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Oberland Bernese (Svizzera)  

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Andrea
Scritto da: Andrea
Località: Berna
Durata: 5 giorni
Data partenza: dal Giugno 2005 al
Viaggiatori: 4
Nomi dei viaggiatori:

Introduzione

Ogni viaggio nasce da un´idea e da un obiettivo ben preciso. Stavolta l´obiettivo è quello di vedere e fotografare la mitica parete nord dell´Eiger, 1800 metri di roccia e neve che hanno fatto la storia dell´alpinismo. Al viaggio oltre a Monia partecipano anche i miei genitori.

Le Tappe del Viaggio

Sveglia presto per andare allo Jungfraujoch prendendo il primo treno delle 7:23 che costa solo 125 franchi (invece di 150). Siamo solo io e mio padre. La giornata è fantastica, è limpidissima e non c´è una nuvola in cielo. Poco prima delle 8 siamo alla Kleine Scheidegg, cambio di treno e via sempre più su. Dopo la Eigergletscherle entriamo in galleria, siamo dentro l´Eiger!!

Dopo venti minuti ci fermiamo e scendiamo per affacciarci dai famosi finestroni collocati in piena parete nord poco sotto il primo e il secondo nevaio, affacciarsi dà le vertigini e ci fa apprezzare la voragine di neve e roccia sotto di noi, e non siamo neppure a metà parete!!!

Purtroppo la sosta è breve, dopo pochi minuti ci fanno risalire sul treno, ancora 15 minuti e facciamo un´altra sosta, stavolta i finestroni danno sul ghiacciaio. Infine arriviamo, poco prima delle 9 siamo alla stazione dello Jungfraujoch!

Visto che siamo a digiuno prendiamo un panino e facciamo un rapido giro per il complesso, visitiamo la grotta di ghiaccio e saliamo sulla terrazza panoramica. Infine usciamo, direzione Monchsjochhutte, il rifugio posto sotto il Monch.

Il sentiero è ben battuto ed evidente, quindi anche se siamo sul ghiacciaio non c´è alcun rischio. L´ambiente è molto bello ed essendo arrivati così presto siamo quasi soli. Poco davanti a noi una coppia di italiani esce dal sentiero e si avvia a salire il Monch, a vederlo da sotto non sembra difficile. Noi invece proseguiamo e in poco meno di un ora arriviamo al rifugio posto a 3650 metri

Rimaniamo a vedere il panorama fino alle 11 e poi riprendiamo la strada per lo Jungfraujoch.

Saliamo in ascensore fino alla terrazza dell´osservatorio astronomico e poi con il treno delle 12:30 riprendiamo la via di Grindelwald.

A Grindelwald ci aspettano Monia e mia mamma con le quali nel pomeriggio andiamo all´Oberer Gletscher. Purtroppo il ghiacciaio si è molto ritirato, l´escursione però merita non fosse altro per la simpatica salita di quasi 1000 scalini di legno posizionati per superare un salto di roccia.

La cena è in un ristorante tipico, dove finalmente riesco ad assaggiare il famoso ´rosti´, un pasticcio di patate e altro.

Purtroppo il cielo si sta rannuvolando, che la fortuna ci abbia abbandonato?
La partenza è fissata per mercoledì 1 giugno, nel tardo pomeriggio, appena usciti da lavoro. Per fortuna guida mio padre e io posso rilassarmi un po´.

Superato il traforo del San Gottardo decidiamo di fermarci, ormai è tardi per arrivare fino a Grindelwald, meta del viaggio. Facciamo sosta a Goeschenen dove non abbiamo difficoltà a trovare una sistemazione a 50 franchi a testa, inclusa la colazione.

Breve giro a piedi per l´anonimo paesino per sgranchirsi un po´ le gambe e poi a letto.
Alle 8:15 siamo già in macchina con l´idea di attraversare il Susten pass, ma... orrore... un cartello all´inizio della strada per il passo ci segnala che il Susten è chiuso. Non sappiamo se procedere per Lucerna o se tornare un po´ indietro e fare il Furka pass. Dopo un po´ di indecisione optiamo per la strada più semplice, l´autostrada per Lucerna.

Verso le 10 e 30 siamo a Interlaken e finalmente, poco dopo le 11, arriviamo a Grindelwald. La giornata è splendida e la mitica parete nord dell´Eiger incombe sul paese. Troviamo una sistemazione in una casa privata (camere doppie con bagno a 50 franchi, 17 euro a testa!) e via su con il trenino verso la Kleine Scheidegg, posizionata proprio sotto la parete.

Il biglietto solo andata costa 27 franchi (2 franchi più dell´alloggio!). Il treno arranca sui binari e il paesaggio è maestoso, arriviamo alla stazioncina di Alpiglen, proprio sotto la parete e famoso punto di osservazione degli alpinisti impegnati nell´ascesa.

Il treno riparte e poi... si ferma. C´è un guasto! Incredibile un treno svizzero guasto! Dall´inizio dell´anno è già il terzo treno che mi si guasta, in Italia non mi stupisce più ormai, ma in Svizzera! Qua però sono più efficienti e mentre in Italia il tempo medio di attesa per risolvere il guasto era stato di due ore, qua in 30 minuti risolvono tutto con i treni delle due corse successive, uno dall´alto e uno dal basso, trasferendo i passeggeri su questi due treni funzionanti e riportando giù il treno guasto.

Il treno passa proprio sotto la parete e il guardarla da le vertigini.

Arriviamo alla incredibile Kleine Scheidegg e iniziamo a salire verso la Eigergletscher. La vista è mozzafiato, oltre alla nord dell´Eiger sopra di noi vediamo incombenti i versanti settentrionali del Monch e dello Jungfrau, con le impressionanti lingue di ghiaccio.

Preparo il cavalletto e inizio a scattare molte foto. Qualche piccola nube rende il paesaggio ancora più affascinante. Mio padre ha una foto della nord dell´Eiger con segnata la via dei primi salitori e si è portato dietro un piccolo telescopio per cercare di scorgere qualche alpinista impegnato nell´ascesa, il percorso è riconoscibilissimo e ben evidenti risultano i punti del percorso sentiti nominare decine di volte, traversata Hinterstoisser, primo e secondo nevaio, traversata degli dei, ragno bianco, bivacco della morte, ecc.

La via però è sgombra, nessun alpinista sta tentando l´ascesa. Proseguiamo in salita fino Eigergletscher e poi piano piano ridiscendiamo. Abbandono l´idea di fare l´Eiger trail fino ad Alpiglen perchè gli altri si rifiutano.

Mi tocca quindi a ridiscendere in treno fino a Alpiglen e qui insieme a mio padre, risalire il costone cercando di arrivare il più possibile sotto la parete. Andiamo su un bel po´ arrivando quasi all´altezza del pilastro centrale ma poi dopo quasi un´ora dobbiamo rientrare, l´ultimo treno non aspetta. E´ comunque bello camminare nell´erba e nel bosco sotto questa splendida parete e non mi stanco di ammirarla.

Per cena ci aspetta la fonduta poi prima di andare a letto provo a fare qualche scatto notturno alla parete nord.
Piove tutta la notte, alle 6 e mezzo viene a chiamarmi mio babbo per dirmi che l´Eiger Trail non si fa. Piove troppo.

Col cavolo! Son venuto qui apposta e lo faccio anche sotto l´acqua, soprattutto perchè la parete è sgombra e le nubi sono alte. Io alle 7 parto se lui viene bene altrimenti vado da solo. Si lascia convincere. Monia e mia mamma invece non vengono.

Montiamo sul treno delle 7:23 che piove, alle 7:30 c´è il sole! Rimangono solo delle nubi non molto alte di passaggio, per il resto si può dire che la giornata è discreta. Fortuna che non mi faccio mai convincere da nessuno...

Scendiamo alla Kleine Scheidegg e proviamo a intercettare il sentiero che viene dalla Eigergletscher. L´indicazione dà sentiero chiuso per neve, ma a mio padre non lo dico, si starà a vedere... uscire dal sentiero per aggirare i nevai a occhio mi sembra facilissimo.

In circa 40 minuti, passando per facili nevai e pendii erbosi intercettiamo il larghissimo sentiero. Altri 5 minuti e arriviamo in quello che forse è il miglior punto di osservazione, c´è un cartello con la foto della parete e le vie di salita tratteggiate. C´è anche una panchina per riposarsi. Vediamo distintamente delle tracce nella neve fino all´attacco della via classica, qualcuno deve esserci passato di recente.

Proseguiamo, poi un nevaio abbastanza ripido ci blocca la strada, mio padre si rifiuta di proseguire e purtroppo non ho con me alcun cordino di sicurezza. Bisogna aggirare il nevaio. Sali e scendi troviamo un punto per aggirarlo, ma che fatica! Dopo mezz´ora ci riallacciamo al sentiero, siamo proprio sotto il pilastro centrale, sulla verticale della cima, nel punto di osservazione più impressionante, la parete sembra caderci addosso.

Qualche altra foto e poi proseguiamo verso Alpiglen. In breve arriviamo all´altezza nel punto in cui in salita eravamo arrivati il primo giorno e così, invece di proseguire per il sentiero andiamo giù diritti verso la ferrovia. In circa 40 minuti siamo ad Alpiglen in tempo per il treno delle 11:04.

Visto che il tempo regge chiamo Monia e le dico di farsi trovare pronta per andare in mountain bike! Lei è un po´ incerta ma la convinco.

Alle 11 e 30 siamo di fronte al negozio che noleggia le bici, compriamo un panino per il pranzo e via, alle 12 stiamo salendo verso Bussalp!

Le due mountain bikes sono di ottima qualità e l´allenamento nel mese precedenti aiuta. In poco più di un´ora, contando anche la sosta per il pranzo superiamo i primi 450 metri di dislivello. Poi però Monia inizia a sentire un po´ la fatica e come riesca e superare gli ultimi 350 metri di dislivello lo sa solo lei... Ogni 2-300 metri di strada si deve fermare per un riposino, ma comunque piano piano arriva in cima. La salita è molto bella e la strada è tutta asfaltata e chiusa al traffico, quindi fermarsi sul ciglio della strada è anche piacevole.

Finalmente, poco prima delle 16 raggiungiamo il cartello Bussalp! Per Monia è una liberazione, la vedo però anche contenta e soddisfatta per aver superato 800 mt di dislivello in bici, quando solo un mese prima per lei già superare un cavalcavia era impresa ardua. Brava Monia!!

Purtroppo nubi basse coprono la nord dell´Eiger che altrimenti si staglierebbe proprio davanti a noi.

Dopo una pausa di un´ora iniziamo la discesa e verso le 17:30 restituiamo le bici. Monia si prende anche i complimenti della noleggiatrice per aver raggiunto Bussalp! La cena è nel ristorante della prima sera, stavolta però andiamo sul leggero, insalata e formaggio!
La sveglia è alle 8, oggi ci aspetta il lungo trasferimento fino a casa!

Alle 8:15 siamo già in viaggio, salutiamo Grindelwald e ci dirigiamo verso le gole dell´Aare.

La giornata è discreta e in poco più di un´ora siamo all´ingresso del canyon. Una passerella di legno si insinua tra le strette pareti e l´ambiente è davvero magnifico,in alcuni punti la pareti quasi si sfiorano creando un ambiente assai suggestivo. L´acqua scorre veloce sotto di noi. Percorriamo tutto il canyon fino all´ingresso a monte e poi torniamo indietro. Ne valeva assolutamente la pena.

Rimontati in macchina ci dirigiamo verso il Grimsel pass, attraverso una valle molto suggestiva. Il Grimsel pass è molto bello, vette innevate, laghetti artificiali e muri di neve alti fino a 3 metri fanno da cornice alla strada. C´è anche molta gente. Alcuni camminano sul lago ancora ghiacciato.

Noi proseguiamo verso il Furka pass dove ci fermiamo al famoso ghiacciaio del Rodano che arriva fin quasi sulla strada. Nel ghiacciaio è stata scavata una grotta di ghiaccio che visitiamo, l´azzurro all´interno è intenso e abbagliante, sul ghiacciaio molti stanno sciando.

Infine ripartiamo, stavolta con destinazione Italia e con ancora negli occhi la bellezza di questi luoghi.
Sveglia presto per andare allo Jungfraujoch prendendo il primo treno delle 7:23 che costa solo 125 franchi (invece di 150). Siamo solo io e mio padre. La giornata è fantastica, è limpidissima e non c´è una nuvola in cielo. Poco prima delle 8 siamo alla Kleine Scheidegg, cambio di treno e via sempre più su. Dopo la Eigergletscherle entriamo in galleria, siamo dentro l´Eiger!!

Dopo venti minuti ci fermiamo e scendiamo per affacciarci dai famosi finestroni collocati in piena parete nord poco sotto il primo e il secondo nevaio, affacciarsi dà le vertigini e ci fa apprezzare la voragine di neve e roccia sotto di noi, e non siamo neppure a metà parete!!!

Purtroppo la sosta è breve, dopo pochi minuti ci fanno risalire sul treno, ancora 15 minuti e facciamo un´altra sosta, stavolta i finestroni danno sul ghiacciaio. Infine arriviamo, poco prima delle 9 siamo alla stazione dello Jungfraujoch!

Visto che siamo a digiuno prendiamo un panino e facciamo un rapido giro per il complesso, visitiamo la grotta di ghiaccio e saliamo sulla terrazza panoramica. Infine usciamo, direzione Monchsjochhutte, il rifugio posto sotto il Monch.

Il sentiero è ben battuto ed evidente, quindi anche se siamo sul ghiacciaio non c´è alcun rischio. L´ambiente è molto bello ed essendo arrivati così presto siamo quasi soli. Poco davanti a noi una coppia di italiani esce dal sentiero e si avvia a salire il Monch, a vederlo da sotto non sembra difficile. Noi invece proseguiamo e in poco meno di un ora arriviamo al rifugio posto a 3650 metri

Rimaniamo a vedere il panorama fino alle 11 e poi riprendiamo la strada per lo Jungfraujoch.

Saliamo in ascensore fino alla terrazza dell´osservatorio astronomico e poi con il treno delle 12:30 riprendiamo la via di Grindelwald.

A Grindelwald ci aspettano Monia e mia mamma con le quali nel pomeriggio andiamo all´Oberer Gletscher. Purtroppo il ghiacciaio si è molto ritirato, l´escursione però merita non fosse altro per la simpatica salita di quasi 1000 scalini di legno posizionati per superare un salto di roccia.

La cena è in un ristorante tipico, dove finalmente riesco ad assaggiare il famoso ´rosti´, un pasticcio di patate e altro.

Purtroppo il cielo si sta rannuvolando, che la fortuna ci abbia abbandonato?
La partenza è fissata per mercoledì 1 giugno, nel tardo pomeriggio, appena usciti da lavoro. Per fortuna guida mio padre e io posso rilassarmi un po´.

Superato il traforo del San Gottardo decidiamo di fermarci, ormai è tardi per arrivare fino a Grindelwald, meta del viaggio. Facciamo sosta a Goeschenen dove non abbiamo difficoltà a trovare una sistemazione a 50 franchi a testa, inclusa la colazione.

Breve giro a piedi per l´anonimo paesino per sgranchirsi un po´ le gambe e poi a letto.
Alle 8:15 siamo già in macchina con l´idea di attraversare il Susten pass, ma... orrore... un cartello all´inizio della strada per il passo ci segnala che il Susten è chiuso. Non sappiamo se procedere per Lucerna o se tornare un po´ indietro e fare il Furka pass. Dopo un po´ di indecisione optiamo per la strada più semplice, l´autostrada per Lucerna.

Verso le 10 e 30 siamo a Interlaken e finalmente, poco dopo le 11, arriviamo a Grindelwald. La giornata è splendida e la mitica parete nord dell´Eiger incombe sul paese. Troviamo una sistemazione in una casa privata (camere doppie con bagno a 50 franchi, 17 euro a testa!) e via su con il trenino verso la Kleine Scheidegg, posizionata proprio sotto la parete.

Il biglietto solo andata costa 27 franchi (2 franchi più dell´alloggio!). Il treno arranca sui binari e il paesaggio è maestoso, arriviamo alla stazioncina di Alpiglen, proprio sotto la parete e famoso punto di osservazione degli alpinisti impegnati nell´ascesa.

Il treno riparte e poi... si ferma. C´è un guasto! Incredibile un treno svizzero guasto! Dall´inizio dell´anno è già il terzo treno che mi si guasta, in Italia non mi stupisce più ormai, ma in Svizzera! Qua però sono più efficienti e mentre in Italia il tempo medio di attesa per risolvere il guasto era stato di due ore, qua in 30 minuti risolvono tutto con i treni delle due corse successive, uno dall´alto e uno dal basso, trasferendo i passeggeri su questi due treni funzionanti e riportando giù il treno guasto.

Il treno passa proprio sotto la parete e il guardarla da le vertigini.

Arriviamo alla incredibile Kleine Scheidegg e iniziamo a salire verso la Eigergletscher. La vista è mozzafiato, oltre alla nord dell´Eiger sopra di noi vediamo incombenti i versanti settentrionali del Monch e dello Jungfrau, con le impressionanti lingue di ghiaccio.

Preparo il cavalletto e inizio a scattare molte foto. Qualche piccola nube rende il paesaggio ancora più affascinante. Mio padre ha una foto della nord dell´Eiger con segnata la via dei primi salitori e si è portato dietro un piccolo telescopio per cercare di scorgere qualche alpinista impegnato nell´ascesa, il percorso è riconoscibilissimo e ben evidenti risultano i punti del percorso sentiti nominare decine di volte, traversata Hinterstoisser, primo e secondo nevaio, traversata degli dei, ragno bianco, bivacco della morte, ecc.

La via però è sgombra, nessun alpinista sta tentando l´ascesa. Proseguiamo in salita fino Eigergletscher e poi piano piano ridiscendiamo. Abbandono l´idea di fare l´Eiger trail fino ad Alpiglen perchè gli altri si rifiutano.

Mi tocca quindi a ridiscendere in treno fino a Alpiglen e qui insieme a mio padre, risalire il costone cercando di arrivare il più possibile sotto la parete. Andiamo su un bel po´ arrivando quasi all´altezza del pilastro centrale ma poi dopo quasi un´ora dobbiamo rientrare, l´ultimo treno non aspetta. E´ comunque bello camminare nell´erba e nel bosco sotto questa splendida parete e non mi stanco di ammirarla.

Per cena ci aspetta la fonduta poi prima di andare a letto provo a fare qualche scatto notturno alla parete nord.
Piove tutta la notte, alle 6 e mezzo viene a chiamarmi mio babbo per dirmi che l´Eiger Trail non si fa. Piove troppo.

Col cavolo! Son venuto qui apposta e lo faccio anche sotto l´acqua, soprattutto perchè la parete è sgombra e le nubi sono alte. Io alle 7 parto se lui viene bene altrimenti vado da solo. Si lascia convincere. Monia e mia mamma invece non vengono.

Montiamo sul treno delle 7:23 che piove, alle 7:30 c´è il sole! Rimangono solo delle nubi non molto alte di passaggio, per il resto si può dire che la giornata è discreta. Fortuna che non mi faccio mai convincere da nessuno...

Scendiamo alla Kleine Scheidegg e proviamo a intercettare il sentiero che viene dalla Eigergletscher. L´indicazione dà sentiero chiuso per neve, ma a mio padre non lo dico, si starà a vedere... uscire dal sentiero per aggirare i nevai a occhio mi sembra facilissimo.

In circa 40 minuti, passando per facili nevai e pendii erbosi intercettiamo il larghissimo sentiero. Altri 5 minuti e arriviamo in quello che forse è il miglior punto di osservazione, c´è un cartello con la foto della parete e le vie di salita tratteggiate. C´è anche una panchina per riposarsi. Vediamo distintamente delle tracce nella neve fino all´attacco della via classica, qualcuno deve esserci passato di recente.

Proseguiamo, poi un nevaio abbastanza ripido ci blocca la strada, mio padre si rifiuta di proseguire e purtroppo non ho con me alcun cordino di sicurezza. Bisogna aggirare il nevaio. Sali e scendi troviamo un punto per aggirarlo, ma che fatica! Dopo mezz´ora ci riallacciamo al sentiero, siamo proprio sotto il pilastro centrale, sulla verticale della cima, nel punto di osservazione più impressionante, la parete sembra caderci addosso.

Qualche altra foto e poi proseguiamo verso Alpiglen. In breve arriviamo all´altezza nel punto in cui in salita eravamo arrivati il primo giorno e così, invece di proseguire per il sentiero andiamo giù diritti verso la ferrovia. In circa 40 minuti siamo ad Alpiglen in tempo per il treno delle 11:04.

Visto che il tempo regge chiamo Monia e le dico di farsi trovare pronta per andare in mountain bike! Lei è un po´ incerta ma la convinco.

Alle 11 e 30 siamo di fronte al negozio che noleggia le bici, compriamo un panino per il pranzo e via, alle 12 stiamo salendo verso Bussalp!

Le due mountain bikes sono di ottima qualità e l´allenamento nel mese precedenti aiuta. In poco più di un´ora, contando anche la sosta per il pranzo superiamo i primi 450 metri di dislivello. Poi però Monia inizia a sentire un po´ la fatica e come riesca e superare gli ultimi 350 metri di dislivello lo sa solo lei... Ogni 2-300 metri di strada si deve fermare per un riposino, ma comunque piano piano arriva in cima. La salita è molto bella e la strada è tutta asfaltata e chiusa al traffico, quindi fermarsi sul ciglio della strada è anche piacevole.

Finalmente, poco prima delle 16 raggiungiamo il cartello Bussalp! Per Monia è una liberazione, la vedo però anche contenta e soddisfatta per aver superato 800 mt di dislivello in bici, quando solo un mese prima per lei già superare un cavalcavia era impresa ardua. Brava Monia!!

Purtroppo nubi basse coprono la nord dell´Eiger che altrimenti si staglierebbe proprio davanti a noi.

Dopo una pausa di un´ora iniziamo la discesa e verso le 17:30 restituiamo le bici. Monia si prende anche i complimenti della noleggiatrice per aver raggiunto Bussalp! La cena è nel ristorante della prima sera, stavolta però andiamo sul leggero, insalata e formaggio!
La sveglia è alle 8, oggi ci aspetta il lungo trasferimento fino a casa!

Alle 8:15 siamo già in viaggio, salutiamo Grindelwald e ci dirigiamo verso le gole dell´Aare.

La giornata è discreta e in poco più di un´ora siamo all´ingresso del canyon. Una passerella di legno si insinua tra le strette pareti e l´ambiente è davvero magnifico,in alcuni punti la pareti quasi si sfiorano creando un ambiente assai suggestivo. L´acqua scorre veloce sotto di noi. Percorriamo tutto il canyon fino all´ingresso a monte e poi torniamo indietro. Ne valeva assolutamente la pena.

Rimontati in macchina ci dirigiamo verso il Grimsel pass, attraverso una valle molto suggestiva. Il Grimsel pass è molto bello, vette innevate, laghetti artificiali e muri di neve alti fino a 3 metri fanno da cornice alla strada. C´è anche molta gente. Alcuni camminano sul lago ancora ghiacciato.

Noi proseguiamo verso il Furka pass dove ci fermiamo al famoso ghiacciaio del Rodano che arriva fin quasi sulla strada. Nel ghiacciaio è stata scavata una grotta di ghiaccio che visitiamo, l´azzurro all´interno è intenso e abbagliante, sul ghiacciaio molti stanno sciando.

Infine ripartiamo, stavolta con destinazione Italia e con ancora negli occhi la bellezza di questi luoghi.
Sveglia presto per andare allo Jungfraujoch prendendo il primo treno delle 7:23 che costa solo 125 franchi (invece di 150). Siamo solo io e mio padre. La giornata è fantastica, è limpidissima e non c´è una nuvola in cielo. Poco prima delle 8 siamo alla Kleine Scheidegg, cambio di treno e via sempre più su. Dopo la Eigergletscherle entriamo in galleria, siamo dentro l´Eiger!!

Dopo venti minuti ci fermiamo e scendiamo per affacciarci dai famosi finestroni collocati in piena parete nord poco sotto il primo e il secondo nevaio, affacciarsi dà le vertigini e ci fa apprezzare la voragine di neve e roccia sotto di noi, e non siamo neppure a metà parete!!!

Purtroppo la sosta è breve, dopo pochi minuti ci fanno risalire sul treno, ancora 15 minuti e facciamo un´altra sosta, stavolta i finestroni danno sul ghiacciaio. Infine arriviamo, poco prima delle 9 siamo alla stazione dello Jungfraujoch!

Visto che siamo a digiuno prendiamo un panino e facciamo un rapido giro per il complesso, visitiamo la grotta di ghiaccio e saliamo sulla terrazza panoramica. Infine usciamo, direzione Monchsjochhutte, il rifugio posto sotto il Monch.

Il sentiero è ben battuto ed evidente, quindi anche se siamo sul ghiacciaio non c´è alcun rischio. L´ambiente è molto bello ed essendo arrivati così presto siamo quasi soli. Poco davanti a noi una coppia di italiani esce dal sentiero e si avvia a salire il Monch, a vederlo da sotto non sembra difficile. Noi invece proseguiamo e in poco meno di un ora arriviamo al rifugio posto a 3650 metri

Rimaniamo a vedere il panorama fino alle 11 e poi riprendiamo la strada per lo Jungfraujoch.

Saliamo in ascensore fino alla terrazza dell´osservatorio astronomico e poi con il treno delle 12:30 riprendiamo la via di Grindelwald.

A Grindelwald ci aspettano Monia e mia mamma con le quali nel pomeriggio andiamo all´Oberer Gletscher. Purtroppo il ghiacciaio si è molto ritirato, l´escursione però merita non fosse altro per la simpatica salita di quasi 1000 scalini di legno posizionati per superare un salto di roccia.

La cena è in un ristorante tipico, dove finalmente riesco ad assaggiare il famoso ´rosti´, un pasticcio di patate e altro.

Purtroppo il cielo si sta rannuvolando, che la fortuna ci abbia abbandonato?
La partenza è fissata per mercoledì 1 giugno, nel tardo pomeriggio, appena usciti da lavoro. Per fortuna guida mio padre e io posso rilassarmi un po´.

Superato il traforo del San Gottardo decidiamo di fermarci, ormai è tardi per arrivare fino a Grindelwald, meta del viaggio. Facciamo sosta a Goeschenen dove non abbiamo difficoltà a trovare una sistemazione a 50 franchi a testa, inclusa la colazione.

Breve giro a piedi per l´anonimo paesino per sgranchirsi un po´ le gambe e poi a letto.
Alle 8:15 siamo già in macchina con l´idea di attraversare il Susten pass, ma... orrore... un cartello all´inizio della strada per il passo ci segnala che il Susten è chiuso. Non sappiamo se procedere per Lucerna o se tornare un po´ indietro e fare il Furka pass. Dopo un po´ di indecisione optiamo per la strada più semplice, l´autostrada per Lucerna.

Verso le 10 e 30 siamo a Interlaken e finalmente, poco dopo le 11, arriviamo a Grindelwald. La giornata è splendida e la mitica parete nord dell´Eiger incombe sul paese. Troviamo una sistemazione in una casa privata (camere doppie con bagno a 50 franchi, 17 euro a testa!) e via su con il trenino verso la Kleine Scheidegg, posizionata proprio sotto la parete.

Il biglietto solo andata costa 27 franchi (2 franchi più dell´alloggio!). Il treno arranca sui binari e il paesaggio è maestoso, arriviamo alla stazioncina di Alpiglen, proprio sotto la parete e famoso punto di osservazione degli alpinisti impegnati nell´ascesa.

Il treno riparte e poi... si ferma. C´è un guasto! Incredibile un treno svizzero guasto! Dall´inizio dell´anno è già il terzo treno che mi si guasta, in Italia non mi stupisce più ormai, ma in Svizzera! Qua però sono più efficienti e mentre in Italia il tempo medio di attesa per risolvere il guasto era stato di due ore, qua in 30 minuti risolvono tutto con i treni delle due corse successive, uno dall´alto e uno dal basso, trasferendo i passeggeri su questi due treni funzionanti e riportando giù il treno guasto.

Il treno passa proprio sotto la parete e il guardarla da le vertigini.

Arriviamo alla incredibile Kleine Scheidegg e iniziamo a salire verso la Eigergletscher. La vista è mozzafiato, oltre alla nord dell´Eiger sopra di noi vediamo incombenti i versanti settentrionali del Monch e dello Jungfrau, con le impressionanti lingue di ghiaccio.

Preparo il cavalletto e inizio a scattare molte foto. Qualche piccola nube rende il paesaggio ancora più affascinante. Mio padre ha una foto della nord dell´Eiger con segnata la via dei primi salitori e si è portato dietro un piccolo telescopio per cercare di scorgere qualche alpinista impegnato nell´ascesa, il percorso è riconoscibilissimo e ben evidenti risultano i punti del percorso sentiti nominare decine di volte, traversata Hinterstoisser, primo e secondo nevaio, traversata degli dei, ragno bianco, bivacco della morte, ecc.

La via però è sgombra, nessun alpinista sta tentando l´ascesa. Proseguiamo in salita fino Eigergletscher e poi piano piano ridiscendiamo. Abbandono l´idea di fare l´Eiger trail fino ad Alpiglen perchè gli altri si rifiutano.

Mi tocca quindi a ridiscendere in treno fino a Alpiglen e qui insieme a mio padre, risalire il costone cercando di arrivare il più possibile sotto la parete. Andiamo su un bel po´ arrivando quasi all´altezza del pilastro centrale ma poi dopo quasi un´ora dobbiamo rientrare, l´ultimo treno non aspetta. E´ comunque bello camminare nell´erba e nel bosco sotto questa splendida parete e non mi stanco di ammirarla.

Per cena ci aspetta la fonduta poi prima di andare a letto provo a fare qualche scatto notturno alla parete nord.
Piove tutta la notte, alle 6 e mezzo viene a chiamarmi mio babbo per dirmi che l´Eiger Trail non si fa. Piove troppo.

Col cavolo! Son venuto qui apposta e lo faccio anche sotto l´acqua, soprattutto perchè la parete è sgombra e le nubi sono alte. Io alle 7 parto se lui viene bene altrimenti vado da solo. Si lascia convincere. Monia e mia mamma invece non vengono.

Montiamo sul treno delle 7:23 che piove, alle 7:30 c´è il sole! Rimangono solo delle nubi non molto alte di passaggio, per il resto si può dire che la giornata è discreta. Fortuna che non mi faccio mai convincere da nessuno...

Scendiamo alla Kleine Scheidegg e proviamo a intercettare il sentiero che viene dalla Eigergletscher. L´indicazione dà sentiero chiuso per neve, ma a mio padre non lo dico, si starà a vedere... uscire dal sentiero per aggirare i nevai a occhio mi sembra facilissimo.

In circa 40 minuti, passando per facili nevai e pendii erbosi intercettiamo il larghissimo sentiero. Altri 5 minuti e arriviamo in quello che forse è il miglior punto di osservazione, c´è un cartello con la foto della parete e le vie di salita tratteggiate. C´è anche una panchina per riposarsi. Vediamo distintamente delle tracce nella neve fino all´attacco della via classica, qualcuno deve esserci passato di recente.

Proseguiamo, poi un nevaio abbastanza ripido ci blocca la strada, mio padre si rifiuta di proseguire e purtroppo non ho con me alcun cordino di sicurezza. Bisogna aggirare il nevaio. Sali e scendi troviamo un punto per aggirarlo, ma che fatica! Dopo mezz´ora ci riallacciamo al sentiero, siamo proprio sotto il pilastro centrale, sulla verticale della cima, nel punto di osservazione più impressionante, la parete sembra caderci addosso.

Qualche altra foto e poi proseguiamo verso Alpiglen. In breve arriviamo all´altezza nel punto in cui in salita eravamo arrivati il primo giorno e così, invece di proseguire per il sentiero andiamo giù diritti verso la ferrovia. In circa 40 minuti siamo ad Alpiglen in tempo per il treno delle 11:04.

Visto che il tempo regge chiamo Monia e le dico di farsi trovare pronta per andare in mountain bike! Lei è un po´ incerta ma la convinco.

Alle 11 e 30 siamo di fronte al negozio che noleggia le bici, compriamo un panino per il pranzo e via, alle 12 stiamo salendo verso Bussalp!

Le due mountain bikes sono di ottima qualità e l´allenamento nel mese precedenti aiuta. In poco più di un´ora, contando anche la sosta per il pranzo superiamo i primi 450 metri di dislivello. Poi però Monia inizia a sentire un po´ la fatica e come riesca e superare gli ultimi 350 metri di dislivello lo sa solo lei... Ogni 2-300 metri di strada si deve fermare per un riposino, ma comunque piano piano arriva in cima. La salita è molto bella e la strada è tutta asfaltata e chiusa al traffico, quindi fermarsi sul ciglio della strada è anche piacevole.

Finalmente, poco prima delle 16 raggiungiamo il cartello Bussalp! Per Monia è una liberazione, la vedo però anche contenta e soddisfatta per aver superato 800 mt di dislivello in bici, quando solo un mese prima per lei già superare un cavalcavia era impresa ardua. Brava Monia!!

Purtroppo nubi basse coprono la nord dell´Eiger che altrimenti si staglierebbe proprio davanti a noi.

Dopo una pausa di un´ora iniziamo la discesa e verso le 17:30 restituiamo le bici. Monia si prende anche i complimenti della noleggiatrice per aver raggiunto Bussalp! La cena è nel ristorante della prima sera, stavolta però andiamo sul leggero, insalata e formaggio!
La sveglia è alle 8, oggi ci aspetta il lungo trasferimento fino a casa!

Alle 8:15 siamo già in viaggio, salutiamo Grindelwald e ci dirigiamo verso le gole dell´Aare.

La giornata è discreta e in poco più di un´ora siamo all´ingresso del canyon. Una passerella di legno si insinua tra le strette pareti e l´ambiente è davvero magnifico,in alcuni punti la pareti quasi si sfiorano creando un ambiente assai suggestivo. L´acqua scorre veloce sotto di noi. Percorriamo tutto il canyon fino all´ingresso a monte e poi torniamo indietro. Ne valeva assolutamente la pena.

Rimontati in macchina ci dirigiamo verso il Grimsel pass, attraverso una valle molto suggestiva. Il Grimsel pass è molto bello, vette innevate, laghetti artificiali e muri di neve alti fino a 3 metri fanno da cornice alla strada. C´è anche molta gente. Alcuni camminano sul lago ancora ghiacciato.

Noi proseguiamo verso il Furka pass dove ci fermiamo al famoso ghiacciaio del Rodano che arriva fin quasi sulla strada. Nel ghiacciaio è stata scavata una grotta di ghiaccio che visitiamo, l´azzurro all´interno è intenso e abbagliante, sul ghiacciaio molti stanno sciando.

Infine ripartiamo, stavolta con destinazione Italia e con ancora negli occhi la bellezza di questi luoghi.
Sveglia presto per andare allo Jungfraujoch prendendo il primo treno delle 7:23 che costa solo 125 franchi (invece di 150). Siamo solo io e mio padre. La giornata è fantastica, è limpidissima e non c´è una nuvola in cielo. Poco prima delle 8 siamo alla Kleine Scheidegg, cambio di treno e via sempre più su. Dopo la Eigergletscherle entriamo in galleria, siamo dentro l´Eiger!!

Dopo venti minuti ci fermiamo e scendiamo per affacciarci dai famosi finestroni collocati in piena parete nord poco sotto il primo e il secondo nevaio, affacciarsi dà le vertigini e ci fa apprezzare la voragine di neve e roccia sotto di noi, e non siamo neppure a metà parete!!!

Purtroppo la sosta è breve, dopo pochi minuti ci fanno risalire sul treno, ancora 15 minuti e facciamo un´altra sosta, stavolta i finestroni danno sul ghiacciaio. Infine arriviamo, poco prima delle 9 siamo alla stazione dello Jungfraujoch!

Visto che siamo a digiuno prendiamo un panino e facciamo un rapido giro per il complesso, visitiamo la grotta di ghiaccio e saliamo sulla terrazza panoramica. Infine usciamo, direzione Monchsjochhutte, il rifugio posto sotto il Monch.

Il sentiero è ben battuto ed evidente, quindi anche se siamo sul ghiacciaio non c´è alcun rischio. L´ambiente è molto bello ed essendo arrivati così presto siamo quasi soli. Poco davanti a noi una coppia di italiani esce dal sentiero e si avvia a salire il Monch, a vederlo da sotto non sembra difficile. Noi invece proseguiamo e in poco meno di un ora arriviamo al rifugio posto a 3650 metri

Rimaniamo a vedere il panorama fino alle 11 e poi riprendiamo la strada per lo Jungfraujoch.

Saliamo in ascensore fino alla terrazza dell´osservatorio astronomico e poi con il treno delle 12:30 riprendiamo la via di Grindelwald.

A Grindelwald ci aspettano Monia e mia mamma con le quali nel pomeriggio andiamo all´Oberer Gletscher. Purtroppo il ghiacciaio si è molto ritirato, l´escursione però merita non fosse altro per la simpatica salita di quasi 1000 scalini di legno posizionati per superare un salto di roccia.

La cena è in un ristorante tipico, dove finalmente riesco ad assaggiare il famoso ´rosti´, un pasticcio di patate e altro.

Purtroppo il cielo si sta rannuvolando, che la fortuna ci abbia abbandonato?
La partenza è fissata per mercoledì 1 giugno, nel tardo pomeriggio, appena usciti da lavoro. Per fortuna guida mio padre e io posso rilassarmi un po´.

Superato il traforo del San Gottardo decidiamo di fermarci, ormai è tardi per arrivare fino a Grindelwald, meta del viaggio. Facciamo sosta a Goeschenen dove non abbiamo difficoltà a trovare una sistemazione a 50 franchi a testa, inclusa la colazione.

Breve giro a piedi per l´anonimo paesino per sgranchirsi un po´ le gambe e poi a letto.
Alle 8:15 siamo già in macchina con l´idea di attraversare il Susten pass, ma... orrore... un cartello all´inizio della strada per il passo ci segnala che il Susten è chiuso. Non sappiamo se procedere per Lucerna o se tornare un po´ indietro e fare il Furka pass. Dopo un po´ di indecisione optiamo per la strada più semplice, l´autostrada per Lucerna.

Verso le 10 e 30 siamo a Interlaken e finalmente, poco dopo le 11, arriviamo a Grindelwald. La giornata è splendida e la mitica parete nord dell´Eiger incombe sul paese. Troviamo una sistemazione in una casa privata (camere doppie con bagno a 50 franchi, 17 euro a testa!) e via su con il trenino verso la Kleine Scheidegg, posizionata proprio sotto la parete.

Il biglietto solo andata costa 27 franchi (2 franchi più dell´alloggio!). Il treno arranca sui binari e il paesaggio è maestoso, arriviamo alla stazioncina di Alpiglen, proprio sotto la parete e famoso punto di osservazione degli alpinisti impegnati nell´ascesa.

Il treno riparte e poi... si ferma. C´è un guasto! Incredibile un treno svizzero guasto! Dall´inizio dell´anno è già il terzo treno che mi si guasta, in Italia non mi stupisce più ormai, ma in Svizzera! Qua però sono più efficienti e mentre in Italia il tempo medio di attesa per risolvere il guasto era stato di due ore, qua in 30 minuti risolvono tutto con i treni delle due corse successive, uno dall´alto e uno dal basso, trasferendo i passeggeri su questi due treni funzionanti e riportando giù il treno guasto.

Il treno passa proprio sotto la parete e il guardarla da le vertigini.

Arriviamo alla incredibile Kleine Scheidegg e iniziamo a salire verso la Eigergletscher. La vista è mozzafiato, oltre alla nord dell´Eiger sopra di noi vediamo incombenti i versanti settentrionali del Monch e dello Jungfrau, con le impressionanti lingue di ghiaccio.

Preparo il cavalletto e inizio a scattare molte foto. Qualche piccola nube rende il paesaggio ancora più affascinante. Mio padre ha una foto della nord dell´Eiger con segnata la via dei primi salitori e si è portato dietro un piccolo telescopio per cercare di scorgere qualche alpinista impegnato nell´ascesa, il percorso è riconoscibilissimo e ben evidenti risultano i punti del percorso sentiti nominare decine di volte, traversata Hinterstoisser, primo e secondo nevaio, traversata degli dei, ragno bianco, bivacco della morte, ecc.

La via però è sgombra, nessun alpinista sta tentando l´ascesa. Proseguiamo in salita fino Eigergletscher e poi piano piano ridiscendiamo. Abbandono l´idea di fare l´Eiger trail fino ad Alpiglen perchè gli altri si rifiutano.

Mi tocca quindi a ridiscendere in treno fino a Alpiglen e qui insieme a mio padre, risalire il costone cercando di arrivare il più possibile sotto la parete. Andiamo su un bel po´ arrivando quasi all´altezza del pilastro centrale ma poi dopo quasi un´ora dobbiamo rientrare, l´ultimo treno non aspetta. E´ comunque bello camminare nell´erba e nel bosco sotto questa splendida parete e non mi stanco di ammirarla.

Per cena ci aspetta la fonduta poi prima di andare a letto provo a fare qualche scatto notturno alla parete nord.
Piove tutta la notte, alle 6 e mezzo viene a chiamarmi mio babbo per dirmi che l´Eiger Trail non si fa. Piove troppo.

Col cavolo! Son venuto qui apposta e lo faccio anche sotto l´acqua, soprattutto perchè la parete è sgombra e le nubi sono alte. Io alle 7 parto se lui viene bene altrimenti vado da solo. Si lascia convincere. Monia e mia mamma invece non vengono.

Montiamo sul treno delle 7:23 che piove, alle 7:30 c´è il sole! Rimangono solo delle nubi non molto alte di passaggio, per il resto si può dire che la giornata è discreta. Fortuna che non mi faccio mai convincere da nessuno...

Scendiamo alla Kleine Scheidegg e proviamo a intercettare il sentiero che viene dalla Eigergletscher. L´indicazione dà sentiero chiuso per neve, ma a mio padre non lo dico, si starà a vedere... uscire dal sentiero per aggirare i nevai a occhio mi sembra facilissimo.

In circa 40 minuti, passando per facili nevai e pendii erbosi intercettiamo il larghissimo sentiero. Altri 5 minuti e arriviamo in quello che forse è il miglior punto di osservazione, c´è un cartello con la foto della parete e le vie di salita tratteggiate. C´è anche una panchina per riposarsi. Vediamo distintamente delle tracce nella neve fino all´attacco della via classica, qualcuno deve esserci passato di recente.

Proseguiamo, poi un nevaio abbastanza ripido ci blocca la strada, mio padre si rifiuta di proseguire e purtroppo non ho con me alcun cordino di sicurezza. Bisogna aggirare il nevaio. Sali e scendi troviamo un punto per aggirarlo, ma che fatica! Dopo mezz´ora ci riallacciamo al sentiero, siamo proprio sotto il pilastro centrale, sulla verticale della cima, nel punto di osservazione più impressionante, la parete sembra caderci addosso.

Qualche altra foto e poi proseguiamo verso Alpiglen. In breve arriviamo all´altezza nel punto in cui in salita eravamo arrivati il primo giorno e così, invece di proseguire per il sentiero andiamo giù diritti verso la ferrovia. In circa 40 minuti siamo ad Alpiglen in tempo per il treno delle 11:04.

Visto che il tempo regge chiamo Monia e le dico di farsi trovare pronta per andare in mountain bike! Lei è un po´ incerta ma la convinco.

Alle 11 e 30 siamo di fronte al negozio che noleggia le bici, compriamo un panino per il pranzo e via, alle 12 stiamo salendo verso Bussalp!

Le due mountain bikes sono di ottima qualità e l´allenamento nel mese precedenti aiuta. In poco più di un´ora, contando anche la sosta per il pranzo superiamo i primi 450 metri di dislivello. Poi però Monia inizia a sentire un po´ la fatica e come riesca e superare gli ultimi 350 metri di dislivello lo sa solo lei... Ogni 2-300 metri di strada si deve fermare per un riposino, ma comunque piano piano arriva in cima. La salita è molto bella e la strada è tutta asfaltata e chiusa al traffico, quindi fermarsi sul ciglio della strada è anche piacevole.

Finalmente, poco prima delle 16 raggiungiamo il cartello Bussalp! Per Monia è una liberazione, la vedo però anche contenta e soddisfatta per aver superato 800 mt di dislivello in bici, quando solo un mese prima per lei già superare un cavalcavia era impresa ardua. Brava Monia!!

Purtroppo nubi basse coprono la nord dell´Eiger che altrimenti si staglierebbe proprio davanti a noi.

Dopo una pausa di un´ora iniziamo la discesa e verso le 17:30 restituiamo le bici. Monia si prende anche i complimenti della noleggiatrice per aver raggiunto Bussalp! La cena è nel ristorante della prima sera, stavolta però andiamo sul leggero, insalata e formaggio!
La sveglia è alle 8, oggi ci aspetta il lungo trasferimento fino a casa!

Alle 8:15 siamo già in viaggio, salutiamo Grindelwald e ci dirigiamo verso le gole dell´Aare.

La giornata è discreta e in poco più di un´ora siamo all´ingresso del canyon. Una passerella di legno si insinua tra le strette pareti e l´ambiente è davvero magnifico,in alcuni punti la pareti quasi si sfiorano creando un ambiente assai suggestivo. L´acqua scorre veloce sotto di noi. Percorriamo tutto il canyon fino all´ingresso a monte e poi torniamo indietro. Ne valeva assolutamente la pena.

Rimontati in macchina ci dirigiamo verso il Grimsel pass, attraverso una valle molto suggestiva. Il Grimsel pass è molto bello, vette innevate, laghetti artificiali e muri di neve alti fino a 3 metri fanno da cornice alla strada. C´è anche molta gente. Alcuni camminano sul lago ancora ghiacciato.

Noi proseguiamo verso il Furka pass dove ci fermiamo al famoso ghiacciaio del Rodano che arriva fin quasi sulla strada. Nel ghiacciaio è stata scavata una grotta di ghiaccio che visitiamo, l´azzurro all´interno è intenso e abbagliante, sul ghiacciaio molti stanno sciando.

Infine ripartiamo, stavolta con destinazione Italia e con ancora negli occhi la bellezza di questi luoghi.
Sveglia presto per andare allo Jungfraujoch prendendo il primo treno delle 7:23 che costa solo 125 franchi (invece di 150). Siamo solo io e mio padre. La giornata è fantastica, è limpidissima e non c´è una nuvola in cielo. Poco prima delle 8 siamo alla Kleine Scheidegg, cambio di treno e via sempre più su. Dopo la Eigergletscherle entriamo in galleria, siamo dentro l´Eiger!!

Dopo venti minuti ci fermiamo e scendiamo per affacciarci dai famosi finestroni collocati in piena parete nord poco sotto il primo e il secondo nevaio, affacciarsi dà le vertigini e ci fa apprezzare la voragine di neve e roccia sotto di noi, e non siamo neppure a metà parete!!!

Purtroppo la sosta è breve, dopo pochi minuti ci fanno risalire sul treno, ancora 15 minuti e facciamo un´altra sosta, stavolta i finestroni danno sul ghiacciaio. Infine arriviamo, poco prima delle 9 siamo alla stazione dello Jungfraujoch!

Visto che siamo a digiuno prendiamo un panino e facciamo un rapido giro per il complesso, visitiamo la grotta di ghiaccio e saliamo sulla terrazza panoramica. Infine usciamo, direzione Monchsjochhutte, il rifugio posto sotto il Monch.

Il sentiero è ben battuto ed evidente, quindi anche se siamo sul ghiacciaio non c´è alcun rischio. L´ambiente è molto bello ed essendo arrivati così presto siamo quasi soli. Poco davanti a noi una coppia di italiani esce dal sentiero e si avvia a salire il Monch, a vederlo da sotto non sembra difficile. Noi invece proseguiamo e in poco meno di un ora arriviamo al rifugio posto a 3650 metri

Rimaniamo a vedere il panorama fino alle 11 e poi riprendiamo la strada per lo Jungfraujoch.

Saliamo in ascensore fino alla terrazza dell´osservatorio astronomico e poi con il treno delle 12:30 riprendiamo la via di Grindelwald.

A Grindelwald ci aspettano Monia e mia mamma con le quali nel pomeriggio andiamo all´Oberer Gletscher. Purtroppo il ghiacciaio si è molto ritirato, l´escursione però merita non fosse altro per la simpatica salita di quasi 1000 scalini di legno posizionati per superare un salto di roccia.

La cena è in un ristorante tipico, dove finalmente riesco ad assaggiare il famoso ´rosti´, un pasticcio di patate e altro.

Purtroppo il cielo si sta rannuvolando, che la fortuna ci abbia abbandonato?
La partenza è fissata per mercoledì 1 giugno, nel tardo pomeriggio, appena usciti da lavoro. Per fortuna guida mio padre e io posso rilassarmi un po´.

Superato il traforo del San Gottardo decidiamo di fermarci, ormai è tardi per arrivare fino a Grindelwald, meta del viaggio. Facciamo sosta a Goeschenen dove non abbiamo difficoltà a trovare una sistemazione a 50 franchi a testa, inclusa la colazione.

Breve giro a piedi per l´anonimo paesino per sgranchirsi un po´ le gambe e poi a letto.
Alle 8:15 siamo già in macchina con l´idea di attraversare il Susten pass, ma... orrore... un cartello all´inizio della strada per il passo ci segnala che il Susten è chiuso. Non sappiamo se procedere per Lucerna o se tornare un po´ indietro e fare il Furka pass. Dopo un po´ di indecisione optiamo per la strada più semplice, l´autostrada per Lucerna.

Verso le 10 e 30 siamo a Interlaken e finalmente, poco dopo le 11, arriviamo a Grindelwald. La giornata è splendida e la mitica parete nord dell´Eiger incombe sul paese. Troviamo una sistemazione in una casa privata (camere doppie con bagno a 50 franchi, 17 euro a testa!) e via su con il trenino verso la Kleine Scheidegg, posizionata proprio sotto la parete.

Il biglietto solo andata costa 27 franchi (2 franchi più dell´alloggio!). Il treno arranca sui binari e il paesaggio è maestoso, arriviamo alla stazioncina di Alpiglen, proprio sotto la parete e famoso punto di osservazione degli alpinisti impegnati nell´ascesa.

Il treno riparte e poi... si ferma. C´è un guasto! Incredibile un treno svizzero guasto! Dall´inizio dell´anno è già il terzo treno che mi si guasta, in Italia non mi stupisce più ormai, ma in Svizzera! Qua però sono più efficienti e mentre in Italia il tempo medio di attesa per risolvere il guasto era stato di due ore, qua in 30 minuti risolvono tutto con i treni delle due corse successive, uno dall´alto e uno dal basso, trasferendo i passeggeri su questi due treni funzionanti e riportando giù il treno guasto.

Il treno passa proprio sotto la parete e il guardarla da le vertigini.

Arriviamo alla incredibile Kleine Scheidegg e iniziamo a salire verso la Eigergletscher. La vista è mozzafiato, oltre alla nord dell´Eiger sopra di noi vediamo incombenti i versanti settentrionali del Monch e dello Jungfrau, con le impressionanti lingue di ghiaccio.

Preparo il cavalletto e inizio a scattare molte foto. Qualche piccola nube rende il paesaggio ancora più affascinante. Mio padre ha una foto della nord dell´Eiger con segnata la via dei primi salitori e si è portato dietro un piccolo telescopio per cercare di scorgere qualche alpinista impegnato nell´ascesa, il percorso è riconoscibilissimo e ben evidenti risultano i punti del percorso sentiti nominare decine di volte, traversata Hinterstoisser, primo e secondo nevaio, traversata degli dei, ragno bianco, bivacco della morte, ecc.

La via però è sgombra, nessun alpinista sta tentando l´ascesa. Proseguiamo in salita fino Eigergletscher e poi piano piano ridiscendiamo. Abbandono l´idea di fare l´Eiger trail fino ad Alpiglen perchè gli altri si rifiutano.

Mi tocca quindi a ridiscendere in treno fino a Alpiglen e qui insieme a mio padre, risalire il costone cercando di arrivare il più possibile sotto la parete. Andiamo su un bel po´ arrivando quasi all´altezza del pilastro centrale ma poi dopo quasi un´ora dobbiamo rientrare, l´ultimo treno non aspetta. E´ comunque bello camminare nell´erba e nel bosco sotto questa splendida parete e non mi stanco di ammirarla.

Per cena ci aspetta la fonduta poi prima di andare a letto provo a fare qualche scatto notturno alla parete nord.
Piove tutta la notte, alle 6 e mezzo viene a chiamarmi mio babbo per dirmi che l´Eiger Trail non si fa. Piove troppo.

Col cavolo! Son venuto qui apposta e lo faccio anche sotto l´acqua, soprattutto perchè la parete è sgombra e le nubi sono alte. Io alle 7 parto se lui viene bene altrimenti vado da solo. Si lascia convincere. Monia e mia mamma invece non vengono.

Montiamo sul treno delle 7:23 che piove, alle 7:30 c´è il sole! Rimangono solo delle nubi non molto alte di passaggio, per il resto si può dire che la giornata è discreta. Fortuna che non mi faccio mai convincere da nessuno...

Scendiamo alla Kleine Scheidegg e proviamo a intercettare il sentiero che viene dalla Eigergletscher. L´indicazione dà sentiero chiuso per neve, ma a mio padre non lo dico, si starà a vedere... uscire dal sentiero per aggirare i nevai a occhio mi sembra facilissimo.

In circa 40 minuti, passando per facili nevai e pendii erbosi intercettiamo il larghissimo sentiero. Altri 5 minuti e arriviamo in quello che forse è il miglior punto di osservazione, c´è un cartello con la foto della parete e le vie di salita tratteggiate. C´è anche una panchina per riposarsi. Vediamo distintamente delle tracce nella neve fino all´attacco della via classica, qualcuno deve esserci passato di recente.

Proseguiamo, poi un nevaio abbastanza ripido ci blocca la strada, mio padre si rifiuta di proseguire e purtroppo non ho con me alcun cordino di sicurezza. Bisogna aggirare il nevaio. Sali e scendi troviamo un punto per aggirarlo, ma che fatica! Dopo mezz´ora ci riallacciamo al sentiero, siamo proprio sotto il pilastro centrale, sulla verticale della cima, nel punto di osservazione più impressionante, la parete sembra caderci addosso.

Qualche altra foto e poi proseguiamo verso Alpiglen. In breve arriviamo all´altezza nel punto in cui in salita eravamo arrivati il primo giorno e così, invece di proseguire per il sentiero andiamo giù diritti verso la ferrovia. In circa 40 minuti siamo ad Alpiglen in tempo per il treno delle 11:04.

Visto che il tempo regge chiamo Monia e le dico di farsi trovare pronta per andare in mountain bike! Lei è un po´ incerta ma la convinco.

Alle 11 e 30 siamo di fronte al negozio che noleggia le bici, compriamo un panino per il pranzo e via, alle 12 stiamo salendo verso Bussalp!

Le due mountain bikes sono di ottima qualità e l´allenamento nel mese precedenti aiuta. In poco più di un´ora, contando anche la sosta per il pranzo superiamo i primi 450 metri di dislivello. Poi però Monia inizia a sentire un po´ la fatica e come riesca e superare gli ultimi 350 metri di dislivello lo sa solo lei... Ogni 2-300 metri di strada si deve fermare per un riposino, ma comunque piano piano arriva in cima. La salita è molto bella e la strada è tutta asfaltata e chiusa al traffico, quindi fermarsi sul ciglio della strada è anche piacevole.

Finalmente, poco prima delle 16 raggiungiamo il cartello Bussalp! Per Monia è una liberazione, la vedo però anche contenta e soddisfatta per aver superato 800 mt di dislivello in bici, quando solo un mese prima per lei già superare un cavalcavia era impresa ardua. Brava Monia!!

Purtroppo nubi basse coprono la nord dell´Eiger che altrimenti si staglierebbe proprio davanti a noi.

Dopo una pausa di un´ora iniziamo la discesa e verso le 17:30 restituiamo le bici. Monia si prende anche i complimenti della noleggiatrice per aver raggiunto Bussalp! La cena è nel ristorante della prima sera, stavolta però andiamo sul leggero, insalata e formaggio!
La sveglia è alle 8, oggi ci aspetta il lungo trasferimento fino a casa!

Alle 8:15 siamo già in viaggio, salutiamo Grindelwald e ci dirigiamo verso le gole dell´Aare.

La giornata è discreta e in poco più di un´ora siamo all´ingresso del canyon. Una passerella di legno si insinua tra le strette pareti e l´ambiente è davvero magnifico,in alcuni punti la pareti quasi si sfiorano creando un ambiente assai suggestivo. L´acqua scorre veloce sotto di noi. Percorriamo tutto il canyon fino all´ingresso a monte e poi torniamo indietro. Ne valeva assolutamente la pena.

Rimontati in macchina ci dirigiamo verso il Grimsel pass, attraverso una valle molto suggestiva. Il Grimsel pass è molto bello, vette innevate, laghetti artificiali e muri di neve alti fino a 3 metri fanno da cornice alla strada. C´è anche molta gente. Alcuni camminano sul lago ancora ghiacciato.

Noi proseguiamo verso il Furka pass dove ci fermiamo al famoso ghiacciaio del Rodano che arriva fin quasi sulla strada. Nel ghiacciaio è stata scavata una grotta di ghiaccio che visitiamo, l´azzurro all´interno è intenso e abbagliante, sul ghiacciaio molti stanno sciando.

Infine ripartiamo, stavolta con destinazione Italia e con ancora negli occhi la bellezza di questi luoghi.
Sveglia presto per andare allo Jungfraujoch prendendo il primo treno delle 7:23 che costa solo 125 franchi (invece di 150). Siamo solo io e mio padre. La giornata è fantastica, è limpidissima e non c´è una nuvola in cielo. Poco prima delle 8 siamo alla Kleine Scheidegg, cambio di treno e via sempre più su. Dopo la Eigergletscherle entriamo in galleria, siamo dentro l´Eiger!!

Dopo venti minuti ci fermiamo e scendiamo per affacciarci dai famosi finestroni collocati in piena parete nord poco sotto il primo e il secondo nevaio, affacciarsi dà le vertigini e ci fa apprezzare la voragine di neve e roccia sotto di noi, e non siamo neppure a metà parete!!!

Purtroppo la sosta è breve, dopo pochi minuti ci fanno risalire sul treno, ancora 15 minuti e facciamo un´altra sosta, stavolta i finestroni danno sul ghiacciaio. Infine arriviamo, poco prima delle 9 siamo alla stazione dello Jungfraujoch!

Visto che siamo a digiuno prendiamo un panino e facciamo un rapido giro per il complesso, visitiamo la grotta di ghiaccio e saliamo sulla terrazza panoramica. Infine usciamo, direzione Monchsjochhutte, il rifugio posto sotto il Monch.

Il sentiero è ben battuto ed evidente, quindi anche se siamo sul ghiacciaio non c´è alcun rischio. L´ambiente è molto bello ed essendo arrivati così presto siamo quasi soli. Poco davanti a noi una coppia di italiani esce dal sentiero e si avvia a salire il Monch, a vederlo da sotto non sembra difficile. Noi invece proseguiamo e in poco meno di un ora arriviamo al rifugio posto a 3650 metri

Rimaniamo a vedere il panorama fino alle 11 e poi riprendiamo la strada per lo Jungfraujoch.

Saliamo in ascensore fino alla terrazza dell´osservatorio astronomico e poi con il treno delle 12:30 riprendiamo la via di Grindelwald.

A Grindelwald ci aspettano Monia e mia mamma con le quali nel pomeriggio andiamo all´Oberer Gletscher. Purtroppo il ghiacciaio si è molto ritirato, l´escursione però merita non fosse altro per la simpatica salita di quasi 1000 scalini di legno posizionati per superare un salto di roccia.

La cena è in un ristorante tipico, dove finalmente riesco ad assaggiare il famoso ´rosti´, un pasticcio di patate e altro.

Purtroppo il cielo si sta rannuvolando, che la fortuna ci abbia abbandonato?
La partenza è fissata per mercoledì 1 giugno, nel tardo pomeriggio, appena usciti da lavoro. Per fortuna guida mio padre e io posso rilassarmi un po´.

Superato il traforo del San Gottardo decidiamo di fermarci, ormai è tardi per arrivare fino a Grindelwald, meta del viaggio. Facciamo sosta a Goeschenen dove non abbiamo difficoltà a trovare una sistemazione a 50 franchi a testa, inclusa la colazione.

Breve giro a piedi per l´anonimo paesino per sgranchirsi un po´ le gambe e poi a letto.
Alle 8:15 siamo già in macchina con l´idea di attraversare il Susten pass, ma... orrore... un cartello all´inizio della strada per il passo ci segnala che il Susten è chiuso. Non sappiamo se procedere per Lucerna o se tornare un po´ indietro e fare il Furka pass. Dopo un po´ di indecisione optiamo per la strada più semplice, l´autostrada per Lucerna.

Verso le 10 e 30 siamo a Interlaken e finalmente, poco dopo le 11, arriviamo a Grindelwald. La giornata è splendida e la mitica parete nord dell´Eiger incombe sul paese. Troviamo una sistemazione in una casa privata (camere doppie con bagno a 50 franchi, 17 euro a testa!) e via su con il trenino verso la Kleine Scheidegg, posizionata proprio sotto la parete.

Il biglietto solo andata costa 27 franchi (2 franchi più dell´alloggio!). Il treno arranca sui binari e il paesaggio è maestoso, arriviamo alla stazioncina di Alpiglen, proprio sotto la parete e famoso punto di osservazione degli alpinisti impegnati nell´ascesa.

Il treno riparte e poi... si ferma. C´è un guasto! Incredibile un treno svizzero guasto! Dall´inizio dell´anno è già il terzo treno che mi si guasta, in Italia non mi stupisce più ormai, ma in Svizzera! Qua però sono più efficienti e mentre in Italia il tempo medio di attesa per risolvere il guasto era stato di due ore, qua in 30 minuti risolvono tutto con i treni delle due corse successive, uno dall´alto e uno dal basso, trasferendo i passeggeri su questi due treni funzionanti e riportando giù il treno guasto.

Il treno passa proprio sotto la parete e il guardarla da le vertigini.

Arriviamo alla incredibile Kleine Scheidegg e iniziamo a salire verso la Eigergletscher. La vista è mozzafiato, oltre alla nord dell´Eiger sopra di noi vediamo incombenti i versanti settentrionali del Monch e dello Jungfrau, con le impressionanti lingue di ghiaccio.

Preparo il cavalletto e inizio a scattare molte foto. Qualche piccola nube rende il paesaggio ancora più affascinante. Mio padre ha una foto della nord dell´Eiger con segnata la via dei primi salitori e si è portato dietro un piccolo telescopio per cercare di scorgere qualche alpinista impegnato nell´ascesa, il percorso è riconoscibilissimo e ben evidenti risultano i punti del percorso sentiti nominare decine di volte, traversata Hinterstoisser, primo e secondo nevaio, traversata degli dei, ragno bianco, bivacco della morte, ecc.

La via però è sgombra, nessun alpinista sta tentando l´ascesa. Proseguiamo in salita fino Eigergletscher e poi piano piano ridiscendiamo. Abbandono l´idea di fare l´Eiger trail fino ad Alpiglen perchè gli altri si rifiutano.

Mi tocca quindi a ridiscendere in treno fino a Alpiglen e qui insieme a mio padre, risalire il costone cercando di arrivare il più possibile sotto la parete. Andiamo su un bel po´ arrivando quasi all´altezza del pilastro centrale ma poi dopo quasi un´ora dobbiamo rientrare, l´ultimo treno non aspetta. E´ comunque bello camminare nell´erba e nel bosco sotto questa splendida parete e non mi stanco di ammirarla.

Per cena ci aspetta la fonduta poi prima di andare a letto provo a fare qualche scatto notturno alla parete nord.
Piove tutta la notte, alle 6 e mezzo viene a chiamarmi mio babbo per dirmi che l´Eiger Trail non si fa. Piove troppo.

Col cavolo! Son venuto qui apposta e lo faccio anche sotto l´acqua, soprattutto perchè la parete è sgombra e le nubi sono alte. Io alle 7 parto se lui viene bene altrimenti vado da solo. Si lascia convincere. Monia e mia mamma invece non vengono.

Montiamo sul treno delle 7:23 che piove, alle 7:30 c´è il sole! Rimangono solo delle nubi non molto alte di passaggio, per il resto si può dire che la giornata è discreta. Fortuna che non mi faccio mai convincere da nessuno...

Scendiamo alla Kleine Scheidegg e proviamo a intercettare il sentiero che viene dalla Eigergletscher. L´indicazione dà sentiero chiuso per neve, ma a mio padre non lo dico, si starà a vedere... uscire dal sentiero per aggirare i nevai a occhio mi sembra facilissimo.

In circa 40 minuti, passando per facili nevai e pendii erbosi intercettiamo il larghissimo sentiero. Altri 5 minuti e arriviamo in quello che forse è il miglior punto di osservazione, c´è un cartello con la foto della parete e le vie di salita tratteggiate. C´è anche una panchina per riposarsi. Vediamo distintamente delle tracce nella neve fino all´attacco della via classica, qualcuno deve esserci passato di recente.

Proseguiamo, poi un nevaio abbastanza ripido ci blocca la strada, mio padre si rifiuta di proseguire e purtroppo non ho con me alcun cordino di sicurezza. Bisogna aggirare il nevaio. Sali e scendi troviamo un punto per aggirarlo, ma che fatica! Dopo mezz´ora ci riallacciamo al sentiero, siamo proprio sotto il pilastro centrale, sulla verticale della cima, nel punto di osservazione più impressionante, la parete sembra caderci addosso.

Qualche altra foto e poi proseguiamo verso Alpiglen. In breve arriviamo all´altezza nel punto in cui in salita eravamo arrivati il primo giorno e così, invece di proseguire per il sentiero andiamo giù diritti verso la ferrovia. In circa 40 minuti siamo ad Alpiglen in tempo per il treno delle 11:04.

Visto che il tempo regge chiamo Monia e le dico di farsi trovare pronta per andare in mountain bike! Lei è un po´ incerta ma la convinco.

Alle 11 e 30 siamo di fronte al negozio che noleggia le bici, compriamo un panino per il pranzo e via, alle 12 stiamo salendo verso Bussalp!

Le due mountain bikes sono di ottima qualità e l´allenamento nel mese precedenti aiuta. In poco più di un´ora, contando anche la sosta per il pranzo superiamo i primi 450 metri di dislivello. Poi però Monia inizia a sentire un po´ la fatica e come riesca e superare gli ultimi 350 metri di dislivello lo sa solo lei... Ogni 2-300 metri di strada si deve fermare per un riposino, ma comunque piano piano arriva in cima. La salita è molto bella e la strada è tutta asfaltata e chiusa al traffico, quindi fermarsi sul ciglio della strada è anche piacevole.

Finalmente, poco prima delle 16 raggiungiamo il cartello Bussalp! Per Monia è una liberazione, la vedo però anche contenta e soddisfatta per aver superato 800 mt di dislivello in bici, quando solo un mese prima per lei già superare un cavalcavia era impresa ardua. Brava Monia!!

Purtroppo nubi basse coprono la nord dell´Eiger che altrimenti si staglierebbe proprio davanti a noi.

Dopo una pausa di un´ora iniziamo la discesa e verso le 17:30 restituiamo le bici. Monia si prende anche i complimenti della noleggiatrice per aver raggiunto Bussalp! La cena è nel ristorante della prima sera, stavolta però andiamo sul leggero, insalata e formaggio!
La sveglia è alle 8, oggi ci aspetta il lungo trasferimento fino a casa!

Alle 8:15 siamo già in viaggio, salutiamo Grindelwald e ci dirigiamo verso le gole dell´Aare.

La giornata è discreta e in poco più di un´ora siamo all´ingresso del canyon. Una passerella di legno si insinua tra le strette pareti e l´ambiente è davvero magnifico,in alcuni punti la pareti quasi si sfiorano creando un ambiente assai suggestivo. L´acqua scorre veloce sotto di noi. Percorriamo tutto il canyon fino all´ingresso a monte e poi torniamo indietro. Ne valeva assolutamente la pena.

Rimontati in macchina ci dirigiamo verso il Grimsel pass, attraverso una valle molto suggestiva. Il Grimsel pass è molto bello, vette innevate, laghetti artificiali e muri di neve alti fino a 3 metri fanno da cornice alla strada. C´è anche molta gente. Alcuni camminano sul lago ancora ghiacciato.

Noi proseguiamo verso il Furka pass dove ci fermiamo al famoso ghiacciaio del Rodano che arriva fin quasi sulla strada. Nel ghiacciaio è stata scavata una grotta di ghiaccio che visitiamo, l´azzurro all´interno è intenso e abbagliante, sul ghiacciaio molti stanno sciando.

Infine ripartiamo, stavolta con destinazione Italia e con ancora negli occhi la bellezza di questi luoghi.
Sveglia presto per andare allo Jungfraujoch prendendo il primo treno delle 7:23 che costa solo 125 franchi (invece di 150). Siamo solo io e mio padre. La giornata è fantastica, è limpidissima e non c´è una nuvola in cielo. Poco prima delle 8 siamo alla Kleine Scheidegg, cambio di treno e via sempre più su. Dopo la Eigergletscherle entriamo in galleria, siamo dentro l´Eiger!!

Dopo venti minuti ci fermiamo e scendiamo per affacciarci dai famosi finestroni collocati in piena parete nord poco sotto il primo e il secondo nevaio, affacciarsi dà le vertigini e ci fa apprezzare la voragine di neve e roccia sotto di noi, e non siamo neppure a metà parete!!!

Purtroppo la sosta è breve, dopo pochi minuti ci fanno risalire sul treno, ancora 15 minuti e facciamo un´altra sosta, stavolta i finestroni danno sul ghiacciaio. Infine arriviamo, poco prima delle 9 siamo alla stazione dello Jungfraujoch!

Visto che siamo a digiuno prendiamo un panino e facciamo un rapido giro per il complesso, visitiamo la grotta di ghiaccio e saliamo sulla terrazza panoramica. Infine usciamo, direzione Monchsjochhutte, il rifugio posto sotto il Monch.

Il sentiero è ben battuto ed evidente, quindi anche se siamo sul ghiacciaio non c´è alcun rischio. L´ambiente è molto bello ed essendo arrivati così presto siamo quasi soli. Poco davanti a noi una coppia di italiani esce dal sentiero e si avvia a salire il Monch, a vederlo da sotto non sembra difficile. Noi invece proseguiamo e in poco meno di un ora arriviamo al rifugio posto a 3650 metri

Rimaniamo a vedere il panorama fino alle 11 e poi riprendiamo la strada per lo Jungfraujoch.

Saliamo in ascensore fino alla terrazza dell´osservatorio astronomico e poi con il treno delle 12:30 riprendiamo la via di Grindelwald.

A Grindelwald ci aspettano Monia e mia mamma con le quali nel pomeriggio andiamo all´Oberer Gletscher. Purtroppo il ghiacciaio si è molto ritirato, l´escursione però merita non fosse altro per la simpatica salita di quasi 1000 scalini di legno posizionati per superare un salto di roccia.

La cena è in un ristorante tipico, dove finalmente riesco ad assaggiare il famoso ´rosti´, un pasticcio di patate e altro.

Purtroppo il cielo si sta rannuvolando, che la fortuna ci abbia abbandonato?
La partenza è fissata per mercoledì 1 giugno, nel tardo pomeriggio, appena usciti da lavoro. Per fortuna guida mio padre e io posso rilassarmi un po´.

Superato il traforo del San Gottardo decidiamo di fermarci, ormai è tardi per arrivare fino a Grindelwald, meta del viaggio. Facciamo sosta a Goeschenen dove non abbiamo difficoltà a trovare una sistemazione a 50 franchi a testa, inclusa la colazione.

Breve giro a piedi per l´anonimo paesino per sgranchirsi un po´ le gambe e poi a letto.
Alle 8:15 siamo già in macchina con l´idea di attraversare il Susten pass, ma... orrore... un cartello all´inizio della strada per il passo ci segnala che il Susten è chiuso. Non sappiamo se procedere per Lucerna o se tornare un po´ indietro e fare il Furka pass. Dopo un po´ di indecisione optiamo per la strada più semplice, l´autostrada per Lucerna.

Verso le 10 e 30 siamo a Interlaken e finalmente, poco dopo le 11, arriviamo a Grindelwald. La giornata è splendida e la mitica parete nord dell´Eiger incombe sul paese. Troviamo una sistemazione in una casa privata (camere doppie con bagno a 50 franchi, 17 euro a testa!) e via su con il trenino verso la Kleine Scheidegg, posizionata proprio sotto la parete.

Il biglietto solo andata costa 27 franchi (2 franchi più dell´alloggio!). Il treno arranca sui binari e il paesaggio è maestoso, arriviamo alla stazioncina di Alpiglen, proprio sotto la parete e famoso punto di osservazione degli alpinisti impegnati nell´ascesa.

Il treno riparte e poi... si ferma. C´è un guasto! Incredibile un treno svizzero guasto! Dall´inizio dell´anno è già il terzo treno che mi si guasta, in Italia non mi stupisce più ormai, ma in Svizzera! Qua però sono più efficienti e mentre in Italia il tempo medio di attesa per risolvere il guasto era stato di due ore, qua in 30 minuti risolvono tutto con i treni delle due corse successive, uno dall´alto e uno dal basso, trasferendo i passeggeri su questi due treni funzionanti e riportando giù il treno guasto.

Il treno passa proprio sotto la parete e il guardarla da le vertigini.

Arriviamo alla incredibile Kleine Scheidegg e iniziamo a salire verso la Eigergletscher. La vista è mozzafiato, oltre alla nord dell´Eiger sopra di noi vediamo incombenti i versanti settentrionali del Monch e dello Jungfrau, con le impressionanti lingue di ghiaccio.

Preparo il cavalletto e inizio a scattare molte foto. Qualche piccola nube rende il paesaggio ancora più affascinante. Mio padre ha una foto della nord dell´Eiger con segnata la via dei primi salitori e si è portato dietro un piccolo telescopio per cercare di scorgere qualche alpinista impegnato nell´ascesa, il percorso è riconoscibilissimo e ben evidenti risultano i punti del percorso sentiti nominare decine di volte, traversata Hinterstoisser, primo e secondo nevaio, traversata degli dei, ragno bianco, bivacco della morte, ecc.

La via però è sgombra, nessun alpinista sta tentando l´ascesa. Proseguiamo in salita fino Eigergletscher e poi piano piano ridiscendiamo. Abbandono l´idea di fare l´Eiger trail fino ad Alpiglen perchè gli altri si rifiutano.

Mi tocca quindi a ridiscendere in treno fino a Alpiglen e qui insieme a mio padre, risalire il costone cercando di arrivare il più possibile sotto la parete. Andiamo su un bel po´ arrivando quasi all´altezza del pilastro centrale ma poi dopo quasi un´ora dobbiamo rientrare, l´ultimo treno non aspetta. E´ comunque bello camminare nell´erba e nel bosco sotto questa splendida parete e non mi stanco di ammirarla.

Per cena ci aspetta la fonduta poi prima di andare a letto provo a fare qualche scatto notturno alla parete nord.
Piove tutta la notte, alle 6 e mezzo viene a chiamarmi mio babbo per dirmi che l´Eiger Trail non si fa. Piove troppo.

Col cavolo! Son venuto qui apposta e lo faccio anche sotto l´acqua, soprattutto perchè la parete è sgombra e le nubi sono alte. Io alle 7 parto se lui viene bene altrimenti vado da solo. Si lascia convincere. Monia e mia mamma invece non vengono.

Montiamo sul treno delle 7:23 che piove, alle 7:30 c´è il sole! Rimangono solo delle nubi non molto alte di passaggio, per il resto si può dire che la giornata è discreta. Fortuna che non mi faccio mai convincere da nessuno...

Scendiamo alla Kleine Scheidegg e proviamo a intercettare il sentiero che viene dalla Eigergletscher. L´indicazione dà sentiero chiuso per neve, ma a mio padre non lo dico, si starà a vedere... uscire dal sentiero per aggirare i nevai a occhio mi sembra facilissimo.

In circa 40 minuti, passando per facili nevai e pendii erbosi intercettiamo il larghissimo sentiero. Altri 5 minuti e arriviamo in quello che forse è il miglior punto di osservazione, c´è un cartello con la foto della parete e le vie di salita tratteggiate. C´è anche una panchina per riposarsi. Vediamo distintamente delle tracce nella neve fino all´attacco della via classica, qualcuno deve esserci passato di recente.

Proseguiamo, poi un nevaio abbastanza ripido ci blocca la strada, mio padre si rifiuta di proseguire e purtroppo non ho con me alcun cordino di sicurezza. Bisogna aggirare il nevaio. Sali e scendi troviamo un punto per aggirarlo, ma che fatica! Dopo mezz´ora ci riallacciamo al sentiero, siamo proprio sotto il pilastro centrale, sulla verticale della cima, nel punto di osservazione più impressionante, la parete sembra caderci addosso.

Qualche altra foto e poi proseguiamo verso Alpiglen. In breve arriviamo all´altezza nel punto in cui in salita eravamo arrivati il primo giorno e così, invece di proseguire per il sentiero andiamo giù diritti verso la ferrovia. In circa 40 minuti siamo ad Alpiglen in tempo per il treno delle 11:04.

Visto che il tempo regge chiamo Monia e le dico di farsi trovare pronta per andare in mountain bike! Lei è un po´ incerta ma la convinco.

Alle 11 e 30 siamo di fronte al negozio che noleggia le bici, compriamo un panino per il pranzo e via, alle 12 stiamo salendo verso Bussalp!

Le due mountain bikes sono di ottima qualità e l´allenamento nel mese precedenti aiuta. In poco più di un´ora, contando anche la sosta per il pranzo superiamo i primi 450 metri di dislivello. Poi però Monia inizia a sentire un po´ la fatica e come riesca e superare gli ultimi 350 metri di dislivello lo sa solo lei... Ogni 2-300 metri di strada si deve fermare per un riposino, ma comunque piano piano arriva in cima. La salita è molto bella e la strada è tutta asfaltata e chiusa al traffico, quindi fermarsi sul ciglio della strada è anche piacevole.

Finalmente, poco prima delle 16 raggiungiamo il cartello Bussalp! Per Monia è una liberazione, la vedo però anche contenta e soddisfatta per aver superato 800 mt di dislivello in bici, quando solo un mese prima per lei già superare un cavalcavia era impresa ardua. Brava Monia!!

Purtroppo nubi basse coprono la nord dell´Eiger che altrimenti si staglierebbe proprio davanti a noi.

Dopo una pausa di un´ora iniziamo la discesa e verso le 17:30 restituiamo le bici. Monia si prende anche i complimenti della noleggiatrice per aver raggiunto Bussalp! La cena è nel ristorante della prima sera, stavolta però andiamo sul leggero, insalata e formaggio!
La sveglia è alle 8, oggi ci aspetta il lungo trasferimento fino a casa!

Alle 8:15 siamo già in viaggio, salutiamo Grindelwald e ci dirigiamo verso le gole dell´Aare.

La giornata è discreta e in poco più di un´ora siamo all´ingresso del canyon. Una passerella di legno si insinua tra le strette pareti e l´ambiente è davvero magnifico,in alcuni punti la pareti quasi si sfiorano creando un ambiente assai suggestivo. L´acqua scorre veloce sotto di noi. Percorriamo tutto il canyon fino all´ingresso a monte e poi torniamo indietro. Ne valeva assolutamente la pena.

Rimontati in macchina ci dirigiamo verso il Grimsel pass, attraverso una valle molto suggestiva. Il Grimsel pass è molto bello, vette innevate, laghetti artificiali e muri di neve alti fino a 3 metri fanno da cornice alla strada. C´è anche molta gente. Alcuni camminano sul lago ancora ghiacciato.

Noi proseguiamo verso il Furka pass dove ci fermiamo al famoso ghiacciaio del Rodano che arriva fin quasi sulla strada. Nel ghiacciaio è stata scavata una grotta di ghiaccio che visitiamo, l´azzurro all´interno è intenso e abbagliante, sul ghiacciaio molti stanno sciando.

Infine ripartiamo, stavolta con destinazione Italia e con ancora negli occhi la bellezza di questi luoghi.
Sveglia presto per andare allo Jungfraujoch prendendo il primo treno delle 7:23 che costa solo 125 franchi (invece di 150). Siamo solo io e mio padre. La giornata è fantastica, è limpidissima e non c´è una nuvola in cielo. Poco prima delle 8 siamo alla Kleine Scheidegg, cambio di treno e via sempre più su. Dopo la Eigergletscherle entriamo in galleria, siamo dentro l´Eiger!!

Dopo venti minuti ci fermiamo e scendiamo per affacciarci dai famosi finestroni collocati in piena parete nord poco sotto il primo e il secondo nevaio, affacciarsi dà le vertigini e ci fa apprezzare la voragine di neve e roccia sotto di noi, e non siamo neppure a metà parete!!!

Purtroppo la sosta è breve, dopo pochi minuti ci fanno risalire sul treno, ancora 15 minuti e facciamo un´altra sosta, stavolta i finestroni danno sul ghiacciaio. Infine arriviamo, poco prima delle 9 siamo alla stazione dello Jungfraujoch!

Visto che siamo a digiuno prendiamo un panino e facciamo un rapido giro per il complesso, visitiamo la grotta di ghiaccio e saliamo sulla terrazza panoramica. Infine usciamo, direzione Monchsjochhutte, il rifugio posto sotto il Monch.

Il sentiero è ben battuto ed evidente, quindi anche se siamo sul ghiacciaio non c´è alcun rischio. L´ambiente è molto bello ed essendo arrivati così presto siamo quasi soli. Poco davanti a noi una coppia di italiani esce dal sentiero e si avvia a salire il Monch, a vederlo da sotto non sembra difficile. Noi invece proseguiamo e in poco meno di un ora arriviamo al rifugio posto a 3650 metri

Rimaniamo a vedere il panorama fino alle 11 e poi riprendiamo la strada per lo Jungfraujoch.

Saliamo in ascensore fino alla terrazza dell´osservatorio astronomico e poi con il treno delle 12:30 riprendiamo la via di Grindelwald.

A Grindelwald ci aspettano Monia e mia mamma con le quali nel pomeriggio andiamo all´Oberer Gletscher. Purtroppo il ghiacciaio si è molto ritirato, l´escursione però merita non fosse altro per la simpatica salita di quasi 1000 scalini di legno posizionati per superare un salto di roccia.

La cena è in un ristorante tipico, dove finalmente riesco ad assaggiare il famoso ´rosti´, un pasticcio di patate e altro.

Purtroppo il cielo si sta rannuvolando, che la fortuna ci abbia abbandonato?
La partenza è fissata per mercoledì 1 giugno, nel tardo pomeriggio, appena usciti da lavoro. Per fortuna guida mio padre e io posso rilassarmi un po´.

Superato il traforo del San Gottardo decidiamo di fermarci, ormai è tardi per arrivare fino a Grindelwald, meta del viaggio. Facciamo sosta a Goeschenen dove non abbiamo difficoltà a trovare una sistemazione a 50 franchi a testa, inclusa la colazione.

Breve giro a piedi per l´anonimo paesino per sgranchirsi un po´ le gambe e poi a letto.
Alle 8:15 siamo già in macchina con l´idea di attraversare il Susten pass, ma... orrore... un cartello all´inizio della strada per il passo ci segnala che il Susten è chiuso. Non sappiamo se procedere per Lucerna o se tornare un po´ indietro e fare il Furka pass. Dopo un po´ di indecisione optiamo per la strada più semplice, l´autostrada per Lucerna.

Verso le 10 e 30 siamo a Interlaken e finalmente, poco dopo le 11, arriviamo a Grindelwald. La giornata è splendida e la mitica parete nord dell´Eiger incombe sul paese. Troviamo una sistemazione in una casa privata (camere doppie con bagno a 50 franchi, 17 euro a testa!) e via su con il trenino verso la Kleine Scheidegg, posizionata proprio sotto la parete.

Il biglietto solo andata costa 27 franchi (2 franchi più dell´alloggio!). Il treno arranca sui binari e il paesaggio è maestoso, arriviamo alla stazioncina di Alpiglen, proprio sotto la parete e famoso punto di osservazione degli alpinisti impegnati nell´ascesa.

Il treno riparte e poi... si ferma. C´è un guasto! Incredibile un treno svizzero guasto! Dall´inizio dell´anno è già il terzo treno che mi si guasta, in Italia non mi stupisce più ormai, ma in Svizzera! Qua però sono più efficienti e mentre in Italia il tempo medio di attesa per risolvere il guasto era stato di due ore, qua in 30 minuti risolvono tutto con i treni delle due corse successive, uno dall´alto e uno dal basso, trasferendo i passeggeri su questi due treni funzionanti e riportando giù il treno guasto.

Il treno passa proprio sotto la parete e il guardarla da le vertigini.

Arriviamo alla incredibile Kleine Scheidegg e iniziamo a salire verso la Eigergletscher. La vista è mozzafiato, oltre alla nord dell´Eiger sopra di noi vediamo incombenti i versanti settentrionali del Monch e dello Jungfrau, con le impressionanti lingue di ghiaccio.

Preparo il cavalletto e inizio a scattare molte foto. Qualche piccola nube rende il paesaggio ancora più affascinante. Mio padre ha una foto della nord dell´Eiger con segnata la via dei primi salitori e si è portato dietro un piccolo telescopio per cercare di scorgere qualche alpinista impegnato nell´ascesa, il percorso è riconoscibilissimo e ben evidenti risultano i punti del percorso sentiti nominare decine di volte, traversata Hinterstoisser, primo e secondo nevaio, traversata degli dei, ragno bianco, bivacco della morte, ecc.

La via però è sgombra, nessun alpinista sta tentando l´ascesa. Proseguiamo in salita fino Eigergletscher e poi piano piano ridiscendiamo. Abbandono l´idea di fare l´Eiger trail fino ad Alpiglen perchè gli altri si rifiutano.

Mi tocca quindi a ridiscendere in treno fino a Alpiglen e qui insieme a mio padre, risalire il costone cercando di arrivare il più possibile sotto la parete. Andiamo su un bel po´ arrivando quasi all´altezza del pilastro centrale ma poi dopo quasi un´ora dobbiamo rientrare, l´ultimo treno non aspetta. E´ comunque bello camminare nell´erba e nel bosco sotto questa splendida parete e non mi stanco di ammirarla.

Per cena ci aspetta la fonduta poi prima di andare a letto provo a fare qualche scatto notturno alla parete nord.
Piove tutta la notte, alle 6 e mezzo viene a chiamarmi mio babbo per dirmi che l´Eiger Trail non si fa. Piove troppo.

Col cavolo! Son venuto qui apposta e lo faccio anche sotto l´acqua, soprattutto perchè la parete è sgombra e le nubi sono alte. Io alle 7 parto se lui viene bene altrimenti vado da solo. Si lascia convincere. Monia e mia mamma invece non vengono.

Montiamo sul treno delle 7:23 che piove, alle 7:30 c´è il sole! Rimangono solo delle nubi non molto alte di passaggio, per il resto si può dire che la giornata è discreta. Fortuna che non mi faccio mai convincere da nessuno...

Scendiamo alla Kleine Scheidegg e proviamo a intercettare il sentiero che viene dalla Eigergletscher. L´indicazione dà sentiero chiuso per neve, ma a mio padre non lo dico, si starà a vedere... uscire dal sentiero per aggirare i nevai a occhio mi sembra facilissimo.

In circa 40 minuti, passando per facili nevai e pendii erbosi intercettiamo il larghissimo sentiero. Altri 5 minuti e arriviamo in quello che forse è il miglior punto di osservazione, c´è un cartello con la foto della parete e le vie di salita tratteggiate. C´è anche una panchina per riposarsi. Vediamo distintamente delle tracce nella neve fino all´attacco della via classica, qualcuno deve esserci passato di recente.

Proseguiamo, poi un nevaio abbastanza ripido ci blocca la strada, mio padre si rifiuta di proseguire e purtroppo non ho con me alcun cordino di sicurezza. Bisogna aggirare il nevaio. Sali e scendi troviamo un punto per aggirarlo, ma che fatica! Dopo mezz´ora ci riallacciamo al sentiero, siamo proprio sotto il pilastro centrale, sulla verticale della cima, nel punto di osservazione più impressionante, la parete sembra caderci addosso.

Qualche altra foto e poi proseguiamo verso Alpiglen. In breve arriviamo all´altezza nel punto in cui in salita eravamo arrivati il primo giorno e così, invece di proseguire per il sentiero andiamo giù diritti verso la ferrovia. In circa 40 minuti siamo ad Alpiglen in tempo per il treno delle 11:04.

Visto che il tempo regge chiamo Monia e le dico di farsi trovare pronta per andare in mountain bike! Lei è un po´ incerta ma la convinco.

Alle 11 e 30 siamo di fronte al negozio che noleggia le bici, compriamo un panino per il pranzo e via, alle 12 stiamo salendo verso Bussalp!

Le due mountain bikes sono di ottima qualità e l´allenamento nel mese precedenti aiuta. In poco più di un´ora, contando anche la sosta per il pranzo superiamo i primi 450 metri di dislivello. Poi però Monia inizia a sentire un po´ la fatica e come riesca e superare gli ultimi 350 metri di dislivello lo sa solo lei... Ogni 2-300 metri di strada si deve fermare per un riposino, ma comunque piano piano arriva in cima. La salita è molto bella e la strada è tutta asfaltata e chiusa al traffico, quindi fermarsi sul ciglio della strada è anche piacevole.

Finalmente, poco prima delle 16 raggiungiamo il cartello Bussalp! Per Monia è una liberazione, la vedo però anche contenta e soddisfatta per aver superato 800 mt di dislivello in bici, quando solo un mese prima per lei già superare un cavalcavia era impresa ardua. Brava Monia!!

Purtroppo nubi basse coprono la nord dell´Eiger che altrimenti si staglierebbe proprio davanti a noi.

Dopo una pausa di un´ora iniziamo la discesa e verso le 17:30 restituiamo le bici. Monia si prende anche i complimenti della noleggiatrice per aver raggiunto Bussalp! La cena è nel ristorante della prima sera, stavolta però andiamo sul leggero, insalata e formaggio!
La sveglia è alle 8, oggi ci aspetta il lungo trasferimento fino a casa!

Alle 8:15 siamo già in viaggio, salutiamo Grindelwald e ci dirigiamo verso le gole dell´Aare.

La giornata è discreta e in poco più di un´ora siamo all´ingresso del canyon. Una passerella di legno si insinua tra le strette pareti e l´ambiente è davvero magnifico,in alcuni punti la pareti quasi si sfiorano creando un ambiente assai suggestivo. L´acqua scorre veloce sotto di noi. Percorriamo tutto il canyon fino all´ingresso a monte e poi torniamo indietro. Ne valeva assolutamente la pena.

Rimontati in macchina ci dirigiamo verso il Grimsel pass, attraverso una valle molto suggestiva. Il Grimsel pass è molto bello, vette innevate, laghetti artificiali e muri di neve alti fino a 3 metri fanno da cornice alla strada. C´è anche molta gente. Alcuni camminano sul lago ancora ghiacciato.

Noi proseguiamo verso il Furka pass dove ci fermiamo al famoso ghiacciaio del Rodano che arriva fin quasi sulla strada. Nel ghiacciaio è stata scavata una grotta di ghiaccio che visitiamo, l´azzurro all´interno è intenso e abbagliante, sul ghiacciaio molti stanno sciando.

Infine ripartiamo, stavolta con destinazione Italia e con ancora negli occhi la bellezza di questi luoghi.
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