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La Chiesa di San Saba a Roma  

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Valutazione Generale
  
Rank 123# di 1993
Numero votazioni 2
Piazza Gian Lorenzo Bernini, 20,
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Recensioni La Chiesa di San Saba

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Livello 100     6 Trofeo   
Voto complessivo
La chiesa di San Saba è il nucleo artistico religioso di maggior rilievo dell'omonimo rione. L'attuale struttura architettonica della chiesa era, nell'VIII secolo, un monastero, insediato, secondo la tradizione, in una casa appartenuta alla famiglia materna di Gregorio Magno che a sua volta fu edificata sopra... vedi tutto un preesistente edificio romano, probabilmente la sede della IV coorte dei Vigili. Il monastero venne costruito da monaci greci che lo chiamarono Cella Nova, in memoria del Larum Novum, antico monastero di Gerusalemme, decicato al culto di San Saba, abate della città medio orientale morto nel 532. Nel X secolo i benedettini diventano proprietari della struttura monastica. L'operosità dei monaci li porta, quindi, a costruire una chiesa. Da allora e fino al 1145, quando il monastero passa nelle mani dei monaci cliuniacensi, la struttura non subisce trasformazioni di rilievo. L'avvento dei monaci di Cluny però influisce sulla architettura della struttura trasformandola in senso romanico. Sul quello che una volta era il vecchio oratorio con navata unica viene, infatti, costruito un nuovo edficio con pianta basilicale, che doveva ricordare le prime, grandi chiese, paleocristiane; caratterizzate, quest'ultime, da tre navate, ognuna delle quali terminante in un abside e scandite da colonne. La nuova chiesa venne, inoltre, dotata, di un campanile, tipico esmpio di torre medioevale con aperture a monofore. La chiesa di San Saba conobbe un nuovo restauro nel 1205. A tale epoca appartiene il pavimento cosmatesco impreziosito da cinque grandi dischi di marmo posti al centro della chiesa, il portale d'ingresso si fregiò, allora, dell'epigrafe dedicatoria a papa Innocenzo III che finanziò l'opera di ristrutturazione dell'edficio. L'epigrafe adornata da una splendida decorazione con motivi a stelle e rombi con coloratissime tessere oro, blue e rosse asseconda la cornice marmorea dandole vivi riflessi luminosi. Ulteriori opere di ammodernamento e ristrutturazione si sotto Gregorio XIII, Pio IV e nei primi anni del secolo scorso. A quest'ultimo intervento si deve, in buona parte, l'aspetto attuale della chiesa. Ad essa si accede attraverso un bellissimo protiro posto in cima ad una scalinata. Dalla scalinata si entra in un cortile dove il gioco prospettico immette sulla facciata della chiesa, costituita da un porticato a sei pilastri in laterizio con piattabanda in marmo di travertino. Immediatamente sopra al porticato si trova una compatta struttura in laterizio in cui cinque finestre scandiscono l'ingresso della luce nell'edificio. La facciata si chiude con un fantastico loggiato ad archi a tutto sesto sostenuto da xcolonne con capitelli a foglie lisce. Poco sopra il tetto spiovente si percepisce il timpano con una croce in ferro battuto. Imponente sopra il tetto ed il loggiato, svetta, il campanile. Sotto il portico trovano alloggio molti reperti appartenenti si all'antico complesso di San Saba sia alla vicina zona archeologica. L'interno della chiesa è a tre navate , separateda 24 colonne, e chiuse da tre absidi. La navata centrale viene illuminata da una serie di otto finestre che si aprono su entrambe i lati. Nell'abside trovano alloggio una grande sedia episcopale, impreziosita da mosaici cosmatechi; il ciborio, sorretto da quattro colonne in marmo nero con venature bianche; splendid affrecshi del '500. La navata destra, sistemata nel 1945, ospita parte della schola cantorum. Segnaliamo anche l'esistenza di una sorta di quarta navata, forse un antico portico, sulle cui partei rimangono ancora visibili alcuni splendidi mosaici del XIII secolo.
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