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Cosa visitare a Pietrelcina  

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Panoramica per visitare Pietrelcina al meglio

Sembra proprio che sia la pietra scura, dagli spigoli vivi, il simbolo di Pietrelcina, un paese d’altri tempi dove le abitazioni di sono costituite dai massi naturali tenuti insieme dalla calce magra e tutte poggiate, esse stesse, sulla roccia viva, su quello sperone calcareo che ha dato origine al paese. Un borgo caratteristico molto interessante da visitare, con queste case addossate le une alle altre, quasi a proteggersi vicendevolmente.

Un ambiente tranquillo, dove poter passeggiare rilassandosi verso il rione Castello, quello dove è iniziata la vita di un santo. Già, perché al di là delle caratteristiche antiche del paese e delle sue bellezze, tutto qui è legato a Padre Pio, come se Pietrelcina esistesse soprattutto grazie a lui e per lui. Sicuramente, il fatto che egli sia nato qui ha contribuito a valorizzare la zona sotto il punto di vista turistico, facendo conoscere le bellezze paesaggistiche di tutto il Sannio, nonché le eccellenze enogastronomiche. Nel nome di San Pio da Pietrelcina.

Sicuramente, il simbolo religiorso di Pietrelcina è il suo santoo. Il rione Castello lo rappresenta, con le sue stradine tortuose e le tappe obbligate per un percorso sulle tracce di Padre Pio.

Chi arriva a Pietrelcina può ripercorrere le stesse strade e sostare negli stessi luoghi di Padre Pio. In vico Storto Valle si trova la sua casa natale: si tratta di due piccoli ambienti presi in affitto da padre Grazio. Tutto molto spartano, come si usava un tempo, con la cucina caratterizzata da un vecchio camino e la camera da letto dove dormivano i fratelli Forgione e dove Padre Pio fece le sue prime esperienze soprannaturali.

Nei pressi, sulla sommità dei resti dell’antico castello baronale, la Torretta, una piccola stanza costruita sulla roccia cui si accede grazie ad una ripida scalinata. Qui visse Padre Pio da malato tra il 1909 e il 1912, spostandosi, quando la sofferenza fisica era troppa per affrontare quelle scale così difficili, nella vicina abitazione del fratello Michele, in via Santa Maria degli Angeli al numero 44, un luogo importantissimo perché qui il santo combatteva le sue cruente battaglie anche fisiche con il demonio. In tale abitazione venne ospitata, tra il 1941 e il 1943, la figlia spirituale di Padre Pio, l’americana Mary Pyle, grande benefattrice dei capuccini.

A non molta distanza si incontra la piccola Chiesa di Sant’Anna, nel punto più alto del rione Castello: risale al XIII secolo, anche se la sua attuale estetica è del 1600, e al suo interno sono conservate, tra l’altro, le reliquie di San Pio martire, venerato in paese, estratte dalle catacombe di Priscilla. In questa chiesa Padre Pio fu battezzato e ricevette comunione e cresima. Da non perdere, poi, la visita alla chiesa parrocchiale di Pietrelcina, Santa Maria degli Angeli, che conserva la statua lignea policroma di scuola napoletana della fine del 1600 raffigurante la Madonna della Libera, patrona del paese: Padre Pio la chiamava "la Madonnella nostra".

Annesso al convento dei Cappuccini c’è da visitare il Museo di Padre Pio in cui sono raccolti i pochi oggetti che hanno segnato la vita del santo, come il camice della flagellazione. Nella chiesa conventuale della Sacra Famiglia è possibile pregare davanti al prezioso reliquiario a forma di tempietto realizzato dallo scultore-orafo Lineo Tabarin che costudisce l’osso ioide di Padre Pio, staccatosi naturalmente dalla salma. In località Pantaniello, sotto il rione Castello, sorge un pozzo che rappresenta l’inizio del Cammino del Rosario, una stradina campestre molto verdeggiante, circondata da campi e ricca vegetazione, che porta alla masseria di Piana Romana.

Arrivati a Piana Romana, un angolo molto suggestivo appena fuori Pietrelcina, c’è la masseria dove la famiglia Forgione veniva a lavorare i campi: uno stanzone di pietra, senza intonaco, né pavimento, con un focolare e un soppalco, dove era conservato il fieno. Nelle campagne di Piana Romana, il giovane Francesco pascolava il suo piccolo gregge e passava il suo tempo sotto una capannuccia di paglia eretta attorno ad un tronco di olmo per leggere, studiare e pregare: è l’albero vicino al quale San Pio ricevette le prime stimmate. Il tronco di quest’olmo, in una cappelletta che gli si è costruita intorno, è ancora lì, trattato con resine particolari, a raccogliere i pellegrini. Qui c’è anche il pozzo che il padre Forgione costruì proprio su indicazione del figlio e la chiesa dei cappuccini dove è possibile seguire le liturgie in vari orari durante la giornata. Tutto intorno, boschetti di pini e alberi misti.

A Pietrelcina c’è una moderata presenza di negozietti che vendono souvenir religiosi e anche oggetti di artigianato, soprattutto terrecotte lavorate e dipinte a mano. Diverse botteghe dove comprare i prodotti enogastronomici tipici, dall’olio extravergine, ai vini, al caciocavallo, alla pasta, soprattutto lungo viale dei Cappuccini. Ristoranti, trattorie, agriturismi, tra il centro di Pietrelcina e Piana Romana sono in grado di soddisfare i palati proponendo le ricette tipiche della zona. Un suggerimento: meglio prenotare nei giorni festivi e in quelli corrispondenti ai festeggiamenti legati a Padre Pio.

Nei dintorni di Pietrelcina si trova Benevento, a poco più di 12 km. Tanti i suoi monumenti, tra cui la Chiesa di Santa Sofia, patrimonio Unesco, fatta costruire dai Longobardi alla fine dell’anno 700. Benevento è anche conosciuta come la città delle streghe, famoso l'omonimo iquore, che secondo la leggenda si riunirebbero sotto un certo noce per organizzare le loro performanc. Da vedere l’Arco Traiano, al centro della città, costruito tra il 114 e 117 d.C. e il Teatro Romano voluto da Caracalla. A mezz’ora da Pieltrelcina si può arrivare a Telese e alle sue terme, antiche fonti di acque sulfuree, ideali per la cura delle malattie della pelle, dell’apparato respiratorio e di quello genito-urinario. Il tutto passando tra paesaggi spettacolari, gironzolando tra i quali si può giungere a Campolattaro, con il suo castello: si conosce almeno dal 1100, all’epoca dei Normanni. Un’oretta per arrivare a Sant’Agata dei Goti, nota per il suo omonimo vino e per il suo centro storico costruito su uno sperone di tufo circoscritto da profonde forre create dai torrenti Riello e Martorano.

Pietrelcina si gira agevolmente a piedi e una bella passeggiata nel verde fa arrivare a Porta Romana. Per il fuori comune è attivo il bus urbano della società Sourceland, dalle 8 alle 19, con i biglietti acquistabili a bordo.

Qualche suggerimento per raggiungere Pietrelcina: in auto, da Nord si prende la A14, via Bologna-Pescara-Bari, uscita casello di Termoli-Molise e poi si va verso Benevento-Pietrelcina. Da Roma-Napoli prendendo la A1, uscita Caianello, proseguendo per Telese-Benevento-Pietrelcina. Da sud, via Reggio Calabria-Salerno, la A3: imboccare l'autostrada Napoli-Bari (A16), direzione Bari; uscire al casello di Benevento, quindi a Benevento Ovest e imboccare la SS 212 per Pietrelcina. In treno: si scende a Benevento Centrale e poi taxi o autobus della linea ETAC.

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