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Negrar: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Il territorio di Negrar è compreso tra i Monti Lessini, la Valpolicella e le propaggini periferiche della città di Verona. Una delle zone più belle e suggestive del Veneto, dove la natura e le città si fondono in un elegante abbraccio.

Proprio nel mezzo della natura, non possiamo non fermarci in una delle molteplici cantine della Valpolicella; il periodo migliore per visitare questo antico borgo e le sue zone circostanti è sicuramente l’autunno, in questo periodo è possibile godere dei meravigliosi colori e degli intensi profumi legati alla vendemmia.

Una volta giunti a Negrar a dare il benvenuto ai visitatori vi è la Monumentale Meridiana, una scultura di rilievo internazionale, già recensita su autorevoli riviste. Alta circa sette metri, unisce la “contemporaneità” del design alla “storicità” della scienza che racchiude. Sulla cuspide l’oggetto presenta un grande “timone a vento” la cui funzione è quella d’indicare con precisione la direzione dei venti.

Negrar può definirsi un comune dalla doppia anima, qui convivono una storia e una tradizione arcaica (con antiche ville e casali sparsi per le circostanti colline) e una città rinnovata nelle sue strutture, solo negli ultimi decenni (vi è stato un forte incremento dell’edilizia che ha creato ex novo interi centri abitati).  Tra i suoi fiori all’occhiello vi sono sicuramente le Ville rurali tra cui: Villa Bertoldi Stefani, costruita nel XV secolo, l’edificio ha la parte antica formata da un portico centrale ad archi e sormontato da una loggia, nel lato ad est, c’è una chiesetta ricca di decorazioni e statue.

Villa Romana di Negrar, individuata una prima volta sul finire dell’Ottocento nel fondo Cortellese, presso la contrada che reca il significativo toponimo di Villa. L’edificio con un pavimento ricoperto da un affascinante mosaico a motivi geometrici, apparteneva certo alla tipologia delle ville urbano-rustiche, a carattere residenziale e produttivo. Altre imponenti ville si trovano nelle vicine contrade: ad Arbizzano ci sono Villa Turco - Zamboni, risalente alla seconda metà del XVI secolo (in questa villa nacque e operò l’abate Giuseppe Zamboni inventore della pila elettrica binaria a secco). Ed ancora Villa Verità, Ora Serego – Alighieri, costruita intorno al XVI secolo secondo lo stile del 1400. Villa Mosconi Bertani, Villa Rovereti a Tomenighe, progettata nella prima metà del XVIII secolo dai Rovereti. Villa La Sorte a San Peretto, costruita nel XVIII secolo. Ed infine Villa Salvaterra a Prun, costruita sul finire del Cinquecento.

Merita una menzione speciale Villa Rizzardi a Poiega, progettata nella prima metà del XVIII secolo dai Rovereti. Qui è possibile visitare il Giardino di Pojega, che rappresenta uno degli ultimi esempi di giardino all’italiana, e dove il tempo pare essersi fermato al 1783. Altro panorama suggestivo è offerto dal Giardino degli Agrumi, un angolo segreto chiuso da uno splendido ninfeo, così come la Rotonda della Fontana, una zona verde circolare con al centro un bacino d’acqua. A lasciare senza fiato vi è anche lo spettacolare Teatro di Verzura, che costituisce uno tra gli esempi più ampli d’Italia, con sette ordini di spalti in bosso e cipresso e una sequenza di nicchie, create nel carpino, per ospitare le statue dei vari personaggi mitologici dedicati alla commedia e alla tragedia.

Un vero teatro di ispirazione greca che ancora oggi, durante la stagione estiva, ospita diversi allestimenti e spettacoli. Per quanto riguarda gli edifici religiosi, degna di nota è sicuramente la Chiesa Parrocchiale di San Martino, rifatta in epoca romanica (secolo XII), ma ricostruita nel 1809. Di originale è rimasto solo il campanile del XII secolo, il più imponente di tutta la zona. Questa chiesa è un esempio romanico di eleganza a matrice cittadina; a base quadrata, costruito in tufo a conci regolari intervallati da qualche filare in calcare rosso. Un curioso documento epigrafico scolpito sul campanile - che si fa risalire al 1166 - ricorda come le condizioni di vita delle comunità rurali fossero allora ben misere. Vi è riportata una serie di contratti, mediante i quali la pieve di Negrar riscatta un vecchio censo annuale dovuto al cittadino veronese Ribaldino.

Tra gli edifici religiosi più antichi vi è Chiesetta di San Pietro, costruita tra il X e XII sec a Torbe, situato al centro della vallata di Negrar, in posizione panoramica (per questo motivo chiamato il “balcone della Valpolicella”). Consacrata al culto di San Pietro Apostolo, l’edificio si presenta con facciata neoclassica, rivestita in lastre di pietra bianca locale. In nicchia, due statue, opera novecentesca dello scultore Walter Marchesini, raffiguranti i santi patroni della chiesa.

Per chi volesse dedicarsi a una giornata di sano shopping nelle principali vie di Negrar (Via del Combattente, Piazza Vittorio Emanuele, via Casette); vi sono una grande varietà di negozietti dove acquistare qualcosa per sé o caratteristici souvenir da riportare a casa. Inoltre ogni venerdì si tengono i Mercati della Natura a Km zero, dove acquistare squisiti prodotti locali. Sul calar della sera, accompagnati dallo splendido paesaggio e dai caldi colori dei vigneti, le opzioni su come terminare la giornata diventano molteplici. Fermarsi in uno dei bar del centro per sorseggiare uno stuzzicante aperitivo in compagnia, o un vino corposo in un wine-bar. Alcuni music-pub hanno anche delle sale biliardo, e offrono musica dal vivo. Negrar e le sue frazioni sono davvero ricche di cantine vinicole, trattorie ed osterie dove poter rifocillarsi dopo una giornata intensa (in Via Moron, Via Ponzeio, Via Proale, Via Bottega ). Vi sono diverse locande storiche che offrono succulenti piatti locali, (la pasta e fasoi, il brasato all’Amarone, e il gelato con le marasche), ed i migliori vini Veneti. Dopo aver mangiato e bevuto in abbondanza, e dopo aver goduto delle bellezze storiche di Negrar, se si è ancora alla ricerca di bellezza, allora in molti si dedicheranno all’esplorazione dei dintorni.

Da visitare la Pieve di San Giorgio di Valpolicella, (14km) frazione del comune di Sant’Ambrogio e parte dei borghi più belli d’Italia, una stupenda pieve longobardo-romanica risalente al 712 dopo Cristo. Tempo permettendo una visita la merita anche, il Museo paleontologico e preistorico di Sant’Anna d’Alfaedo, (15km) dove, tra i reperti fossili c’è uno squalo di 5,50 metri, il più lungo d’Europa, e un raro esemplare di Mosasauro, una specie di rettile marino ormai estinto.

Da non perdere anche, il romantico Ponte di Veja, (12km) tra i più grandi d’Europa, formatosi grazie alla caduta della parte interna di una grande grotta carsica, e presente anche in un dipinto del Mantegna. Infine, da sottolineare che le colline del Lago di Garda (45km) pullulano di siti archeologici, dai reperti del Paleolitico inferiore a Quinzano e Avesa, appena sopra Verona, a siti del Paleolitico superiore con le Grotte di Veja e Riparo Tagliente.

Ovviamente una visita speciale la merita Verona, la città dell’amore, della musica, del teatro e della lirica. Verona, ora anche capitale della festa di San Valentino e degli innamorati di tutta Italia, è ricca di capolavori artistici ed architettonici. Negrar è facilmente visitabile a piedi, ma per chi lo preferisse vi è il servizio urbano cittadino che copre tranquillamente tutto il territorio.

Per arrivare a Negrar si può utilizzare l’auto: in autostrada dall’uscita del casello di Verona Nord, si imbocca la superstrada in direzione Trento e la si percorre sino alla fine. Alla rotonda di San Pietro in Cariano, si svolta a destra e, percorrendo la strada provinciale n. 4 della Valpolicella, per circa 6 km, si arriva a Santa Maria di Negrar. Qui alla rotonda prendere la terza uscita, e proseguire lungo la strada provinciale n.12 dell’Aquilio, per circa 3 km.

In aereo: l’aeroporto più vicino è il “Valerio Catullo di Villafranca”, che dista da Negrar circa 25 Km. Usciti dall’aeroporto si imbocca la superstrada in direzione Trento. Alla rotonda, di San Pietro in Cariano, si svolta a destra e, percorrendo la strada provinciale n. 4 della Valpolicella, per circa 6 km, si arriva a Santa Maria di Negrar. Qui alla rotonda prendere la terza uscita e proseguire lungo la strada provinciale n. 12, dell’Aquilio per circa 3 km. In treno: si scende alla stazione di Verona Porta Nuova. Il collegamento con Negrar è garantito da autobus pubblici, che partono circa ogni ora (tempo di percorrenza: 1 ora) oppure da taxi.

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