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Londra 2010 - un viaggio per tre età  

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Claudia
Scritto da: Claudia
Località: Londra
Durata: 5 notti
Data partenza: dal 06/12/2010 al
Viaggiatori: 3
Nomi dei viaggiatori: Claudia Francesco e Laura

Introduzione

Tornare a Londra per far scoprire i suoi angoli nascosti ad una ragazza di 19 anni innamorata del British Life Style

Descrizione

Siamo partiti in tre (io, Francesco e Laura) da Roma Fiumicino per London Gatwick il 6 dicembre 2010, utilizzando un volo EasyJet prenotato tre mesi prima (incluso lo speedy boarding, che è stato molto utile per evitare le fila e sceglierci i posti migliori in aereo) e siamo decollati con soltanto un’ora di ritardo (mentre il volo Alitalia, che doveva partire un’ora prima di noi, è stato ritardato di 4 ore causa maltempo su Heatrow ;)!).

All’arrivo a Gatwick, abbiamo utilizzato il mini bus arancio di Easybus, anche lui prenotato in anticipo con un costo a/r di meno di 8 sterline a testa (http://www.easybus.co.uk/), per raggiungere Londra. Il servizio è stato impeccabile, sia all’andata che al ritorno, e in meno di un’ora siamo arrivati vicino alla stazione metro di Wrest Brompton. L’unica accortezza è ricordarsi che per il ritorno il bus ferma alla fermata degli autobus urbani che si trova sotto l’Ibis hotel, e non dove sosta all’arrivo. Con la metro linea District-verde (avevamo richiesto per posta le Oyster Card precaricate - https://oyster.tfl.gov.uk/oyster/entry.do, in modo da non perdere tempo), siamo scesi, dopo tre fermate, a Notting Hill Gate, da dove ci siamo diretti al New Linden Hotel (http://www.newlinden.co.uk/IndexMain.htm).

Considerato che ci serviva un albergo comodo per trascorrere 4 notti a Londra (da 6 al 10 dicembre), e soprattutto volevamo una camera tripla non eccessivamente “angusta”, dopo aver confrontato le diverse proposte della Rete, la mia scelta è caduta sul New Linden Hotel, in zona Notting Hill, che – almeno dalle foto pubblicate sul sito - sembrava carino e con costi abbordabili (a Londra il rischio è di spendere tanto ed avere una stanza in una stamberga…). Prenotata a settembre, abbiamo pagato 150 sterline al giorno e al momento della prenotazione ci hanno chiesto gli estremi della carta di credito, su cui però non hanno addebitato nulla sino all’arrivo. Anche la collocazione mi era sembrata pratica: non troppo distante dal centro ma nemmeno troppo vicino, con i giardini di Kensington Garden ed Hyde Park non lontani, con negozi e soprattutto metro ed autobus nelle vicinanze. Ebbene, incredibile ma vero, le foto rispondono a verità!

Dalla metro di Notting Hill (per noi comodissima, visto che siamo arrivati in città a Wrest Brompton da Gatwick con il mini bus della Easybus e abbiamo preso la metro, senza cambi, per solo tre fermate) l’hotel è a dieci minuti a piedi, passando per il classico quartiere inglese di case bianche in stile vittoriano. E anche l’hotel è stato ricavato da tre case unite e ristrutturate, con un occhio attento all’arredamento ed allo stile. Gli addetti alla reception sono stati sempre molto cordiali e disponibili ad aiutarci (il phon che si è rotto è stato immediatamente sostituito, non riuscivamo ad aprire la cassaforte e sono subito venuti ad aiutarci…), e ci hanno dato una mano anche con le indicazioni per raggiungere le varie mete della città (oltre ad averci regalato la mappa di Londra). La nostra stanza era, come richiesto,  una tripla (con un grandissimo letto matrimoniale ed un ampio letto singolo – non un divano…- e le testiere alte in tessuto marrone), in una stanza curata nel decor e negli arredi, in stile etnico “simil-lussuoso”. La stanza si trovava al primo piano, dinanzi all’ascensore (che però non ci è mai stato di alcun disturbo), grande abbastanza da permetterci di muoverci in modo comodo (anche se la stanza non era molto larga, in compenso era parecchio lunga e idealmente separata in due zone notte-giorno), con un armadio capiente, una scrivania con una sedia, comodini, tende, copriletti tessili e cuscini nelle gradazioni del marrone ed dell’arancio e, soprattutto, in terra non c’era la moquette ma il parquet. Le pareti e i soffitti (molto alti) erano rifiniti con stucchi e decori in gesso. Unico vero problema, la mancanza di una seconda lampada da lettura sul mio comodino, che mi ha costretto ad andare a leggere nel bagno per non disturbare troppo i miei compagni di stanza, e le finestre che non chiudevano perfettamente (e con -5° il freddo un po’ passava…). Come sempre negli hotel inglesi, bollitore, tazze, thé e caffè per un break mattutino o pomeridiano. Nella stanza il riscaldamento era regolabile e la TV a schermo piatto, appesa alla parete dinanzi ai letti.

Anche il bagno, curato negli allestimenti (doppio lavabo con grandissimi specchi, grande doccia, water), per le abitudini di Londra è più che pratico, anche se come sempre manca il bidet e avrebbe molto fatto comodo una tenda per la doccia (o ante di vetro per chiuderla) e qualche gancio in più per appendere gli asciugamani. A disposizione abbiamo trovato shampoo, sapone e bagnoschiuma, migliori di tanti altri campioncini che ho avuto modo di provare in altri alberghi, e giornalmente riassortiti. Gli asciugamani sono stati cambiati tutti i giorni.

Anche la colazione, compresa nel costo della stanza, è stata molto apprezzata: l’hotel riserva un’apposita sala nel basement, e serve caffè, latte, thè, succhi di frutta, macedonia di frutta fresca (buonissima ed apprezzatissima), yogurth, affettati e formaggi, pane di diverse qualità, croissant, cereali e frutta secca, marmellata, miele e burro. Insomma, di che star bene fino a merenda! Nel piccolo living room dell’hotel, inoltre, vi erano a disposizione dei clienti copie gratuite di quotidiani e di settimanali (io ne ho usufruito regolarmente) e se necessario vi era una postazione internet a pagamento (circa 5 sterline l’ora). Vicino l’hotel c’è anche un pub, il Price Edwards, dove una sera abbiamo cenato e sia vicino alla metro di Nottingh Hill che alla fine della strada dell’hotel si trovano negozi di tutti i tipi, supermercati (Tesco – dove davvero conviene fare la spesa - e Sainsbury), ristoranti e take away con cucina da tutto il mondo.

A Londra, che io ben conoscevo e dove anche Franz era già stato, abbiamo fatto una vera e propria “maratona” per far conoscere a Laura i luoghi più importanti, utilizzando spessissimo gli autobus al posto della metro, che abbiamo scelto solo per le grandi distanze, in modo da poter osservare “dall’alto” la città.

In particolare, oltre ai monumenti classici (Tower Bridge, Torre di Londra, Westminister Abbey, Westminister Cathedral, The House of Parliament, Buckingam Palace con il cambio della Guardia, St. Paul Cathedral, il Museo di Storia Naturale ed i suoi dinosauri, il British Museum, la National Gallery con l’exibition sul Canaletto, la Tate Modern - bella l’architettura ma bha! per le opere esposte - la London Eye - dal basso perché faceva freddissimo e c’era la nebbia - i mercatini di Portobello Road (vicino l'hotel) e di Camden Town) e oltre alle soste “commerciali” pre-natalizie obbligate (Oxford street e Regent street erano completamente addobbate per Natale, Harrod’s riluceva di luminarie e di oggetti extra lusso, solo il tempo di utilizzarne il bagno al 2° piano con creme e profumi free e poi via di corsa, il super negozio di giocattoli Hemley’s, la gioia degli occhi anche per gli adulti, il mega store di articoli sportivi Lellywhite a Piccadilly Circus, che ci ha fatto letteralmente impazzire con i suoi mini prezzi, Fortnum & Mason, che ha dato un bel colpo alla nostra carta di credito ma ci ha fatto sentire vip per un momento, le bellissime librerie che mi hanno affascinato e mi hanno “letteralemente” costretta a portare libri in regalo, i tanti supermercati Mark & Spencer, Tesco e Sainsbury dove ho comprato mince pie, Christmas pudding, burro al rum, scatole di biscotti e diecimila scatole di tè da portare in regalo), siamo riusciti, nonostante il freddo e la neve, ad andare al Royal Observatory a Greenwich (http://www.nmm.ac.uk/places/royal-observatory/), dove oltre a “toccare” il meridiano 0 e a godere una vista splendida sulla città di Londra (per arrivarci è comodissima la DLR, ovvero la ferrovia leggera, che in meno di 30 minuti porta da Temple alla cittadina sul Tamigi) abbiamo visitato il mercatino ed abbiamo mangiato fish&chips in un antico locale non lontano dalla stazione. A proposito, con il treno siamo passati anche per i Docks recuperati, dove davvero sembra di essere su un altro pianeta!

Inoltre, nella nostra maratona londinese, non ci siamo fatti scappare il binario 9 ¾ reso famoso dalla saga di Harry Potter alla stazione ferroviaria londinese di King's Cross ed il museo di Sherlock Holmes (ovviamente tutto finto, ma per appassionati del super investigatore nato dalla fantasia di Sir Arthur Conan Doyle qual siamo noi va bene comunque…), oltre che ad un perfetto Christmas Afternoon Tea presso The Kingsway Hall Hotel, zona Covent Garden, prenotato tramite il sito http://www.afternoontea.co.uk/ (ottima scelta, e la sera non abbiamo cenato tanto era l’assortimento proposto!).

Poiché i costi dei ristoranti di Londra sono particolarmente alti, ci siamo organizzati cominciando le giornate con una ricca colazione, quindi facendo un break all’ora di pranzo (panino, tramezzino, dolcetto, abbiamo anche provato la caffetteria di St. Martin in the Field, di lato a Trafalgar Square, http://www2.stmartin-in-the-fields.org/page/cafe2010/cafe.htm, e la caffetteria della National Gallery dove ci siamo ripresi dal freddo terribile con cioccolata, thé caldo, mulled wine e tortine), mentre la sera siamo andati in un ristorante cinese (orribile…), al pub sotto l’hotel (buono, e anche la birra non male :)) e ad un ristorante Brasiliano dove, con circa 24 sterline a testa, è possibile mangiare carne e servirsi al buffet di piatti caldi e di verdure fino a non poterne più (sito http://www.rodiziorico.com/).

Il ritorno a Roma è stato come sempre malinconico… ma tanto ci torniamo!

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