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Cosa visitare a Oristano  

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Panoramica per visitare Oristano al meglio

Oristano oggi, malgrado una lunghissima e affascinante storia che la lega al passato più remoto dei popoli sardi nonché all’importantissima figura di Eleonora d’Arborea, è in qualche modo un po’ fuori dai classici giri turistici della Sardegna: ed è un peccato che molti viaggiatori preferiscano soffermarsi sulle pur bellissime spiagge dei dintorni senza approfondire la conoscenza della città.

Oggi rimane poco anche delle mura che un tempo circondavano la città: gli unici resti sono la Torre Mariano, costruita alla fine del tredicesimo secolo, e quel che ancora si può vedere delle rovine del Torrione di Portixedda, tra via Mazzini e via Solferino. Le maggiori attrazioni artistiche di Oristano si concentrano intorno alle due piazze storiche della città, cioè la pedonale Piazza Roma e Piazza Eleonora d'Arborea, fra di loro unite dalla “via Dritta”, cioè Corso Umberto I, una delle strade più animate della città: in questa zona si trovano infatti il Palazzo Comunale, nel vecchio convento degli Scolopi, il Palazzo Corrias-Carta, il Palazzo Siviero-Arcais, il Palazzo Mameli, il Palazzo dell’Archivio Storico e soprattutto il Palazzo Parpaglia, dove si trova il museo archeologico della città, l’Antiquarium Arborense; al suo interno c’è una raccolta di grande interesse di pezzi dell’area di Tharros.

La chiese più importanti di Oristano sono invece da una parte la Cattedrale di Santa Maria Assunta (l’unico pezzo originale, cioè risalente al 1130, quando venne ricostruita da Mariano II, è la cappella gotica di Rimedio) e la Chiesa di San Francesco, nota in particolare per il bellissimo Crocifisso di Nicodemo realizzato in legno e insigne esempio d’arte spagnola.

Per quanto riguarda la vita notturna di Oristano, da molti anni a questa parte il ritrovo per eccellenza dei giovani è la statua di Eleonora di Arborea, in Piazza Eleonora. Anche lo shopping si concentra soprattutto in questa zona, in particolare, oltre alla via Dritta, anche via Garibaldi e via Tirso.

Sempre in centro si concentrano anche le opportunità per gustare la cucina sarda nella sua variante locale, molto varia, con cucina sia di terra che di mare e tante specialità tipiche, come ad esempio la bottarga.

Uno dei motivi principali per cui si può arrivare a Oristano è rappresentato dai suoi bellissimi dintorni, ricchi di opportunità di grande interesse. Per chi ama il mare il Sinis è una meta straordinaria: le spiagge qui sono tra le più belle e incontaminate della Sardegna.

Notevolissima e giustamente celebre è Is Arutas, lunga varie centinaia di metri e con la caratteristica di avere la sabbia composta da piccoli granelli di quarzo tondeggianti in diverse sfumature, tra rosa, bianco e verde chiaro. La zona è anche molto popolare per chi ama il surf e per i suoi bellissimi fondali, che ne fanno una delle capitali dello snorkeling e della subacquea nella regione. Per le famiglie con bambini il consiglio è di provare la spiaggia di Putzu Idu, a nord della penisola, con finissima sabbia bianca e uno specchio di mare dal fondale molto basso che ben si adatta al divertimento per tutta la famiglia, con in più la possibilità delle escursioni verso l’isola di Mal di Ventre.

La zona è anche ricca di saline, come Sa Salina Manna, molto interessante anche dal punto di vista faunistico. Ci si può spingere poi fino a Capo Mannu e Torre del Pozzo, con il suo caratteristico pozzo natural,e e da qui all’area archeologica di Tharros. Tharros fu un insediamento di probabile origine nuragica ma poi colonizzato dai Fenici: oggi è uno straordinario museo all’aria aperta, con il tophet punico ancora visibile, le terme, le fondamenta del tempio, una parte dell’area con le case e le botteghe artigiane.

Un altro luogo estremamente curioso vicino a Oristano è il villaggio abbandonato di San Salvatore di Sinis, che viene popolato solo tre giorni all’anno, in occasione della tradizionale festa di San Salvatore. La zona, lungo la strada verso Is Arutas, è in una zona del Sinis di straordinari evocatività con i suoi paesaggi da Far West, e dalla metà degli anni Sessanta è stato spesso affittato ai produttori cinematografici per girare scene di film western.

Da vedere c’è anche la piccola Chiesetta di San Salvatore costruita sopra un ipogeo dedicato al culto delle acque, dove un tempo gli antichi Romani adoravano Venere, Marte ed Ercole Salvatore, non lontano da un complesso termale antico. Da ricordare anche lo stagno di S’Ena Arrubia, ciò che resta del grande stagno salato di Sassu che venne bonificato nel 1937 con la fondazione della città di Arborea. Oggi viene gestito da una cooperativa di pescatori ed è caratterizzato da una rigogliosa vegetazione acquatica nonché da molti uccelli palustri, tra cui il tarabuso, l’airone rosso, il fistione turco, il cannareccione, il martin pescatore, la folaga, il cormorano, l’airone, il gabbiano, il fenicottero rosa che qui si ferma durante le sue migrazioni. Un altro stagno nelle vicinanze è quello di Corru de S’Ittiri, con la peschiera con le saline.

Per arrivare a Oristano in auto basta seguire la più importante strada sarda, la statale 131, a est della città; arrivano in città anche la statale 388 e la 292, oltre a varie strade provinciali. Per quanto riguarda la ferrovia, la stazione di Oristano si trova lungo la linea Cagliari-Golfo Aranci. Oristano ha anche un porto industriale a Santa Giusta, più un piccolo porticciolo turistico presso la Marina di Torregrande. L’aeroporto di Oristano è chiuso al traffico, mentre i trasporti sia urbani che interurbani sono gestiti da ARST.

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Attività

Attrattive

Divertimenti

Mangiare e bere

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BIBLIOTECA COMUNALE

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ESTETICA BEN' ESSERE

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