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Castiglione d'Orcia: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Castiglione d'Orcia è un comune della provincia di Siena che si posiziona nel cuore della Val d'Orcia, più precisamente nella zona in cui una strada storica quale la Statale Via Cassia passa alle pendici del monte Amiata. Un borgo montano (l'altitudine media è di 540 metri al di sopra del livello del mare) caratterizzato da estati temperate, nonostante le piogge significative, ed inverni tutt'altro che glaciali.

Si tratta di un piccolo comune animato da diverse frazioni che contano poche decine di abitanti, che però è caratterizzato da diversi scenari e/o architetture capaci di mozzare il fiato. Basti pensare che la Val d'Orcia (segnatamente il territorio comunale di Castiglione, quello di Montalcino, quelli di Pienza, Radicofani e San Quirico d'Orcia) è stata recentemente insignita dall'UNESCO della qualifica di Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Il monumento più celebre e rappresentativo di Castiglione d'Orcia è senza ombra di dubbio la Rocca di Tentennano, un edificio il cui nome appartiene alla leggenda: "Tinia" è infatti il nome etrusco con cui veniva indicato "Giove" e potrebbe fare riferimento sia a dei fulmini scagliati sullo sperone roccioso che la ospita, sia alla presenza di un antico santuario dedicato al re degli Dèi.

Detto ciò la costruzione della Rocca viene attribuita alla famiglia Aldobrandeschi e datata tra il 1100 ed il 1200 dopo Cristo; durante il XIV secolo sembra abbia ospitato Santa Caterina da Siena per qualche mese, mentre durante il XVI secolo fu teatro di durissimi scontri tra senesi e fiorentini. Un altra rocca degna di essere visitata è quella Aldobrandesca, che sorge proprio sulla sommità di Castiglione d'orcia, in una posizione tale che le permette quasi di "guardare" quella di Tentennano.

Parlando invece di architetture sacre vale la pena di citare quanto meno la Chiesa di Santa Maria Maddalena, un edificio sacro ad unica navata che presenta caratteri romanici, e la Pieve dei Santi Stefano e Degna: costruita durante il XVI secolo, è caratterizzata da una facciata con quattro lesene (due larghe ed angolari ai lati, due più piccole al centro) ed un portale abbastanza esemplificativo dello stile architettonico senese del periodo. La Pieve è nota anche per gli affreschi che custodisce al suo interno, tra cui spicca una grande tavola di Giovanni di Bartolo raffigurante la Madonna in trono col Bambino e santi.

 Parlare di Castiglione d'Orcia significa anche parlare delle diverse micro frazioni che il comune comprende. Località di dimensioni davvero ridotte, che però presentano bellezze degne di nota. Tra queste innanzitutto la già citata Rocca d'Orcia: si tratta della frazione a cui formalmente appartiene la Rocca di Tentennano e le sue strade sono un vero e proprio museo all'aria aperta. Il gioiello di questa frazione è con ogni probabilità la Piazza della Cisterna, caratterizzata da un pozzo centrale (che mostra gli stemmi locali scolpiti nelle riquadrature) e da antiche fattorie lungo le sue estremità.

Un altro del luogo da scoprire è la Chiesa della Madonna delle Grazie di Manno, un edificio ristrutturato nei primi anni del Novecento, ma che conserva il complesso in legno intagliato originale al suo interno (coro e tabernacolo riferibili attorno alla metà del 1500).

Rimanendo in tema di edifici sacri basta spostarsi a Campiglia d'Orcia per scoprire la splendida Chiesa di San Biagio, che fu consacrata nel 1648 per poi venire ricostruita nel 1795. Oggi presenta tre navate ed un altare maggiore di evidente stile settecentesco ed ospita importanti dipinti tra cui una Madonna del Carmine del XVIII secolo ed una Madonna col bambino che consegna le chiavi a San Pietro attribuita al pittore Sebastiano Folli.

Campiglia d'Orcia è anche nota per uno degli appuntamenti più caratteristici del comune di Castiglione, ovvero la "Festa del Marrone", che si svolge ogni ultima domenica di ottobre dal 1978. Si tratta di un insieme di sfide e rievocazioni storico culturali che vedono in campo i tre rioni locali (Agitati, Borgassero, Dentro) e che sono incentrate attorno alla castagna, un alimento che ha sempre avuto (e continua ad avere) grossa importanza nella vita del paese.

Sempre durante il mese di ottobre la vicina frazione di Vivo d'Orcia ospita la Sagra del Fungo e della Castagna, un evento che, grazie alla qualità delle materie prime che propone, richiama ospiti e turisti provenienti da tutta la regione. Per il resto Vivo d'Orcia è il borgo più alto di tutto il comprensorio amiatino, con un'altitudine media di 930 metri sopra il livello del mare ed è nota soprattutto per l'Ermicciolo, un piccolo romitorio intitolato a San Benedetto edificato durante l'XI secolo ed abitato a lungo dai monaci Camaldolesi.

Un'ultima menzione per altre due delle frazioni di Castiglione d'Orcia ed alcune delle loro caratteristiche più interessanti. Gallina si sviluppa lungo il corso del torrente Vellora ed è nota, oltre che per alcuni suoi edifici religiosi e per alcune fattorie fortificate che sembra abbiano ospitato San Francesco d'Assisi, per l'evento fieristico "Valdorcia in fiera": un appuntamento annuale che va in scena ogni terzo fine settimana di maggio, dedicato ai settori agricolo ed alimentare, durante il quale diverso espositori del territorio presentano la propria produzione (si va dai mezzi meccanici ai prodotti enogastronomici).

Resta infine Bagni San Filippo, che prende il suo nome da un altro santo (per l'appunto San Filippo Benizi, che sembra si sia fermato qui in eremitaggio nel 1269) e che è nota soprattutto come località termale, soprattutto grazie alla presenza di depositi calcarei che formano cascatelle e strutture di un bianco cristallino grazie al carbonato di calcio.

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