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Cosa vedere a Santorini  

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Santorini continua ad attirare turisti da tutto il mondo per il suo fascino enigmatico, per le leggende sorte intorno al suo territorio, per la bellezza dei paesaggi e del mare. Del resto come non lasciarsi incantare da un suo tramonto? Trascorrere una vacanza su quest’isola è sempre un’esperienza magica ed entusiasmante ma per viverla al meglio è bene sapere in anticipo quali sono il luoghi da non perdere assolutamente e come vivere al meglio le giornate e le serate. Santorini è un luogo vivace che soddisfa le aspettative dei giovani, grazie ai tanti locali alla moda, ma che può regalare anche tanto relax e pace scegliendo le destinazioni un po’ meno frequentate dai turisti. Una vacanza a 360°, quindi, su un’isola tutta da scoprire.

Cosa vedere a Santorini: 10 luoghi da non perdere assolutamente

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1) Cattedrale ortodossa a Firà

Sulla strada che costeggia il cratere si trova la Cattedrale, ricostruita nella metà del Novecento dopo che quella originaria era stata distrutta da un terremoto. Essa è ben riconoscibile da lontano per la sua cupola e per il colore bianco di tutto l’edificio; del resto essa rappresenta uno dei simboli dell’isola, fotografato ed immortalato in tutti i souvenir di Santorini. Gli arredi interni, come i lampadari di cristallo, sono così meravigliosi da lasciare davvero a bocca aperta ma la caratteristica più bella è rappresentata dagli affreschi sulle pareti e sui soffitti, realizzati dal pittore greco Assìmis.
 
Per prima cosa bisogna alzare lo sguardo ed ammirare la cupola che, nella rappresentazione ortodossa indica il cielo e solitamente è dipinta con l’immagine del Cristo Pantocratore; vicino sono raffigurati i quattro evangelisti, figure fondamentali poiché attraverso i loro scritti Cristo è stato conosciuto. Sulla parete che separa la navata dal presbiterio è dipinta, invece, l’Annunciazione con la quale inizia la vita di Gesù che termina, poi, con l’Ascensione in Cielo. Nell’abside si trovano scene della vita della Madonna. Una meta, questa, da non tralasciare anche per la posizione in cui la Cattedrale è stata costruita, proprio sul bordo del cratere.

2) Skàla (porto vecchio)

Una scalinata di 587 gradini collega la via di Firà che costeggia il cratere con il Porto Vecchio che gli abitanti del luogo chiamano semplicemente skàla (punto di attracco delle navi), un tempo vi si ormeggiavano velieri da carico e pescherecci mentre ora è il punto di arrivo dei delle barche delle navi da crociera che qui fanno sbarcare i loro passeggeri per il tour di Santorini. Per questo motivo si possono notare decine di asini con i loro padroni, pronti a trasportare le persone fino alla parte più alta dell’isola, con un percorso di circa 15 minuti. In alternativa si può usufruire della funivia, anch’essa molto spettacolare. Vale la pena dedicare un po’ di tempo a questa passeggiata per arrivare al porto vecchio dove si trovano anche alcuni bar e ristoranti, oltre ad un negozio di souvenir.

3) Thera antica

Il monte Mésa Vounò si innalza fra Kamàri e Perìssa con le pendici proprio a picco sull’Egeo. Per più di un millennio sulla sua sommità si sviluppò la città più importante dell’isola. Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento il barone tedesco Hiller von Gartringen la riportò alla luce pagando personalmente tutti gli scavi e liberandola da più di 6 metri di cenere e lava. A fasi alterne, poi, le operazioni di recupero continuarono anche grazie a fondi UE ed ora tutta l’area è accessibile ai visitatori con un percorso di circa 60 minuti. Anche se non si è amanti della storia e dell’archeologia si dovrebbe arrivare fin sulla sommità del monte, magari a dorso d’asino, perché il percorso regala dei panorami impareggiabili, dove la natura si alterna ad antiche rovine.
 
Thera fu fondata intorno al 1000 a.C. da coloni dorici anche se le rovine risalgono all’epoca ellenistica quando le isole dell’Egeo erano controllate dai Tolomei d’Egitto che fecero di Santorini una base navale molto importante. Sotto la dominazione romana Thera perse la sua rilevanza strategica fino ad essere del tutto abbandonata con i Bizantini.

4) Pyrgòs

È il villaggio più alto di Santorini; il centro storico si sviluppa a circa 350 metri e durante la dominazione veneziana era un borgo completamente fortificato sul quale dominava un piccolo castello. Con i Turchi essa divenne addirittura la capitale. Pyrgòs è particolarmente bella da visitare al tramonto poiché, al contrario di Oìa, non è troppo affollata dai turisti. Quando cala il sole apre il wine bar e ristorante più noto e caro non solo di tutta l’isola ma di tutta la Grecia, il Selene. Un locale gourmet dove si possono assaggiare piatti della cucina locale e mediterranea rivisitati in chiave moderna, oltre ad ottimi vini di produzione propria.
 
È possibile raggiungere il villaggio con i mezzi pubblici che fermano nella piazza principale. Da qui partono due piccole strade che salgono fino ad arrivare al quartiere kàstro sul punto più alto vi si trova la chiesa di Christòs ed un bastione dal quale è possibile ammirare un panorama mozzafiato sul tutta l’isola, sull’aeroporto e sull’interno quartiere dove svettano quattro chiese con le tipiche cupole, i campanili e sei croci.

5) Scavi di Akrotiri

Una visita alla città più antica d’Europa è davvero da non perdere. Contrariamente a quanto si possa pensare non vi sono solo piccoli ruderi di antichi edifici ma facciate ancora perfettamente conservate ed una piazzetta che sembra essere ancora del tutto utilizzabile. Prima degli scavi ad Akrotiri iniziati nel 1974, infatti, Creta era considerata l’unico centro politico e commerciale di tutto il Mare Egeo nel II sec. a.C., ma queste scoperte hanno dimostrato come Akrotiri fosse di gran lunga più ricca ed evoluta di tutte le altre città cretesi. Il percorso della visita passa attraverso antichi vicoli sui quali si affacciano edifici altri quattro o cinque piani e nelle stanze sono posizionate giare in terracotta. Sono presenti ancora le scale per salire ai piani alti, le cucine e le tubature che testimoniano la presenza di un sistema complesso di canalizzazione. Ovunque, poi, si possono ammirare affreschi e dipinti.

6) Fàros

Sull’estrema parte sud-occidentale dell’isola, a circa 11 metri di altitudine, si trova il faro che indica alle navi la giusta direzione verso la caldera. Il faro è facile da raggiungere percorrendo una strada asfaltata e comoda ma il suo interno non può essere visitato. Ciononostante vale davvero la pena arrivare alla parte antistante il faro, raggiungibile con alcuni sentieri, perché da lì si gode di un panorama impareggiabile che permette di spaziare su Oìa, Firà e sull’isol di Thirasìa. Da segnalare che il ristorante che si trova proprio prima di raggiungere il faro è anche il più a sud di tutte le Cicladi. Poiché il proprietario possiede anche alcuni pescherecci, il pesce che cucina è davvero freschissimo e la sua specialità è un piatto di piccoli pesci pescati proprio davanti alle coste di Santorini, il rock fish. In più i prezzi sono contenuti, quindi è un locale tutto da provare.

7) Ammoùdi

È uno dei luoghi più pittoreschi di Santorini, sia di notte che di giorno. Il piccolo porto di Ammoùdi si affaccia sul mare aperto e si può raggiungere a piedi, con una scalinata di oltre 300 gradini oppure in auto percorrendo una strada asfaltata. È il posto adatto per cercare una taverna dove assaporare piatti a base di pesce, godendo anche di una splendida vista sulle barche colorate e sull’isola di Ios. Dal porto di Ammoùdi, un sentiero di 300 metri porta a Capo Agiòs Nikòlaos, proprio davanti alla piccola isola omonima, dove sorge una piccola chiesa. Questa isola dista appena 15 metri e può essere raggiunta a nuoto in poco tempo avendo cura, però, di indossare un paio di scarpette da bagno.

8) Da Firà ad Oìa a piedi

Chi vuole conoscere fino in fondo quest’isola può organizzare un’escursione a piedi sul percorso che costeggia il bordo del cratere: una passeggiata classica di circa 12 chilometri ma che entusiasma sempre tutti. Lungo il tragitto ci sono punti ristoro e fermate dei bus. Naturalmente è opportuno vestirsi in modo adeguato e portare una crema solare; la gita dura circa 4 ore. La strada è abbastanza sicura per tutto il tragitto, a parte un piccolo tratto che potrebbe risultare sdrucciolevole. Partendo da Firà, dalla cattedrale ortodossa, si cammina sul bordo del cratere e si attraversano i villaggi che si trovano anch’essi sulla caldera. In breve si giunge ad Imerovigli e poi paesaggi naturalistici, bianchi mulini a vento, chiesette e case tipiche sono gli spettacoli che appaiono all’improvviso davanti agli occhi di chiunque decida di percorrere questa strada. La macchina fotografica è d’obbligo per immortale ogni più piccolo dettaglio.

9) Gita nelle acque della caldera

Le gite in barca nella caldera sono fra le esperienze più emozionanti da vivere su quest’isola. Si può partite dal porto di Athinios, dal porto vecchio di Firà, da quelli di Oìa e di Armèni. Il tour in genere inizia a mezzogiorno, dura quattro ore e prevede tre tappe. La prima è l’isola di Nèa Kamèni, con un vulcano ancora attivo, per fare il giro in circa 20 minuti ammirando le colorate formazioni vulcaniche formatesi nel corso dei secoli. La seconda tappa è davanti all’isola Paléa Kaméni, in una baia dove le acque termali raggiungono i 30-40° e dove si può fare un bagno ristoratore di alcuni minuti. Infine il tour termina con una sosta nel piccolissimo porto di Korfòs, sull’isola di Thirasìa

10) Thirasìa

La gita a piedi sull’isola di Thirasìa dura circa 5 ore ed è necessario attrezzarsi con un abbigliamento adeguato e con una scorta di acqua. Si parte da Ammoùdi con i piccoli traghetti che offrono il servizio di collegamento giornaliero. Il percorso dura solo 20 minuti ma in caso di mare mosso essi non partono. Il porto di arrivo è quello di Riva, dove si trovano poche case, qualche ristorante ed alcune chiesette. Si prosegue, quindi, lungo il sentiero per Manolàs. Il giro dell’isola prevede di raggiungere Kòrfos Beach, il borgo di Kerà, la chiesa di Profitis Ilias, il paesino di Potamòs e, sulla strada per il ritorno, la spiaggia di Agia Irini per fare un bel bagno ristoratore.
 
 
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