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Porto Azzurro: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Porto Azzurro, città di mare, spiagge, sole, dalle caratteristiche fattezze che ne fanno un piccolo gioiello marinaro. Città di buon mangiare e buon bere, che nei suoi monumenti racconta tante storie delle diverse genti che sono arrivate qui e, davanti alle sue bellezze, si sono inesorabilmente fermate.

Il simbolo di Porto Azzurro è il Forte di San Giacomo, la Fortezza Spagnola, costruita all’inizio del 1600 e trasformata in carcere a partire dal 1890, su proposta dell’amministrazione comunale di allora, per far fronte a una grave crisi economica. Caratterizzata dalla pianta a stella, con possenti cortine esterne in parte rivestite da mattoni in parte da pietra locale e un tempo dotata pure di fossato, non si può naturalmente visitare all’interno, ma ammirarla all’esterno sì, percorrendo la cosiddetta passeggiata Carmignani che collega il paese alla spiaggia di Barbarossa: 20 minuti avvolti dal profumo della macchia mediterranea.

Da vedere in giro per Porto Azzurro, la Chiesa di metà seicento dedicata a San Giacomo Maggiore, con decorazioni interne settecentesche barocche. Una sosta anche alla cappella del Sacro Cuore di Maria, settecentesca, e alla chiesa della Madonna del Carmine, costruita dai pescatori che la sera non potevano andare alla chiesa parrocchiale racchiusa dentro il forte, anch’essa è del 1700.

 Per gli amanti delle spiagge, quelle di Porto Azzurro sono misto sabbia – ghiaia, con fondali ideali per gli appassionati dello snorkeling e del diving.

In particolare, a un chilometro dal paese, c’è Barbarossa, piccola baia con alle spalle le vette di Monte Castello e Cima di Monte, aree di campagna e di boschetti, adatta particolarmente alle attività di sub e di windsurf. A due chilometri dal centro c’è la spiaggia Reale, sempre sabbia e ghiaia. La pianotta è un po’ scoglio un po’ ghiaia, vi si accede dal lungomare dal molo di attracco del traghetto. Ancora sabbia e ghiaia per la piccola La Rossa, situata all'interno della rada del porto. Un po’ più lontana dal centro paese, da cui dista circa 3 chilometri, la Terranera, formata da una stretta striscia di ghiaia che separa il piccolo laghetto (ricco di anidride solforosa) di origine mineraria omonimo di colore verde dal mare aperto. La sabbia è nerastra, scintillante per le pagliuzze di ematite dovute alle vicinanze di giacimenti minerali e di ferro.

Attorno a Piazza Matteotti il cuore dello shopping a Porto Azzurro, da portare a casa: prodotti alimentari, come vino, olio, miele o la schiaccia briaca (che si mantiene gustosa per parecchio tempo), ad esempio, oppure ceramiche colorate, nonché prodotti cosmetici a base di olio e di acqua marina: in proposito, anche nei negozi di Porto Azzurro si può trovare il profumo Acqua dell’Elba, il cui laboratorio artigianale si trova a Marciana Marina. Così come qui è possibile ammirare e comprare gli orologi del marchio Locman, la cui sede è a Marina di Campo. E ci sono anche tanti souvenir e gioielli creati con i minerali che un tempo si scavavano in zona.

Attorno alla zona del porto, ci sono diversi locali aperti fino a tardi, soprattutto d’estate. Qualche nome. Barkollo winepub, via Felice Cavallotti; Altaluna, vicolo Montebello; El Curandero, via Ricasoli; Musicando, via Guglielmo Marconi; Discoteca Il Tinello verso Campo nell’Elba per la strada verso Portoferraio.

Molti i ristoranti sempre attorno alla zona di piazza Matteotti, viale Europa, via XXV aprile. Tamata è in via Cesare Battisti; La Fenice, presso la banchina IV novembre; La Botte Gaia, viale Europa.

Da non perdere, La Piccola Miniera, la fedele ricostruzione di una antica miniera dell'isola d'Elba realizzata dall'ex minatore elbano Emilio Giacomelli: si tratta di un itinerario sotterraneo (da percorrere in trenino) di 250 metri, con grotte impreziosite da stalattiti e stalagmiti, carrelli e attrezzature che si usavano per l'attività mineraria. C’è anche un museo in cui conoscere i minerali tipici dell’isola (ci si arriva lungo la strada provinciale in direzione per Rio Marina a soli 500 metri dal centro storico).

Immancabile poi la visita al Santuario della Madonna di Monserrato, situato entro una stretta vallata a circa tre chilometri dal centro di Porto Azzurro. La sua costruzione risale ai primi anni del 1600, voluta dal governatore spagnolo Josè Pons, per ricordare il celebre santuario omonimo nei pressi di Barcellona e all’interno c’è pure una Madonna nera, copia di quella più celebre catalana. Mentre l’interno del santuario è ispirato al barocco iberico, l’esterno è meravigliosamente caratterizzato dal paesaggio aspro, roccioso e dalla florida vegetazione, tipico di questa zona.  Lungo la strada si fa anche un incontro speciale, il Pino di Monserrato, anche detto Pinone, oltre 300 anni di vita, altezza di 18 metri, circonferenza del tronco di 5 e della chioma di ben 30 metri.

Per arrivare a Porto Azzurro bisogna prendere dal porto di imbarco di Piombino (raggiungibile con l’autostrada A12 Genova-Livorno, uscita Rosignano o le strade a scorrimento veloce fino a Piombino Marittima) uno dei traghetti delle due compagnie marittime, Toremar e Moby Lines. Le partenze sono in genere ogni ora in inverno e ogni 30 minuti d’estate, ci si mette circa un’ora per l’attracco.

Se non si ha un mezzo proprio, si può girare con i mezzi pubblici regolari, gestiti dalla CTT, Compagnia Toscana Trasporti, affiancati da giugno a settembre con i servizi Marebus che garantiscono il collegamento con le spiagge.

È disponibile anche l'ELBACARD BUS, che consente la libera circolazione su tutte le linee CTT dell'Isola d'Elba sia urbane che extraurbane per la validità di uno o sette giorni consecutivi. I capolinea sono a Portoferraio.

 

 

 

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