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New England e Fall Foliage  

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Lucy
Scritto da: Lucy
Durata: 10 giorni
Data partenza: dal 10/10/2015 al
Viaggiatori: 4
Nomi dei viaggiatori: Lucy, Mitch, Fede e Anna

Introduzione

Dieci giorni per scoprire questo tesoro nascosto. Pochi, purtroppo bisogna adattarsi alle esigenze di lavoro, ma sono stati pieni e intensi. Emozionante a tal punto da non riuscire ad esprimere con una foto quello che ho provato, chilometro dopo chilometro. 

Descrizione

La scelta di partire nella seconda metà di Ottobre è stata studiata a tavolino. È il momento giusto se vuoi goderti lo spettacolo del Fall Foliage dal vivo. L'autunno rende magica qualsiasi città ma vi assicuro che in queste zone è veramente qualcosa di straordinario. Tutto si tinge di rosso, arancione e giallo (i miei colori preferiti) creando una miriade di sfumature e con il sole tutto brilla all'ennesima potenza.

Volo Milano - Francoforte - Boston: la puntualità tedesca è quasi imbarazzante. Spacchiamo il minuto e pronti via al bancone del noleggio auto.

Si parte e come prima destinazione fissiamo Gloucester (Massachusett) con tappa a Salem, la città delle streghe.

Siamo nel mese di Halloween e la città non può che trasformarsi: Parate, strade affollate, bancarelle e tour guidati nei punti della città che hanno segnato la storia di questo piccolo villaggio. Insomma, è tutto una grande Festa.

Per la notte decidiamo di ritiarci in una zona un po' più tranquilla e scegliamo un piccolo resort che si affaccia sul porticciolo di Cape Ann (Gloucester), il Cape Ann's Marina Resort . Siamo fortunati e la nostra camera si affaccia sulle caratteristiche paludi di acqua salata che circondano la zona. Svegliarsi alle 5 per vedere l'alba non ha prezzo.

La mattina seguente ci dirigiamo verso l'Eastern Point Lighthouse, all'estremità del porto di Gloucester. Per raggiungerlo bisogna percorrere una lunga strada privata costeggiata da ville lussuosissime. L'ideale sarebbe stato addentrarsi a piedi, ma visto il poco tempo a disposizione, abbiamo deciso di arrivarci con l'auto. Il faro, costruito nella seconda metà dell'Ottocento, è situato su un promontorio roccioso e si apre verso una lunga scogliera che fa da passerella, percorribile a piedi. La vista da qui è ancora più suggestiva.

Terminata la nostra visita ripartiamo alla volta di Portland, la città più popolosa del Maine. Dedichiamo alla vista di questa graziosa città circa mezza giornata.

La parte più interessante è sicuramente il distretto che si snoda intorno al vecchio porto, la parte più storica della città. Qui è assolutamente doveroso mangiare l'aragosta. Io vi consiglio il Lobster Roll, il tipico panino all'astice.

Dopo questa piccola sosta nel Maine, ci addentriamo nello stato del New Hampshire verso la White Mountain National Forest. Qui decidiamo di prendere la Kancamagus Highway, una famosa strada panoramica immersa nella natura. In questo periodo è tutto un susseguirsi di colori e magnifiche viste che ti riempiono il cuore e gli occhi. Ci sono numerose zone dove fermarsi per un break o semplicemente per scattare qualche foto.

Si è fatto buio e decidiamo di avviarci verso il nostro Hotel, nei dintorni del Mount Jefferson. La sistemazione è un po&rsquo spartana ma si trova proprio nel cuore delle White Mountains. Intorno a noi il nulla.

La colazione non è compresa e al mattino seguente ci consigliano di andare al "The Water Wheel", un tipico ristorante, con negozietto annesso, disperso nel nulla proprio come nei film. Con pochi dollari abbiamo fatto una colazione da re: Uova, salsiccia, patate, pancake e naturalmente caffè americano.

Con la pancia piena ci si gode meglio il viaggio, quindi decidiamo di ripartire. Circa 300 chilometri ci separano dalla nostra prossima meta: Montreal.

Il progetto iniziale del viaggio prevedeva solo il New England, ma ci è sembrato uno spreco non fare una "gita fuori porta" in Canada. Per arrivarci, attraversiamo il Vermont e costeggiamo il Lake Champlain. Queste sono zone che meritano di essere riviste, con più calma.

Arriviamo a Montreal dopo pranzo e andiamo subito in hotel a lasciare bagagli e auto. Siamo un po' fuori ma di fronte all'hotel c'è la fermata della metro Radisson. In 15 minuti raggiungiamo il centro. Il tempo a disposizione non è molto ma riusciamo a girare a piedi quasi tutta la parte storica: Place des Armes, il vecchio porto, Chinatown. A cena ci fermiamo lungo la via commerciale più importante della città, Rue Sainte-Catherine. Dopo cena rifacciamo un giro nelle zone che hanno ospitato l'Expo nel 1967. Dall'altra parte del fiume scorgiamo un edificio a forma sferica che ci incuriosisce molto, e una volta rientrati in Hotel inizio a cercare alcune informazioni e scopro che si tratta della Biosphere, altro edificio (oggi museo dell'ambiente) costruito per l'Expo. Al mattino, prima di lasciare la città per rientrare negli Stati Uniti, decidiamo di avvicinarci all'edificio sull'Isola di Sant'Elena.

Con piacevole sorpresa scopriamo che si trova all'interno di un bellissimo parco molto curato e poco frequentato, il Parc Jean-Drapeau. Anche qui il Fall Foliage la fa da padrone con i suoi colori accesi.

È stato solo un piccolo assaggio, ci ritornerò sicuramente.

Con entusiasmo ci rimettiamo in macchina e proseguiamo il nostro viaggio in direzione Green Mountains, nel Vermont. Le strade in America sono larghissime e poco trafficate ed è piacevole guidare anche per lunghi tratti. Attraversiamo questa maestosa foresta lungo la Route 7 e ci fermiamo spesso a fare delle foto. I colori dell'autunno ci inebriano. La giornata la passiamo in esplorazione di queste zone stupende. Verso sera arriviamo finalmente al nostro Hotel nei pressi del Lake CandleWood. Non usciamo in esplorazione perché siamo troppo stanchi e dobbiamo ricaricarci per New York.

La città la conosciamo abbastanza bene ma non l'abbiamo mai vista in autunno e Central Park in questo periodo dev'essere stupendo. Purtroppo quando arriviamo, ci accorgiamo che qui l'autunno non è ancora iniziato. Central Park è completamente verde. Rimango un po' delusa, ma non importa, è comunque molto bello passeggiare in quest'oasi al centro della città. In una giornata non si riesce a fare molto, quindi ci incamminiamo e attraversiamo le zone più conosciute della città: Chinatown, Wall Street, Ground Zero, High Line, Times Square e ovviamente Central Park. A cena optiamo per un Hamburger da Burger Joint, un piccolo locale all'interno dell'Hotel Le Parker Meridien. Facciamo un po' di coda, ma ne vale veramente la pena.

È di nuovo giorno e ci lasciamo New York alle spalle. Next stop l'università di Yale nei pressi di New Haven (Connecticut). Appena arrivati siamo assaliti dalla nostalgia. Vogliamo tornare studenti e trasferirci. È davvero un paradiso. Questo complesso universitario è composto da un sistema di dodici college residenziali. Gli edifici sono quasi tutti in stile gotico. Tappa obbligatoria è lo shop ufficiale dell'università.

È ormai tardo pomeriggio e decidiamo di riprendere la marcia verso Newport (Rhode Island), dove passeremo la notte. Il sole sta scendendo e il cielo si è colorato di rosa. Decidiamo di fermarci per scattare qualche foto nei pressi di un piccolo porticciolo turistico, siamo a Old Saybrook.

Arriviamo in hotel verso mezzanotte, siamo cotti ma soddisfatti. Passata la notte ci alziamo presto e ci spostiamo verso il centro di Newport per fare colazione. È domenica e la città dorme ancora, entriamo nel primo locale aperto che incontriamo e ordiniamo la nostra American Breakfast. Newport ospita l'International Tennis Hall of Fame, una sorta di circolo museo in cui vengono celebrati i tennisti più forti di sempre. Decidiamo di visitare la zona dei campi e lo shop.

La giornata è ancora lunga e decidiamo di rimetterci in viaggio verso la nostra ultima tappa: Boston. C'è un po' di tristezza in noi perché sette giorni sono volati e siamo quasi al termine del nostro viaggio. Riportiamo la macchina all'autonoleggio, tanto per la città ci si sposta comodamente con i mezzi.

Descrivere Boston in poche righe è impossibile e la racconterà un'altra volta!

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