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Monzambano: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Monzambano è un comune che sorge a sud del Lago di Garda presso alcune colline moreniche (ovvero costituite da accumulo di sedimenti e detriti rocciosi trasportati da un ghiacciaio), all'interno di un'area collinare più vasta nota col nome di Alto Mantovano: una zona geografica che si sviluppa tra la provincia di Mantova e quelle vicine di Brescia e Verona, storicamente dedita all'agricoltura.

La struttura architettonica più rappresentativa di Monzambano è il Complesso di San Michele, un insieme di edifici che caratterizza il piccolo borgo sin dai tempi più antichi e che è costituito innanzitutto da un castello ed una chiesa consacrata all'Arcangelo Michele. Quest'ultima esiste almeno a partire dal 1400, ma è stata ricostruita ed ampliata durante il XVIII secolo, più precisamente tra il 1743 ed il 1777, come ben dimostrato da una facciata che rimanda in maniera evidente alla fantasia e alla creatività tipiche dello stile barocco, nonostante siano riscontrabili anche alcuni richiami al neoclassicismo, ad esempio osservando l'alto basamento o il timpano triangolare.

All'interno la chiesa presenta una struttura a navata unica (al tempo nota come "predicatoria"), con volto a botte sostenuto da cappelle a forma di nicchie che fungono da contrafforte. Ai lati della navata sono collocate sei cappelle con diversi altari dedicati al Crocifisso, alla Vergine e a diversi santi, oltre che impreziositi da svariate opere d'arte del periodo.

Come già accennato, accanto alla chiesa sorge il Castello di Monzambano, un'antica roccaforte situata su un'altura che sovrasta il centro del borgo e che ancora oggi conserva inalterato il proprio impianto urbanistico.

L'edificio è databile attorno all'XI secolo e con ogni probabilità è nato per difendere la popolazione dalle invasioni barbariche; nel corso dei secoli è appartenuto a diverse famiglie nobiliari del posto, prima di passare sotto il controllo diretto della Repubblica di Venezia a partire dal 1495 e, infine, tornare sotto Mantova in età napoleonica.

Un altro luogo fortemente legato alla storia di Monzambano ed alla sua capacità di difendersi dalle invasioni straniere è il Ponte dei Carabinieri, una struttura famosa per avere fatto da teatro ad una delle più importanti vittorie portate a casa dalle truppe locali: nel corso della Terza guerra di indipendenza (precisamente in data 24 giugno 1866) le truppe austriache invasero il comune, ma la fanteria e la cavalleria guidate dal generale Giuseppe Salvatore Pianell respinsero l'offensiva, salvaguardando l'indipendenza del territorio.

Il paesaggio di Monzambano è ricco di viti ed ulivi che crescono forti e rigogliosi grazie ad un clima piuttosto mite e non a caso il comune ha ottenuto sia il titolo di "Città del vino" che quello di "Città dell'olio". Più in generale l’intera area dell’Alto Mantovano è un vero e proprio scrigno che racchiude decine e decine di prodotti tipici assolutamente deliziosi ed entrati nell'arte culinaria locale. Da queste parti il pilastro della tavola è senza ombra di dubbio il maiale, di cui non si butta davvero niente e da cui si confezionano affettati di assoluta qualità quali il cotechino, il prosciutto crudo, la pancetta ed ovviamente il salame mantovano.

Altrettanto degna di nota la produzione di formaggio Grana Padano, che è diffusa in maniera capillare in tutta l'area circostante Monzambano. Se parliamo di pasta dobbiamo citare per lo meno le fuiàde (ovvero le tagliatelle) asciutte o in brodo ed i bìgoi, un tipo di spaghetto molto robusto per via dell'alto numero di uova utilizzato per la sua preparazione.

Il luccio è il pesce d'acqua dolce perfetto per entrare in sintonia con la tradizione locale e viene servito accompagnato da una salsa e da polenta fresca, morbida o abbrustolita. Per finire i dolci: tra i più famosi citiamo il sùgol, ovvero una crema dolce fata con farina di grano e le chisòle, ovvero le schiacciate, preparate con strutto fresco soprattutto in occasione della Festa di Sant'Antonio in data 17 gennaio.

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