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Oristano: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Oristano si trova sul territorio del Campidano, una pianura che si estende dal Golfo di Cagliari al Golfo di Oristano ed il suo nome deriva sicuramente da "campi", come venivano chiamate in modo generico queste terre. I primi insediamenti risalgono alla fine del terzo millennio a.C. come testimoniato da ritrovamenti di reperti nella zona di Cabras, molti dei quali sono conservati proprio a Oristano.

Ma cosa vedere a Oristano? Cosa vedere nei dintorni di Oristano? Quali escursioni fare? E le spiagge? E per le vacanze con bambini? Tranquilli: ecco i 10 luoghi da non perdere per una vacanza bellissima e indimenticabile a Oristano.

Cosa vedere ad Oristano: 10 luoghi assolutamente da non perdere

Cosa vedere a Oristano: piazza Eleonora Darborea

1) Piazza Eleonora d’Arborea

La visita di Oristano non può che iniziare da qui, Piazza Eleonora d’Arborea, il cuore della città proprio nel suo centro storico. Nella piazza si trovano i palazzi più belli e rappresentativi di Oristano ed al centro troneggia un’imponente statua di Eleonora realizzata dagli artisti Falcini e Cambi nel 1881. Eleonora, nota come la giudicessa di Arborea, nata nel 1345 e morta nel 1404, andò in sposa a Brancaleone Doria nel 1376 e la coppia si trasferì a Castelsardo.

Fu una donna importante per questi territori, soprattutto perché al suo nome è legata la modifica delle leggi promulgate dal padre Mariano IV, conosciute come Carta del Logu, che rimasero poi in vigore per oltre 400 anni. Su questa piazza si trovano il Palazzo di Giustizia ed il Palazzo Comunale dove si può visitare l’Archivio Storico che custodisce documenti relativi al periodo compreso tra il 1479 ed il 1720.

2) Cattedrale Santa Maria Assunta

Percorrendo via Vittorio Emanuele si giunge all’Episcopio dove ammirare il dipinto del Duecento raffigurante la Madonna con Bambino ed i Santi; sulla destra c’è la piazza sulla quale si affaccia la Cattedrale del XIII secolo, ricostruita nel 1733 ed ampliata nel secolo scorso. Della struttura originaria restano, oltre ad alcuni parti dell’abside, la cella campanaria ed il campanile. Quest’ultimo, in stile barocco, è alto 30 metri ed offre la possibilità di godere di una bellissima vista che spazia dal Golfo Campidano di Oristano fino alle montagne intorno.

All’interno della Cattedrale si evidenzia una struttura composta da una navata con cappelle laterali, transetto, abside e cupola all’incrocio fra i bracci. Sulla destra del Presbiterio si apre la Sacrestia del Beneficiati che conserva ancora alcune parti delle strutture architettoniche originali. A sinistra c’è una scala che porta all’Archivietto, l’antico coro del 1626. Ritornando indietro si accede alla Sacrestia dei Canonici ed all’Aula Capitolare, dove sono esposte alcune miniature di scuola bolognese ed oggetti sacri fra i quali spicca il pianeta con ricami di seta donato alla Cattedrale da Leonardo Alagon. La Cattedrale è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle ore 20.00, il sabato e la domenica dalle ore 8 alle ore 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30.

3) Pinacoteca di Oristano

Gli appassionati d’arte possono visitare la Pinacoteca dedicata ad un artista locale, Carlo Contini e gestita dal Comune di Oristano. La Pinacoteca si trova nell’antico ospedale, Hospitalis Sancti Antoni, e rappresenta un importante polo culturale della città. Essa custodisce opere d’arte donate alla città da Giovan Battista Sanna Delogu, un facoltoso signore che volle realizzare una collezione incentrata sull’evoluzione della pittura in Sardegna.

In particolare in essa vengono custodite opere di Antonio Ballero, Giovanni Marras, Foiso Fois, Felice Melis, Carlo Contini, Maria Lai e molti altri. Periodicamente, poi, vengono organizzate anche diverse mostre temporanee che hanno sempre lo scopo di far conoscere artisti sardi contemporanei ed artisti internazionali. La Pinacoteca è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16.30 alle ore 19.30. La Pinacoteca è visitabile con il biglietto unico dei musei della città di Oristano.

4) Torre di San Cristoforo

Su Piazza Roma, un’area ricca di aiuole ed alberi, considerata il salotto della città, spicca Torre San Cristoforo, detta anche Porta Manna (porta grande), che in seguito a numerosi restauri appare come un’imponente struttura, alta circa 20 metri, con dei ballatoi posti sui lati, un voltone in basso ed un corpo superiore rientrante. La Torre fu fatta costruire dal giudice di Arborea Mariano II nel 1291, insieme a tutto il sistema di cinta muraria fortificata eretta intorno alla città. Un altro resto di queste mura è rappresentata da Portixedda (porta piccola) che si trova in Piazza Mariano, alla quale si arriva dopo aver percorso Via Mazzini da Piazza Roma.

5) Museo Antiquarium Arborense

Dalla Piazzetta del Comune si imbocca via Vittorio Emanuele sulla cui sinistra c’è l’Antiquarium Arborense. All’interno si può ammirare una raccolta di dipinti trasferiti dal Palazzo Comunale, che si trova nelle sale al pianterreno oltre ad una serie di reperti archeologici appartenenti al Neolitico nuragico, al periodo punico ed a quello romano, posti nelle due sale al piano superiore. Nella prima sala del pianterreno ci sono cinque pannelli raffiguranti alcuni Santi, attribuibili ad un artista sardo del Cinquecento, due frammenti di un trittico che rappresenta alcune scene della vita di San Martino di un pittore catalano del Quattrocento, una pala con Madonna e santi ed altre opere che facevano parte della Chiesa di San Francesco.

Fra i reperti archeologici spiccano quelli ritrovati nello stagno di Cabras, lampade, armi e ceramiche dell’età nuragica, oggetti d’oro e terrecotte di origine punica e collezioni di gemme e gioielli romani. Questo è uno dei pochi musei italiani a disporre un’area completamente dedicata agli ipovedenti. È aperto dal lunedì al venerdì con orario continuato dalle ore 9 alle ore 20, il sabato e la domenica dalle ore 9 alle ore 14 e dalle ore 15 alle ore 20; il biglietto per il solo Antiquarium costa 5 euro, ma è possibile acquistare biglietti integrati anche per gli altri musei al prezzo di 8 o 10 euro a seconda se si vogliono visitare 3 o 4 attrazioni.

6) Chiesa di San Francesco e altre architetture religiose

Lungo la stessa via della Cattedrale si trova anche la Chiesa di San Francesco che presenta, accanto alle architetture neoclassiche di Cima, anche i resti dell’originale chiesa in stile gotico. Al suo interno vi è una bellissima scultura lignea del Crocifisso di Nicodemo che, insieme alla Madonna di Bonaria, è fra le opere più belle del XV secolo. Molti critici l’hanno, infatti, definita un capolavoro della scultura gotica europea. Nella chiesa, inoltre, è presente una statua in marmo di Nino Pisano raffigurante il Santo Vescovo Basilio.

Fra le altre architetture religiose presenti ad Oristano, vale la pena andare a visitare la Cappella del Gremio dei Falegnami di San Giuseppe, la Chiesa di Santa Chiara, la Chiesa di San Martino e la chiesa della Maddalena. Proprio davanti alla chiesa di San Francesco viene organizzata l’originale Sartiglia.

7) Sa Sartiglia

La zona dell’oristanese è molto interessante anche da un punto di vista folcloristico poiché si parla una lingua secolare ed ovunque si mantengono praticamente inalterati tutti i segni del passato. Questa è la regione dei "congiolargius" fabbricanti di vasellame, tegami e brocche che svolgono un lavoro artigianale rimasto immutato nel tempo. Tutte le manifestazioni, però, passano in secondo piano quando si parla di Sartiglia, un semplice gioco di origine cavalleresca che consiste nell’infilare una spada in un anello appeso ad un filo da parte di contendenti a cavallo.

Un tempo questa usanza era viva in tutta la Sardegna ma oggi resiste solo ad Oristano ed in alcuni piccoli paesi. La Sartiglia si corre due volte all’anno, l’ultima domenica di Carnevale ed il martedì che precede il giorno delle Ceneri. Accanto a questo gioco si svolge tutta un’affascinante cerimonia che ruota intorno ad un personaggio chiamato Componidori, in costume tipico, che apre e chiude la manifestazione. La vestizione del Componidori rappresenta il momento più delicato della cerimonia; se egli riuscirà a centrare l’anello con la spada sarà un annata buona, se la mancherà sarà un’annata cattiva.

8) Tharros

Questa località dista circa 24 chilometri da Oristano. Poco prima di arrivare si incontra la bellissima chiesa di San Salvatore che sorge sull’Ipogeo di San Salvatore costruito nel IV secolo d.C. nel periodo costantineo e che presenta ancora dei dipinti tardo-romani. Proseguendo verso sud si arriva alla chiesa di San Giovanni in Sinis, risalente al IX-X secolo d.C. anche se la cupola ed altri elementi sono del V secolo. Arrivati qui la strada asfaltata si interrompe e bisogna continuare a piedi ma in pochi minuti si giunge alle rovine di Tharros, dominati dalla Torre di San Giovanni fatta costruire da Filippo II di Spagna fra il 1580 ed il 1610 come difesa contro le incursioni dal mare. I commercianti fenici fondarono Tharros fra il X e l’VIII secolo a.C. perché il territorio si trovava proprio sulla rotta per l’antica Marsiglia. All’inizio era solo una base commerciale, poi con i Cartaginesi divenne un vero e proprio centro abitato.

L’area archeologica è aperta tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 18; il prezzo per Tharros costa 5 euro, per i museo 5 euro e per la Torre 3 euro. Il biglietto combinato per tutte e tre costa 9 euro. L’ambiente circostante, poi, è particolarmente incantevole e non si può certo evitare di fermarsi sulle spiagge per un tuffo ristoratore.

9) Bosa

In provincia di Oristano, a circa 60 chilometri dalla città, si trova uno dei borghi più belli d’Italia, Bosa, ubicato alla foce del fiume Temo, l’unico corso navigabile della Satdegna. Vale davvero la pena mettere in programma una gita in questo paese, soprattutto per gli appassionati di fotografia, che troveranno degli scorci spettacolari. Appena arrivati, lo sguardo viene catturato dal quartiere antico, sa Costa, con le sue case colorate che salgono verso il colle di Serravalle; su tutto domina il Castello dei Malaspina che può essere raggiunto a piedi.

L’economia del posto è sempre stata legata alla concia del pellame ed infatti sono ancora presenti antiche concerie ed un museo dedicato a questo lavoro. Nel borgo, poi, si può visitare il duomo dedicato all’Immacolata Concezione e la chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos. Ottima anche l’enogastronomia del posto, soprattutto per quanto riguarda la malvasia ed i tipici dolci.

10) Lago Omodeo

Un’altra interessante escursione da fare partendo da Oristano è quella verso il lago Omodeo, il più grande invaso della Sardegna e per molto tempo anche il più grande d’Europa. È un lago artificiale, con un’estensione di circa 30 chilometri, intorno al quale si sviluppata una rigogliosa vegetazione con la creazione di habitat naturali adatti a varie specie animali.

È possibile osservare le modiche che il territorio ha subito con la costruzione della diga, come sbarramento del fiume Tirso. Sotto l’acqua sono rimasti antichi insediamenti nuragici, una foresta fossile di 20 milioni di anni e resti dell’antico centro abitato di Zuri, del quale si possono ancora vedere alcune case affioranti dal lago, come la casa del capo centrale, che è ormai un’attrazione turistica. Tutto il territorio circostante ricopre un notevole interesse paesaggistico.

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