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Guida turistica di Caprarola  

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Info su Caprarola

Superfice:
57 km2
Altitudine:
520 m
Abitanti:
5715 [2010-12-31]
Introduzione

Il caratteristico centro abitato di Caprarola, in provincia di Viterbo, è immerso nella verdeggiante “Tuscia Romana” (territorio anticamente occupato dagli Etruschi). Si tratta di un gioiello un po’ nascosto, ma che offre uno dei più straordinari spettacoli naturali del Lazio, dal sistema montuoso di origine vulcanica, ossia i Cimini con i rigogliosi e fitti boschi, all’affascinante Lago di Vico formatosi all’interno di un antichissimo vulcano sprofondato su se stesso.

Il piccolo comune medievale è contornato da innumerevole noccioleti, che in autunno colorano Caprarola con le calde tinte della terra. Il comune viterbese confina con Carbognano, Canepina, Vallerano, Viterbo, Vetralla, Nepi, Ronciglione. Caprarola è storicamente famosa per il suo clima caldo e temperato, motivo per cui il Cardinale Alessandro Farnese, la scelse tra tanti luoghi per costruirvi la residenza più rappresentativa del suo casato. La temperatura media si aggira intorno ai 13.5 °C. e d’estate si mantiene piuttosto fresca.

L’effettiva fondazione di Caprarola è tutt’oggi avvolta nel mistero, ma è noto che il primo nucleo abitativo si sia formato sopra un alto bancale naturale di pietra tufacea che delimitava due profondi valloni. Le prime notizie storiche si hanno a partire dal XIII secolo e sono legate alle varie famiglie feudali che si sono succedute nel dominio del territorio: gli Orsini, i di Vico, gli Anguillara, i della Rovere, i Riario ed i Farnese. Durante il medioevo il borgo di Caprarola era composto da un insieme di grotte e piccoli edifici protetti da delle mura, ma senza soluzione di continuità. Agli inizi del XVI secolo la famiglia Farnese ottenne il dominio di Caprarola che, a partire dal 1537, grazie a papa Paolo III, venne inserita nel Ducato di Castro e Ronciglione. Successivamente il cardinale Alessandro Farnese, la scelse come residenza di villeggiatura e diede avvio alla costruzione del superbo Palazzo Farnese.

Con la presenza a corte di numerosi letterati, artisti ed artigiani, provenienti da varie parti d’Italia, la cultura caprolatta ebbe una evoluzione esponenziale. Al giorno d'oggi, l'economia cittadina è basata prevalentemente sull’agricoltura, e sulla coltivazione della nocciola. Caprarola appartiene infatti all’Associazione Nazionale Città della Nocciola, a cui aderiscono paesi dediti alla coltivazione e la commercializzazione del prodotto, e che di questo frutto conservano la storia e la tradizione.

Inoltre il turismo, sorretto dal valore architettonico del paese, e dalla Riserva naturale del Lago di Vico, rappresenta una grossa fetta dell’economia interna. Nonostante siano passati cinquecento anni dall’epoca farnese, ancora oggi, si trova nei caprolatti un prezioso fermento culturale. Nel mese di gennaio si tengono i Festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate, la celebrazione apre il periodo di carnevale con sfilate di carri e mascherate, inoltre prevede la benedizione degli animali, e l’avvincente gara tra i cavalieri più abili del paese, denominata “Corsa della stella”.

In giugno si svolge una delle processioni più sentite, i Festeggiamenti in onore di Sant'Antonio da Padova; è tradizione che una moltitudine di soli uomini accompagni il Santo in una lunghissima processione con ceri, candele e gigli. Nel periodo che va da fine agosto ai primi di settembre, sacro e profano si fondono. La massima espressione folcloristica che si riscontra a Caprarola è la Sagra della Nocciola, in questi giorni la città è animata da una grande sfilata di carri folcloristici, e le più belle ragazze del paese danzano e distribuiscono dolci alla nocciola.

La domenica è invece il giorno della solennità religiosa in onore del Santo Patrono, Sant’Egidio Abate; dopo la processione solenne, accompagnata dalla banda di Caprarola, inizia in piazza una serata a base di musica e cioccolata, il programma si conclude il lunedì sera con un grandioso spettacolo pirotecnico.

La cultura gastronomica è uno dei vanti più grandi di Caprarola; localmente si preparano squisiti dolci tradizionali come i tozzetti, gli amaretti, (i primi impastati con nocciole intere ed i secondi con granella di nocciole), la “giuanna” (una torta a base di ricotta locale e liquore) e le pizzacce (focaccia morbida simile alle crèpes).

La vicinanza del lago di Vico, ricco di lucci, persici e coregoni garantisce dell’ottimo pesce d’acqua dolce. Tra i primi piatti, troviamo i “pici”, (maccheroni fatti in casa con uova, acqua e farina) ed i “taccó”, (spesse fettuccine senza uova). La secolare tradizione pastorale favorisce la produzione di un ottimo pecorino, mentre i vasti boschi del territorio caprolatto forniscono more, asparagi selvatici, fragoline di bosco e funghi. La Tuscia Romana è un concentrato di bellezze architettoniche e naturali, non è un caso dunque che sia stata scelta come set per le riprese di molti film.

Caprarola, città del piccolo e grande schermo. Il Palazzo Farnese si è prestato come location per la fiction “I Borgia”; per “Operazione U.N.C.L.E.” di Guy Ritchie; per “La condanna” di Marco Bellocchio; mentre la Casina del Piacere è stata protagonista di “Sogno di una notte di mezza estate”, diretto da Michael Hoffman. Infine “Pinocchio” di Luigi Comencini, fu ambientato anche tra Farnese e Caprarola.

Caprarola, è una terra da scoprire, trovandosi in posizione dominante sulla campagna romana, si presenta come il luogo ideale dove fare delle gite fuori porta. Il centro cittadino offre un’atmosfera medievale che non deluderà per quanto riguarda i tesori architettonici. Da non perdere in questo senso, l’opportunità di visitare Palazzo Farnese, simbolo dello sfarzo e della bellezza del Rinascimento italiano. Ampio spazio anche agli amanti del gusto, il comune viterbese offre molte tentazioni, una cucina casereccia, salumi, formaggi, vini provenienti dai Monti Cimini. Alle porte di Caprarola, infine, si estende la Riserva Naturale del lago di Vico circondata da secolari boschi di querce e faggi, da una vasta estensioni di noccioleti e castagneti.

Prefisso:
0761
Fuso Orario:
UTC+1
Nome Abitanti:
caprolatti
Patrono:
Egidio abate
Giorno Festivo:
1
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Valutazione generale

6
Media
3
Ottimo
2
Buona

Chi c'è stato

Tutti
3
Giovani e single
1
Coppie
1
Turisti maturi
1

Indicatori

mangiare e bere
Accoglienza
Sicurezza
Intrattenimento
Attrattive
Alloggio
attività
shopping
Trasporti
convenienza
Accessibilità
Servizi ai turisti
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Recensioni Caprarola

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Generale:
Orrenda
Meravigliosa
Redazione
Livello 100     17 Trofeo   
Voto complessivo 6
Guida generale : La storia della città, situata a 520 m sul livello del mare e con un numero di 4913 abitanti, è strettamente collegata all'imponente Palazzo Farnese che domina la campagna e funge da fulcro a tutto il centro storico. Venne eretto... vedi tutto a partire dagli inizi del Cinquecento su di una preesistente rocca a pianta pentagonale iniziata dal Sangallo. Il feudo di Caprarola venne acquistato nel 1504 da papa Giulio II e venne poi scelto, come luogo per la costruzione di una residenza estiva, dal cardinale Alessandro Farnese, nipote di Paolo III. Nei pressi del palazzo si aprirono i saloni delle Scuderie, recentemente ristrutturati ed adibiti a convegni ed attività culturali. Edificio imponente su tre livelli, progettato dal Vignola ma ultimato solo nel 1585. al pian terreno il ricovero per i cavalli, al primo piano il deposito carrozze, lettighe, del foraggio e dei finimenti, mentre parte del primo e tutto il secondo piano erano per la servitù. Ma non fu solo il palazzo a segnare la novità dell'intervento pignolesco, che si estese anche all'impianto urbanistico del paese, concepito come una comunità al servizio dei nobili. Le abitazioni, progettate dal Vignola, si dispongono con simmetria al fine di esaltare maggiormente la prospettiva "reggia", la cui imponente facciata già si nota a distanza tra due filari di case cinque-seicentesche. Queste si dispongono secondo un asse aperto dal Vignola, una strada di accesso al palazzo, in parte sopraelevata, l'attuale via Nicolai, detta anche via Diritta. Su questa via si trovano, uno di fronte all'altro, il palazzo Riario, (già Anguillara) e la collegiata di S. Michele Arcangelo, eretta dal Valadier sul sito di una chiesa del '400 andata distrutta durante un incendio nel 1817. La chiesa di Santa Maria della Consolazione fu edificata nel 1515 ed ampliata dal cardinale Alessandro Farnese nel 1570. alcuni parti furono rifatte nel secolo successivo. L'interno è a navata unica con 8 cappelle laterali, conserva una serie di stucchi e affreschi del XVI-XVII secolo e un pregevole soffitto ligneo scolpito con scene dell'Incoronazione della Vergine e figure di Sant e arricchito da molteplici dipinti. L'altare maggiore è un progetto del Vignola, realizzato in legno dorato e sormontato da un tempietto dov'è il dipinto dell'XI secolo che da il nome alla chiesa, La Madonna della Consolazione. Di fronte alla scalea di Palazzo Farnese troviamo l'antica chiesa di S. Rocco, oggi sacrario dei Caduti. All'interno cappelle con pregevoli affreschi probabilmente opera degli artisti che operarono nel palazzo stesso. Poco distante dal centro storico, isolata tra verde e castagneti, si può ammirare la chiesa di Santa Teresa con il convento annesso. La chiesa venne dedicata prima a Santa Maria e poi a San Silvestro ricordando la vicenda che vide papa Silvestro I, in fuga dalla Capitale per le persecuzioni dei romani, rifugiarsi proprio qui, a Caprarola. Eretta su disegno del Rainaldi nel XVII secolo, è a navata unica, presenta sull'altare maggiore un dipinto di Guido Reni (Vergine con Santa Teresa e San Giuseppe), sull'altare di destra una pala del Turchi (Sant'Antonio di Padova che predica ai pesci), mentre sull'altare di sinistra è una tela del Lanfranco (San Silvestro che lega le labbra di un drago). Nella sagrestia si conservano due pregevoli reliquiari in legno dorato del Cinquecento. La facciata è in peperino e presenta i gigli farnesiani. Il palazzo Alessandro Farnese affidò, (1530), il progetto della costruzione prima ad Antonio da Sangallo il Giovane che diede al palazzo la caratteristica forma pentagonale e l'aspetto di un palazzo-fortezza, poi, morto questi, e volendo trasformare l'edificio in una residenza estiva, affidò l'incarico ad uno stuolo di architetti guidati da Jacopo Barozzi da Vignola ( dal 1559 al 1564 quando morì). La costruzione venne ultimata solo nel 1575, su progetto vignolesco, mentre i giardini furono terminati più tardi da Jacopo del Duca e Girolamo Rainaldi. Il palazzo avrebbe consacrato la potenza e la gloria del casato di rango europeo. Nell'interno si dispone un superbo ciclo di affreschi e decorazioni realizzato su uno studio di Annibal Caro e affidato a un gruppo di artisti tra cui i fratelli Zuccari, il Bertoja, Giovanni dè Vecchi, Raffaellino da Reggio, Giovanni Antonio da Varese, Antonio Tempesti e altri. Ne risulta una dimora principesca che interpreta in ogni dettaglio la vita di corte affollata da artisti, letterati, uomini d'arte e cultura, familiari, servitori, tutti inseriti in una rigorosa gerarchia, magistralmente trasferita nell'opera costruttiva, che pone al vertice della scala sociale il "signore" in un mondo estraneo alle umane miserie. Ad esso è riservato il piano nobile, cui si accede da una scala a spirale di rara bellezza. L'edificio è composto da cinque livelli: piano dei Sotterranei, dei Prelati, piano Nobile, piano dei Cavalieri e piano degli Staffieri. Vi si accede per una scalea a doppia rampa elicoidale e poi, dalla prima terrazza, per una scalinata a due rampe convergenti si sale all'ingresso d'onore. Nell'androne gli affreschi alle pareti raffigurano i porti di Malta e Messina, nella volta vari stemmi Farnese e due vedute di Caprarolaopera di Federico Zuccari. A sinistra una scala elicoidale, la Scala Regia, capolavoro del Vignola, scandita da 30 colonne doriche in marmo peperino, affrescata dal Tempesti con paesaggi, grottesche, motti, emblemi, imprese…, conduce al piano nobile, al livello della loggia ionica del cortile interno. Esso comprende le sale di rappresentanza e gli appartamenti privati, suddivisi nettamente dal soggetto del ciclo iconografico che li riguarda e dal fatto che questi ultimi sono affrescati solo nelle volte. Il settore di rappresentanza comprende: Sala dei fatti d'Ercole: (Federico Zuccari), è decorata da una fontana rustica in mosaico , stucco e concrezioni calcaree con putti in marmo che gettano acqua in una vasca di giallo antico. La volta è ornata da stucchi, le pareti da vedute di feudi farnesiani. Cappella: (Federico Zuccari), ambiente armonioso a pianta circolare con un pavimento elegantissimo in marmo e cotto dicotomo. Pregevoli gli affreschi della volta, adorna anche di preziosi stucchi, con storie bibliche. Sala dei Fasti Farnesiani: (Taddeo Zuccari), uno degli ambienti più ricchi. Grandi riquadri, mirabilmente affrescati, celebrano gli avvenimenti di maggior rilievo del cardinale Alessandro Farnese. Nella volta campeggia, tra preziosi stucchi, lo stemma araldico della famiglia, e sono raffigurati fatti d'arme, investiture e trattati del nobile casato. Sala del Concilio di Trento: (Taddeo Zuccari), i grandi riquadri sembrano ispirarsi a Raffaello, alle stanze Vaticane. Illustrano gli episodi più importanti del pontificato di Paolo III, tra cui la convocazione del famoso Concilio. Sulla volta, adorna di stucchi, fregi ed arabeschi, L'incoronazione di Paolo III. Alle pareti altri affreschi. Le quattro colonne corinzie affrescate agli angoli della sala sono un orig
Giuseppe
Livello 14     1 Trofeo    Viaggia: Con la famiglia
Voto complessivo 7
Guida generale : Un bel giro a visitare Palazzo Farnese e i suoi giardini (questi non si visitano la domenica). Poi passeggiata per le vie del centro storico x scegliere un ristorantino dove pranzare o cenare o, perché no, un B&B dove passare... vedi tutto la notte. Cercate il dialogo con i paesani e... Okkio al dialetto: divertentissimo.
Da non perdere Palazzo Farnese , MARCELLI PAOLA ARTIGIANATO, ARTE, REGALO, BOMBONIERE , Riserva del Lago di Vico
Alessandro
Voto complessivo 9
Guida generale : Passeggiate al Lago di Vico e nei boschi di faggio dei monti Cimini. Palazzo Farnese. Sagra della Nocciola ultima settimana di Agosto. Puoi mangiare ovunque, bene e con poca spesa, non puoi sbagliare. Per dormire non offre molte possibilità, ma... vedi tutto ci sono dei piccoli B&B in paese, accoglienti e cordiali.
Alessandro
Voto complessivo 9
Guida generale : I boschi di faggio dei monti cimini. Il Palazzo Farnese. Il lago di vico. Fermati a mangiare ovunque, bene e spendi poco, non puoi sbagliare. Per dormire non c'è molto, ma i piccoli B&B nel paese, sono accoglienti e cordiali.
Da non perdere la montagna , Riserva del Lago di Vico , Palazzo Farnese
Irene Pecorelli
Livello 13     1 Trofeo    Viaggia: In coppia
Voto complessivo 8
Guida generale : Fermarsi a mangiare in uno dei ristoranti del paese....ne vale la pena. Andare a vedere il maestoso Palazzo Farnese e i suoi giardini, La Chiesa di S.Teresa, la Chiesa della Madonnna della Consolazione e Il lago di Vico
chiossi antonio
Livello 18     2 Trofeo    Viaggia: Con amici
Voto complessivo 9
Guida generale : Piccola ma bella tranquilla e vivibile insomma è il MIO Paese, si mangia bene nelle 7 trattorie del paese, il palazzo Farnese e il Lago di Vico con la sua valle di noccioleti sono così belli e splendidi che vanno... vedi tutto visitati assolutamente da Maggio a Novembre per chi ama la natura è il regno dei colori
Voto complessivo 6
Guida generale : allora Caprarola secondo me è rimasta immutata nel tempo bei paesaggi solo peccato pe la non balneabilità del lago
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