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Barcellona  

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ferny
Scritto da: ferny
Località: Barcellona
Durata: 4
Data partenza: dal 04/10/2009 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Ferny Forner Rita Risoli

Introduzione

Breve soggiorno a Barcellona approfittando di un'offerta Ryanair.

Le Tappe del Viaggio

Rita ed io partiamo da Torino con Ryanair (40 euro a/r in due omnia), quindi prendiamo il bus fino a Barcellona (42 euro a/r in due), arriviamo al terminal (Arc de Triomf) e infine all’albergo, facendo il biglietto T10 a euro 7,70 per 10 corse utilizzabile anche in due. Fa molto caldo, circa 28-30°

L’hotel Front Maritim è una costruzione moderna, trovato via internet su indicazione reperita in un racconto di viaggio, camera grande, fronte mare, bagno completo e spazioso (con bidet), televisore con canali in lingua spagnola, no wifi (però ci si può collegare con il cavo), due postazioni nella hall, ma affollate e lente, ristorante e centro benessere, il tutto per 80 euro a notte, metro a 500 metri circa (Stazione Selva del mar) alcune linee di bus passano più vicine.

Nel pomeriggio iniziamo la visita con la parte gotica di Barcellona, che per la Spagna ha la stessa importanza che hanno Granada, Siviglia e Cordova per l’arte moresca.

Andiamo alla Chiesa di Santa Maria del Mar, in stile gotico catalano, che è ritenuta la più bella di tutta la Spagna; costruita nei XIV secolo, ha una facciata con sculture e capitelli che rappresentano le corporazioni che promossero la costruzione e due torri ottagonali, di cui solo una è originale. L’interno è piuttosto spoglio, con massicce colonne molto distanziate fra loro che sostengono le tre navate, il rosone gotico e le vetrate; interessante anche la piccola piazza antistante.

Lasciamo la chiesa e andiamo verso il museo Picasso, passando attraverso le stradine del Born e il carrer de Montcada, che nel medioevo era la strada più importante della città; i tipici Palau medievali sono oggi sedi di importanti istituzioni culturali, come la Fondazione Maeght (al n. 25) e il museo Picasso. Da notare che la strada è molto stretta ed è difficoltoso vedere i palazzi, rinunciamo al museo per la lunghezza della coda.

Ci avviamo quindi verso la chiesa di Santa Maria del Pi, è aperta ma coperta quasi interamente da ponteggi sia dentro che fuori, non si vede praticamente niente.

Passando per la via Laietana ci imbattiamo nel Palau della Musica Catalana, uno dei capolavori dell’architettura modernista progettato da Domenech ì Montaner; ne ammiriamo la facciata decorata con mattoni rossi e colonne con mosaici molto colorati, con i busti di grandi compositori. Purtroppo è tardi per la visita all’interno e non vi sono posti liberi per il concerto sinfonico della sera.

Gironzoliamo quindi per le caratteristiche e strette strade del Barrio gotico, poi andiamo a cenare al Mercante di Venezia, ristorante con cucina italiana di livello medio e stile classico; il prezzo di 20 euro a testa, vino e caffè compresi, ci soddisfa.

Passando sul lungomare e il porto, vediamo i molti bar e ristoranti all’aperto, poi finalmente torniamo in albergo.

Acquistiamo due biglietti di libera circolazione per 3 giorni a 15,20 euro a testa e ci dirigiamo a piazza Catalunya, dove ci rechiamo all’ente del per turismo procurarci materiale turistico (non molto fornito) e una dettagliata carta di tutti i trasporti (costo 1 euro) molto comoda.

Il bus 24 ci porta al Park Guell, l’ingresso è gratis. Entriamo dalla porta principale e ci appare uno spettacolo meraviglioso per stile e colori: vediamo subito le due grandi scalinate, con il famoso drago e fontane (asciutte) nel mezzo, più in alto lo stemma della catalogna; è tutta una festa di colori difficile da descrivere, figure di animali fantastici ricoperti di “trencadis” ( frammenti di ceramica e maiolica colorata che creano superfici brillanti e multicolori) si alternano a 86 colonne di tipo dorico che formano il salone ipostilo e sostengono una grande terrazza semicircolare, ornata da una balaustra ondulata con bordi e sedili di mosaici colorati.

Non bisogna lasciarsi ingannare da queste architetture che sembrano tratte da un cartone animato, poichè hanno significati storici e simbolici; da non perdere le colonne scolpite a tronco d’albero che sostengono il viadotto.

Ritorniamo verso il mare, arrivando a Drassanes in piazza del Portal de la Pau dove domina il monumento a Cristoforo Colombo, che campeggia su una colonna alta circa 60 metri dotata di ascensore per vedere il panorama. Davanti a noi si trova Port Vell, elegante porto turistico, che osserviamo camminando su una passerella, la Rambla del mar; raggiungiamo quindi il Maremagnum, un elegante centro commerciale costruito sul mare. Tra i vari ristoranti presenti scegliamo di andare al Fressco, un self service a prezzo fisso di 9 euro, compreso vino e caffè, dove si può prendere tutto quello che si vuole; moltissime le insalate e le verdure, ma ci sono anche 3 tipi di pasta, carne e pesce. Non è alta cucina, ma la scelta, tenuto conto della giornata molto calda, ci soddisfa.

Nel pomeriggio andiamo alla Sagrada Familia, il monumento più noto di Barcellona, in costruzione da tempo immemorabile su progetto di Gaudì.

La visitiamo attentamente all’esterno per coglierne l’aspetto grandioso: la chiesa si compone di tre facciate (soltanto quella della Natività è stata curata direttamente da Gaudì), ha torri alte più di 100 metri, è in stile neogotico ed è finemente decorata, anche se non è sempre facile vedere i dettagli a occhio nudo. L’ingresso è a pagamento, decido di aspettare fuori mentre Rita entra. All’uscita dice che l’interno è un grande cantiere, ma quello che si vede compete con la facciata.

Ci spostiamo all’ospedale de la Santa Creu i San Pau, ritenuto uno dei capolavori del modernismo e di Domenech i Montaner. L’ospedale si compone di una serie di edifici che si affacciano su di un grande giardino; le facciate in mattoni rossi hanno le tipiche decorazioni a mosaico di pietra e maiolica colorata, in particolare abbiamo trovato interessanti i mosaici raffiguranti la storia degli ospedali.

Alla sera andiamo al Passeig de Gracia, per vedere gli edifici del modernismo illuminati. Il passeig è un viale alberato rettilineo, non molto lungo ma davvero elegante, sul tipo dei boulevard francesi e corsi italiani; abbastanza frequentato la sera, credo possa definirsi la vetrina degli stili architettonici di Barcellona e del modernismo.

Ci soffermiamo in particolare nel tratto noto come “la Manzana de la Discordia”, una zona con tre famosi edifici, il più suggestivo dei quali è la Casa Battlò di Gaudì, la cui facciata pare tratta da un film dell’orrore con i suoi balconi raffiguranti mostri; nei giorni successivi visiterò anche l’interno (ingresso piuttosto caro), notevole il cortile con facciate ricoperte di trencadis di colore azzurro e il terrazzo dell’ultimo piano con caratteristici camini e decorazioni multicolori tipo parc Guell (di cui riprende il tema di San Jordi e il drago); peccato che all’interno non si possano fare foto.

La Casa Ametller sembra uno dei tipici edifici di Amsterdam, in particolare è bellissimo il balcone del primo piano con decorazioni in ferro, nella parte alta invece si trovano delle finestre molto belle, che sono disegnate per rappresentare la lettera A.

La Casa Millà (la Pedrera) è un'opera molto discussa di cui apprezziamo le forme ondulate e le decorazioni in ferro a forma di vegetali dei balconi; l’edificio è molto grande e largo, angolare, ed è alto circa 6 piani.

Facciamo una passeggiata sul lungomare, dove apprezziamo le moderne sculture, poi andiamo alla Fundaciò Joan Mirò, sulla collina di Montjuic, la raggiungiamo facilmente dopo un breve tratto di funicolare che si prende alla stessa fermata della metro.

L’esposizione è all’interno di un edificio bianco, appositamente costruito in un parco, e le opere sono esposte parte all’interno (no foto) e parte all’esterno in ampi spazi separati l’uno dall’altro (qui si possono fare foto); l'ingresso è a pagamento.

L’esposizione contiene una raccolta completa dell’arte di Mirò e opere di altri celebri artisti dell’epoca, che facevano parte della collezione del grande artista; nello spazio espositivo all’aperto si trovano opere con fantastici colori che la giornata di sole contribuisce a rendere ancora più vivi. E' una festa per gli occhi, per gli amanti di Mirò è da non perdere.

Al ritorno facciamo tappa in Plaça de Espanya, con una monumentale fontana, e notiamo l’arena dove si svolgevano le corride e il Palau d’Espanya, nelle vicinanze del quale si trova la famosa fontana magica.

Nel pomeriggio percorriamo in lungo e in largo tutto il Passeig, completando la visita dei palazzi del modernismo visti la sera. In particolare notiamo Casa Lleo Morera del Montaner, di stile più classico, e la Casa Fuser, sede di un albergo.

Raggiungiamo quindi la cattedrale (la Seu). L'interno è a tre navate molto grandi e le cappelle laterali sono in stile barocco; in una è esposto il celebre Cristo di Lepanto, a forma di S scolpito in legno, mentre nella cripta si trova il sarcofago in marmo scolpito di Santa Eulalia. Interessante il chiostro gotico con la famosa fontana delle oche, che ha una scultura raffigurante S. Giorgio, e la pavimentazione con lapidi sepolcrali.

Dopo cena andiamo a vedere le chiese più famose che ci avevano detto essere illuminate, ma il giro notturno inutile è perché sono rigorosamente al buio.

Mercoledì 7 ottobre: anche oggi il sole illumina il nostro vagabondaggio, l'abbigliamento è pertanto estivo.

Passeggiamo sulla rambla e notiamo sulla pavimentazione il famoso mosaico di Mirò, quindi visitiamo il caratteristico e colorato mercato coperto della Boqueria. Plaça Reial, in stile ottocentesco, ci accoglie con le sue palme, con i suoi lampioni a forma di albero progettati in gioventù da Gaudì e con i portici invasi da tavolini di bar e ristoranti, mentre al centro della piazza si trova la fontana delle Tre grazie. Ci dirigiamo poi alla Rambla del Raval per vedere El Gat, un enorme gatto in bronzo di Botero (alto più di 2 metri), poi al Palau Guell di Gaudì, che visitiamo solo dall’esterno, notando gli ingressi a parabola e le decorazioni in ferro battuto.

Raggiungiamo poi la Chiesa romanica di Sant Pau del Camp, uno dei più antichi monumenti della città, la cui costruzione risale intorno all’anno 1000; entriamo dall’antico portale e osserviamo l’interno della chiesa in pietra, praticamente spoglio. Interessante è il chiostro di stile moresco, dove si trova anche una piccola esposizione dei reperti provenienti dagli scavi, l’ingresso è a pagamento (mi pare 3 euro) ma ne vale la pena.

Nel primo pomeriggio prendiamo il battello per fare il giro del porto in modo da avere una visione più completa delle opere eseguite, in particolare delle torri gemelle.

Ritorno al Barrio Gotico per fare una passeggiata senza meta, in tutta tranquillità e fare qualche acquisto di souvenir, mentre Rita va a vedere il Museu Maritim.

Il museo è allestito negli antichi cantieri navali della flotta (Drassanes Reials), uno degli edifici gotici più maestosi conservati in Europa. All’interno si rimane colpiti dall’enorme spazio che queste navate creano e sembra quasi di essere in una cattedrale. Il museo ripercorre tutta la storia della navigazione (mappe, ricostruzioni di imbarcazioni, ecc.) ed espone anche il primo sottomarino del mondo; all'uscita si trova una simpatica caffetteria ristorante con veranda sul Jardì del Rei.

Poi Rita va in spiaggia a fare un bagno in mare.

Giovedì 8 Ottobre: ultimo giro sulla Rambla, poi alla Bouqueria, quindi andiamo a visitare la Plaça del Rei, bellissima piazza medievale fatta di imponenti ed impressionanti palazzi costruiti dal XIV al XVI secolo.

Poi nel pomeriggio partenza per Torino.

Ferny Forner

Rita ed io partiamo da Torino con Ryanair (40 euro a/r in due omnia), quindi prendiamo il bus fino a Barcellona (42 euro a/r in due), arriviamo al terminal (Arc de Triomf) e infine all’albergo, facendo il biglietto T10 a euro 7,70 per 10 corse utilizzabile anche in due. Fa molto caldo, circa 28-30°

L’hotel Front Maritim è una costruzione moderna, trovato via internet su indicazione reperita in un racconto di viaggio, camera grande, fronte mare, bagno completo e spazioso (con bidet), televisore con canali in lingua spagnola, no wifi (però ci si può collegare con il cavo), due postazioni nella hall, ma affollate e lente, ristorante e centro benessere, il tutto per 80 euro a notte, metro a 500 metri circa (Stazione Selva del mar) alcune linee di bus passano più vicine.

Nel pomeriggio iniziamo la visita con la parte gotica di Barcellona, che per la Spagna ha la stessa importanza che hanno Granada, Siviglia e Cordova per l’arte moresca.

Andiamo alla Chiesa di Santa Maria del Mar, in stile gotico catalano, che è ritenuta la più bella di tutta la Spagna; costruita nei XIV secolo, ha una facciata con sculture e capitelli che rappresentano le corporazioni che promossero la costruzione e due torri ottagonali, di cui solo una è originale. L’interno è piuttosto spoglio, con massicce colonne molto distanziate fra loro che sostengono le tre navate, il rosone gotico e le vetrate; interessante anche la piccola piazza antistante.

Lasciamo la chiesa e andiamo verso il museo Picasso, passando attraverso le stradine del Born e il carrer de Montcada, che nel medioevo era la strada più importante della città; i tipici Palau medievali sono oggi sedi di importanti istituzioni culturali, come la Fondazione Maeght (al n. 25) e il museo Picasso. Da notare che la strada è molto stretta ed è difficoltoso vedere i palazzi, rinunciamo al museo per la lunghezza della coda.

Ci avviamo quindi verso la chiesa di Santa Maria del Pi, è aperta ma coperta quasi interamente da ponteggi sia dentro che fuori, non si vede praticamente niente.

Passando per la via Laietana ci imbattiamo nel Palau della Musica Catalana, uno dei capolavori dell’architettura modernista progettato da Domenech ì Montaner; ne ammiriamo la facciata decorata con mattoni rossi e colonne con mosaici molto colorati, con i busti di grandi compositori. Purtroppo è tardi per la visita all’interno e non vi sono posti liberi per il concerto sinfonico della sera.

Gironzoliamo quindi per le caratteristiche e strette strade del Barrio gotico, poi andiamo a cenare al Mercante di Venezia, ristorante con cucina italiana di livello medio e stile classico; il prezzo di 20 euro a testa, vino e caffè compresi, ci soddisfa.

Passando sul lungomare e il porto, vediamo i molti bar e ristoranti all’aperto, poi finalmente torniamo in albergo.

Acquistiamo due biglietti di libera circolazione per 3 giorni a 15,20 euro a testa e ci dirigiamo a piazza Catalunya, dove ci rechiamo all’ente del per turismo procurarci materiale turistico (non molto fornito) e una dettagliata carta di tutti i trasporti (costo 1 euro) molto comoda.

Il bus 24 ci porta al Park Guell, l’ingresso è gratis. Entriamo dalla porta principale e ci appare uno spettacolo meraviglioso per stile e colori: vediamo subito le due grandi scalinate, con il famoso drago e fontane (asciutte) nel mezzo, più in alto lo stemma della catalogna; è tutta una festa di colori difficile da descrivere, figure di animali fantastici ricoperti di “trencadis” ( frammenti di ceramica e maiolica colorata che creano superfici brillanti e multicolori) si alternano a 86 colonne di tipo dorico che formano il salone ipostilo e sostengono una grande terrazza semicircolare, ornata da una balaustra ondulata con bordi e sedili di mosaici colorati.

Non bisogna lasciarsi ingannare da queste architetture che sembrano tratte da un cartone animato, poichè hanno significati storici e simbolici; da non perdere le colonne scolpite a tronco d’albero che sostengono il viadotto.

Ritorniamo verso il mare, arrivando a Drassanes in piazza del Portal de la Pau dove domina il monumento a Cristoforo Colombo, che campeggia su una colonna alta circa 60 metri dotata di ascensore per vedere il panorama. Davanti a noi si trova Port Vell, elegante porto turistico, che osserviamo camminando su una passerella, la Rambla del mar; raggiungiamo quindi il Maremagnum, un elegante centro commerciale costruito sul mare. Tra i vari ristoranti presenti scegliamo di andare al Fressco, un self service a prezzo fisso di 9 euro, compreso vino e caffè, dove si può prendere tutto quello che si vuole; moltissime le insalate e le verdure, ma ci sono anche 3 tipi di pasta, carne e pesce. Non è alta cucina, ma la scelta, tenuto conto della giornata molto calda, ci soddisfa.

Nel pomeriggio andiamo alla Sagrada Familia, il monumento più noto di Barcellona, in costruzione da tempo immemorabile su progetto di Gaudì.

La visitiamo attentamente all’esterno per coglierne l’aspetto grandioso: la chiesa si compone di tre facciate (soltanto quella della Natività è stata curata direttamente da Gaudì), ha torri alte più di 100 metri, è in stile neogotico ed è finemente decorata, anche se non è sempre facile vedere i dettagli a occhio nudo. L’ingresso è a pagamento, decido di aspettare fuori mentre Rita entra. All’uscita dice che l’interno è un grande cantiere, ma quello che si vede compete con la facciata.

Ci spostiamo all’ospedale de la Santa Creu i San Pau, ritenuto uno dei capolavori del modernismo e di Domenech i Montaner. L’ospedale si compone di una serie di edifici che si affacciano su di un grande giardino; le facciate in mattoni rossi hanno le tipiche decorazioni a mosaico di pietra e maiolica colorata, in particolare abbiamo trovato interessanti i mosaici raffiguranti la storia degli ospedali.

Alla sera andiamo al Passeig de Gracia, per vedere gli edifici del modernismo illuminati. Il passeig è un viale alberato rettilineo, non molto lungo ma davvero elegante, sul tipo dei boulevard francesi e corsi italiani; abbastanza frequentato la sera, credo possa definirsi la vetrina degli stili architettonici di Barcellona e del modernismo.

Ci soffermiamo in particolare nel tratto noto come “la Manzana de la Discordia”, una zona con tre famosi edifici, il più suggestivo dei quali è la Casa Battlò di Gaudì, la cui facciata pare tratta da un film dell’orrore con i suoi balconi raffiguranti mostri; nei giorni successivi visiterò anche l’interno (ingresso piuttosto caro), notevole il cortile con facciate ricoperte di trencadis di colore azzurro e il terrazzo dell’ultimo piano con caratteristici camini e decorazioni multicolori tipo parc Guell (di cui riprende il tema di San Jordi e il drago); peccato che all’interno non si possano fare foto.

La Casa Ametller sembra uno dei tipici edifici di Amsterdam, in particolare è bellissimo il balcone del primo piano con decorazioni in ferro, nella parte alta invece si trovano delle finestre molto belle, che sono disegnate per rappresentare la lettera A.

La Casa Millà (la Pedrera) è un'opera molto discussa di cui apprezziamo le forme ondulate e le decorazioni in ferro a forma di vegetali dei balconi; l’edificio è molto grande e largo, angolare, ed è alto circa 6 piani.

Facciamo una passeggiata sul lungomare, dove apprezziamo le moderne sculture, poi andiamo alla Fundaciò Joan Mirò, sulla collina di Montjuic, la raggiungiamo facilmente dopo un breve tratto di funicolare che si prende alla stessa fermata della metro.

L’esposizione è all’interno di un edificio bianco, appositamente costruito in un parco, e le opere sono esposte parte all’interno (no foto) e parte all’esterno in ampi spazi separati l’uno dall’altro (qui si possono fare foto); l'ingresso è a pagamento.

L’esposizione contiene una raccolta completa dell’arte di Mirò e opere di altri celebri artisti dell’epoca, che facevano parte della collezione del grande artista; nello spazio espositivo all’aperto si trovano opere con fantastici colori che la giornata di sole contribuisce a rendere ancora più vivi. E' una festa per gli occhi, per gli amanti di Mirò è da non perdere.

Al ritorno facciamo tappa in Plaça de Espanya, con una monumentale fontana, e notiamo l’arena dove si svolgevano le corride e il Palau d’Espanya, nelle vicinanze del quale si trova la famosa fontana magica.

Nel pomeriggio percorriamo in lungo e in largo tutto il Passeig, completando la visita dei palazzi del modernismo visti la sera. In particolare notiamo Casa Lleo Morera del Montaner, di stile più classico, e la Casa Fuser, sede di un albergo.

Raggiungiamo quindi la cattedrale (la Seu). L'interno è a tre navate molto grandi e le cappelle laterali sono in stile barocco; in una è esposto il celebre Cristo di Lepanto, a forma di S scolpito in legno, mentre nella cripta si trova il sarcofago in marmo scolpito di Santa Eulalia. Interessante il chiostro gotico con la famosa fontana delle oche, che ha una scultura raffigurante S. Giorgio, e la pavimentazione con lapidi sepolcrali.

Dopo cena andiamo a vedere le chiese più famose che ci avevano detto essere illuminate, ma il giro notturno inutile è perché sono rigorosamente al buio.

Mercoledì 7 ottobre: anche oggi il sole illumina il nostro vagabondaggio, l'abbigliamento è pertanto estivo.

Passeggiamo sulla rambla e notiamo sulla pavimentazione il famoso mosaico di Mirò, quindi visitiamo il caratteristico e colorato mercato coperto della Boqueria. Plaça Reial, in stile ottocentesco, ci accoglie con le sue palme, con i suoi lampioni a forma di albero progettati in gioventù da Gaudì e con i portici invasi da tavolini di bar e ristoranti, mentre al centro della piazza si trova la fontana delle Tre grazie. Ci dirigiamo poi alla Rambla del Raval per vedere El Gat, un enorme gatto in bronzo di Botero (alto più di 2 metri), poi al Palau Guell di Gaudì, che visitiamo solo dall’esterno, notando gli ingressi a parabola e le decorazioni in ferro battuto.

Raggiungiamo poi la Chiesa romanica di Sant Pau del Camp, uno dei più antichi monumenti della città, la cui costruzione risale intorno all’anno 1000; entriamo dall’antico portale e osserviamo l’interno della chiesa in pietra, praticamente spoglio. Interessante è il chiostro di stile moresco, dove si trova anche una piccola esposizione dei reperti provenienti dagli scavi, l’ingresso è a pagamento (mi pare 3 euro) ma ne vale la pena.

Nel primo pomeriggio prendiamo il battello per fare il giro del porto in modo da avere una visione più completa delle opere eseguite, in particolare delle torri gemelle.

Ritorno al Barrio Gotico per fare una passeggiata senza meta, in tutta tranquillità e fare qualche acquisto di souvenir, mentre Rita va a vedere il Museu Maritim.

Il museo è allestito negli antichi cantieri navali della flotta (Drassanes Reials), uno degli edifici gotici più maestosi conservati in Europa. All’interno si rimane colpiti dall’enorme spazio che queste navate creano e sembra quasi di essere in una cattedrale. Il museo ripercorre tutta la storia della navigazione (mappe, ricostruzioni di imbarcazioni, ecc.) ed espone anche il primo sottomarino del mondo; all'uscita si trova una simpatica caffetteria ristorante con veranda sul Jardì del Rei.

Poi Rita va in spiaggia a fare un bagno in mare.

Giovedì 8 Ottobre: ultimo giro sulla Rambla, poi alla Bouqueria, quindi andiamo a visitare la Plaça del Rei, bellissima piazza medievale fatta di imponenti ed impressionanti palazzi costruiti dal XIV al XVI secolo.

Poi nel pomeriggio partenza per Torino.

Ferny Forner

Rita ed io partiamo da Torino con Ryanair (40 euro a/r in due omnia), quindi prendiamo il bus fino a Barcellona (42 euro a/r in due), arriviamo al terminal (Arc de Triomf) e infine all’albergo, facendo il biglietto T10 a euro 7,70 per 10 corse utilizzabile anche in due. Fa molto caldo, circa 28-30°

L’hotel Front Maritim è una costruzione moderna, trovato via internet su indicazione reperita in un racconto di viaggio, camera grande, fronte mare, bagno completo e spazioso (con bidet), televisore con canali in lingua spagnola, no wifi (però ci si può collegare con il cavo), due postazioni nella hall, ma affollate e lente, ristorante e centro benessere, il tutto per 80 euro a notte, metro a 500 metri circa (Stazione Selva del mar) alcune linee di bus passano più vicine.

Nel pomeriggio iniziamo la visita con la parte gotica di Barcellona, che per la Spagna ha la stessa importanza che hanno Granada, Siviglia e Cordova per l’arte moresca.

Andiamo alla Chiesa di Santa Maria del Mar, in stile gotico catalano, che è ritenuta la più bella di tutta la Spagna; costruita nei XIV secolo, ha una facciata con sculture e capitelli che rappresentano le corporazioni che promossero la costruzione e due torri ottagonali, di cui solo una è originale. L’interno è piuttosto spoglio, con massicce colonne molto distanziate fra loro che sostengono le tre navate, il rosone gotico e le vetrate; interessante anche la piccola piazza antistante.

Lasciamo la chiesa e andiamo verso il museo Picasso, passando attraverso le stradine del Born e il carrer de Montcada, che nel medioevo era la strada più importante della città; i tipici Palau medievali sono oggi sedi di importanti istituzioni culturali, come la Fondazione Maeght (al n. 25) e il museo Picasso. Da notare che la strada è molto stretta ed è difficoltoso vedere i palazzi, rinunciamo al museo per la lunghezza della coda.

Ci avviamo quindi verso la chiesa di Santa Maria del Pi, è aperta ma coperta quasi interamente da ponteggi sia dentro che fuori, non si vede praticamente niente.

Passando per la via Laietana ci imbattiamo nel Palau della Musica Catalana, uno dei capolavori dell’architettura modernista progettato da Domenech ì Montaner; ne ammiriamo la facciata decorata con mattoni rossi e colonne con mosaici molto colorati, con i busti di grandi compositori. Purtroppo è tardi per la visita all’interno e non vi sono posti liberi per il concerto sinfonico della sera.

Gironzoliamo quindi per le caratteristiche e strette strade del Barrio gotico, poi andiamo a cenare al Mercante di Venezia, ristorante con cucina italiana di livello medio e stile classico; il prezzo di 20 euro a testa, vino e caffè compresi, ci soddisfa.

Passando sul lungomare e il porto, vediamo i molti bar e ristoranti all’aperto, poi finalmente torniamo in albergo.

Acquistiamo due biglietti di libera circolazione per 3 giorni a 15,20 euro a testa e ci dirigiamo a piazza Catalunya, dove ci rechiamo all’ente del per turismo procurarci materiale turistico (non molto fornito) e una dettagliata carta di tutti i trasporti (costo 1 euro) molto comoda.

Il bus 24 ci porta al Park Guell, l’ingresso è gratis. Entriamo dalla porta principale e ci appare uno spettacolo meraviglioso per stile e colori: vediamo subito le due grandi scalinate, con il famoso drago e fontane (asciutte) nel mezzo, più in alto lo stemma della catalogna; è tutta una festa di colori difficile da descrivere, figure di animali fantastici ricoperti di “trencadis” ( frammenti di ceramica e maiolica colorata che creano superfici brillanti e multicolori) si alternano a 86 colonne di tipo dorico che formano il salone ipostilo e sostengono una grande terrazza semicircolare, ornata da una balaustra ondulata con bordi e sedili di mosaici colorati.

Non bisogna lasciarsi ingannare da queste architetture che sembrano tratte da un cartone animato, poichè hanno significati storici e simbolici; da non perdere le colonne scolpite a tronco d’albero che sostengono il viadotto.

Ritorniamo verso il mare, arrivando a Drassanes in piazza del Portal de la Pau dove domina il monumento a Cristoforo Colombo, che campeggia su una colonna alta circa 60 metri dotata di ascensore per vedere il panorama. Davanti a noi si trova Port Vell, elegante porto turistico, che osserviamo camminando su una passerella, la Rambla del mar; raggiungiamo quindi il Maremagnum, un elegante centro commerciale costruito sul mare. Tra i vari ristoranti presenti scegliamo di andare al Fressco, un self service a prezzo fisso di 9 euro, compreso vino e caffè, dove si può prendere tutto quello che si vuole; moltissime le insalate e le verdure, ma ci sono anche 3 tipi di pasta, carne e pesce. Non è alta cucina, ma la scelta, tenuto conto della giornata molto calda, ci soddisfa.

Nel pomeriggio andiamo alla Sagrada Familia, il monumento più noto di Barcellona, in costruzione da tempo immemorabile su progetto di Gaudì.

La visitiamo attentamente all’esterno per coglierne l’aspetto grandioso: la chiesa si compone di tre facciate (soltanto quella della Natività è stata curata direttamente da Gaudì), ha torri alte più di 100 metri, è in stile neogotico ed è finemente decorata, anche se non è sempre facile vedere i dettagli a occhio nudo. L’ingresso è a pagamento, decido di aspettare fuori mentre Rita entra. All’uscita dice che l’interno è un grande cantiere, ma quello che si vede compete con la facciata.

Ci spostiamo all’ospedale de la Santa Creu i San Pau, ritenuto uno dei capolavori del modernismo e di Domenech i Montaner. L’ospedale si compone di una serie di edifici che si affacciano su di un grande giardino; le facciate in mattoni rossi hanno le tipiche decorazioni a mosaico di pietra e maiolica colorata, in particolare abbiamo trovato interessanti i mosaici raffiguranti la storia degli ospedali.

Alla sera andiamo al Passeig de Gracia, per vedere gli edifici del modernismo illuminati. Il passeig è un viale alberato rettilineo, non molto lungo ma davvero elegante, sul tipo dei boulevard francesi e corsi italiani; abbastanza frequentato la sera, credo possa definirsi la vetrina degli stili architettonici di Barcellona e del modernismo.

Ci soffermiamo in particolare nel tratto noto come “la Manzana de la Discordia”, una zona con tre famosi edifici, il più suggestivo dei quali è la Casa Battlò di Gaudì, la cui facciata pare tratta da un film dell’orrore con i suoi balconi raffiguranti mostri; nei giorni successivi visiterò anche l’interno (ingresso piuttosto caro), notevole il cortile con facciate ricoperte di trencadis di colore azzurro e il terrazzo dell’ultimo piano con caratteristici camini e decorazioni multicolori tipo parc Guell (di cui riprende il tema di San Jordi e il drago); peccato che all’interno non si possano fare foto.

La Casa Ametller sembra uno dei tipici edifici di Amsterdam, in particolare è bellissimo il balcone del primo piano con decorazioni in ferro, nella parte alta invece si trovano delle finestre molto belle, che sono disegnate per rappresentare la lettera A.

La Casa Millà (la Pedrera) è un'opera molto discussa di cui apprezziamo le forme ondulate e le decorazioni in ferro a forma di vegetali dei balconi; l’edificio è molto grande e largo, angolare, ed è alto circa 6 piani.

Facciamo una passeggiata sul lungomare, dove apprezziamo le moderne sculture, poi andiamo alla Fundaciò Joan Mirò, sulla collina di Montjuic, la raggiungiamo facilmente dopo un breve tratto di funicolare che si prende alla stessa fermata della metro.

L’esposizione è all’interno di un edificio bianco, appositamente costruito in un parco, e le opere sono esposte parte all’interno (no foto) e parte all’esterno in ampi spazi separati l’uno dall’altro (qui si possono fare foto); l'ingresso è a pagamento.

L’esposizione contiene una raccolta completa dell’arte di Mirò e opere di altri celebri artisti dell’epoca, che facevano parte della collezione del grande artista; nello spazio espositivo all’aperto si trovano opere con fantastici colori che la giornata di sole contribuisce a rendere ancora più vivi. E' una festa per gli occhi, per gli amanti di Mirò è da non perdere.

Al ritorno facciamo tappa in Plaça de Espanya, con una monumentale fontana, e notiamo l’arena dove si svolgevano le corride e il Palau d’Espanya, nelle vicinanze del quale si trova la famosa fontana magica.

Nel pomeriggio percorriamo in lungo e in largo tutto il Passeig, completando la visita dei palazzi del modernismo visti la sera. In particolare notiamo Casa Lleo Morera del Montaner, di stile più classico, e la Casa Fuser, sede di un albergo.

Raggiungiamo quindi la cattedrale (la Seu). L'interno è a tre navate molto grandi e le cappelle laterali sono in stile barocco; in una è esposto il celebre Cristo di Lepanto, a forma di S scolpito in legno, mentre nella cripta si trova il sarcofago in marmo scolpito di Santa Eulalia. Interessante il chiostro gotico con la famosa fontana delle oche, che ha una scultura raffigurante S. Giorgio, e la pavimentazione con lapidi sepolcrali.

Dopo cena andiamo a vedere le chiese più famose che ci avevano detto essere illuminate, ma il giro notturno inutile è perché sono rigorosamente al buio.

Mercoledì 7 ottobre: anche oggi il sole illumina il nostro vagabondaggio, l'abbigliamento è pertanto estivo.

Passeggiamo sulla rambla e notiamo sulla pavimentazione il famoso mosaico di Mirò, quindi visitiamo il caratteristico e colorato mercato coperto della Boqueria. Plaça Reial, in stile ottocentesco, ci accoglie con le sue palme, con i suoi lampioni a forma di albero progettati in gioventù da Gaudì e con i portici invasi da tavolini di bar e ristoranti, mentre al centro della piazza si trova la fontana delle Tre grazie. Ci dirigiamo poi alla Rambla del Raval per vedere El Gat, un enorme gatto in bronzo di Botero (alto più di 2 metri), poi al Palau Guell di Gaudì, che visitiamo solo dall’esterno, notando gli ingressi a parabola e le decorazioni in ferro battuto.

Raggiungiamo poi la Chiesa romanica di Sant Pau del Camp, uno dei più antichi monumenti della città, la cui costruzione risale intorno all’anno 1000; entriamo dall’antico portale e osserviamo l’interno della chiesa in pietra, praticamente spoglio. Interessante è il chiostro di stile moresco, dove si trova anche una piccola esposizione dei reperti provenienti dagli scavi, l’ingresso è a pagamento (mi pare 3 euro) ma ne vale la pena.

Nel primo pomeriggio prendiamo il battello per fare il giro del porto in modo da avere una visione più completa delle opere eseguite, in particolare delle torri gemelle.

Ritorno al Barrio Gotico per fare una passeggiata senza meta, in tutta tranquillità e fare qualche acquisto di souvenir, mentre Rita va a vedere il Museu Maritim.

Il museo è allestito negli antichi cantieri navali della flotta (Drassanes Reials), uno degli edifici gotici più maestosi conservati in Europa. All’interno si rimane colpiti dall’enorme spazio che queste navate creano e sembra quasi di essere in una cattedrale. Il museo ripercorre tutta la storia della navigazione (mappe, ricostruzioni di imbarcazioni, ecc.) ed espone anche il primo sottomarino del mondo; all'uscita si trova una simpatica caffetteria ristorante con veranda sul Jardì del Rei.

Poi Rita va in spiaggia a fare un bagno in mare.

Giovedì 8 Ottobre: ultimo giro sulla Rambla, poi alla Bouqueria, quindi andiamo a visitare la Plaça del Rei, bellissima piazza medievale fatta di imponenti ed impressionanti palazzi costruiti dal XIV al XVI secolo.

Poi nel pomeriggio partenza per Torino.

Ferny Forner

Rita ed io partiamo da Torino con Ryanair (40 euro a/r in due omnia), quindi prendiamo il bus fino a Barcellona (42 euro a/r in due), arriviamo al terminal (Arc de Triomf) e infine all’albergo, facendo il biglietto T10 a euro 7,70 per 10 corse utilizzabile anche in due. Fa molto caldo, circa 28-30°

L’hotel Front Maritim è una costruzione moderna, trovato via internet su indicazione reperita in un racconto di viaggio, camera grande, fronte mare, bagno completo e spazioso (con bidet), televisore con canali in lingua spagnola, no wifi (però ci si può collegare con il cavo), due postazioni nella hall, ma affollate e lente, ristorante e centro benessere, il tutto per 80 euro a notte, metro a 500 metri circa (Stazione Selva del mar) alcune linee di bus passano più vicine.

Nel pomeriggio iniziamo la visita con la parte gotica di Barcellona, che per la Spagna ha la stessa importanza che hanno Granada, Siviglia e Cordova per l’arte moresca.

Andiamo alla Chiesa di Santa Maria del Mar, in stile gotico catalano, che è ritenuta la più bella di tutta la Spagna; costruita nei XIV secolo, ha una facciata con sculture e capitelli che rappresentano le corporazioni che promossero la costruzione e due torri ottagonali, di cui solo una è originale. L’interno è piuttosto spoglio, con massicce colonne molto distanziate fra loro che sostengono le tre navate, il rosone gotico e le vetrate; interessante anche la piccola piazza antistante.

Lasciamo la chiesa e andiamo verso il museo Picasso, passando attraverso le stradine del Born e il carrer de Montcada, che nel medioevo era la strada più importante della città; i tipici Palau medievali sono oggi sedi di importanti istituzioni culturali, come la Fondazione Maeght (al n. 25) e il museo Picasso. Da notare che la strada è molto stretta ed è difficoltoso vedere i palazzi, rinunciamo al museo per la lunghezza della coda.

Ci avviamo quindi verso la chiesa di Santa Maria del Pi, è aperta ma coperta quasi interamente da ponteggi sia dentro che fuori, non si vede praticamente niente.

Passando per la via Laietana ci imbattiamo nel Palau della Musica Catalana, uno dei capolavori dell’architettura modernista progettato da Domenech ì Montaner; ne ammiriamo la facciata decorata con mattoni rossi e colonne con mosaici molto colorati, con i busti di grandi compositori. Purtroppo è tardi per la visita all’interno e non vi sono posti liberi per il concerto sinfonico della sera.

Gironzoliamo quindi per le caratteristiche e strette strade del Barrio gotico, poi andiamo a cenare al Mercante di Venezia, ristorante con cucina italiana di livello medio e stile classico; il prezzo di 20 euro a testa, vino e caffè compresi, ci soddisfa.

Passando sul lungomare e il porto, vediamo i molti bar e ristoranti all’aperto, poi finalmente torniamo in albergo.

Acquistiamo due biglietti di libera circolazione per 3 giorni a 15,20 euro a testa e ci dirigiamo a piazza Catalunya, dove ci rechiamo all’ente del per turismo procurarci materiale turistico (non molto fornito) e una dettagliata carta di tutti i trasporti (costo 1 euro) molto comoda.

Il bus 24 ci porta al Park Guell, l’ingresso è gratis. Entriamo dalla porta principale e ci appare uno spettacolo meraviglioso per stile e colori: vediamo subito le due grandi scalinate, con il famoso drago e fontane (asciutte) nel mezzo, più in alto lo stemma della catalogna; è tutta una festa di colori difficile da descrivere, figure di animali fantastici ricoperti di “trencadis” ( frammenti di ceramica e maiolica colorata che creano superfici brillanti e multicolori) si alternano a 86 colonne di tipo dorico che formano il salone ipostilo e sostengono una grande terrazza semicircolare, ornata da una balaustra ondulata con bordi e sedili di mosaici colorati.

Non bisogna lasciarsi ingannare da queste architetture che sembrano tratte da un cartone animato, poichè hanno significati storici e simbolici; da non perdere le colonne scolpite a tronco d’albero che sostengono il viadotto.

Ritorniamo verso il mare, arrivando a Drassanes in piazza del Portal de la Pau dove domina il monumento a Cristoforo Colombo, che campeggia su una colonna alta circa 60 metri dotata di ascensore per vedere il panorama. Davanti a noi si trova Port Vell, elegante porto turistico, che osserviamo camminando su una passerella, la Rambla del mar; raggiungiamo quindi il Maremagnum, un elegante centro commerciale costruito sul mare. Tra i vari ristoranti presenti scegliamo di andare al Fressco, un self service a prezzo fisso di 9 euro, compreso vino e caffè, dove si può prendere tutto quello che si vuole; moltissime le insalate e le verdure, ma ci sono anche 3 tipi di pasta, carne e pesce. Non è alta cucina, ma la scelta, tenuto conto della giornata molto calda, ci soddisfa.

Nel pomeriggio andiamo alla Sagrada Familia, il monumento più noto di Barcellona, in costruzione da tempo immemorabile su progetto di Gaudì.

La visitiamo attentamente all’esterno per coglierne l’aspetto grandioso: la chiesa si compone di tre facciate (soltanto quella della Natività è stata curata direttamente da Gaudì), ha torri alte più di 100 metri, è in stile neogotico ed è finemente decorata, anche se non è sempre facile vedere i dettagli a occhio nudo. L’ingresso è a pagamento, decido di aspettare fuori mentre Rita entra. All’uscita dice che l’interno è un grande cantiere, ma quello che si vede compete con la facciata.

Ci spostiamo all’ospedale de la Santa Creu i San Pau, ritenuto uno dei capolavori del modernismo e di Domenech i Montaner. L’ospedale si compone di una serie di edifici che si affacciano su di un grande giardino; le facciate in mattoni rossi hanno le tipiche decorazioni a mosaico di pietra e maiolica colorata, in particolare abbiamo trovato interessanti i mosaici raffiguranti la storia degli ospedali.

Alla sera andiamo al Passeig de Gracia, per vedere gli edifici del modernismo illuminati. Il passeig è un viale alberato rettilineo, non molto lungo ma davvero elegante, sul tipo dei boulevard francesi e corsi italiani; abbastanza frequentato la sera, credo possa definirsi la vetrina degli stili architettonici di Barcellona e del modernismo.

Ci soffermiamo in particolare nel tratto noto come “la Manzana de la Discordia”, una zona con tre famosi edifici, il più suggestivo dei quali è la Casa Battlò di Gaudì, la cui facciata pare tratta da un film dell’orrore con i suoi balconi raffiguranti mostri; nei giorni successivi visiterò anche l’interno (ingresso piuttosto caro), notevole il cortile con facciate ricoperte di trencadis di colore azzurro e il terrazzo dell’ultimo piano con caratteristici camini e decorazioni multicolori tipo parc Guell (di cui riprende il tema di San Jordi e il drago); peccato che all’interno non si possano fare foto.

La Casa Ametller sembra uno dei tipici edifici di Amsterdam, in particolare è bellissimo il balcone del primo piano con decorazioni in ferro, nella parte alta invece si trovano delle finestre molto belle, che sono disegnate per rappresentare la lettera A.

La Casa Millà (la Pedrera) è un'opera molto discussa di cui apprezziamo le forme ondulate e le decorazioni in ferro a forma di vegetali dei balconi; l’edificio è molto grande e largo, angolare, ed è alto circa 6 piani.

Facciamo una passeggiata sul lungomare, dove apprezziamo le moderne sculture, poi andiamo alla Fundaciò Joan Mirò, sulla collina di Montjuic, la raggiungiamo facilmente dopo un breve tratto di funicolare che si prende alla stessa fermata della metro.

L’esposizione è all’interno di un edificio bianco, appositamente costruito in un parco, e le opere sono esposte parte all’interno (no foto) e parte all’esterno in ampi spazi separati l’uno dall’altro (qui si possono fare foto); l'ingresso è a pagamento.

L’esposizione contiene una raccolta completa dell’arte di Mirò e opere di altri celebri artisti dell’epoca, che facevano parte della collezione del grande artista; nello spazio espositivo all’aperto si trovano opere con fantastici colori che la giornata di sole contribuisce a rendere ancora più vivi. E' una festa per gli occhi, per gli amanti di Mirò è da non perdere.

Al ritorno facciamo tappa in Plaça de Espanya, con una monumentale fontana, e notiamo l’arena dove si svolgevano le corride e il Palau d’Espanya, nelle vicinanze del quale si trova la famosa fontana magica.

Nel pomeriggio percorriamo in lungo e in largo tutto il Passeig, completando la visita dei palazzi del modernismo visti la sera. In particolare notiamo Casa Lleo Morera del Montaner, di stile più classico, e la Casa Fuser, sede di un albergo.

Raggiungiamo quindi la cattedrale (la Seu). L'interno è a tre navate molto grandi e le cappelle laterali sono in stile barocco; in una è esposto il celebre Cristo di Lepanto, a forma di S scolpito in legno, mentre nella cripta si trova il sarcofago in marmo scolpito di Santa Eulalia. Interessante il chiostro gotico con la famosa fontana delle oche, che ha una scultura raffigurante S. Giorgio, e la pavimentazione con lapidi sepolcrali.

Dopo cena andiamo a vedere le chiese più famose che ci avevano detto essere illuminate, ma il giro notturno inutile è perché sono rigorosamente al buio.

Mercoledì 7 ottobre: anche oggi il sole illumina il nostro vagabondaggio, l'abbigliamento è pertanto estivo.

Passeggiamo sulla rambla e notiamo sulla pavimentazione il famoso mosaico di Mirò, quindi visitiamo il caratteristico e colorato mercato coperto della Boqueria. Plaça Reial, in stile ottocentesco, ci accoglie con le sue palme, con i suoi lampioni a forma di albero progettati in gioventù da Gaudì e con i portici invasi da tavolini di bar e ristoranti, mentre al centro della piazza si trova la fontana delle Tre grazie. Ci dirigiamo poi alla Rambla del Raval per vedere El Gat, un enorme gatto in bronzo di Botero (alto più di 2 metri), poi al Palau Guell di Gaudì, che visitiamo solo dall’esterno, notando gli ingressi a parabola e le decorazioni in ferro battuto.

Raggiungiamo poi la Chiesa romanica di Sant Pau del Camp, uno dei più antichi monumenti della città, la cui costruzione risale intorno all’anno 1000; entriamo dall’antico portale e osserviamo l’interno della chiesa in pietra, praticamente spoglio. Interessante è il chiostro di stile moresco, dove si trova anche una piccola esposizione dei reperti provenienti dagli scavi, l’ingresso è a pagamento (mi pare 3 euro) ma ne vale la pena.

Nel primo pomeriggio prendiamo il battello per fare il giro del porto in modo da avere una visione più completa delle opere eseguite, in particolare delle torri gemelle.

Ritorno al Barrio Gotico per fare una passeggiata senza meta, in tutta tranquillità e fare qualche acquisto di souvenir, mentre Rita va a vedere il Museu Maritim.

Il museo è allestito negli antichi cantieri navali della flotta (Drassanes Reials), uno degli edifici gotici più maestosi conservati in Europa. All’interno si rimane colpiti dall’enorme spazio che queste navate creano e sembra quasi di essere in una cattedrale. Il museo ripercorre tutta la storia della navigazione (mappe, ricostruzioni di imbarcazioni, ecc.) ed espone anche il primo sottomarino del mondo; all'uscita si trova una simpatica caffetteria ristorante con veranda sul Jardì del Rei.

Poi Rita va in spiaggia a fare un bagno in mare.

Giovedì 8 Ottobre: ultimo giro sulla Rambla, poi alla Bouqueria, quindi andiamo a visitare la Plaça del Rei, bellissima piazza medievale fatta di imponenti ed impressionanti palazzi costruiti dal XIV al XVI secolo.

Poi nel pomeriggio partenza per Torino.

Ferny Forner

Rita ed io partiamo da Torino con Ryanair (40 euro a/r in due omnia), quindi prendiamo il bus fino a Barcellona (42 euro a/r in due), arriviamo al terminal (Arc de Triomf) e infine all’albergo, facendo il biglietto T10 a euro 7,70 per 10 corse utilizzabile anche in due. Fa molto caldo, circa 28-30°

L’hotel Front Maritim è una costruzione moderna, trovato via internet su indicazione reperita in un racconto di viaggio, camera grande, fronte mare, bagno completo e spazioso (con bidet), televisore con canali in lingua spagnola, no wifi (però ci si può collegare con il cavo), due postazioni nella hall, ma affollate e lente, ristorante e centro benessere, il tutto per 80 euro a notte, metro a 500 metri circa (Stazione Selva del mar) alcune linee di bus passano più vicine.

Nel pomeriggio iniziamo la visita con la parte gotica di Barcellona, che per la Spagna ha la stessa importanza che hanno Granada, Siviglia e Cordova per l’arte moresca.

Andiamo alla Chiesa di Santa Maria del Mar, in stile gotico catalano, che è ritenuta la più bella di tutta la Spagna; costruita nei XIV secolo, ha una facciata con sculture e capitelli che rappresentano le corporazioni che promossero la costruzione e due torri ottagonali, di cui solo una è originale. L’interno è piuttosto spoglio, con massicce colonne molto distanziate fra loro che sostengono le tre navate, il rosone gotico e le vetrate; interessante anche la piccola piazza antistante.

Lasciamo la chiesa e andiamo verso il museo Picasso, passando attraverso le stradine del Born e il carrer de Montcada, che nel medioevo era la strada più importante della città; i tipici Palau medievali sono oggi sedi di importanti istituzioni culturali, come la Fondazione Maeght (al n. 25) e il museo Picasso. Da notare che la strada è molto stretta ed è difficoltoso vedere i palazzi, rinunciamo al museo per la lunghezza della coda.

Ci avviamo quindi verso la chiesa di Santa Maria del Pi, è aperta ma coperta quasi interamente da ponteggi sia dentro che fuori, non si vede praticamente niente.

Passando per la via Laietana ci imbattiamo nel Palau della Musica Catalana, uno dei capolavori dell’architettura modernista progettato da Domenech ì Montaner; ne ammiriamo la facciata decorata con mattoni rossi e colonne con mosaici molto colorati, con i busti di grandi compositori. Purtroppo è tardi per la visita all’interno e non vi sono posti liberi per il concerto sinfonico della sera.

Gironzoliamo quindi per le caratteristiche e strette strade del Barrio gotico, poi andiamo a cenare al Mercante di Venezia, ristorante con cucina italiana di livello medio e stile classico; il prezzo di 20 euro a testa, vino e caffè compresi, ci soddisfa.

Passando sul lungomare e il porto, vediamo i molti bar e ristoranti all’aperto, poi finalmente torniamo in albergo.

Acquistiamo due biglietti di libera circolazione per 3 giorni a 15,20 euro a testa e ci dirigiamo a piazza Catalunya, dove ci rechiamo all’ente del per turismo procurarci materiale turistico (non molto fornito) e una dettagliata carta di tutti i trasporti (costo 1 euro) molto comoda.

Il bus 24 ci porta al Park Guell, l’ingresso è gratis. Entriamo dalla porta principale e ci appare uno spettacolo meraviglioso per stile e colori: vediamo subito le due grandi scalinate, con il famoso drago e fontane (asciutte) nel mezzo, più in alto lo stemma della catalogna; è tutta una festa di colori difficile da descrivere, figure di animali fantastici ricoperti di “trencadis” ( frammenti di ceramica e maiolica colorata che creano superfici brillanti e multicolori) si alternano a 86 colonne di tipo dorico che formano il salone ipostilo e sostengono una grande terrazza semicircolare, ornata da una balaustra ondulata con bordi e sedili di mosaici colorati.

Non bisogna lasciarsi ingannare da queste architetture che sembrano tratte da un cartone animato, poichè hanno significati storici e simbolici; da non perdere le colonne scolpite a tronco d’albero che sostengono il viadotto.

Ritorniamo verso il mare, arrivando a Drassanes in piazza del Portal de la Pau dove domina il monumento a Cristoforo Colombo, che campeggia su una colonna alta circa 60 metri dotata di ascensore per vedere il panorama. Davanti a noi si trova Port Vell, elegante porto turistico, che osserviamo camminando su una passerella, la Rambla del mar; raggiungiamo quindi il Maremagnum, un elegante centro commerciale costruito sul mare. Tra i vari ristoranti presenti scegliamo di andare al Fressco, un self service a prezzo fisso di 9 euro, compreso vino e caffè, dove si può prendere tutto quello che si vuole; moltissime le insalate e le verdure, ma ci sono anche 3 tipi di pasta, carne e pesce. Non è alta cucina, ma la scelta, tenuto conto della giornata molto calda, ci soddisfa.

Nel pomeriggio andiamo alla Sagrada Familia, il monumento più noto di Barcellona, in costruzione da tempo immemorabile su progetto di Gaudì.

La visitiamo attentamente all’esterno per coglierne l’aspetto grandioso: la chiesa si compone di tre facciate (soltanto quella della Natività è stata curata direttamente da Gaudì), ha torri alte più di 100 metri, è in stile neogotico ed è finemente decorata, anche se non è sempre facile vedere i dettagli a occhio nudo. L’ingresso è a pagamento, decido di aspettare fuori mentre Rita entra. All’uscita dice che l’interno è un grande cantiere, ma quello che si vede compete con la facciata.

Ci spostiamo all’ospedale de la Santa Creu i San Pau, ritenuto uno dei capolavori del modernismo e di Domenech i Montaner. L’ospedale si compone di una serie di edifici che si affacciano su di un grande giardino; le facciate in mattoni rossi hanno le tipiche decorazioni a mosaico di pietra e maiolica colorata, in particolare abbiamo trovato interessanti i mosaici raffiguranti la storia degli ospedali.

Alla sera andiamo al Passeig de Gracia, per vedere gli edifici del modernismo illuminati. Il passeig è un viale alberato rettilineo, non molto lungo ma davvero elegante, sul tipo dei boulevard francesi e corsi italiani; abbastanza frequentato la sera, credo possa definirsi la vetrina degli stili architettonici di Barcellona e del modernismo.

Ci soffermiamo in particolare nel tratto noto come “la Manzana de la Discordia”, una zona con tre famosi edifici, il più suggestivo dei quali è la Casa Battlò di Gaudì, la cui facciata pare tratta da un film dell’orrore con i suoi balconi raffiguranti mostri; nei giorni successivi visiterò anche l’interno (ingresso piuttosto caro), notevole il cortile con facciate ricoperte di trencadis di colore azzurro e il terrazzo dell’ultimo piano con caratteristici camini e decorazioni multicolori tipo parc Guell (di cui riprende il tema di San Jordi e il drago); peccato che all’interno non si possano fare foto.

La Casa Ametller sembra uno dei tipici edifici di Amsterdam, in particolare è bellissimo il balcone del primo piano con decorazioni in ferro, nella parte alta invece si trovano delle finestre molto belle, che sono disegnate per rappresentare la lettera A.

La Casa Millà (la Pedrera) è un'opera molto discussa di cui apprezziamo le forme ondulate e le decorazioni in ferro a forma di vegetali dei balconi; l’edificio è molto grande e largo, angolare, ed è alto circa 6 piani.

Facciamo una passeggiata sul lungomare, dove apprezziamo le moderne sculture, poi andiamo alla Fundaciò Joan Mirò, sulla collina di Montjuic, la raggiungiamo facilmente dopo un breve tratto di funicolare che si prende alla stessa fermata della metro.

L’esposizione è all’interno di un edificio bianco, appositamente costruito in un parco, e le opere sono esposte parte all’interno (no foto) e parte all’esterno in ampi spazi separati l’uno dall’altro (qui si possono fare foto); l'ingresso è a pagamento.

L’esposizione contiene una raccolta completa dell’arte di Mirò e opere di altri celebri artisti dell’epoca, che facevano parte della collezione del grande artista; nello spazio espositivo all’aperto si trovano opere con fantastici colori che la giornata di sole contribuisce a rendere ancora più vivi. E' una festa per gli occhi, per gli amanti di Mirò è da non perdere.

Al ritorno facciamo tappa in Plaça de Espanya, con una monumentale fontana, e notiamo l’arena dove si svolgevano le corride e il Palau d’Espanya, nelle vicinanze del quale si trova la famosa fontana magica.

Nel pomeriggio percorriamo in lungo e in largo tutto il Passeig, completando la visita dei palazzi del modernismo visti la sera. In particolare notiamo Casa Lleo Morera del Montaner, di stile più classico, e la Casa Fuser, sede di un albergo.

Raggiungiamo quindi la cattedrale (la Seu). L'interno è a tre navate molto grandi e le cappelle laterali sono in stile barocco; in una è esposto il celebre Cristo di Lepanto, a forma di S scolpito in legno, mentre nella cripta si trova il sarcofago in marmo scolpito di Santa Eulalia. Interessante il chiostro gotico con la famosa fontana delle oche, che ha una scultura raffigurante S. Giorgio, e la pavimentazione con lapidi sepolcrali.

Dopo cena andiamo a vedere le chiese più famose che ci avevano detto essere illuminate, ma il giro notturno inutile è perché sono rigorosamente al buio.

Mercoledì 7 ottobre: anche oggi il sole illumina il nostro vagabondaggio, l'abbigliamento è pertanto estivo.

Passeggiamo sulla rambla e notiamo sulla pavimentazione il famoso mosaico di Mirò, quindi visitiamo il caratteristico e colorato mercato coperto della Boqueria. Plaça Reial, in stile ottocentesco, ci accoglie con le sue palme, con i suoi lampioni a forma di albero progettati in gioventù da Gaudì e con i portici invasi da tavolini di bar e ristoranti, mentre al centro della piazza si trova la fontana delle Tre grazie. Ci dirigiamo poi alla Rambla del Raval per vedere El Gat, un enorme gatto in bronzo di Botero (alto più di 2 metri), poi al Palau Guell di Gaudì, che visitiamo solo dall’esterno, notando gli ingressi a parabola e le decorazioni in ferro battuto.

Raggiungiamo poi la Chiesa romanica di Sant Pau del Camp, uno dei più antichi monumenti della città, la cui costruzione risale intorno all’anno 1000; entriamo dall’antico portale e osserviamo l’interno della chiesa in pietra, praticamente spoglio. Interessante è il chiostro di stile moresco, dove si trova anche una piccola esposizione dei reperti provenienti dagli scavi, l’ingresso è a pagamento (mi pare 3 euro) ma ne vale la pena.

Nel primo pomeriggio prendiamo il battello per fare il giro del porto in modo da avere una visione più completa delle opere eseguite, in particolare delle torri gemelle.

Ritorno al Barrio Gotico per fare una passeggiata senza meta, in tutta tranquillità e fare qualche acquisto di souvenir, mentre Rita va a vedere il Museu Maritim.

Il museo è allestito negli antichi cantieri navali della flotta (Drassanes Reials), uno degli edifici gotici più maestosi conservati in Europa. All’interno si rimane colpiti dall’enorme spazio che queste navate creano e sembra quasi di essere in una cattedrale. Il museo ripercorre tutta la storia della navigazione (mappe, ricostruzioni di imbarcazioni, ecc.) ed espone anche il primo sottomarino del mondo; all'uscita si trova una simpatica caffetteria ristorante con veranda sul Jardì del Rei.

Poi Rita va in spiaggia a fare un bagno in mare.

Giovedì 8 Ottobre: ultimo giro sulla Rambla, poi alla Bouqueria, quindi andiamo a visitare la Plaça del Rei, bellissima piazza medievale fatta di imponenti ed impressionanti palazzi costruiti dal XIV al XVI secolo.

Poi nel pomeriggio partenza per Torino.

Ferny Forner

Rita ed io partiamo da Torino con Ryanair (40 euro a/r in due omnia), quindi prendiamo il bus fino a Barcellona (42 euro a/r in due), arriviamo al terminal (Arc de Triomf) e infine all’albergo, facendo il biglietto T10 a euro 7,70 per 10 corse utilizzabile anche in due. Fa molto caldo, circa 28-30°

L’hotel Front Maritim è una costruzione moderna, trovato via internet su indicazione reperita in un racconto di viaggio, camera grande, fronte mare, bagno completo e spazioso (con bidet), televisore con canali in lingua spagnola, no wifi (però ci si può collegare con il cavo), due postazioni nella hall, ma affollate e lente, ristorante e centro benessere, il tutto per 80 euro a notte, metro a 500 metri circa (Stazione Selva del mar) alcune linee di bus passano più vicine.

Nel pomeriggio iniziamo la visita con la parte gotica di Barcellona, che per la Spagna ha la stessa importanza che hanno Granada, Siviglia e Cordova per l’arte moresca.

Andiamo alla Chiesa di Santa Maria del Mar, in stile gotico catalano, che è ritenuta la più bella di tutta la Spagna; costruita nei XIV secolo, ha una facciata con sculture e capitelli che rappresentano le corporazioni che promossero la costruzione e due torri ottagonali, di cui solo una è originale. L’interno è piuttosto spoglio, con massicce colonne molto distanziate fra loro che sostengono le tre navate, il rosone gotico e le vetrate; interessante anche la piccola piazza antistante.

Lasciamo la chiesa e andiamo verso il museo Picasso, passando attraverso le stradine del Born e il carrer de Montcada, che nel medioevo era la strada più importante della città; i tipici Palau medievali sono oggi sedi di importanti istituzioni culturali, come la Fondazione Maeght (al n. 25) e il museo Picasso. Da notare che la strada è molto stretta ed è difficoltoso vedere i palazzi, rinunciamo al museo per la lunghezza della coda.

Ci avviamo quindi verso la chiesa di Santa Maria del Pi, è aperta ma coperta quasi interamente da ponteggi sia dentro che fuori, non si vede praticamente niente.

Passando per la via Laietana ci imbattiamo nel Palau della Musica Catalana, uno dei capolavori dell’architettura modernista progettato da Domenech ì Montaner; ne ammiriamo la facciata decorata con mattoni rossi e colonne con mosaici molto colorati, con i busti di grandi compositori. Purtroppo è tardi per la visita all’interno e non vi sono posti liberi per il concerto sinfonico della sera.

Gironzoliamo quindi per le caratteristiche e strette strade del Barrio gotico, poi andiamo a cenare al Mercante di Venezia, ristorante con cucina italiana di livello medio e stile classico; il prezzo di 20 euro a testa, vino e caffè compresi, ci soddisfa.

Passando sul lungomare e il porto, vediamo i molti bar e ristoranti all’aperto, poi finalmente torniamo in albergo.

Acquistiamo due biglietti di libera circolazione per 3 giorni a 15,20 euro a testa e ci dirigiamo a piazza Catalunya, dove ci rechiamo all’ente del per turismo procurarci materiale turistico (non molto fornito) e una dettagliata carta di tutti i trasporti (costo 1 euro) molto comoda.

Il bus 24 ci porta al Park Guell, l’ingresso è gratis. Entriamo dalla porta principale e ci appare uno spettacolo meraviglioso per stile e colori: vediamo subito le due grandi scalinate, con il famoso drago e fontane (asciutte) nel mezzo, più in alto lo stemma della catalogna; è tutta una festa di colori difficile da descrivere, figure di animali fantastici ricoperti di “trencadis” ( frammenti di ceramica e maiolica colorata che creano superfici brillanti e multicolori) si alternano a 86 colonne di tipo dorico che formano il salone ipostilo e sostengono una grande terrazza semicircolare, ornata da una balaustra ondulata con bordi e sedili di mosaici colorati.

Non bisogna lasciarsi ingannare da queste architetture che sembrano tratte da un cartone animato, poichè hanno significati storici e simbolici; da non perdere le colonne scolpite a tronco d’albero che sostengono il viadotto.

Ritorniamo verso il mare, arrivando a Drassanes in piazza del Portal de la Pau dove domina il monumento a Cristoforo Colombo, che campeggia su una colonna alta circa 60 metri dotata di ascensore per vedere il panorama. Davanti a noi si trova Port Vell, elegante porto turistico, che osserviamo camminando su una passerella, la Rambla del mar; raggiungiamo quindi il Maremagnum, un elegante centro commerciale costruito sul mare. Tra i vari ristoranti presenti scegliamo di andare al Fressco, un self service a prezzo fisso di 9 euro, compreso vino e caffè, dove si può prendere tutto quello che si vuole; moltissime le insalate e le verdure, ma ci sono anche 3 tipi di pasta, carne e pesce. Non è alta cucina, ma la scelta, tenuto conto della giornata molto calda, ci soddisfa.

Nel pomeriggio andiamo alla Sagrada Familia, il monumento più noto di Barcellona, in costruzione da tempo immemorabile su progetto di Gaudì.

La visitiamo attentamente all’esterno per coglierne l’aspetto grandioso: la chiesa si compone di tre facciate (soltanto quella della Natività è stata curata direttamente da Gaudì), ha torri alte più di 100 metri, è in stile neogotico ed è finemente decorata, anche se non è sempre facile vedere i dettagli a occhio nudo. L’ingresso è a pagamento, decido di aspettare fuori mentre Rita entra. All’uscita dice che l’interno è un grande cantiere, ma quello che si vede compete con la facciata.

Ci spostiamo all’ospedale de la Santa Creu i San Pau, ritenuto uno dei capolavori del modernismo e di Domenech i Montaner. L’ospedale si compone di una serie di edifici che si affacciano su di un grande giardino; le facciate in mattoni rossi hanno le tipiche decorazioni a mosaico di pietra e maiolica colorata, in particolare abbiamo trovato interessanti i mosaici raffiguranti la storia degli ospedali.

Alla sera andiamo al Passeig de Gracia, per vedere gli edifici del modernismo illuminati. Il passeig è un viale alberato rettilineo, non molto lungo ma davvero elegante, sul tipo dei boulevard francesi e corsi italiani; abbastanza frequentato la sera, credo possa definirsi la vetrina degli stili architettonici di Barcellona e del modernismo.

Ci soffermiamo in particolare nel tratto noto come “la Manzana de la Discordia”, una zona con tre famosi edifici, il più suggestivo dei quali è la Casa Battlò di Gaudì, la cui facciata pare tratta da un film dell’orrore con i suoi balconi raffiguranti mostri; nei giorni successivi visiterò anche l’interno (ingresso piuttosto caro), notevole il cortile con facciate ricoperte di trencadis di colore azzurro e il terrazzo dell’ultimo piano con caratteristici camini e decorazioni multicolori tipo parc Guell (di cui riprende il tema di San Jordi e il drago); peccato che all’interno non si possano fare foto.

La Casa Ametller sembra uno dei tipici edifici di Amsterdam, in particolare è bellissimo il balcone del primo piano con decorazioni in ferro, nella parte alta invece si trovano delle finestre molto belle, che sono disegnate per rappresentare la lettera A.

La Casa Millà (la Pedrera) è un'opera molto discussa di cui apprezziamo le forme ondulate e le decorazioni in ferro a forma di vegetali dei balconi; l’edificio è molto grande e largo, angolare, ed è alto circa 6 piani.

Facciamo una passeggiata sul lungomare, dove apprezziamo le moderne sculture, poi andiamo alla Fundaciò Joan Mirò, sulla collina di Montjuic, la raggiungiamo facilmente dopo un breve tratto di funicolare che si prende alla stessa fermata della metro.

L’esposizione è all’interno di un edificio bianco, appositamente costruito in un parco, e le opere sono esposte parte all’interno (no foto) e parte all’esterno in ampi spazi separati l’uno dall’altro (qui si possono fare foto); l'ingresso è a pagamento.

L’esposizione contiene una raccolta completa dell’arte di Mirò e opere di altri celebri artisti dell’epoca, che facevano parte della collezione del grande artista; nello spazio espositivo all’aperto si trovano opere con fantastici colori che la giornata di sole contribuisce a rendere ancora più vivi. E' una festa per gli occhi, per gli amanti di Mirò è da non perdere.

Al ritorno facciamo tappa in Plaça de Espanya, con una monumentale fontana, e notiamo l’arena dove si svolgevano le corride e il Palau d’Espanya, nelle vicinanze del quale si trova la famosa fontana magica.

Nel pomeriggio percorriamo in lungo e in largo tutto il Passeig, completando la visita dei palazzi del modernismo visti la sera. In particolare notiamo Casa Lleo Morera del Montaner, di stile più classico, e la Casa Fuser, sede di un albergo.

Raggiungiamo quindi la cattedrale (la Seu). L'interno è a tre navate molto grandi e le cappelle laterali sono in stile barocco; in una è esposto il celebre Cristo di Lepanto, a forma di S scolpito in legno, mentre nella cripta si trova il sarcofago in marmo scolpito di Santa Eulalia. Interessante il chiostro gotico con la famosa fontana delle oche, che ha una scultura raffigurante S. Giorgio, e la pavimentazione con lapidi sepolcrali.

Dopo cena andiamo a vedere le chiese più famose che ci avevano detto essere illuminate, ma il giro notturno inutile è perché sono rigorosamente al buio.

Mercoledì 7 ottobre: anche oggi il sole illumina il nostro vagabondaggio, l'abbigliamento è pertanto estivo.

Passeggiamo sulla rambla e notiamo sulla pavimentazione il famoso mosaico di Mirò, quindi visitiamo il caratteristico e colorato mercato coperto della Boqueria. Plaça Reial, in stile ottocentesco, ci accoglie con le sue palme, con i suoi lampioni a forma di albero progettati in gioventù da Gaudì e con i portici invasi da tavolini di bar e ristoranti, mentre al centro della piazza si trova la fontana delle Tre grazie. Ci dirigiamo poi alla Rambla del Raval per vedere El Gat, un enorme gatto in bronzo di Botero (alto più di 2 metri), poi al Palau Guell di Gaudì, che visitiamo solo dall’esterno, notando gli ingressi a parabola e le decorazioni in ferro battuto.

Raggiungiamo poi la Chiesa romanica di Sant Pau del Camp, uno dei più antichi monumenti della città, la cui costruzione risale intorno all’anno 1000; entriamo dall’antico portale e osserviamo l’interno della chiesa in pietra, praticamente spoglio. Interessante è il chiostro di stile moresco, dove si trova anche una piccola esposizione dei reperti provenienti dagli scavi, l’ingresso è a pagamento (mi pare 3 euro) ma ne vale la pena.

Nel primo pomeriggio prendiamo il battello per fare il giro del porto in modo da avere una visione più completa delle opere eseguite, in particolare delle torri gemelle.

Ritorno al Barrio Gotico per fare una passeggiata senza meta, in tutta tranquillità e fare qualche acquisto di souvenir, mentre Rita va a vedere il Museu Maritim.

Il museo è allestito negli antichi cantieri navali della flotta (Drassanes Reials), uno degli edifici gotici più maestosi conservati in Europa. All’interno si rimane colpiti dall’enorme spazio che queste navate creano e sembra quasi di essere in una cattedrale. Il museo ripercorre tutta la storia della navigazione (mappe, ricostruzioni di imbarcazioni, ecc.) ed espone anche il primo sottomarino del mondo; all'uscita si trova una simpatica caffetteria ristorante con veranda sul Jardì del Rei.

Poi Rita va in spiaggia a fare un bagno in mare.

Giovedì 8 Ottobre: ultimo giro sulla Rambla, poi alla Bouqueria, quindi andiamo a visitare la Plaça del Rei, bellissima piazza medievale fatta di imponenti ed impressionanti palazzi costruiti dal XIV al XVI secolo.

Poi nel pomeriggio partenza per Torino.

Ferny Forner

Rita ed io partiamo da Torino con Ryanair (40 euro a/r in due omnia), quindi prendiamo il bus fino a Barcellona (42 euro a/r in due), arriviamo al terminal (Arc de Triomf) e infine all’albergo, facendo il biglietto T10 a euro 7,70 per 10 corse utilizzabile anche in due. Fa molto caldo, circa 28-30°

L’hotel Front Maritim è una costruzione moderna, trovato via internet su indicazione reperita in un racconto di viaggio, camera grande, fronte mare, bagno completo e spazioso (con bidet), televisore con canali in lingua spagnola, no wifi (però ci si può collegare con il cavo), due postazioni nella hall, ma affollate e lente, ristorante e centro benessere, il tutto per 80 euro a notte, metro a 500 metri circa (Stazione Selva del mar) alcune linee di bus passano più vicine.

Nel pomeriggio iniziamo la visita con la parte gotica di Barcellona, che per la Spagna ha la stessa importanza che hanno Granada, Siviglia e Cordova per l’arte moresca.

Andiamo alla Chiesa di Santa Maria del Mar, in stile gotico catalano, che è ritenuta la più bella di tutta la Spagna; costruita nei XIV secolo, ha una facciata con sculture e capitelli che rappresentano le corporazioni che promossero la costruzione e due torri ottagonali, di cui solo una è originale. L’interno è piuttosto spoglio, con massicce colonne molto distanziate fra loro che sostengono le tre navate, il rosone gotico e le vetrate; interessante anche la piccola piazza antistante.

Lasciamo la chiesa e andiamo verso il museo Picasso, passando attraverso le stradine del Born e il carrer de Montcada, che nel medioevo era la strada più importante della città; i tipici Palau medievali sono oggi sedi di importanti istituzioni culturali, come la Fondazione Maeght (al n. 25) e il museo Picasso. Da notare che la strada è molto stretta ed è difficoltoso vedere i palazzi, rinunciamo al museo per la lunghezza della coda.

Ci avviamo quindi verso la chiesa di Santa Maria del Pi, è aperta ma coperta quasi interamente da ponteggi sia dentro che fuori, non si vede praticamente niente.

Passando per la via Laietana ci imbattiamo nel Palau della Musica Catalana, uno dei capolavori dell’architettura modernista progettato da Domenech ì Montaner; ne ammiriamo la facciata decorata con mattoni rossi e colonne con mosaici molto colorati, con i busti di grandi compositori. Purtroppo è tardi per la visita all’interno e non vi sono posti liberi per il concerto sinfonico della sera.

Gironzoliamo quindi per le caratteristiche e strette strade del Barrio gotico, poi andiamo a cenare al Mercante di Venezia, ristorante con cucina italiana di livello medio e stile classico; il prezzo di 20 euro a testa, vino e caffè compresi, ci soddisfa.

Passando sul lungomare e il porto, vediamo i molti bar e ristoranti all’aperto, poi finalmente torniamo in albergo.

Acquistiamo due biglietti di libera circolazione per 3 giorni a 15,20 euro a testa e ci dirigiamo a piazza Catalunya, dove ci rechiamo all’ente del per turismo procurarci materiale turistico (non molto fornito) e una dettagliata carta di tutti i trasporti (costo 1 euro) molto comoda.

Il bus 24 ci porta al Park Guell, l’ingresso è gratis. Entriamo dalla porta principale e ci appare uno spettacolo meraviglioso per stile e colori: vediamo subito le due grandi scalinate, con il famoso drago e fontane (asciutte) nel mezzo, più in alto lo stemma della catalogna; è tutta una festa di colori difficile da descrivere, figure di animali fantastici ricoperti di “trencadis” ( frammenti di ceramica e maiolica colorata che creano superfici brillanti e multicolori) si alternano a 86 colonne di tipo dorico che formano il salone ipostilo e sostengono una grande terrazza semicircolare, ornata da una balaustra ondulata con bordi e sedili di mosaici colorati.

Non bisogna lasciarsi ingannare da queste architetture che sembrano tratte da un cartone animato, poichè hanno significati storici e simbolici; da non perdere le colonne scolpite a tronco d’albero che sostengono il viadotto.

Ritorniamo verso il mare, arrivando a Drassanes in piazza del Portal de la Pau dove domina il monumento a Cristoforo Colombo, che campeggia su una colonna alta circa 60 metri dotata di ascensore per vedere il panorama. Davanti a noi si trova Port Vell, elegante porto turistico, che osserviamo camminando su una passerella, la Rambla del mar; raggiungiamo quindi il Maremagnum, un elegante centro commerciale costruito sul mare. Tra i vari ristoranti presenti scegliamo di andare al Fressco, un self service a prezzo fisso di 9 euro, compreso vino e caffè, dove si può prendere tutto quello che si vuole; moltissime le insalate e le verdure, ma ci sono anche 3 tipi di pasta, carne e pesce. Non è alta cucina, ma la scelta, tenuto conto della giornata molto calda, ci soddisfa.

Nel pomeriggio andiamo alla Sagrada Familia, il monumento più noto di Barcellona, in costruzione da tempo immemorabile su progetto di Gaudì.

La visitiamo attentamente all’esterno per coglierne l’aspetto grandioso: la chiesa si compone di tre facciate (soltanto quella della Natività è stata curata direttamente da Gaudì), ha torri alte più di 100 metri, è in stile neogotico ed è finemente decorata, anche se non è sempre facile vedere i dettagli a occhio nudo. L’ingresso è a pagamento, decido di aspettare fuori mentre Rita entra. All’uscita dice che l’interno è un grande cantiere, ma quello che si vede compete con la facciata.

Ci spostiamo all’ospedale de la Santa Creu i San Pau, ritenuto uno dei capolavori del modernismo e di Domenech i Montaner. L’ospedale si compone di una serie di edifici che si affacciano su di un grande giardino; le facciate in mattoni rossi hanno le tipiche decorazioni a mosaico di pietra e maiolica colorata, in particolare abbiamo trovato interessanti i mosaici raffiguranti la storia degli ospedali.

Alla sera andiamo al Passeig de Gracia, per vedere gli edifici del modernismo illuminati. Il passeig è un viale alberato rettilineo, non molto lungo ma davvero elegante, sul tipo dei boulevard francesi e corsi italiani; abbastanza frequentato la sera, credo possa definirsi la vetrina degli stili architettonici di Barcellona e del modernismo.

Ci soffermiamo in particolare nel tratto noto come “la Manzana de la Discordia”, una zona con tre famosi edifici, il più suggestivo dei quali è la Casa Battlò di Gaudì, la cui facciata pare tratta da un film dell’orrore con i suoi balconi raffiguranti mostri; nei giorni successivi visiterò anche l’interno (ingresso piuttosto caro), notevole il cortile con facciate ricoperte di trencadis di colore azzurro e il terrazzo dell’ultimo piano con caratteristici camini e decorazioni multicolori tipo parc Guell (di cui riprende il tema di San Jordi e il drago); peccato che all’interno non si possano fare foto.

La Casa Ametller sembra uno dei tipici edifici di Amsterdam, in particolare è bellissimo il balcone del primo piano con decorazioni in ferro, nella parte alta invece si trovano delle finestre molto belle, che sono disegnate per rappresentare la lettera A.

La Casa Millà (la Pedrera) è un'opera molto discussa di cui apprezziamo le forme ondulate e le decorazioni in ferro a forma di vegetali dei balconi; l’edificio è molto grande e largo, angolare, ed è alto circa 6 piani.

Facciamo una passeggiata sul lungomare, dove apprezziamo le moderne sculture, poi andiamo alla Fundaciò Joan Mirò, sulla collina di Montjuic, la raggiungiamo facilmente dopo un breve tratto di funicolare che si prende alla stessa fermata della metro.

L’esposizione è all’interno di un edificio bianco, appositamente costruito in un parco, e le opere sono esposte parte all’interno (no foto) e parte all’esterno in ampi spazi separati l’uno dall’altro (qui si possono fare foto); l'ingresso è a pagamento.

L’esposizione contiene una raccolta completa dell’arte di Mirò e opere di altri celebri artisti dell’epoca, che facevano parte della collezione del grande artista; nello spazio espositivo all’aperto si trovano opere con fantastici colori che la giornata di sole contribuisce a rendere ancora più vivi. E' una festa per gli occhi, per gli amanti di Mirò è da non perdere.

Al ritorno facciamo tappa in Plaça de Espanya, con una monumentale fontana, e notiamo l’arena dove si svolgevano le corride e il Palau d’Espanya, nelle vicinanze del quale si trova la famosa fontana magica.

Nel pomeriggio percorriamo in lungo e in largo tutto il Passeig, completando la visita dei palazzi del modernismo visti la sera. In particolare notiamo Casa Lleo Morera del Montaner, di stile più classico, e la Casa Fuser, sede di un albergo.

Raggiungiamo quindi la cattedrale (la Seu). L'interno è a tre navate molto grandi e le cappelle laterali sono in stile barocco; in una è esposto il celebre Cristo di Lepanto, a forma di S scolpito in legno, mentre nella cripta si trova il sarcofago in marmo scolpito di Santa Eulalia. Interessante il chiostro gotico con la famosa fontana delle oche, che ha una scultura raffigurante S. Giorgio, e la pavimentazione con lapidi sepolcrali.

Dopo cena andiamo a vedere le chiese più famose che ci avevano detto essere illuminate, ma il giro notturno inutile è perché sono rigorosamente al buio.

Mercoledì 7 ottobre: anche oggi il sole illumina il nostro vagabondaggio, l'abbigliamento è pertanto estivo.

Passeggiamo sulla rambla e notiamo sulla pavimentazione il famoso mosaico di Mirò, quindi visitiamo il caratteristico e colorato mercato coperto della Boqueria. Plaça Reial, in stile ottocentesco, ci accoglie con le sue palme, con i suoi lampioni a forma di albero progettati in gioventù da Gaudì e con i portici invasi da tavolini di bar e ristoranti, mentre al centro della piazza si trova la fontana delle Tre grazie. Ci dirigiamo poi alla Rambla del Raval per vedere El Gat, un enorme gatto in bronzo di Botero (alto più di 2 metri), poi al Palau Guell di Gaudì, che visitiamo solo dall’esterno, notando gli ingressi a parabola e le decorazioni in ferro battuto.

Raggiungiamo poi la Chiesa romanica di Sant Pau del Camp, uno dei più antichi monumenti della città, la cui costruzione risale intorno all’anno 1000; entriamo dall’antico portale e osserviamo l’interno della chiesa in pietra, praticamente spoglio. Interessante è il chiostro di stile moresco, dove si trova anche una piccola esposizione dei reperti provenienti dagli scavi, l’ingresso è a pagamento (mi pare 3 euro) ma ne vale la pena.

Nel primo pomeriggio prendiamo il battello per fare il giro del porto in modo da avere una visione più completa delle opere eseguite, in particolare delle torri gemelle.

Ritorno al Barrio Gotico per fare una passeggiata senza meta, in tutta tranquillità e fare qualche acquisto di souvenir, mentre Rita va a vedere il Museu Maritim.

Il museo è allestito negli antichi cantieri navali della flotta (Drassanes Reials), uno degli edifici gotici più maestosi conservati in Europa. All’interno si rimane colpiti dall’enorme spazio che queste navate creano e sembra quasi di essere in una cattedrale. Il museo ripercorre tutta la storia della navigazione (mappe, ricostruzioni di imbarcazioni, ecc.) ed espone anche il primo sottomarino del mondo; all'uscita si trova una simpatica caffetteria ristorante con veranda sul Jardì del Rei.

Poi Rita va in spiaggia a fare un bagno in mare.

Giovedì 8 Ottobre: ultimo giro sulla Rambla, poi alla Bouqueria, quindi andiamo a visitare la Plaça del Rei, bellissima piazza medievale fatta di imponenti ed impressionanti palazzi costruiti dal XIV al XVI secolo.

Poi nel pomeriggio partenza per Torino.

Ferny Forner

Rita ed io partiamo da Torino con Ryanair (40 euro a/r in due omnia), quindi prendiamo il bus fino a Barcellona (42 euro a/r in due), arriviamo al terminal (Arc de Triomf) e infine all’albergo, facendo il biglietto T10 a euro 7,70 per 10 corse utilizzabile anche in due. Fa molto caldo, circa 28-30°

L’hotel Front Maritim è una costruzione moderna, trovato via internet su indicazione reperita in un racconto di viaggio, camera grande, fronte mare, bagno completo e spazioso (con bidet), televisore con canali in lingua spagnola, no wifi (però ci si può collegare con il cavo), due postazioni nella hall, ma affollate e lente, ristorante e centro benessere, il tutto per 80 euro a notte, metro a 500 metri circa (Stazione Selva del mar) alcune linee di bus passano più vicine.

Nel pomeriggio iniziamo la visita con la parte gotica di Barcellona, che per la Spagna ha la stessa importanza che hanno Granada, Siviglia e Cordova per l’arte moresca.

Andiamo alla Chiesa di Santa Maria del Mar, in stile gotico catalano, che è ritenuta la più bella di tutta la Spagna; costruita nei XIV secolo, ha una facciata con sculture e capitelli che rappresentano le corporazioni che promossero la costruzione e due torri ottagonali, di cui solo una è originale. L’interno è piuttosto spoglio, con massicce colonne molto distanziate fra loro che sostengono le tre navate, il rosone gotico e le vetrate; interessante anche la piccola piazza antistante.

Lasciamo la chiesa e andiamo verso il museo Picasso, passando attraverso le stradine del Born e il carrer de Montcada, che nel medioevo era la strada più importante della città; i tipici Palau medievali sono oggi sedi di importanti istituzioni culturali, come la Fondazione Maeght (al n. 25) e il museo Picasso. Da notare che la strada è molto stretta ed è difficoltoso vedere i palazzi, rinunciamo al museo per la lunghezza della coda.

Ci avviamo quindi verso la chiesa di Santa Maria del Pi, è aperta ma coperta quasi interamente da ponteggi sia dentro che fuori, non si vede praticamente niente.

Passando per la via Laietana ci imbattiamo nel Palau della Musica Catalana, uno dei capolavori dell’architettura modernista progettato da Domenech ì Montaner; ne ammiriamo la facciata decorata con mattoni rossi e colonne con mosaici molto colorati, con i busti di grandi compositori. Purtroppo è tardi per la visita all’interno e non vi sono posti liberi per il concerto sinfonico della sera.

Gironzoliamo quindi per le caratteristiche e strette strade del Barrio gotico, poi andiamo a cenare al Mercante di Venezia, ristorante con cucina italiana di livello medio e stile classico; il prezzo di 20 euro a testa, vino e caffè compresi, ci soddisfa.

Passando sul lungomare e il porto, vediamo i molti bar e ristoranti all’aperto, poi finalmente torniamo in albergo.

Acquistiamo due biglietti di libera circolazione per 3 giorni a 15,20 euro a testa e ci dirigiamo a piazza Catalunya, dove ci rechiamo all’ente del per turismo procurarci materiale turistico (non molto fornito) e una dettagliata carta di tutti i trasporti (costo 1 euro) molto comoda.

Il bus 24 ci porta al Park Guell, l’ingresso è gratis. Entriamo dalla porta principale e ci appare uno spettacolo meraviglioso per stile e colori: vediamo subito le due grandi scalinate, con il famoso drago e fontane (asciutte) nel mezzo, più in alto lo stemma della catalogna; è tutta una festa di colori difficile da descrivere, figure di animali fantastici ricoperti di “trencadis” ( frammenti di ceramica e maiolica colorata che creano superfici brillanti e multicolori) si alternano a 86 colonne di tipo dorico che formano il salone ipostilo e sostengono una grande terrazza semicircolare, ornata da una balaustra ondulata con bordi e sedili di mosaici colorati.

Non bisogna lasciarsi ingannare da queste architetture che sembrano tratte da un cartone animato, poichè hanno significati storici e simbolici; da non perdere le colonne scolpite a tronco d’albero che sostengono il viadotto.

Ritorniamo verso il mare, arrivando a Drassanes in piazza del Portal de la Pau dove domina il monumento a Cristoforo Colombo, che campeggia su una colonna alta circa 60 metri dotata di ascensore per vedere il panorama. Davanti a noi si trova Port Vell, elegante porto turistico, che osserviamo camminando su una passerella, la Rambla del mar; raggiungiamo quindi il Maremagnum, un elegante centro commerciale costruito sul mare. Tra i vari ristoranti presenti scegliamo di andare al Fressco, un self service a prezzo fisso di 9 euro, compreso vino e caffè, dove si può prendere tutto quello che si vuole; moltissime le insalate e le verdure, ma ci sono anche 3 tipi di pasta, carne e pesce. Non è alta cucina, ma la scelta, tenuto conto della giornata molto calda, ci soddisfa.

Nel pomeriggio andiamo alla Sagrada Familia, il monumento più noto di Barcellona, in costruzione da tempo immemorabile su progetto di Gaudì.

La visitiamo attentamente all’esterno per coglierne l’aspetto grandioso: la chiesa si compone di tre facciate (soltanto quella della Natività è stata curata direttamente da Gaudì), ha torri alte più di 100 metri, è in stile neogotico ed è finemente decorata, anche se non è sempre facile vedere i dettagli a occhio nudo. L’ingresso è a pagamento, decido di aspettare fuori mentre Rita entra. All’uscita dice che l’interno è un grande cantiere, ma quello che si vede compete con la facciata.

Ci spostiamo all’ospedale de la Santa Creu i San Pau, ritenuto uno dei capolavori del modernismo e di Domenech i Montaner. L’ospedale si compone di una serie di edifici che si affacciano su di un grande giardino; le facciate in mattoni rossi hanno le tipiche decorazioni a mosaico di pietra e maiolica colorata, in particolare abbiamo trovato interessanti i mosaici raffiguranti la storia degli ospedali.

Alla sera andiamo al Passeig de Gracia, per vedere gli edifici del modernismo illuminati. Il passeig è un viale alberato rettilineo, non molto lungo ma davvero elegante, sul tipo dei boulevard francesi e corsi italiani; abbastanza frequentato la sera, credo possa definirsi la vetrina degli stili architettonici di Barcellona e del modernismo.

Ci soffermiamo in particolare nel tratto noto come “la Manzana de la Discordia”, una zona con tre famosi edifici, il più suggestivo dei quali è la Casa Battlò di Gaudì, la cui facciata pare tratta da un film dell’orrore con i suoi balconi raffiguranti mostri; nei giorni successivi visiterò anche l’interno (ingresso piuttosto caro), notevole il cortile con facciate ricoperte di trencadis di colore azzurro e il terrazzo dell’ultimo piano con caratteristici camini e decorazioni multicolori tipo parc Guell (di cui riprende il tema di San Jordi e il drago); peccato che all’interno non si possano fare foto.

La Casa Ametller sembra uno dei tipici edifici di Amsterdam, in particolare è bellissimo il balcone del primo piano con decorazioni in ferro, nella parte alta invece si trovano delle finestre molto belle, che sono disegnate per rappresentare la lettera A.

La Casa Millà (la Pedrera) è un'opera molto discussa di cui apprezziamo le forme ondulate e le decorazioni in ferro a forma di vegetali dei balconi; l’edificio è molto grande e largo, angolare, ed è alto circa 6 piani.

Facciamo una passeggiata sul lungomare, dove apprezziamo le moderne sculture, poi andiamo alla Fundaciò Joan Mirò, sulla collina di Montjuic, la raggiungiamo facilmente dopo un breve tratto di funicolare che si prende alla stessa fermata della metro.

L’esposizione è all’interno di un edificio bianco, appositamente costruito in un parco, e le opere sono esposte parte all’interno (no foto) e parte all’esterno in ampi spazi separati l’uno dall’altro (qui si possono fare foto); l'ingresso è a pagamento.

L’esposizione contiene una raccolta completa dell’arte di Mirò e opere di altri celebri artisti dell’epoca, che facevano parte della collezione del grande artista; nello spazio espositivo all’aperto si trovano opere con fantastici colori che la giornata di sole contribuisce a rendere ancora più vivi. E' una festa per gli occhi, per gli amanti di Mirò è da non perdere.

Al ritorno facciamo tappa in Plaça de Espanya, con una monumentale fontana, e notiamo l’arena dove si svolgevano le corride e il Palau d’Espanya, nelle vicinanze del quale si trova la famosa fontana magica.

Nel pomeriggio percorriamo in lungo e in largo tutto il Passeig, completando la visita dei palazzi del modernismo visti la sera. In particolare notiamo Casa Lleo Morera del Montaner, di stile più classico, e la Casa Fuser, sede di un albergo.

Raggiungiamo quindi la cattedrale (la Seu). L'interno è a tre navate molto grandi e le cappelle laterali sono in stile barocco; in una è esposto il celebre Cristo di Lepanto, a forma di S scolpito in legno, mentre nella cripta si trova il sarcofago in marmo scolpito di Santa Eulalia. Interessante il chiostro gotico con la famosa fontana delle oche, che ha una scultura raffigurante S. Giorgio, e la pavimentazione con lapidi sepolcrali.

Dopo cena andiamo a vedere le chiese più famose che ci avevano detto essere illuminate, ma il giro notturno inutile è perché sono rigorosamente al buio.

Mercoledì 7 ottobre: anche oggi il sole illumina il nostro vagabondaggio, l'abbigliamento è pertanto estivo.

Passeggiamo sulla rambla e notiamo sulla pavimentazione il famoso mosaico di Mirò, quindi visitiamo il caratteristico e colorato mercato coperto della Boqueria. Plaça Reial, in stile ottocentesco, ci accoglie con le sue palme, con i suoi lampioni a forma di albero progettati in gioventù da Gaudì e con i portici invasi da tavolini di bar e ristoranti, mentre al centro della piazza si trova la fontana delle Tre grazie. Ci dirigiamo poi alla Rambla del Raval per vedere El Gat, un enorme gatto in bronzo di Botero (alto più di 2 metri), poi al Palau Guell di Gaudì, che visitiamo solo dall’esterno, notando gli ingressi a parabola e le decorazioni in ferro battuto.

Raggiungiamo poi la Chiesa romanica di Sant Pau del Camp, uno dei più antichi monumenti della città, la cui costruzione risale intorno all’anno 1000; entriamo dall’antico portale e osserviamo l’interno della chiesa in pietra, praticamente spoglio. Interessante è il chiostro di stile moresco, dove si trova anche una piccola esposizione dei reperti provenienti dagli scavi, l’ingresso è a pagamento (mi pare 3 euro) ma ne vale la pena.

Nel primo pomeriggio prendiamo il battello per fare il giro del porto in modo da avere una visione più completa delle opere eseguite, in particolare delle torri gemelle.

Ritorno al Barrio Gotico per fare una passeggiata senza meta, in tutta tranquillità e fare qualche acquisto di souvenir, mentre Rita va a vedere il Museu Maritim.

Il museo è allestito negli antichi cantieri navali della flotta (Drassanes Reials), uno degli edifici gotici più maestosi conservati in Europa. All’interno si rimane colpiti dall’enorme spazio che queste navate creano e sembra quasi di essere in una cattedrale. Il museo ripercorre tutta la storia della navigazione (mappe, ricostruzioni di imbarcazioni, ecc.) ed espone anche il primo sottomarino del mondo; all'uscita si trova una simpatica caffetteria ristorante con veranda sul Jardì del Rei.

Poi Rita va in spiaggia a fare un bagno in mare.

Giovedì 8 Ottobre: ultimo giro sulla Rambla, poi alla Bouqueria, quindi andiamo a visitare la Plaça del Rei, bellissima piazza medievale fatta di imponenti ed impressionanti palazzi costruiti dal XIV al XVI secolo.

Poi nel pomeriggio partenza per Torino.

Ferny Forner

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