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Cuneo e dintorni, tra borghi e natura  

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Andrea
Scritto da: Andrea
Località: Cuneo
Durata: 3 giorni
Data partenza: dal 20 settembre 2019 al
Viaggiatori: 1
Nomi dei viaggiatori: Andrea

Introduzione

Week end lungo tra Cuneo, adorabili borghi e natura incontaminata. E tra una visita e l'altra, relax con del buon vino delle Langhe.

Le Tappe del Viaggio

20Dato che ho un week end lungo di riposo, ho deciso di approfittarne per andare all’esplorazione di Cuneo e di vari paesini limitrofi.
Quindi oggi, tra il mattino e il primo pomeriggio, andrò a visitare Govone, Bra e Cherasco, in modo da raggiungere Cuneo sul far della sera. Invece sabato lo dedicherò alla natura, ovvero al Parco Naturale di Margualeis e alle grotte di Bossea mentre domenica, dopo un giretto in mattinata a Cuneo, farò una capatina a La Morra, Alba e Neive.
Ma andiamo con ordine.
Stamattina partenza alle 8.00.
In meno di due ore dalla mia città giungo a Govone, un piccolo paese collinare famoso per il suo castello. Parcheggio in paese e poi prendo a piedi la prima strada sterrata che procede in salita.
In dieci minuti giungo in cima.
Da qui si ha una bella vista del verde panorama circostante. Volendo si può anche entrare nel castello con 5€. Poi torno sui miei passi, salgo in auto e raggiungo la mia prossima meta in una mezz’oretta: Bra.
Rispetto a Govone, che è un piccolo paesino, Bra è una città di trenta mila abitanti. Oltretutto oggi c’è anche Cheese, la fiera del formaggio, quindi turisti a iosa.
Dopo qualche difficoltà a trovare parcheggio (alla fine lascerò l’automobile in zona stazione), mi dirigo in centro, il quale è straripante di bancarelle, stand e visitatori.
Zigzagando per le vie raggiungo Piazza dei Caduti della Libertà dove trovo l’infopoint aperto. Recupero una cartina e poi vado a perlustrare la città partendo da questa piazza, la quale è collegata a Piazza XX Settembre da Corso Garibaldi.
In Piazza Caduti della Libertà ci sono anche vari palazzi importanti (comunale, Garrone e Mathis) e due chiese (di Sant’Andrea e della Santissima Trinità).
Vado poi a nord, prendendo Via Barbacana fino a raggiungere la Chiesa di Santa Chiara (piccola ma internamente molto bella). Da qui, prendendo Via Fasola, arrivo a “La Zizzola”, una costruzione a pianta ottagonale al cui interno c’è una mostra gratuita.
Poi torno sui miei passi e, dopo altri giri per le vie del centro, mi dirigo verso la mia auto.
Per la cronaca, in questa città di particolare c’è anche il Museo del Giocattolo e quello della Bicicletta (entrambi in zona stazione).
Salito in auto, mi dirigo a Cherasco.
In dieci minuti da Bra raggiungo questo paese di dieci mila abitanti. È veramente piccolo.
Lascio l’auto nel parcheggio (gratuito) fuori dalla cittadina, proprio di fronte all’Arco di Porta Narzole, e poi a piedi attraverso questo monumento, entrando nel paese vero e proprio. Da qui parte via Vittorio Emanuele II. La percorro passando accanto a Palazzo Salmatoris (al cui interno c’è un museo gratuito che merita una visita). Continuando sulla strada trovo un espositore dove recupero la cartina del paese. Proseguo poi su questa via fino alla fine, dove si trova l’Arco del Belvedere. Oltre, a destra, c’è il Santuario della Madonna delle Grazie e a sinistra il Santuario della Madonna del Popolo (bello, specialmente l’interno).
Tornando sui miei passi, in Via Guglielmo Marconi c’è una piccola Sinagoga. Peccato che sia chiusa.
Passo velocemente tra le stradine del centro fino ad attraversare nuovamente l’Arco di Porta Narzole ma invece di andare a destra, al parcheggio, mi sposto a sinistra, costeggiando il paese su Viale Salmatoris fino a raggiungere il Castello Visconteo. Piccolo ma carino. Peccato non vi si possa accedere né avvicinare.
Conclusa la visita di Cherasco, torno in auto: destinazione Cuneo.
In una quarantina di minuti arrivo al mio bed and breakfast. Tempo di mettere giù la valigia e poi mi dirigo in città.
Sotto suggerimento dell’affittacamere, attraverso in auto Via Savona (e il suo ponte) e alla rotonda mi trovo subito a sinistra un parcheggio gratuito (per la cronaca, se non c’è posto proseguite a sinistra su Via Porta Mondovì fino alla zona parco e campi sportivi: qui ce n’è un altro gratuito).
Lasciata l’auto nel parcheggio, salgo le scale di fronte a me e, dopo aver percorso alcune viuzze, raggiungo finalmente la parte nevralgica della città, ovvero Via Roma, una delle vie principali della città, caratterizzata da tanti portici pieni di negozi e locali. La percorro andando a sinistra in modo da raggiungere Piazza Galimberti (bella e imponente). Da qui proseguo dritto prendendo Corso Nizza (l’altra famosa via di Cuneo), anch’essa piena di attività commerciali, fino a che non lascia il passo a Corso Francia. A questo punto torno in Via Roma fino a trovare a destra Via Mondovì, dove si trova la Sinagoga (chiusa). Di nuovo in Via Roma, la percorro fino a Piazza Torino. Qui, in mezzo a un’aiuola, c’è una gigantografia di Totò.
Dopo aver esplorato le viuzze limitrofe, torno in Via Roma e mi fermo in un ristorante a cenare.

Giornata all’insegna della natura.

In primis voglio visitare le cascate del Saut, nel Parco Naturale Marguareis. Il ‘campo base’ per raggiungerle, e per lasciare l’auto, è il Rifugio Pian delle Gorre. Questo si trova prendendo una strada in salita che dalla località Certosa, Chiusa di Pesio, raggiunge il rifugio in una decina di minuti. Il parcheggio è a pagamento (3€ per tutto il giorno). Tenendo il parcheggio dietro di me, trovo a sinistra un sentiero sterrato in salita da percorrere a piede con una segnaletica dove si evince che ci sono vari percorsi naturalistici che conducono a passi, colli e cascate.

M’incammino.

A parte quando il sentiero si divide in tre e manca l’indicazione che interessa a me (per la cronaca, per le cascate è il sentiero centrale), il percorso lo percorro senza intoppi. Giungo così in una mezz’oretta a un minuscolo fiumiciattolo con un ponte di legno sopra di esso (scopro dopo che è il punto più basso della cascata che voglio ammirare). Non attraverso il fiume ma lo costeggio a sinistra. Quindi, salendo per qualche minuto mi trovo un albero con una freccia rossa dipinta sopra. Seguo l’indicazione e raggiungo la prima cascata. Sotto questa c’è un ponte: lo attraverso e poco dopo mi trovo d’innanzi a un’altra cascata. Proseguendo in discesa arrivo al primo ponte che ho incontrato all’inizio. Attraversandolo mi ritrovo sul sentiero dell’andata, quindi lo percorro a ritroso fino a giungere di nuovo al rifugio.

Soddisfatto dell’esperienza (se avessi avuto più tempo mi sarebbe piaciuto fare anche gli altri sentieri), salgo in auto e riparto.

Dato che me ne hanno parlato bene, decido di andare a visitare Mondovì, un paese di ventimila abitanti formato da vari Rioni (di cui il più alto si raggiunge con una funicolare).

In una quarantina di minuti raggiungo la meta. Appena prima del fiume, sbucando da Via L. Einaudi, trovo un parcheggio, oggi gratuito, in Piazza della Repubblica. Dopo aver attraversato il Ponte Cavalieri D’Italia vado alla scoperta della parte bassa del paese (denominata “Breo”), fatta di viuzze con negozi, ristoranti e qualche chiesa. Torno poi al ponte e da lì prendo Via Marconi proseguendo sempre dritto fino a giungere in Via della Funicolare. Alla sua fine c’è appunto la funicolare. Dopo aver pagato al distributore automatico 1,30€ di biglietto, solo andata, salgo in cabina. In meno di un minuto sono a destinazione (per la cronaca, si potrebbe fare anche a piedi ma non ho proprio voglia). Uscito dalla funicolare mi trovo in Piazza Maggiore: carina. Qui c’è anche un infopoint (l’altro si trova nel Rione Breo alla fine di Via G. Manessero) da cui recupero la cartina del paese. Giro per questo Rione fino a giungere ai giardini del Belvedere con la torre civica. Da qui si scorge un bel panorama della valle e della parte sottostante.

Infine torno alla funicolare ma invece di salirci prendo a destra il sentiero asfaltato che la costeggia in modo da farmi la discesa a piedi.

Tornato all’auto, riparto. Direzione: grotte di Bossea.

Da Mondovì impiego una mezz’oretta per raggiungerle (trovate l’ingresso a destra, sulla strada principale che da Frabosa Soprana conduce a Fontane, sulla destra).

Per la cronaca, esistono anche le grotte del Caudano e quelle dei Dossi ma quelle di Bossea mi allettano di più.

Giungo alla biglietteria in largo anticipo (dato che vi si può accedere, con la guida, solo in alcuni momenti della giornata: da lunedì a sabato alle 10, 11.30, 15.00 e 16.30 mentre di domenica alle 10.00, 11.30, 14.30, 16.00 e 17.30). Rischio di non visitarla perché bisogna essere minimo in due persone e attualmente sono l’unico presente (quindi, mio consiglio personale, se siete da soli chiamate il giorno stesso informandovi in quale orario qualcuno ha già prenotato la visita, così eviterete di fare un viaggio a vuoto). Nell’attesa mi faccio uno spuntino al bar all’interno della struttura. Per fortuna si aggrega altra gente all’ultimo e alle 16.30, dopo aver pagato il biglietto di 11€, entriamo.

Vi restiamo quasi due ore e mezzo. Il percorso è discretamente lungo, per nulla faticoso (anche se alcuni tratti sono in salita) e si snoda tra strette gallerie ed enormi caverne. Le foto fioccano perché è uno scenario veramente affascinante e maestoso. Il tutto viene arricchito dalle spiegazioni della guida Daniele (un grande oratore che ci mette passione nel condividere le sue conoscenze in materia).

Alle 19.00 si conclude la visita.

Dopo un’ora di strada raggiungo il solito parcheggio gratuito a Cuneo. Poi vado a cena in un ristorante in Via Roma.

Il programma della giornata è fare un ultimo giro a Cuneo per godersi la città in una tipica mattina domenicale e poi, sul tragitto di ritorno, visitare qualche altro borgo e paese.

Quindi parcheggio al solito posto e m’immergo nelle viuzze laterali di Via Roma alla ricerca di qualcosa d’interessante. Lo trovo in Piazza Boves dove c’è un complesso di negozi nel centro e un piccolo ingresso che porta a un sottopassaggio sulle cui pareti sono collocati dipinti decisamente belli e originali.

Poi, dopo aver fatto colazione in un bar lì vicino, torno in auto e riparto.

In primis mi dirigo in quasi un’oretta di viaggio a La Morra.

Trovo parcheggio in Via Vittorio Emanuele (ma ce n’è anche uno più grande in Piazzale Monera). Da dove ho parcheggiato, alla fine della via, c’è una piccola salita e l’ingresso “ufficiale” a questo piccolo borgo. Qui si trova anche l’infopoint dove recupero una cartina del paese. Proseguo dritto per Via Umberto I e, dopo pochi passi, raggiungo un piccolo piazzale dove c’è una panoramica spettacolare delle colline sottostanti. Ad abbellire il tutto, nel piazzale ci sono delle sculture originali e la Torre Civica (da cui potenzialmente si potrebbe salire ma oggi è chiusa). Dalla torre prendo per Via Carlo Alberto e passo accanto all’Antico Palazzo Falletti, alla Cantina Comunale (con tanto di mostra di dipinti) e alla Chiesa Parrocchiale di San Martino. Alla fine della via si trova la Chiesa di San Rocco. Da chi c’è una piccola discesa che conduce ai Bastioni Medievali, i quali costeggiano il borgo fino a ricondurmi all’ingresso del paese.

Che dire di questo borgo? L’ho trovato piccolo (si visita in pochi minuti) ma adorabile. Si ha una vista delle colline spettacolari e ci sono molte enoteche e ristoranti che offrono degustazioni e ottimo vino delle Langhe. Vivamente consigliata la visita.

Tornato in auto prendo Via Roma e la percorro fino a che non m’immetto in Strada Fontanazza, in modo da raggiungere la Borgata Fontanazza dove si trova la Cappella del Barolo, famosa in quanto dipinta con colori vivaci. Per raggiungerla ci s’impiega qualche minuto su una strada sterrata ma ne vale la pena, sia per ammirare la curiosa costruzione che per il panorama di vigneti e colline.

Tornato in auto, non vado verso La Morra ma proseguo per la strada oltre la Cappella, la quale conduce in una quindicina di minuti ad Alba, mia prossima destinazione.

Giuntovi, lascio l’auto in uno dei parcheggi in Corso Giacomo Matteotti. Da qui mi dirigo verso il centro città, percorrendo Via Cavour, in modo tale che in pochi minuti giungo in Piazza Risorgimento. Qui si trova l’infopoint (dove recupero la proverbiale cartina della città) e la Cattedrale di San Lorenzo (chiesa imponente con una curiosa luminaria e fonte battesimale).

Prendo poi a zigzagare tra le stradine del centro fino a che non raggiungo il Teatro Sociale G. Busca. Vi entro. L’accesso è gratuito e la visione mi spiazza: è l’unico teatro in Europa “due in uno”, ovvero c’è il teatro vecchio a cui è stata aggiunta, al di là del palco, un’altra platea più moderna, in modo tale che, a seconda della necessità, se ne sfrutta una, l’altra o all’occorrenza entrambe. Veramente curioso e meritevole di qualche foto.

Dopo essere uscito dal teatro gironzolo ancora per il centro osservando le vie piene di negozi e locali. Dopodiché torno alla mia auto e riparto.

In una ventina di minuti raggiungo Neive, un altro piccolo borgo similare a La Morra.

Lascio l’auto in Via Circonvallazione (una stradina che costeggia il paesino) e poi entro “dall’ingresso principale” percorrendo Via Demaria fino a Piazza Italia. Da qui proseguo per la strada che gira intorno al borgo fino a giungere alla Chiesa di San Michele, diventata ortodossa, e a quella cristiana di San Pietro e Paolo. Anche qui si scorge un bel panorama delle Langhe.

Proseguendo la passeggiata, percorro le altre stradine (essendo un piccolo paese ha poche vie) fino a che in pochi minuti ho visitato l’intero borgo.

Dato che anche qui, come a La Morra, proliferano enoteche, decido di fermarmi in una e gustarmi un buon bicchiere di vino (nelle Langhe è praticamente d’obbligo!).

Mi gusto per una mezz’oretta la pace del luogo e poi, tornato all’auto, riparto: direzione casa.

Come avete letto, in questi tre giorni ho visitato molti posti spaziando dalla natura a borghi e città.

-Per gusti personali, ho trovato azzeccatissime le grotte di Bossea e le cascate nel Parco Naturale di Marguareis; un vero toccasana per lo spirito (e affatto impegnative per il corpo).

-Cuneo l’ho trovato un ottimo campo base. Non tanto a livello logistico (per i posti da me visitati forse il paese più equidistante di tutti era Fossano) quanto per il fatto che essendo una città è ideale per chi cerca tanti negozi, ristoranti e locali ma al tempo stesso non è così grande da risultare caotica e rumorosa. L’ho trovata anche molto sicura, persino di sera e nelle vie più buie; mai assistito a situazioni antipatiche o di pericolo.

-Come avete letto in precedenza, ci sono paesi e borghi che si visitano in fretta e altri che, per dimensioni, potrebbero richiedere più tempo.

Quindi, Govone, Cherasco, La Morra e Neive potrebbero essere considerate ideali per una “toccata e fuga” di un’oretta se si è di passaggio in quella zona. Ottimo sarebbe sostarvi per fare un aperitivo, pranzo o cena a base di ottimo vino delle Langhe. Considero le più belle La Morra e Neive, seguite da Cherasco e infine Govone.

Invece Mondovì, Bra e Alba sono città, quindi si può fare una sosta più prolungata rispetto alle precedenti citate, specialmente se si ha voglia di fare anche shopping.

-Un occhio di riguardo, se andate in auto, è sugli autovelox fissi: ne ho trovati a decine sparsi per i paesi.

-Cibo: non faccio molto testo a riguardo, ma vi consiglio di assaggiare il tipico dolce di Cuneo:  il cuneese al Rhum, ovvero un cioccolatino ripieno appunto di Rhum (ma ce ne sono anche di altri gusti alcolici).

-Per quanto riguarda il vino, siamo in una delle mecche italiane, ovvero le Langhe. Barolo, Nebbiolo e Barbera sono solo alcuni dei vini tipici. Ergo, sia a Cuneo che nei luoghi da me visitati ho trovato decine di enoteche che offrono delle degustazioni da non perdere a prezzi abbordabili.

-Meteo: ho avuto la sfortuna di trovare solo giornate uggiose con qualche goccia di pioggia. Peccato perché il panorama circostante ne ha risentito. Ciò nonostante restava comunque splendido. Per dire, a La Morra e a Neive già il paesaggio con il cielo coperto era incantevole, quindi se ci fosse stato il sole sarebbe stato da cartolina!

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