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Isola di Favignana: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Favignana è la più grande delle isole Egadi e nel piccolo paese, raccolto intorno al porto, si trovano alcune interessanti costruzioni, chiese barocche e la Palazzina Florio. Questo arcipelago era noto fin dai tempi dei Fenici per la cruenta mattanza dei tonni ed a Favignana era presente il più grande stabilimento per la lavorazione del pesce di tutto il Mediterraneo.

Gran parte del territorio è formato da una particolare roccia, definita erroneamente tufo, che veniva utilizzata nella costruzione di edifici, come testimoniano le profonde cave tutt’ora visibili fino in riva al mare. Le coste sono ricche di anfratti, calette, grotte e località balneari che la rendono una meta ambita dagli amanti delle immersioni.

Cosa vedere a Favignana? Ecco cosa fare una settimana a Favignana: 10 luoghi da non perdere!

Cosa vedere a Favignana: Cala Rossa

1) Le spiagge e la costa

La principale risorsa di tutto l’arcipelago delle Egadi ed in particolare di Favignana, sono le spiagge. Su quest’isola, però, a differenza delle altre, la maggior parte delle coste sono balneabili perché permettono un comodo accesso da terra ed offrono la possibilità di godersi il meraviglioso mare, ammirando le variegate forme di vita. Si può affermare tranquillamente che ognuno può trovare la spiaggia che corrisponde al proprio gusto ed alle proprie esigenze. Vediamo qualche dettaglio. Le famiglie con bambini anche molto piccoli hanno a loro disposizione piccole spiagge di sabbia, nella zona dei Calamoni; il fondale è basso e degrada lentamente, quindi è perfetto per giochi e nuotate tranquille. In alternativa ci sono Cala Azzurra, Marosolo e Cala Burrone, la spiaggia più grande dell’isola.

Chi vuole fare snorkeling o immergersi per scoprire i fondali deve andare, invece, verso la Galeotta uno scoglio ricco di polpi, murene e saraghi, facile da raggiungere e che rappresenta un’immersione poco impegnativa esattamente come a Cala Rotonda, dove si trova una grotta particolarmente interessante. Riservata ai sub esperti, invece, è la Secca del Toro dove lo spettacolo naturale è magnifico ma sono presenti correnti che possono diventare pericolose ed è necessario conoscere bene la zona o farsi accompagnare. Si possono ammirare gorgonie, aragoste astici e moltissimi pesci, anche rari. Chi non ama la confusione può cercare una cala più appartata che, su quest’isola, non manca di certo. Punta Faraglioni, Cala del Pozzo e Punta Sottile rappresentano i luoghi migliori e meno frequentati. Facendo un tour in barca si possono ammirare varie grotte, come quella Azzurra, la Grotta degli Innamorati e la Grotta dei Sospiri, dove è possibile ascoltare suoni curiosi creati dal vento. Per i tuffi, le zone più adatte sono Punta Fanfalo, Bue Marino e Scalo Cavallo.

2) Castello di Santa Caterina

Sull’unico rilievo dell’isola, a circa 314 metri di altezza, si trova la fortezza di Santa Caterina, un bellissimo luogo dal quale ammirare non solo tutta l’isola, ma anche la costa trapanese, Marettimo, Levanzo e le altre isole dell’arcipelago. Sembra che il castello sia stato edificato nella seconda metà del Cinquecento anche se probabilmente erano già presenti dei nuclei precedenti, probabilmente di epoca bizantina. La struttura originaria è stata più volte descritta in alcuni documenti dell’epoca o di epoche immediatamente successive che la descrivono come una costruzione formata da una torre verso la costa siciliana, un muro merlato ed una seconda torre; era possibile accedere al castello attraverso un ponte levatoio su un fossato, posto a nord. I Borboni lo usavano come carcere e così, quando lasciarono Favignana, i loro oppositori entrarono nel castello e distrussero tutto ciò che ricordava tale uso. Quando Garibaldi arrivò a Palermo, ai cittadini fu chiesto di issare la bandiera italiana proprio sul castello, il punto più alto dell’isola. Per molto tempo fu usata come stazione semaforica e poi, nel 1969 fu totalmente abbandonata. Ora, purtroppo, si trova in uno stato di totale abbandono.

3) Palazzo Florio

Era la residenza estiva della famiglia Florio e vi si ospitavano personaggi illustri che arrivavano sull’isola in occasione di particolari eventi. Il palazzo, che si affaccia sul molo, è stato edificato nel 1878 e presenta un bellissimo stile liberty, perfettamente integrato con quello neoclassico realizzato su progetto dell’architetto Damiani Almeyda. Anche gli arredi interni rispecchiano lo stile dell’edificio, rendendolo elegante ed al tempo stesso austero. Fu da sempre un luogo importante per la famiglia ed i suoi ospiti, che amavano intrattenersi a Favignana non solo in estate ma anche nel corso dell’anno. I sotterranei del palazzo conducevano ad un vicino edificio, I Pretti, che ora è un hotel e che in origine ospitava le cucine, la servitù e le scuderie della famiglia. Palazzo Florio, che è sede del Consiglio Comunale, della Biblioteca e di un info point turistico, è visitabile solo in parte ed a volte ospita mostre temporanee.

4) Giardini Ipogei e cave di tufo

Chiunque intraprenda un tour dell’isola, magari a bordo di uno scooter o di una bicicletta, sarà incuriosito, prima o poi, dalle profonde ferite che si aprono nel cuore del suo territorio. Testimonianza di quanto sia stata importante la calcarenite, un tipo di pietra a grana fine, chiara, compatta, porosa e particolarmente adatta in costruzione. Viene chiamata erroneamente tufo, ma non è di origine vulcanica poiché si è formata dal lento decadimento di microrganismi marini. Un tempo queste cave erano, insieme alla tonnara, la principale fonte economica di Favignana; poi vennero lentamente abbandonate per la concorrenza da parte di Marsala e l’oggettiva difficoltà nell’estrazione e nel trasporto.

Così, le cave abbandonate furono lentamente riconvertite dagli abitanti in orti e giardini ipogei molto pittoreschi e ben curati, che si sono sviluppati grazie alla protezione delle rocce circostanti, riparati dai venti e dalla troppa calura. Passeggiando per l’isola si possono ammirare queste "serre naturali" dove si sviluppano rigogliosi ortaggi ed alberi da frutta che contrastano in modo curioso con il terreno brullo che caratterizza il territorio. I giardini ipogei di Favignana, con il tempo sono diventati, forse anche per caso, un’attrazione dell’isola. Fra i souvenir da portar via ci sono anche le creazioni in tufo realizzate dagli artigiani locali.

5) Ex stabilimento Florio e Museo

Lo stabilimento Florio per la lavorazione del tonno, che per anni è stato il centro economico di Favignana, è ora uno splendido esempio di archeologia industriale. Per molto tempo esso fu il più importante centro per la trasformazione del tonno di tutto il Mediterraneo, costruito da Ignazio Florio verso la metà dell’Ottocento ed in funzione fino agli anni Settanta del secolo scorso, quando l’attività cessò definitivamente. La famiglia Florio fu profondamente legata a questo arcipelago, basti pensare alle tante testimonianze lasciate sull’isola, come la Villa e l’imponente statua del capostipite presente nella piazza principale. Una visita all’ex-stabilimento è fondamentale per comprendere l’essenza stessa di Favignana e, del resto, esso non può nemmeno passare inosservato, visti i suoi 32.000 mq fra magazzini, spogliatoi, uffici, officine, falegnamerie, ricoveri per le barche e forni per la cottura del tonno.

Nel Settanta lo stabilimento fu abbandonato e passò di proprietà alla Regione Sicilia, rimanendo abbandonato fino al 2003, quando iniziò il restauro. Dal 2009 è stato aperto un bellissimo spazio espositivo che ospita reperti archeologici ritrovati sulle isole ed appartenenti a varie epoche storiche ed un’ampia sezione dedicata al periodo Florio, con fotografie originali, filmati, pannelli didattici sulla pesca del tonno e sulle tecniche della mattanza. Il museo è aperto dalle 10 alle 13.30 e dalle 17 alle 23,30; nel mese di agosto ci sono visite guidate, il prezzo del biglietto è di 4 euro mentre l’ingresso è gratuito fino ai 18 anni.

6) Camparia

Si trova sul porto e fa parte dello stabilimento Florio, in quanto della Camparia fanno parte l’insieme di locali ubicati a terra e composti da quattro ambienti: il deposito delle reti, l’arsenale, il deposito dei cavi ed un grande piazzale adibito a vari macchinari, comprese le gru per sollevare le grandi ancore. Filippo La Porta ne ha firmato il progetto ed essa è caratterizzata da un’architettura imponente nella quale spiccano i mattoni rossi. Anche la Camparia fa parte di quell’archeologia industriale così interessante per la storia economica e di costume dell’isola di Favignana.

7) Marettimo e Levanzo

Durante una vacanza a Favignana, non si può che organizzare un tour per conoscere anche le altre due isole dell’arcipelago, Marettimo e Levanzo, due perle incastonate in un mare turchese. Per raggiungerle si può utilizzare il regolare servizio di traghetti ed aliscafi oppure prendere parte ad una delle escursioni organizzate dalle agenzie locali. Marettimo è l’isola più selvaggia ed incontaminata delle tre, preferita dagli amanti delle immersioni per la sua straordinaria bellezza e l’unicità dei fondali. Molte le grotte che si aprono sulle pareti a picco sul mare; fra queste vi sono, ad esempio, la Grotta del Presepe, la Grotta della Bombarda e quella del Cammello.

Arrivando a Levanzo si è accolti da un pittoresco borgo di pescatori, assolato e caratterizzato da case basse e bianche, piccole strade che si inerpicano verso l’alto e suggestivi panorami sul mare. Vale la pena farsi portare alla famosa Grotta del Genovese, dove si trovano interessanti graffiti risalenti al 9200 a.C. Attraverso i percorsi di trekking che attraversano l’isola, si giunge a due interessanti punti di osservazione, Cala Tramontana e Cala Dogana.

8) Grotta della Ucciria e Grotta del Pozzo

Con lo scooter o la bicicletta si può raggiungere la zona Faraglione a circa 7 chilometri dal paese, dove si apre la Grotta della Ucciria, forse sconosciuta ai più. La grotta appare formata da due aperture distinte: da quella di destra si ammira l’isola di Levanzo, mentre da quella di sinistra si scorge Marettimo. In essa furono ritrovati alcuni reperti fra i quali ossa e denti di animali, conchiglie e pietre affilate, segni che farebbero pensare alla presenza dell’uomo, probabilmente nel periodo tardo Paleolitico. Sempre in scooter, in bicicletta o con il bus n. 3 si arriva, invece, in località San Nicola, a meno di 2 chilometri dal centro abitato; qui si trova la Grotta del Pozzo che contiene una tomba punica e varie iscrizioni in alfabeto punico risalenti al IV-II secolo a.C. che indicano come la grotta fosse usata per scopi religiosi. Sono presenti anche due croci e la scritta S.Erasmo.

9) Architetture religiose in paese

Sull’isola sono presenti alcune chiese ed architetture religiose che potrebbe essere interessante visitare. Nel centro abitato si trova la Chiesa Matrice intitolata all’Immacolata Concezione e sorge proprio nella piazza principale. Fu costruita nella metà del Settecento su commissione del Marchese Pallavicini. La facciata ha un portale in legno con decori barocchi ed una vetrata che riprende l’immagine dell’Immacolata presente sull’altare maggiore; la forma della chiesa è a croce latina con una navata unica lunga circa 33 metri. La chiesa di Sant’Anna è nell’omonima piazza del paese e sembra risalire alla metà del 1600 circa, anche se potrebbe essere più antica. Essa fu particolarmente importante per i militari di stanza al Forte San Giacomo che ne ebbero l’uso a partire dal 1746, come dimostrato da un atto di cessione.

10) Madonna della Piana

A circa 2 chilometri dal centro abitato, raggiungibile con bici, scooter o bus n.3, si trova la Chiesa della Madonna della Piana, fondata dai militari intorno ai primi del Seicento. Fu eretta per permettere il pellegrinaggio dal paese verso la chiesa al di fuori di esso, come avveniva a Trapani presso il Santuario della Vergine, tant’è che le due statue erano molto simili; tale scultura, però, fu sostituita nel 1954, poiché l’originale era ormai malridotta, con un ex voto realizzato in pietra. Poiché l’originaria statua fu distrutta contro il volere degli abitanti, questi ne recuperarono la testa ponendola in una nicchia.

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