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Nicosia: la guida completa e aggiornata  

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Più di 10mila abitanti nel cuore della Trinacria, antica terra di Sicilia, Nicosia, provincia di Enna, nella cornice naturale dei Monti Nebrodi, con una grande varietà di paesaggio e vegetazione e la presenza di diverse aree protette, fino a 1550 metri di altitudine, in un panorama costituito da faggi, roverelle, lecci e laghetti.

Nicosia, definita città di montagna, è stata costruita su quattro colli, a poco più di 700 metri di altezza, ed è caratterizzata da un clima decisamente mite, anche se può accadere che in inverno, rigido e piovoso, si possa scendere sotto lo zero. L’estate non è eccessivamente calda, con temperature che superano i 31°C nel mese di agosto.

Probabilmente Nicosia è di origine bizantina, come mostrano documenti certi, anche se di sicuro esisteva un abitato ben prima di questa dominazione. Quando qui arrivarono gli Arabi, attratti dal clima e dal paesaggio, la città divenne uno dei centri fortificati della zona.

Al tempo dei Normanni, il luogo fu popolato da genti lombarde-piemontesi che regalarono alla città un particolare dialetto gallo-italico, tuttora parlato dagli adulti. Con l’arrivo degli Svevi, Nicosia continuò ad acquisire un certo prestigio, tanto che l’imperatore Federico II la insignì nel 1209 del titolo di Civitas Costantissima, arricchendola di monumenti artistici. Del resto, era già città demaniale dal XII secolo, un lustro che proseguì con la dominazione spagnola; nel 1535 fu persino visitata dal re Carlo V. Nel corso dei secoli si arricchì di chiese, conventi, palazzi gentilizi. Nel 1700, ad esempio, Nicosia era abitata da ventiquattro baroni, due marchesi, un conte, più di duecento famiglie nobili, il che decretò uno sviluppo edilizio nobiliare notevole e, motivo per cui, da allora Nicosia è chiamata anche "città dei 24 baroni". Con i Borbone divenne sede vescovile e con il nuovo Regno d’Italia passò dalla provincia di Catania a quella di Enna.

L’economia della città si divide tra attività agricola, con la produzione di cereali, frumento, frutta, uva, ulivi, allevamento e industria prevalentemente di trasformazione alimentare e tessile. Buono l’artigianato relativo alla lavorazione del legno, interessante lo sviluppo turistico, in parte artistico-storico, in parte naturalistico.

Tra gli eventi di Nicosia, molta gente è richiamata dalle celebrazioni in tempo di Pasqua. La domenica, in particolare, a mezzogiorno in punto, in piazza Garibaldi, si svolge "U Scronto tra il Cristo Risorto e la Madonna", provenienti da strade diverse e accompagnate in processione da confraternite e banda musicale. Il lunedì dell’angelo si tiene la Festa di San Michele Arcangelo, durante la quale si effettuano tre tipi di cuccagna, la classica con palo, con corda e a cavallo. Sia a Pasqua sia a Natale si tiene la Casazza, una serie di rappresentazioni sacre in costume che si basano su antichi testi. Per il Corpus domini grande ritrovo di tutte le confraternite cittadine.

A cavallo tra maggio e giugno, si tengono due giornate dedicate alla Festa di San Francesco e alla Sagra dei maccheroni fatti in casa. La prima domenica di giugno via all’Infiorata lungo via Li Volsi. In genere, a luglio, si svolge la festa della montagna, ovvero Campanito in Festa, per ricordare il patrimonio naturalistico delle Riserve Orientate Naturalistiche di Monte Campanito-Sambughetti e di Monte Altesina, con mostra-mercato artigianale e di prodotti tipici. Questi giorni coincidono con la Sagra del nocattolo e pizziddate, dolci della zona di Nicosia. La seconda domenica di agosto si svolge il corteo storico "Carlo V visita Nicosia", sfilata in costume, sbandieratori, musicisti, falconieri, trampolieri, giocolieri del fuoco e cavalieri. L’ultima domenica fi agosto, si omaggia il compatrono della città, San Felice da Nicosia.

Altri eventi a cui sono particolarmente legati gli abitanti della città di Nicosia sono, innanzitutto il corteo che si tiene il terzo venerdì di novembre in occasione della Festa del Ringraziamento (da non confendere con la festa americana) presso il quartiere di Santa Maria Maggiore, invaso da trattori e animali, con la processione e la benedizione dei lavori agricoli, in ricordo della liberazione dalla peste, avvenuta il 20 novembre 1626; il 6 dicembre si festeggia il patrono di Nicosia, San Nicola di Bari. Dal 21 dicembre al 6 gennaio, Natale a Nicosia, presepi artigianali, presepe vivente presso l’orto dei frati minori cappuccini e giochi sotto l’albero.

Nicosia è la città del nocattolo, dolce con pastafrolla di base ricoperto di pasta di mandorle aromatizzato da cannella e spolverato di zucchero. Altro dolce tipico di Nicosia i pizziddate, dolci natalizi di pasta con ripieno di fichi, vino cotto, uva passa e vaniglia. Apprezzatissimi anche i mostazzole, dolci di forma allungata con vino cotto, mandorle a pezzi e cannella.

Tra i primi piatti, da ricordare i maccheroni al sugo di coniglio, la pasta ca moddega (mollica di pane raffermo), pasta con sarde, broccoletti e mollica tostata; ancora, la pasta con la ricotta fresca, la pasta ncasciada, cioè maccheroncini con tritato di carne suina e vaccina, formaggio pecorino fresco, sia a dadini che grattugiato. Apprezzato, inoltre, il risotto con le ossa di maiale e broccoletti.

Tra i secondi piatti, a picciotta, polenta a base di farina di cicerchie, broccoletti, lardo, pancetta o ciccioli di salsiccia, servita con fettine di pane abbrustolito, a ventre; trippa al sugo con patate, coniglio alla cacciatora, cucinato con olive bianche, sedano, zucchero, aceto, prezzemolo e formaggio pecorino grattugiato. E per finire, il cosciotto d’agnello ripieno di aglio e prezzemolo, cucinato nel vino.

Da qualche anno al patrono di Nicosia, San Nicola di Bari, si è aggiunto un coprotagonista, cioè San Felice da Nicosia, ovvero Filippo Giacomo Amoroso, frate cappuccino vissuto nel 1700 e canonizzato nel 2005 da papa Benedetto XVI.

Il nome della città di Nicosia è di origine greco-bizantina e potrebbe significare la "città di San Nicola".

Nicosia non solo ha una posizione geografica che la rende bella nel paesaggio e salubre, grazie alla sua aria sopraffina, ma può contare su un patrimonio artistico d’eccellenza, dovuto al passaggio delle diverse popolazioni che sono passate di qui, regalandole nel tempo un’atmosfera rustica e chic allo stesso tempo, dove il Medioevo si unisce all’età barocca e agli edifici ottocenteschi in uno scenario naturalistico di assoluto effetto.

Prefisso:
0935
Fuso Orario:
UTC+1
Nome Abitanti:
Nicosiani
Patrono:
Felice di Nicosia
Giorno Festivo:
06 dicembre
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Recensioni Nicosia

Giuseppe Santoro
Livello 9     1 Trofeo    Viaggia: In coppia
Voto complessivo 9
Guida generale : Piccola Città d'arte della Provincia di Enna, si adagia su 4 colli che le conferiscono un andamento sinuoso e seducente, ricco di storia, architettura, cultura. “Città di S. Nicolò”, è di origine bizantina. Tra le nevi e i boschi delle... vedi tutto Madonie e dei Nebrodi, si insinua un meraviglioso territorio collinare. La Cattedrale conserva un prezioso ed unico tetto ligneo del 1300, splendido esempio della produzione figurativa siciliana policroma con soggetti alquanto diversi.Una esplosione di bellissimi affreschi del fiammingo Guglielmo Borremans, del nicosiano Filippo Randazzo, di Pietro Novelli ed altri, impreziosiscono le chiese. La visita dell’Imperatore Carlo V nel 1535 è testimoniata dal trono ligneo conservato nella Basilica si S.Maria Maggiore. Un impareggiabile tetto ligneo a cassettoni rende uno scrigno d’arte la chiesa di S. Calogero. Nel cuore della città sorprende la sobria ed elegante piazza Garibaldi, quadrangolo di pregevole architettura con la Cattedrale, che offre la superba torre campanaria a tre piani e il raffinato portico, il palazzo municipale e i palazzetti aristocratici che quasi abbracciano la fontana centrale. E’ interessante percorrere le strette vie abbellite da scorci suggestivi e raggiungere i punti più alti dei quattro colli e far correre lo sguardo sui caldi coppi dei tetti, sfiorare le vetuste torri campanarie e volare sul vasto e rilassante panorama intorno per assaporare emozioni antiche. Intanto, nel dedalo delle viuzze, i profumi del buon pane, del sugo di coniglio selvatico che colora la pasta fresca, degli arrosti di carne, dei cannoli di ricotta montanara.
Da non perdere Cattedrale , Piazza Garibaldi , Basilica di Santa Maria
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