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Nocera Terinese: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Troviamo ancora a Nocera Terinese le rovine del Convento dei Cappuccini, costruito nel 1581 sui resti di un castello normanno, che dominano il centro abitato. Tra gli edifici religiosi possiamo visitare la barocca chiesa di San Giovanni Battista, al cui interno ammiriamo stucchi e affreschi del ‘700, la chiesa dell’Annunziata con la famosa statua lignea della Pietà, del XVIII secolo, e la chiesa di San Francesco, con splendidi altari di tufo, del rinascimento, e un arco trionfale.

Tra i riti più suggestivi della Calabria, troviamo quello dei Vattienti che si svolge a Nocera Terinese durante la processione del Sabato Santo. Mentre i fedeli seguono per le strade del paese il gruppo ligneo della Madonna Addolorata, alcuni uomini si preparano per celebrare il rito. In questa sacra manifestazione spiccano due figure: l’Ecce Homo e il Vattiente, scalzi e legati l’uno all’altro da una corda di due metri e mezzo. Il primo, coperto solo da un panno che regge sui fianchi, tiene in mano una croce di listelli di legno coperti con bende rosse (simbolo del sangue); mentre l’altro, vestito con una maglia nera e un pantaloncino dello stesso colore, tiene sulla testa una corona di spine. I Vattienti poi si strofinano i polpacci e le cosce con un arnese di sughero “la rosa”, bagnato al rosmarino, per far affiorare il sangue nei capillari, per finire con dei veri e propri colpi sui punti arrossati con “il cardo” (disco di sughero con 13 punte di vetro) per far uscire rivoli di sangue che scorrono lungo le gambe.

Sulle ferite viene intanto versato del vino rosso, che disinfetta e impedisce la rapida coagulazione. Ogni Vattiente poi “segnerà” la porta della propria casa e quella di amici e parenti con il sangue in segno di buon augurio, per avviarsi finalmente all’incontro con la Madonna Addolorata. In questo momento il rito raggiungerà il suo culmine e la flagellazione avrà toni ancora più drammatici.

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