamo (15 minuti) alla stazione marittima, dove un pulmino gratuito ci carica per scaricarci al porto. Qui ci sono gli altri 7: il gruppo, nell’insieme, mi piace, è andata, è qui che veramente, finalmente inizia tutto! Il mio ruolo è qui, qui ed ora che ha inizio.

Sono le 17,30, il traghetto è alle 20,00, mi metto in fila al check-in dell’HML insieme al canadese adottato (Jim), per avere i 20+1+1 (partecipanti +capogruppo+Jim) biglietti. Pago 14 euro di tasse d’imbarco per ogni passeggero e, visto che mi piace fare le cose in grande, dò il benvenuto nel nostro gruppo a Jim che, indipendentemente dai servizi messi a disposizione da Avventure, ci seguirà finchè vorrà.

Ci imbarchiamo alle 19,00, per poi partire alle 21,00, con un’ora di ritardo. Troviamo una sistemazione per la notte:già mi piacciono, si sistemano alla meno peggio, ed eleggiamo il cassiere. Illustro sulla cartina l’itinerario: non avevo preparato volutamente fogli scritti da distribuire per non imporre nulla, ma decidere il più possibile insieme (altra mossa ben riuscita). Mi piacciono sul serio, nonostante il grasso e lo sporco della nave dormo finalmente tranquilla!
Al nostro intervallato risveglio ci ritroviamo qua e là, su e giù per nave. Cerco di parlare con tutti, di capire quanto più possibile dai discorsi, dalle prime simpatie manifestate, dalle posture, che ruolo avranno in questo viaggio: mi piace guardarli e affidare loro una parte, rivestirli mentalmente di un ruolo, e vedere se sarà effettivamente quello che inconsciamente andranno a ricoprire (nella maggior parte dei casi ho azzeccato!).

Rileggo velocemente qualche relazione e ci ritroviamo a pranzo al self-service della nave: la prima lunga e viva tavolata! Raccolgo la cassa trasporti (30 euro per uno) e faccio i biglietti per il pullman che ci porterà da Patrasso al Pireo (15euro). Costituiamo la cassa comune versando i primi 50 euro.

Alle 17,00 sbarchiamo e saliamo subito sul pullman, che è lì ad attenderci. In poco più di tre ore arriviamo al Pireo, dopo una sosta lungo la strada. Il traghetto è alle 21,00, non abbiamo tempo di riconvertire il voucher in biglietti, lo facciamo presente al personale all'imbarco, che chiama direttamente qualcuno dall'agenzia indicata da Avventure. Attimo di panico, ripagato dall'accoglienza della nave (la compagnia di navigazione è la ANEK). Dormiamo nuovamente all'aperto, divertiti e ironici, pieni di aspettative sull'isola dove attraccheremo.

h.6,00: Scendiamo a Iraklio e ci incamminiamo verso l’hotel Dedalos (30 minuti a piedi), con il quale avevo concordato dall’Italia di avere le camere a disposizione dalle 7,00. Appuntamento h9,30 per visitare la città, graziosa e piacevole, deludente la fortezza. Ci ritroviamo a pranzo e alle 16,00 vicino all’hotel prendiamo l’autobus per Crosso (15 minuti). Dopo lunghe trattative prendiamo la guida a soli 50 euro: si tratta di un curioso e “meccanizzato” personaggio, che sarà spunto di imitazioni e risate durante tutto il viaggio!

Al nostro ritorno cena sul lungomare. E' il mio onomastico: presa dalla frenesia della giornata l'avevo dimenticato, sono contenta di stare con tutti loro…
…Quel che ci si aspetta da una relazione, in qualità di capogruppo, è un insieme di consigli e di ragguagli, quanto più attendibili e “riproducibili” alla propria imminente avventura, input di tipo tecnico, da “sfoderare” al momento del bisogno, per acquisire legittimità nel proprio ruolo, per conquistare la stima e la fiducia dei partecipanti.

La mia prima esperienza da capogruppo con "Avventure nel mondo", semplicemente splendida, mi porta a “relazionare” il mio viaggio, a “raccontare” il mio gruppo mirando alle persone, greche e non, italiane e non, che hanno animato gli spazi percorsi, che hanno scandito il tempo della vacanza.

Per scelta e per sperimentazione, per curiosità verso le dinamiche di gruppo, ho coordinato il viaggio cercando di trasmettere tutta l'energia che sentivo crescere in me giorno dopo giorno, tutto l'entusiasmo, tutta la vitalità, la forza che i miei precedenti viaggi mi hanno regalato, ma soprattutto la gioia che mi dava il vedere i miei partecipanti ridere, scherzare, con il gusto sano e genuino di stare casualmente o fatalmente insieme.

Per la prima volta ho fotografato le persone, le espressioni, la bellezza dei sorrisi, la dolcezza degli sguardi. Sicuramente l'isola di Creta ha un fascino per il suo spettacolare connubio tra mare e montagna( penso che le Gole di Samaria ne siano l'esempio), ha delle spiagge che, se viste al tramonto e all'alba, con pernottamento in tenda incluso (ovviamente campeggio libero), innalzano l'andamento del viaggio, dandogli uno stile decisamente superiore a quello di massa.

Raggiungere le spiagge con brevi trekking, improvvisare una “cocomerata” al suon di cicale, ritrovarsi tutti e 22 in un mare turchese ad insegnare il proprio dialetto, sono solo alcune delle immagini che consapevolmente credo abbiano accompagnato ognuno di noi nei rispettivi rientri a casa, insieme a qualche limpida lacrima liberatoria.

Ho avuto la possibilità di leggere le relazioni dei viaggi precedenti e di pianificare gli spostamenti con la stessa calma che mi ha accompagnato durante tutto il soggiorno a Creta, quella calma e quell'equilibrio che sono andata ricercare nei luoghi della mia infanzia, prima di partire.

Il mio personale viaggio, infatti, è iniziato il 30 luglio, ultima giornata lavorativa. Da quel giorno ho voluto dedicarmi a quelli che sarebbero stati i protagonisti di un mio breve ma significativo spezzone d vita.

Ogni tanto ero colta dal timore di potermi ritrovare e sentire sola, seppur circondata da tante persone, e dovevo pensare a come soccombere a tale eventualità.

In realtà si è trattato del primo viaggio in cui non mi sono mai sentita sola, e in ogni scelta e decisione non ho mai sentito il peso della responsabilità da capogruppo.

Durante la settimana precedente la partenza mi documentavo leggendo su una comoda e avvolgente amaca, e poi rielaboravo il tutto pedalando sui miei sentieri di campagna, gli stessi sentieri dove cercavo di immaginare i miei futuri compagni di viaggio.

A ognuno avevo dato un volto, una connotazione, subito dopo averli sentiti al telefono, il 30 luglio, per l'appunto.

Era, è stato, un viaggio di giovani, fra giovani, fatto delle cose più belle che lo spirito degli “under 37” e “over 24” può innescare: fatto di tante, nuove amicizie, di qualche neonato amore, di tenere sintonie, di simpatiche complicità, di forti attrazioni.

Nulla di tutto ciò si è dissolto al nostro ritorno, anzi, i meccanismi innescati continuano a fare da combustibile ad un potente motore, e questo motore viene alimentato da originali e-mail, allegre foto, stuzzicanti e intriganti sms, oltre che da periodici incontri provinciali, imman
Il 9 Agosto, di Lunedì, ma c’era chi, da Udine, è partito il 7…Io, ad ogni modo, parto il 9 Agosto con l’Eurostar delle 7,38 (che la memoria mi assista), insieme a Sabrina e a Paola..

Arriviamo alle 13,42 a Brindisi e la maggior parte del gruppo è lì ad attenderci. Impressioni? Le più disparate, che non sto decisamente a scrivere qui, anche perché intendo leggere questa relazione al primo raduno, e non compromettere nessuna amicizia (in realtà chi mi aveva un po’ preoccupato è stato una rivelazione, e chi mi aveva rincuorato è stato di grande aiuto per me, sicuramente una e più persone di riferimento che mi sento vivamente di ringraziare, e sono state quelle che salutando alla fine del viaggio ho abbracciato piangendo, sillabando un dolce e malinconico grazie…).

Ci guardiamo, ci riconosciamo al suono delle voci, tutti mi guardano e io sorrido preoccupata e compiaciuta (sorriderò poi per tutto il resto del viaggio).

Decidiamo di lasciare i bagagli al deposito della stazione e ci incamminiamo sul corso, per andare a pranzo tutti insieme. Sono tanti (e mancano ancora 7 persone!), 14 compresa me, più 2 amici di Mariella (un canadese e un catanese) che prenderanno il traghetto insieme a noi.

Inizio a camminare in testa al gruppo, provo a voltarmi e mi chiedo come andrà, cosa stanno pensando, se stanno pensando a qualcosa o non vogliono pensare a niente…

Ci sediamo ad un bar per rinfrescarci e iniziarci a conoscere: mi sembrano un po’ troppo tranquilli…

Sgranchiamo le gambe tra le stradine di Brindisi, raggiungiamo le colonne che segnano la fine (o l’inizio?) della via Appia, ritorniamo alla stazione per recuperare i bagagli e a piedi (già li vedo troppo lenti a camminare) arriviamo (15 minuti) alla stazione marittima, dove un pulmino gratuito ci carica per scaricarci al porto. Qui ci sono gli altri 7: il gruppo, nell’insieme, mi piace, è andata, è qui che veramente, finalmente inizia tutto! Il mio ruolo è qui, qui ed ora che ha inizio.

Sono le 17,30, il traghetto è alle 20,00, mi metto in fila al check-in dell’HML insieme al canadese adottato (Jim), per avere i 20+1+1 (partecipanti +capogruppo+Jim) biglietti. Pago 14 euro di tasse d’imbarco per ogni passeggero e, visto che mi piace fare le cose in grande, dò il benvenuto nel nostro gruppo a Jim che, indipendentemente dai servizi messi a disposizione da Avventure, ci seguirà finchè vorrà.

Ci imbarchiamo alle 19,00, per poi partire alle 21,00, con un’ora di ritardo. Troviamo una sistemazione per la notte:già mi piacciono, si sistemano alla meno peggio, ed eleggiamo il cassiere. Illustro sulla cartina l’itinerario: non avevo preparato volutamente fogli scritti da distribuire per non imporre nulla, ma decidere il più possibile insieme (altra mossa ben riuscita). Mi piacciono sul serio, nonostante il grasso e lo sporco della nave dormo finalmente tranquilla!
Al nostro intervallato risveglio ci ritroviamo qua e là, su e giù per nave. Cerco di parlare con tutti, di capire quanto più possibile dai discorsi, dalle prime simpatie manifestate, dalle posture, che ruolo avranno in questo viaggio: mi piace guardarli e affidare loro una parte, rivestirli mentalmente di un ruolo, e vedere se sarà effettivamente quello che inconsciamente andranno a ricoprire (nella maggior parte dei casi ho azzeccato!).

Rileggo velocemente qualche relazione e ci ritroviamo a pranzo al self-service della nave: la prima lunga e viva tavolata! Raccolgo la cassa trasporti (30 euro per uno) e faccio i biglietti per il pullman che ci porterà da Patrasso al Pireo (15euro). Costituiamo la cassa comune versando i primi 50 euro.

Alle 17,00 sbarchiamo e saliamo subito sul pullman, che è lì ad attenderci. In poco più di tre ore arriviamo al Pireo, dopo una sosta lungo la strada. Il traghetto è alle 21,00, non abbiamo tempo di riconvertire il voucher in biglietti, lo facciamo presente al personale all'imbarco, che chiama direttamente qualcuno dall'agenzia indicata da Avventure. Attimo di panico, ripagato dall'accoglienza della nave (la compagnia di navigazione è la ANEK). Dormiamo nuovamente all'aperto, divertiti e ironici, pieni di aspettative sull'isola dove attraccheremo.

h.6,00: Scendiamo a Iraklio e ci incamminiamo verso l’hotel Dedalos (30 minuti a piedi), con il quale avevo concordato dall’Italia di avere le camere a disposizione dalle 7,00. Appuntamento h9,30 per visitare la città, graziosa e piacevole, deludente la fortezza. Ci ritroviamo a pranzo e alle 16,00 vicino all’hotel prendiamo l’autobus per Crosso (15 minuti). Dopo lunghe trattative prendiamo la guida a soli 50 euro: si tratta di un curioso e “meccanizzato” personaggio, che sarà spunto di imitazioni e risate durante tutto il viaggio!

Al nostro ritorno cena sul lungomare. E' il mio onomastico: presa dalla frenesia della giornata l'avevo dimenticato, sono contenta di stare con tutti loro…
…Quel che ci si aspetta da una relazione, in qualità di capogruppo, è un insieme di consigli e di ragguagli, quanto più attendibili e “riproducibili” alla propria imminente avventura, input di tipo tecnico, da “sfoderare” al momento del bisogno, per acquisire legittimità nel proprio ruolo, per conquistare la stima e la fiducia dei partecipanti.

La mia prima esperienza da capogruppo con "Avventure nel mondo", semplicemente splendida, mi porta a “relazionare” il mio viaggio, a “raccontare” il mio gruppo mirando alle persone, greche e non, italiane e non, che hanno animato gli spazi percorsi, che hanno scandito il tempo della vacanza.

Per scelta e per sperimentazione, per curiosità verso le dinamiche di gruppo, ho coordinato il viaggio cercando di trasmettere tutta l'energia che sentivo crescere in me giorno dopo giorno, tutto l'entusiasmo, tutta la vitalità, la forza che i miei precedenti viaggi mi hanno regalato, ma soprattutto la gioia che mi dava il vedere i miei partecipanti ridere, scherzare, con il gusto sano e genuino di stare casualmente o fatalmente insieme.

Per la prima volta ho fotografato le persone, le espressioni, la bellezza dei sorrisi, la dolcezza degli sguardi. Sicuramente l'isola di Creta ha un fascino per il suo spettacolare connubio tra mare e montagna( penso che le Gole di Samaria ne siano l'esempio), ha delle spiagge che, se viste al tramonto e all'alba, con pernottamento in tenda incluso (ovviamente campeggio libero), innalzano l'andamento del viaggio, dandogli uno stile decisamente superiore a quello di massa.

Raggiungere le spiagge con brevi trekking, improvvisare una “cocomerata” al suon di cicale, ritrovarsi tutti e 22 in un mare turchese ad insegnare il proprio dialetto, sono solo alcune delle immagini che consapevolmente credo abbiano accompagnato ognuno di noi nei rispettivi rientri a casa, insieme a qualche limpida lacrima liberatoria.

Ho avuto la possibilità di leggere le relazioni dei viaggi precedenti e di pianificare gli spostamenti con la stessa calma che mi ha accompagnato durante tutto il soggiorno a Creta, quella calma e quell'equilibrio che sono andata ricercare nei luoghi della mia infanzia, prima di partire.

Il mio personale viaggio, infatti, è iniziato il 30 luglio, ultima giornata lavorativa. Da quel giorno ho voluto dedicarmi a quelli che sarebbero stati i protagonisti di un mio breve ma significativo spezzone d vita.

Ogni tanto ero colta dal timore di potermi ritrovare e sentire sola, seppur circondata da tante persone, e dovevo pensare a come soccombere a tale eventualità.

In realtà si è trattato del primo viaggio in cui non mi sono mai sentita sola, e in ogni scelta e decisione non ho mai sentito il peso della responsabilità da capogruppo.

Durante la settimana precedente la partenza mi documentavo leggendo su una comoda e avvolgente amaca, e poi rielaboravo il tutto pedalando sui miei sentieri di campagna, gli stessi sentieri dove cercavo di immaginare i miei futuri compagni di viaggio.

A ognuno avevo dato un volto, una connotazione, subito dopo averli sentiti al telefono, il 30 luglio, per l'appunto.

Era, è stato, un viaggio di giovani, fra giovani, fatto delle cose più belle che lo spirito degli “under 37” e “over 24” può innescare: fatto di tante, nuove amicizie, di qualche neonato amore, di tenere sintonie, di simpatiche complicità, di forti attrazioni.

Nulla di tutto ciò si è dissolto al nostro ritorno, anzi, i meccanismi innescati continuano a fare da combustibile ad un potente motore, e questo motore viene alimentato da originali e-mail, allegre foto, stuzzicanti e intriganti sms, oltre che da periodici incontri provinciali, imman
Il 9 Agosto, di Lunedì, ma c’era chi, da Udine, è partito il 7…Io, ad ogni modo, parto il 9 Agosto con l’Eurostar delle 7,38 (che la memoria mi assista), insieme a Sabrina e a Paola..

Arriviamo alle 13,42 a Brindisi e la maggior parte del gruppo è lì ad attenderci. Impressioni? Le più disparate, che non sto decisamente a scrivere qui, anche perché intendo leggere questa relazione al primo raduno, e non compromettere nessuna amicizia (in realtà chi mi aveva un po’ preoccupato è stato una rivelazione, e chi mi aveva rincuorato è stato di grande aiuto per me, sicuramente una e più persone di riferimento che mi sento vivamente di ringraziare, e sono state quelle che salutando alla fine del viaggio ho abbracciato piangendo, sillabando un dolce e malinconico grazie…).

Ci guardiamo, ci riconosciamo al suono delle voci, tutti mi guardano e io sorrido preoccupata e compiaciuta (sorriderò poi per tutto il resto del viaggio).

Decidiamo di lasciare i bagagli al deposito della stazione e ci incamminiamo sul corso, per andare a pranzo tutti insieme. Sono tanti (e mancano ancora 7 persone!), 14 compresa me, più 2 amici di Mariella (un canadese e un catanese) che prenderanno il traghetto insieme a noi.

Inizio a camminare in testa al gruppo, provo a voltarmi e mi chiedo come andrà, cosa stanno pensando, se stanno pensando a qualcosa o non vogliono pensare a niente…

Ci sediamo ad un bar per rinfrescarci e iniziarci a conoscere: mi sembrano un po’ troppo tranquilli…

Sgranchiamo le gambe tra le stradine di Brindisi, raggiungiamo le colonne che segnano la fine (o l’inizio?) della via Appia, ritorniamo alla stazione per recuperare i bagagli e a piedi (già li vedo troppo lenti a camminare) arriviamo (15 minuti) alla stazione marittima, dove un pulmino gratuito ci carica per scaricarci al porto. Qui ci sono gli altri 7: il gruppo, nell’insieme, mi piace, è andata, è qui che veramente, finalmente inizia tutto! Il mio ruolo è qui, qui ed ora che ha inizio.

Sono le 17,30, il traghetto è alle 20,00, mi metto in fila al check-in dell’HML insieme al canadese adottato (Jim), per avere i 20+1+1 (partecipanti +capogruppo+Jim) biglietti. Pago 14 euro di tasse d’imbarco per ogni passeggero e, visto che mi piace fare le cose in grande, dò il benvenuto nel nostro gruppo a Jim che, indipendentemente dai servizi messi a disposizione da Avventure, ci seguirà finchè vorrà.

Ci imbarchiamo alle 19,00, per poi partire alle 21,00, con un’ora di ritardo. Troviamo una sistemazione per la notte:già mi piacciono, si sistemano alla meno peggio, ed eleggiamo il cassiere. Illustro sulla cartina l’itinerario: non avevo preparato volutamente fogli scritti da distribuire per non imporre nulla, ma decidere il più possibile insieme (altra mossa ben riuscita). Mi piacciono sul serio, nonostante il grasso e lo sporco della nave dormo finalmente tranquilla!
Al nostro intervallato risveglio ci ritroviamo qua e là, su e giù per nave. Cerco di parlare con tutti, di capire quanto più possibile dai discorsi, dalle prime simpatie manifestate, dalle posture, che ruolo avranno in questo viaggio: mi piace guardarli e affidare loro una parte, rivestirli mentalmente di un ruolo, e vedere se sarà effettivamente quello che inconsciamente andranno a ricoprire (nella maggior parte dei casi ho azzeccato!).

Rileggo velocemente qualche relazione e ci ritroviamo a pranzo al self-service della nave: la prima lunga e viva tavolata! Raccolgo la cassa trasporti (30 euro per uno) e faccio i biglietti per il pullman che ci porterà da Patrasso al Pireo (15euro). Costituiamo la cassa comune versando i primi 50 euro.

Alle 17,00 sbarchiamo e saliamo subito sul pullman, che è lì ad attenderci. In poco più di tre ore arriviamo al Pireo, dopo una sosta lungo la strada. Il traghetto è alle 21,00, non abbiamo tempo di riconvertire il voucher in biglietti, lo facciamo presente al personale all'imbarco, che chiama direttamente qualcuno dall'agenzia indicata da Avventure. Attimo di panico, ripagato dall'accoglienza della nave (la compagnia di navigazione è la ANEK). Dormiamo nuovamente all'aperto, divertiti e ironici, pieni di aspettative sull'isola dove attraccheremo.

h.6,00: Scendiamo a Iraklio e ci incamminiamo verso l’hotel Dedalos (30 minuti a piedi), con il quale avevo concordato dall’Italia di avere le camere a disposizione dalle 7,00. Appuntamento h9,30 per visitare la città, graziosa e piacevole, deludente la fortezza. Ci ritroviamo a pranzo e alle 16,00 vicino all’hotel prendiamo l’autobus per Crosso (15 minuti). Dopo lunghe trattative prendiamo la guida a soli 50 euro: si tratta di un curioso e “meccanizzato” personaggio, che sarà spunto di imitazioni e risate durante tutto il viaggio!

Al nostro ritorno cena sul lungomare. E' il mio onomastico: presa dalla frenesia della giornata l'avevo dimenticato, sono contenta di stare con tutti loro…
DiaryDetailTopContainer-GetPartialView = 0,108104
AdvValica-GetPartialView = 0,0010008

Commenti

DiaryCommentList-GetPartialView = 0,0040039

Racconta il tuo viaggio

Condividi la tua esperienza con altri viaggiatori
I tuoi racconti di viaggio sono unici, raccontali con parole e immagini. In più, grazie alle tue storie accumuli sconti su vacanze e accessori per partire verso una nuova avventura!;
DiaryWriteDiary-GetPartialView = 0,0010008
VideoListGuideNewsletter-GetPartialView = 0,0010013

Altri diari sulle destinazioni vicine

DiaryListRelated_2xN-GetPartialView = 0,0150145
VideoListGuideNewsletter-GetPartialView = 0,0080072
AdvValica-GetPartialView = 0,0010009

Scarica gratis

la guida pdf di Creta
La guida perfetta ovunque tu sia
DiaryGuideList-GetPartialView = 0,0030025
DiaryList_1xN-GetPartialView = 0,9864467
AdvValica-GetPartialView = 0,0010009
JoinUs-GetPartialView = 0,0020021
AdvValica-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0,0010013
Footer-GetPartialView = 0,0010008
AdvValica-GetPartialView = 0,0010009
AdvValica-GetPartialView = 0