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La nostra Barcellona  

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antonella
Scritto da: antonella
Località: Barcellona
Durata: 6 giorni
Data partenza: dal 20/04/2010 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: antonella valeria

Introduzione

Due sorelle si riprendono la loro spensieratezza!

Descrizione

Barcellona ci accoglie in un turbinio di colori e odori…una splendida Plaza Catalunya ci abbraccia da una parte con il Cort Anglais e dall’altra con grandi palazzi art deco’. La fontana illuminata al centro della Plaza sembra darci uno spumeggiante benvenuto mentre con il bagaglio ancora al seguito ci immergiamo nella folla della Rambla.

Dopo una breve sosta in albergo gustiamo le nostre prime tapas, vastasi stuzzikini che spesso diventeranno la nostra cena, innaffiate da 2 cope di cerveza. Mangiamo, ridendo e scherzando, come due vecchie amiche che si ritrovano nel loro caffè preferito, circondate da gente di tutti i colori e linguaggi di ogni nazionalità… la notte continua sulla Rambla e la prima serata passa veloce, in mezzo alla gente, camminando senza meta e senza fretta lungo questo vialone che sembra non dover mai finire. Attratte da un Paseo, una piccola traversina, veniamo risucchiate nella Plaza Royal, che ci sorprende con il suo immenso porticato e  ci fa perdere nelle piccole e disorientanti traversine piene di odori speziati.

La stanchezza del viaggio comincia a farsi sentire quindi torniamo verso l’Onix Hotel senza però prima poter rinunciare al caffè: quasi per caso costeggiando il museo dell’erotismo ci accorgiamo del Cafè dell’Opera. Abbiamo letto di questo antico e rinomato cafè che ci chiama con la sua specialità…cafè sol con mousse al cioccolato!!!!!!! Non possiamo resistere…e davanti a una tazza fumante della calda bevanda affondiamo le labbra in panna e torta al cioccolato immaginando il nostro ritorno in patria quali bolle rotolanti!!!! Le risa ci tolgono il fiato e, incuranti degli sguardi degli altri avventori, ci beamo del dolce connubio.

Così chiudiamo la prima sera a Barcelona… soddisfatte e stanche all’Onix Hotel.

Al mattino Barcelona ci sveglia con il sole, una giornata spettacolare ci conduce al Parc Guell. Come puoi non innamorarti di Parc Guell, malgrado l’immane salita per arrivare, è il tripudio della follia di un genio. Sedute sotto una galleria di alberi di roccia ci sorprende la musica di strada brasiliana che ci fa scendere le lacrime, quanta bellezza mio signore!!! Giriamo attonite in una Plaza circolare attorniata da balaustre di ceramica dalle forme sinuose fino ad Hansel e Gretel, impossibili ed improbabili dimore del nostro Gaudì. Rapite dalla follia ci aspetta Casa Battlò, il cui interno ci fa dimenticare la lunga coda. È un labirinto nel quale io e Vale ci perdiamo e ci rincontriamo immerse in una atmosfera e cullate da una musica surreale. Tutto intorno a noi camini colorati, bovindi e vetrate di colori diversi, l’azzurro di migliaia di mattonelle ci colpisce lo sguardo, dappertutto. Dal tetto di casa Battlò ci immettiamo nella antica stanza delle acque, nella quale sembra che una cascata di luce e musica ti avvolga sensualmente.

Casa Pedrera è immensa così, come la Sagrada  Familia, al cui interno dobbiamo però rinunciare, causa infinita coda, ma… torneremo!!! Sulla via del ritorno ci imbattiamo nel museo dell’erotismo al quale non rinunciamo e al mercato della Bouqueria che ci colpisce per la sua grandiosità malgrado i cancelli chiusi. La rambla di giorno è un carnevale di statue umane, di musica e di spettacoli. Attraversiamo affascinate questo megashow che ci riporta all’Onix, verso il riposo. Stasera Montjiuc. Ma quale riposo!!! Appena un’ora e siamo ancora in strada o, per meglio dire, in metro, divenuta primo mezzo di trasporto con il quale sfrecciamo fra i quartieri di questa incredibile città. Al Montjuic si sale con la cremagliera e la collina è davvero spettacolare, di un verde abbagliante ed odoroso. Il tour alla fondazione Mirò provoca il mio sorriso e il rimprovero di Vale che non ama il mio spirito contraddittorio che mi spinge a fotografare ciò ke non si può. La vista di Barcellona dalla collina ti toglie il respiro e un artista di strada ci rapisce con Hotel California sulla scalinata del museo National. L’edificio è austero e contrasta con il sole che ci avvolge e i colori delle mille persone sulla grande scalinata. Gli inti illimani ci lasciano senza parole e noi ci lasciamo cullare in un momento senza tempo, uno di quelli perfetti: le due sorelle di Munch al sole di Barcellona.

Al tramonto scendiamo entrambe verso la fontana magica e aspettiamo lo spettacolo delle acque. Dalla massa indistinta d’acqua si alzano simmetriche colonne e giochi di miliardi di goccioline sospinte da un valzer. Al suono di “Va' Pensiero” il cuore si gonfia e gli occhi si riempiono di lacrime; al suono di Libiam gli spruzzi salgono al cielo e io non riesco a trattenere le lacrime…che emozione meravigliosa, i miei occhi incontrano quelli di Vale che hanno perso da tempo l’azzurro ceruleo per tendere al rosa... che gioia, che colori!!! Il nostro pomeriggio finisce al Pueblo Espanol, ricostruzione un po’ kitch ma credibile di un villaggio spagnolo nel quale sono concentrate alcune delle bellezze della Spagna e nel quale, prima dell’ora di cena, un piccolo ristorante tipico ci accoglie con le sue tavole di legno. Dopo non possiamo fare a meno di immergerci nella folla del Barrio Gotico con i suoi localini, la cerveza e le tapas…
 
È nuvolo oggi… quasi per contrappasso ci immergiamo nel colore della Bouqueria, un mercato coperto nel quale mangiamo e beviamo solo frutta fresca. Ciò ke colpisce sono i colori sgargianti  e le lingue diverse che si incrociano. È un festival di verdure, frutta secca e fresca, di pesci colorati e carni rosse. Ci aggiriamo fra i banconi con il sorriso sulle labbra senza non poter pensare alla nostra Vucciria e a quanto i nostri popoli in fondo si assomiglino. Uscendo dal mercato ci sorprende il sole che ci accompagna dal profano al sacro; la cattedrale è maestosa, gotica e dalle immense colonne. Mi fa pensare al periodo medievale e sembra pervasa da grande spiritualità malgrado la folla. Un organo antico e un coro di monaci rendono tutto un po’ irreale. Ci spostiamo verso il mercato di Santa Caterina: è un mercato più raffinato, una struttura coperta di legno e ceramica che ci accoglie con i suoi tetti ondulati e i coloratissimi banchi di merce fresca. Continuiamo a mescolare sacro e profano entrando in Santa Maria del Mar: l’entrata è occupata da un chiostro di colonne esagonali che svettano verso il cielo e ci fanno sentire piccole nelle loro grandiosità. Oggi non ci facciamo davvero mancare nulla: al Museo di Picasso uniamo l’aspetto artistico del primo Picasso con quello architettonico dei palazzi che lo ospitano. Archi, volte e chiostri in pietra rendono tutto più suggestivo. Siamo stanche oggi, decidiamo di riposare un po’ distese sulle panchine del Parc della Ciutadella e ci godiamo la giornata ridendo e scherzando come 2 ragazzine. Il relax continua con la decisione di andare al mare…alla Barcelloneta.

Port Well ci accoglie con i suoi chilometri di banchine e i ristoranti sul mare, anche oggi la musica ci fa compagnia e fa da colonna sonora a questa giornata ora piena di sole. Nella Plaza della Barcelloneta sei elementi davvero poco classici ci allietano sulla scalinata davanti al mare. Viene voglia di bailar  e lasciarsi andare, con leggerezza attraversare questa vita in un lungo viaggio… Attraversiamo veloci il Maremagnum, non abbiamo tanta voglia di centri commerciali, e ci dirigiamo all’acquario nel quale ci perdiamo nel tunnel degli squali e delle razze e ci divertiamo ad osservare le grandi murene e i pesci clown. All’uscita ancora sole x fortuna. Fuggiamo verso il metro, sì è proprio il termine adatto, siamo davvero stanche, adesso si riposa!!! Al risveglio la serata scivola veloce al Pollo Rico, un posto carino e senza pretese dove siamo le uniche turiste e mangiamo il pollo arrosto. In seguito decidiamo di vivere un po’ la notte di Barcellona ... concerto jazz  al Jamboree e poi … a bailar!!!

Ieri abbiamo fatto le 4, quindi oggi ci si sveglia lentamente, complice la pioggia che rende tutto più ovattato. La nostra Pasqua inizia con la visita al Palau della Musica Catalana e, davvero, non poteva iniziare meglio. Mendelsson per organo accompagna la nostra visita  alla sala del concerto mentre gli occhi volano al lucernario colorato e girano intorno ai grandi palchi con le rose. All’uscita ci accoglie una piccola chiesetta, Saint Paul de Pau, per un attimo di raccoglimento e poi si prosegue per Palau Guell che ammiriamo solo dall’esterno. Ci aspetta la Sagrada Familia, il cui interno ci sconvolge: è una costruzione impossibile che mi scatena miriadi di emozioni, una scala infinita ci porta giù giù, al centro della terra, e la testa gira e gira prima di riprendersi un po’. Non paghe ci dirigiamo all’ospedale di San Pau, un ospedale fantasma che è chiuso, ma non manchiamo di aggirarci all’interno del vero ospedale tra reparti e pazienti… Poi via, alle 4 si pranza a Plaza Catalunya e … distruzione!!!

Alle 5 crolliamo sul letto, senza più forze e ci svegliamo appena in tempo per lo spettacolo di flamenco al Tarantos, locale di poche pretese che ci assicura una buona mezz’ora di ballo e musica di qualità accettabile. All’uscita ci dirigiamo da Orio, trionfo delle tapas, un localino dietro Plaza Royal nel quale ci si siede a lunghi banconi con gente di tutto il mondo a gustare bocconcini davvero prelibati accompagnati da cerveza gelata. I miei stivali si riempiono di stuzzicadenti e la cuenta diventa così più leggera!!!! Dopo la cena variopinta e caciarona ci spostiamo allo Schilling pub dove si continua a bere e chiacchierare. Si torna in hotel sempre più stanche ma soddisfatte da giorni pieni e divertenti. Valu ha addirittura comprato un cappello e lo sfoggia con piglio convinto sulle Ramblas … si vede che siamo a Barcellona … todo es possible a Barcelona!!!

Oggi ci spostiamo nella parte moderna di Barcellona, dove ciò che colpisce sono gli immensi spazi e l’architettura quasi spaziale … Torre akbar ( il suppostone!!!!) non è bella x nulla, ma è uno dei simboli della  città. Arriviamo a piedi fino al Parc de Poblenou e da lì sul lungomare, ci godiamo il sole davanti alla spiaggia piena di sportivi della fiesta, del resto oggi è pasquetta. Al ritorno prendiamo anche il bus e così il sistema dei trasporti di Barcellona non ha piu segreti x noi; ci facciamo lasciare al Centro Forum, bellissimo e moderno, una pennellata di blu e lame di specchio sul quale si riflettono i raggi del sole e le nuvole ke passano veloci. Questa, della città, è la parte meno coinvolgente. A pranzo torniamo a Plaza Catalunya e ci immergiamo alternativamente nel Barrio e nella Ciutad Viella dove visitiamo un famoso ospedale … l’Antic Hospital de la Santa Creu, divenuto oggi sede della biblioteca nazionale. Dietro la Bouqueria, siamo nel quartiere non proprio raccomandabile di El Raval, ma è davvero un’oasi di pace, tra mura di pietra, archi spettacolari e uno splendido chiostro. La nostra ultima cena a Barcellona si fa alla taverna catalana Llalesca, in un quartierino lontano dalla folla di turisti ed è il posto in cui ci ritroviamo a mangiare con i catalani il loro cibo; è divino! Abbiamo ancora in bocca il sapore dell’agnello speziato, della patata alla brasa e delle fave!!! Non possiamo kiudere la serata senza una cerveza e così stasera ci si sposta alla fine della Rambla dove vediamo la Plaza di Spagna nella quale Colombo tende l’indice verso le Americhe, circondato da palazzi di rara bellezza. Nella notte questa Plaza è splendida e l’odore del mare di Port Olimpic ci segue su per la Rambla fino al Santa Monica. In questo piccolo e fumoso bar pieno di gente di tutto il mondo salutiamo Barcellona … le  sorelle tornano a casa!

Per mia sorella Valu

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