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Montalcino: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Montalcino, una città dove la storia si è spesa alla grande, consegnando ai nostri giorni edifici artistici che possiamo ammirare. Un borgo che racchiude in sé ancora il suo assetto urbano militare, con strette e ripide vie, da cui il panorama assoluto è quello del paesaggio dolce e invitante tutto intorno. Insomma, qui si cammina nel passato, in un design architettonico medievale rimasto praticamente intatto. Il tutto invita a una visita lenta, fermandosi qua e là ad apprezzare le antiche vestigia e a provare qualche sua leccornia, ‘tarata’ nella sua bontà nel corso dei secoli, tra crostini e vinelli.

La visita di Montalcino permette di calarsi in un’atmosfera d’altri tempi, in cui curiosare e immedesimarsi, spaziando tra i suoi monumenti e i suoi dintorni, in una regione, quella della Val d’Orcia, inserita nella lista dei Patrimoni dell'Umanità UNESCO. Un connubio di arte e paesaggio, espressione d’eccellenza di un territorio in cui la natura e l’uomo con i suoi vitigni e i suoi uliveti ha saputo creare un’armonia unica che tutto il mondo invidia.

Il testimonial di Montalcino è il suo castello fortezza, che sta lì più o meno intatto dal 1300, quando si decise che la città doveva essere fortificata al massimo per scongiurare gli attacchi provenienti da costa e pianura. L’edifico fu costruito su mura esistenti, duecentesche, incorporando il Mastio di San Martino e il Torrione San Giovanni. E persino i Medici ci misero lo zampino, visto che verso sud aggiunsero un possente bastione. L'aspetto del castello fortezza è a pianta pentagonale, con cortile interno, recinto, torri con camminamenti di ronda. Un classico medievale, insomma, per la gioia di noi moderni, oggi sede di tanti eventi che richiamano gente da tutto il mondo.

Tra le attrazioni di Montalcino, concentrate soprattutto nello splendido centro storico, anche la caratteristica torre stretta e lunga del trecentesco Palazzo dei Priori, sede del Comune, su piazza del Popolo, caratterizzata da una bella loggia gotica. Da vedere i capolavori del Museo Civico Diocesano d’Arte Sacra, che ospita una delle più ricche collezioni di pittura e scultura lignea di scuola senese: è nell’ex Convento di Sant’Agostino. Numerose le chiese. Tra queste, la Chiesa della Madonna del Soccorso, sopra la collina davanti a un panorama super da cui si può vedere persino il profilo di Siena: rinascimentale, consacrata alla Vergine Maria che venne in aiuto alla popolazione locale nel momento dell’assedio alla città da parte degli Spagnoli, alleati del Granducato di Toscana.

La Chiesa di Sant’Agostino è trecentesca, in stile romanico con due chiostri cinquecenteschi. Il Duomo del Santissimo Salvatore è ottocentesco in stile neoclassico, con all’interno un enorme organo a canne del 1858. La Chiesa di Sant’Egidio è anche detta de’ Senesi: semplice e suggestiva con il suo look trecentesco e la facciata romanica in pietra. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è quattrocentesca, dotata di campanile a vela del XIX secolo.

Non è più attivo l'ex Spedale di Santa Maria della Croce: qui (ora ci sono uffici comunali) c’è una piccola stanza, detta lo Scrittoio, l’ex farmacia, interamente decorata da Vincenzo Tamagni, pittore nato nel 1490, con affreschi che raffigurano tra l'altro Santa Maria della Croce e la Madonna in trono col Bambino, angeli e santi.

Da ricordare poi il Teatro degli Astrusi, un piccolo gioiello settecentesco ora decisamente gettonato in ogni stagione per ospitare le tante manifestazioni di Montalcino. Da segnalare, tra i resti etruschi del posto, quelli ritrovati in località Civitella (esattamente il Poggio della Civitella) a circa tre chilometri dal borgo: una grande fortezza costruita a quota 670 metri sul livello del mare.

Sempre in territorio comunale di Montalcino, alla distanza di 9 chilometri verso Castelnuovo dell’Abate, si trova l’Abbazia di Sant’Antimo, del XII secolo, un esempio incredibilmente evidente di stile romanico-francese. Il primo nucleo dell’edificio risale al 352, costruito su resti di una villa romana: qui si iniziò il culto di Sant’Antimo di Arezzo. Poi ci furono ingrandimenti, rimaneggiamenti nonché ricostruzioni (anche in tempi moderni) per riportare l’Abbazia allo splendore isolato e affascinante attuale. Qui ci professano i monaci benedettini olivetani provenienti dalla vicina Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.

Tra lo shopping a Montalcino sono da segnalare per primi i posti dove trovare il vino speciale. Ad esempio, tra i tanti luoghi, l‘Enoteca Bruno Dalmazio, in via Traversa dei Monti, o l’Osteria Osticcio, in via Matteotti, o ancora l’Enoteca La Fortezza, nel piazzale omonimo, dove si può scegliere tra diversi tipi d degustazioni a differente prezzo. In località Val di Cava c’è la Cantina di Montalcino, degustazioni e persino gite con fuoristrada tra i vigneti.

Per artigianato, stoffe e altri prodotti gastronomici, oltre che curiosare nelle tante botteghe e nei numerosi negozi, il venerdì c’è un grande mercato settimanale. Da visitare pure il panificio Lombardi in via Soccorso Saloni dove trovare i deliziosi grissini lunghi, o i dolcetti della Pasticceria Mariuccia in piazza del Popolo.

Nel centro di Montalcino, quando non ci sono le tante manifestazioni musicali e di vario intrattenimento, si può tirar tardi in alcuni locali quali Caffè della Fortezza in via della Libertà. Ci si può poi spostare nei dintorni, andando ad esempio al TNT Pub Buonconvento, con musica dal vivo, o verso Pienza e Siena. Per il mangiare, non c’è che l’imbarazzo della scelta, sempre ottima perché qui la cucina è in ogni luogo una garanzia. Qualche nome tra i tanti, all’interno delle mura. Vera atmosfera toscana presso l’Osteria di Porta al Cassero, in via della libertà, dove gustare tra l’altro i pinci (o pici) con le briciole. Presso il ristorante pizzeria Il Grifo in via Mazzini, tra l’altro si possono provare i cantucci da abbinare a uno dei vini passiti disponibili. Da Boccon di Vino in via Traversa dei Monti c’è pure una bella terrazza panoramica. E da tenere in mente anche le diverse enoteche che offrono sempre pietanze tradizionali.

Fuori le mura, si può provare il Castello Banfi, in località Poggio alle Mura. Non solo mangiare ma bere e degustare, nonché visitare cantine e vigneti, il museo del vetro e la balsameria (www.castellobanfi.com). Nei dintorni di Montalcino, in piena Val d’Orcia, il consiglio è quello di viaggiare senza fretta in questi panorami che invitano al relax e alla calma. Territorio ideale per il ritmo della bici per entrare meglio dentro lo spirito della valle creata dalla fantasia del fiume Orcia, in un ambiente scarsamente antropizzato in cui si può pedalare in magnifica solitudine per chilometri, con pendenze mai troppo impegnative.

Tra le tante mete, Pienza, nota come la città di Papa Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini, che vi nacque nel 1405: un museo di meraviglie a cielo aperto. Oppure Castiglione d’Orcia, il paese delle crete e dei calanchi, particolari formazioni geologiche formate dagli agenti atmosferici sull’argilla, che danno al tutto un aspetto un po’ surreale.

Solo trenta chilometri separano Montalcino da Siena, città d’arte. Da Milano si arriva a Montalcino con l'autostrada del sole A1 in direzione Roma, uscendo a Firenze Impruneta, immettendosi nella Superstrada Firenze- Siena, uscendo a Siena sud e imboccando la Cassia direzione Roma. Quindi, si passa Monteroni d'Arbia e Buonconvento prendendo la SP45 del Brunello fino alla cittadina.

Da Roma si prende la Cassia verso Siena svoltando in direzione Montalcino dopo San Quirico d'Orcia , in prossimità di Torrenieri. Da Grosseto si percorre la Superstrada Grosseto-Siena, si gira a destra all'altezza di Paganico, si prosegue verso Monte Amiata e verso Sant’Angelo Scalo, proseguendo fino a Montalcino. La stazione ferroviaria più vicina è a Buonconvento, da cui partono bus per la città, che si raggiunge in tal modo anche da Siena (per informazioni www.trainspa.it). All’interno del borgo, che si può visitare tranquillamente a piedi, ci sono diversi parcheggi per auto.

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