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Cosa visitare a Sant'Agata di Militello  

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Panoramica per visitare Sant'Agata di Militello al meglio

Sant’Agata di Militello è un comune in provincia di Messina nonché uno dei principali centri dei Nebrodi. Si trova disteso sul litorale tirrenico, alle spalle di una delle più importanti catene montuose della Sicilia, un luogo ideale per lunghe escursioni, passeggiate e attività sportive ma anche per scoprire le eccellenze enogastronomiche che abbondano nel territorio.

La persona più nota legata a Sant’Agata di Militello è stata senz’altro Vincenzo Consolo, uno dei maggiori narratori italiani della seconda metà del ventesimo secolo; la sua opera maggiore, «Il sorriso dell’ignoto marinaio”, descrive il simbolo indiscusso della cittadina: il Castello Gallego. Il Castello è un maniero di grandi dimensioni che ha attraversato diverse trasformazioni nel corso dei secoli; sorge su un’altura rocciosa, sospeso quasi tra la costa tirrenica e il borgo antico, in un luogo di straordinaria suggestione con il panorama che spazia dalla rocca di Cefalù al promontorio di Capo d’Orlando; le Isole Eolie sono quasi a un passo e sembra di poter toccare questo arcipelago incantato.

Il Castello Gallego è stato restaurato nel 2008 e ha diverse attrattive sia all’esterno, con le sue imponenti torri medievali cilindriche, all’interno, con la corte del palazzo dove quattro platani centenari fanno ricadere la loro ombra su una piccola vasca, le prigioni antiche, le scuderie, gli ambienti della residenza nobile, i saloni di ricevimento, il giardino pensile, fino alla cappella di palazzo; la chiesa ospita tele e statue lignee del diciottesimo e diciannovesimo secolo.

Sant’Agata di Militello vanta anche diversi palazzi nobiliari di rara bellezza, come Palazzo Faraci, Palazzo Gentile, Palazzo Bianco, oltre alla chiesa madre dedicata a San Giuseppe e a Santa Maria del Carmelo, con all’interno alcune statue di Salvatore Bagnasco. Dentro Palazzo Gentile si può visitare il Museo Etnoantropologico dei Nebrodi, uno spaccato di grande interesse sulla vita in questa regione attraverso i secoli, in particolare per ciò che riguarda la vita e il lavoro della donna, il folclore religioso, l’attività agricola.

Per chi ama le escursioni in una natura selvaggia e remota, diversa dall’immagine che in molti hanno della maggior isola italiana, il Parco dei Nebrodi è una meta perfetta: l’Appennino siculo, infatti, permette di raggiungere in fretta altitudini anche notevoli, come i 1847 metri del Monte Soro, il tutto all’interno di un territorio tutto da scoprire, con una ricca vegetazione, vasti complessi boschivi e una fauna altrettanto variegata (“Nebrodi” viene infatti da “Nebros”, che significa in greco “cerbiatto”).

Qui le produzioni tipiche sono moltissime e portano su di sé la pratica di secoli di artigianato, come i ricami di lenzuola e tovaglie, di ceste e di panieri, di prodotti in pietra o in ferro battuto, fino alle “pizzare”, i classici tappeti, e alle ceramiche. Tra i punti più interessanti per un’escursione sui Nebrodi partendo da Sant’Agata di Militello ci sono le Rocche del Crasto, dove è possibile vedere volare l’aquila reale e il grifone, la Cascata del Catafurco, con la pozza naturale della Marmitta dei Giganti, il grande Bosco della Tassita, il Monte Soro con la sua impareggiabile vista. Da non perdere nemmeno il bosco di Mangalaviti, il lago Murazzo e i fiumi Rosmarino e Inganno.

Per arrivare a Sant’Agata di Militello basta seguire l’autostrada A20 e uscire al relativo casello; c’è anche una circonvallazione, realizzata nel 2009, che attraversa la città e collega l’autostrada con la statale 113, denominata Via Medici nel tratto che attraversa il comune. Il suo porto è uno dei più importanti della Sicilia. Per chi arriva in treno c’è la stazione ferroviaria cittadina, sulla linea che collega Messina con Palermo, mentre per l’aereo purtroppo le uniche scelte sono quelle – un po’ distanti – degli scali di Catania e di Palermo.

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