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San Leo: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Città d’arte, di roccia e di mare: San Leo, bandiera arancione del Touring Club e uno dei borghi più belli d’Italia, è tutto questo. San Leo si mostra ancora oggi per quello che è, un masso roccioso che si eleva sulla vallata e da cui lo sguardo può arrivare fino all’Adriatico.

Un patrimonio architettonico ancora preservato, un’atmosfera unica che ci riporta in certi angoli ai tempi di quando persino San Francesco d'Assisi, giunto qui, si fermava per ringraziare il Signore di poter godere di un tale spettacolo. C’è una fontana, costruita nel 1893 nel luogo dove la leggenda collocava l’olmo di San Francesco, che rappresenta per i leontini il centro geografico del borgo, il punto di riferimento di una cittadina che ha molto da offrire.

Una visita a San Leo, dunque, non è solo un viaggio nella storia di un abitato così particolare da essere unico, ma pure uno spingersi in atmosfere un po’ gotiche, in strade pervase da una sorta di mistero, forse per via di quel Conte di Cagliostro che soggiornò qui non volendo, scontando la sua pena di eretico nel forte-prigione: cinque anni durante i quali, chissà, la sua magia e il suo carisma hanno superato le possenti mura e si sono sparse in tutto San Leo, pronte da essere svelate a qualche visitatore.

È senz’altro il forte rinascimentale, il possente mastio, al culmine dell’imponente masso su cui è sorto il borgo, il simbolo di San Leo, una fortezza testimonianza di una delle più importanti opere di arte militare, costruita dagli uomini su quella costruita dalla natura a causa delle vicissitudini geologiche di questo piccolo lembo di territorio, gioiello alle spalle di Rimini. Una delle caratteristiche del borgo è la piccola piazza, attorno a cui partono le vie che mostrano i principali edifici, come Palazzo Nardini, che rammenta quasi una fortificazione, il cui nucleo centrale è del 1200 e che elargisce a San Leo una certa aria militaresca, da guarnigione di soldati, piuttosto che abitazione.

Tra i monumenti, da ricordare la pieve preromanica di Santa Maria Assunta, la più antica costruzione religiosa di San Leo e anche dell’intero territorio del Montefeltro. Alcuni studiosi l’hanno paragonata a una nave incagliata su uno scoglio, poiché è costruita sulle rocce della rocca. Curiosando, si accede alla cripta (su cui si rialza il presbiterio, che accoglie un ciborio datato 882, come si legge in alcune iscrizioni) e al cosiddetto Sacello di San Leone in cui ci sono le tracce di una sorta di abside scavata nella roccia. Bella la muratura esterna, in conci d’arenaria, calcare e pietre varie, che regalano all’insieme davvero un’atmosfera lontana nel tempo. E il Duomo è un altro dei monumenti in cui curiosare, dal gusto romanico lombardo, risalente al Xll secolo, che nasconde (un po’) i resti di un edificio sacro più antico, di cui rimangono numerosi frammenti scultorei, come resti del ciborio dedicato a San Leone, alcuni capitelli che mostrano figure vegetali stilizzate e qualche leone alato in una parte del piccolo portico. E ci sono anche i busti antichi di San Leone e di San Valentino. Qui si conservava un sarcofago con le spoglie di San Leone, del VI secolo, e proprio per questo la chiesa era meta di pellegrini che andavano verso Roma ma che facevano sosta qui a venerarlo.

Minimalista e appartata, in una mole massiccia, la Torre Civica, campanile-torre di gusto romanico, anch’essa costruita con la pietra locale, roccia su roccia. Bellissima con il suo perimetro quadrato che ingloba una costruzione a pianta circolare, alta sino alla cella campanaria. Risale al primo ventennio del 1500 il Palazzo Mediceo, importante perché ospitava il Governatore di San Leo e del Montefeltro per conto della Repubblica Fiorentina: l’epica battaglia che vide l’acquisizione della cittadina da parte di Firenze è ritratta in un celebre affresco del Vasari a Palazzo Vecchio. Nella costruzione ci sono il Museo d’Arte Sacra, l’Archivio Storico, la Biblioteca e l'ufficio Turistico IAT. Altri edifici raccontano il passaggio di poteri a San Leo: così è Palazzo Della Rovere, oggi sede del Municipio, dei primi anni del 1600, quando iniziò il potere di questa famiglia nel luogo.

Da non dimenticare la Fonte di San Leone, all’interno del cosiddetto ‘giro di San Leone’: di età romana, nel XVII secolo venne collegata a un canale che serviva per portare acqua nella zona nord del borgo, oggi tutto scomparso. Nel territorio comunale, ci sono ulteriori punti di interesse, che valorizzano ancora di più rocca e borgo. Ad esempio, lungo la strada che si inerpica sul Monte Severino, ci sono la Chiesa e il convento di Sant’Igne, forse del 1300, in un meraviglioso isolamento. Hanno linee rinascimentali le forme del Convento di San Domenico, sul monte di fronte ai ruderi dell’antico castello di Pietracuta. Risalgono invece al 1500 le forme della Chiesa e Convento di Sant’Antonio Abate. Pregevole il soffitto a cassettoni lignei del 1707, al cui interno ci sono 22 tele dipinte con santi e beati dell’ordine francescano.

Nel centro storico di San Leo è possibile trovare un discreto numero di botteghe in cui comprare i prodotti di tutta la Valmarecchia. Più ampia la scelta nei dintorni: molti agriturismi oltre all’ospitalità offrono quanto di meglio si produce in zona, soprattutto nel settore gastronomico. Per mangiare, il borgo offre alcuni ristoranti dove gustare piatti tipici presso una manciata di ristoranti e osterie nel centro. La scelta si allarga e si moltiplica gironzolando in tutta la Valmarecchia. E si può anche dirigersi verso la costa, a caccia del pesce dell’Adriatico.

I paesaggi caratteristici di questo territorio, con al centro San Leo, tra picchi, dirupi, dolci colline, hanno convinto gli esperti che proprio da qui i pittori rinascimentali come Piero della Francesca, Raffaello, Leonardo da Vinci, hanno trovato ispirazione per realizzare le ambientazioni dei loro capolavori. E anche oggi la Valmarecchia suggestiona chiunque arrivi qui dove la sua bellezza, oltre che a mostrare scenografie naturali tra le più variegate, attrae per le sue potenzialità artistiche e culturali.

In una vasta area romagnola, sono presenti tutte le declinazioni delle vicine regioni, tra monumenti e fortezze appartenuti alle grandi famiglie protagoniste, i Malatesta, i Montefeltro, i Della Rovere, nonché dello Stato Pontificio, assaggiando una cucina che racchiude tutti i gusti regionali e passando in pochi chilometri dalla collina al litorale. In questo contesto, pure gli sportivi non si annoiano di certo, con centri sportivi con piscine all’aperto e al chiuso dove è possibile effettuare acquafitness o hydrobike.

Gli amanti della bici qui trovano un piccolo paradiso, anche grazie a un percorso che da Rimini porta a Novafeltria e Sansepolcro, itinerario che tocca ben tre regioni, Emilia Romagna, Marche, Toscana. E da Novafeltria a Rimini, è a disposizione una pista ciclabile di 30 chilometri lungo il fiume Marecchia. Non mancano sentieri ad hoc per trekking di vario livello, nonché ippovie che collegano tra loro i migliori centri ippici della zona. E durante l'inverno è attiva la sciovia sul Monte Carpegna, a pochi chilometri da Pennabilli.

Per arrivare a San Leo. Con il treno, la fermata giusta è Rimini da cui dista 31 chilometri. Da qui, ci si affida ai bus della Tramservizi Rimini, in particolare alla linea 160 Rimini-Villa Verucchio-Novafeltria, la fermata è quella di Pietracuta. Con le linee di autobus Amibus Pesaro, da Pietracuta prendere la linea 102 per San Leo-Montecopiolo. In auto, si prende l’autostrada A 14, uscita Rimini nord direzione Santarcangelo di Romagna, seguendo la SS 258 all’altezza di Pietracuta e quindi le indicazioni per San Leo Dal Montefeltro, va percorsa la strada provinciale che supera il Passo San Marco, sui mille metri d’altezza, attraversa Villagrande di Montecopiolo e raggiunge San Leo, occhieggiando un altro panorama incantato, quello del Monte Titano della Repubblica di San Marino. L’aeroporto più vicino è quello internazionale di Rimini ‘Federico Fellini’.

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Attività

Attrattive

Mangiare e bere

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