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L'Aquila: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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L’Aquila soddisfa sicuramente chi è in cerca d’arte e cultura, regalando la piacevole sensazione di un popolo che ha sempre avuto voglia di andare avanti e non lasciarsi sopraffare da una natura esigente che non l’ha mai vinta.

Sullo stemma de L’Aquila c’è questa frase, Immota Manet (con in mezzo la sigla Phs): gli studiosi ancora non sanno cosa significhi esattamente anche se la versione più accreditata è: "la città resta sempre qui" cioè ferma, salda, nonostante guerre e terremoti, appunto. Il simbolo de L’Aquila è senz’altro la Fontana delle 99 Cannelle, da visitare nella zona detta La Rivera: fu realizzata nel 1272 ed è stata costruita con pietre policrome. Ciascun fontanile è legato a tanti mascheroni che, secondo la leggenda, rappresenterebbero angeli e demoni, bene e male.

Il passato a portata di passeggiata: ecco come è L’Aquila, tra quel che resta della sua arte e della sua storia. La Basilica di San Bernardino da Siena, ad esempio, della metà del 1400, con la facciata divisa in tre piani, ciascuno con colonne di stile diverso (dorico, ionico, corinzio), vetrate, portali e una maestosa scalinata. O la Cattedrale, dedicata ai santi patroni Massimo e Giorgio, del 1200, più volte distrutta dal terremoto e sempre ricostruita. O, ancora, la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, anche detta delle Anime Sante: del 1700, quasi del tutto crollata, è stata adottata dalla Francia, per un restauro ad hoc. E come non notare la fontana luminosa all’ingresso di corso Vittorio Emanuele II, sulla Piazza Battaglione Alpini? La notte forma un divertente gioco di luci colorate, che danno un’aria tutta particolare alle due statue in bronzo che stanno dentro, cioè una coppia di donne che sorreggono la caratteristica conca abruzzese. Solo qualche spunto.

La Basilica Santa Maria di Collemaggio è davvero unica nel suo genere, con la facciata dalla forma rettangolare e realizzata da pietre bianche e rosa che formano un disegno geometrico. È stata fatta costruire nel 1288 dal monaco Pietro Angeleri o da Morrone (come lo si chiama talvolta), appunto il futuro papa Celestino V. Sul suo lato sinistro c’è la Porta Santa che viene aperta solo un giorno all’anno, dal 28 al 29 agosto, in occasione della Perdonanza, istituita proprio da Celestino V nel 1294. Da ricordare che nei pressi di questa magnificenza c’è anche l’area verde più grande della città, il Parco del Sole. Di grande impatto anche il Castello Spagnolo, uno dei più imponenti del nostro paese. Oggi è una testimonianza importante dell’identità aquilana: pensare che lo costruirono gli Spagnoli nel 1500 proprio per difendersi dai cittadini che si erano ribellati alla loro presenza. La struttura massiccia ha una base quadrata con quattro bastioni agli angoli edificati a punta di lancia: ognuno è in direzione dei 4 punti cardinali. Possiede persino un ponte fisso in pietra e muratura ed è circondato da un profondo fossato. E narra la storia che per realizzare i cannoni posti a difesa della fortezza furono addirittura fuse le campane della città. Qui è ospitato il Museo Nazionale d’Abruzzo. Al suo interno, i resti di un mammuth rinvenuto vicino L’Aquila, 149 ossa che hanno dato tante notizie su questo animale preistorico che viveva qui un milione di anni fa.

Da passeggiare anche nel parco attorno al Castello, tra alberi e piante anche molto antiche (pino nero, sequoia gigante, l’albero dei sigari, l’albero di Giuda, l’abete del Colorado, il cipresso dell’Arizona, il cedro dell’Himalaya), da scoprire attraverso un dedicato percorso botanico. In questa area si trova pure il moderno auditorium progettato dall’architetto Renzo Piano, tutto in legno, ricoperto da listelli colorati, in grado di accogliere 238 spettatori per concerti ed eventi vari. La sua forma ricorda quella di uno strumento musicale, esattamente un grande violino Stradivari.

Un po’ ovunque nel centro storico, soprattutto tra piazza Duomo e Piazza D’Armi (dove si svolge il mercato), verso Corso Vittorio Emanuele con i suoi portici, riaprono le botteghe e nei negozi dove comprare i prodotti tipici della gastronomia, i merletti, la filigrana. Dentro e soprattutto fuori la città, i locali dove mangiare le ricette tradizionali. Bello però spingersi nei dintorni a caccia di trattorie e ristorantini anche senza nome in cui fermarsi per deliziare il palato e ritemprarsi da gite fuori porta.

La ricchezza di storia e cultura che si respira a L’Aquila, la si ritrova pure nei tanti castelli e borghi intorno a lei. Tra questi, i "borghi dello zafferano", i luoghi più suggestivi in cui viene prodotto lo zafferano dop dell'Aquila (che si coltiva tra i 350 e mille metri circa), con un’attenzione persino agli antichi tratturi delle transumanze delle greggi. Qualche nome: Navelli e Civitaretenga, il mirabile complesso abbaziale di Bominaco, formato dalle chiese di S.Pellegrino e S.Maria Assunta. Da vedere inoltre, a pochi chilometri del centro città, a San Vittorino, gli scavi archeologici dell’antica città romana di Amiternum, con i ruderi del teatro e dell’anfiteatro. In zona, non perdere la chiesa di San Michele Arcangelo. Sotto di essa si aprono sei catacombe dei primi cristiani. A proposito di tombe, nella vicina Fossa ce n’è una con circa 500 "pezzi" di diverse epoche storiche, dal 700 al 400 a.C. Ma quello che è ancora più interessante è la presenza di grossi menhir, forse coevi.

Da vedere pure uno dei borghi più belli d’Italia, Santo Stefano di Sessanio, a 1.200 metri di altezza, uno dei primi esempi di albergo diffuso, cioè un’ospitalità complessiva nelle abitazioni strette tra loro da vicoletti e archi. Poi, c’è il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, che in provincia aquilana ha una parte dei suoi 1.500 chilometri quadrati: prati di alta quota, sentieri, boschi incontaminati, rocce dalle mille forme, tra cui la punta più alta dell’Appennino, il Gran Sasso d’Italia. Un’immersione non solo naturale ma anche grosse soluzioni sportive, dal trekking, allo sci di fondo, allo snowboard, alle arrampicate sulle pareti scoscese del Corno Grande e del Corno Piccolo. E ancora, ciclismo, mountain bike, canoa, rafting, equitazione, deltaplano, parapendio. Nel versante aquilano del Gran Sasso, ecco Campo Imperatore, altopiano tra i 1.600 e 2.000 metri di altezza, ospita l’Osservatorio astronomico, che si può anche visitare. E dalla località di Fonte Cerreto ci si può arrivare in soli 7 minuti, grazie a una funivia tra le più lunghe d’Europa, oltre 3 chilometri.

L'autostrada di riferimento per arrivare a L’Aquila in auto è la A24 Roma-Teramo. Da Roma Tiburtina partono i bus come i Flixbus. Attraverso il servizio Freccialink di Trenitalia (l’alta velocità con bus) si può raggiungere L’Aquila da Roma, in un’ora e dieci minuti. In città i trasporti sono gestiti dall'AMA, l'Azienda per la Mobilità Aquilana, con capolinea a Collemaggio, con diverse linee urbane e anche extra, come quella che collega la città a Fonte Cerreto, da cui salire a Campo Imperatore.

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Mangiare e bere

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