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Nardò: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Nardò è un comune della provincia di Lecce e sorge nell'area nordoccidentale del Salento; si affaccia, attraverso le sue marine, sul Mar Ionio. Si posiziona in quell'area del Tavoliere che viene attraversata dal Canale dell'Asso, ad un'altitudine media di circa 45 metri sopra il livello del mare, una posizione che porta la città ad avere un tipico clima mediterraneo, con estati afose ed inverni miti, con alcuni picchi squisitamente continentali, tanto che le notti possono essere particolarmente fredde.

L'area di Nardò risulta essere abitata sin dai tempi del Paleolitico e per migliaia di anni è stato uno dei più importanti centri culturali del Salento, visitarla significa immergersi in una città ricchissima di storia, come ben testimoniato da decine e decine di architetture eccezionali, ma altrettanto ricca di bellezza naturale, grazie ad un terreno incredibilmente vasto e variegato, che va dalla pianura alla palude, passando per ben 22 km di costa ionica.

Iniziamo proprio dal mare e dalle deliziose frazioni marine che appartengono al comune di Nardò, la più celebre è sicuramente Santa Maria al Bagno, un antico borgo di pescatori oggi battutissimo dai turisti per la pulizia del proprio mare. Altrettanto nota Santa Caterina, la frazione più popolata di Nardò resa celebre dal suo delizioso lungomare e da una costa principalmente scogliosa. Impossibile poi non parlare di una località come Sant'Isidoro, che possiede sia un magnifico litorale che una struttura storica quale l'antica torre di avvistamento che le dà il nome: questa è solo una delle varie torri costiere della zona; un'altra è quella che dà il nome alla frazione Torre dell'Inserraglio, probabilmente la più attrezzata a venire incontro alle esigenze dei bagnanti grazie al suo sviluppato centro turistico.

Parlando invece del centro storico di Nardò è doveroso iniziare soffermandosi sulle sue straordinarie architetture religiose. L'edificio più noto e rappresentativo della città è con ogni probabilità la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, fondata nel VII secolo sulle basi di un'antica chiesa basiliana ed abitata dai monaci benedettini. Il suo impianto è a tre navate, divise da due ordini di archi a tutto sesto e a sesto acuto; al suo interno ospita sia numerosi affreschi di pregio che un Crocifisso ligneo del XIII secolo detto "Cristo Nero" per via della colorazione scura del legno di cedro. Altrettanto nota la Chiesa di San Domenico, realizzata per l'ordine domenicano tra il 1580 ed il 1594, ma poi quasi totalmente distrutta a seguito di un terribile terremoto datato 1743. Al suo interno spicca l'altare della Madonna del Rosario con i quindici misteri, opera di Antonio Donato D'Orlando. Il centro storico di Nardò è ricco di chiese, da visitare, infatti, la Chiesa Beata Vergine Maria del Carmelo, la Chiesa dell'Immacolata, la Chiesa di Santo Antonio da Padova e moltissime altre.

Parlando invece di architettura militare, oltre le torri costiere, l'area di Nardò ne contiene almeno sette meritevoli di una visita, si ricordano il Castello Acquaviva, fondato durante il XV secolo mentre la città passava dalla dominazione angioina a quella aragonese. Si tratta di un impianto quadrangolare cinto da mura e circondato da un profondo fossato, completato agli spigoli da quattro torrioni a mandorla sporgenti. Un impianto di cui purtroppo oggi rimane ben poco, causa i numerosi rimaneggiamenti che lo portarono a trasformarsi in una residenza civile tra il XIX ed il XX secolo, si consideri che persino la facciata del castello è stata quasi totalmente modificata.

Altre strutture civili presenti a Nardò sono il Teatro comunale, un perfetto esemplare di architettura di tardo 1800, mentre il suo Palazzo dell'Università risale al XVI secolo ed è caratterizzato da un'elegante facciata in stile tardo barocco divisa in due ordini, quello inferiore caratterizzato da un portico tenuto da sette colonne, mentre quello superiore ospita quattro finestre ed un balcone. L'edificio civile più rappresentativo sia di Nardò che, più in generale, del Salento stesso, sono le masserie, strutture diffusesi tra il 1400 ed il 1600, simili a grandi aziende agricole fortificate, che un tempo venivano abitate sia dai proprietari terrieri che dai contadini e che comprendevano aree per le stalle, depositi per i foraggi e così via. Oggi moltissime masserie sono state totalmente riqualificate e trasformate in ristoranti, agriturismi o b&b dove si respira un'atmosfera davvero unica: tra le più note della zona citiamo Masseria Bellanova, la cui imponente torre centrale è databile attorno al '400, Masseria Carignano Grande, caratterizzata dallo stile tipico delle ville rustiche, Masseria Giudice Giorgio, circondata da ben 1045 alberi d'ulivo, e Masseria Brusca, situata a monte del Parco di Porto Selvaggio e tutt'ora in piena attività.

Proprio Porto Selvaggio ci porta a parlare di un ultimo splendido aspetto di Nardò, ovvero le sue sensazionali aree verdi: il Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano infatti comprende ben 300 ettari di pineta e circa 7 chilometri di costa rocciosa, caratterizzata da macchia mediterranea: un sito di interesse comunitario istituito il 15 marzo 2006 e che complessivamente si estende su 1.122 ettari di territorio, edifici storici, tra cui Torre Uluzzo, Torre dell’Alto e Torre Inserraglio, paesaggi in grado davvero di mozzare il fiato, grazie agli splendidi esemplari di flora e fauna che li abitano, e addirittura aree di interesse archeologico e paleontologico.

Da questo punto di vista, il sito più celebre è probabilmente quello di Serra Cicora, un'area frequentata sin dai tempi del neolitico, anticamente adibita a necropoli ed all'interno della quale sono stati rinvenuti diversi sia oggetti della quotidianità che addirittura una piccola capanna rituale, probabilmente legata alle cerimonie funebri.

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