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Fivizzano: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Fivizzano è un comune toscano della provincia di Massa-Carrara che sorge sull'Appennino tosco-emiliano a ridosso del fiume Rosaro, all'interno della regione storica della Lunigiana: il suo territorio è particolarmente esteso (si consideri che comprende ben 94 frazioni) e al suo interno sono comprese ampie parti del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano e del Parco Naturale regionale delle Alpi Apuane.

Vista la sua posizione strategica, Fivizzano ha vissuto una storia lunga ed articolata, fatta tanto di instabilità politica quanto di crescita costante sia dal punto demografico che economico. Si tratta infine di un comune da sempre caratterizzato da una bellezza indiscutibile: basti considerare che nei secoli ha accumulato diversi soprannomi tra cui "Terra insigne", "Il bel cantuccio di Firenze" e addirittura "l'Atene della Lunigiana".

Uno degli edifici più belli e rappresentativi di Fivizzano è senza ombra di dubbio la Fortezza della Verrucola, castrum medievale che tra l'altro ebbe un ruolo chiave nella crescita e nello sviluppo dei primi nuclei urbani locali. La fortezza viene documentata per la prima volta agli inizi del XII secolo ed ancora oggi si conserva praticamente intatta: è costituita da un nucleo composto da diversi edifici, mura di cinta e una vera e propria moltitudine di torri. Il palazzo più grande si articola su tre livelli ed è caratterizzato da una grande sala d'armi al pian terreno; altrettanto interessante la torre rettangolare che si erge sul lato orientale, utilizzata per secoli in difesa sia del borgo che del castello.


A proposito di borghi, si consideri che buona parte della frazioni di cui abbiamo già parlato nasconde al proprio interno strade ed edifici sopravvissuti intatti alla prova del tempo: dal borgo di Gragnola a quello di Equi Terme, dal porgo di Sassalbo a quello di Agnino.

Detto ciò anche il centro storico di Fivizzano è assolutamente meritevole di una visita: grazie a bellezze a cielo aperto quali Piazza Medicea o Piazza del Marzocco con la sua colonna portante, ma anche grazie ad architetture civili di prestigio quali Palazzo Fantoni Bononi, disegnato durante il XVII secolo dall'architetto Carlo Bergamini, o Palazzo Coiari, unico tra tutti quelli del comune ad avere mantenuto il mezzanino anche dopo il tragico terremoto del 1920.

Altro fiore all'occhiello del comune sono le architetture religiose, tra cui spicca sicuramente la Chiesa dei Santi Jacopo e Antonio che si trova proprio nella già citata piazza Medicea: è stata fondata dai Monaci ospitalieri di Sant'Antonio verso la fine del XIII secolo e mostra lo stemma dei Medici sulla sua facciata dall'anno 1571. Si tratta di una struttura composta da tre navate scandite da quindici colonne e caratterizzata da un fonte battesimale scavato in un unico blocco di pietra ornato con il simbolo del Tau (spesso identificativo dell'ordine). Al suo interno la chiesa custodisce diverse opere pregevoli: tra le varie ci limitiamo a citare una tela con la Resurrezione di Lazzaro di Pietro Sorri ed un'immagine della Beata Vergine dell'Adorazione che troneggia sull'altare maggiore in un tabernacolo d'argento.


Rimanendo in tema di edifici sacri sono meritevoli di una visita anche la Chiesa di Santa Maria Assunta di Pognana, architettura restaurata a partire dal 1930 e caratterizzata da una planimetria decisamente anomala (è costituita da tre navate di diversa lunghezza), oppure la Pieve di San Paolo, caratterizzata da una struttura triabsidata e costruita con bozze di calcare bianco. Ultima menzione per i diversi conventi presenti sia all'interno del capoluogo che in diverse frazione: da quello del Carmine a quello dei Frati Minori, dal convento degli Agostiniani a quello con chiostro dei Carmelitani.

Chiudiamo questa breve rassegna di Fivizzano raccontando un altro aspetto per cui il comune si distingue, ovvero la cucina. La città è infatti nota per diversi piatti tipici, tra cui spiccano i dolci: da una parte la pattona (fatta con impasto di farina dolce di castagne e cotta in forno a legna), dall'altra la carsenata (a base di frutta secca e semi d'anice).

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Mangiare e bere

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