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Thailandia - Take Care Kids  

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orsola
Scritto da: orsola
Località: Bangkok
Durata: 21 giorni
Data partenza: dal 06/01/2008 al
Viaggiatori: 3
Nomi dei viaggiatori: Orsola, Rosaria, Margherita

Introduzione

21 giorni in una terra lontana. Un viaggio per una eserienza di volontariato in un orfanatrofio a Pattaya.

Le Tappe del Viaggio

Mai stata in Thailandia, mai conosciute Rosaria e Margherita , le mie compagne di viaggio.

Un viaggio organizzato in seguito ad una serie di coincidenze casuali e volute. Take Care Kids una associazione di volontariato ( www.takecarekids.org) nata da poco, ma sicura: cio' che si raccoglie viene portato di persona nelle strutture a Pattaya.

Così partiamo con scatoloni di ciabatte, colori,occhiali, pupazzi, vestitini e soldi per comperare laggiu' mobili, letti e quant'altro servira'.

Un volo di 12 ore permette di conoscersi un po' e di scoprire che siamo accomunate da desideri comuni ;
eta', professionalita', esperienze diverse ma l'aver scelto di partire per Pattaya il 6 gennaio crea entusiasmo in tutte.

Pattaya – 1° giorno

Dall'aeroporto di Bangkok con un taxi/van  due ore su una strada larga, poco traffico ,fondo sconnesso. Caldo e sempre addosso la curiosita' di vedere dove saremmo arrivate.

L'indirizzo:  Hotel “The modern place” : Scritto su un biglietto in inglese , ma anche in thai , con l'avvertenza: consegnare al taxista.

Dopo una rapida sistemazione in camera, trasferimento alla nostra meta : l'orfanatrofio di Pattaya.

Edificio ampio ,con tanti reparti e un grande giardino/cortile/campo.

Tutti si tolgono le scarpe prima di entrare in uno spazio in cui, prima di vedere qualcuno, si sentono voci di bimbi urlanti.

Una sala per i bimbi dai 6 mesi ai tre anni. Un'altra per bimbi dai 3 ai 5 anni. Vicino il nido per i neonati.

La prima impressione e' frastornante, sara' forse anche a causa del non ancora ammortizzato cambio di fuso orario. I piu' grandicelli ti circondano, ti si aggrappano alle gambe, alla schiena, alle braccia: vogliono giocare.

Abbiamo gli occhi stravolti, la testa pesante sono solo le 16 ma abbiamo bisogno di dormire .

Giorgio, uno dei soci fondatori di TCK ci aspettava a Pattaya ed era lui il nostro referente.

E' stato Giorgio che ci ha permesso di conoscere una realta' che solo dopo averla vissuta si e' certi della sua esistenza. Con lui abbiamo scoperto  gli aspetti piu' tristi, piu' commoventi ma anche piu' esclusivi e indimenticabili di un angolo della Thailandia.

E' stato lui che alle ore 16 del primo giorno ci ha accompagnato in una SPA , un centro benessere da sogno.  (www.bloomingspa.com)

Due ore in una atmosfera incredibilmente affascinante con persone che si prendono cura di te coinvolgendo tutti i sensi ( due ore di trattamenti per 700 bath , circa 13 euro !)

Un piatto di khaau phad gai ( riso fritto con verdure e pollo)…e poi a letto.

 

 

L'orfanatrofio dista circa 1 km dal nostro albergo.

Pochi minuti in auto, se si riescono a schivare pedoni, auto ma soprattutto motorini: ne sbucano da tutte le parti . Il traffico e' veramente caotico,ognuno va un po' come vuole ma nei 21 giorni trascorsi a Pattaya tutti sono riusciti a schivarsi, nonostante i sensi unici , i semafori, le striscie pedonali non siano presi in considerazione.

L'orfanatrofio e' circondato da mura con filo spinato, una guardia all'ingresso. 

Veniamo accompagnate nella sala dei bimbi di 1/2 anni. Tanti lettini e una parte della sala con tanti materassni per terra  , qualche palla ... i bimbi(circa 15) razzolano a 4 zampe ma ben presto cominciano a venire vicino a noi. Ci siamo sedute sui materassini , i bimbi si avvicinavano, curiosi e coccoloni.

Gli orari sono rigidi: alle 10.30 si comincia con le pappe, poi dopo il cambio di pannolini, magliette, pantaloncini alle 11 .30 vengono messi nei lettini con il biberon. Alcuni si addormentano in braccio. Ogni bimbo ha la persona preferita con cui addormentarsi : sara' sempre il bambino che scegliera' a chi andare in braccio, con chi giocare, con chi addormentarsi.

E' ancora Giorgio che in serata ci fa scoprire un angolo fantastico di Pattaya . Dusit resort , si puo' entrare e dal giardino si puo' osservare tutto il golfo. Spiaggia privata,centro benessere,atmosfera accogliente e calda.www.dusit.com

A Pattaya si vive in strada. Le case finiscono al ciglio della strada : la cucina manca di una parete , a volte anche la camera da letto. Passando puoi vedere chi mangia, chi dorme , chi cucina. I bambini giocano , dormono cosi i tanti cani, (tutti vecchi, chissa' perche'!). E' un tutto unico e indistinto: non ci sono orari scanditi, almeno cosi' appare, tutti fanno tutto a tutte le ore.

File di lavatrici ai bordi della strada, file di panni stesi: tutte lavanderie . Sembra che nessuno lavi i panni in casa. Dopo poche ore ti ridanno i tuoi panni lavati , stirati e imbustati.

File di  tavoli con qualche fornello:friggono, grigliano , impastano e vendono ai passanti. Carretti con scopine di pelo di cinghiale. Di fianco banchetti con tanta frutta.

Questa vita tutta in strada e' cosi' diversa dalla nostra che si potrebbe credere difficile da accettare, eppure dopo poche ore ci si trova in sintonia con essa e si sta bene.

La nostra strada ci porta ogni giorno all'orfanatrofio. Ci hanno detto che capita di trovare in strada anche neonati abbandonati.

Pattaya e' una citta' anche moderna ,con tutto cio' che si puo' trovare in una nostra citta'. Quartieri residenziali con tutti i servizi. Alle spalle di molti palazzi piu' o meno lussuosi vivono migliaia di persone chiamate "ghost".

Fantasmi, perche' di loro non si sa nulla : quanti sono? Cosa fanno? di che cosa vivono? e' nato qualcuno ? Qualcuno e' morto?

Aggirarsi tra di loro e' disarmante . Ti accolgono sorridenti , donne e bambini ,qualche uomo, anziani e cani vivono tutti insieme a gruppi di 30/40 in baracche fatiscenti : accettano ringraziando i sacchetti di riso che abbiamo portato , i bimbi sono felici di avere un lecca lecca o un succo di frutta.

In una baracca si vede ,coricato su una tavola di legno, un uomo; e' ammalato sta li' in attesa di guarire o morire, nessuno fa niente se non bruciareil corpo dopo la morte.

I bambini ci vengono vicini , sorridenti e tranquilli ma i loro occhi raccontano la loro vita.

Come si possono trasformare i fantasmi in esseri umani?

Take care kids si propone di raccogliere fondi per costruire a Pattaya una struttura per mamme e bambini. I volontari si occuperanno dei bambini mentre per le mamme si studiera' un percoso di avviamento al lavoro in modo che arrivino ad essere capaci di accudire e mantenere il proprio bambino. Avere un lavoro e una residenza vuol dire avere diritto all'assistenza sanitraria di base ,  alla scuola e ad aiuti .

Il sito dell'associazione www.takecarekids.org fornisce tutte le indicazioni per chi volesse contribuire.

 

Mai stata in Thailandia, mai conosciute Rosaria e Margherita , le mie compagne di viaggio.

Un viaggio organizzato in seguito ad una serie di coincidenze casuali e volute. Take Care Kids una associazione di volontariato ( www.takecarekids.org) nata da poco, ma sicura: cio' che si raccoglie viene portato di persona nelle strutture a Pattaya.

Così partiamo con scatoloni di ciabatte, colori,occhiali, pupazzi, vestitini e soldi per comperare laggiu' mobili, letti e quant'altro servira'.

Un volo di 12 ore permette di conoscersi un po' e di scoprire che siamo accomunate da desideri comuni ;
eta', professionalita', esperienze diverse ma l'aver scelto di partire per Pattaya il 6 gennaio crea entusiasmo in tutte.

Pattaya – 1° giorno

Dall'aeroporto di Bangkok con un taxi/van  due ore su una strada larga, poco traffico ,fondo sconnesso. Caldo e sempre addosso la curiosita' di vedere dove saremmo arrivate.

L'indirizzo:  Hotel “The modern place” : Scritto su un biglietto in inglese , ma anche in thai , con l'avvertenza: consegnare al taxista.

Dopo una rapida sistemazione in camera, trasferimento alla nostra meta : l'orfanatrofio di Pattaya.

Edificio ampio ,con tanti reparti e un grande giardino/cortile/campo.

Tutti si tolgono le scarpe prima di entrare in uno spazio in cui, prima di vedere qualcuno, si sentono voci di bimbi urlanti.

Una sala per i bimbi dai 6 mesi ai tre anni. Un'altra per bimbi dai 3 ai 5 anni. Vicino il nido per i neonati.

La prima impressione e' frastornante, sara' forse anche a causa del non ancora ammortizzato cambio di fuso orario. I piu' grandicelli ti circondano, ti si aggrappano alle gambe, alla schiena, alle braccia: vogliono giocare.

Abbiamo gli occhi stravolti, la testa pesante sono solo le 16 ma abbiamo bisogno di dormire .

Giorgio, uno dei soci fondatori di TCK ci aspettava a Pattaya ed era lui il nostro referente.

E' stato Giorgio che ci ha permesso di conoscere una realta' che solo dopo averla vissuta si e' certi della sua esistenza. Con lui abbiamo scoperto  gli aspetti piu' tristi, piu' commoventi ma anche piu' esclusivi e indimenticabili di un angolo della Thailandia.

E' stato lui che alle ore 16 del primo giorno ci ha accompagnato in una SPA , un centro benessere da sogno.  (www.bloomingspa.com)

Due ore in una atmosfera incredibilmente affascinante con persone che si prendono cura di te coinvolgendo tutti i sensi ( due ore di trattamenti per 700 bath , circa 13 euro !)

Un piatto di khaau phad gai ( riso fritto con verdure e pollo)…e poi a letto.

 

 

L'orfanatrofio dista circa 1 km dal nostro albergo.

Pochi minuti in auto, se si riescono a schivare pedoni, auto ma soprattutto motorini: ne sbucano da tutte le parti . Il traffico e' veramente caotico,ognuno va un po' come vuole ma nei 21 giorni trascorsi a Pattaya tutti sono riusciti a schivarsi, nonostante i sensi unici , i semafori, le striscie pedonali non siano presi in considerazione.

L'orfanatrofio e' circondato da mura con filo spinato, una guardia all'ingresso. 

Veniamo accompagnate nella sala dei bimbi di 1/2 anni. Tanti lettini e una parte della sala con tanti materassni per terra  , qualche palla ... i bimbi(circa 15) razzolano a 4 zampe ma ben presto cominciano a venire vicino a noi. Ci siamo sedute sui materassini , i bimbi si avvicinavano, curiosi e coccoloni.

Gli orari sono rigidi: alle 10.30 si comincia con le pappe, poi dopo il cambio di pannolini, magliette, pantaloncini alle 11 .30 vengono messi nei lettini con il biberon. Alcuni si addormentano in braccio. Ogni bimbo ha la persona preferita con cui addormentarsi : sara' sempre il bambino che scegliera' a chi andare in braccio, con chi giocare, con chi addormentarsi.

E' ancora Giorgio che in serata ci fa scoprire un angolo fantastico di Pattaya . Dusit resort , si puo' entrare e dal giardino si puo' osservare tutto il golfo. Spiaggia privata,centro benessere,atmosfera accogliente e calda.www.dusit.com

A Pattaya si vive in strada. Le case finiscono al ciglio della strada : la cucina manca di una parete , a volte anche la camera da letto. Passando puoi vedere chi mangia, chi dorme , chi cucina. I bambini giocano , dormono cosi i tanti cani, (tutti vecchi, chissa' perche'!). E' un tutto unico e indistinto: non ci sono orari scanditi, almeno cosi' appare, tutti fanno tutto a tutte le ore.

File di lavatrici ai bordi della strada, file di panni stesi: tutte lavanderie . Sembra che nessuno lavi i panni in casa. Dopo poche ore ti ridanno i tuoi panni lavati , stirati e imbustati.

File di  tavoli con qualche fornello:friggono, grigliano , impastano e vendono ai passanti. Carretti con scopine di pelo di cinghiale. Di fianco banchetti con tanta frutta.

Questa vita tutta in strada e' cosi' diversa dalla nostra che si potrebbe credere difficile da accettare, eppure dopo poche ore ci si trova in sintonia con essa e si sta bene.

La nostra strada ci porta ogni giorno all'orfanatrofio. Ci hanno detto che capita di trovare in strada anche neonati abbandonati.

Pattaya e' una citta' anche moderna ,con tutto cio' che si puo' trovare in una nostra citta'. Quartieri residenziali con tutti i servizi. Alle spalle di molti palazzi piu' o meno lussuosi vivono migliaia di persone chiamate "ghost".

Fantasmi, perche' di loro non si sa nulla : quanti sono? Cosa fanno? di che cosa vivono? e' nato qualcuno ? Qualcuno e' morto?

Aggirarsi tra di loro e' disarmante . Ti accolgono sorridenti , donne e bambini ,qualche uomo, anziani e cani vivono tutti insieme a gruppi di 30/40 in baracche fatiscenti : accettano ringraziando i sacchetti di riso che abbiamo portato , i bimbi sono felici di avere un lecca lecca o un succo di frutta.

In una baracca si vede ,coricato su una tavola di legno, un uomo; e' ammalato sta li' in attesa di guarire o morire, nessuno fa niente se non bruciareil corpo dopo la morte.

I bambini ci vengono vicini , sorridenti e tranquilli ma i loro occhi raccontano la loro vita.

Come si possono trasformare i fantasmi in esseri umani?

Take care kids si propone di raccogliere fondi per costruire a Pattaya una struttura per mamme e bambini. I volontari si occuperanno dei bambini mentre per le mamme si studiera' un percoso di avviamento al lavoro in modo che arrivino ad essere capaci di accudire e mantenere il proprio bambino. Avere un lavoro e una residenza vuol dire avere diritto all'assistenza sanitraria di base ,  alla scuola e ad aiuti .

Il sito dell'associazione www.takecarekids.org fornisce tutte le indicazioni per chi volesse contribuire.

 

Mai stata in Thailandia, mai conosciute Rosaria e Margherita , le mie compagne di viaggio.

Un viaggio organizzato in seguito ad una serie di coincidenze casuali e volute. Take Care Kids una associazione di volontariato ( www.takecarekids.org) nata da poco, ma sicura: cio' che si raccoglie viene portato di persona nelle strutture a Pattaya.

Così partiamo con scatoloni di ciabatte, colori,occhiali, pupazzi, vestitini e soldi per comperare laggiu' mobili, letti e quant'altro servira'.

Un volo di 12 ore permette di conoscersi un po' e di scoprire che siamo accomunate da desideri comuni ;
eta', professionalita', esperienze diverse ma l'aver scelto di partire per Pattaya il 6 gennaio crea entusiasmo in tutte.

Pattaya – 1° giorno

Dall'aeroporto di Bangkok con un taxi/van  due ore su una strada larga, poco traffico ,fondo sconnesso. Caldo e sempre addosso la curiosita' di vedere dove saremmo arrivate.

L'indirizzo:  Hotel “The modern place” : Scritto su un biglietto in inglese , ma anche in thai , con l'avvertenza: consegnare al taxista.

Dopo una rapida sistemazione in camera, trasferimento alla nostra meta : l'orfanatrofio di Pattaya.

Edificio ampio ,con tanti reparti e un grande giardino/cortile/campo.

Tutti si tolgono le scarpe prima di entrare in uno spazio in cui, prima di vedere qualcuno, si sentono voci di bimbi urlanti.

Una sala per i bimbi dai 6 mesi ai tre anni. Un'altra per bimbi dai 3 ai 5 anni. Vicino il nido per i neonati.

La prima impressione e' frastornante, sara' forse anche a causa del non ancora ammortizzato cambio di fuso orario. I piu' grandicelli ti circondano, ti si aggrappano alle gambe, alla schiena, alle braccia: vogliono giocare.

Abbiamo gli occhi stravolti, la testa pesante sono solo le 16 ma abbiamo bisogno di dormire .

Giorgio, uno dei soci fondatori di TCK ci aspettava a Pattaya ed era lui il nostro referente.

E' stato Giorgio che ci ha permesso di conoscere una realta' che solo dopo averla vissuta si e' certi della sua esistenza. Con lui abbiamo scoperto  gli aspetti piu' tristi, piu' commoventi ma anche piu' esclusivi e indimenticabili di un angolo della Thailandia.

E' stato lui che alle ore 16 del primo giorno ci ha accompagnato in una SPA , un centro benessere da sogno.  (www.bloomingspa.com)

Due ore in una atmosfera incredibilmente affascinante con persone che si prendono cura di te coinvolgendo tutti i sensi ( due ore di trattamenti per 700 bath , circa 13 euro !)

Un piatto di khaau phad gai ( riso fritto con verdure e pollo)…e poi a letto.

 

 

L'orfanatrofio dista circa 1 km dal nostro albergo.

Pochi minuti in auto, se si riescono a schivare pedoni, auto ma soprattutto motorini: ne sbucano da tutte le parti . Il traffico e' veramente caotico,ognuno va un po' come vuole ma nei 21 giorni trascorsi a Pattaya tutti sono riusciti a schivarsi, nonostante i sensi unici , i semafori, le striscie pedonali non siano presi in considerazione.

L'orfanatrofio e' circondato da mura con filo spinato, una guardia all'ingresso. 

Veniamo accompagnate nella sala dei bimbi di 1/2 anni. Tanti lettini e una parte della sala con tanti materassni per terra  , qualche palla ... i bimbi(circa 15) razzolano a 4 zampe ma ben presto cominciano a venire vicino a noi. Ci siamo sedute sui materassini , i bimbi si avvicinavano, curiosi e coccoloni.

Gli orari sono rigidi: alle 10.30 si comincia con le pappe, poi dopo il cambio di pannolini, magliette, pantaloncini alle 11 .30 vengono messi nei lettini con il biberon. Alcuni si addormentano in braccio. Ogni bimbo ha la persona preferita con cui addormentarsi : sara' sempre il bambino che scegliera' a chi andare in braccio, con chi giocare, con chi addormentarsi.

E' ancora Giorgio che in serata ci fa scoprire un angolo fantastico di Pattaya . Dusit resort , si puo' entrare e dal giardino si puo' osservare tutto il golfo. Spiaggia privata,centro benessere,atmosfera accogliente e calda.www.dusit.com

A Pattaya si vive in strada. Le case finiscono al ciglio della strada : la cucina manca di una parete , a volte anche la camera da letto. Passando puoi vedere chi mangia, chi dorme , chi cucina. I bambini giocano , dormono cosi i tanti cani, (tutti vecchi, chissa' perche'!). E' un tutto unico e indistinto: non ci sono orari scanditi, almeno cosi' appare, tutti fanno tutto a tutte le ore.

File di lavatrici ai bordi della strada, file di panni stesi: tutte lavanderie . Sembra che nessuno lavi i panni in casa. Dopo poche ore ti ridanno i tuoi panni lavati , stirati e imbustati.

File di  tavoli con qualche fornello:friggono, grigliano , impastano e vendono ai passanti. Carretti con scopine di pelo di cinghiale. Di fianco banchetti con tanta frutta.

Questa vita tutta in strada e' cosi' diversa dalla nostra che si potrebbe credere difficile da accettare, eppure dopo poche ore ci si trova in sintonia con essa e si sta bene.

La nostra strada ci porta ogni giorno all'orfanatrofio. Ci hanno detto che capita di trovare in strada anche neonati abbandonati.

Pattaya e' una citta' anche moderna ,con tutto cio' che si puo' trovare in una nostra citta'. Quartieri residenziali con tutti i servizi. Alle spalle di molti palazzi piu' o meno lussuosi vivono migliaia di persone chiamate "ghost".

Fantasmi, perche' di loro non si sa nulla : quanti sono? Cosa fanno? di che cosa vivono? e' nato qualcuno ? Qualcuno e' morto?

Aggirarsi tra di loro e' disarmante . Ti accolgono sorridenti , donne e bambini ,qualche uomo, anziani e cani vivono tutti insieme a gruppi di 30/40 in baracche fatiscenti : accettano ringraziando i sacchetti di riso che abbiamo portato , i bimbi sono felici di avere un lecca lecca o un succo di frutta.

In una baracca si vede ,coricato su una tavola di legno, un uomo; e' ammalato sta li' in attesa di guarire o morire, nessuno fa niente se non bruciareil corpo dopo la morte.

I bambini ci vengono vicini , sorridenti e tranquilli ma i loro occhi raccontano la loro vita.

Come si possono trasformare i fantasmi in esseri umani?

Take care kids si propone di raccogliere fondi per costruire a Pattaya una struttura per mamme e bambini. I volontari si occuperanno dei bambini mentre per le mamme si studiera' un percoso di avviamento al lavoro in modo che arrivino ad essere capaci di accudire e mantenere il proprio bambino. Avere un lavoro e una residenza vuol dire avere diritto all'assistenza sanitraria di base ,  alla scuola e ad aiuti .

Il sito dell'associazione www.takecarekids.org fornisce tutte le indicazioni per chi volesse contribuire.

 

Mai stata in Thailandia, mai conosciute Rosaria e Margherita , le mie compagne di viaggio.

Un viaggio organizzato in seguito ad una serie di coincidenze casuali e volute. Take Care Kids una associazione di volontariato ( www.takecarekids.org) nata da poco, ma sicura: cio' che si raccoglie viene portato di persona nelle strutture a Pattaya.

Così partiamo con scatoloni di ciabatte, colori,occhiali, pupazzi, vestitini e soldi per comperare laggiu' mobili, letti e quant'altro servira'.

Un volo di 12 ore permette di conoscersi un po' e di scoprire che siamo accomunate da desideri comuni ;
eta', professionalita', esperienze diverse ma l'aver scelto di partire per Pattaya il 6 gennaio crea entusiasmo in tutte.

Pattaya – 1° giorno

Dall'aeroporto di Bangkok con un taxi/van  due ore su una strada larga, poco traffico ,fondo sconnesso. Caldo e sempre addosso la curiosita' di vedere dove saremmo arrivate.

L'indirizzo:  Hotel “The modern place” : Scritto su un biglietto in inglese , ma anche in thai , con l'avvertenza: consegnare al taxista.

Dopo una rapida sistemazione in camera, trasferimento alla nostra meta : l'orfanatrofio di Pattaya.

Edificio ampio ,con tanti reparti e un grande giardino/cortile/campo.

Tutti si tolgono le scarpe prima di entrare in uno spazio in cui, prima di vedere qualcuno, si sentono voci di bimbi urlanti.

Una sala per i bimbi dai 6 mesi ai tre anni. Un'altra per bimbi dai 3 ai 5 anni. Vicino il nido per i neonati.

La prima impressione e' frastornante, sara' forse anche a causa del non ancora ammortizzato cambio di fuso orario. I piu' grandicelli ti circondano, ti si aggrappano alle gambe, alla schiena, alle braccia: vogliono giocare.

Abbiamo gli occhi stravolti, la testa pesante sono solo le 16 ma abbiamo bisogno di dormire .

Giorgio, uno dei soci fondatori di TCK ci aspettava a Pattaya ed era lui il nostro referente.

E' stato Giorgio che ci ha permesso di conoscere una realta' che solo dopo averla vissuta si e' certi della sua esistenza. Con lui abbiamo scoperto  gli aspetti piu' tristi, piu' commoventi ma anche piu' esclusivi e indimenticabili di un angolo della Thailandia.

E' stato lui che alle ore 16 del primo giorno ci ha accompagnato in una SPA , un centro benessere da sogno.  (www.bloomingspa.com)

Due ore in una atmosfera incredibilmente affascinante con persone che si prendono cura di te coinvolgendo tutti i sensi ( due ore di trattamenti per 700 bath , circa 13 euro !)

Un piatto di khaau phad gai ( riso fritto con verdure e pollo)…e poi a letto.

 

 

L'orfanatrofio dista circa 1 km dal nostro albergo.

Pochi minuti in auto, se si riescono a schivare pedoni, auto ma soprattutto motorini: ne sbucano da tutte le parti . Il traffico e' veramente caotico,ognuno va un po' come vuole ma nei 21 giorni trascorsi a Pattaya tutti sono riusciti a schivarsi, nonostante i sensi unici , i semafori, le striscie pedonali non siano presi in considerazione.

L'orfanatrofio e' circondato da mura con filo spinato, una guardia all'ingresso. 

Veniamo accompagnate nella sala dei bimbi di 1/2 anni. Tanti lettini e una parte della sala con tanti materassni per terra  , qualche palla ... i bimbi(circa 15) razzolano a 4 zampe ma ben presto cominciano a venire vicino a noi. Ci siamo sedute sui materassini , i bimbi si avvicinavano, curiosi e coccoloni.

Gli orari sono rigidi: alle 10.30 si comincia con le pappe, poi dopo il cambio di pannolini, magliette, pantaloncini alle 11 .30 vengono messi nei lettini con il biberon. Alcuni si addormentano in braccio. Ogni bimbo ha la persona preferita con cui addormentarsi : sara' sempre il bambino che scegliera' a chi andare in braccio, con chi giocare, con chi addormentarsi.

E' ancora Giorgio che in serata ci fa scoprire un angolo fantastico di Pattaya . Dusit resort , si puo' entrare e dal giardino si puo' osservare tutto il golfo. Spiaggia privata,centro benessere,atmosfera accogliente e calda.www.dusit.com

A Pattaya si vive in strada. Le case finiscono al ciglio della strada : la cucina manca di una parete , a volte anche la camera da letto. Passando puoi vedere chi mangia, chi dorme , chi cucina. I bambini giocano , dormono cosi i tanti cani, (tutti vecchi, chissa' perche'!). E' un tutto unico e indistinto: non ci sono orari scanditi, almeno cosi' appare, tutti fanno tutto a tutte le ore.

File di lavatrici ai bordi della strada, file di panni stesi: tutte lavanderie . Sembra che nessuno lavi i panni in casa. Dopo poche ore ti ridanno i tuoi panni lavati , stirati e imbustati.

File di  tavoli con qualche fornello:friggono, grigliano , impastano e vendono ai passanti. Carretti con scopine di pelo di cinghiale. Di fianco banchetti con tanta frutta.

Questa vita tutta in strada e' cosi' diversa dalla nostra che si potrebbe credere difficile da accettare, eppure dopo poche ore ci si trova in sintonia con essa e si sta bene.

La nostra strada ci porta ogni giorno all'orfanatrofio. Ci hanno detto che capita di trovare in strada anche neonati abbandonati.

Pattaya e' una citta' anche moderna ,con tutto cio' che si puo' trovare in una nostra citta'. Quartieri residenziali con tutti i servizi. Alle spalle di molti palazzi piu' o meno lussuosi vivono migliaia di persone chiamate "ghost".

Fantasmi, perche' di loro non si sa nulla : quanti sono? Cosa fanno? di che cosa vivono? e' nato qualcuno ? Qualcuno e' morto?

Aggirarsi tra di loro e' disarmante . Ti accolgono sorridenti , donne e bambini ,qualche uomo, anziani e cani vivono tutti insieme a gruppi di 30/40 in baracche fatiscenti : accettano ringraziando i sacchetti di riso che abbiamo portato , i bimbi sono felici di avere un lecca lecca o un succo di frutta.

In una baracca si vede ,coricato su una tavola di legno, un uomo; e' ammalato sta li' in attesa di guarire o morire, nessuno fa niente se non bruciareil corpo dopo la morte.

I bambini ci vengono vicini , sorridenti e tranquilli ma i loro occhi raccontano la loro vita.

Come si possono trasformare i fantasmi in esseri umani?

Take care kids si propone di raccogliere fondi per costruire a Pattaya una struttura per mamme e bambini. I volontari si occuperanno dei bambini mentre per le mamme si studiera' un percoso di avviamento al lavoro in modo che arrivino ad essere capaci di accudire e mantenere il proprio bambino. Avere un lavoro e una residenza vuol dire avere diritto all'assistenza sanitraria di base ,  alla scuola e ad aiuti .

Il sito dell'associazione www.takecarekids.org fornisce tutte le indicazioni per chi volesse contribuire.

 

Mai stata in Thailandia, mai conosciute Rosaria e Margherita , le mie compagne di viaggio.

Un viaggio organizzato in seguito ad una serie di coincidenze casuali e volute. Take Care Kids una associazione di volontariato ( www.takecarekids.org) nata da poco, ma sicura: cio' che si raccoglie viene portato di persona nelle strutture a Pattaya.

Così partiamo con scatoloni di ciabatte, colori,occhiali, pupazzi, vestitini e soldi per comperare laggiu' mobili, letti e quant'altro servira'.

Un volo di 12 ore permette di conoscersi un po' e di scoprire che siamo accomunate da desideri comuni ;
eta', professionalita', esperienze diverse ma l'aver scelto di partire per Pattaya il 6 gennaio crea entusiasmo in tutte.

Pattaya – 1° giorno

Dall'aeroporto di Bangkok con un taxi/van  due ore su una strada larga, poco traffico ,fondo sconnesso. Caldo e sempre addosso la curiosita' di vedere dove saremmo arrivate.

L'indirizzo:  Hotel “The modern place” : Scritto su un biglietto in inglese , ma anche in thai , con l'avvertenza: consegnare al taxista.

Dopo una rapida sistemazione in camera, trasferimento alla nostra meta : l'orfanatrofio di Pattaya.

Edificio ampio ,con tanti reparti e un grande giardino/cortile/campo.

Tutti si tolgono le scarpe prima di entrare in uno spazio in cui, prima di vedere qualcuno, si sentono voci di bimbi urlanti.

Una sala per i bimbi dai 6 mesi ai tre anni. Un'altra per bimbi dai 3 ai 5 anni. Vicino il nido per i neonati.

La prima impressione e' frastornante, sara' forse anche a causa del non ancora ammortizzato cambio di fuso orario. I piu' grandicelli ti circondano, ti si aggrappano alle gambe, alla schiena, alle braccia: vogliono giocare.

Abbiamo gli occhi stravolti, la testa pesante sono solo le 16 ma abbiamo bisogno di dormire .

Giorgio, uno dei soci fondatori di TCK ci aspettava a Pattaya ed era lui il nostro referente.

E' stato Giorgio che ci ha permesso di conoscere una realta' che solo dopo averla vissuta si e' certi della sua esistenza. Con lui abbiamo scoperto  gli aspetti piu' tristi, piu' commoventi ma anche piu' esclusivi e indimenticabili di un angolo della Thailandia.

E' stato lui che alle ore 16 del primo giorno ci ha accompagnato in una SPA , un centro benessere da sogno.  (www.bloomingspa.com)

Due ore in una atmosfera incredibilmente affascinante con persone che si prendono cura di te coinvolgendo tutti i sensi ( due ore di trattamenti per 700 bath , circa 13 euro !)

Un piatto di khaau phad gai ( riso fritto con verdure e pollo)…e poi a letto.

 

 

L'orfanatrofio dista circa 1 km dal nostro albergo.

Pochi minuti in auto, se si riescono a schivare pedoni, auto ma soprattutto motorini: ne sbucano da tutte le parti . Il traffico e' veramente caotico,ognuno va un po' come vuole ma nei 21 giorni trascorsi a Pattaya tutti sono riusciti a schivarsi, nonostante i sensi unici , i semafori, le striscie pedonali non siano presi in considerazione.

L'orfanatrofio e' circondato da mura con filo spinato, una guardia all'ingresso. 

Veniamo accompagnate nella sala dei bimbi di 1/2 anni. Tanti lettini e una parte della sala con tanti materassni per terra  , qualche palla ... i bimbi(circa 15) razzolano a 4 zampe ma ben presto cominciano a venire vicino a noi. Ci siamo sedute sui materassini , i bimbi si avvicinavano, curiosi e coccoloni.

Gli orari sono rigidi: alle 10.30 si comincia con le pappe, poi dopo il cambio di pannolini, magliette, pantaloncini alle 11 .30 vengono messi nei lettini con il biberon. Alcuni si addormentano in braccio. Ogni bimbo ha la persona preferita con cui addormentarsi : sara' sempre il bambino che scegliera' a chi andare in braccio, con chi giocare, con chi addormentarsi.

E' ancora Giorgio che in serata ci fa scoprire un angolo fantastico di Pattaya . Dusit resort , si puo' entrare e dal giardino si puo' osservare tutto il golfo. Spiaggia privata,centro benessere,atmosfera accogliente e calda.www.dusit.com

A Pattaya si vive in strada. Le case finiscono al ciglio della strada : la cucina manca di una parete , a volte anche la camera da letto. Passando puoi vedere chi mangia, chi dorme , chi cucina. I bambini giocano , dormono cosi i tanti cani, (tutti vecchi, chissa' perche'!). E' un tutto unico e indistinto: non ci sono orari scanditi, almeno cosi' appare, tutti fanno tutto a tutte le ore.

File di lavatrici ai bordi della strada, file di panni stesi: tutte lavanderie . Sembra che nessuno lavi i panni in casa. Dopo poche ore ti ridanno i tuoi panni lavati , stirati e imbustati.

File di  tavoli con qualche fornello:friggono, grigliano , impastano e vendono ai passanti. Carretti con scopine di pelo di cinghiale. Di fianco banchetti con tanta frutta.

Questa vita tutta in strada e' cosi' diversa dalla nostra che si potrebbe credere difficile da accettare, eppure dopo poche ore ci si trova in sintonia con essa e si sta bene.

La nostra strada ci porta ogni giorno all'orfanatrofio. Ci hanno detto che capita di trovare in strada anche neonati abbandonati.

Pattaya e' una citta' anche moderna ,con tutto cio' che si puo' trovare in una nostra citta'. Quartieri residenziali con tutti i servizi. Alle spalle di molti palazzi piu' o meno lussuosi vivono migliaia di persone chiamate "ghost".

Fantasmi, perche' di loro non si sa nulla : quanti sono? Cosa fanno? di che cosa vivono? e' nato qualcuno ? Qualcuno e' morto?

Aggirarsi tra di loro e' disarmante . Ti accolgono sorridenti , donne e bambini ,qualche uomo, anziani e cani vivono tutti insieme a gruppi di 30/40 in baracche fatiscenti : accettano ringraziando i sacchetti di riso che abbiamo portato , i bimbi sono felici di avere un lecca lecca o un succo di frutta.

In una baracca si vede ,coricato su una tavola di legno, un uomo; e' ammalato sta li' in attesa di guarire o morire, nessuno fa niente se non bruciareil corpo dopo la morte.

I bambini ci vengono vicini , sorridenti e tranquilli ma i loro occhi raccontano la loro vita.

Come si possono trasformare i fantasmi in esseri umani?

Take care kids si propone di raccogliere fondi per costruire a Pattaya una struttura per mamme e bambini. I volontari si occuperanno dei bambini mentre per le mamme si studiera' un percoso di avviamento al lavoro in modo che arrivino ad essere capaci di accudire e mantenere il proprio bambino. Avere un lavoro e una residenza vuol dire avere diritto all'assistenza sanitraria di base ,  alla scuola e ad aiuti .

Il sito dell'associazione www.takecarekids.org fornisce tutte le indicazioni per chi volesse contribuire.

 

Mai stata in Thailandia, mai conosciute Rosaria e Margherita , le mie compagne di viaggio.

Un viaggio organizzato in seguito ad una serie di coincidenze casuali e volute. Take Care Kids una associazione di volontariato ( www.takecarekids.org) nata da poco, ma sicura: cio' che si raccoglie viene portato di persona nelle strutture a Pattaya.

Così partiamo con scatoloni di ciabatte, colori,occhiali, pupazzi, vestitini e soldi per comperare laggiu' mobili, letti e quant'altro servira'.

Un volo di 12 ore permette di conoscersi un po' e di scoprire che siamo accomunate da desideri comuni ;
eta', professionalita', esperienze diverse ma l'aver scelto di partire per Pattaya il 6 gennaio crea entusiasmo in tutte.

Pattaya – 1° giorno

Dall'aeroporto di Bangkok con un taxi/van  due ore su una strada larga, poco traffico ,fondo sconnesso. Caldo e sempre addosso la curiosita' di vedere dove saremmo arrivate.

L'indirizzo:  Hotel “The modern place” : Scritto su un biglietto in inglese , ma anche in thai , con l'avvertenza: consegnare al taxista.

Dopo una rapida sistemazione in camera, trasferimento alla nostra meta : l'orfanatrofio di Pattaya.

Edificio ampio ,con tanti reparti e un grande giardino/cortile/campo.

Tutti si tolgono le scarpe prima di entrare in uno spazio in cui, prima di vedere qualcuno, si sentono voci di bimbi urlanti.

Una sala per i bimbi dai 6 mesi ai tre anni. Un'altra per bimbi dai 3 ai 5 anni. Vicino il nido per i neonati.

La prima impressione e' frastornante, sara' forse anche a causa del non ancora ammortizzato cambio di fuso orario. I piu' grandicelli ti circondano, ti si aggrappano alle gambe, alla schiena, alle braccia: vogliono giocare.

Abbiamo gli occhi stravolti, la testa pesante sono solo le 16 ma abbiamo bisogno di dormire .

Giorgio, uno dei soci fondatori di TCK ci aspettava a Pattaya ed era lui il nostro referente.

E' stato Giorgio che ci ha permesso di conoscere una realta' che solo dopo averla vissuta si e' certi della sua esistenza. Con lui abbiamo scoperto  gli aspetti piu' tristi, piu' commoventi ma anche piu' esclusivi e indimenticabili di un angolo della Thailandia.

E' stato lui che alle ore 16 del primo giorno ci ha accompagnato in una SPA , un centro benessere da sogno.  (www.bloomingspa.com)

Due ore in una atmosfera incredibilmente affascinante con persone che si prendono cura di te coinvolgendo tutti i sensi ( due ore di trattamenti per 700 bath , circa 13 euro !)

Un piatto di khaau phad gai ( riso fritto con verdure e pollo)…e poi a letto.

 

 

L'orfanatrofio dista circa 1 km dal nostro albergo.

Pochi minuti in auto, se si riescono a schivare pedoni, auto ma soprattutto motorini: ne sbucano da tutte le parti . Il traffico e' veramente caotico,ognuno va un po' come vuole ma nei 21 giorni trascorsi a Pattaya tutti sono riusciti a schivarsi, nonostante i sensi unici , i semafori, le striscie pedonali non siano presi in considerazione.

L'orfanatrofio e' circondato da mura con filo spinato, una guardia all'ingresso. 

Veniamo accompagnate nella sala dei bimbi di 1/2 anni. Tanti lettini e una parte della sala con tanti materassni per terra  , qualche palla ... i bimbi(circa 15) razzolano a 4 zampe ma ben presto cominciano a venire vicino a noi. Ci siamo sedute sui materassini , i bimbi si avvicinavano, curiosi e coccoloni.

Gli orari sono rigidi: alle 10.30 si comincia con le pappe, poi dopo il cambio di pannolini, magliette, pantaloncini alle 11 .30 vengono messi nei lettini con il biberon. Alcuni si addormentano in braccio. Ogni bimbo ha la persona preferita con cui addormentarsi : sara' sempre il bambino che scegliera' a chi andare in braccio, con chi giocare, con chi addormentarsi.

E' ancora Giorgio che in serata ci fa scoprire un angolo fantastico di Pattaya . Dusit resort , si puo' entrare e dal giardino si puo' osservare tutto il golfo. Spiaggia privata,centro benessere,atmosfera accogliente e calda.www.dusit.com

A Pattaya si vive in strada. Le case finiscono al ciglio della strada : la cucina manca di una parete , a volte anche la camera da letto. Passando puoi vedere chi mangia, chi dorme , chi cucina. I bambini giocano , dormono cosi i tanti cani, (tutti vecchi, chissa' perche'!). E' un tutto unico e indistinto: non ci sono orari scanditi, almeno cosi' appare, tutti fanno tutto a tutte le ore.

File di lavatrici ai bordi della strada, file di panni stesi: tutte lavanderie . Sembra che nessuno lavi i panni in casa. Dopo poche ore ti ridanno i tuoi panni lavati , stirati e imbustati.

File di  tavoli con qualche fornello:friggono, grigliano , impastano e vendono ai passanti. Carretti con scopine di pelo di cinghiale. Di fianco banchetti con tanta frutta.

Questa vita tutta in strada e' cosi' diversa dalla nostra che si potrebbe credere difficile da accettare, eppure dopo poche ore ci si trova in sintonia con essa e si sta bene.

La nostra strada ci porta ogni giorno all'orfanatrofio. Ci hanno detto che capita di trovare in strada anche neonati abbandonati.

Pattaya e' una citta' anche moderna ,con tutto cio' che si puo' trovare in una nostra citta'. Quartieri residenziali con tutti i servizi. Alle spalle di molti palazzi piu' o meno lussuosi vivono migliaia di persone chiamate "ghost".

Fantasmi, perche' di loro non si sa nulla : quanti sono? Cosa fanno? di che cosa vivono? e' nato qualcuno ? Qualcuno e' morto?

Aggirarsi tra di loro e' disarmante . Ti accolgono sorridenti , donne e bambini ,qualche uomo, anziani e cani vivono tutti insieme a gruppi di 30/40 in baracche fatiscenti : accettano ringraziando i sacchetti di riso che abbiamo portato , i bimbi sono felici di avere un lecca lecca o un succo di frutta.

In una baracca si vede ,coricato su una tavola di legno, un uomo; e' ammalato sta li' in attesa di guarire o morire, nessuno fa niente se non bruciareil corpo dopo la morte.

I bambini ci vengono vicini , sorridenti e tranquilli ma i loro occhi raccontano la loro vita.

Come si possono trasformare i fantasmi in esseri umani?

Take care kids si propone di raccogliere fondi per costruire a Pattaya una struttura per mamme e bambini. I volontari si occuperanno dei bambini mentre per le mamme si studiera' un percoso di avviamento al lavoro in modo che arrivino ad essere capaci di accudire e mantenere il proprio bambino. Avere un lavoro e una residenza vuol dire avere diritto all'assistenza sanitraria di base ,  alla scuola e ad aiuti .

Il sito dell'associazione www.takecarekids.org fornisce tutte le indicazioni per chi volesse contribuire.

 

Mai stata in Thailandia, mai conosciute Rosaria e Margherita , le mie compagne di viaggio.

Un viaggio organizzato in seguito ad una serie di coincidenze casuali e volute. Take Care Kids una associazione di volontariato ( www.takecarekids.org) nata da poco, ma sicura: cio' che si raccoglie viene portato di persona nelle strutture a Pattaya.

Così partiamo con scatoloni di ciabatte, colori,occhiali, pupazzi, vestitini e soldi per comperare laggiu' mobili, letti e quant'altro servira'.

Un volo di 12 ore permette di conoscersi un po' e di scoprire che siamo accomunate da desideri comuni ;
eta', professionalita', esperienze diverse ma l'aver scelto di partire per Pattaya il 6 gennaio crea entusiasmo in tutte.

Pattaya – 1° giorno

Dall'aeroporto di Bangkok con un taxi/van  due ore su una strada larga, poco traffico ,fondo sconnesso. Caldo e sempre addosso la curiosita' di vedere dove saremmo arrivate.

L'indirizzo:  Hotel “The modern place” : Scritto su un biglietto in inglese , ma anche in thai , con l'avvertenza: consegnare al taxista.

Dopo una rapida sistemazione in camera, trasferimento alla nostra meta : l'orfanatrofio di Pattaya.

Edificio ampio ,con tanti reparti e un grande giardino/cortile/campo.

Tutti si tolgono le scarpe prima di entrare in uno spazio in cui, prima di vedere qualcuno, si sentono voci di bimbi urlanti.

Una sala per i bimbi dai 6 mesi ai tre anni. Un'altra per bimbi dai 3 ai 5 anni. Vicino il nido per i neonati.

La prima impressione e' frastornante, sara' forse anche a causa del non ancora ammortizzato cambio di fuso orario. I piu' grandicelli ti circondano, ti si aggrappano alle gambe, alla schiena, alle braccia: vogliono giocare.

Abbiamo gli occhi stravolti, la testa pesante sono solo le 16 ma abbiamo bisogno di dormire .

Giorgio, uno dei soci fondatori di TCK ci aspettava a Pattaya ed era lui il nostro referente.

E' stato Giorgio che ci ha permesso di conoscere una realta' che solo dopo averla vissuta si e' certi della sua esistenza. Con lui abbiamo scoperto  gli aspetti piu' tristi, piu' commoventi ma anche piu' esclusivi e indimenticabili di un angolo della Thailandia.

E' stato lui che alle ore 16 del primo giorno ci ha accompagnato in una SPA , un centro benessere da sogno.  (www.bloomingspa.com)

Due ore in una atmosfera incredibilmente affascinante con persone che si prendono cura di te coinvolgendo tutti i sensi ( due ore di trattamenti per 700 bath , circa 13 euro !)

Un piatto di khaau phad gai ( riso fritto con verdure e pollo)…e poi a letto.

 

 

L'orfanatrofio dista circa 1 km dal nostro albergo.

Pochi minuti in auto, se si riescono a schivare pedoni, auto ma soprattutto motorini: ne sbucano da tutte le parti . Il traffico e' veramente caotico,ognuno va un po' come vuole ma nei 21 giorni trascorsi a Pattaya tutti sono riusciti a schivarsi, nonostante i sensi unici , i semafori, le striscie pedonali non siano presi in considerazione.

L'orfanatrofio e' circondato da mura con filo spinato, una guardia all'ingresso. 

Veniamo accompagnate nella sala dei bimbi di 1/2 anni. Tanti lettini e una parte della sala con tanti materassni per terra  , qualche palla ... i bimbi(circa 15) razzolano a 4 zampe ma ben presto cominciano a venire vicino a noi. Ci siamo sedute sui materassini , i bimbi si avvicinavano, curiosi e coccoloni.

Gli orari sono rigidi: alle 10.30 si comincia con le pappe, poi dopo il cambio di pannolini, magliette, pantaloncini alle 11 .30 vengono messi nei lettini con il biberon. Alcuni si addormentano in braccio. Ogni bimbo ha la persona preferita con cui addormentarsi : sara' sempre il bambino che scegliera' a chi andare in braccio, con chi giocare, con chi addormentarsi.

E' ancora Giorgio che in serata ci fa scoprire un angolo fantastico di Pattaya . Dusit resort , si puo' entrare e dal giardino si puo' osservare tutto il golfo. Spiaggia privata,centro benessere,atmosfera accogliente e calda.www.dusit.com

A Pattaya si vive in strada. Le case finiscono al ciglio della strada : la cucina manca di una parete , a volte anche la camera da letto. Passando puoi vedere chi mangia, chi dorme , chi cucina. I bambini giocano , dormono cosi i tanti cani, (tutti vecchi, chissa' perche'!). E' un tutto unico e indistinto: non ci sono orari scanditi, almeno cosi' appare, tutti fanno tutto a tutte le ore.

File di lavatrici ai bordi della strada, file di panni stesi: tutte lavanderie . Sembra che nessuno lavi i panni in casa. Dopo poche ore ti ridanno i tuoi panni lavati , stirati e imbustati.

File di  tavoli con qualche fornello:friggono, grigliano , impastano e vendono ai passanti. Carretti con scopine di pelo di cinghiale. Di fianco banchetti con tanta frutta.

Questa vita tutta in strada e' cosi' diversa dalla nostra che si potrebbe credere difficile da accettare, eppure dopo poche ore ci si trova in sintonia con essa e si sta bene.

La nostra strada ci porta ogni giorno all'orfanatrofio. Ci hanno detto che capita di trovare in strada anche neonati abbandonati.

Pattaya e' una citta' anche moderna ,con tutto cio' che si puo' trovare in una nostra citta'. Quartieri residenziali con tutti i servizi. Alle spalle di molti palazzi piu' o meno lussuosi vivono migliaia di persone chiamate "ghost".

Fantasmi, perche' di loro non si sa nulla : quanti sono? Cosa fanno? di che cosa vivono? e' nato qualcuno ? Qualcuno e' morto?

Aggirarsi tra di loro e' disarmante . Ti accolgono sorridenti , donne e bambini ,qualche uomo, anziani e cani vivono tutti insieme a gruppi di 30/40 in baracche fatiscenti : accettano ringraziando i sacchetti di riso che abbiamo portato , i bimbi sono felici di avere un lecca lecca o un succo di frutta.

In una baracca si vede ,coricato su una tavola di legno, un uomo; e' ammalato sta li' in attesa di guarire o morire, nessuno fa niente se non bruciareil corpo dopo la morte.

I bambini ci vengono vicini , sorridenti e tranquilli ma i loro occhi raccontano la loro vita.

Come si possono trasformare i fantasmi in esseri umani?

Take care kids si propone di raccogliere fondi per costruire a Pattaya una struttura per mamme e bambini. I volontari si occuperanno dei bambini mentre per le mamme si studiera' un percoso di avviamento al lavoro in modo che arrivino ad essere capaci di accudire e mantenere il proprio bambino. Avere un lavoro e una residenza vuol dire avere diritto all'assistenza sanitraria di base ,  alla scuola e ad aiuti .

Il sito dell'associazione www.takecarekids.org fornisce tutte le indicazioni per chi volesse contribuire.

 

Mai stata in Thailandia, mai conosciute Rosaria e Margherita , le mie compagne di viaggio.

Un viaggio organizzato in seguito ad una serie di coincidenze casuali e volute. Take Care Kids una associazione di volontariato ( www.takecarekids.org) nata da poco, ma sicura: cio' che si raccoglie viene portato di persona nelle strutture a Pattaya.

Così partiamo con scatoloni di ciabatte, colori,occhiali, pupazzi, vestitini e soldi per comperare laggiu' mobili, letti e quant'altro servira'.

Un volo di 12 ore permette di conoscersi un po' e di scoprire che siamo accomunate da desideri comuni ;
eta', professionalita', esperienze diverse ma l'aver scelto di partire per Pattaya il 6 gennaio crea entusiasmo in tutte.

Pattaya – 1° giorno

Dall'aeroporto di Bangkok con un taxi/van  due ore su una strada larga, poco traffico ,fondo sconnesso. Caldo e sempre addosso la curiosita' di vedere dove saremmo arrivate.

L'indirizzo:  Hotel “The modern place” : Scritto su un biglietto in inglese , ma anche in thai , con l'avvertenza: consegnare al taxista.

Dopo una rapida sistemazione in camera, trasferimento alla nostra meta : l'orfanatrofio di Pattaya.

Edificio ampio ,con tanti reparti e un grande giardino/cortile/campo.

Tutti si tolgono le scarpe prima di entrare in uno spazio in cui, prima di vedere qualcuno, si sentono voci di bimbi urlanti.

Una sala per i bimbi dai 6 mesi ai tre anni. Un'altra per bimbi dai 3 ai 5 anni. Vicino il nido per i neonati.

La prima impressione e' frastornante, sara' forse anche a causa del non ancora ammortizzato cambio di fuso orario. I piu' grandicelli ti circondano, ti si aggrappano alle gambe, alla schiena, alle braccia: vogliono giocare.

Abbiamo gli occhi stravolti, la testa pesante sono solo le 16 ma abbiamo bisogno di dormire .

Giorgio, uno dei soci fondatori di TCK ci aspettava a Pattaya ed era lui il nostro referente.

E' stato Giorgio che ci ha permesso di conoscere una realta' che solo dopo averla vissuta si e' certi della sua esistenza. Con lui abbiamo scoperto  gli aspetti piu' tristi, piu' commoventi ma anche piu' esclusivi e indimenticabili di un angolo della Thailandia.

E' stato lui che alle ore 16 del primo giorno ci ha accompagnato in una SPA , un centro benessere da sogno.  (www.bloomingspa.com)

Due ore in una atmosfera incredibilmente affascinante con persone che si prendono cura di te coinvolgendo tutti i sensi ( due ore di trattamenti per 700 bath , circa 13 euro !)

Un piatto di khaau phad gai ( riso fritto con verdure e pollo)…e poi a letto.

 

 

L'orfanatrofio dista circa 1 km dal nostro albergo.

Pochi minuti in auto, se si riescono a schivare pedoni, auto ma soprattutto motorini: ne sbucano da tutte le parti . Il traffico e' veramente caotico,ognuno va un po' come vuole ma nei 21 giorni trascorsi a Pattaya tutti sono riusciti a schivarsi, nonostante i sensi unici , i semafori, le striscie pedonali non siano presi in considerazione.

L'orfanatrofio e' circondato da mura con filo spinato, una guardia all'ingresso. 

Veniamo accompagnate nella sala dei bimbi di 1/2 anni. Tanti lettini e una parte della sala con tanti materassni per terra  , qualche palla ... i bimbi(circa 15) razzolano a 4 zampe ma ben presto cominciano a venire vicino a noi. Ci siamo sedute sui materassini , i bimbi si avvicinavano, curiosi e coccoloni.

Gli orari sono rigidi: alle 10.30 si comincia con le pappe, poi dopo il cambio di pannolini, magliette, pantaloncini alle 11 .30 vengono messi nei lettini con il biberon. Alcuni si addormentano in braccio. Ogni bimbo ha la persona preferita con cui addormentarsi : sara' sempre il bambino che scegliera' a chi andare in braccio, con chi giocare, con chi addormentarsi.

E' ancora Giorgio che in serata ci fa scoprire un angolo fantastico di Pattaya . Dusit resort , si puo' entrare e dal giardino si puo' osservare tutto il golfo. Spiaggia privata,centro benessere,atmosfera accogliente e calda.www.dusit.com

A Pattaya si vive in strada. Le case finiscono al ciglio della strada : la cucina manca di una parete , a volte anche la camera da letto. Passando puoi vedere chi mangia, chi dorme , chi cucina. I bambini giocano , dormono cosi i tanti cani, (tutti vecchi, chissa' perche'!). E' un tutto unico e indistinto: non ci sono orari scanditi, almeno cosi' appare, tutti fanno tutto a tutte le ore.

File di lavatrici ai bordi della strada, file di panni stesi: tutte lavanderie . Sembra che nessuno lavi i panni in casa. Dopo poche ore ti ridanno i tuoi panni lavati , stirati e imbustati.

File di  tavoli con qualche fornello:friggono, grigliano , impastano e vendono ai passanti. Carretti con scopine di pelo di cinghiale. Di fianco banchetti con tanta frutta.

Questa vita tutta in strada e' cosi' diversa dalla nostra che si potrebbe credere difficile da accettare, eppure dopo poche ore ci si trova in sintonia con essa e si sta bene.

La nostra strada ci porta ogni giorno all'orfanatrofio. Ci hanno detto che capita di trovare in strada anche neonati abbandonati.

Pattaya e' una citta' anche moderna ,con tutto cio' che si puo' trovare in una nostra citta'. Quartieri residenziali con tutti i servizi. Alle spalle di molti palazzi piu' o meno lussuosi vivono migliaia di persone chiamate "ghost".

Fantasmi, perche' di loro non si sa nulla : quanti sono? Cosa fanno? di che cosa vivono? e' nato qualcuno ? Qualcuno e' morto?

Aggirarsi tra di loro e' disarmante . Ti accolgono sorridenti , donne e bambini ,qualche uomo, anziani e cani vivono tutti insieme a gruppi di 30/40 in baracche fatiscenti : accettano ringraziando i sacchetti di riso che abbiamo portato , i bimbi sono felici di avere un lecca lecca o un succo di frutta.

In una baracca si vede ,coricato su una tavola di legno, un uomo; e' ammalato sta li' in attesa di guarire o morire, nessuno fa niente se non bruciareil corpo dopo la morte.

I bambini ci vengono vicini , sorridenti e tranquilli ma i loro occhi raccontano la loro vita.

Come si possono trasformare i fantasmi in esseri umani?

Take care kids si propone di raccogliere fondi per costruire a Pattaya una struttura per mamme e bambini. I volontari si occuperanno dei bambini mentre per le mamme si studiera' un percoso di avviamento al lavoro in modo che arrivino ad essere capaci di accudire e mantenere il proprio bambino. Avere un lavoro e una residenza vuol dire avere diritto all'assistenza sanitraria di base ,  alla scuola e ad aiuti .

Il sito dell'associazione www.takecarekids.org fornisce tutte le indicazioni per chi volesse contribuire.

 

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