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Dolcè: la guida completa e aggiornata  

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E' la frazione più meridionale del Comune di Dolcè, sorge lungo il corso dell'Adige, poco prima del limite geografico nord-occidentale della Valpolicella, rappresentato dalla Chiusa di Ceraino. Fin dalla Preistoria zona di contatti tra popolazioni alpine e padane, il territorio di Volargne in età romana è interessato dal passaggio della via che risaliva la valle dell'Adige. Nei pressi della Chiusa , nel 101 a.C. le truppe romane del console Quinto Lutazio Catulo oppongono vana resistenza alle orde dei Cimbri, discesi dal Nord-Europa, che dilagano nella pianura. Volargne è citata per la prima volta in un documento del 1014. Dal 1291 rientra nei domini degli Scaligeri e dal 1311 al 1325 fa parte della Contea della Valpolicella affidata dall'imperatore Arrigo VII a Federico II della Scala. Col dominio veneziano Volargne viene compresa nel Vicariato della Valpolicella. Ai primi del Quattrocento risale il primitivo nucleo di Villa Del Bene. Nel Cinquecento Volargne, così come gli altri centri fluviali di Ponton, Arcè, Pescantina e Parona, si sviluppa come area portuale. Nei primi decenni del Seicento Volargne è uno dei centri più popolosi tra quelli che oggi fanno parte del comune di Dolcè. La grande peste del 1630 fa registrare 172 morti su un totale di 299 abitanti. Attorno al 1730, ai margini meridionali dell'abitato, viene edificata Villa Leoni. Col dominio napoleonico Volargne, assieme a Peri e Ossenigo fa parte del Comune di Dolcè. Territorio di confine deve subire le conseguenze delle numerose campagne contro gli Austriaci. Nel periodo austriaco (1814-1866) viene edificata la nuova parrocchiale di San Martino, che sostituisce la precedente chiesa risalente forse all'XI secolo. La moderna Volargne è frutto della ricostruzione avviata subito dopo il terribile bombardamento del 1944 che rase al suolo il paese.

Prefisso:
045
Fuso Orario:
UTC+1
Nome Abitanti:
dolceati
Patrono:
Lucia da Siracusa
Giorno Festivo:
13 dicembre
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Recensioni Dolcè

Miriam Laiti
Livello 41     6 Trofeo    Viaggia: In coppia, Con amici, Con la famiglia
Voto complessivo 7
Guida generale : La frazione di Volargne (il maggior centro del comune) nel suo piccolo non è povera di attrative. La principale è sicuramente Villa del Bene (via Villa del Bene), una villa cinquecentesca con affreschi del Brusaorzi, di Caroto e altri. La... vedi tutto villa è aperta al pubblico in determinati orari, ma si può comunque suonare e chiedere al custode se è possibile visitarla. Il parco adiacente purtroppo è privato ed in stato di semiabbandono. Vi è anche una villa settecentesca, Villa Leoni (ora Sandri, piazza Valentini 118), che però è privata. Ci si può accordare coi custodi per la visita. Tra le particolarità della villa, il salone ha un decoro del pavimento che segue l'andamento del viale esterno con cipressi (ben visibile dalle alture circostanti), il quale diventa più stretto in direzione sud. Se ben ricordo, nella vicina chiesetta di Sant'Elena, accessibile anche dal parco, non sembrano esserci le scale che conducono al campanile, ma in realtà esse sono nascoste in ciò che sembra un armadio.La parrocchiale di San Martino, quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale è ornata da stucchi di poco valore artistico, tuttavia nel tabernacolo dell'altare laterale di San Martino si nasconde una lastra con un'incisione (cinquecentesca? non ricordo) del Concilio di Trento. Inoltre in uno stanzino buio vicino alla Sagrestia sono visibili i resti di affreschi antichi sovrapposti. Quando la chiesa fu distrutta (nel 1944 un treno tedesco carico di tritolo fu bombardato dagli alleati che non sapevano cosa contenesse, lo scoppio provocò numerosi morti e distrusse mezzo paese), gli strati piu superficiali del muro si sgretolarono e rivelarono gli affreschi, il più antico è forse del Trecento (se ben ricordo). Per la visita sarà necessario chiedere al parroco, che risiede nella vicina parrocchia di Domegliara.All'inizio dell'area industriale di Volargne (marmi, graniti e agglomerati, con ditte tra le più importanti d'Italia), in via Sottomori, è visibile l'antica fornace per mattoni (fatta di mattoni ovviamente). Dai boschi di Sant'Ambrogio/Volargne scendevano vagoncini di legno carichi di argilla. Sempre in questa via (dietro villa Leoni) si nasconde un angolino caratteristico con vecchie case (via Custoza).Nonostante la zona industriale sia molto ampia, Volargne offre anche qualche attrattiva naturalistica. Da Villa del Bene una strada acciottolata conduce al fiume Adige. L'argine è naturale e non viene curato, perciò se la vegetazione non è troppo fitta è possibile passeggiarvi. In occasione dell'Adige Marathon spesso una parte viene ripulita, creando una spiaggetta di sabbia proprio sotto la villa. Poco a sud della Villa invece, sotto il parchetto pubblico, si trova il bar circolo Enal, sul quale è visibile il livello che l'acqua raggiunge durante le piene. Molto spesso il bar è stato completamente allagato.Attraversando la ferrovia (ad esempio grazie al sottopassaggio del cimitero), si si arriva su una stradina parallela alla ferrovia (via Sottosengia), in parte di ghiaia, in parte asfaltata, dove le auto passano raramente e la gente del luogo va a correre o a passeggiare. Seguendola in direzione sud, si giunge ad una casa con recinto (dove sostano a volte pecore o altri animali), con a fianco un sentiero. Questo sentiero porta ad ampio spiazzo nel bosco, chiamato "prato degli alpini", poichè una volta era usato dagli alpini per organizzare momenti conviviali. Ancora oggi è utilizzato per grigliate e scampagnate nei giorni di Pasquetta e Ferragosto. Sul lato orientale vi sono dei vecchi tavoli con panchine in pietra e diversi sentierini. Questi portano alla "lunga" fascia di falesie sopra il prato, sulle quali sono state ricavate diverse vie di arrampicata di livello medio-basso. Nella parete si aprono anche delle piccole grottine, la maggiore delle quali è stata spesso utilizzata come rifugio (la volta è annerita dal fumo). Nella fascia di bosco sopra le falesie, tra le spine sono nascoste una o più casettine di pietra. Non è raro incontrare arrampicatori, anche tedeschi, che però accedono al bosco dal sentiero che parte dall'agriturismo Cà Verde. Il sentiero arriva proprio all'inizio del prato, imboccandolo si passa su alcuni gradoni di roccia (le "Scalucciole") e si arriva poi su una piccola stradina in ghiaia, che conduce a Cà Verde e alla crocetta del Rocolo (dalla quale si ha una bella vista del paese, di parte del Lago di Garda e del Monte Baldo) in direzione sud, e alle Cave di Volargne in direzione nord (passando accanto ad un rudere quasi completamente nascosto dalle spine e vigneti).Attraversando il prato degli alpini invece, si percorre un sentierino nella boscaglia, fino a sentire il rumore dell'acqua: scendendo un po' nel bosco si arriva dove una piccola fonte d'acqua sbuca da un tunnel di cemento. In primavera i bambini si divertono ad osservare le piccole salamandre che vi nuotano.Proseguendo per la strada parallela alla ferrovia a nord del cimitero, passandovi dietro, si giunge all'area recintata della nuova galleria del treno. Se avete il permesso delle Ferrovie (oppure se ve ne infischiate) potete entrare, attraversare la ferrovia e seguire il sentiero ormai nascosto dalla vegetazione parallelo alla strada statale. Lungo le pareti di roccia si formano delle cascatine dopo le pioggie, mentre a sinistra si ammira la Chiusa dell'Adige,il canyon scavatosi nell'era glaciale. Si giunge infine alla Vecchia Galleria del treno, ora dismessa. Percorrendola si arriva all'abitato di Ceraino, attraversando il quale è possibile giungere al forte austriaco che sovrasta il paese (forte Hlawaty). Scendendo dal sentierino e percorrendo la statale, invece, si arriva alle rovine del forte della Chiusa, un tempo utilizzato per il controllo dell'accesso alla strada del Brennero (da parte degli austriaci) e poi per il controllo del confine austriaco (da parte degli italiani).
Stefano P
Livello 100     1 Trofeo   
Voto complessivo 6
Guida generale : Per gli appassionati di storia non mancano i reperti archeologici di era preistorica. Il più importante, da visitare, è il riparto Soman del Paleolitico superiore. Nel paese sono presenti ben quattro chiese: quella parrocchiale di Volargne, quella di Peri, quella... vedi tutto di Santa Lucia e quella di Ceraino. Dolcè fa anche parte dell'Associazione nazionale delle città del vino e nella sua vallata presenta una grande distesa di vigneti. Da visitare anche il Castello sulle pendici del Monte Pastello.
Da non perdere Strada del vino , Chiesa Parrocchiale di Volargne
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