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Cosenza: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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«Cosenza ha interessi e meraviglie che danno la tentazione di girarla tutto il giorno. È inadeguato chiamarla pittoresca; a ogni passo, dall'inizio della strada principale al piede della collina fino al severo castello medievale che ne corona la sommità, c'è da stupirsi e da ammirare». Così la definiva il noto scrittore inglese George Gissing nella sua opera Sulla riva dello Jonio: Appunti di un viaggio nell'Italia meridionale del 1901.

E Cosenza non finisce da stupire a distanza di più di un secolo dalle parole di Gissing. Essa va quindi visitata perché è piena di monumenti e luoghi di interesse storico-artistico e inoltre costituisce una delle città del sud Italia più culturalmente vivaci.

Simbolo della città è la Cattedrale di Santa Maria Assunta dichiarata il 12 ottobre 2011 dall'UNESCO "Testimone di cultura e di pace". La cattedrale è il principale luogo di culto cattolico di Cosenza, oltre che sede vescovile dell'arcidiocesi. Eretta intorno alla metà dell'XI secolo, essa presenta, grazie alla sua lunghissima storia, più stili architettonici anche se la sua struttura a croce latina è tipicamente romanica.

Il centro storico è caratterizzato da un labirinto di viuzze che si snodano attorno ad edifici storici, chiese, conventi, case fortezze e piazze. Tra le architetture civili antiche evidenziamo sicuramente la casa delle culture del XVI secolo e il palazzo del Governo del XVII secolo. Il Castello normanno-svevo invece rappresenta il principale monumento della città eretto ormai da secoli su uno dei punti più alti della città: il colle Pancrazio.

Le sue origini non sono ancora ben note purtroppo: secondo alcuni studiosi furono i Bizantini intorno al 937 a costruirlo sulle rovine di un'antica rocca, allo scopo di difendersi dalle continue incursioni saracene. Dopo la dominazione araba della città, i normanni lo trasformarono completamente rinforzando fondamenta e mura, e facendone nel 1132 una vera e propria roccaforte.

Nel 1184 fu infine danneggiato da un forte terremoto che sconquassò l’intera città, ma durante il XIII secolo Federico II di Svevia decise di ristrutturarlo totalmente dandogli la forma che attualmente presenta (da qui la sua denominazione ufficiale: normanno-svevo). Cade nell’anonimato per tutto XVII secolo e in seguito ad altri terremoti nella zona fu totalmente lasciato in stato di abbandono. Fu riutilizzato solo più tardi dai Borboni che lo adibirono a carcere, e dopo la costituzione dello stato italiano passò finalmente al comune di Cosenza che lo acquisì in un'asta pubblica.

I ruderi archeologici di Piazzetta Antonio Toscano nel centro storico rappresentano il sito archeologico più degno di nota della città. I resti risalgono al IV-III secolo avanti Cristo, periodo ellenistico in cui Cosenza era capitale dei Bruzi. Qui son state ritrovate parti di strutture abitative risalenti al I secolo avanti Cristo. Il ritrovamento più importante è da attribuire comunque all’epoca romana: trattasi di una domus appartenuta a una famiglia ricca con tracce di eleganti pavimenti in mosaico e mura decorate da intonaci policromi.

Alcuni scavi da parte della Sovrintendenza archeologica della Calabria hanno riportato alla luce presso il Palazzo di via San Tommaso un troncone di muro in opera reticolata che racchiudeva un’imponente costruzione romana. Ulteriori scavi sotto le fondamenta dell'ex edificio vescovile hanno evidenziato resti della metropolis dei Bruzi risalenti al IV secolo avanti Cristo che è possibile visitare nei sotterranei della biblioteca.

Cosenza inoltre offre grandi opportunità per lo shopping: nelle vie del centro è presente la maggior parte dell’offerta commerciale che attrae l’attenzione di clienti di ogni sorta. La zona dell’abbigliamento è concentrata soprattutto nei negozi di Corso Mazzini, Via Montesanto, Via Caloprese, Piazza Bilotti e Corso Fera dove c’è di tutto: dalle grandi firme all’abbigliamento low-cost.

Nel centro storico si trovano invece piccole botteghe nelle quali è possibile acquistare oggetti e manufatti dell’artigianato locale tra cui eccellenze di produzione come: ceramiche dipinte a mano, lavorazioni del vetro, strumenti musicali, cappelli, sedie e cesti su misura. Il sabato mattina ha luogo il mercatino dei prodotti biologici ed equosolidali nei pressi dell’ex capannone ferroviario, nel quale si può trovare frutta e verdura a chilometro zero.

La prima e la terza domenica di ogni mese, nel centro storico, si trova infine il “Mercatino delle pulci”, nel quale è possibile comprare oggetti vintage e di antiquariato.

Shopping vuole anche dire andare alla scoperta dell’enogastronomia locale: nelle enoteche si può acquistare buon vino e distillati, nelle macellerie salumi tipici come il capiccuaddru (capocollo cosentino), il prisuttu crudu (prosciutto crudo cosentino), la suprissata (soppressata), la sazizza (salsiccia calabrese); nei caseifici potrete assaporare formaggi come il caciocavallo silano e nelle panetterie il rinomato pane di Mangone e di Tessano, preparato a lievitazione naturale e cotto al forno a legna.

Forse non ci saranno così tante discoteche e pub come nelle grandi città universitarie ma anche Cosenza offre molti divertimenti e passatempi. Di pub e locali (concentrati soprattutto sul corso Telesio) ce ne sono diversi anche se durante la settimana non c'è molto movimento. Dal giovedì  la città si anima e i locali restano aperti fino a tarda notte.

La città è piena di parchi urbani e giardini ma senza dubbio è La Villa Vecchia il polmone verde più frequentato dai cosentini. Fu realizzata nel XVIII secolo sull’area di un precedente giardino seicentesco e si estende su circa 30.000 m² del centro storico sviluppandosi su più livelli. Qui potete incontrare alberi secolari, statue sontuose e fontane monumentali in un ambiente che vi riporterà fatalmente indietro nel tempo di qualche secolo. Ne esiste anche una parte più recente, la cosiddetta Villa Nuova, realizzata invece nel 1932 nella parte più moderna della città: è sede del Monumento ai caduti e si caratterizza per la presenza di pini e palme.

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Attrattive

Divertimenti

Mangiare e bere

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