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Cosa visitare a Prato  

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Panoramica per visitare Prato al meglio

Una città crocevia di meraviglie paesaggistiche e artistiche che mostra piano piano ai suoi visitatori, Prato, in genere solo conosciuta come luogo principe del tessile. Si presenta come un vero e proprio scrigno di tesori notevoli, in cui le tradizioni e le memorie di un grande passato convivono in armonia con il dinamismo che la caratterizza.

Prato, mosaico di storia, arte, natura, imprenditoria industriale e artigianale di alto livello, ottima enogastronomia. Con le proposte di diversi tipi di itinerari che ci fanno conoscere e apprezzare non solo i suoi sapori, citando soltanto quello del pane di Prato, della cucina del Montalbano, che non è il famoso commissario inventato dalla sopraffina penna di Andrea Camilleri - bensì il Montalbano di Carmignano, terra di vini e di olio) ma anche le sue rocche e le sue fortificazioni. È certo il Castello dell’Imperatore il simbolo di Prato, possente, quattro torrioni principali a forma quadrata i cui vertici estremi indicano i punti cardinali. Un’architettura e la stessa esistenza legati all’imperatore per eccellenza, quel Federico II dalla poliedrica personalità che tuttavia morì un paio di anni dopo l’inizio della sua costruzione, nel 1250. Tanto è vero che fu terminato anni e anni dopo, quando dell’imperatore si erano quasi persi i ricordi, diventando caserma e carcere. Altrettanto famoso il suo architetto, Riccardo da Lentini, inventore di alcuni castelli in Sicilia. Restaurato negli anni trenta del XX secolo, è aperto ai visitatori, ha un tipico look di questo territorio, con la bicromia in stile romano-gotico dai materiali costituiti dal calcare alberese, con toni che variano dal bianco al grigio, e il marmo verde di Prato. Salendo una scala a chiocciola si accede ai camminamenti superiori, da cui la vista su Firenze è notevole.

Prato, il luogo d’arte che non ti aspetti, che è anche una città industriale, due anime dagli aspetti che si incrociano e che non possono sopravvivere l’una senza l’altra. Qualche suggerimento tra la mole di bellezze artistiche all’interno di Prato, a partire dalla Piazza del Comune del 1200, all'incrocio dei due principali assi viari, centro ideale e geometrico della città, oltre che il suo centro politico con il Palazzo del Comune ed il Palazzo Pretorio, imponente, mattoni rossi duecenteschi, bianca pietra alberese di epoca tardo-gotica, decorata da eleganti bifore, altro cotto trecentesco nei piani alti. Ha pure un piccolo campanile a vela.

Da visitare il Duomo di Prato, la Cattedrale di Santo Stefano, patrono della città, esistente già prima del V secolo e poi ampliata nel XII secolo con un bel chiostro romanico, con un campanile della seconda metà del 1300. La facciata tardo-gotica è a strisce di calcare alberese e marmo verde di Prato. Da vedere, la Cappella della Sacra Cintola dove è conservata la famosa reliquia, nonché diverse opere di Filippo Landi e il Tabernacolo della Madonna dell'Ulivo in terracotta, opera di Benedetto da Maiano. Bello anche il pulpito del Donatello, con marmi ricchi di fregi, quattrocentesco.

Trecentesca la Chiesa di Santo Spirito che adesso mostra un aspetto settecentesco. Da curiosare inoltre nella Chiesa di Sant'Agostino, ricca di pitture del 1500 e del 1600, usata nel 1800 come mercato della legna. Dal vestibolo con volta a botte, della prima metà del Trecento, si accede al cinquecentesco chiostro dei morti. Un bel contrasto tra la semplicità esterna e l’opulenza decorativa barocca interna riguarda il Monastero di San Vincenzo e Santa Caterina de’ Ricci, nata nel 1500 proprio qui a Prato. Da non perdere, nell’Abbazia di San Fabiano il mosaico del pavimento costruito tra l’XI e il XII secolo, con fantasiosi motivi decorativi orientaleggianti, tra pantere, sirene, grifoni e croci fiorite.

Una piacevolissima sosta pure presso la duecentesca Chiesa di San Francesco, il suo chiostro rinascimentale e la trecentesca Cappella Migliorati: la sua particolarità, l’essere costruito principalmente in cotto usato con l’usuale marmo verde di Prato. Una visita poi alla Basilica di Santa Maria delle Carceri costruita nel XV secolo in seguito ai miracoli derivati da un’immagine della Madonna con bambino, dipinta forse nel 1300 all'esterno del carcere delle Stinche, su progetto di Giuliano da Sangallo.

Da curiosare, altresì, nell’altra parte urbana di Prato, con diversi edifici di archeologia industriale, con il cosiddetto "sistema" delle fabbriche pratesi, importanti testimonianze di quella interazione agricolo-industriale tipica di questa città. Da vedere il Fabbricone sede dell'omonimo Teatro, l’ex Macelli oggi Cantiere Culturale Officina Giovani, o il Regio Istituto Tessile, oggi PIN - Centro Studi di Ingegneria. Opere d'arte contemporanea arricchiscono poi il tessuto urbano di Prato, con monumenti che a partire dagli anni settanta del secolo scorso hanno dato una aria moderna alla città, con artisti di livello, da Henry Moore a Sol LeWitt.

Nella città dei tessuti, ovvio che siano soprattutto questi prodotti a essere i primi della lista per acquisti e regali, per sé o per gli altri. Con un vantaggio, comprare qui a Prato a prezzi migliori rispetto ai negozi tradizionali, poiché si può andare direttamente negli spacci aziendali, nei maglifici o nei lanifici, sicuri di trovare prodotti di qualità, risparmiando. A tal proposito, da visitare il Museo del tessuto di Prato.

Non ci sono naturalmente solo i capi di vestiario ma anche quelli enogastronomici, come i vini e l’olio extravergine d’oliva: per questo, le aree ideale dedicate allo scopo si trovano nella zona di Bagnolo e nelle colline del Montalbano.

Prato City in via Giuseppe Valentini, Galisia Club in via del lago, Wallace GastroPub Prato (specializzato pure in cucina bavarese) in piazza Mercatale, Opificio JM in piazza Marconi, Decanter in piazza delle Carceri, sono solo alcuni dei numerosi locali di Prato in cui tirar le ore tarde, mangiando, bevendo, ascoltando musica. Per quanto riguarda dove mangiare i prodotti tipici del territorio e assaggiare le ricette gustose di qui, non solo dentro Prato ma nei suoi dintorni e nel suo territorio, grande gamma per ristoranti, trattorie e locali che propongono piatti dalle deliziose sfumature, innaffiati con i vini di questa area fortunata.

Vista la generosa presenza di punti di attrazione di Prato e del suo territorio, vale la pena concentrare l’attenzione su alcune aree. Come la Valle del Bisenzio, caratterizzata da rocche, pievi e badie. L’affascinante Rocca di Cerbaia, ad esempio, forse del XII secolo, domina un paesaggio selvatico, a strapiombo sulle valle, con il poderoso rudere del Maschio, un torrione pentagonale con torre centrale di vedetta. Il luogo si raggiunge percorrendo un sentiero oltre il ponte medievale sul Bisenzio. Da conoscere pure la Badia di San Salvatore a Vaiano, del XII secolo, mentre è del XIII il campanile di 40 metri in alberese e marmo verde con merlatura e copertura lignea. Atmosfera fuori dal tempo presso la Pieve di San Michele a Montecuccoli, la cui presenza è stata documentata addirittura nell’anno 990.

Spostandosi verso Montemurlo, si può vedere l’omonima Rocca, quadrangolare, con spigoli stondati, alla sommità del colle della località, del XVI secolo. A Figline, c’è la Pieve di San Pietro, già qui probabilmente prima del XIV secolo, età di alcune pitture presenti, equipaggiata con un piccolo museo di antichi oggetti sacri. Nelle vicinanze, il tabernacolo con affreschi attribuiti all’artista trecentesco Agnolo Gaddi. Tra Carmignano e Poggio a Caiano si entra in terra dei Medici. In particolare, il complesso mediceo di Poggio a Caiano costituito dalla Villa e il suo parco, dalle Scuderie e dalle Cascine di Tavola, luoghi amati da Lorenzo Il Magnifico. A Carmignano, conosciuta come la villa dei cento camini, per i numerosi comignoli che la contraddistinguono, c’è La Ferdinanda, imponente e circondata dalla campagna, location elegante e rustica per eventi, patrimonio dell’umanità.

A Prato si arriva in auto attraverso la A1 Milano-Napoli e la A11 Firenze-Pisa Nord. In treno, si giunge con due linee ferroviarie: Bologna-Firenze e Firenze-Lucca. I comuni Carmignano, Poggio a Caiano e Montemurlo sono collegati alla stazione ferroviaria di Prato Centrale tramite bus. Due gli aeroporti più vicini, il Galilei di Pisa, collegato a Prato dai pullman della Caronna Tour. Dal Vespucci di Firenze esistono due servizi di autobus che garantiscono il collegamento a Prato, in circa mezz'ora. A Prato ci si muove con le autolinee Cap. Può essere utile acquistare la "carta multipla", tessera elettronica impersonale, non ricaricabile, che può contenere 5 o 10 biglietti urbani da 70 minuti. Con la stessa tessera si possono fare i biglietti per più persone che viaggiano insieme. Da ricordare anche il progetto "Insieme in bus": un servizio di fermate bus accessibili e autobus attrezzati per il trasporto di persone disabili per agevolare lo spostamento tra Prato e Firenze, sul percorso Prato-Firenze-Aeroporto-I Gigli-Campi Bisenzio. Bisogna prenotare attraverso il numero verde di CAP autolinee: 800 063840.

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