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Cosa visitare a Venosa  

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Castello: il Castello venne costruito per ordine di Pirro del Balzo nel 1460-70. Furono in questo periodo innalzate parte delle torri cilindriche che segnano gli angoli della pianta quadrangolare e la murazione, mentre al tempo del viceregno spagnolo risalgono il fossato, i bastioni e la loggia interna. Del Balzo lasciò numerosi segni che ricordassero e lodassero la propria famiglia, come lo stemma che rappresenta un sole raggiante. I due leoni che si trovano, invece, sul ponte di accesso appartengono al periodo romano. L'ingresso è da piazza Umberto, dalla torre ovest, ornata da una merlatura a beccatello. Si entra attraversando un ponte in pietra. Nella corte affaccia il loggiato cinquecentesco, con all'interno belle sale affrescate. Alcune di queste sale sono occupate dal Museo archeologico nazionale, che contiene una vastissima scelta di materiali che testimoniano la storia e le tradizioni della città. Di notevole interesse e bellezza sono le "ceramiche", la "collezione numismatica", i "mosaici" pavimentali e le "pitture parietali", le "tipologie sepolcrali", una "croce-reliquiario", "orecchini" e "plutei". Sempre all'interno del Castello è situata la Biblioteca comunale e i saloni di rappresentanza.

Piazza Umberto I: chiamata anche piazza Castello, deve il suo assetto alla metà del '500 quando con l'avvento dei Gesualdo, il fortilizio perse le funzioni di fortezza per divenire residenza. All'angolo con via Roma è posta la bellissima fontana Angioina che venne restaurata nel XIX con l'aggiunta di due statue romane raffiguranti leoni alle estremità. Nelle vicinanze troviamo anche la chiesa barocca di S. Filippo Neri, del 1679: la facciata, di gusto barocco romano, è caratterizzata dal robusto campanile; l'interno mostra un altare barocco; all'altare maggiore, una tela di C. Maratta.

Cattedrale: commissionata da Pirro del Balzo nel 1470, la Cattedrale fu costruita in onore di S. Andrea apostolo, sull'originaria chiesa greca di S. Basilio. La struttura presenta una facciata con un portale d'ingresso del 1512, opera di Cola di Conza. Il campanile si sviluppa su due ordini e termina in una cuspide piramidale; sui paramenti esterni sono incastonati antiche iscrizioni romane e bellissimi sarcofagi. L'interno è a croce egizia, con tre navate, archi ogivali e un arco trionfale. Numerose opere sono custodite al suo interno ma da citare per la qualità plastica è il portale d'ingresso alla cappella del Sacramento, che si apre a destra del presbiterio: l'Assunzione della Vergine sull'altare è di Francesco Solimena.

Corso Vittorio Emanuele II: una delle più grandi arterie che attraversano la città conduce, passando per il centro storico, al parco archeologico e all'abbazia della Trinità. Sulla destra, suggestivi scorci di stradine e piazzette. In largo Manfredi, lungo il corso, si vede una corte con residui elementi architettonici medievali; sulla sinistra di via Vittorio Emanuele si apre piazza Orazio, circondata da decorosi edifici neoclassici della seconda metà dell'Ottocento. Poco oltre si trova la chiesa di S. Domenico, di cui rimangono il portale e un trittico marmoreo a bassorilievo. via Garibaldi: la strada è parallela al Corso Vittorio Emanuele II. Gli edifici che la circondano mostrano evidenti tracce di strutture gotiche.

Si possono qui percorrere stradine tipiche, ricche di scorci suggestivi, frammenti di iscrizioni e tracce antiche; deviando a sinistra in vico secondo S. Benedetto e quindi in vico Biagio, s'incontra l'ex chiesetta di S. Biagio, dall'interessante facciata manierista, caratterizzata dalla robusta trabeazione che separa la parte superiore da quella inferiore. L'interno, del periodo tardobarocco, conserva tracce della decorazione a stucco, tipica di quell'epoca artistica. Svoltando a destra incontriamo la chiesa di S. Maria della Scala, fondata nel 1589 e consacrata, come ricorda l'iscrizione sul portale, nel 1662.Casa di Orazio:si tratta di un edificio romano a pianta semicircolare, forse i resti di un auditorium. La facciata è ancora in mattoni a legatura reticolata, mentre a sinistra dell'ingresso è murato un bassorilievo.

Parco archeologico: si tratta di una vasta zona di scavi della quale fanno parte le terme, la domus, i complessi residenziale ed episcopale, la chiesa incompiuta e l'anfiteatro. L'assenza di sovrapposizioni edilizie sull'area urbanizzata tra il periodo romano repubblicano e l'età medievale fanno del parco archeologico un unicum in Italia per quanto riguarda le città ancora oggi esistenti, le cui origini risalgono ai secoli prima di Cristo.

Le terme: sono costituite da una serie di ambienti allineati lungo la strada basolata. Dall'ingresso, una passerella in legno porta, da un ambiente forse utilizzato come spogliatoio, al frigidarium, decorato con un bellissimo mosaico antico.

La domus: l'ingresso principale si trova, come quello delle terme, sulla strada basolata, ingresso che immette, attraverso un piccolo corridoio, nell'atrio, con vasca al centro e pavimento musivo a motivi vegetali. La costruzione dell'intera casa risale al II secolo.

Il complesso residenziale: occupa un isolato chiuso tra due vie basolate. Un ingresso con soglia in pietra apre una domus formata dalla successione tradizionale di atrio, tablinum e peristilio. Tutto il complesso residenziale risale all'epoca tardorepubblicana.

Il complesso episcopale: fu costruito su un'area che originariamente era occupata da abitazioni. Qui venne costruita la Cattedrale di Venosa.

La chiesa incompiuta: fu iniziata con l'intento di creare una grande basilica, il suo nome chiarisce bene le sorti del luogo di culto: tutti quelli che passarono di qui cercarono di portare avanti i lavori senza mai terminarli.

L'anfiteatro: era costituito da un anello esterno a pilastri e da un corpo centrale su tre livelli, che sosteneva le gradinate; al centro dell'arena, nel sottosuolo, erano situati gli ambienti di servizio e i magazzini per le attrezzature. La struttura per spettacoli risale all'età giulio-claudia.

Abbazia della Trinità: è uno dei monumenti più interessanti dell'Italia meridionale. Di origine paleocristiana, venne ampliata in periodo normanno, consacrata nel 1059, ingrandita nel 1135 dai benedettini, che però non

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Indirizzo: 24, Via Roma
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