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Cosa visitare a Corinaldo  

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Panoramica per visitare Corinaldo al meglio

Il bel paese di Corinaldo, patria di Santa Maria Goretti e uno dei più apprezzati comuni italiani dal punto di vista paesaggistico e artistico (tanto che è stato ufficialmente nominato il Borgo più bello d’Italia nel 2007), si trovava durante il Medioevo e il Rinascimento tra la Marca di Ancona e lo Stato di Urbino, e oggi fa parte della provincia anconetana.

Parlare di Corinaldo significa parlare, prima di tutto, delle sue straordinarie mura, simbolo della città e suggestiva testimonianza di un lontano passato. Sono lunghe quasi un chilometro (per l’esattezza 912 metri) e sono le più imponenti e grandiose di tutte le Marche, perfettamente conservate e pressoché intatte.

Già loro sono il primo motivo di attrattiva di questo pittoresco borgo, e possono essere percorse con una suggestiva passeggiata guidata per tutta la loro lunghezza, senza interruzioni: un itinerario perso nel tempo che consente di ammirare anche il susseguirsi ordinato e possente di torri di difesa, baluardi, camminamenti di ronda.

Il punto probabilmente più interessante da questo punto di vista è Porta San Giovanni, dove ancora si possono vedere tutti gli elementi originali che erano stati messi a punto per scoraggiare eventuali assedi e per difendersi, come beccatelli, merlature ghibelline, archibugiere, saettiere e così via. L’altro simbolo della città è la bellissima Piaggia, scalinata di cento gradini che forma la spina dorsale del borgo vecchio, e sulla quale si affacciano antichi palazzi nobiliari e bellissime chiese medievali.

Nel diciasettesimo e diciottesimo secolo, Corinaldo fu una città importante anche dal punto di vista della produzione artistica, in particolare per la presenza di due insigni personalità: Gaetano Antonio Callido, celebre organista, e il pittore Claudio Ridolfi, che morì proprio a Corinaldo. Tra gli edifici pubblici di maggior pregio da visitare c’è prima di tutto il neoclassico Palazzo Comunale.

Molto bello anche l’albergo ricavato nell’ex Convento degli Agostiniani, e più tardo (dopo la metà del diciannovesimo secolo) è il Teatro Comunale Goldoni. La casa più vecchia del borgo, invece, è detta Casa del Trecento.

Le chiese più belle sono invece la Collegiata di San Francesco, duecentesca ma rimaneggiata poi nel Settecento, la Chiesa del Suffragio, con dipinti di Carlo Ridolfi, e il Santuario Diocesano di Santa Maria Goretti, con tanto di ex monastero che oggi ospita la Biblioteca comunale e la Sala del costume; qui un tempo si trovava l’antica Chiesa medievale di San Nicolò, poi inglobata dalla nuova struttura. Molto bello l’organo del Callido che si può trovare nella chiesa, risalente al 1767, e dello stesso organista si può trovare un pezzo anche nella Chiesa della Madonna Addolorata, nella cantoria.

Curiosa la storia del cedro dell’Himalaya che campeggia in piazza San Pietro: a quanto sembra, infatti, venne piantato da un anticlericale dopo il crollo della chiesa che dava il nome alla piazza, demolita perché pericolante, così che non fossero costruiti al suo posto nuovi edifici religiosi. Corinaldo è anche ricca di torri, che contribuiscono a conferirle il tipico panorama da borgo medievale: le più importanti sono quella dello Scorticatore, quella del Calcinaro e quella del Mangano, che prendono i loro curiosi nomi dai mestieri praticati da chi in tempi medievali lì viveva.

Per quanto riguarda la vita notturna, non si può dire che Corinaldo, essendo un piccolo borgo, sia un comune particolarmente vivace, tranne in un periodo ben specifico dell’anno: Halloween, che a Corinaldo ha un’importanza particolare, tanto da essere definita la capitale italiana di quest’antica festa di origine celtica. I giorni intorno al 1° novembre vedono il paese popolarsi di luci e decorazioni, con le taverne del borgo che rimangono aperte fino a tardi offrendo prodotti tipici e dolci a tema, con tanti spettacoli e il concorso di Miss Strega.

L’altra occasione in cui Corinaldo è più animata è naturalmente la Contesa del Pozzo della polenta, il terzo fine settimana di luglio.

Nei dintorni di Corinaldo non mancano location interessanti da visitare. A pochi chilometri dal centro si trova infatti quanto rimane dell’antica città romana di Suasa, con bellissimi pavimenti a mosaico e la Basilica paleocristiana di Santa Maria in Portuno. Il relativo Museo archeologico si trova a Castellone di Suasa, in quello che un tempo era il palazzo della duchessa Livia Della Rovere; notevoli, in particolare, gli affreschi parietali che sono stati recuperati dalla villa dei Coeidii.

Gli amanti del verde troveranno ristoro presso il Parco delle Fonti, in prossimità di un grande lavatoio pubblico costruito verso la metà del Seicento; qui c’è anche un’area di giochi per bambini e una pista di pattinaggio, e durante tutto l’anno (in particolare in estate, quando non mancano mai le manifestazioni) si tratta del polmone verde più frequentato sia dagli abitanti di Corinaldo, sia dai turisti. Da ricordare anche il parco Selva di Boccalupo, detto anche parco dell’ex geofisico perché nel 1952 venne fondato come osservatorio dell’Istituto Nazionale di Geofisica di Roma: ora vi si trovano un maneggio, vari parcheggi, giochi per bambini. Ogni anno il parco Selva di Boccalupo si riempie di gente in particolare in occasione della festa del 1° maggio e per le manifestazioni estive che attirano più persone.

Arrivare a Corinaldo non è difficile. Per chi sceglie l’aereo, lo scalo più vicino è quello di Ancona/Falconara, che si trova a meno di 40 chilometri di distanza; Corinaldo non ha una sua stazione ferroviaria ma è possibile fare sosta presso quella di Senigallia, a circa 20 chilometri. Sulla A 14 le uscite di riferimento, per chi invece arriva in auto, sono quelle di Senigallia o di Marotta/Mondolfo.

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