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Yucatan in pieno relax  

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Emiliano
Scritto da: Emiliano
Durata: 9 giorni
Data partenza: dal 10 Aprile 2007 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Emiliano e Alessia

Introduzione

Dopo quasi un intero anno di duro lavoro, è giunta finalmente l'ora di viaggiare e pur se avrei preferito visitarlo con più giorni a disposizione la meta scelta resta il Messico

Le Tappe del Viaggio

Partiti da Roma con BluPanorama e dopo un primo scalo a Bologna, dopo 12 ore di volo, arriviamo a Cancun alle 22:30 ora locale.

Trovato il riferente del Tour Operator italiano, veniamo accompagnati in un pulmino per l'ultima tratta del viaggio: Cancun - Akumal.

Le fatiche vengono ripagate arrivatio al Villaggio Gran bahia principe, un vero spettacolo e dire che lo abbiamo prenotato in promozione ad un prezzo veramente imbattibile.

La vacanza può avere inizio.

Il primo giorno in un villaggio è sempre di ambientamento, ma ci mettiamo veramente poco.

Il posto è ben organizzato e poi oltre che a spalmarci al sole, dissetarci con un coctail a base di frutta e tuffarsi nel mare caraibico, non è che dobbiamo fare molto altro...

Già dall'areoporto a Roma abbiamo conosciuta una cordiale e simpatica famiglia di Salerno composta da Mena, Gianni e il piccolo grande Michele (il bambino più indipendente ed educato che abbia mai conosciuto). Un saluto affettuoso a tutti.

Con loro organizziamo degli spostamenti e delle cene per il proseguo della settimana, oltre a degli aperitivi niente male. Gianni cultore della bella vita e del maggiare sano, in areoporto a Fiumicino ha pensato bene di prendere dello champagne che alle 5 del pomeriggio ci ha spesso allietato e rinfrescato il soggiorno.

Il primo spostamento decidiamo di farlo il pomeriggio, direzione Tulum, che secondo quanto detto dalla reception è possibile visitarlo fino alle 17. Sbagliato, si esce alle 17, quindi dopo che alle 16 abbiamo preso un taxi collettivo (comodo, veloce, che ti permette di familiarizzare con le persone del luogo e sopratutto molto economico) che fa la pola fra Playa del Carmen e Tulum, arriviamo proprio in tempo per la chiusura senza poter entrare.

Io e Alessia contenti dell'esperienza del taxi collettivo, decidiamo che visto il breve periodo a disposione non era il caso si lasciare andare un giorno senza una visita, quindi la sera ci dirigiamo verso Playa del Carmen.

La città, se così la vogliamo definire, ha di rilevante un lungo mare e una strada parallela chiamata la Quinta Avenida, il resto non vale la pena neanche guardarlo.

Questo è il giorno buono per visitare il sito archeologico di Tulum.

Di buon ora con Alessia prendiamo nuvamente il taxi collettivo e arriviamo al crocevia per il sito. Dopo aver assistito nei pressi di un piccolo mercatino ad una specie di giostra che ha come protagonisti alcuni messicani, scopriamo che la mattina c'è un trenino che ti porta all'entrata del sito.

Dopo una discreta fila sotto il sole faccio due biglietti e finalmente entriamo per la prima volta in contatto con l'antica cviltà Maya.

Tulum è un sito archelogico che si differenza dagli altri perchè si affaccia direttamente sullo splendido mar dei Caraibi, gli abitanti del luogo avevano una spiaggetta tutta per loro niente male.

Un paio d'ore per visitare il sito, senza farci il bagno per evitaare di fare il breve viaggio di ritorno pieni di sale, vediamo il Castillo (costruzione tra le più importanti e ben tenute dell'intero sito) e ce ne andiamo, con l'unio rammarico di non essere potuti accedere a nessuna costruzione.

E' il giorno di Chichen Itzá.

Coinvilgiamo nuovamente Gianni e famiglia, noleggiamo una macchian e dopo 300Km circa arriviamo al sito archelogico più importante di tutta la penisola dello Yucatan.

Prendiamo un guida che parla in italiano e iniziamo la visita.

La prima cosa che salta agli occhi è la grande Piramide, un vero calendario che dava i tempi a tutta la comunità. Anche qui non si può salire, in primis perché nove mesi prima è caduta una turista americana e poi perché l'enorme e continuo flusso di turisti sta creando seri problemi di tenuta a tutti gli edifici.

Proseguendo nella visita visitiamo il campo di Pelota, il mercato e il palazzo delle mille colonne sormontato dal Ciak Moll, la scuola, le terme e l'osservatorio.

Dopo circa due ore con la guida proseguiamo da soli ancora per un po facendo anche man bassa di molti souvenir, che man mano che ci avviciniamo all'uscita ci offono a prezi sempre più bassi. Forse perché pensano: ora o mai più.

Non siamo stanchi, anzi bramiamo di voler visitare ancora la regione e questa volta da soli noleggiamo nuovamente una macchina e partiamo per Cobà, forse il sito più antico, scoperto per il 5%, ma l'unico che può darti ancora l'emozione di salire su una piramide Maya.

Giunti sul posto decidiamo di farci accompagnare nella visita da un "taxi", che in realtà non è altro che una bicicletta con davanti un sedile per due persone. Mi spiace per il cilista, sopratutto perché sia mia moglie che in particolar modo io, non posso definirmi un'alice :-)).

Dopo aver visto due campi di pelota e altri reperti arriviamo ala piramide. Più disastrata di quella di Chichen Itzá ma anche più alta, 102 gradini contro 92 e su questa si può salire.

Dopo una partenza sparata, arriviamo a metà salita e faccio l'enorme errore di voltarmi a guardare giù; una folata di vento che mi fa barcollare mi frena ulteriormente, mi siedo e non salgo oltre. Alessia invece per niente intimorita continua per l'ascesa, ma alla fine ache lei a dieci gradini dalla fine si arrende. Lei dice perché mi vedeva sofferente nel vederla salire... ma io non sono convinto che è il vero motivo.

Mentre torniamo al villaggio, prima di dedicarci al riposo completo spalmati al sole, non mi resta che vivere l'ultima emozione: tuffarmi in un Cenote.

I Cenote sono voragini piene di acqua che si trovano nella foresta dello Yucatan. Ce ne sono migliaia, il più grande si trova vicino Merida ed è di 300 Km di diametro e 2 Km di profondità; degli archeologi lo stanno studiando perché risale all'epoca della scomparsa dei dinosauri e pensano che sia formato a causa del meteorite che è caduto sulla terra in quell'epoca.

Dove io faccio il bagno è molto più piccolo. Giusto il tempo di un tuffo prima che Alessia si accorga nei numerosi pipistrelli attaccati al soffitto e mi invita ad andarcene. Pensate che si possono fare anche le immersioni con sub che ti accompagnano. Molto affascinante...

Due giorni spalmati al sole e bagnati dal mar dei Caraibi, (non per altro perché se chiedo ad Alessia di fare una nuova escursione chiede il divorzio) e poi si torna a casa.

Il viaggio breve ma intenso mi ha solo fatto venire l'acquolina in bocca su tutto questo affascinante Stato, pieno di storia e bellezze naturali, ma talmente vasto che sicuramente potrà farci scegliere di visitare altre regioni.

Partiti da Roma con BluPanorama e dopo un primo scalo a Bologna, dopo 12 ore di volo, arriviamo a Cancun alle 22:30 ora locale.

Trovato il riferente del Tour Operator italiano, veniamo accompagnati in un pulmino per l'ultima tratta del viaggio: Cancun - Akumal.

Le fatiche vengono ripagate arrivatio al Villaggio Gran bahia principe, un vero spettacolo e dire che lo abbiamo prenotato in promozione ad un prezzo veramente imbattibile.

La vacanza può avere inizio.

Il primo giorno in un villaggio è sempre di ambientamento, ma ci mettiamo veramente poco.

Il posto è ben organizzato e poi oltre che a spalmarci al sole, dissetarci con un coctail a base di frutta e tuffarsi nel mare caraibico, non è che dobbiamo fare molto altro...

Già dall'areoporto a Roma abbiamo conosciuta una cordiale e simpatica famiglia di Salerno composta da Mena, Gianni e il piccolo grande Michele (il bambino più indipendente ed educato che abbia mai conosciuto). Un saluto affettuoso a tutti.

Con loro organizziamo degli spostamenti e delle cene per il proseguo della settimana, oltre a degli aperitivi niente male. Gianni cultore della bella vita e del maggiare sano, in areoporto a Fiumicino ha pensato bene di prendere dello champagne che alle 5 del pomeriggio ci ha spesso allietato e rinfrescato il soggiorno.

Il primo spostamento decidiamo di farlo il pomeriggio, direzione Tulum, che secondo quanto detto dalla reception è possibile visitarlo fino alle 17. Sbagliato, si esce alle 17, quindi dopo che alle 16 abbiamo preso un taxi collettivo (comodo, veloce, che ti permette di familiarizzare con le persone del luogo e sopratutto molto economico) che fa la pola fra Playa del Carmen e Tulum, arriviamo proprio in tempo per la chiusura senza poter entrare.

Io e Alessia contenti dell'esperienza del taxi collettivo, decidiamo che visto il breve periodo a disposione non era il caso si lasciare andare un giorno senza una visita, quindi la sera ci dirigiamo verso Playa del Carmen.

La città, se così la vogliamo definire, ha di rilevante un lungo mare e una strada parallela chiamata la Quinta Avenida, il resto non vale la pena neanche guardarlo.

Questo è il giorno buono per visitare il sito archeologico di Tulum.

Di buon ora con Alessia prendiamo nuvamente il taxi collettivo e arriviamo al crocevia per il sito. Dopo aver assistito nei pressi di un piccolo mercatino ad una specie di giostra che ha come protagonisti alcuni messicani, scopriamo che la mattina c'è un trenino che ti porta all'entrata del sito.

Dopo una discreta fila sotto il sole faccio due biglietti e finalmente entriamo per la prima volta in contatto con l'antica cviltà Maya.

Tulum è un sito archelogico che si differenza dagli altri perchè si affaccia direttamente sullo splendido mar dei Caraibi, gli abitanti del luogo avevano una spiaggetta tutta per loro niente male.

Un paio d'ore per visitare il sito, senza farci il bagno per evitaare di fare il breve viaggio di ritorno pieni di sale, vediamo il Castillo (costruzione tra le più importanti e ben tenute dell'intero sito) e ce ne andiamo, con l'unio rammarico di non essere potuti accedere a nessuna costruzione.

E' il giorno di Chichen Itzá.

Coinvilgiamo nuovamente Gianni e famiglia, noleggiamo una macchian e dopo 300Km circa arriviamo al sito archelogico più importante di tutta la penisola dello Yucatan.

Prendiamo un guida che parla in italiano e iniziamo la visita.

La prima cosa che salta agli occhi è la grande Piramide, un vero calendario che dava i tempi a tutta la comunità. Anche qui non si può salire, in primis perché nove mesi prima è caduta una turista americana e poi perché l'enorme e continuo flusso di turisti sta creando seri problemi di tenuta a tutti gli edifici.

Proseguendo nella visita visitiamo il campo di Pelota, il mercato e il palazzo delle mille colonne sormontato dal Ciak Moll, la scuola, le terme e l'osservatorio.

Dopo circa due ore con la guida proseguiamo da soli ancora per un po facendo anche man bassa di molti souvenir, che man mano che ci avviciniamo all'uscita ci offono a prezi sempre più bassi. Forse perché pensano: ora o mai più.

Non siamo stanchi, anzi bramiamo di voler visitare ancora la regione e questa volta da soli noleggiamo nuovamente una macchina e partiamo per Cobà, forse il sito più antico, scoperto per il 5%, ma l'unico che può darti ancora l'emozione di salire su una piramide Maya.

Giunti sul posto decidiamo di farci accompagnare nella visita da un "taxi", che in realtà non è altro che una bicicletta con davanti un sedile per due persone. Mi spiace per il cilista, sopratutto perché sia mia moglie che in particolar modo io, non posso definirmi un'alice :-)).

Dopo aver visto due campi di pelota e altri reperti arriviamo ala piramide. Più disastrata di quella di Chichen Itzá ma anche più alta, 102 gradini contro 92 e su questa si può salire.

Dopo una partenza sparata, arriviamo a metà salita e faccio l'enorme errore di voltarmi a guardare giù; una folata di vento che mi fa barcollare mi frena ulteriormente, mi siedo e non salgo oltre. Alessia invece per niente intimorita continua per l'ascesa, ma alla fine ache lei a dieci gradini dalla fine si arrende. Lei dice perché mi vedeva sofferente nel vederla salire... ma io non sono convinto che è il vero motivo.

Mentre torniamo al villaggio, prima di dedicarci al riposo completo spalmati al sole, non mi resta che vivere l'ultima emozione: tuffarmi in un Cenote.

I Cenote sono voragini piene di acqua che si trovano nella foresta dello Yucatan. Ce ne sono migliaia, il più grande si trova vicino Merida ed è di 300 Km di diametro e 2 Km di profondità; degli archeologi lo stanno studiando perché risale all'epoca della scomparsa dei dinosauri e pensano che sia formato a causa del meteorite che è caduto sulla terra in quell'epoca.

Dove io faccio il bagno è molto più piccolo. Giusto il tempo di un tuffo prima che Alessia si accorga nei numerosi pipistrelli attaccati al soffitto e mi invita ad andarcene. Pensate che si possono fare anche le immersioni con sub che ti accompagnano. Molto affascinante...

Due giorni spalmati al sole e bagnati dal mar dei Caraibi, (non per altro perché se chiedo ad Alessia di fare una nuova escursione chiede il divorzio) e poi si torna a casa.

Il viaggio breve ma intenso mi ha solo fatto venire l'acquolina in bocca su tutto questo affascinante Stato, pieno di storia e bellezze naturali, ma talmente vasto che sicuramente potrà farci scegliere di visitare altre regioni.

Partiti da Roma con BluPanorama e dopo un primo scalo a Bologna, dopo 12 ore di volo, arriviamo a Cancun alle 22:30 ora locale.

Trovato il riferente del Tour Operator italiano, veniamo accompagnati in un pulmino per l'ultima tratta del viaggio: Cancun - Akumal.

Le fatiche vengono ripagate arrivatio al Villaggio Gran bahia principe, un vero spettacolo e dire che lo abbiamo prenotato in promozione ad un prezzo veramente imbattibile.

La vacanza può avere inizio.

Il primo giorno in un villaggio è sempre di ambientamento, ma ci mettiamo veramente poco.

Il posto è ben organizzato e poi oltre che a spalmarci al sole, dissetarci con un coctail a base di frutta e tuffarsi nel mare caraibico, non è che dobbiamo fare molto altro...

Già dall'areoporto a Roma abbiamo conosciuta una cordiale e simpatica famiglia di Salerno composta da Mena, Gianni e il piccolo grande Michele (il bambino più indipendente ed educato che abbia mai conosciuto). Un saluto affettuoso a tutti.

Con loro organizziamo degli spostamenti e delle cene per il proseguo della settimana, oltre a degli aperitivi niente male. Gianni cultore della bella vita e del maggiare sano, in areoporto a Fiumicino ha pensato bene di prendere dello champagne che alle 5 del pomeriggio ci ha spesso allietato e rinfrescato il soggiorno.

Il primo spostamento decidiamo di farlo il pomeriggio, direzione Tulum, che secondo quanto detto dalla reception è possibile visitarlo fino alle 17. Sbagliato, si esce alle 17, quindi dopo che alle 16 abbiamo preso un taxi collettivo (comodo, veloce, che ti permette di familiarizzare con le persone del luogo e sopratutto molto economico) che fa la pola fra Playa del Carmen e Tulum, arriviamo proprio in tempo per la chiusura senza poter entrare.

Io e Alessia contenti dell'esperienza del taxi collettivo, decidiamo che visto il breve periodo a disposione non era il caso si lasciare andare un giorno senza una visita, quindi la sera ci dirigiamo verso Playa del Carmen.

La città, se così la vogliamo definire, ha di rilevante un lungo mare e una strada parallela chiamata la Quinta Avenida, il resto non vale la pena neanche guardarlo.

Questo è il giorno buono per visitare il sito archeologico di Tulum.

Di buon ora con Alessia prendiamo nuvamente il taxi collettivo e arriviamo al crocevia per il sito. Dopo aver assistito nei pressi di un piccolo mercatino ad una specie di giostra che ha come protagonisti alcuni messicani, scopriamo che la mattina c'è un trenino che ti porta all'entrata del sito.

Dopo una discreta fila sotto il sole faccio due biglietti e finalmente entriamo per la prima volta in contatto con l'antica cviltà Maya.

Tulum è un sito archelogico che si differenza dagli altri perchè si affaccia direttamente sullo splendido mar dei Caraibi, gli abitanti del luogo avevano una spiaggetta tutta per loro niente male.

Un paio d'ore per visitare il sito, senza farci il bagno per evitaare di fare il breve viaggio di ritorno pieni di sale, vediamo il Castillo (costruzione tra le più importanti e ben tenute dell'intero sito) e ce ne andiamo, con l'unio rammarico di non essere potuti accedere a nessuna costruzione.

E' il giorno di Chichen Itzá.

Coinvilgiamo nuovamente Gianni e famiglia, noleggiamo una macchian e dopo 300Km circa arriviamo al sito archelogico più importante di tutta la penisola dello Yucatan.

Prendiamo un guida che parla in italiano e iniziamo la visita.

La prima cosa che salta agli occhi è la grande Piramide, un vero calendario che dava i tempi a tutta la comunità. Anche qui non si può salire, in primis perché nove mesi prima è caduta una turista americana e poi perché l'enorme e continuo flusso di turisti sta creando seri problemi di tenuta a tutti gli edifici.

Proseguendo nella visita visitiamo il campo di Pelota, il mercato e il palazzo delle mille colonne sormontato dal Ciak Moll, la scuola, le terme e l'osservatorio.

Dopo circa due ore con la guida proseguiamo da soli ancora per un po facendo anche man bassa di molti souvenir, che man mano che ci avviciniamo all'uscita ci offono a prezi sempre più bassi. Forse perché pensano: ora o mai più.

Non siamo stanchi, anzi bramiamo di voler visitare ancora la regione e questa volta da soli noleggiamo nuovamente una macchina e partiamo per Cobà, forse il sito più antico, scoperto per il 5%, ma l'unico che può darti ancora l'emozione di salire su una piramide Maya.

Giunti sul posto decidiamo di farci accompagnare nella visita da un "taxi", che in realtà non è altro che una bicicletta con davanti un sedile per due persone. Mi spiace per il cilista, sopratutto perché sia mia moglie che in particolar modo io, non posso definirmi un'alice :-)).

Dopo aver visto due campi di pelota e altri reperti arriviamo ala piramide. Più disastrata di quella di Chichen Itzá ma anche più alta, 102 gradini contro 92 e su questa si può salire.

Dopo una partenza sparata, arriviamo a metà salita e faccio l'enorme errore di voltarmi a guardare giù; una folata di vento che mi fa barcollare mi frena ulteriormente, mi siedo e non salgo oltre. Alessia invece per niente intimorita continua per l'ascesa, ma alla fine ache lei a dieci gradini dalla fine si arrende. Lei dice perché mi vedeva sofferente nel vederla salire... ma io non sono convinto che è il vero motivo.

Mentre torniamo al villaggio, prima di dedicarci al riposo completo spalmati al sole, non mi resta che vivere l'ultima emozione: tuffarmi in un Cenote.

I Cenote sono voragini piene di acqua che si trovano nella foresta dello Yucatan. Ce ne sono migliaia, il più grande si trova vicino Merida ed è di 300 Km di diametro e 2 Km di profondità; degli archeologi lo stanno studiando perché risale all'epoca della scomparsa dei dinosauri e pensano che sia formato a causa del meteorite che è caduto sulla terra in quell'epoca.

Dove io faccio il bagno è molto più piccolo. Giusto il tempo di un tuffo prima che Alessia si accorga nei numerosi pipistrelli attaccati al soffitto e mi invita ad andarcene. Pensate che si possono fare anche le immersioni con sub che ti accompagnano. Molto affascinante...

Due giorni spalmati al sole e bagnati dal mar dei Caraibi, (non per altro perché se chiedo ad Alessia di fare una nuova escursione chiede il divorzio) e poi si torna a casa.

Il viaggio breve ma intenso mi ha solo fatto venire l'acquolina in bocca su tutto questo affascinante Stato, pieno di storia e bellezze naturali, ma talmente vasto che sicuramente potrà farci scegliere di visitare altre regioni.

Partiti da Roma con BluPanorama e dopo un primo scalo a Bologna, dopo 12 ore di volo, arriviamo a Cancun alle 22:30 ora locale.

Trovato il riferente del Tour Operator italiano, veniamo accompagnati in un pulmino per l'ultima tratta del viaggio: Cancun - Akumal.

Le fatiche vengono ripagate arrivatio al Villaggio Gran bahia principe, un vero spettacolo e dire che lo abbiamo prenotato in promozione ad un prezzo veramente imbattibile.

La vacanza può avere inizio.

Il primo giorno in un villaggio è sempre di ambientamento, ma ci mettiamo veramente poco.

Il posto è ben organizzato e poi oltre che a spalmarci al sole, dissetarci con un coctail a base di frutta e tuffarsi nel mare caraibico, non è che dobbiamo fare molto altro...

Già dall'areoporto a Roma abbiamo conosciuta una cordiale e simpatica famiglia di Salerno composta da Mena, Gianni e il piccolo grande Michele (il bambino più indipendente ed educato che abbia mai conosciuto). Un saluto affettuoso a tutti.

Con loro organizziamo degli spostamenti e delle cene per il proseguo della settimana, oltre a degli aperitivi niente male. Gianni cultore della bella vita e del maggiare sano, in areoporto a Fiumicino ha pensato bene di prendere dello champagne che alle 5 del pomeriggio ci ha spesso allietato e rinfrescato il soggiorno.

Il primo spostamento decidiamo di farlo il pomeriggio, direzione Tulum, che secondo quanto detto dalla reception è possibile visitarlo fino alle 17. Sbagliato, si esce alle 17, quindi dopo che alle 16 abbiamo preso un taxi collettivo (comodo, veloce, che ti permette di familiarizzare con le persone del luogo e sopratutto molto economico) che fa la pola fra Playa del Carmen e Tulum, arriviamo proprio in tempo per la chiusura senza poter entrare.

Io e Alessia contenti dell'esperienza del taxi collettivo, decidiamo che visto il breve periodo a disposione non era il caso si lasciare andare un giorno senza una visita, quindi la sera ci dirigiamo verso Playa del Carmen.

La città, se così la vogliamo definire, ha di rilevante un lungo mare e una strada parallela chiamata la Quinta Avenida, il resto non vale la pena neanche guardarlo.

Questo è il giorno buono per visitare il sito archeologico di Tulum.

Di buon ora con Alessia prendiamo nuvamente il taxi collettivo e arriviamo al crocevia per il sito. Dopo aver assistito nei pressi di un piccolo mercatino ad una specie di giostra che ha come protagonisti alcuni messicani, scopriamo che la mattina c'è un trenino che ti porta all'entrata del sito.

Dopo una discreta fila sotto il sole faccio due biglietti e finalmente entriamo per la prima volta in contatto con l'antica cviltà Maya.

Tulum è un sito archelogico che si differenza dagli altri perchè si affaccia direttamente sullo splendido mar dei Caraibi, gli abitanti del luogo avevano una spiaggetta tutta per loro niente male.

Un paio d'ore per visitare il sito, senza farci il bagno per evitaare di fare il breve viaggio di ritorno pieni di sale, vediamo il Castillo (costruzione tra le più importanti e ben tenute dell'intero sito) e ce ne andiamo, con l'unio rammarico di non essere potuti accedere a nessuna costruzione.

E' il giorno di Chichen Itzá.

Coinvilgiamo nuovamente Gianni e famiglia, noleggiamo una macchian e dopo 300Km circa arriviamo al sito archelogico più importante di tutta la penisola dello Yucatan.

Prendiamo un guida che parla in italiano e iniziamo la visita.

La prima cosa che salta agli occhi è la grande Piramide, un vero calendario che dava i tempi a tutta la comunità. Anche qui non si può salire, in primis perché nove mesi prima è caduta una turista americana e poi perché l'enorme e continuo flusso di turisti sta creando seri problemi di tenuta a tutti gli edifici.

Proseguendo nella visita visitiamo il campo di Pelota, il mercato e il palazzo delle mille colonne sormontato dal Ciak Moll, la scuola, le terme e l'osservatorio.

Dopo circa due ore con la guida proseguiamo da soli ancora per un po facendo anche man bassa di molti souvenir, che man mano che ci avviciniamo all'uscita ci offono a prezi sempre più bassi. Forse perché pensano: ora o mai più.

Non siamo stanchi, anzi bramiamo di voler visitare ancora la regione e questa volta da soli noleggiamo nuovamente una macchina e partiamo per Cobà, forse il sito più antico, scoperto per il 5%, ma l'unico che può darti ancora l'emozione di salire su una piramide Maya.

Giunti sul posto decidiamo di farci accompagnare nella visita da un "taxi", che in realtà non è altro che una bicicletta con davanti un sedile per due persone. Mi spiace per il cilista, sopratutto perché sia mia moglie che in particolar modo io, non posso definirmi un'alice :-)).

Dopo aver visto due campi di pelota e altri reperti arriviamo ala piramide. Più disastrata di quella di Chichen Itzá ma anche più alta, 102 gradini contro 92 e su questa si può salire.

Dopo una partenza sparata, arriviamo a metà salita e faccio l'enorme errore di voltarmi a guardare giù; una folata di vento che mi fa barcollare mi frena ulteriormente, mi siedo e non salgo oltre. Alessia invece per niente intimorita continua per l'ascesa, ma alla fine ache lei a dieci gradini dalla fine si arrende. Lei dice perché mi vedeva sofferente nel vederla salire... ma io non sono convinto che è il vero motivo.

Mentre torniamo al villaggio, prima di dedicarci al riposo completo spalmati al sole, non mi resta che vivere l'ultima emozione: tuffarmi in un Cenote.

I Cenote sono voragini piene di acqua che si trovano nella foresta dello Yucatan. Ce ne sono migliaia, il più grande si trova vicino Merida ed è di 300 Km di diametro e 2 Km di profondità; degli archeologi lo stanno studiando perché risale all'epoca della scomparsa dei dinosauri e pensano che sia formato a causa del meteorite che è caduto sulla terra in quell'epoca.

Dove io faccio il bagno è molto più piccolo. Giusto il tempo di un tuffo prima che Alessia si accorga nei numerosi pipistrelli attaccati al soffitto e mi invita ad andarcene. Pensate che si possono fare anche le immersioni con sub che ti accompagnano. Molto affascinante...

Due giorni spalmati al sole e bagnati dal mar dei Caraibi, (non per altro perché se chiedo ad Alessia di fare una nuova escursione chiede il divorzio) e poi si torna a casa.

Il viaggio breve ma intenso mi ha solo fatto venire l'acquolina in bocca su tutto questo affascinante Stato, pieno di storia e bellezze naturali, ma talmente vasto che sicuramente potrà farci scegliere di visitare altre regioni.

Partiti da Roma con BluPanorama e dopo un primo scalo a Bologna, dopo 12 ore di volo, arriviamo a Cancun alle 22:30 ora locale.

Trovato il riferente del Tour Operator italiano, veniamo accompagnati in un pulmino per l'ultima tratta del viaggio: Cancun - Akumal.

Le fatiche vengono ripagate arrivatio al Villaggio Gran bahia principe, un vero spettacolo e dire che lo abbiamo prenotato in promozione ad un prezzo veramente imbattibile.

La vacanza può avere inizio.

Il primo giorno in un villaggio è sempre di ambientamento, ma ci mettiamo veramente poco.

Il posto è ben organizzato e poi oltre che a spalmarci al sole, dissetarci con un coctail a base di frutta e tuffarsi nel mare caraibico, non è che dobbiamo fare molto altro...

Già dall'areoporto a Roma abbiamo conosciuta una cordiale e simpatica famiglia di Salerno composta da Mena, Gianni e il piccolo grande Michele (il bambino più indipendente ed educato che abbia mai conosciuto). Un saluto affettuoso a tutti.

Con loro organizziamo degli spostamenti e delle cene per il proseguo della settimana, oltre a degli aperitivi niente male. Gianni cultore della bella vita e del maggiare sano, in areoporto a Fiumicino ha pensato bene di prendere dello champagne che alle 5 del pomeriggio ci ha spesso allietato e rinfrescato il soggiorno.

Il primo spostamento decidiamo di farlo il pomeriggio, direzione Tulum, che secondo quanto detto dalla reception è possibile visitarlo fino alle 17. Sbagliato, si esce alle 17, quindi dopo che alle 16 abbiamo preso un taxi collettivo (comodo, veloce, che ti permette di familiarizzare con le persone del luogo e sopratutto molto economico) che fa la pola fra Playa del Carmen e Tulum, arriviamo proprio in tempo per la chiusura senza poter entrare.

Io e Alessia contenti dell'esperienza del taxi collettivo, decidiamo che visto il breve periodo a disposione non era il caso si lasciare andare un giorno senza una visita, quindi la sera ci dirigiamo verso Playa del Carmen.

La città, se così la vogliamo definire, ha di rilevante un lungo mare e una strada parallela chiamata la Quinta Avenida, il resto non vale la pena neanche guardarlo.

Questo è il giorno buono per visitare il sito archeologico di Tulum.

Di buon ora con Alessia prendiamo nuvamente il taxi collettivo e arriviamo al crocevia per il sito. Dopo aver assistito nei pressi di un piccolo mercatino ad una specie di giostra che ha come protagonisti alcuni messicani, scopriamo che la mattina c'è un trenino che ti porta all'entrata del sito.

Dopo una discreta fila sotto il sole faccio due biglietti e finalmente entriamo per la prima volta in contatto con l'antica cviltà Maya.

Tulum è un sito archelogico che si differenza dagli altri perchè si affaccia direttamente sullo splendido mar dei Caraibi, gli abitanti del luogo avevano una spiaggetta tutta per loro niente male.

Un paio d'ore per visitare il sito, senza farci il bagno per evitaare di fare il breve viaggio di ritorno pieni di sale, vediamo il Castillo (costruzione tra le più importanti e ben tenute dell'intero sito) e ce ne andiamo, con l'unio rammarico di non essere potuti accedere a nessuna costruzione.

E' il giorno di Chichen Itzá.

Coinvilgiamo nuovamente Gianni e famiglia, noleggiamo una macchian e dopo 300Km circa arriviamo al sito archelogico più importante di tutta la penisola dello Yucatan.

Prendiamo un guida che parla in italiano e iniziamo la visita.

La prima cosa che salta agli occhi è la grande Piramide, un vero calendario che dava i tempi a tutta la comunità. Anche qui non si può salire, in primis perché nove mesi prima è caduta una turista americana e poi perché l'enorme e continuo flusso di turisti sta creando seri problemi di tenuta a tutti gli edifici.

Proseguendo nella visita visitiamo il campo di Pelota, il mercato e il palazzo delle mille colonne sormontato dal Ciak Moll, la scuola, le terme e l'osservatorio.

Dopo circa due ore con la guida proseguiamo da soli ancora per un po facendo anche man bassa di molti souvenir, che man mano che ci avviciniamo all'uscita ci offono a prezi sempre più bassi. Forse perché pensano: ora o mai più.

Non siamo stanchi, anzi bramiamo di voler visitare ancora la regione e questa volta da soli noleggiamo nuovamente una macchina e partiamo per Cobà, forse il sito più antico, scoperto per il 5%, ma l'unico che può darti ancora l'emozione di salire su una piramide Maya.

Giunti sul posto decidiamo di farci accompagnare nella visita da un "taxi", che in realtà non è altro che una bicicletta con davanti un sedile per due persone. Mi spiace per il cilista, sopratutto perché sia mia moglie che in particolar modo io, non posso definirmi un'alice :-)).

Dopo aver visto due campi di pelota e altri reperti arriviamo ala piramide. Più disastrata di quella di Chichen Itzá ma anche più alta, 102 gradini contro 92 e su questa si può salire.

Dopo una partenza sparata, arriviamo a metà salita e faccio l'enorme errore di voltarmi a guardare giù; una folata di vento che mi fa barcollare mi frena ulteriormente, mi siedo e non salgo oltre. Alessia invece per niente intimorita continua per l'ascesa, ma alla fine ache lei a dieci gradini dalla fine si arrende. Lei dice perché mi vedeva sofferente nel vederla salire... ma io non sono convinto che è il vero motivo.

Mentre torniamo al villaggio, prima di dedicarci al riposo completo spalmati al sole, non mi resta che vivere l'ultima emozione: tuffarmi in un Cenote.

I Cenote sono voragini piene di acqua che si trovano nella foresta dello Yucatan. Ce ne sono migliaia, il più grande si trova vicino Merida ed è di 300 Km di diametro e 2 Km di profondità; degli archeologi lo stanno studiando perché risale all'epoca della scomparsa dei dinosauri e pensano che sia formato a causa del meteorite che è caduto sulla terra in quell'epoca.

Dove io faccio il bagno è molto più piccolo. Giusto il tempo di un tuffo prima che Alessia si accorga nei numerosi pipistrelli attaccati al soffitto e mi invita ad andarcene. Pensate che si possono fare anche le immersioni con sub che ti accompagnano. Molto affascinante...

Due giorni spalmati al sole e bagnati dal mar dei Caraibi, (non per altro perché se chiedo ad Alessia di fare una nuova escursione chiede il divorzio) e poi si torna a casa.

Il viaggio breve ma intenso mi ha solo fatto venire l'acquolina in bocca su tutto questo affascinante Stato, pieno di storia e bellezze naturali, ma talmente vasto che sicuramente potrà farci scegliere di visitare altre regioni.

Partiti da Roma con BluPanorama e dopo un primo scalo a Bologna, dopo 12 ore di volo, arriviamo a Cancun alle 22:30 ora locale.

Trovato il riferente del Tour Operator italiano, veniamo accompagnati in un pulmino per l'ultima tratta del viaggio: Cancun - Akumal.

Le fatiche vengono ripagate arrivatio al Villaggio Gran bahia principe, un vero spettacolo e dire che lo abbiamo prenotato in promozione ad un prezzo veramente imbattibile.

La vacanza può avere inizio.

Il primo giorno in un villaggio è sempre di ambientamento, ma ci mettiamo veramente poco.

Il posto è ben organizzato e poi oltre che a spalmarci al sole, dissetarci con un coctail a base di frutta e tuffarsi nel mare caraibico, non è che dobbiamo fare molto altro...

Già dall'areoporto a Roma abbiamo conosciuta una cordiale e simpatica famiglia di Salerno composta da Mena, Gianni e il piccolo grande Michele (il bambino più indipendente ed educato che abbia mai conosciuto). Un saluto affettuoso a tutti.

Con loro organizziamo degli spostamenti e delle cene per il proseguo della settimana, oltre a degli aperitivi niente male. Gianni cultore della bella vita e del maggiare sano, in areoporto a Fiumicino ha pensato bene di prendere dello champagne che alle 5 del pomeriggio ci ha spesso allietato e rinfrescato il soggiorno.

Il primo spostamento decidiamo di farlo il pomeriggio, direzione Tulum, che secondo quanto detto dalla reception è possibile visitarlo fino alle 17. Sbagliato, si esce alle 17, quindi dopo che alle 16 abbiamo preso un taxi collettivo (comodo, veloce, che ti permette di familiarizzare con le persone del luogo e sopratutto molto economico) che fa la pola fra Playa del Carmen e Tulum, arriviamo proprio in tempo per la chiusura senza poter entrare.

Io e Alessia contenti dell'esperienza del taxi collettivo, decidiamo che visto il breve periodo a disposione non era il caso si lasciare andare un giorno senza una visita, quindi la sera ci dirigiamo verso Playa del Carmen.

La città, se così la vogliamo definire, ha di rilevante un lungo mare e una strada parallela chiamata la Quinta Avenida, il resto non vale la pena neanche guardarlo.

Questo è il giorno buono per visitare il sito archeologico di Tulum.

Di buon ora con Alessia prendiamo nuvamente il taxi collettivo e arriviamo al crocevia per il sito. Dopo aver assistito nei pressi di un piccolo mercatino ad una specie di giostra che ha come protagonisti alcuni messicani, scopriamo che la mattina c'è un trenino che ti porta all'entrata del sito.

Dopo una discreta fila sotto il sole faccio due biglietti e finalmente entriamo per la prima volta in contatto con l'antica cviltà Maya.

Tulum è un sito archelogico che si differenza dagli altri perchè si affaccia direttamente sullo splendido mar dei Caraibi, gli abitanti del luogo avevano una spiaggetta tutta per loro niente male.

Un paio d'ore per visitare il sito, senza farci il bagno per evitaare di fare il breve viaggio di ritorno pieni di sale, vediamo il Castillo (costruzione tra le più importanti e ben tenute dell'intero sito) e ce ne andiamo, con l'unio rammarico di non essere potuti accedere a nessuna costruzione.

E' il giorno di Chichen Itzá.

Coinvilgiamo nuovamente Gianni e famiglia, noleggiamo una macchian e dopo 300Km circa arriviamo al sito archelogico più importante di tutta la penisola dello Yucatan.

Prendiamo un guida che parla in italiano e iniziamo la visita.

La prima cosa che salta agli occhi è la grande Piramide, un vero calendario che dava i tempi a tutta la comunità. Anche qui non si può salire, in primis perché nove mesi prima è caduta una turista americana e poi perché l'enorme e continuo flusso di turisti sta creando seri problemi di tenuta a tutti gli edifici.

Proseguendo nella visita visitiamo il campo di Pelota, il mercato e il palazzo delle mille colonne sormontato dal Ciak Moll, la scuola, le terme e l'osservatorio.

Dopo circa due ore con la guida proseguiamo da soli ancora per un po facendo anche man bassa di molti souvenir, che man mano che ci avviciniamo all'uscita ci offono a prezi sempre più bassi. Forse perché pensano: ora o mai più.

Non siamo stanchi, anzi bramiamo di voler visitare ancora la regione e questa volta da soli noleggiamo nuovamente una macchina e partiamo per Cobà, forse il sito più antico, scoperto per il 5%, ma l'unico che può darti ancora l'emozione di salire su una piramide Maya.

Giunti sul posto decidiamo di farci accompagnare nella visita da un "taxi", che in realtà non è altro che una bicicletta con davanti un sedile per due persone. Mi spiace per il cilista, sopratutto perché sia mia moglie che in particolar modo io, non posso definirmi un'alice :-)).

Dopo aver visto due campi di pelota e altri reperti arriviamo ala piramide. Più disastrata di quella di Chichen Itzá ma anche più alta, 102 gradini contro 92 e su questa si può salire.

Dopo una partenza sparata, arriviamo a metà salita e faccio l'enorme errore di voltarmi a guardare giù; una folata di vento che mi fa barcollare mi frena ulteriormente, mi siedo e non salgo oltre. Alessia invece per niente intimorita continua per l'ascesa, ma alla fine ache lei a dieci gradini dalla fine si arrende. Lei dice perché mi vedeva sofferente nel vederla salire... ma io non sono convinto che è il vero motivo.

Mentre torniamo al villaggio, prima di dedicarci al riposo completo spalmati al sole, non mi resta che vivere l'ultima emozione: tuffarmi in un Cenote.

I Cenote sono voragini piene di acqua che si trovano nella foresta dello Yucatan. Ce ne sono migliaia, il più grande si trova vicino Merida ed è di 300 Km di diametro e 2 Km di profondità; degli archeologi lo stanno studiando perché risale all'epoca della scomparsa dei dinosauri e pensano che sia formato a causa del meteorite che è caduto sulla terra in quell'epoca.

Dove io faccio il bagno è molto più piccolo. Giusto il tempo di un tuffo prima che Alessia si accorga nei numerosi pipistrelli attaccati al soffitto e mi invita ad andarcene. Pensate che si possono fare anche le immersioni con sub che ti accompagnano. Molto affascinante...

Due giorni spalmati al sole e bagnati dal mar dei Caraibi, (non per altro perché se chiedo ad Alessia di fare una nuova escursione chiede il divorzio) e poi si torna a casa.

Il viaggio breve ma intenso mi ha solo fatto venire l'acquolina in bocca su tutto questo affascinante Stato, pieno di storia e bellezze naturali, ma talmente vasto che sicuramente potrà farci scegliere di visitare altre regioni.

Partiti da Roma con BluPanorama e dopo un primo scalo a Bologna, dopo 12 ore di volo, arriviamo a Cancun alle 22:30 ora locale.

Trovato il riferente del Tour Operator italiano, veniamo accompagnati in un pulmino per l'ultima tratta del viaggio: Cancun - Akumal.

Le fatiche vengono ripagate arrivatio al Villaggio Gran bahia principe, un vero spettacolo e dire che lo abbiamo prenotato in promozione ad un prezzo veramente imbattibile.

La vacanza può avere inizio.

Il primo giorno in un villaggio è sempre di ambientamento, ma ci mettiamo veramente poco.

Il posto è ben organizzato e poi oltre che a spalmarci al sole, dissetarci con un coctail a base di frutta e tuffarsi nel mare caraibico, non è che dobbiamo fare molto altro...

Già dall'areoporto a Roma abbiamo conosciuta una cordiale e simpatica famiglia di Salerno composta da Mena, Gianni e il piccolo grande Michele (il bambino più indipendente ed educato che abbia mai conosciuto). Un saluto affettuoso a tutti.

Con loro organizziamo degli spostamenti e delle cene per il proseguo della settimana, oltre a degli aperitivi niente male. Gianni cultore della bella vita e del maggiare sano, in areoporto a Fiumicino ha pensato bene di prendere dello champagne che alle 5 del pomeriggio ci ha spesso allietato e rinfrescato il soggiorno.

Il primo spostamento decidiamo di farlo il pomeriggio, direzione Tulum, che secondo quanto detto dalla reception è possibile visitarlo fino alle 17. Sbagliato, si esce alle 17, quindi dopo che alle 16 abbiamo preso un taxi collettivo (comodo, veloce, che ti permette di familiarizzare con le persone del luogo e sopratutto molto economico) che fa la pola fra Playa del Carmen e Tulum, arriviamo proprio in tempo per la chiusura senza poter entrare.

Io e Alessia contenti dell'esperienza del taxi collettivo, decidiamo che visto il breve periodo a disposione non era il caso si lasciare andare un giorno senza una visita, quindi la sera ci dirigiamo verso Playa del Carmen.

La città, se così la vogliamo definire, ha di rilevante un lungo mare e una strada parallela chiamata la Quinta Avenida, il resto non vale la pena neanche guardarlo.

Questo è il giorno buono per visitare il sito archeologico di Tulum.

Di buon ora con Alessia prendiamo nuvamente il taxi collettivo e arriviamo al crocevia per il sito. Dopo aver assistito nei pressi di un piccolo mercatino ad una specie di giostra che ha come protagonisti alcuni messicani, scopriamo che la mattina c'è un trenino che ti porta all'entrata del sito.

Dopo una discreta fila sotto il sole faccio due biglietti e finalmente entriamo per la prima volta in contatto con l'antica cviltà Maya.

Tulum è un sito archelogico che si differenza dagli altri perchè si affaccia direttamente sullo splendido mar dei Caraibi, gli abitanti del luogo avevano una spiaggetta tutta per loro niente male.

Un paio d'ore per visitare il sito, senza farci il bagno per evitaare di fare il breve viaggio di ritorno pieni di sale, vediamo il Castillo (costruzione tra le più importanti e ben tenute dell'intero sito) e ce ne andiamo, con l'unio rammarico di non essere potuti accedere a nessuna costruzione.

E' il giorno di Chichen Itzá.

Coinvilgiamo nuovamente Gianni e famiglia, noleggiamo una macchian e dopo 300Km circa arriviamo al sito archelogico più importante di tutta la penisola dello Yucatan.

Prendiamo un guida che parla in italiano e iniziamo la visita.

La prima cosa che salta agli occhi è la grande Piramide, un vero calendario che dava i tempi a tutta la comunità. Anche qui non si può salire, in primis perché nove mesi prima è caduta una turista americana e poi perché l'enorme e continuo flusso di turisti sta creando seri problemi di tenuta a tutti gli edifici.

Proseguendo nella visita visitiamo il campo di Pelota, il mercato e il palazzo delle mille colonne sormontato dal Ciak Moll, la scuola, le terme e l'osservatorio.

Dopo circa due ore con la guida proseguiamo da soli ancora per un po facendo anche man bassa di molti souvenir, che man mano che ci avviciniamo all'uscita ci offono a prezi sempre più bassi. Forse perché pensano: ora o mai più.

Non siamo stanchi, anzi bramiamo di voler visitare ancora la regione e questa volta da soli noleggiamo nuovamente una macchina e partiamo per Cobà, forse il sito più antico, scoperto per il 5%, ma l'unico che può darti ancora l'emozione di salire su una piramide Maya.

Giunti sul posto decidiamo di farci accompagnare nella visita da un "taxi", che in realtà non è altro che una bicicletta con davanti un sedile per due persone. Mi spiace per il cilista, sopratutto perché sia mia moglie che in particolar modo io, non posso definirmi un'alice :-)).

Dopo aver visto due campi di pelota e altri reperti arriviamo ala piramide. Più disastrata di quella di Chichen Itzá ma anche più alta, 102 gradini contro 92 e su questa si può salire.

Dopo una partenza sparata, arriviamo a metà salita e faccio l'enorme errore di voltarmi a guardare giù; una folata di vento che mi fa barcollare mi frena ulteriormente, mi siedo e non salgo oltre. Alessia invece per niente intimorita continua per l'ascesa, ma alla fine ache lei a dieci gradini dalla fine si arrende. Lei dice perché mi vedeva sofferente nel vederla salire... ma io non sono convinto che è il vero motivo.

Mentre torniamo al villaggio, prima di dedicarci al riposo completo spalmati al sole, non mi resta che vivere l'ultima emozione: tuffarmi in un Cenote.

I Cenote sono voragini piene di acqua che si trovano nella foresta dello Yucatan. Ce ne sono migliaia, il più grande si trova vicino Merida ed è di 300 Km di diametro e 2 Km di profondità; degli archeologi lo stanno studiando perché risale all'epoca della scomparsa dei dinosauri e pensano che sia formato a causa del meteorite che è caduto sulla terra in quell'epoca.

Dove io faccio il bagno è molto più piccolo. Giusto il tempo di un tuffo prima che Alessia si accorga nei numerosi pipistrelli attaccati al soffitto e mi invita ad andarcene. Pensate che si possono fare anche le immersioni con sub che ti accompagnano. Molto affascinante...

Due giorni spalmati al sole e bagnati dal mar dei Caraibi, (non per altro perché se chiedo ad Alessia di fare una nuova escursione chiede il divorzio) e poi si torna a casa.

Il viaggio breve ma intenso mi ha solo fatto venire l'acquolina in bocca su tutto questo affascinante Stato, pieno di storia e bellezze naturali, ma talmente vasto che sicuramente potrà farci scegliere di visitare altre regioni.

Partiti da Roma con BluPanorama e dopo un primo scalo a Bologna, dopo 12 ore di volo, arriviamo a Cancun alle 22:30 ora locale.

Trovato il riferente del Tour Operator italiano, veniamo accompagnati in un pulmino per l'ultima tratta del viaggio: Cancun - Akumal.

Le fatiche vengono ripagate arrivatio al Villaggio Gran bahia principe, un vero spettacolo e dire che lo abbiamo prenotato in promozione ad un prezzo veramente imbattibile.

La vacanza può avere inizio.

Il primo giorno in un villaggio è sempre di ambientamento, ma ci mettiamo veramente poco.

Il posto è ben organizzato e poi oltre che a spalmarci al sole, dissetarci con un coctail a base di frutta e tuffarsi nel mare caraibico, non è che dobbiamo fare molto altro...

Già dall'areoporto a Roma abbiamo conosciuta una cordiale e simpatica famiglia di Salerno composta da Mena, Gianni e il piccolo grande Michele (il bambino più indipendente ed educato che abbia mai conosciuto). Un saluto affettuoso a tutti.

Con loro organizziamo degli spostamenti e delle cene per il proseguo della settimana, oltre a degli aperitivi niente male. Gianni cultore della bella vita e del maggiare sano, in areoporto a Fiumicino ha pensato bene di prendere dello champagne che alle 5 del pomeriggio ci ha spesso allietato e rinfrescato il soggiorno.

Il primo spostamento decidiamo di farlo il pomeriggio, direzione Tulum, che secondo quanto detto dalla reception è possibile visitarlo fino alle 17. Sbagliato, si esce alle 17, quindi dopo che alle 16 abbiamo preso un taxi collettivo (comodo, veloce, che ti permette di familiarizzare con le persone del luogo e sopratutto molto economico) che fa la pola fra Playa del Carmen e Tulum, arriviamo proprio in tempo per la chiusura senza poter entrare.

Io e Alessia contenti dell'esperienza del taxi collettivo, decidiamo che visto il breve periodo a disposione non era il caso si lasciare andare un giorno senza una visita, quindi la sera ci dirigiamo verso Playa del Carmen.

La città, se così la vogliamo definire, ha di rilevante un lungo mare e una strada parallela chiamata la Quinta Avenida, il resto non vale la pena neanche guardarlo.

Questo è il giorno buono per visitare il sito archeologico di Tulum.

Di buon ora con Alessia prendiamo nuvamente il taxi collettivo e arriviamo al crocevia per il sito. Dopo aver assistito nei pressi di un piccolo mercatino ad una specie di giostra che ha come protagonisti alcuni messicani, scopriamo che la mattina c'è un trenino che ti porta all'entrata del sito.

Dopo una discreta fila sotto il sole faccio due biglietti e finalmente entriamo per la prima volta in contatto con l'antica cviltà Maya.

Tulum è un sito archelogico che si differenza dagli altri perchè si affaccia direttamente sullo splendido mar dei Caraibi, gli abitanti del luogo avevano una spiaggetta tutta per loro niente male.

Un paio d'ore per visitare il sito, senza farci il bagno per evitaare di fare il breve viaggio di ritorno pieni di sale, vediamo il Castillo (costruzione tra le più importanti e ben tenute dell'intero sito) e ce ne andiamo, con l'unio rammarico di non essere potuti accedere a nessuna costruzione.

E' il giorno di Chichen Itzá.

Coinvilgiamo nuovamente Gianni e famiglia, noleggiamo una macchian e dopo 300Km circa arriviamo al sito archelogico più importante di tutta la penisola dello Yucatan.

Prendiamo un guida che parla in italiano e iniziamo la visita.

La prima cosa che salta agli occhi è la grande Piramide, un vero calendario che dava i tempi a tutta la comunità. Anche qui non si può salire, in primis perché nove mesi prima è caduta una turista americana e poi perché l'enorme e continuo flusso di turisti sta creando seri problemi di tenuta a tutti gli edifici.

Proseguendo nella visita visitiamo il campo di Pelota, il mercato e il palazzo delle mille colonne sormontato dal Ciak Moll, la scuola, le terme e l'osservatorio.

Dopo circa due ore con la guida proseguiamo da soli ancora per un po facendo anche man bassa di molti souvenir, che man mano che ci avviciniamo all'uscita ci offono a prezi sempre più bassi. Forse perché pensano: ora o mai più.

Non siamo stanchi, anzi bramiamo di voler visitare ancora la regione e questa volta da soli noleggiamo nuovamente una macchina e partiamo per Cobà, forse il sito più antico, scoperto per il 5%, ma l'unico che può darti ancora l'emozione di salire su una piramide Maya.

Giunti sul posto decidiamo di farci accompagnare nella visita da un "taxi", che in realtà non è altro che una bicicletta con davanti un sedile per due persone. Mi spiace per il cilista, sopratutto perché sia mia moglie che in particolar modo io, non posso definirmi un'alice :-)).

Dopo aver visto due campi di pelota e altri reperti arriviamo ala piramide. Più disastrata di quella di Chichen Itzá ma anche più alta, 102 gradini contro 92 e su questa si può salire.

Dopo una partenza sparata, arriviamo a metà salita e faccio l'enorme errore di voltarmi a guardare giù; una folata di vento che mi fa barcollare mi frena ulteriormente, mi siedo e non salgo oltre. Alessia invece per niente intimorita continua per l'ascesa, ma alla fine ache lei a dieci gradini dalla fine si arrende. Lei dice perché mi vedeva sofferente nel vederla salire... ma io non sono convinto che è il vero motivo.

Mentre torniamo al villaggio, prima di dedicarci al riposo completo spalmati al sole, non mi resta che vivere l'ultima emozione: tuffarmi in un Cenote.

I Cenote sono voragini piene di acqua che si trovano nella foresta dello Yucatan. Ce ne sono migliaia, il più grande si trova vicino Merida ed è di 300 Km di diametro e 2 Km di profondità; degli archeologi lo stanno studiando perché risale all'epoca della scomparsa dei dinosauri e pensano che sia formato a causa del meteorite che è caduto sulla terra in quell'epoca.

Dove io faccio il bagno è molto più piccolo. Giusto il tempo di un tuffo prima che Alessia si accorga nei numerosi pipistrelli attaccati al soffitto e mi invita ad andarcene. Pensate che si possono fare anche le immersioni con sub che ti accompagnano. Molto affascinante...

Due giorni spalmati al sole e bagnati dal mar dei Caraibi, (non per altro perché se chiedo ad Alessia di fare una nuova escursione chiede il divorzio) e poi si torna a casa.

Il viaggio breve ma intenso mi ha solo fatto venire l'acquolina in bocca su tutto questo affascinante Stato, pieno di storia e bellezze naturali, ma talmente vasto che sicuramente potrà farci scegliere di visitare altre regioni.

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