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Sardegna: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Non è semplice racchiudere in 10 punti le bellezze naturali ed artistiche che la Sardegna è in grado di offrire ai suoi visitatori; quelli che seguono sono spunti per chiunque abbia in programma una vacanza su questa meravigliosa isola, considerando, comunque, che ogni angolo ed ogni paese può essere uno scrigno pieno di tesori da scoprire. Ci sono luoghi, però, che non possono davvero mancare, sopratutto se è la prima volta che ci si reca in Sardegna.

Ecco, allora una panoramica su ciò che andrebbe visitato facendo un tour completo ed inserendo nel proprio taccuino di viaggio spiagge, siti archeologici, borghi, cittadine e località particolarmente caratteristiche. Un discorso a parte andrebbe fatto per le principali città: da Cagliari a Sassari, da Oristano a Nuoro, esse meritano una lunga ed approfondita visita per conoscere la lunga storia di quest’isola attraverso i vari monumenti che le caratterizzano.

Cosa vedere in Sardegna? Ecco le 10 cose da vedere in Sardegna!

Cosa vedere in Sardegna

1) Costa Smeralda

Da Golfo Aranci di imbocca la SS 125, tralasciando le indicazioni della litoranea per Olbia. Dopo il bivio si trova la chiesa di Nostra Signora de su Monte e poi la deviazione per la spiaggia di Marinella, nell’omonimo golfo. Andando avanti c’è la strada per Porto Rotondo, complesso turistico di notevole importanza e, proseguendo, ci si addentra nel cuore della Costa Smeralda, segnalata dal tipico masso. Si costeggia il golfo di Cugnana fino agli agglomerati di case di Aglientina; in questo punto ci si può dirigere verso il piccolo paese di San Pantaleo che sorge su una collina ed offre un bellissimo panorama. Tornando sulla statale e procedendo lungo il Golfo di Arzachena si arriva a Baia Sardinia dove si trovano delle bellissime spiagge e lussuose ville immerse nel verde.

Passando da Abbiadori si raggiungono le rinomate zone turistiche di Capriccioli e di Romazzino, sempre accompagnati da un panorama fantastico sul mare color smeraldo di questo tratto di costa della Sardegna. Porto Cervo è un altro dei paesi conosciuti in tutto il mondo per la sua fama. Si affaccia su un fiordo e regala tutto ciò che si può desiderare nel corso di una vacanza: attrezzature turistiche moderne, mare cristallino, movida e vegetazione mediterranea.

2) La Maddalena

Dal porto di Palau ci si imbarca su una delle tante navi che fanno la spola con questo arcipelago ed in circa 15 minuti si arriva a destinazione. Anche la traversata è molto bella perché al turista si presenta uno spettacolo impareggiabile, con il traghetto che sembra scivolare sulle acque limpidissime, fra scogli ed isolotti. L’isola di La Maddalena, sul quale sorge l’unico centro abitato dell’arcipelago oltre a Caprera è la più grande; le altre sono Spargi, Budelli, Santa Maria e Razzoli. Esse furono abitate già nel Neolitico e, poi, durante i secoli subirono varie dominazioni. Nel corso di una vacanza in Sardegna non si dovrebbe perdere l’opportunità di fare un giro in barca fra queste isole, ammirando la bellezza incontaminata della natura e del mare ed andando a visitare la Casa-Museo di Garibaldi a Caprera.

3) Castelsardo

Questo meraviglioso borgo sorge arroccato su un promontorio che domina il golfo dell’Asinara. Si trova a nord della Sardegna in provincia di Sassari ed è raggiungibile tramite la SS127. Castelsardo, inserito fra i borghi più belli d’Italia, è ricco di storia come testimoniano le sue antiche e possenti mura. Fu costruito dai Doria di Genova nel XII secolo e poi passò agli Aragonesi. L’artigianato ricopre notevole importanza soprattutto per i cestini di foglie di palme, intrecciati a mano. La Rocca si trova sulla sommità e vi si sale attraverso strette viuzze per godere di un meraviglioso panorama.

Da vedere anche la Cattedrale che sorge a picco sul mare ed è costruita in stile tardo-gotico. La sera Castelsardo è una cittadina piuttosto vivace per la presenza di numerosi ristoranti che propongono piatti tipici della tradizione sarda e di wine bar alla moda. Proseguendo sulla SS134, poco lontano da questo borgo, si trova la famosa Roccia dell’Elefante, meta di molti turisti. Si tratta di un’ interessante domus di janas ricavata dalla roccia, nella quale si riconosce la forma di un elefante con la proboscide protesa verso la strada.

4) Stintino

Nella parte nord-occidentale della Sardegna è possibile trovare le spiagge più belle. Fra queste vi è, senza dubbio la penisola di Stintino, in provincia di Sassari, che si protende proprio nel Golfo dell’Asinara. Esso era in origine un tipico paese di pescatori mentre ora è diventata la meta irrinunciabile per i turisti che visitano questa zona. La sabbia bianca e finissima ed un mare trasparente dai fondali bassi lo rendono un litorale che non ha nulla da invidiare a quelli caraibici. In agosto è quasi impossibile riuscire a trovare una spazio libero per prendere il sole ma vale comunque la pena andare a vedere la più famosa delle sue spiagge ed in genere la più famosa di tutta la Sardegna: La Pelosa. Altre spiagge di Stintino da non perdere sono quella di Ezzi Mannu, de Le Saline, della Pazzona, di Cala Lupo e dei Tamerici, alcune delle quali pur essendo altrettanto belle sono sicuramente meno affollate e più vivibili rispetto alla Pelosa, quindi adatte per chi preferisce un po’ più di relax.

5) San Teodoro

Partendo da Olbia, in via Genova, si imbocca la parte sud della sopraelevata e si arriva alla deviazione per Porto Istana; proseguendo sulla SS125 si giunge al paesino di Porto San Paolo ubicato in un’insenatura fra Capo Ceraso e Capo Coda Cavallo, nel cui mare cristallino si trova la splendida isola di Tavolara. Da questo paese partono le imbarcazioni per visitarla. La strada continua fino alla località Suaredda, quindi costeggia per circa 3 chilometri lo stagno di San Teodoro fino a raggiungere il paese omonimo. Oltre a visitare il grazioso centro abitato, dove si possono ammirare vari murales, non si può perdere l’occasione di ammirare il litorale caratterizzato da una lunga striscia di sabbia bianca e da un mare favoloso. La zona si è rapidamente sviluppata ed offre strutture turistiche ben attrezzate e numerosi locali e ristoranti.

6) Barumini

La fama di Barumini è legata al grande complesso nuragico Su Nuraxi, dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Nelle campagne intorno al paese si trovano molte tracce dell’antica civiltà nuragica ed è un’ottima occasione per organizzare un’interessante visita culturale ad uno dei siti archeologici più importanti dell’isola. Su Nuraxi è un rilevante complesso dell’Età Nuragica anche in considerazione della sua posizione strategica, in quanto da qui si poteva controllare tutto il traffico che, dal Golfo di Cagliari, si dirigeva verso la parte più interna.

Gli scavi di questa zona hanno dato un impulso determinante non solo per conoscere la civiltà ma anche per studiare l’architettura nuragica. Il sito è composto da un nuraghe principale intorno al quale si trovano numerose capanne costruite a partire dal 1200 a.C.; è presente una cinta muraria con quattro torri, a loro volta inserite in un’altra cinta muraria più esterna. È un luogo sorprendente e molto interessante da visitare, è aperto dalle ore 9 fino al tramonto ed il biglietto d’ingresso costa 10 euro, salvo varie agevolazioni per bambini ed over 65. Esso permette anche l’ingresso al Museo archeologico ed a Casa Zapata, una residenza spagnola del Cinquecento, costruita su un nuraghe.

7) Bosa

Lungo la valle del Temo, in una campagna rigogliosa e piena di vigneti, frutteti ed oliveti, si trova la cittadina di Bosa. Qui, da vitigni selezionati, viene prodotta una malvasia pregiata, la cui qualità è talmente elevata da permetterle di competere con i migliori vini europei. Gli abitanti di Bosa sono orgogliosi della loro malvasia, attorno alla quale sono sorte leggende e storie; vale la pena arrivare in questo paesino per lasciarsi inebriare dal suo profumo e bere un bicchiere accompagnato dagli ottimi dolci locali come i papassinos, le meraviglias o le casadinas.

Secondo la tradizione Bosa fu fondata dai Cartaginesi; la città antica, Bosa Vetus, sorgeva sul lato destro del Temo ed era chiamata Calmedia, da sempre legata al fiume che ha continuamente influenzato le sue sorti. È interessante visitare la parte più antica, posta su un colle, le cui case sono disposte su vie parallele. Bosa è anche conosciuta per il suo Carnevale durante il quale vengono organizzate folkloristiche manifestazioni che attirano turisti da ogni parte.

8) Grotta di Nettuno-Alghero

Partendo da Alghero e costeggiando Porto Conte si arriva all’imponente massiccio di Capo Caccia che precipita nel mare con pareti rocciose altissime ed imponenti. Da qui si può raggiungere la Grotta di Nettuno, un’affascinante cavità naturale, percorrendo una scalinata di 656 gradini, detta Escala de Cabirol. Nonostante il percorso piuttosto faticoso lo spettacolo che si apre davanti agli occhi ripaga ampiamente. Il sistema di illuminazione esalta il gioco di stalattiti e stalagmiti, di rocce affioranti, di specchi di acqua e piccole spiagge. Seguendo il percorso delimitato si giunge al Terrazzo della Musica, uno dei luoghi più affascinanti della grotta. Chi preferisce può partire in barca da Alghero e raggiungere questo posto dal mare senza affrontare la lunga discesa e, soprattutto la risalita.

9) Sant’Antioco

Percorrendo la SS195 si arriva alla lingua di terra che collega Sant’Antioco al resto della Sardegna, istmo che sembra sia stato costruito dai Cartaginesi e completato dai Romani con la realizzazione di un ponte. Sulla strada si possono osservare due blocchi di pietra chiamati "su para e sa mongia" che, secondo la leggenda sarebbero un frate ed una monaca pietrificati come punizione per essere fuggiti dai loro conventi per amore. Sant’Antioco rappresenta destinazione stimolante poiché vi si trovano numerosi luoghi d’interesse appartenenti a varie epoche storiche. Sulci è il primo nome dato a questa città in epoca cartaginese. L’antica chiesa Parrocchiale sul punto più alto del paese, la catacomba che custodisce il corpo di Sant’Antioco, edifici del periodo punico e romano, necropoli e nuraghi testimoniano la lunga e complessa storia di questo territorio.

10) Carloforte

Dopo Sant’Antioco si prosegue verso la vicina Calasetta dal cui porto partono le motonavi per l’isola di San Pietro. In circa 30 minuti si arriva a Carloforte, unico centro dell’isola, chiamata Hieracom dai Greci ed Accipitrum Insula dai Romani. Il nome San Pietro venne dato in epoca medievale poiché in questi luoghi soggiornò il Santo. L’isola fu abitata fin dai tempi più antichi ma la città venne abbandonata per le numerose incursioni dei Saraceni, finché non fu ripopolata dai Maltesi, dai Toscani e dai Piemontesi che costruirono un’ imponente cinta muraria proprio per proteggersi dagli attacchi di pirati. Carloforte però fu sempre una città molto contesa, prima dai Francesi, poi dagli Spagnoli ed infine dal Bey di Tunisi.

Ci volle molto tempo perché essa acquisisse un po’ di tranquillità. Le bellezze dell’isola di San Pietro attirano turisti in estate, per la bellezza delle spiagge, in inverno per il clima particolarmente mite. Da Carloforte, poi, si possono fare molte escursioni a Cala Fico, a Punta delle Colonne, alla Guardia dei Mori o a Punta Nera.

Sardegna

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